Perché chi ha un’idea d’impresa dovrebbe leggere “Da cosa nasce cosa”

Non so quando o perché ho deciso di inserire Da cosa nasce cosa di Bruno Munari nella mia lista pubblica di libri da leggere. Forse ne ho letto un estratto da qualche parte e avevo deciso che doveva rientrare nella mia biblioteca personale. L’incoscienza a volte ci azzecca e nonostante io non sia un designer questo libro mi ha divertito e per certi versi l’ho trovato utile per il mio lavoro.

Un libro sulla creatività

copertina libro Munari Da cosa nasce cosaSe ho deciso di parlare di Da cosa nasce cosa di Bruno Munari per dare il via alla rubrica sui libri di Start Me Up è perché questo è un libro sulla creatività. Vuoi poi per la scrittura leggera, vuoi per la semplicità delle argomentazioni Da cosa nasce cosa è a mio avviso un must per chi risolve problemi per lavoro. L’intento di Munari è quello di insegnare le basi della progettazione di cose alla portata di tutti, che risolvono problemi reali. Perché “se si impara a risolvere piccoli problemi si può pensare di risolvere poi problemi più grandi.” Munari spiega tutto in maniera lineare e attraverso modelli molto semplici. Su tutti, lo schema di risoluzione di un problema a mio avviso andrebbe appeso sul muro di ogni agenzia che progetta soluzioni per qualsiasi tipo di cliente.

La regola fondamentale che sta dietro ogni progetto: semplificare.

C’è anche un paragrafo dedicato all’importanza di semplificare. “Semplificare è un lavoro molto difficile e richiede molta creatività. Complicare è molto più facile”. Ora quanti di voi hanno progettato una app o un servizio, pensandoci di farci una startup, mettendoci dentro decine di funzioni? E adesso, pensate a quante cose o servizi usate proprio perché sono semplici da utilizzare? E, attenzione se non siamo capaci di capire quanto difficile sia semplificare è perché, per natura, è difficile quantificare il lavoro progettuale che c’è dietro a un oggetto o servizio che funziona bene. Sarà capitato a tutti, davanti a un nuovo oggetto che fa qualcosa di semplice esclamare: “Ma questo lo sapevo fare anche io”. La risposta migliore la dà Munari:

“quando qualcuno dice
questo lo so fare anch’io
vuol dire
che lo sa rifare
altrimenti lo avrebbe
già fatto prima”.

E qui capite quanto la novità rappresenti, almeno per alcuni campi, un reale vantaggio competitivo.

Anche se nasce per designer, Da cosa nasce cosa è perfetto per chi ha un’idea e vuole farci un’impresa. Il testo giusto, che ti induce a dubitare delle cose giuste e a porti le domande corrette. Servono altri motivi per pensare di doverlo leggere?

foto di copertina Chris Benson, via Unsplash

Volete fare scelte migliori? Provate uno di questi principi

A metà novembre Mark Manson, autore per il NYTimes e del libro La sottile arte di fare quello che c***o ti pare, ha scritto sul suo blog Cinque principi da seguire per fare scelte migliori. Io provo a farne una sintesi, l’articolo in inglese lo trovate qui.

Considerare il valore di ogni idea

Ogni decisione importante ha un suo valore finanziario, un valore emotivo, sociale e così via. Per prendere la giusta decisione è necessario considerare ognuno di questi “valori” e soppesarli. Ma attenzione! I valori potrebbero cambiare con il tempo: quindi è importante considerare sia il corto che il lungo periodo.

Per natura cerchiamo ricompense che arrivano nel breve periodo inseguendo il valore emotivo di una scelta. Purtroppo siamo spesso incapaci di vedere chiaramente i benefici a lungo termine di una scelta perché diamo un peso maggiore alle nostre paure e ansie, che sentiamo più vicine e presenti. Così come siamo poco predisposti a abbandonare qualcosa su cui abbiamo lavorato per tanto tempo o – ancora peggio – pensare che magari abbiamo sbagliato qualcosa (e stiamo ancora sbagliando).

Una regola che spesso funziona è quella di accettare i piccoli fallimenti che accadono nel breve termine ma che ci consentono di raggiungere il nostro obiettivo finale, certamente più importante. È questo che la maggior parte delle persone non riesce a fare ed è proprio qui che risiede il maggior numero di possibilità per avere successo.

