Quattro lavori da consigliare a chi ama programmare

Programmare è la tua passione? Sei alla ricerca di un lavoro che valorizzi le tue qualità di developer? Dai un’occhiata a queste quattro offerte proposte da aziende che conosciamo bene.

ludwig cerca un Mid-Senior Frontend Developer

ludwig è il motore di ricerca che permette di confrontare la frase che si sta scrivendo in inglese con tanti esempi presi da fonti attendibili. Un anno fa circa i due co-founder Roberta Pellegrino e Federico Papa hanno raccontato durante un appuntamento di Casi Studio come l’interesse verso questa startup stia crescendo sempre più. Non stupisce quindi che in queste settimane il team sia alla ricerca di un Mid-Senior Frontend Developer.

Scopri tutte le caratteristiche richieste per candidarsi per questa posizione.

Virtuoso cerca un iOS Engineer (Italian Speaking)

Non è la prima volta che parliamo di Healthy Virtuoso e non è neanche la prima volta che questa startup viene citata all’interno di un numero di bacheca. Con il cuore diviso tra la Sardegne e la Lombardia Healthy Virtuoso è una delle realtà più promettenti del panorama startup italiano. Il loro prodotto, lo ricordiamo, è l’app che ti permette di migliorare i tuoi comportanti attraverso sfide online.

In queste settimane il team è alla ricerca di un iOS Engineer di lingua italiana. Trovi la descrizione della posizione sul profilo Linkedin dell’azienda.

Kineton cerca un Front End Developer

A proposito di belle realtà per cui lavorare Kineton è una di quelle aziende per cui abbiamo perso la testa. Ci è bastato registrare l’intervista a Angelo Ferraro per scoprire l’attenzione che questa azienda con una sede (tra le altre) in Campania ha per i propri dipendenti. Per questo motivo se sei un Front End Developer non dovresti lasciarti scappare l’opportunità di poter lavorare per loro.

Leggi le specifiche richieste per questa posizione.

Ardeek cerca un full-stack developer

Gli amici di Ardeek da sempre partner tecnico di Start Me Up sono alle prese con una serie di cambiamenti. Dopo aver lavorato al nuovo logo (bellissimo!) adesso sono alle prese con il team. Stanno cercando un full-stack developer con i super poteri! Leggi i requisiti e non perdere la possibilità di poter lavorare al fianco di un team di professionisti composto da persone di valore.

Qui le caratteristiche richieste per candidarsi.

Trovato qualcosa di interessante? Non tenertelo per te, condividi questo articolo con chi ama programmare!

Immagine di copertina KOBU Agency via Unsplash

Empatia e capacità di comprendere il proprio target: così è cresciuta Marketing Ignorante

Empatia e capacità di comprendere gli altri sono elementi importanti per far funzionare un progetto digitale, è così che la community di Marketing Ignorante ha raggiunto in pochi anni più di 50mila fan su facebook e più di 99mila follower su instagram. A raccontarlo in questa prima live del ciclo “Le interviste di Spidwit” è il fondatore della community, Steven Lo Presti.

Un posto dove parlare di marketing tra pari

Steven è un giovane appassionato di marketing che, nel 2017, ha pensato di condividere con studenti e amanti del settore digitale la sua curiosità verso questa materia. Il coinvolgimento della vasta community presente ormai non solo su facebook, ma anche su instagram, con un blog dedicato e un nutrito team di appassionati che lavora dietro le quinte, passa attraverso un rapporto orizzontale con gli utenti, un modo di comunicare i segreti del marketing in modo trasparente e continuativo.

Le caratteristiche di Marketing Ignorante sono presto dette. Innanzitutto la disponibilità nel rispondere alle tante richieste degli iscritti e l’urgenza di presentare in modo semplice una materia complessa ma molto richiesta come il marketing. Anche l’obiettivo di porsi come media company piuttosto che focalizzarsi sul business, evitando di monetizzare i contenuti, risulta una scelta con un preciso scopo.

Instagram è la piattaforma preferita dagli utenti. Steven ci spiega che il buon utilizzo di questo social e delle sue stories è determinante per creare una relazione solida con la community, alla pari, appunto.

Puoi fare a meno del calendario editoriale, però…

Sulla scelta dei contenuti il founder di Marketing Ignorante conferma l’importanza del calendario editoriale, ma nel loro caso la mancanza di una pianificazione rigida ha consentito maggiore flessibilità e tempestività nell’individuare le notizie da condividere. Il blog, invece, nasce dalla necessità di approfondire gli argomenti attraverso articoli che generano traffico organico, sebbene gran parte di esso sia veicolato dai social. Determinante, poi, per la crescita della fan base, è non avere paura di collaborare con altre pagine famose ed evitare la competizione.

Marketing Ignorante, quindi, è una community che pone al centro il valore umano e il libero scambio di informazioni, il cui scopo è creare professionisti del digital marketing in grado di dar vita a progetti vincenti.

Puoi seguire Steven Lo Presti su instagram e twitter.

Le interviste di Spidwit

Spidwit apre il suo salotto virtuale per una serie di interviste con i principali esperti italiani di social media. Una serie di incontri con chi, ogni giorno, lavora con il digitale e i social network.

Grazie a Le interviste di Spidwit potrai quindi apprendere dai maggiori esperti del settore alcune tecniche per migliorare la tua presenza sui canali social. Sia che tu sia a capo di una impresa o tu abbia una partita IVA, è ormai imprescindibile saper gestire con costanza e coerenza la comunicazione attraverso questi canali che possono diventare dei veri e propri allegati dei tuoi affari.

