Buyer Personas: perché sono importanti e come crearle da zero.

Quando abbiamo immaginato un appuntamento per la nostra community dedicato alle Buyer Personas abbiamo subito pensato a un laboratorio. Anzi, a due… In realtà è uno, ma in due parti.

Come già fatto con il Business Model Canvas, abbiamo messo a disposizione Start Me Up e i suoi dati e grazie alla preziosa collaborazione di lita.co e la disponibilità di Co-start, insieme a Antonio Lazzari abbiamo costruito le Buyer Personas di Start Me Up.

Lo abbiamo fatto giovedì scorso durante una sessione riservata ai membri della community. Tutto perduto quindi? Niente affatto! Presenteremo i risultati del laboratorio, venerdì 31 luglio alle ore 17:00 sul canale youtube di Start Me Up.

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Buyer Personas: profilare gli utenti per immaginare percorsi e strategie di successo.

L’esercizio delle Buyer Personas è “una profilazione predittiva dei clienti”, per usare le parole di Antonio. Ma il percorso di costruzione delle Buyer Personas non si limita alla descrizione del “cliente tipo”. Cogliere le caratteristiche di ciascuna “persona” ci è utile per offrire un servizio all’altezza delle aspettative e dei bisogni dei propri utenti. Nel caso di Start Me Up, ad esempio, si tratta di scegliere contenuti di interesse per i propri lettori e lettrici. E poi, conoscere le Buyer Personas aiuterà a immaginare le varie tappe del customer journey, analizzandone così i punti di forza e migliorando i punti deboli.
Le Buyer Personas hanno degli effetti anche sulla raccolta dei feedback: non più sondaggi o domande da rivolgere alla “massa dei clienti” ma pareri mirati da indirizzare al target per cui abbiamo immaginato un servizio/prodotto.

Prima parte del laboratorio su Buyer Personas

Quando è il miglior momento per creare le Buyer Personas?

Risposta breve: in qualsiasi momento!
Risposta lunga: l’uso delle Buyer Personas è fondamentale quando si è all’inizio di un percorso imprenditoriale, quando cioè non si conosce il proprio mercato e la strategia è ancora tutta da costruire. “E quindi dobbiamo costruire con dei mezzi più scientifici possibili un possibile cliente, un possibile target e su questo iniziare a lavorare”, ci ha detto Antonio.
Naturalmente, l’esercizio delle Buyer Personas è utile da fare anche quando la propria impresa è ben avviata: in questo caso è fondamentale per orientarsi verso i giusti segmenti di clientela.

Buyer Personas: schema

Chi è Antonio Lazzari?

Antonio Lazzari è un esperto di comunicazione in ambito sostenibilità sociale ed ambientale, mentor per molti incubatori ed esperto di Open Marketing su cui ha scritto il primo libro in italiano con la prefazione di DB Hurley, guru del mondo open source. Si occupa di sviluppo di comunità, con particolare riferimento allo sviluppo sostenibile e coesivo di ambiti locali per i quali crea ecosistemi ibridi tra imprese e no profit. Appassionato di Marketing Automation e del mondo del marketing etico.

Link al secondo laboratorio sulle buyer Personas

Un laboratorio in due parti

Quello delle buyer Personas è un laboratorio in due parti. Se non fai parte della community di Start Me Up, ci dispiace, ma hai perso già il primo appuntamento. Poco male, però, perchè la registrazione integrale è custodita in archivio ed è pronta per essere guardata quando e come vuoi.

Non puoi invece perdere la diretta aperta a tutti questo venerdì, 30 luglio, alle ore 17:00 durante la quale racconteremo l’esito del laboratorio e mostreremo i punti salienti affrontati la scorsa settimana.

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Linkedin: il social network per il business basato sui rapporti umani.

Il quinto appuntamento de Le interviste di Spidwit è incentrato su Linkedin. E per sapere come sfruttare al meglio tutte le potenzialità di questo social abbiamo chiamato una delle maggiori esperte del settore: Maria Letizia Russo, aka Social Seller Gram.

Più che un’esperta Maria Letizia si definisce una specialista di Linkedin. Ha iniziato a lavorare come programmatrice e ha scoperto le potenzialità di questo social quasi per caso. I suoi corsi e i consigli che dispensa tramite i suoi canali sono frutto della sua esperienza personale. Lo ha fatto anche durante la diretta che si è svolta giovedì 13 maggio.

Se te la sei persa puoi:

recuperare il video sui profili di Spidwit

ascoltare l’audio in formato podcast

L'intervista a Maria Letizia Russo su Linkedin per il business in podcast

leggere il breve report che trovi su questo blog.