 

Perdete di proposito (almeno a volte)

Alzi la mano chi non ha mai sentito la storia di un imprenditore che ha fallito decine di volte prima di avere un successo incredibile. Ogni volta che leggiamo questo tipo di storie, l’insegnamento che ne traiamo è che bisogna perseverare, perseverare, perseverare… e che queste persone sono state davvero fortunate perché alla fine ce l’hanno fatta.

Ciò che non consideriamo – dice Mark – è che tutti quei tentativi sono state delle scommesse in cui o si perdeva poco o si vinceva tantissimo. Se qualcuno vi desse un paio di dadi e vi dicesse che è disposto a darvi 10.000€ nel caso in cui uscissero due numeri uguali e che ogni tiro costasse 100€, voi non provereste fino a quando non esce la coppia?

Spesso pensiamo che nella vita abbiamo a disposizione un solo tiro di dadi: in realtà, ne abbiamo a disposizione molti di più, se non un numero infinito, molti di più di quelli che possiamo immaginare. Basta quindi adottare questo approccio alla vita di tutti i giorni. Alcuni esempi:

  • A lavoro proporre idee con la consapevolezza che il 90% di esse non avrà futuro, ma che, se accettate, vi permetteranno di dare una accelerata pazzesca alla vostra carriera;
  • Dare ai vostri figli compiti complessi sapendo che loro non li vorranno nemmeno vedere. Ma se lo faranno, voi avrete offerto loro un enorme vantaggio sugli altri bambini;
  • Non essere troppo esigenti nella scelta della persona con cui uscire, rimanendo però estremamente fermi su chi siete e su cosa volete con la consapevolezza che la maggior parte delle persone non sono affatto compatibili con voi;
  • Comprare libri difficili e non aspettarsi che tutti vi saranno utili o addirittura che sarete capaci di capirli: concedetevi però la possibilità che almeno uno di questi volumi vi possa cambiare la vita;
  • Dite di si a ogni invito che vi fanno anche se pensate che quell’evento sia solo una seria minaccia al vostro sonno: non potete mai sapere quando e dove incontrerete la persona che può cambiare la vostra vita.

Questo breve elenco di situazioni ci permette di capire il valore di una azione nel breve e nel lungo periodo: rileggendole con calma intravedrete come tutti gli scenari descritti riservano una possibile “vittoria” alla fine.

Trattate le vostre emozioni come trattereste il vostro cane

Si dice che il cane assomigli sempre al padrone. Mark sostiene che il livello di disciplina di un cane rifletta la maturità emotiva e l’autodisciplina del padrone perché la connessione che noi stabiliamo con il nostro amico quadrupede è puramente basata sulle emozioni. E quindi dovremmo cercare di trattare le nostre emozioni come se fossero il nostro animale da compagnia. Se ci fate caso sono molto simili tra loro: sia un cane che le nostre emozioni sono spinte solo dal desiderio di mangiare, dormire, scopare e giocare, senza alcuna consapevolezza delle conseguenze o dei rischi delle proprie azioni. Anche per questo è importante addestrarle.

Le nostre emozioni sono importanti ma non possiamo permettere loro di prendere il sopravvento. Ci servono per avere la passione e la spinta necessaria per fare le cose ma non possiamo ridurre tutto a quello, sarebbe limitante. Il lavoro ci aiuta ed è l’addestratore di cani per le nostre emozioni. L’addestratore sa dove far leva per fare in modo non che il cane perda la sua vitalità, ma che sia capace di usarla dove è più necessario, al momento opportuno e soprattutto, per uno scopo ben preciso.

Non condanniamo le nostre emozioni, addestriamole piuttosto.

Organizzare la propria vita in modo da avere meno rimpianti possibili

Quando si prende una decisione è importante valutare il ruolo dei rimpianti. Proviamo a considerare le scelte che abbiamo davanti in base a rimpianti che pensiamo di avere se scegliamo una o l’altra strada. Secondo Mark questo è il vero modo per capire ciò che vorremmo realmente fare. Spesso abbiamo paura di fallire ma se ci chiedessimo: “Potrei poi rimpiangere di non aver fatto una determinata cosa?” e ci rispondessimo “Si”, allora possiamo correre il rischio. Se iniziamo a considerare i rimpianti che possiamo avere allora inizieremmo a accettare molte più sfide.