Le interviste di Spidwit sono trasmesse sui canali social (facebook e youtube) di Spidwit e sono realizzate in collaborazione con Start Me Up.

I borghi, le aree interne e il ruolo degli eventi europei

Questo mese una lunga e interessante riflessione sui borghi e le aree interne, proprio mentre Pietrelcina grazie anche all’operato di Ampioraggio diventa “borgo del futuro” e un piccolo approfondimento su cosa realmente sono le Capitali Europee della Cultura proprio mentre festeggiamo Procida Capitale italiana della cultura 2022.

Il tutto mentre vi racconto cosa festeggia Nastartup, cosa fa TAG al Sud Italia e cosa dice lo SVIMEZ sui piani del Governo sul Recovery Plan.

Pietrelcina è uno dei borghi del futuro

Il momento di apertura di Jazzinn con Invitalia

Il momento di apertura dell’edizione 2019 di Jazzinn

Tra i 13 comuni italiani che hanno aderito al programma Smarter Italy voluto dal Ministero dell’innovazione c’è anche Pietrelcina, che chi ascolta Start me Up conosce bene per via del progetto Jazzinn.

“L’iniziativa – ha affermato la Ministra per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano – mette a disposizione, con la collaborazione tra pubblico e privato, soluzioni per nuovi servizi per la mobilità, la cultura, il benessere e la cura della persona e la salvaguardia dell’ambiente. Le opportunità di crescita per le comunità grazie alla tecnologia, con benefici per aziende e cittadini, devono poter nascere e svilupparsi in qualunque luogo del nostro Paese, anche nei piccoli borghi”.

L’inclusione di Pietrelcina all’interno di questa prima lista è frutto anche del lavoro fatto in questi anni da Ampioraggio con l’evento Jazzinn che ogni anno da quattro anni trasforma la cittadina campana in un laboratorio per l’innovazione territoriale.

Per saperne di più:

Non salvate le aree interne

Il lavoro a distanza per il Sud Italia

E a proposito di aree interne e borghi, un accorato appello a non salvarli arriva da Giulia De Cunto e Francesco Pasta. Il titolo è ovviamente una provocazione che i due architetti e ricercatori a novembre scorso avevano lanciato dalle pagine di Failed Architecture in inglese e che da qualche giorno può essere letto in una versione aggiornata e in italiano su lavoroculturale.org.

Segnalo l’articolo perché mette in luce un aspetto forse poco considerato nei dibattiti sul futuro di queste aree. E cioè, per dirla con le parole dei due autori

Nell’immaginare un futuro post-pandemico per i territori interni, il dibattito dovrebbe concentrarsi sul superamento della logica che ha portato al loro abbandono.

E attenzione, i due ricercatori mettono in luce come alternative per dare nuova vita a borghi e aree interne già esistono: loro citano, tra le altre, quella di Riace portata avanti dal Sindaco Mimmo Lucano, un’esperienza inclusiva e esplicitamente politica. Due elementi imprescindibili se vogliamo davvero parlare di vera “rivitalizzazione”.

Capitali Europee della Cultura come laboratori delle industrie creative.

Le Capitali Europee della Cultura sono oggi i migliori laboratori per le industrie creative. Grazie a questi eventi i laboratori possono essere motori primi di cambiamento, immaginare il proprio futuro, costruire nuove competenze e attivare processi di interscambio con altri settori.

È soprattutto questa la parte che mi ha colpito dell’articolo che Paolo Montemurro di Materahub ha scritto per il magazine Wazo.

Capitali Europee della Cultura

Un articolo (in inglese) che mette in luce gli aspetti positivi di una iniziativa che dal 1984 (quando è stata immaginata) ha cambiato forma e, muovendosi su un territorio fragilissimo fatto di processi dal basso, sta portando i suoi benefici.

Quello delle Capitali Europee della Cultura è un modello (im)perfetto, per usare le parole di Paolo, che si basa sull’apprendimento mutuale, lo scambio di conoscenze e di ricerca.

Una riflessione che calza a pennello proprio mentre festeggiamo Procida Capitale italiana della cultura 2022.

La rivista può essere scaricatat gratuitamente in pdf qui.

Notizie in breve

  • Auguri a Nastartup che lo scorso 20 gennaio ha festaggiato un anno di NastartupPlay. Giancarlo Donadio ha raccolto il bilancio del motore primo di Nastartup Antonio Prigiobbo su startupitalia.eu.
  • TAG sta per aprire tre nuove sedi in Campania, Puglia e Sicilia. Grazie a un importante investimento di oltre nove milioni di euro da parte di CDP Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione e GAMA, il Family Office della famiglia Marzotto, Talent Garden rafforza ulteriormente la sua posizione a livello europeo e punta alla trasformazione digitale del Sud, si legge nel comunicato stampa.
  • Dal suo blog sull’Huffington post Luca Bianchi, direttore dello Svimez avverte che, parlando di Recovery Plan, sarebbe meglio focalizzarsi su una strategia nazionale volta a ridurre le disuguaglianze tra Nord e Sud Italia, anche mobilitando le risorse inutilizzare piuttosto che rivendicare “a prescindere” quote destinate al Sud. Quelle, afferma il direttore, non sono mai state rispettate.

La Best Nine di Start Me Up: i 9 podcast più ascoltati del 2020.

