IntendiMe è il caso studio di novembre di Start Me Up

Il caso studio della community di Start Me Up di novembre è IntendiMe. La startup cagliaritana produce dispositivi che risolvono problemi legati alla sicurezza sia dentro che fuori casa delle persone affette da sordità. Negli ultimi mesi IntendiMe ha ricevuto un investimento pari a 2,3 milioni di euro e ha lanciato attraverso un concorso il suo primo prodotto. Come ha fatto?

Ce lo ha raccontato in diretta la co-founder, Alessandra Farris,  durante l’appuntamento riservato a chi sostiene Start Me Up con una donazione di almeno 15 € + I.V.A che puoi rivedere dove e quando vuoi. Ti basta fare la tua donazione!

Fai la tua donazione di almeno 15 € + IVA e vedi il Caso Studio su IntendiMe

Dal CLAB di Cagliari al KitMe: i successi di chi fa “suonare un mondo così silenzioso”

Nata dalla “esperienza di vita personale di Alessandra, che conosce a fondo la sordità e le relative difficoltà, perché figlia di genitori sordi” IntendiMe vuole “far suonare un mondo così silenzioso”. Un progetto che prende piede tra i “banchi” del Contamination Lab di Cagliari e che permette a Giorgia Ambu, Antonio Pinese, alla già citata Alessandra Farris di lavorare a questo progetto a cui poi si aggiungerà Leonardo Buffetti. Quell’anno, il 2015, IntendiMe si classifica al primo posto alla finale del ContaminationLab di Cagliari, ma non solo. Vince anche la Startup Cup Sardegna e il Premio Nazionale per l’Innovazione.

A maggio 2020 poi IntendiMe ottiene un investimento di 2,3 milioni euro da parte di VV3TT – Vertis Venture 3 Technology Transfer, fondo di venture capital con focus sul trasferimento tecnologico gestito da Vertis SGR con l’advisory esclusiva di Venture Factory.

Infine, il mese scorso, IntendiMe ha lanciato il KitMe, il sistema di dispositivi pensato per le esigenze delle persone sorde. Insieme al Kit, IntendiMe ha lanciato anche PremiaMe, il concorso che mette in palio sia il dispositivo fisico che l’abbonamento al servizio.

IntendiMe - founder

I tre founder di IntendiMe: Giorgia Ambu, Antonio Pinese e Alessandra Farris.

Durante l’appuntamento abbiamo ripercorso insieme a Alessandra il percorso di IntendiMe in un’ottica di give back. Cioè restituire sotto forma di racconto cosa in questi anni Alessandra e tutto il team di questa startup ha imparato dal proprio percorso imprenditoriale.

Abbiamo dedicato particolare attenzione al rapporto che il team di IntendiMe ha creato con gli investitori. Un rapporto lontano dallo stereotipo classico di chi una volta messi i soldi pretende di avere l’ultima parola.

Puoi vedere l’appuntamento di Casi Studio completo in modo molto semplice: basta effettuare una donazione di almeno 15€ + I.V.A. a Start Me Up attraverso Patreon. L’accesso alla community dà la possibilità di vedere anche le registrazioni di tutti gli altri contenuti speciali realizzati in questi mesi.

Dona adesso e vedi l’appuntamento di Casi Studio

Cosa è Casi Studio?

Grazie a Casi Studio puoi scoprire le strategie che hanno permesso alle startup di successo di crescere. Mese dopo mese, i founder di alcune tra le migliori startup del Sud Italia raccontano ai membri della community di Start Me Up le mosse e le strategie che hanno permesso ai loro progetti di portare valore a sempre più persone.

Dona almeno 15€ (+ IVA): avrai accesso all’archivio dei Casi Studio passati.

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Liberiamoli tutti: più di 35.000 firmatari chiedono più trasparenza sui dati Covid-19

Sono 35.000 le firme a sostegno di #datibenecomune, la campagna lanciata dieci giorni fa da Ondata e sottoscritta ad oggi da 134 organizzazioni (tra cui anche Start Me Up). Riportiamo integralmente il comunicato stampa diffuso ieri dai promotori.