Non dovremmo più basare le nostre decisioni su successo/fallimento o felicità/tristezza, ma in base ai rimpianti che potremmo avere se non facessimo quella cosa. Sono questi il miglior metro con cui misurare la validità delle nostre azioni nel lungo periodo.

Scrivere

foto di rawpixel, via Unsplash

foto di rawpixel, via Unsplash

Un modo per orientarsi nella confusione dei propri pensieri è scrivere quello che ci passa per la testa. Ci sono un sacco di tool e strumenti che possono aiutarci, ma – assicura Mark – scrivere ci impone di organizzare e concretizzare (almeno su un foglio) tutto quello che ci passa per la testa in successione: i pensieri fumosi avranno una struttura. Inoltre la scrittura ha il potere rivelare la logica dei propri pensieri (o la sua totale assenza) e ha la potenza di mostrare anche gli aspetti più nascosti delle proprie considerazioni.

E se non ci va di scrivere proprio tutto, possiamo però almeno scrivere i costi e i benefici di una determinata azione, aggiungendo anche i termini temporali di un particolare beneficio e/o costo. E possiamo anche scrivere le motivazioni che ci spingono a compiere un’azione. Ad esempio, perché iniziamo un nuovo progetto? Qual è la molla che ci spinge a farlo? Scriverlo ci permette di guardare in faccia il vero motore che sta dietro alla nostra azione e capire così se ne vale veramente la pena.

Immagine di copertina di  rawpixel, via Unsplash

Di panini, contanti e pagamenti smart: una esperienza personale

Quello che stai per leggere è un articolo sponsorizzato

Provate a pagare qualcosa sotto i dieci euro in qualsiasi esercizio commerciale con la vostra carta di credito (o carta prepagata). Io c’ho provato una volta mentre ero in viaggio: un panino e una bottiglietta d’acqua, costo 6 euro. Io avevo solo una banconota da 5 euro in tasca. Volevo pagare con la carta e il cassiere mi ha detto che non gli conveniva accettare il pagamento elettronico perché le commissioni erano pari a quanto avrebbe incassato (se non di più). Quella volta né io, né quell’esercizio commerciale usavamo Satispay. E quindi lui si è dovuto accontentare dei miei 5 euro e io sono rimasto senza contanti.

Satispay: il pagamento smart semplice, come pagare un panino.

Satispay – leggenda narra – nasce proprio per pagare il caffè al bar: un metodo semplice, elettronico che possa essere utilizzato da tutti coloro che dispongono di uno smartphone e una connessione a internet. È una piattaforma indipendente dai normali circuiti delle carte di credito e di debito, per questo può permettersi di non chiedere commissioni sotto i dieci euro.
Già un sacco di persone lo utilizzano per pagare nei negozi, negli e-commerce, acquistare ricariche telefoniche, pagare le multe e le tasse universitarie attraverso pagoPa, pagare il bollo auto. C’è poi chi lo usa come salvadanaio digitale in cui conservare i risparmi in vista di una spesa futura e c’è, infine, chi lo usa per fare delle donazioni a enti no-profit o podcast che parlano dell’innovazione tecnologica, sociale e culturale del Sud Italia (quanti ve ne vengono in mente?!?). Scherzi a parte, se vi consiglio di usare Satispay è anche perché per le transazioni online sotto i dieci euro c’è solo lo 0,5% di commissioni (a carico di chi le riceve). Mentre se pagate in un negozio fisico e state sotto i dieci euro NON ci sono commissioni: quindi guadagno netto del 100% per voi (nel caso foste un negoziante) e per i vostri clienti (per conoscere tutti i costi consultate satispay.com/it/costi).

Start Me Up incluso nel programma Satispay for Creator

satispay for creator: pagamenti smart e donazioni smart

Satispay ha scelto Start Me Up per far conoscere a chi produce contenuti online Satispay for Creator. Grazie a questo nuovo servizio chiunque esprime la propria creatività online può ricevere donazioni in quattro semplici mosse:

  1. iscriversi gratis a Satispay Business;
  2. creare un negozio online dal pannello di controllo;
  3. generare il link per raccogliere le donazioni;
  4. fare sapere a tutti che è possibile sostenere il proprio progetto attraverso Satispay.