Linkedin: il social con al centro l’interazione.

Linkedin nasce come social dedicato alle aziende e ancora oggi è forse quello più utile per il contesto b2b. Maria Letizia Russo, visto il suo background professionale da programmatore, vede questo social come un vero e proprio database.
Queste parole “tecniche” però non devono spaventare e soprattutto non devono portarci a sottovalutare il profilo umano di questo social. Alla base di Linkedin ci sono infatti le interazioni tra gli utenti. Più interagiamo, più ciò che scriviamo verrà mostrato agli altri. Funziona anche con i messaggi privati. Se con un contatto scambiamo alcuni messaggi privati, l’algoritmo mostrerà nel nostro feed i messaggi di quel contatto.

Linkedin: Account vs. Pagina

Persona = account e Azienda = Pagina. È una regola di Linkedin, non è un consiglio! Il rischio è vedere sparire il nostro account/pagina da un giorno all’altro. I liberi professionisti possono naturalmente creare una pagina a proprio nome: del resto è un lavoro!

Solitamente le pagine servono a creare “una cultura” attorno al settore in cui si opera. È quindi consigliato non solo aggiornare i propri follower su ciò che l’azienda fa, ma anche dispensare consigli e/o aggiornamenti sul proprio settore di appartenenza.
Per la creazione di un calendario efficace Maria Letizia consiglia la Regola 1 su 5. Per ogni post relativo alla propria azienda, bisogna scriverne cinque dedicati a informazioni relative al settore di appartenenza.

Se la pagina è dedicata a questo tipo di aggiornamenti, il profilo dovrà concentrarsi sulle esperienze professionali. È quindi il luogo in cui condividere consigli e/o riflessioni che scaturiscono dalla routine quotidiana.

Linkedin: consigli utili per migliorare il proprio profilo

Nel corso dell’intervista Maria Letizia ha dato alcuni suggerimenti su come utilizzare al meglio Linkedin.

Partendo dal presupposto che il vero valore di Linkedin è creare interazioni è importante sapere scrivere bene i messaggi, soprattutto quelli privati. Sconsigliata la vendita al primo contatto, è bene tenere a mente che è sempre meglio donare che ricevere.

Un buon profilo poi è quello che descrive in ogni sua parte le competenze di una persona: l’obiettivo è crearsi una buona reputazione. Questo ci permetterà di trovare lavoro senza effettivamente cercarlo perché saranno gli altri a trovarci.
Per questo motivo è importante scrivere in modo diretto la sezione informazioni. È fondamentale dire chi si è e di cosa ci si occupa. Non dimenticare di utilizzare le parole chiave che descrivono meglio la propria attività. Ricorda: Linkedin è un motore di ricerca!

Un buon post nasce sempre da una buona idea che deve essere annotata sul momento. In seguito bisognerà prendersi il tempo necessario per scrivere il testo e, una volta completato, chiedersi: A chi può interessare? È abbastanza chiaro? Perché una persona dovrebbe leggerlo? E apporre le giuste modifiche…

Se utilizzi un video deve essere una pillola di non più di un minuto e mezzo e deve avere i sottotitoli.

Ruolo di Linkedin nella comunicazione aziendale

Una delle tecniche più utilizzate all’interno di Linkedin è la cosiddetta Employer advocacy, utilizzare cioè la voce dei dipendenti per parlare della propria azienda. È una tecnica di branding che parte dal presupposto secondo il quale i dipendenti sono i migliori ambassador della propria azienda. Naturalmente non ci deve essere nulla di imposto e l’advocacy può avvenire sia attraverso post personali dei propri dipendenti oppure attraverso commenti e “mi piace” ai post della pagina aziendale. È il miglior modo per diffondere un contenuto all’interno del social network.

Traffico a pagamento o organico?

Il consiglio è sempre quello di lavorare in organico con un calendario editoriale strutturato e misurando tutte le interazioni su cui possiamo contare (mi piace e commenti del nostro network). Ha senso investire in una campagna a pagamento solo se ciò rientra in una strategia ben strutturata: al momento infatti il costo è eccessivo e gli stessi risultati possono essere raggiunti anche con azioni gratuite.

Statistiche

Linkedin restituisce delle buone statistiche per quanto riguarda le pagine. Sono molto utili ed è possibile anche scaricarle. Anche quelle relative al profilo sono utili: il problema è che sono poche e si riferiscono ad un arco di tempo limitato. Per questo motivo esistono dei tool a pagamento esterni a Linkedin che ti aiutano a tenere traccia dell’andamento del tuo profilo. In alternativa, puoi ovviare a tutto ciò con una buona dose di creatività e un file excel.

