Business Model Canvas: passiamo alla pratica

Anche se è giovanotto, Start Me Up ha le sue tradizioni. Una di queste è fare il Business Model Canvas ogni settembre. Quest’anno, il primo in cui il progetto può contare su una community a supporto, si è deciso di fare non una, ma ben due, sessioni pratiche aperte a tutti i membri che mensilmente sostengono il format. Come del resto è venuto fuori durante i due laboratori, la community Patreon è un vero e proprio partner di Start Me Up, quindi chi meglio dei membri che la compongono per un progetto del genere?

Se non hai potuto partecipare, puoi sempre vedere i due laboratori e leggere il report con le riflessioni scaturite da questa esperienza: ti basta entrare a far parte della community.

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Un uso pratico del Business Model Canvas utile a capirne le potenzialità

L’intento di questi due appuntamenti è stato anche – se vogliamo – formativo. Quante volte infatti ci è capitato di sentire parlare di Business Model Canvas e non sapere come metterlo in pratica?

Anche in questo blog c’è un articolo che ampiamente illustra le potenzialità di questo strumento (tra l’altro è tra gli articoli più letti tra quelli pubblicati su radiostartmeup.it). Ma come spesso capita, se la teoria serve per comprendere i meccanismi che ci sono dietro uno strumento simile, è poi la pratica che ci aiuta a coglierne gli aspetti più interessanti e utili. E così il laboratorio ha permesso ai partecipanti di cogliere gli aspetti più pratici del Business Model Canvas.

Laboratorio su Business Model Canvas

Un grab video del laboratorio su Business Model Canvas

Start Me Up è diventato quindi, per una volta, un piccolo caso studio per comprendere meglio come compilare questo documento. E il risultato è stato straordinario: per me innanzitutto perché mi ha permesso di cogliere sfumature che altrimenti non avrei visto. E sono certo anche per i partecipanti che anche grazie a esperienze di questo genere, hanno preso ancora di più a cuore questo progetto che sostengono mensilmente.

Per vedere i due appuntamenti e leggere le considerazioni finali basta fare la propria donazione a Start Me Up.

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La foto di copertina è di Amanda Jones, via Unsplash.

Quali sono i contenuti riservati alla community Telegram di Start Me Up (fino a qui)?

N.B.: L’articolo è in continuo aggiornamento

La community Telegram di Start Me Up è attiva da aprile 2019 e da allora sono stati prodotti una serie di contenuti riservati ai soli membri. Sono momenti di incontro e di approfondimento che hanno dato la possibilità ai partecipanti di capire di più temi di loro interesse e conoscere persone con cui condividere passioni e quesiti comuni.

I format video creati appositamente per i sostenitori di Start Me Up sono Web-café, Community-café e Casi Studio. Mentre c’è un podcast speciale di nome Spam – è tutto grasso che cola.

  • Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web-café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.
  • Il Community Café è invece un momento di riflessione sulla community e sui progetti portati avanti dai membri del gruppo. Sono incontri nati su iniziativa del gruppo Telegram che ha sentito la necessità di incontrarsi da remoto per discutere di temi di interesse generale pertinente allo spirito del format.
  • Casi Studio è una videochat di 45 minuti incentrata sulla strategia dietro una startup di successo che viene raccontata direttamente dal suo founder. I partecipanti hanno così modo di conoscere le mosse che hanno portato al successo un progetto di impresa che arriva dal Sud Italia. Chi partecipa alla diretta può fare delle domande e ha a disposizione la registrazione e un piccolo report testuale.
  • Spam – è tutto grasso che cola. Un podcast minimale e settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.  Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

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Perché è importante sostenere economicamente Start Me Up?

Grazie alle donazioni mensili riusciamo a mantenere una serie di contenuti che si rivolgono a tutti.