In questi giorni ti sarai accorto che su Instagram fioccano i Best Nine: ogni account raccoglie in un unico post le immagini che hanno raccolto più like nel corso del 2020. Io non ti spiegherò come farlo, mica sono Aranzulla.

Qui a Start Me Up invece forzo un po’ la mano e ti propongo i nove podcast più ascoltati del 2020 di Start Me Up. Come ogni classifica che si rispetti, si parte dall’ultimo posto per scoprire alla fine il podio.

(Per ascoltare i singoli podcast basta cliccare sull’immagine che accompagna ciascuna descrizione).

9. Emanuele Quintarelli

Fallisci meglio con Emanuele Quintarelli

Emanuele Quintarelli ha deciso di lasciare il proprio lavoro dopo vent’anni di carriera. Una carriera che gli ha dato tante soddisfazioni e che lo aveva portato a occuparsi a vari livelli di digital transformation. Con il tempo però Emanuele si era reso conto che avere il guadagno come unica prospettiva lavorativa non aveva più senso per lui. Nel suo quotidiano, contavano sempre di più infatti l’ambiente in cui la società viveva e il rispetto verso le persone, i clienti e i dipendenti.

Dopo alcuni tentativi di cambiare le cose “dall’interno” Emanuele ha capito che l’unica cosa da fare era mollare gli ormeggi e partire per un nuovo viaggio. Il podcast racconta questo processo.

8. L’impegno di Libera a Foggia

manifestazione di Foggia gennaio 2020

È il podcast che ha aperto il 2020 di Start Me Up ed è stato pubblicato subito dopo #Foggialiberafoggia. La manifestazione organizzata da Libera come risposta a quel fenomeno mafioso identificato nei primi tempi come “semplici” faide clandestine. Libera però ha tenuto alta l’attenzione su ciò che accadeva nel capoluogo pugliese e anche grazie all’opera di sensibilizzazione portata avanti dall’associazione di Don Ciotti questi crimini hanno iniziato a guadagnare la giusta attenzione da parte dei media e della società civile.

Ce lo ha raccontato a inizio anno Daniela Marcone, foggiana e vicepresidente nazionale di Libera, protagonista di questo podcast.

7. Il potenziale dove mancano le infrastrutture

Il potenziale necessario per permettere alle idee di venir fuori

Un podcast dalla prospettiva anomala per Start Me Up: evidentemente ciò non ha turbato gli ascoltatori, visto il numero di ascolti. Sì, perché in questo podcast non si parla di un progetto particolare del Sud Italia, ma di creazione di valore in zone povere di infrastrutture e ricche di potenziale.

Il protagonista è Eythor Jonsson, docente presso la Copenhagen Business School ed esperto di innovazione. Eythor durante la sua carriera ha accompagnato numerose startup e scaleup attraverso la creazione di programmi specifici nel Nord Europa. Nonostante le differenze geografiche però, la sua esperienza non è poi così lontana da chi, alle nostre latitudini, lavora affinché innovazione e impresa producano un impatto reale sulla vita delle persone.

6. Turismo lento e sostenibile: in Sicilia è vero rinascimento?

Turismo Lento in sicilia

Sembra strano, ma a inizio febbraio a Start Me Up si parlava della rinascita del turismo lento al Sud Italia. Lo facevo confortato da quello che leggevo sul New York Times che aveva indicato la Sicilia tra le mete da raggiungere nel 2020. Previsioni fallite a parte, il quotidiano statunitense citava tra le altre cose anche Etnambiente, applicazione che permette alle persone di denunciare le microdiscariche presenti sul territorio dell’Etna.

L’iniziativa coinvolge più attori (istituzioni, associazioni, operatori del turismo e liberi cittadini) che hanno sposato l’idea di Christian Liistro, presidente di Etnambiente, direttore commerciale di Tenuta delle Terre Nere e ospite di questo podcast che si piazza al sesto posto della classifica dei podcast più ascoltati nel 2020 di Start Me Up.

5. Musica, industria 4.0 e automotive: storia di un ecosistema.

b-rain - primo piano. Parte di un ecosistema

A metà classifica si piazza uno degli ultimi podcast pubblicati. Mi riferisco al piccolo audiodocumentario su quello che ho definito “ecosistema Messina”.

Partendo infatti dalla storia di B-rain sequencer, uno strumento musicale nato da un’idea dei tre messinesi Alessio Zaccone, Peppe Ruggeri e Vincio Siracusano, il podcast parla di altri due progetti che hanno sempre sede a Messina e che, seppur indirettamente, sono legati a B-rain. Si tratta di arancino.cc, una scheda realizzata da Smartme.io che mette insieme le caratteristiche di arduino e raspberry e di Stretto in Carena, il team motostudent dell’Università di Messina.

Tre storie che dimostrano la potenza del network e la possibilità di essere ecosistema semplicemente portando avanti i propri progetti e lasciando la porta sempre aperta a eventuali collaborazioni.

4. Da dipendente a lavoratore autonomo: l’esperienza di Valerio di Inspector

Il lavoratore autonomo controlla sempre l'ora

Un’altra storia di qualcuno che decide di mettersi in proprio e porta avanti un suo progetto personale. In questo caso parliamo di Valerio Barbera, programmatore siciliano che vive ormai da tempo a Napoli. Valerio è a capo del team che ha creato Inspector, un tool che aggiorna in tempo reale i programmatori su eventuali errori e/o malfunzionamenti del software che stanno sviluppando.