Chi è Maria Letizia Russo

Maria Letizia Russo è una consulente e trainer che si occupa di formazione all’utilizzo di Linkedin e di strategie Social Selling, LinkedIn e Sales Marketing.

Grazie all’esperienza maturata in ambito Marketing B2B oggi si rivolge a professionisti e aziende, per le quali elabora strategie Linkedin Marketing ed Employer Branding.
Il suo approccio alla formazione Linkedin è caratterizzato nel coinvolgimento di tutti i ruoli presenti all’interno dell’azienda. In più include il Sales Marketing (SMarketing) ossia l’interazione e collaborazione tra comparti Marketing e Vendite nelle aziende al fine di creare team coesi, coordinati e interattivi per incrementare i fatturati, agevolare e accelerare i processi di vendita.

Il suo sito è marialetiziarusso.com.

Le interviste di Spidwit

Spidwit apre il suo salotto virtuale per una serie di interviste con i principali esperti italiani di social media, che possono fungere da ispirazione per imprese e professionisti, nel loro lavoro quotidiano sui social media.

Padrone di casa sarà Fabio Bruno di Start Me Up, il podcast che ormai da sette stagioni si occupa di raccontare l’innovazione tecnologica, sociale e culturale del Sud Italia.
Il modo migliore per seguire le interviste di Spidwit è la diretta, ma nel caso dovessi perderle, puoi vedere le registrazioni sui canali ufficiali di Spidwit o ascoltare l’audio dei video in podcast.

Sperimentare per crescere: il Growth Hacking di Raffaele Gaito.

Sperimentare per far crescere le aziende attraverso un costante lavoro di analisi, elaborazione dati e strategie personalizzate: questo è il growth hacking secondo Raffaele Gaito, protagonista del quarto appuntamento delle interviste di Spidwit (anche se Fabio durante la diretta ha detto quinto!).

Grazie alla sua esperienza come growth coach, Raffaele Gaito ha spiegato in modo semplice in cosa consiste questa tecnica di marketing e le sue applicazioni ai social media.

Puoi guardare la registrazione dell’evento sui canali di Spidwit.

Oppure ascoltare semplicemente l’audio in formato podcast

Raffaele Gaito - player podcast
Sperimentare con metodo per crescere

Il concetto di growth hacking è qualcosa di molto semplice. Si tratta di un processo di sperimentazione che ha come fine trovare nel modo più veloce quella azione di marketing che porti alla crescita dell’azienda. Bisogna ovviamente sperimentare con metodo per raggiungere i risultati stabiliti a monte da un’analisi: niente è affidato al caso e tutto si basa sui dati.

La multidisciplinarietà del Growth Hacker

La figura del growth hacker (che Raffaele preferisce chiamare growth coach) è per definizione di tipo orizzontale perché abbraccia varie competenze in relazione alla multidisciplinarietà della materia e comprende sia aspetti tecnici che creativi. Da una parte ci si trova a lavorare con dati e interviste, dall’altra servono competenze di marketing e comunicazione. La crescita può essere raggiunta solo coinvolgendo tutti i reparti che collaborano per il raggiungimento dell’obiettivo.

Anche il growth hacking ha un costo

Raffaele confuta la convinzione che le tecniche di Growth Hacking non necessitino di investimenti. Per natura questi processi sono brevi ed economici, ma per capire su cosa puntare per generare crescita è necessario fare una serie di test: molti non andranno a buon fine ma ci aiuteranno a capire cosa funziona e cosa no.

Un continuo processo di apprendimento

Nel growth hacking non esistono certezze, bisogna sperimentare. Per questo è impossibile stabilire a priori quale sia il canale su cui puntare per la promozione di un prodotto digitale. Si procede per tentativi: tutto quello che non è misurabile non porta da nessuna parte. Nel business è necessario prendere decisioni basate sui dati. Ad ogni test si impara qualcosa sui clienti, sui competitors e la percezione del prodotto o servizio che intendiamo vendere in un continuo processo di apprendimento.

Il tempo e il budget, i parametri da tenere in considerazione nella sperimentazione

In ogni esperimento bisogna considerare il tempo e il budget a disposizione. Una piccola azienda che ha poco denaro da investire dovrà prolungare il tempo di sperimentazione perché impiegherà di più ad elaborare i dati, mentre quando si lavora per realtà consolidate e senza problemi economici si può spingere con gli investimenti e dedicare meno tempo ai test.