Il podcast settimanale

È l’appuntamento fisso ormai dal 2014 (nel 2013 Start Me Up andava in onda su una radio locale messinese) per chi vuole saperne di più sul mondo dell’innovazione nel Sud Italia. All’attivo abbiamo 6 stagioni, più di 250 podcast pubblicati e orientativamente possiamo dire di aver dato voce ad almeno 300 progetti nati nel Sud Italia. In questi anni abbiamo contato più di 170mila download e non sappiamo quante persone nel frattempo abbiamo ispirato a fare qualcosa di nuovo nel luogo in cui vivono.


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Un calendario editoriale mensile

Da qualche mese il blog di Start Me Up cerca di avere una pubblicazione regolare composta di base da quattro rubriche mensili.

  • Biblosmu: ogni mese un libro che ruota intorno alle tematiche del digitale e dell’innovazione recensito per voi. Recensito significa che lo leggiamo veramente e poi ne scriviamo qui, sottolineando le cose che più ci hanno colpito e perché – secondo noi – è una lettura che vale la pena fare.
  • Bacheca: gli annunci di lavoro per chi vuole lavorare nelle startup del Sud Italia (e non solo). Sono quelli che trovate nel gruppo facebook (ne parliamo più giù) e che una volta al mese finiscono in un articolo. Oltre agli annunci ci sono anche bandi e opportunità per chi vuole trovare i fondi per il proprio progetto imprenditoriale, culturale o sociale.
  • HowTo: ogni mese un piccolo consiglio da adottare nel proprio lavoro quotidiano. Cerchiamo di condividere cosa abbiamo imparato in questi anni lavorando e ascoltando quelli più bravi di noi. Vi consigliamo video e/o articoli trovati in giro per la rete che possano ispirarvi e ci auguriamo che vi aiutino a risolvere quell’aspetto del vostro lavoro che non vi piace.
  • Camera a Sud: è lo spazio che dedichiamo ai progetti che sono passati da qui e che ci piace vedere crescere. Non solo: dalla scorsa stagione Camera a Sud è anche uno spazio che tiene accesa la luce su quello che dal punto di vista politico, sociale ed economico succede al Sud Italia. Una volta al mese trovate articoli, video o riflessioni che parlano della complessità di questa parte di Italia e ci aiutano ad avere una visione critica e più ampia possibile.

Il gruppo d’ascolto su Facebook

Il Gruppo d’ascolto su Facebook è nato come un vero e proprio esperimento. All’inizio era noto solo a chi ascoltava il podcast (lì era l’unico luogo in cui veniva nominato) ed è stato per alcuni mesi il luogo dei fedelissimi di Start Me Up. Da qualche mese ha cambiato forma e sempre più diventa il luogo in cui vengono pubblicati quotidianamente (o almeno ci proviamo) offerte di lavoro che arrivano dal mondo startup e dell’innovazione. Sono quelle che finiscono una volta al mese su bacheca ma chi è nel gruppo può leggerle in anteprima. Inoltre, ogni giorno, gli iscritti a questo gruppo ricevono un link a un video, a una lettura, o ad un podcast che li possa ispirare. 

Cerchiamo quindi di colmare due aspetti fondamentali per portare innovazione dove c’è bisogno: da un lato il lavoro che possa soddisfare le esigenze di ciascuno, dall’altro stimolare la curiosità con notizie insolite che possano suggerirci che c’è sempre un modo altro di vedere il mondo. 

Inoltre, nel gruppo vengono postati aggiornamenti che arrivano dal blog ed è il luogo dove segnalare progetti e/o tematiche che poi possono finire o qui o nei podcast di Start Me Up.

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Cosa si trova nell’archivio riservato alla community Telegram di Start Me Up?

I nostri appuntamenti dedicati alla community Telegram (quella, lo ricordiamo a cui ha accesso solo chi fa una donazione mensile) hanno trattato gli argomenti più di sparati. Qui trovate un elenco in aggiornamento dei contenuti pubblicati fino a qui. In alto ci sono i contenuti più recenti.

Casi Studio

Web-Café

Community-Café

Spam – è tutto grasso che cola

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Foto di copertina di Nathan Dumlao via Unsplash

Crescere grazie alla community: il modello di The Qube.