Se scarichi Satispay, accedi con il codice STARTMEUP e concludi l’iscrizione entro 10 giorni ottieni 5 euro sul tuo conto Satispay! Trovi tutte le informazioni necessarie e i dettagli qui. Una volta aperto il conto potrai utilizzarlo sia per le donazioni che per le tue spese, nei negozi fisici o i portali online.

Chi c’è dietro Satispay?

Satispay è un progetto che nasce dall’idea di tre ragazzi di Cuneo (Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta) che nel giro di 5 anni ha conquistato la fiducia di più di 480.000 utenti attivi con un tasso di crescita di 1.000 utenti al giorno. I dati sono forniti dall’azienda stessa che conta oltre 60.000 punti vendita fisici e online che accettano pagamenti con Satispay distribuiti su tutte le province italiane. Secondo lo studio effettuato dall’Osservatorio sul Mobile Payment&Commerce del Politecnico di Milano poi, nel 2017 Satispay ha coperto in Italia, con oltre 35 milioni di euro, il 50% del valore totale delle transazioni eseguite in store via smartphone. Un volume di transazioni pari complessivamente a 70 milioni. Niente male, eh?
Al momento per Satispay lavorano circa 80 persone, divise negli uffici di Milano e Londra. In questi anni l’azienda ha potuto contare su partner e investitori istituzionali come Banca Alpi Marittime, Banca Etica, Banca Sella Holding, e privati come Jonathan Weiner e Ray Iglesias (former executives del progetto Google Wallet e cofondatori di Money2020) e Jon Koplin (Responsabile della Divisione International di Google Wallet), per citarne solo alcuni.

Inizia a pagare in modo smart, usa Satispay per le tue donazioni a Start Me Up online e offline. E io, la prossima volta, non resterò più senza contanti per colpa di un panino.

Foto di copertina di Eaters Collective, via Unsplash

Start Me Up è su Patreon, lo sapevi?

Start Me Up sbarca su Patreon! E per farlo Fabio ha dovuto vincere la sua naturale ritrosia per i video e farne uno in cui descrive cosa è Start Me Up. Se non lo avete già visto potete rimediare qui.

E quindi chiunque può diventare un produttore di Start Me Up con una semplice donazione. Le offerte sono diverse e ognuno può scegliere quella che preferisce. In base a quanto si decide di donare ci sono delle ricompense.

badget Patreon

Non solo Patreon, puoi usare anche Satispay.

Oltre Patreon è possibile fare una donazione a Start Me Up attraverso Satispay, startup fintech estremamente attiva nel suo campo che appoggia e supporta Start Me Up in questa nuova sfida: farsi sostenere dai propri ascoltatori.

badget satispay

Il sostegno diretto di chi ogni giorno decide di ascoltare un podcast prodotto in maniera indipendente è una pratica sempre più usuale per chi produce contenuti online. Ma soprattutto per chi, come Start Me Up, vuole essere libero di raccontare ciò che ritiene più opportuno e, allo stesso tempo, vuole garantire un servizio di qualità in modo costante. Non staremo quindi a dire quanto importante sia il vostro sostegno, ci preme sottolineare che da parte nostra c’è e ci sarà sempre l’impegno per garantire un prodotto all’altezza delle vostre aspettative.

Hai già visto il Negozio di Start Me Up?

A corto di denaro? Puoi comunque sostenere Start Me Up GRATIS!

FaRo, Fabbrica di saperi a Rosarno: finalmente ci siamo!

Sabato 20 ottobre alle ore 17 FaRo – Fabbrica dei Saperi a Rosarno (RC) apre ufficialmente! Dopo un anno di lavori il centro apre le sue porte ai cittadini, alle idee, alla manualità e alla voglia di stare insieme: lo scopo è dar vita ad un nuovo centro culturale in Calabria. E noi non possiamo che esserne felici!

Cosa è Faro – Fabbrica di saperi a Rosarno

Faro è uno dei progetti vincitori del bando Culturability del 2017. L’obiettivo era riattivare e trasformare la Mediateca “Foberti” di Rosarno da luogo di semplice consultazione di libri a centro di formazione, produzione e accesso alla cultura e all’informazione, offrendo servizi utili e nuovi per la cittadinanza. Poco meno di un anno fa Start Me Up aveva intervistato Erica Astolfi e Ettore Guerriero, due membri del team che hanno lavorato al progetto. Avevano da poco festeggiato l’inizio dei lavori che li ha visti impegnati per tutto l’anno e che si concluderanno questo sabato.