Come è facile immaginare, Inspector nasce da un’esigenza reale riscontrata dallo stesso Valerio che negli anni ha visto e sentito di troppe lamentele da parte del cliente finale agli sviluppatori perché un software non funzionava come doveva.

La storia di Valerio e di Inspector fotografa bene, tra le altre cose, anche il fermento che in questi anni vive Napoli e l’intera Campania dal punto di vista dello sviluppo software.

3. Fai delle tue passioni un lavoro e impara dai tuoi fallimenti: la storia di Housatonic

Copertina di Falliscimeglio con Alfredo Carlo: Fai delle tue passioni un lavoro e impara dai tuoi fallimenti: la storia di Housatonic

Saliamo sul podio e al terzo posto troviamo un’altro podcast del ciclo “fallisci meglio”. Il protagonista è Alfredo Carlo, facilitatore grafico, designer dei processi creativi e fondatore di Housatonic. In questo podcast Alfredo racconta della sua prima impresa, Stockbridge, che è stato costretto a chiudere dopo 7 anni di attività.

Come ogni podcast di “fallisci meglio” anche in questo cerco di capire quali sono stati i fattori che hanno portato il protagonista a mettere la parola fine a questa prima esperienza lavorativa. E soprattutto gli chiedo di condividere con tutti noi gli insegnamenti che lui per primo ne ha tratto.

2. La lotta per la parità dei diritti passa anche dalla tecnologia

lotta per la parità di diritti

Il secondo posto di questa speciale classifica di Start Me Up se lo aggiudica la storia di Babaiola. Babaiola è il portale dedicato al turismo LGBT ideato e sviluppato in Sardegna da Federica Saba, Enrico Garia e Nicola Usala.

Di Babaiola ne abbiamo parlato a luglio in un momento in cui il turismo stava lentamente riprendendosi. A me è sembrato giusto porre l’attenzione su quel tipo di viaggiatori che non godono delle stesse libertà di tanti altri. Ancora oggi infatti ci sono parti di mondo in cui una persona LGBT potrebbe rischiare la vita se esprimesse pubblicamente le proprie preferenze sessuali. La storia di Babaiola mostra il lato bello del digitale, quello cioè che rende il mondo un posto migliore.

1. Per il rilancio del Sud Italia partiamo dal lavoro a distanza

Il lavoro a distanza per il Sud Italia

Non poteva essere altrimenti. In cima alla Best Nine di Start Me Up troviamo il podcast dedicato al South Working, che probabilmente è stata la parola più cercata dell’anno dopo DPCM e Coronovirus.

Insieme a Elena Militello, ideatrice di South Working, parliamo della genesi di questo progetto e delle implicazioni sociali ed economiche che si porta dietro. Sono aspetti che dimostrano come il South Working possa essere sì un fenomeno di costume ma abbia in sé implicazioni che possono rappresentare realmente un cambio radicale della società del Sud Italia.

L’impatto mediatico è stato imponente, anche il primo posto di questa speciale classifica lo dimostra; nel 2021 capiremo se su queste basi si costruirà qualcosa di concreto. Qui a Start Me Up facciamo il tifo per loro!

Investimenti in startup: come e quando farsi finanziare la propria idea di impresa.

Abbiamo chiuso il 2020 parlando di uno degli aspetti chiave del fare impresa: la ricerca del giusto investimento per far decollare la propria startup. Lo abbiamo fatto con Giovanni De Caro, Strategic and financial advisor, membro del sistema startup del Sud Italia da circa vent’anni.

Puoi vedere la registrazione del web café solo se sei tra i sostenitori di Start Me Up: unisciti alla community, fai la tua donazione adesso.

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Tutto quello che avresti voluto sapere sul mondo degli investimenti in startup al Sud Italia…

… e non hai mai osato chiedere! Nel web café di dicembre insieme a Giovanni De caro abbiamo cercato di capirne di più sul mondo degli investimenti in startup, soprattutto al Sud Italia.

Investimenti in startup: come e quando farsi finanziare la propria idea di impresa.

Giovanni ci ha fornito una panoramica del momento che stiamo vivendo nel nostro Paese, individuando gli elementi che devono guidarci se siamo alla ricerca di un bando e/o di un incubatore che ci aiuti a portare avanti il nostro progetto. Gli abbiamo chiesto anche quali sono gli elementi su cui dobbiamo concentrarci per convincere un investitore a scommettere sulla nostra idea. E soprattutto, ci siamo fatti raccontare il peso che i trend di mercato e l’impegno sociale di una azienda possono avere nella scelta di un investitore nel voler scommettere su una startup.

Grazie alla sua ventennale esperienza, Giovanni vanta un punto di vista privilegiato sul mondo degli investimenti in ambito startup. Un esempio? Il ruolo degli incubatori all’interno del mondo delle startup italiane.

Ti basta entrare a far parte della community di Start Me Up per accedere al contenuto completo. Clicca sul bottone e scopri quanto è facile!

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Chi è Giovanni De Caro

Giovanni De Caro è uno Strategic and financial advisor con un’esperienza ventennale nel campo del venture capital e del private equity. Ha lavorato all’interno del gruppo IntesaSanpaolo e poi come advisor indipendente. Lavora principalmente al Sud Italia ed è membro del consiglio di amministrazione dell’incubatore Campania New Steel. Nel corso della sua carriera ha gestito circa dieci operazioni nel campo del private equity e altrettante come venture capital; sono invece più di cinquanta quelle in ambito seed capital. Ha coordinato il programma di accelerazione Tech Hub, in collaborazione con l’Università Federico II e la Camera di Commercio di Napoli.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.