E in Italia? Più che di crescita esponenziale meglio parlare di crescita sostenibile

Applicare il growth hacking al contesto italiano ha significato, per Raffaele e gli altri pionieri del settore, copiare ciò che veniva fatto all’estero e verificarne il funzionamento nel nostro paese. Con il tempo l’approccio è stato cambiato proprio per adattarlo ad uno scenario in cui non è possibile parlare di crescita esponenziale, ma di crescita sostenibile. Per vincere la diffidenza delle aziende è stato necessario semplificare il modo di comunicare al pubblico certe informazioni attraverso un lavoro di sensibilizzazione sull’argomento, operando anche dei cambiamenti lessicali ed escludendo i termini inglesi.

Le 4 caratteristiche del mindset di un growth hacker

Le caratteristiche principali del mindset di un growth hacker sono quattro:

  • Sperimentazione;
  • Raccolta e analisi dei dati;
  • Creatività;
  • Curiosità: porsi delle domande.

Se i primi due punti sono stati ampiamente trattati nella prima parte dell’intervista, è bene adesso concentrarsi su creatività e curiosità. La prima, spesso sottovalutata, è fondamentale per fare i test. Se non hai un approccio creativo non puoi trovare nuovi modi di dire e fare le cose. Per questo motivo la creatività va stimolata per accendere il pensiero laterale e integrare così il settore analitico che, supportato dai dati, può misurare quanto fatto.

Per quanto riguarda il porsi domande poi, possiamo tranquillamente affermare che è la base di ogni buona sperimentazione. La curiosità quindi è ciò che ti porta a trovare strade nuove per raggiungere i tuoi obiettivi. Sia una nuova campagna o una nuova tecnica da applicare: tutto nasce da uno spirito curioso.

Creatività data-driven

L’hacker è quindi una persona creativa, che si fa guidare dai dati. Si interroga e mette in relazione tutti gli elementi, aiutando tutto il team a mettersi in discussione per migliorare. Lavora sulle domande da porsi e non ha mai risposte certe. Il ruolo del growth hacker è proprio questo: stimolare. Non esistono risposte universali, ogni business ha una storia diversa: serve metodo, non formule magiche.

Quando smettere di avere pazienza

L’ultimo libro di Raffaele Gaito si intitola L’arte di avere pazienza. Quello della pazienza è un tema a lui caro, a cui ha anche dedicato un TEDx talk. Per questo motivo non potevamo non citarla. Questa caratteristica è qualcosa che chi fa impresa deve avere: “La pazienza è un muscolo da allenare”, per usare le parole di Raffaele.

Se comunque credere nelle proprie idee è importante, non bisogna accanirsi nel portare avanti un progetto che non mostra risultati. Mai come in questo caso è fondamentale non innamorarsi della propria idea. Crederci va bene, ancora più importante è sperimentare ed analizzare i dati. Se la risposta però non arriva nei tempi previsti è arrivato il momento di mollare. Ma attenzione! Arrendersi non è qualcosa di negativo, è solo una delle opzioni disponibili. Si può e si deve fare tesoro di quanto imparato fino a quel momento e spostare risorse ed energie altrove.

I miti da sfatare sul growth hacking e un esperimento

Chi è Raffaele Gaito.

Raffaele è un growth coach che aiuta le aziende a migliorare il loro business e promuovere i loro prodotti. E’ anche autore, speaker e blogger che dispensa quotidianamente consigli di marketing attraverso i suoi canali social. Al centro dei suoi contenuti ci sono suggerimenti su come gestire la propria azienda o progetto lasciandosi guidare dai dati, dagli esperimenti e dal pensiero laterale. Raffaele Gaito insegna alla Business School de Il Sole 24 Ore e da poco ha pubblicato il suo ultimo libro “L’arte della pazienza”. Il suo sito è www.raffaelegaito.com.

Le interviste di Spidwit

Spidwit apre il suo salotto virtuale per una serie di interviste con i principali esperti italiani di social media. Una serie di incontri con chi, ogni giorno, lavora con il digitale e i social network.

Grazie a Le interviste di Spidwit potrai quindi apprendere dai maggiori esperti del settore alcune tecniche per migliorare la tua presenza sui canali social. Sia che tu sia a capo di una impresa o tu abbia una partita IVA, è ormai imprescindibile saper gestire con costanza e coerenza la comunicazione attraverso questi canali che possono diventare dei veri e propri alleati dei tuoi affari.

Le interviste di Spidwit sono trasmesse sui canali social (facebook e youtube) di Spidwit e sono realizzate in collaborazione con Start Me Up. Puoi anche ascoltarle in formato podcast sul tuo player preferito!

Veronica Gentili e la concretezza del suo facebook marketing

In questo secondo appuntamento de “Le interviste di Spidwit”, Veronica Gentili, esperta di facebook marketing, ci ha dato alcuni importanti suggerimenti su come gestire le campagne pubblicitarie, rivelandoci potenzialità e limiti di questo versatile strumento di promozione.