Faro - fabbrica dei saperi player

Il programma dell’inaugurazione di FaRo

Il programma di FaRo - fabbrica dei saperi a RosarnoQuesto sabato la festa di inaugurazione partirà alle ore 10 del mattino con “Che futuro FaRei?”:  un grande foglio bianco verrà messo a disposizione dei cittadini più piccoli che saranno liberi di colorare e immaginare la città dei propri desideri. Alle 16 ci sarà poi l’esibizione della Banda giovanile di Laureana di Borrello che animerà le vie cittadine e alle 17, infine, l’apertura ufficiale del centro FaRo, alla presenza delle istituzioni e delle autorità.

Per seguire le attività e restare in contatto con FaRo – Fabbrica di Saperi a Rosarno facebook.com/FaroRosarno.

Foto di copertina: un’immagine della festa del 6 novembre 2017, via.

Non c’è sviluppo senza il bello e gli ultimi: la ricetta di Sud Innovation

Quando fui nominato Presidente della Fondazione CON IL SUD, decisi di incontrare un po’ di esperienze significative del “sociale”. Incontrai a Napoli uno dei più intelligenti ed innovativi operatori che lavora in un quartiere famoso, nel centro della città. Mi disse: “Se riusciamo ad incrociare il bello e gli ultimi faremo veramente sviluppo”. Pensai che era un bell’auspicio, un po’ visionario. La realtà che vedo, mi dice che aveva perfettamente ragione.

Carlo Borgomeo – Presidente Fondazione con il Sud

Così si chiude il libro “Sud Innovation – patrimonio culturale, innovazione sociale e nuova cittadinanza (FrancoAngeli, Milano 2015)” e se riporto questo passaggio non è certo per rovinarvi il finale. È solo che – come ogni cosa nella vita – il senso di un percorso lo si capisce al termine del viaggio. E questo libro è un viaggio reale in quella che è al momento l’innovazione –sociale applicata al patrimonio culturale – nel Sud Italia. Il mio è un parere da spettatore, o meglio operatore, che da qualche anno con il podcast racconta storie come quelle raccolte in questo volume. Alcune sono stranote e grazie a Dio hanno superato la fase di startup, altre (che non conoscevo, lo ammetto!) mi hanno lasciato la voglia di saperne di più e chissà, magari raccontarle attraverso le voci dei protagonisti in una delle prossime puntate.

Un Sud Italia lontano dagli stereotipi che esiste e resiste

Nella presentazione del libro che se ne fa sul sito c’è anche un po’ il punto che ha animato Start Me Up. Il podcast da sempre ha provato a raccontare un Sud Italia diverso, lontano dagli stereotipi del folklore e delle macchiette regionali. Forse oggi lo fa con maggiore consapevolezza, certo che queste non rappresentano più delle semplici deviazioni a un percorso già stabilito, ma delle vere e proprie vie; se d’uscita, decidete voi da cosa. Ma dicevamo della presentazione:

Nella sconfortante situazione generale in cui versa il patrimonio culturale e ambientale italiano, tante iniziative e progetti, promosse perlopiù da cittadini appassionati e determinati, hanno iniziato a destare l’attenzione per aver riaperto luoghi, riqualificato spazi, rigenerato quartieri e riattivato relazioni comunitarie, creando sviluppo locale e arricchimento culturale.

L’aspetto interessante è il filo rosso che accomuna tutte queste storie e che, nella diversità di luoghi e persone, presenta caratteristiche comuni. C’è la voglia di riappropriarsi di luoghi che gli enti preposti, per vari motivi, sono incapaci di gestire, ma anche la volontà di lavorare sul ruolo della comunità. Due aspetti che portano automaticamente e inevitabilmente a inventare una nuova economia. Questa economia sarà così forte da, non dico sostituire, ma almeno affiancare quella preponderante? È la sfida che le storie raccolte in questo libro portano avanti e che, per avere successo, devono mettere in contatto il bello e gli ultimi. Nonostante tutto, nonostante tutti.