Solo i membri della community di Start Me Up possono partecipare ai web café. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 5€ + I.V.A. al mese (16 centesimi al giorno) e accedi a questo e ad altri contenuti riservati: sono webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

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Foto di copertina: Mathieu Stern via Unsplash.

Un dono speciale, anzi cinque! Il Natale 2020 di Start Me Up

È stato un anno molto strano e il Natale che ci apprestiamo a vivere lo sarà ancora di più. Anche per questo motivo quest’anno ho voluto che Start Me Up ricambiasse il supporto che in questi mesi ha ricevuto da parte della community. E l’ho fatto con un dono speciale, anzi cinque!

Più di cento alberi da frutto piantati in zone povere del mondo

Sì, perché qualche giorno fa ciascun membro della community di Start Me Up ha ricevuto il codice attraverso il quale ha piantato cinque alberi da frutto in una zona povera del mondo. Questi alberi rappresentano una speranza e un grande aiuto per le popolazioni locali: per loro un albero piantato vuol dire lavoro. Ma non solo, più alberi piantati significano anche meno CO2 nell’atmosfera. Con questo regalo quindi la community di Start Me Up ha indirettamente aiutato il pianeta; stiamo parlando di più di 100 alberi tra Haiti, Kenya e Tanzania.

Tutto ciò è stato possibile a Ecofactory. L’azienda siciliana, il cui titolare è tra i sostenitori di Start Me Up, ha messo a disposizione i regali e mi ha aiutato a recapitare a ciascun membro della community le indicazioni su come piantare gli alberi. Ho già ringraziato privatamente sia Francesco che tutta Ecofactory, ma mi sembra bello farlo anche qui.

Per rendere ancora tutto più speciale, il regalo è stato recapitato sia virtualmente che “fisicamente” attraverso una cartolina realizzata per l’occasione da Daniele Tofi Morganti. In questo modo gli auguri di Start Me Up hanno raggiunto tutti i sostenitori nel totale rispetto delle norme vigenti.

L’amore per l’innovazione che trasforma in meglio la vita delle persone

collage Cartolina auguri Natale 2020 Start Me Up

Start Me Up in questi anni mi ha dato modo di conoscere molte persone interessanti e da cui ho tanto da imparare. La community mi ha permesso di stringere ancora di più questi rapporti. E gli alberi e la cartolina non sono che un modo per esprimere la mia gratitudine verso chi mi sta supportando a portare avanti questo progetto. In più, le reazioni che ho registrato in questi giorni dimostrano quanto questo gruppo ami quel tipo di innovazione che porta un cambiamento reale e in meglio nella vita delle persone. L’innovazione di cui Start Me Up quotidianamente vuole farsi non solo portavoce ma agente primo.

È questo l’augurio che vi (e mi) faccio per queste strane feste.

Macingo è il caso studio di Start Me Up di dicembre

Macingo è una delle startup “storiche” del panorama italiano. L’azienda calabrese è un marketplace che si rivolge a privati e PMI che intendono trasportare merci di vario tipo e dimensione in Italia e all’estero e facilita il match tra domanda e offerta di trasporto.

Il co-founder Samuele Furfaro ha raccontato ai membri della community di Start Me Up i passaggi fondamentali della crescita di Macingo. Puoi vedere questo appuntamento di “casi studio” quando e dove vuoi: dona adesso!

Fai la tua donazione di almeno 15 € + IVA

Ripensare il mondo della logistica dalla provincia di Reggio Calabria

Nata nel 2013, Macingo in questi anni ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nel mondo della logistica italiana. I dati aziendali parlano chiaro: oltre 20mila trasporti effettuati, più di 10mila richieste di trasporto, un team di 15 persone che lavora principalmente a Polistena, in provincia di Reggio Calabria. Insieme a Samuele abbiamo cercato di capire come una startup può raggiungere il primo cliente.

Abbiamo inoltre ripercorso la storia di Macingo identificando quali sono stati i bandi che hanno permesso all’azienda di crescere. In più, abbiamo parlato di lavoro da remoto visto che dal 2016 il team di Macingo è distribuito in varie parti di Italia.

Questi temi, insieme alle numerose domande che sono state poste in diretta da parte dei membri della community, sono stati trattati durante l’appuntamento di dicembre 2020 di “Casi Studio”. Puoi vederlo adesso, basta fare una offerta di almeno 15€ + I.V.A..

Dona adesso e vedi l’appuntamento di “Casi Studio”

Come funziona Macingo?

Macingo si rivolge alle aziende che devono trasportare della merce e a privati che hanno la necessità di traslocare o trasportare oggetti delicati e ingombranti (dagli strumenti musicali ai mezzi di locomozione). Si inserisce la propria richiesta sul sito di Macingo con le specifiche necessarie e in breve tempo i trasportatori che hanno una disponibilità di carico compatibile da un punto di vista geografico, temporale e dimensionale inviano la propria offerta economica. Sarà il cliente a decidere l’offerta migliore direttamente online e si impegnerà a pagare il servizio alla consegna delle merce.

Per approfondire puoi visitare il sito dell’azienda.

Cosa è Casi Studio?

Grazie a Casi Studio puoi scoprire le strategie che hanno permesso alle startup di successo di crescere. Mese dopo mese, i founder di alcune tra le migliori startup del Sud Italia raccontano ai membri della community di Start Me Up le mosse e le strategie che hanno permesso ai loro progetti di portare valore a sempre più persone.