Ci ha così guidati alla scoperta del suo mondo di formatrice e consulente per piccole e grandi imprese che ogni giorno si trovano a fare i conti con i cambiamenti che i social subiscono.

Puoi vedere l’incontro qui

oppure ascoltare l’audio in formato podcast!

Il podcast della registrazione del video con Veronica Gentili

Clicca sull’immagine per ascoltare il podcast

Facebook è il mezzo e non il fine

Il primo mito a cadere è quello delle interazioni sui social, esse sono un mezzo per raggiungere veri risultati di business: contatti, reputazione, customer care. Il coinvolgimento degli utenti deve servire a creare conversioni.
L’analisi è al centro del lavoro del social media manager, secondo Veronica. Quando si lancia una campagna bisogna analizzare lo storico, in modo da confrontare i risultati passati con quelli attuali. Anche il target viene preso in esame attraverso la definizione del pubblico che vogliamo raggiungere. Alla fine resta il budget, la cifra da distribuire in campagne differenziate per poi creare un funnel mirato all’acquisto.

Per gestire i social servono: tempo, competenza e formazione continua

Ogni negoziante che voglia gestire in autonomia i social dovrà tenere a mente che attitudine e interesse sono alla base del suo lavoro, e poi, naturalmente, dovrà avere tempo a disposizione da dedicare a questa attività.

Veronica sottolinea che è possibile ottenere dei buoni risultati, ma nella maggior parte dei casi è complicato per l’imprenditore gestire tutti gli aspetti; per questo esiste la possibilità di affidarsi a professionisti oppure dar vita a soluzioni ibride, in cui vengono suddivisi i compiti. La formazione continua è un fattore estremamente importante dato che l’algoritmo di facebook cambia di frequente, favorendo alla vista degli utenti alcuni contenuti rispetto ad altri.

Cosa bisogna fare prima di lanciarsi in una campagna facebook

Le premesse di un’efficace campagna facebook sono:

  • obiettivi chiari,
  • un pubblico ben definito a cui rivolgersi
  • un’azione di testing sui macro-aspetti.

Creatività, un buon copy e un sapiente utilizzo delle immagini aiutano a differenziare le inserzioni, rendendole più pertinenti e in grado di raggiungere un pubblico sempre più vasto.

Infine Veronica ha risposto in modo semplice e diretto a una serie di domande che sono arrivate dal pubblico.

Per esempio, specificando che facebook non è la soluzione a tutto perché non offre le stesse possibilità a ciascuno. Se si parla di raggiungere un numero ridotto di persone, è preferibile scegliere altri canali come Linkedin oppure il contatto diretto.

Mentre l’importanza dei clic va ridimensionata perché non implica che il contenuto verrà visualizzato, ma sarà necessario ottimizzarlo proprio per generare visualizzazioni sulla pagina di destinazione. Questo a conferma che è necessario investire nelle attività di promozione perché una strategia basata sull’organico arriva poco lontano.

Chi è Veronica Gentili

Con il suo atteggiamento pragmatico e la determinazione di chi vuol raggiungere obiettivi concreti, Veronica Gentili è stata inserita tra i 50 esperti più influenti nel campo dell’ Ad Tech. Consulente, speaker e docente di facebook marketing, nel 2016 è stata insignita del titolo di Facebook Certified Planning Professional e nel 2020 del Facebook Certified Media Buying Professional. Nel 2017 ha creato la Veronica Gentili Academy dove tiene corsi di facebook marketing.

Puoi seguire Veronica Gentili sulla sua Academy Facebook  e Instagram.

Le interviste di Spidwit

Spidwit apre il suo salotto virtuale per una serie di interviste con i principali esperti italiani di social media. Una serie di incontri con chi, ogni giorno, lavora con il digitale e i social network.

Grazie a Le interviste di Spidwit potrai quindi apprendere dai maggiori esperti del settore alcune tecniche per migliorare la tua presenza sui canali social. Sia che tu sia a capo di una impresa o tu abbia una partita IVA, è ormai imprescindibile saper gestire con costanza e coerenza la comunicazione attraverso questi canali che possono diventare dei veri e propri alleati dei tuoi affari.

Le interviste di Spidwit sono trasmesse sui canali social (facebook e youtube) di Spidwit e sono realizzate in collaborazione con Start Me Up. Puoi anche ascoltarle in formato podcast sul tuo player preferito!