L’online e soprattutto i social network ci hanno abituato al concetto di community. Gruppi di persone che condividono un interesse e decidono di vedersi regolarmente e fare delle cose insieme. In tutto il Sud Italia ci sono molte community che ruotano intorno al mondo startup, spesso nascono per supportare chi ha un’idea e non sa da dove iniziare.

Tra i miei contatti forse Salvatore Modeo con The Qube è quello che meglio è riuscito a interpretare la community, mettendola al centro della crescita personale e imprenditoriale, non solo sua, ma del territorio in cui vive. In questo podcast ci racconta i passi e le modalità che stanno dietro un modello che potremmo definire: “incentrato sulla community”.

Tanti progetti tutti incentrati sulla community

Il racconto di The Qube che faremo in questo podcast parte dalla fine. Cioè dall’ultimo evento che vede co-protagonista questa community. Parliamo di Officine Mezzogiorno, il progetto ha come Capofila ItaliaCamp e si avvale della collaborazione del Comune di Lecce e di The Qube. L’obiettivo è convertire uno spazio oggi adibito a rimessa di autobus ad “un hub di connessione” destinato a modificare l’intero asset della zona.

The Qube non è nuova a questo tipo di operazioni. Già tre anni fa, grazie a un finanziamento della Regione Puglia, ha dato vita a Molo 12, uno spazio di coworking che fino ad allora era stata una biblioteca. Il “Molo” negli anni è diventato il fulcro di una serie di servizi che The Qube ha offerto ed è diventato centro di connessioni tra chi, a Lecce, ha voglia di fare impresa.

La citazione di Salvo sul ruolo della community e del coworking

La particolarità di questi progetti è la centralità della community. Sin dagli esordi, Salvatore e il resto del team di The Qube, hanno focalizzato i propri sforzi nel fornire risposte alle richieste di chi stava loro intorno, creando occasioni di scambio e di crescita personale e imprenditoriale. Un modello che da un anno circa stanno esportando anche a Brindisi con Super Brindisi. Incontri incentrati sulla community dove non c’è uno speaker, ma tutti hanno la possibilità di condividere la propria esperienza, in un’ottica di crescita personale e imprenditoriale.

Il ruolo e l’importanza del coworking

Nella storia di The Qube il coworking si è dimostrato un asset indispensabile. Non una semplice stanza con delle sedie e una connessione a internet, ma un luogo dove le persone sono pronte a entrare in contatto e a – come dicono quelli bravi – “contaminarsi”. Per questo chi lavora al suo interno deve avere un’attitudine alla collaborazione. Un concetto che nei primi anni di Molo 12 non è stato compreso da molti, ma con il tempo è entrato nella quotidianità delle persone. Il coworking rappresenta fisicamente il luogo dedicato alla community: dove si lavora, ci si incontra, si cresce. Insieme.


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Nella foto di copertina: Clay Banks on Unsplash


I brani utilizzati in questo podcast:

Crowdfunding: è davvero il modo giusto per finanziare la tua idea?

La domanda che abbiamo messo nel titolo di questo post è la stessa che si è posta nei giorni scorsi la nostra community su Telegram. Per sapere se il crowdfunding è davvero il modo giusto per finanziare la propria idea abbiamo deciso di rivolgerci a Roberto Esposito, protagonista del web-café dal titolo “Non usare il crowdfunding per finanziare la tua idea, a meno che…”.

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Chi è Roberto Esposito?

Roberto Esposito è un imprenditore, blogger e autore che cura strategie di comunicazione e di innovazione digitale, culturale e sociale. Nel 2012 crea DeRev, startup innovativa che si occupa di strategie digitali, crowdfunding, big data e comunicazione sui social media per brand e grandi aziende, istituzioni e Pubblica Amministrazione, personaggi pubblici e politici.
Nonostante la sua giovane età ha già collezionato parecchi traguardi, mostrando sempre una grandissima creatività nell’uso del digitale.