Sud innovation. Patrimonio culturale, innovazione sociale e nuova cittadinanza

  • Autori e curatori: Stefano Consiglio, Agostino Riitano
  • Contributi: Alessandro Bollo, Carlo Borgomeo, Fabrizio Cobis, Roberto Ferrari, Alessandra Gariboldi, Alessandro Hinna, Marcello Minuti, Tommaso Montanari, Alessia Zabatino
  • Editore: Franco Angeli (17 ottobre 2016)

Faragola si salva con il turismo collaborativo e il tour sharing

Una visita a Faragola permette di salvarla. Si, non stiamo esagerando, ma ci riferiamo al progetto #SaveFaragola, una maratona di solidarietà 2.0 basata sui principi del turismo collaborativo e il tour sharing. Dal 16 agosto scorso – e fino al 30 settembre – è possibile prenotare visite guidate ed eventi speciali con guide professioniste: l’obiettivo è di raccogliere fondi da destinare al sito archeologico di Faragola (Ascoli Satriano – FG), danneggiato gravemente nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 durante un incendio di natura dolosa.

Inoltre grazie al format ILLUMINATI AD ARTE i partecipanti potranno utilizzare candele, fiaccole o lanterne per l’illuminare i monumenti da loro scelti! In questo caso le visite si svolgeranno rigorosamente o al tramonto o al crepuscolo.

Oltre alla salvaguardia del sito archeologico di Faragola, queste iniziative vogliono valorizzare la figura del Professionista della Cultura che decide di donare una parte del ricavato della propria prestazione professionale, a favore della Valorizzazione di un Bene Culturale.

Come quindi si può Salvare Faragola?

Per salvare Faragola e quindi partecipare attivamente a #savefaragola è semplice:

  • Scegli un evento della dal portale iloveguido.it nella pagina dedicata al progetto;
  • Porta un amico e passa parola. Se non si può partecipare, è possibile scegliere un tour e donarlo. Si farà felice due persone: chi dona e chi lo riceve!

Chi vuole salvare Faragola?

Immaginiamo tutti ma in uesto caso vi parliamo delle due associazioni che stanno promuovendo #savefaragola.

The Monuments People è una associazione di Promozione Sociale nata dall’idea di quattro guide turistiche abilitate presso la Regione Puglia con l’obiettivo di avere uno strumento per operare insieme nell’ambito della promozione, valorizzazione e soprattutto della fruizione dei beni culturali e ambientali. La scelta del nome richiama un il film “The Monuments Men” che racconta le gesta di quegli uomini e donne che durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale riuscirono a ritrovare e a salvaguardare innumerevoli capolavori della nostra storia dell’arte. Loro non si definiscono semplici “Men” ma preferiscono “People”, perché l’intento è coinvolgere il maggior numero di persone.

Guido tour sharing nasce nel 2015 come spin off per la sperimentazione di pratiche collaborative per favorire un turismo più inclusivo. Nel 2017 si costituisce Impresa Sociale grazie anche al sostegno della Fondazione Cariplo. Obiettivo è quello di utilizzare le nuove tecnologie per valorizzare il patrimonio culturale di una città attraverso una mediazione dal vivo e l’integrazione tra residenti e turisti individuali.

Sei una guida turistica e vuoi inserire un tuo tour su iloveguido? Puoi mandare una mail o iscriverti al gruppo facebook “Amici di #savefaragola”.

 

Nelle Madonie: “Il futuro ha un cuore antico”

Si intitola “Il futuro ha un cuore antico” ed è il bando che permetterà a singoli o gruppi di persone di accedere a un percorso di accelerazione della durata di sei mesi presso l’EXMA, il nuovo “community hub” delle Madonie. Scadenza il 30 settembre.

Si cercano progetti innovativi che valorizzino l’identità territoriale delle Madonie

Il bando si rivolge a singoli o gruppi che intendano sviluppare progetti innovativi nell’ambito dei settori dell’agroalimentare, della valorizzazione dell’identità territoriale delle Madonie, delle gestione sostenibile e rinnovabile delle risorse energetiche, individuati coerentemente con gli orientamenti strategici della SNAI Madonie.
Saranno selezionati 10 team di innovatori e/o startup ai quali accederanno al programma di supporto per un valore equivalente a 5.000 Euro che prevede l’utilizzo dello spazio di coworking e dei laboratori, il supporto tecnico alla prototipazione di prodotti e servizi, attività di tutoraggio per lo start-up di impresa, formazione imprenditoriale e specialistica, iniziative di networking.