Empatia e capacità di comprendere il proprio target: così è cresciuta Marketing Ignorante

Empatia e capacità di comprendere gli altri sono elementi importanti per far funzionare un progetto digitale, è così che la community di Marketing Ignorante ha raggiunto in pochi anni più di 50mila fan su facebook e più di 99mila follower su instagram. A raccontarlo in questa prima live del ciclo “Le interviste di Spidwit” è il fondatore della community, Steven Lo Presti.

Un posto dove parlare di marketing tra pari

Steven è un giovane appassionato di marketing che, nel 2017, ha pensato di condividere con studenti e amanti del settore digitale la sua curiosità verso questa materia. Il coinvolgimento della vasta community presente ormai non solo su facebook, ma anche su instagram, con un blog dedicato e un nutrito team di appassionati che lavora dietro le quinte, passa attraverso un rapporto orizzontale con gli utenti, un modo di comunicare i segreti del marketing in modo trasparente e continuativo.

Le caratteristiche di Marketing Ignorante sono presto dette. Innanzitutto la disponibilità nel rispondere alle tante richieste degli iscritti e l’urgenza di presentare in modo semplice una materia complessa ma molto richiesta come il marketing. Anche l’obiettivo di porsi come media company piuttosto che focalizzarsi sul business, evitando di monetizzare i contenuti, risulta una scelta con un preciso scopo.

Instagram è la piattaforma preferita dagli utenti. Steven ci spiega che il buon utilizzo di questo social e delle sue stories è determinante per creare una relazione solida con la community, alla pari, appunto.

Puoi fare a meno del calendario editoriale, però…

Sulla scelta dei contenuti il founder di Marketing Ignorante conferma l’importanza del calendario editoriale, ma nel loro caso la mancanza di una pianificazione rigida ha consentito maggiore flessibilità e tempestività nell’individuare le notizie da condividere. Il blog, invece, nasce dalla necessità di approfondire gli argomenti attraverso articoli che generano traffico organico, sebbene gran parte di esso sia veicolato dai social. Determinante, poi, per la crescita della fan base, è non avere paura di collaborare con altre pagine famose ed evitare la competizione.

Marketing Ignorante, quindi, è una community che pone al centro il valore umano e il libero scambio di informazioni, il cui scopo è creare professionisti del digital marketing in grado di dar vita a progetti vincenti.

Puoi seguire Steven Lo Presti su instagram e twitter.

Le interviste di Spidwit

Spidwit apre il suo salotto virtuale per una serie di interviste con i principali esperti italiani di social media. Una serie di incontri con chi, ogni giorno, lavora con il digitale e i social network.

Grazie a Le interviste di Spidwit potrai quindi apprendere dai maggiori esperti del settore alcune tecniche per migliorare la tua presenza sui canali social. Sia che tu sia a capo di una impresa o tu abbia una partita IVA, è ormai imprescindibile saper gestire con costanza e coerenza la comunicazione attraverso questi canali che possono diventare dei veri e propri allegati dei tuoi affari.

Le interviste di Spidwit sono trasmesse sui canali social (facebook e youtube) di Spidwit e sono realizzate in collaborazione con Start Me Up.

I Cavalieri Digitali quest’anno ti aspettano intorno alla loro tavola rotonda

È una vera e propria tavola rotonda quella che il 16 e il 17 ottobre verrà allestita per chi vorrà saperne di più sul marketing digitale. Una tavola accessibile anche da remoto per chi, in quei giorni non potrà raggiungere la “compagnia” a Capo d’Orlando, in provincia di Messina. Ad organizzarla sono i Cavalieri Digitali e sia che tu voglia farne parte da remoto o in presenza Start Me Up ti dà la possibilità di partecipare a un prezzo scontato.

Accesso alle competenze digitali a due passi dal mare

Il gergo medioevale è d’obbligo, lo usiamo ormai da tre anni, da quando cioè ha preso vita Cavalieri Digitali, l’iniziativa che vuole garantire l’accesso alle competenze digitali di qualità ai professionisti del Sud Italia senza obbligarli a viaggi lontani. E a due passi dal mare, visto che si svolge a Capo d’Orlando, stupenda cittadina sulla costa tirrenica a metà tra Messina e Palermo. L’edizione di quest’anno sarà una tavola rotonda, uno spazio di 100 posti che gli iscritti condivideranno con i Gran Maestri di questa terza edizione. Niente palco quindi, ma una formazione “alla pari” con tanto di esercitazioni pratiche. La tavola rotonda ti permetterà tra una lezione e l’altra di parlare e confrontarti con i formatori e il resto dei partecipanti su casi studio reali.

I temi di questa terza edizione spazieranno da lead generation, UX writing e neuromarketing con un occhio all’uso di strumenti come Google Ads e Linkedin. Qui tutti i nomi dei Gran Maestri e gli argomenti di questa terza edizione. In più, tutti i partecipanti alla tavola rotonda accederanno ai contenuti online sia gratuiti che a pagamento che i Cavalieri Digitali hanno prodotto nei mesi scorsi.