Dona almeno 15€ (+ IVA): avrai accesso all’archivio dei Casi Studio passati.

Fai la tua donazione e accedi all’archivio di “Casi Studio”

Foto di copertina di Daniel von Appen via Unsplash

Ma il metodo 1.80$ di Gary Vaynerchuk funziona davvero per crescere su Instagram?

Lo ammetto: Instagram non è la mia passione. Ci passo poco tempo, e per quanto le stories mi tengano incollato allo schermo più del previsto, non sono un grande fan di questo social.
Nonostante questo però ho aperto il profilo di Start Me Up perché lo ritengo comunque in linea con il target di riferimento del programma. E quindi ho anche io a che fare con la annosa questione della gestione ottimale di questo canale.

Ho fatto alcune ricerche per capire se esistessero dei metodi che mi potessero aiutare e tra le varie strategie di crescita che ho trovato mi ha incuriosito il metodo 1.80$ formulato da Gary Vaynerchuk (il “Kim Kardashian degli influencer”, come ho letto su reddit).

Come funziona il metodo 1.80$

Il metodo 1.80$ non prevede un pagamento. Il denaro da cui prende il nome si riferisce ai fantomatici 2 cent, intesi nel gergo anglosassone come la mia (umile) opinione. Avete già intuito come funziona? Ve lo scrivo:

La prima operazione prevista dal metodo 1.80$ è trovare i 10 hashtag più popolari del settore in cui si opera. È questa la fase forse più complicata, a detta dello stesso Vaynerchuk, dell’intero processo. Per trovare gli hashtag bisogna infatti cercare tra i post più influenti degli account che “dominano” il settore e fare un paio di esperimenti.

Una volta trovati gli hashtag è necessario andare alla ricerca dei 9 post con più commenti, 9 per ogni hashtag. Vaynerchuk ci tiene a precisare che non importa quanti like o follower abbia il proprietario dell’account, il parametro da tenere d’occhio è la quantità di commenti che quel post è stato in grado di generare: se ne ha tanti è il momento di agire.

Agire? Perché fino ad ora cosa abbiamo fatto? Agire nel senso che è arrivato il momento di lasciare i nostri fantomatici 2 cents: un commento, un pensiero, una domanda o ancora meglio, una risposta se qualcuno chiede qualcosa. Sono da escludere i commenti lampo tipo “Bel post” o quelli con un paio di emoji.

Il senso del metodo 1.80$ è distribuire valore attraverso Instagram, non solo attraverso i propri post o stories, ma anche tramite le interazioni che generiamo.

Pensateci, se moltiplicate 2 cent per 9 quanto fa? Bravi 1.80! Così vi ho spiegato anche il perché del nome.

Si ma, funziona per davvero il metodo 1.80$? La parola all’esperto!

Il primo dubbio che ho dovuto sciogliere è stato se il metodo fosse ancora valido visto che l’articolo pubblicato da Vaynerchuk risale al 2018. Seppur infatti non stiamo parlando di un secolo fa, ho pensato a tutte le novità che in questi pochi anni Instagram ha implementato.

Mi sono fatto così un giro online e a quanto pare sì, c’è addirittura un tool che si chiama dollareighty.com (ed è a pagamento).

Sono un po’ diffidente di natura e non conoscendo bene il mondo di Instagram ho chiamato in causa un “esperto”. E chi se non Salvatore Borzacchiello aka @borzac, admin di @igersitalia e community manager di @igers.calabria. Quando ho chiesto a Salvatore un commento sul metodo 1.80$ mi ha confessato che lui lo ha sempre utilizzato da quando “frequenta” Instagram. Nel senso che Vaynerchuk ha di fatto messo a sistema il comportamento che chi utilizza Instagram dovrebbe adottare. Salvatore infatti scrive:

“Con questo metodo Gary Vaynerchuk non fa altro che spiegare all’utente che vuole far crescere i numeri dei seguaci e, ancora più importante, il famigerato engagement del proprio account, come è facile sfruttare l’algoritmo di Instagram attraverso il rilascio di quelli che lui chiama 2 cent, ovvero le interazioni. È risaputo che più si interagisce con commenti e like a post, storie e reels, più si avrà una risposta negli stessi termini sui propri account.

Questa, a conti fatti, è la strategia che ho utilizzato sin dalle mie prime apparizioni su Instagram (prima ancora che Gary Vaynerchuk la formulasse in questi termini), sia con il mio account personale che con quelli che gestisco per la community di IgersItalia. Sfrutto cioè, non in modo così calcolato, le reali interazioni con le persone e le aziende che abitano il social network, assecondando, anche inconsciamente, il volere degli sviluppatori di Instagram”.

Salvatore Borzacchiello - primo piano

Salvatore Borzacchiello, è admin di @igersitalia

Salvatore fa giustamente il paragone con altre strategie di crescita su Instagram che si basano su tecniche a pagamento o che sono considerate poco “etiche” come ad esempio l’utilizzo di bot.

Il ricorso ai bot è stato condannato “dagli stessi sviluppatori di Instagram – spiega Salvatore – che ne hanno cambiato l’algoritmo, facendo precipitare le performance dei contenuti postati. Come conseguenza di ciò tanti utenti hanno deciso di utilizzare pratiche scorrette come il follow/unfollow”.