DatiBeneComune: 134 organizzazioni e 35.000 firmatari chiedono più trasparenza sui dati Covid-19

L’ampia adesione alla campagna a pochi giorni dal lancio è un segnale che il tema riguarda tutti e per questo il Governo non può continuare ad ignorare le richieste

A dieci giorni dal lancio la campagna #DatiBeneComune ha raccolto 35.000 firme alla petizione e l’adesione di oltre 134 tra organizzazioni della società civile e testate giornalistiche. Segnale che il tema dei dati è condiviso non solo dagli “addetti ai lavori” ma anche da tanti cittadini e cittadine che si aspettano trasparenza e chiarezza da parte del Governo e non intendono accettare passivamente le decisioni prese sulla gestione dell’emergenza Covid-19.

Le richieste avanzate dai promotori ruotano intorno alla maggiore trasparenza e apertura dei dati comunicati dalle Regioni al Governo dall’inizio dell’epidemia per monitorare e classificare il rischio epidemico; dei dati che alimentano i bollettini con dettaglio regionale, provinciale e comunale, della cosiddetta Sorveglianza integrata COVID-19 dell’Istituto Superiore di Sanità e dei dati relativi ai contagi all’interno dei sistemi, in particolar modo scolastici. Tra le richieste anche quella di rendere pubbliche le evidenze scientifiche, le formule e gli algoritmi, che mettono in correlazione la valutazione del rischio, le misure restrittive e l’impatto epidemiologico ad esso correlato perché è importante che i cittadini siano consapevoli delle motivazioni che hanno guidato e stanno continuando a guidare le scelte del Governo.

La lettera con le richieste è stata spedita anche in cartaceo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed ora tutti i sostenitori e le sostenitrici della campagna si augurano che una risposta non tardi ad arrivare.

Dall’avvio di questa iniziativa ci sono state alcune novità come ad esempio l’accordo privato tra Istituto Superiore di Sanità e Accademia dei Lincei che, se da un lato va nella direzione di una maggiore condivisione dei dati, dall’altro di fatto continua a mantenerli riservati ad una cerchia ristretta impedendo a tutti gli altri ricercatori, ai giornalisti e alla società civile di disporre delle stesse informazioni.

Il commento di alcuni dei promotori di Liberiamoli tutti.

Il Presidente dell’associazione OnData, Andrea Borruso, ha così commentato:

“Le aspettative su questo accordo erano tante, anche per precedenti affermazioni di principio dell’Accademia dei Lincei sulla scienza aperta. Adesso che l’accordo è pubblico, leggiamo che è un accordo standard di collaborazione tra due parti, senza evidenti output in termini di pubblicazione di nuovi dati grezzi ci aspettiamo uno sforzo di condivisione maggiore da parte del Governo e, allo stesso tempo, ci auguriamo che l’Accademia, dalla sua posizione di favore, sproni il Governo affinché una più ampia serie di dati possa diventare pienamente bene comune.”

“La trasparenza non è mai fine a sé stessa – ha dichiarato Davide Del Monte, Direttore di Transparency International Italia – ma è lo strumento attraverso cui la comunità scientifica può comprendere il problema e grazie al quale si possono attivare percorsi virtuosi di collaborazione per promuovere soluzioni e ripristinare la fiducia nelle istituzioni che governano, oggi più che mai indispensabile. La trasparenza è la chiave della fiducia.

“Aprire i dati non è una questione squisitamente tecnica dal momento che oggi più che mai i dati informano le decisioni che impattano sulla vita di milioni di persone – questo il commento di Elisa Visconti, Responsabile Programmi di ActionAid – Sapere e capire perché i propri territori sono sottoposti ad alcune restrizioni, conoscere il perché la propria attività deve chiudere, condividere i motivi secondo i quali i propri figli e figlie non possono andare a scuola, conoscere nel dettaglio la strategia d’intervento socio-sanitaria è fondamentale affinché le cittadine e i cittadini di questo paese possano giocare un ruolo consapevole e proattivo nella gestione di una crisi che va necessariamente gestita in modo collettivo.
I cittadini e le cittadine hanno infatti dato prova non solo di essere attori passivi in grado di obbedire agli ordini, ma di saper giocare un ruolo centrale nella risposta come nella fase di ricostruzione che ci aspetta. Per poterlo fare, devono sapere.”