Come guardare il web-café “Non usare il crowdfunding per finanziare la tua idea, a meno che…”?

copertina Web-Café su crowdfunding

Per guardare il web-café “Non usare il crowdfunding per finanziare la tua idea, a meno che…” basta essere membri del gruppo Telegram segreto di Start Me Up. Cliccando sull’immagine o su uno dei bottoni presenti in questo post si verrà direttamente indirizzati al post Patreon che ospita il video. Inoltre, è presente un breve testo di resoconto di quello che si è detto durante la diretta con tanto di link ai siti a cui si è fatto riferimento. Per chi trovasse scomodo il video, all’interno del suddetto post di Patreon c’è il link all’audio del video.

Non solo crowdfunding

La registrazione del video con il commento testuale che ne sintetizza i contenuti e raccoglie i link citati durante la diretta si va ad aggiungere al resto dell’archivio che abbiamo collezionato fin qui. Tutti i contenuti sono fruibili dalla community in ogni momento e per scopi che rientrano nella finalità del gruppo: espandere la nostra conoscenza sui temi del digitale e dell’innovazione tecnologica.

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Foto di Annie Spratt via Unsplash

Anno nuovo, impegni (quasi) nuovi per la community Patreon di Start Me Up

Il 2020 si apre con qualche novità per la community Patreon di Start Me Up. Ci sono infatti alcuni cambiamenti nelle ricompense per chi decide di sostenere il programma con una offerta mensile. La prima riguarda l’intera community a pagamento (tutte quelle persone che donano almeno 3$ al mese), la seconda invece è riservata a chi dona 15$ al mese.

“Casi Studio”: il nuovo format per chi dona almeno 15$ al mese

casi studio - Patreon Start Me Up
I Patron che da questo mese doneranno almeno 15$ potranno partecipare al nuovo format, chiamato “Casi Studio”.

“Casi studio” è una videochat di 45 minuti che avrà come oggetto la strategia dietro una startup di successo raccontata direttamente dal suo founder.

I partecipanti avranno così modo di conoscere le mosse che hanno portato al successo un progetto di impresa che arriva dal Sud Italia. Come sempre, chi partecipa alla diretta potrà fare delle domande e successivamente avrà accesso all’archivio con la registrazione del webinar e un piccolo report testuale.

Primo caso studio: Spidwit con Antonio Parlato

marchio di Spidwit, prima startup di casi studio, il format di patreon

Il primo caso studio che prenderemo in esame sarà quello di Spidwit, startup siciliana che offre uno strumento di gestione delle pagine social aziendali.

Giovedì 30 gennaio alle ore 17, Antonio Parlato, co-founder di Spidwit sarà online per condividere la strategia che ha permesso al progetto di crescere del 400% nell’ultimo anno. Per partecipare basta donare almeno 15$ a Start Me Up.

Dona almeno 15$ e partecipa alla diretta

Web e community café: cambiano frequenza e modalità d’accesso

web e community café

Foto di Nathan Dumlao via Unsplash

I web café – prima riservati ai soli patron da 15$ – saranno aperti a tutti i sostenitori di Start Me Up. Ogni membro della community potrà conoscere e fruire degli insegnamenti di un soggetto “esterno” al gruppo. È un modo per stimolare ulteriormente la curiosità e conoscenza dei membri della community.

La cadenza dei Web Café resterà mensile. Fanno eccezione i mesi di giugno e dicembre perché in programma ci saranno i Community Café, che diventano semestrali.

Qual è la differenza tra un Web e un community café?

Il web café è un webinar con esperti del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café c’è sempre modo di fare domande

Il Community Café è invece un momento di riflessione sulla community e sui progetti portati avanti dai membri del gruppo. Sino a ora si è svolto mensilmente, ma da gennaio la cadenza sarà semestrale. La volontà è quella di condividere il più possibile un percorso con chi decide di far parte del progetto Start Me Up e dall’altra di riservare dei momenti di “assestamento” così da poter aggiustare il tiro e permettere al gruppo di andare verso una direzione comune.