Conclusioni

Mi sembra quindi abbastanza chiaro che il metodo 1.80$ non è altro che una schematizzazione di ciò che, su carta, dovrebbe essere Instagram: un luogo in cui condividere valore attraverso i propri post e le proprie interazioni.

Ciò che ci vedo di buono (almeno per quello che è la mia esperienza) è la possibilità che il metodo 1,80$ mi dà di pormi degli obiettivi chiari nella gestione di Instagram, non solo in termini di risultati, ma anche di azioni e tempo da dedicare a questo canale. Senza andare alla cieca e senza accanirmi sui miei account, so cosa fare giorno dopo giorno.

I risultati? I numeri dell’account di Salvatore fanno ben sperare, ma non escludo un nuovo articolo tra qualche mese per aggiornarvi su quello che sarò in grado di fare con l’account di Start Me Up.

Foto di copertina di Shot by Cerqueira, via Unsplash

Immagine coordinata: perché è importante per la tua startup?

L’immagine coordinata è uno dei principi cardine della comunicazione di ogni azienda. E le startup naturalmente non fanno eccezione. Ma se una azienda ha la possibilità di investire tempo e denaro nella costruzione della propria immagine, una startup deve fare i conti con risorse limitate.

Per questo motivo, per il web café di novembre, abbiamo chiamato in causa uno dei nostri più affezionati membri: Daniela Smiroldo, Ui & Visual Designer. Daniela ci ha aiutato a capire come costruire l’immagine coordinata della nostra startup attraverso risorse online e alcune nozioni di base.

I web café sono incontri riservati alla community di Start Me Up: puoi accedere sostenendo Start Me Up con solo 3 € + I.V.A. al mese.

Entra a far parte della community e guarda il web café

Nozioni e strumenti per una immagine coordinata impeccabile

Durante il web café di novembre abbiamo attualizzato il concetto di immagine coordinata per una startup che opera in un mercato perlopiù digitale. Ci siamo chiesti da cosa sia utile partire e in che modo è necessario operare per ottenere il meglio da ciò che si ha. Non sono mancati esempi e casi studio da cui estrarre buone pratiche da replicare.

Questo webcafé non è stato né un workshop ma neanche una lezione. Daniela ci ha consigliato i migliori strumenti online e ci ha suggerito le più importanti nozioni di base. L’obiettivo è stato permettere ai partecipanti di avere tutto ciò di cui si ha bisogno per costruire l’immagine coordinata del proprio progetto. Tutto ciò anche nel caso in cui si sta portando avanti un progetto all’interno della propria azienda.

Guarda il web café e consulta tutte le risorse consigliate da Daniela

Chi è Daniela Smiroldo

Immagine coordinata - copertina web café

Daniela Smiroldo è una Ui & Visual Designer con alle spalle esperienze di graphic design, stampa, post-produzione video, proofreading ed editorial design. In questi anni si è occupata di progettazione grafica di app e prodotti editoriali, curando l’immagine di una serie di startup. Tra i tanti prodotti che Daniela ha curato in questi anni c’è anche Start Me Up (!!!). Per conoscere i suoi lavori basta visitare dasminierollado.it.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.

Solo i membri della community di Start Me Up possono partecipare ai web café. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 3$ al mese (10 centesimi al giorno) e accedi a questo e ad altri contenuti riservati: sono webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

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La foto di copertina è di Slidebean via Unsplash

Rapporto SVIMEZ, Seppie e Black Friday: ecco la camera a Sud di novembre.

Rileggendo questo numero di Camera a Sud di novembre mi sono accorto che somiglia più a una mail di una newsletter (tra l’altro, lo sapete che Start Me Up ha anche una newsletter?) che a un post di un blog.

Ci ho messo dentro come al solito quello che secondo me di interessante è successo al Sud Italia più qualche aggiornamento sui progetti che sono passati dai microfoni di Start Me Up in questi anni. In più c’è anche un piccolo elenco di offerte relative al black friday che arrivano da aziende e startup del Sud Italia.

Poi non dite che non vi penso.

Cosa Mi porto dietro dalla presentazione del Rapporto SVIMEZ

Lo scorso 24 novembre durante una diretta facebook di un paio di ore è stato presentato il rapporto SVIMEZ 2020.
Tralasciando i dati e le stime del rapporto che potete leggere qui, vi posso dire quello che mi è rimasto della diretta della presentazione (che se avete due ore di tempo potete recuperare qui).

Rischiando di apparire di parte, riporterò solo due note tratte dall’intervento dell’economista Lucrezia Reichlin che insegna alla London Business Economics e che ha fondato a Siracusa la Ortygia Business School.

La professoressa ha messo in evidenza come dai vari rapporti redatti in questi anni dallo SVIMEZ il Sud Italia non sia un deserto, ma un territorio “scassato” al cui interno si muovono delle eccellenze. A suo avviso queste eccellenze non possono essere ignorate, ma anzi devono essere coinvolte nel processo di rivalutazione del territorio. Ci si potrebbe richiamare alla cosiddetta responsabilità sociale di impresa: sono certo che tante di queste eccellenze sarebbero felici di mettersi al servizio del territorio in cui risiedono. Nei podcast in questi anni ho raccolto un sacco di testimonianze di imprenditori che lavorano al Sud e che già in qualche modo contribuiscono nel loro piccolo alla rivalutazione dei loro territori. Potenziare questo aspetto con un intervento strutturale produrrebbe un effetto con un impatto molto più grande.
E poi la professoressa Reichlin ha messo in evidenza un aspetto che trovo paradossale. Quando si è trovata a commentare le varie misure di sviluppo e rilancio del Sud Italia che sono state adottate in questi anni ha fatto presente che le misure potevano essere sì risolutive o ben strutturate ma in molti casi non venivano pensati i criteri per valutarle. Come si può controllare l’efficacia di determinati strumenti se non si misurano? “Quello che si fa deve essere valutato – ha detto – e se non funziona, si cambia strumento”. Mi sembra particolarmente ovvio.