Grazie all’accordo di collaborazione tra EXMA, il Consorzio ARCA e l’associazione CLAC, i beneficiari del percorso di accelerazione potranno anche accedere all’incubatore gestito dal Consorzio ARCA presso l’Università di Palermo e al community hub Cre.Zi Plus gestito dallo stesso Consorzio e da CLAC presso i Cantieri Culturali alla Zisa.

timeline della call exma Il futuro ha un cuore antico dell'incubatore la cui sede è nelle Madonie

EXMA: il nuovo “community hub” delle Madonie

EXMA è il nuovo “community hub” delle Madonie e risponde alle esigenze di concentrare capitale umano e saper fare in un luogo definito ed ospitale, a sostegno della permanenza e del rientro di persone, idee e capitali sul territorio madonita.
L’iniziativa nasce da una collaborazione tra il Comune di Petralia Sottana e l’azienda Easy Integrazione di Sistemi con l’intento di promuovere nuove forme di lavoro e impresa sostenute dalle tecnologie digitali.

EXMA è anche sede del MALL – Madonie Living Lab, una rete che ha per obiettivo lo sviluppo di tecnologie e processi innovativi nei territori rurali, che vede la partecipazione, tra gli altri, dell’Unione dei Comuni delle Madonie, dell’Università di Palermo e del Consorzio ARCA.

Il bando sarà promosso nei comuni del comprensorio Madonita e scade il 31 agosto 2018. Per maggiori informazioni exmaofficinecreative.it.

Di festival, musica e cinema al Sud Italia – Camera a Sud #2

Il secondo appuntamento di Camera a Sud si muove tra festival e cinema, resoconti di eventi e appuntamenti da non perdere. Come sempre, il protagonista è il Sud Italia.

Funky Tomato tra i protagonisti del Giffoni Film Festival

Funky tomato al Giffoni film festival

foto via, giffonifilmfestival.it

Tra gli appuntamenti del Giffoni Film Festival ci fa piacere segnalare la presentazione del documentario La Ricetta, un documentario che indaga le relazioni profonde che esistono tra la musica, il cibo e le migrazioni. Nato da un’idea di Federico Valicenti, scritto da Paolo Russo e Corrado Sabia e diretto da Giordano Acquaviva, La Ricetta è un progetto di Funky Tomato. Il documentario racconta di come a Cersosimo, piccolo centro in provincia di Potenza in via di spopolamento, Arouna e Bara, dal Burkina Faso, e Jett, dalla Svezia, apprendisti dello chef di Terranova di Pollino si sono confrontati con la profonda tradizione Italiana e con la trasformazione del Pomodoro. Un viaggio attraverso i profumi del Parco Nazionale del Pollino guidati dalle parole dello chef del ristorante Luna Rossa.

La Ricetta è stato presentato il 27 Luglio,  durante la Masterclass Green: “FoodHacker: cibo, comunità e migranti verso una Rural Social Innovation”, alla presenza di Alex Giordano di RuralHub e dello stesso chef (e cibosofo) Federico Valicenti.

Noi abbiamo incontrato i ragazzi di Funky Tomato un anno fa circa. Funky Tomato dal 2015 commercializza un Pomodoro a filiera partecipata, una risposta concreta al problema dello sfruttamento di chi lavora nei campi. Un modo inoltre che deve farci riflettere su come la filiera agroalimentare odierna non sia affatto equa e sostenibile, sotto ogni punto di vista.

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Dal 7 all’11 agosto in Calabria sarà di nuovo La Guarimba

Locandina Festival La Guarimba 2018

La mission è sempre la stessa “Riportare il cinema alla gente e la gente al cinema”, ma le attività de La Guarimba crescono di anno in anno che ci vorrebbe un podcast a parte per raccontarle tutte. Quindi vi basti sapere che dal 7 all’11 agosto se siete dalle parti di Amantea non dovreste stupirvi nel vedere schermi cinematografici e film proiettati in giro per la città. È tutto normale, è La Guarimba il festival che riporta il cinema alla gente e la gente al cinema in modo totalmente gratuito. Qui c’è il programma di tutto il festival e qui sotto, in video, la selezione dei film.