In sintesi:

  • Web café = formazione su un particolare argomento con una persona esterna
  • Community café = riflessioni sulla community e i nostri progetti.

Cosa è la community Patreon di Start Me Up?

Da aprile 2019 è possibile sostenere Start me Up attraverso una piccola donazione mensile. Si va da una offerta di 3$ al mese (circa 10 centesimi al giorno, 36$ all’anno) fino a 15$. Per ciascuna donazione sono previste delle ricompense. Viene fatto tutto attraverso la piattaforma Patreon e si può donare con un account Paypal. Quando è stato lanciato il progetto, avevamo descritto tutto in questo post.

p.s.: l’articolo che hai appena letto, è comparso in forma diversa e riservata per alcune ore alla sola community: puoi leggerlo (se ti va) qui.

Immagine di copertina: Daria Nepriakhina, via Unsplash.

22. I prodotti per l’infanzia? Te li consiglia la community



Non è la prima volta che a Start Me Up ci occupiamo di servizi che si rivolgono a bambini e a genitori. Se appartenete all’una o all’altra categoria buttateci un orecchio perché incontriamo Fabiano Sileo di Togenther. Togenther potrebbe farvi risparmiare qualche soldo nell’acquisto di prodotti per l’infanzia. Se state pensando a un e-commerce siete fuori strada perché Togenther agisce come i gruppi di acquisto: mettere insieme più persone possibili e offrire loro i migliori prodotti per l’infanzia al miglior prezzo sul mercato, senza l’obbligo di dover effettuare l’acquisto di uno stesso prodotto nello stesso momento (così come previsto in ogni gruppo d’acquisto tradizionale).
Ma questo non è il solo vantaggio che Togenther offre ai suoi utenti. Chi acquista sul portale sa che i prodotti per l’infanzia che trova qui sono tutti testati. In un primo momento dai fondatori di Togenther e poi, naturalmente dalla community, che si scambia pareri e condivide le proprie esperienze. Un vantaggio che ritorna anche su chi sceglie di (o forse sarebbe meglio dire che viene scelto per) vendere attraverso Togenther: si riesce infatti a garantirsi un bacino d’utenza diretto e senza intermediazioni, se non quella dei gestori del portale.

La citazione di Fabiano di Togenther

Cosa possiamo imparare dalla storia di Togenther?

Con Fabiano Sileo, soprattutto nella seconda parte del podcast, ci concentriamo su come va creata e gestita una community. Ed è interessante scoprire come sia fondamentale mantenere attivi i propri membri con una serie di servizi che vanno al di là del risparmio sull’acquisto dei prodotti. Fabiano li elenca tutti nell’intervista, così come ci dice su cosa stanno attualmente lavorando. Da qui ai prossimi mesi i gestori di Togenther dovranno occuparsi dell’ottimizzazione del sito sia dal punto di vista della UX che della SEO. Un aspetto solitamente lasciato in secondo piano ma che invece si rivela essere centrale per la vita di un business online: se non trovo il tuo sito, come faccio a usarlo? E se non riesco a navigarlo, come faccio a fare acquisti? Sono domande che spesso ci si pone solo nella seconda fase di vita di un portale: all’inizio si preferisce concentrarsi sugli aspetti core del proprio business. È giusto? È sbagliato? A voi il giudizio: a nostro avviso è importante porsi il problema, solo così si riesce a fare la differenza. Così come auguriamo ai ragazzi di Togenther.


Foto di Robert Collins, via.

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Ascolta la playlist con le canzoni scelte dagli ospiti di Start Me Up.