Start Me Up ti fa sedere alla Tavola Rotonda a prezzo scontato

L’ingresso alla tavola rotonda dei Cavalieri Digitali è riservato a solo 100 persone ed è a pagamento. Il prezzo finale dell’evento è di 190€ ma chi segue Start Me Up potrà accedere all’evento a soli 99€. Come? Basta mandare una mail e farne esplicita richiesta.

Richiedi il tuo codice sconto adesso

Cavalieri Digitali è un progetto nato tre anni fa da Anna Rachele Caporlingua e Federico Rinoldo dell’agenzia Sintagma. Un evento che seguiamo con affetto dalla prima edizione e che siamo felici di supportare e promuovere. Nel tempo Cavalieri Digitali è cresciuto nei temi e in prestigio, mantenendo inalterato l’obiettivo di portare con serietà le competenze pratiche e specifiche di marketing digitale al Sud Italia. È cresciuto nonostante gli organizzatori ci tengano a sottolineare che il loro è l’evento più piccolo e intenso del Sud Italia. Per questo devi garantirti il tuo posto alla tavola rotonda oggi stesso.

I dati come strumento di creatività nella propria strategia di marketing

Questo articolo è stato scritto con il supporto di Dario Flaccovio Editore

Teniamo fede alla promessa fatta a giugno e inseriamo nella biblioteca di Start Me Up Data-driven Marketing, libro scritto da Federica Brancale e pubblicato da Dario Flaccovio Editore.

Di cosa parla Data-driven Marketing?

Data-driven marketing è un libro che si concentra sull’importanza dei dati all’interno di ogni azione di marketing. Un volume dedicato perciò non solo all’analisi dei dati che il sito web e i canali social che gestiamo sono in grado di raccogliere, ma una visione a 360 gradi che ci permettere di raccogliere, organizzare e quindi analizzare i dati per usarli nelle campagne di marketing che intendiamo mettere in atto.

Non mancano cenni allo UX Design e – anche se può sembrare paradossale – alla creatività. Questa non può non essere guidata dai dati se vogliamo che funzioni davvero. Federica Brancale fa suo il messaggio che Giorgia Lupi con il suo Data Humanism porta avanti da un bel po’: i dati da soli non servono, necessitano di una interpretazione che li renda più umani. Solo così saremo in grado di leggerli correttamente.

Punti di forza di Data-driven marketing.

Ci sono una serie di pregi che nasconde il libro di Federica Brancale. Uno è che funziona da manuale. Puoi sì leggerlo tutto in una volta (come ho fatto io) ma in realtà è utilissimo da tenere sulla scrivania. Data-driven marketing infatti si presta ad essere non solo un volume che deve stare nella biblioteca di chi porta avanti un business online, ma anche a portata di mano, pronto per una consultazione veloce mentre si lavora.

Sono nozioni che vengono fuori anche dall’esperienza diretta di Federica Brancale. Per questo motivo non trovi solo la teoria ma anche alcune cose che vorresti provare subito. Più di una volta, mentre lo leggevo, c’è stata la tentazione di mettere da parte il libro e mettere in pratica i consigli che venivano dispensati tra le pagine del libro.

Su tutto c’è ovviamente una attenzione ai dati e al modo di organizzarli al meglio. È uno degli aspetti che ho più apprezzato nonostante io non sia una persona che ami molto questo lato del marketing. Ma, scorrendo le pagine di Data-driven marketing ti rendi conto che è centrale per la riuscita di un qualsiasi business on e off line.

Sono belle anche le numerose citazioni cinematografiche che l’autrice ha piazzato all’inizio di ogni capitolo. Rendono il volume meno tecnico non certo nella sostanza, ma nella forma, ottimo quindi per chi non mastica solitamente questo tipo di informazioni.

Chi dovrebbe leggere Data-driven marketing?

Federica Brancale ha concentrato in Data-driven marketing una serie di nozioni che sono davvero utili a chi di marketing ne sa poco e vuole iniziare a lavorare partendo dai dati. Non fatevi perciò spaventare dal titolo: il testo scorre e anche gli aspetti più tecnici sono spiegati con molta semplicità e numerosi esempi. La ricerca sul campo permette all’autrice di essere molto pratica nelle sue spiegazioni: un aspetto che rende questo libro una lettura piacevole e interessante.

Chi è l’autrice?