 Abbiamo ospitato Giulio Vita, il papà de La Guarimba, l’anno scorso; un’intervista che fa sempre bene riascoltare per i contenuti e i temi trattati.

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JazzInn per il secondo anno la magia si ripete

festival JazzInn

E per un festival che inizia, ce n’è un altro che si conclude e lo fa in grande stile. Ci riferiamo a JazzInn, il festival dedicato all’innovazione e al Jazz che si è svolto a Pietrelcina l’ultimo fine settimana di luglio. I numeri sono tutti nel post di ringraziamento pubblicato dalla Fondazione Ampioraggio.

JazzInn ci aveva colpito per come fosse nato; abbiamo ricostruito la vicenda con Giovanni Russo e Giuseppe De Nicola nel podcast numero 33.

Ascolta il podcast

Cosa è Camera a Sud?

Camera a Sud è la nuova rubrica che vuole tenervi aggiornati sugli sviluppi e le novità che riguardano tutti quei progetti che sono passati da Start Me Up e che stanno continuando a contribuire a una immagine del Sud Italia produttivo, innovativo e competitivo. Ogni settimana, tre aggiornamenti da tre regioni del Sud Italia diverse.

Foto di Krists Luhaers via Unsplash

Imprenditoria femminile e giovanile: torna il Premio GammaDonna

Il Premio GammaDonna, giunto quest’anno alla sua 10° edizione, da sempre riconosce il valore dell’imprenditoria femminile di ogni età e dei giovani imprenditori under 35 che si siano distinti per aver innovato con prodotti/servizi processi o modelli organizzativi la propria azienda. L’azienda deve essere stata costituita entro il 30 giugno 2016. Il premio vuole essere un riconoscimento per le imprenditrici e i giovani imprenditori che hanno saputo coniugare con successo innovazione, impresa e società, sperimentando attività e assetti nuovi, facendo del “valore condiviso” un vero e proprio vantaggio competitivo.

Come si fa a partecipare a GammaDonna, il premio dedicato all’imprenditoria femminile e giovanile

È possibile candidarsi al Premio GammaDonna fino al 10 agosto 12 settembre. Le candidature che entreranno in short-list avranno uno spazio sulla piattaforma GammaDonna. Successivamente, la rosa delle 6 candidature finaliste aprirà il 10° Forum Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile – GammaForum, in programma a Milano, presso la sede de Il Sole 24Ore, il 15 novembre 2018. Durante l’evento una Giuria composta da personalità del mondo dell’impresa, del venture capital e dell’innovazione decreterà il vincitore.

Cosa mette in palio il Premio GammaDonna?

Tra i premi in palio ci sono una serie di servizi utili all’imprenditoria femminile e giovanile. Un Master della 24Ore Business School, un percorso d’incubazione in Polihub – Politecnico Milano, incontri con gli investitori del network BacktoWork24, 6 mesi di mentoring affiancati da un manager selezionato ValoreD, e attività di comunicazione dedicate.

Tra le candidature saranno inoltre assegnati 2 Award.

  • Il QVC Next Award che premierà l’eccellenza creativa Made in Italy. L’impresa vincitrice si aggiudicherà un percorso di mentoring su business model e strategie di mercato con un Senior Buyer QVC Italia. Inoltre, verrà ammessa all’edizione 2019 di QVC Next Lab, percorso di formazione dedicato a startup al femminile con forte focus sulla fase del go-to-market, promosso dalla piattaforma multimediale di shopping TV, ecommerce e social media QVC Italia. QVC Next Lab nasce a seguito del lancio, nel 2016, del programma QVC Next a sostegno delle imprese appena nate, piccole e medie, con particolare attenzione a quelle femminili.
  • Giuliana Bertin Communication Award destinato all’imprenditrice o giovane imprenditore che si sia distinta nel campo della comunicazione on e offline. Il premio è il riconoscimento di Valentina Communication, ideatrice del format GammaForum, istituito in memoria della sua fondatrice. In premio, un pacchetto di attività di comunicazione, un Master della 24Ore Business School, incontri con gli investitori del network BacktoWork24, un percorso di mentoring ValoreD.

Info e regolamento sul sito gammaforum.it/premiogammadonna.