Wake Up! Call 4 ideas porta la cultura di impresa a scuola Pochi giorni alla fine della campagna di crowdfunding promossa da 360gradi. In più parliamo di Effetto Wow e Need For Nerd



C’è tempo fino al 26 ottobre per dare una mano a 360gradi che su eppela sta cercando fondi per Wake Up! Call 4 ideas, quarta parte del percorso orientato a portare la cultura imprenditoriale sui banchi di scuola. Wake Up! Call 4 ideas è un contest in cui si invitano gli studenti di scuola superiore a pensare nuove idee imprenditoriali, permettere loro di seguire un workshop e partecipare allo Startup Day, con la consegna di un premio di 1000 euro alla migliore idea. Per saperne di più vi basterà ascoltare l’intervista a Davide Porrovecchio, primo ospite di questo podcast.
Wake Up! Call 4 ideas arriva dopo le iniziative Banca Scolastica, Wake Up! Your sense of business e il business game che i ragazzi di 360gradi hanno realizzato lo scorso anno, e che Start Me Up vi ha raccontato con una diretta da Corso Umberto I, a Caltanissetta.

Fate la vostra donazione adesso! Basta andare su eppela e scegliere la cifra che si intende donare. Sulla pagina facebook del progetto c’è un tutorial che spiega come fare la donazione.

L’Effetto wow? Scoprilo grazie al Service Design.

04-claudiacommongroundCosa rende unica una esperienza? Qual è l’effetto wow che rende indimenticabile un evento o un servizio? Non lo so, ma Claudia Busetto e Vincenzo Di Maria spiegheranno a chi organizza eventi o ha a che fare con le persone come rendere ogni esperienza memorabile. Lo faranno durante il workshop Effetto Wow, che rientra nelle Conversazioni sul futuro, serie di eventi che precede il Tedx Lecce che quest’anno ha come tema Memoria.

Ne parliamo con Claudia Busetto di commonground che ormai da tempo pone da tempo l’attenzione su temi che appartengono al Service Design. Proprio per questo motivo durante l’intervista gli chiedo alcune risorse per saperne di più su questa disciplina di cui ancora poco se ne parla in Italia. Claudia consiglia di iniziare con:

This is Service Design Thinking di Jakob Schneider e Marc Stickdorn, c’è il libro e un sito
Experience Design 1.1 di Nathan Shedroff, lo trovi qui
uxdesign.cc, archivio dove trovare qualsiasi cosa inerente al mondo dello ux design.

Inoltre Claudia invita tutti a Effetto Wow che, come scritto si terrà alle Officine Cantelmo a Lecce il 4 novembre (i biglietti si trovano qui) e poi anche al X Summit Italiano di Architettura dell’Informazione organizzato da Architecta, che si svolgerà a Roma l’11 e il 12 novembre e avrà come tema: Lasciare il segno. I biglietti si trovano qui.

In Sardegna c’è una community che ti insegna a programmare.

needfornerd

C’è chi in Sardegna si è messo in testa di diffondere i linguaggi di programmazione a chiunque abbia un minimo di curiosità. Sono i ragazzi di Need for Nerd e Michele Mereu li racconta in questo quarto podcast di Start Me Up. Venuti fuori dall’esperienza del Contamination Lab di Cagliari, i ragazzi da allora hanno organizzato workshop, incontri e eventi di divulgazione. Gli incontri sono pensati per esperti, principianti e bambini e sono tutti a tema coding, ovviamente. Need for Nerd ha collaborato con numerosi enti locali e crede fortemente nel valore della community. È attivo un gruppo su facebook che conta circa 2500 iscritti, dove chiunque può entrare per chiedere consigli e assistenza.

Need For Nerd è anche su twitter, facebook (come pagina) e ha un sito: needfornerd.com.

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#36.radiosmu – La Startup dei matrimoni alla conquista d’Europa Grazie al secondo round di investimenti Martha's Cottage si appresta a invadere il mercato europeo