Federica Brancale è la creatrice, curatrice e digital strategist della community online Marketing Freaks. Inoltre è data analyst e conversion rate optimization specialist presso Intarget. È stata la protagonista del web café di giugno, che è venuto fuori proprio dopo la lettura di Data-driven marketing. La registrazione dell’incontro è riservata a chi sostiene Start Me Up.

Analizza i dati per creare strategie marketing vincenti

Saper raccogliere e analizzare i dati è fondamentale quando si porta avanti un progetto online. Sapere quali elementi prendere in considerazione e conoscere il modo migliore per farlo è il miglior modo per creare strategie di marketing vincenti. Giovedì 11 giugno abbiamo approfondito questo tema con Federica Brancale, Docente, consulente e blogger presso Marketing Freaks e autrice del libro Data-Driven marketing.

Entra a far parte della community e guarda il web café

Abbiamo letto con molto interesse Data-Driven marketing: il libro – pubblicato da Dario Flaccovio Editore – ha dato il la all’appuntamento con Federica. Insieme a lei ci siamo concentrati su come usare al meglio i dati e per costruirci sopra una strategia marketing vincente. Ci siamo fatti spiegare da Federica quali sono gli elementi da tenere d’occhio, come individuarli e controllarli attraverso Google Analytics per essere certi di conoscere sempre lo stato di salute del nostro progetto online. Ma attenzione! Non abbiamo parlato solo di e-commerce, ma anche di tutti quei progetti online che pur non vendendo nulla, producono dati e devono essere monitorati se vogliamo contribuire al loro successo.

Solo i membri della community di Start Me Up possono vedere il web café di giugno con Federica Brancale. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 3$ al mese (10 centesimi al giorno) e si accede a questo ed altri contenuti riservati: si tratta di webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

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Chi è Federica Brancale?

Federica Brancale è creatrice, curatrice e digital strategist di Marketing Freaks. Inoltre è data analyst e conversion rate optimization specialist presso Intarget. Ha scritto il libro Data-Driven marketing, pubblicato da Dario Flaccovio Editore.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta. Scopri tutti i web café realizzati fino a ora e tutto quello che puoi avere entrando a far parte della Community Telegram di Start me Up.

La foto di copertina è di Isaac Smith on Unsplash

Instant Marketing ma solo a certe condizioni

Che rapporto avete con l’Instant Marketing? Fabio pessimo, non gli va particolarmente a genio al punto che ha deciso di dedicarci una puntata di Spam è tutto grasso che cola. In meno di sei minuti spiega perché per lui l’avversione verso l’instant marketing è quasi una regola.

E come ogni regola che si rispetti anche in questo caso ci sono delle eccezioni. Soprattuto se hanno la grafica e la musichetta di Albano vs Dinos, videogioco creato da Manolo Saviantoni aka The_Oluk, Jeff Sisti e Samuele Sciacca.

Spam tutto grasso che cola - podcast copertina

Un podcast minimale e settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.

Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

Spam si ascolta solo tramite Patreon ed è riservato a chi dona almeno 10$ al mese.

La foto di copertina è del videogioco Albano vs Dinos, via.

Antisocial: comunicare senza usare i social network

A maggio la comunicazione è tornata protagonista del web café. Insieme a Andrea Ciraolo di Passione Podcast abbiamo cercato di capire come si può portare avanti un proprio progetto online e comunicarlo senza utilizzare i social network. L’evento è riservato alle due community Patreon che sostengono i rispettivi progetti. Tu puoi vedere la registrazione (o ascoltare l’audio) facendo una donazione a Start Me Up.

comunica senza usare i social network

Perché comunicare senza usare i social network?

Non usare i social network potrebbe sembrare un controsenso per chi è alla ricerca di pubblico. Al contrario, usarli troppo crea alcune distorsioni che alla lunga possono deteriorare la comunicazione del proprio progetto. Per questo motivo con Andrea abbiamo cercato di trovare il modo per bilanciare il nostro modo di comunicare, smarcandoci da quei meccanismi “social” che spesso hanno un effetto boomerang sul nostro prodotto.

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Chi è Andrea Ciraolo?

Andrea Ciraolo è l’autore del podcast Passione Podcast, il podcast che ti insegna a creare il tuo podcast, dove Andrea sbaglia al posto tuo! Andrea usa poco i social network per comunicare i suoi progetti: nonostante ciò riesce a raggiungere il target giusto. 

Andrea ha una laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, è un nerd, insegnante di informatica e web designer, avviato verso la professione di podcaster professionista nonché a incubatore e acceleratore di podcast.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta. Scopri tutti i web café realizzati fino a ora e tutto quello che puoi avere entrando a far parte della Community Telegram di Start me Up.

La foto di copertina è di Prateek Katyal via Unsplash