South Learning e tutto quello che di bello sta portando la Rivoluzione delle Seppie

South Learning - L'esperienza al Sud della rivoluzione delle seppie

foto via larivoluzionedelleseppie.org

Mentre in Sicilia si sperimentava il South Working e a Brindisi lanciavano l’esperienza di Sea Working, in Calabria si metteva in piedi il primo esperimento di South Learning. Ci hanno pensato i ragazzi della Rivoluzione delle Seppie che a Belmonte Calabro lavorano già da tempo. E lo fanno da sempre insieme alla London Metropolitan University con una formula di stage settimanali periodici. In un momento storico in cui tutti sono fermi e non si può viaggiare, i ragazzi della Rivoluzione delle Seppie anziché rinviare l’edizione 2020 o trasporla online hanno pensato di prolungare il periodo di residenza degli stagisti utilizzando gli spazi di cui dispongono, trasformandoli in aree coworking e sale studio. Un gigantesco esperimento di rigenerazione urbana che coinvolge tutta la comunità di Belmonte Calabro.
In più la Rivoluzione delle Seppie ha inaugurato una sezione podcast molto bella che vi consiglio di ascoltare. E se tutto ciò vi è piaciuto, partecipate al loro crowdfunding su eppela: i fondi andranno alla costruzione di Casa di Belmondo. Io ho già contribuito!

Giuseppe De Nicola tra gli uomini illuminati

Tra i 20 candiati al premio Uomini Illuminati c’è anche Giuseppe De Nicola, presidente e deus ex machina della fondazione Ampioraggio (lo hai ascoltato parecchie volte qui a Start Me Up). Giuseppe si è guadagnato questo riconoscimento grazie alla capacità di aver creato un vero e proprio ecosistema nazionale per l’innovazione e aver favorito l’open innovation e la coesione territoriale attraverso la fondazione Ampioraggio.

locandina premio uomini illuminati - dal Sud Giuseppe De Nicola

Il premio “Uomini illuminati” è promosso dall’alleanza tra le donne, una rete tra donne e associazioni provenienti da tutte le regioni d’Italia che ha risposto all’appello #Oraomaipiù degli Stati Generali delle Donne per costruire un legame basato su una unitarietà di intenti e di proposte.

Il premio sarà assegnato il 28 novembre 2020. In bocca al lupo, Giuseppe!

Samuele Sciacca ti fa giocare nello Spazio

Chi ascolta Start Me Up ricorderà Samuele Sciacca per averci raccontato il mercato dei videogiochi indipendenti. Nei mesi successivi Samuele non si è mai fermato (da quando lo conosco non credo lo abbia mai fatto) e dopo aver creato un videogioco basandosi su una improbabile dichiarazione di Albano, uno su Sgarbi che viene portato via di peso dal Parlamento, un altro molto interessante per aiutare i ragazzi a riconoscere le fake news, Samuele ha deciso di prendere il largo o meglio, lo spazio.

Questo bruttissimo gioco di parole mi serve per raccontare l’ultima fatica di Samuele: un videogioco sulla vita nella stazione spaziale internazionale commissionato direttamente dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Insieme a Samuele hanno collaborato alla realizzazione del videogioco Manolo Saviantoni e Jeff Sisti.

Esa Space Quest - di Samuele Sciacca

Lo scopo di Esa Space Quest è promuovere la collezione ‘Esa ugly sweater’, una serie di gadget e apparel, tra cui felpe, magliette e mug, ispirata ai ‘maglioni brutti’ di natale in tema spaziale in vendita nello shop online di Esa. Si tratta di cinque minigiochi all’interno di cinque stanze differenti, che rappresentano le zone della stazione che orbita nello spazio. Chi raccoglierà più punti avrà la possibilità di essere sorteggiato e ricevere così degli omaggi da spendere all’interno dello shop.

Black Friday Corner

Oggi è il black friday e anche alcune startup e aziende del Sud Italia hanno deciso di promuovere i propri servizi con degli sconti particolarmente vantaggiosi:

  • Seo Tester Online offre il 72% di sconto su tutti i suoi tool online;
  • Post Pickr offre il 40% di sconto su tutti i suoi piani annuali;
  • Nello shop di Gspectacles trovate parecchi modelli scontati;
  • Putia Art Gallery, non per il black friday ma per “trasferimento online” ha una serie di sconti niente male su quel che rimasto sul suo catalogo.

Due cose sugli argomenti più dibattuti nella mia bolla

Volevo scrivere una cosa su ciò che è successo a Letizia Battaglia che ha preso parte al progetto di Lamborghini ma poi ho letto questo articolo della brava Alessandra Rigano e ho pensato che qualsiasi cosa avessi potuto scrivere sarebbe stato superfluo (tra l’altro, se avete tempo perdetevi un momento a leggere i commenti al suo post di facebook: ci sono cose parecchio interessanti).

Ho pensato se mettere o no qualcosa su Maradona. Alla fine credo che più di tutto parli questa foto.

La foto di copertina è presa da larivoluzionedelleseppie.org