C’è qualcuno che nella parte sud orientale della Sicilia ha deciso di muoversi in un territorio piuttosto singolare. L’aspetto interessante è che lo sta facendo bene e qualche settimana fa si è aggiudicato un secondo round di finanziamenti che ha portato il capitale dell’azienda a 500 mila euro. Mi riferisco a Martha’s Cottage, e-commerce siracusano dedicato al mondo delle nozze. La notizia del finanziamento ci dà la possibilità di ospitare uno dei fondatori e oggi CEO, Salvatore Cobuzio. «Con il precedente finanziamento abbiamo raggiunto la leadership in Italia – dice ai microfoni di Start Me Up – adesso vogliamo aprire le porte all’Europa e farci conoscere anche lì». Martha’s Cottage potrà inoltre contare sull’appoggio di nuovi soci che sosterranno l’azienda non solo attraverso il denaro ma anche con le proprie competenze, visto che sono stati scelti principalmente tra imprenditori che operano in ambito digitale.
«Il mercato dei matrimoni on-line è strano – continua Salvatore – ed è un po’ come quando Amazon ha iniziato a vendere libri o Zalando a vendere scarpe». Il team di Martha’s Cottage è stato bravo a intercettare un cambiamento che si sta verificando in questi anni e, come è già successo negli ambiti già citati, l’essere arrivati per primi ha degli innumerevoli vantaggi. «Martha’s Cottage nasce da una esigenza personale – racconta ancora Salvatore – e poi si specializza nella vendita di prodotti che difficilmente è possibile trovare off-line. Il tutto a prezzo di fabbrica». Una crescita graduale quindi per una azienda che ha la sede a Siracusa e che sempre più si sta aprendo al mondo. Per conoscere il catalogo di Martha’s Cottage basta andare su marthascottage.com.

Con Moby Blog hai la versione mobile del tuo blog in due mosse

moby_copertinaDa qualche settimana Start Me Up ha la sua versione mobile grazie a Moby Blog, applicazione che permette a chiunque gestisce un blog di creare una versione ottimizzata per dispositivi mobili. «Ma non è il solo vantaggio» dice Michele Riso che l’ha progettata e che ritroviamo dopo averlo sentito qualche anno fa come vincitore dello Startup Weekend Cosenza. Moby Blog può dalla sua parte offrire una community ben strutturata e suddivisa per categorie, scelte tra quelle più ricercate dai motori di ricerca.
Ma il vero punto di forza di Moby Blog è l’estrema facilità di inserimento del blog all’interno della piattaforma. «Basterà infatti andare su mobyblogapp.com, registrarsi e inserire tutti i dati del proprio blog – spiega Michele. Successivamente basterà installare il plugin di wordpress dedicato e avrete la versione mobile del vostro blog». Facile, no?

Grazie a Bollenti Spiriti The Qube avrà il suo spazio di coworking

A febbraio 2015 ci siamo fatti raccontare da Giorgio Scolozzi cosa è The Qube, associazione che promuove la cultura di impresa nel Sud della Puglia. Qualche giorno fa su facebook mi sono imbattuto nel post che documentava la firma che permetterà all’associazione di aprire in collaborazione con le Officine Cantelmo Molo 12, «uno spazio di coworking e una serie di laboratori sia di formazione che di networking» spiega Salvatore Modeo di The Qube. Molo 12 è l’ecosistema che circonda la startup nella fase di avvio: «Se la startup è la barca che si appresta a navigare mari incerti, il molo è il luogo in cui questa barca può rifornirsi e prepararsi al viaggio – spiega Salvatore. 12 sta per Salento: quindi l’dea è che sia il territorio il primo punto di riferimento di una startup». Molo 12 verrà realizzato grazie al progetto “Laboratori Urbani” di Bollenti Spiriti e la firma arriva dopo un anno di attività presso le Officine Cantelmo. Nel corso dei vari eventi è stato chiesto alle persone cosa volessero diventasse quel luogo e la scelta è sintetizzata nel cuore del progetto. Molo 12 aprirà i battenti subito dopo l’estate, tutto dipenderà da quando si riusciranno a iniziare i lavori. «Con molta probabilità – spiega Salvatore – per chi volesse contribuire da subito alla realizzazione dello spazio, organizzeremo dei workshop di auto-costruzione e i partecipanti verranno ripagati con alcuni mesi di convivenza gratuita all’interno dello spazio». Per tutte le informazioni e ulteriori richieste trovate tutti i contatti sul sito theqube.eu.