La condivisione dei dati e una ricerca forte e trasparente possono salvare più vite, come mostrano le esperienze dei paesi che hanno investito di più in Ricerca e Innovazione che hanno avuto la prontezza di appiattire la curva dei contagi anche rendendo subito pubblico l’intero data base epidemiologico preventivamente anonimizzato – afferma Luca Carra, direttore di Scienza in Rete – In Italia invece i dati degli osservatori regionali e nazionali vengono al momento rilasciati solo ad alcuni gruppi di ricerca qualificati ma non allo scrutinio pubblico. Ciò potrebbe innescare sospetti di censura o polemiche in questo momento molto controproducenti.”

È possibile trovare maggiori informazioni sulla campagna e sottoscriverla sul sito datibenecomune.it.

4 startup IT che offrono lavoro in questo momento

Nonostante il momento non sia dei migliori c’è un gran movimento nel mondo startup. Un movimento testimoniato non solo dalle notizie di nuovi investimenti e nuovi modi di concepire il lavoro, ma anche dal fatto che molte startup in questo momento stanno cercando persone da inserire nei loro organici.

In questo nuovo, entusiasmante, numero di Bacheca, abbiamo selezionato per voi quattro startup del campo IT che stanno offrendo lavoro.

Bending spoon

Bending Spoon - startup IT

foto, via

È forse la startup del momento. È quella che ha creato l’app Immuni e qualche giorno fa è stata insignita del primo posto nella classifica Best Workplaces™ for Millennials 2020 Italia, la ricerca che individua le 15 migliori aziende all’interno delle quali i giovani vorrebbero lavorare (qui spiegano come funziona la classifica).
Sul sito di Bending spoon ci sono numerose posizioni aperte, si va da Product Manager a UX Designer, e per alcune c’è la possibilità di lavorare da remoto.

Vai al sito bendingspoons.com

Healthy Virtuoso

Virtuoso - startup IT

foto, via

Chi segue Start Me Up conosce bene Healthy Virtuoso, la startup sarda che premia uno stile di vita salutare e lo incentiva attraverso prove e sfide con sé stessi o con gli amici. Se hai seguito l’appuntamento di Casi Studio, sai come questa startup sia particolarmente attenta allo sviluppo del prodotto e quanto in questi anni sia cresciuta. Healthy Virtuoso sta cercando un software engeneer anche con livello di esperienza minimo che possa lavorare anche da remoto.

Vedi in dettaglio l’offerta di lavoro

SEO Tester Online

Seo Tester Online - team al lavoro

Altra conoscenza di lungo corso per chi frequenta Start Me Up è SEO Tester Online che da ieri ha una posizione di lavoro aperta come Sales Account Executive. SEO Tester Online è il tool tutto siciliano che ti permette di conoscere lo stato di salute dal punto di vista SEO del tuo sito. Negli anni il progetto è cresciuto offrendo sempre più servizi. Li seguiamo da tempo e oltre aver raccontato la loro storia durante un appuntamento di Casi Studio, uno dei founder, Giancarlo Sciuto è stato protagonista di un Fallisci Meglio.

Leggi in dettaglio l’offerta di lavoro

flazio.com

Flazio - startup IT

foto, via

Ci sono posizioni aperte anche da Flazio, la startup siciliana che permette a chiunque di creare un sito web in pochi clic. Se hai capacità manageriali, di codice o di design non perdere la possibilità di lavorare alle pendici dell’Etna con una delle realtà più longeve del panorama IT degli ultimi anni.

Vai al sito flazio.com

foto di copertina: Marvin Meyer via Unsplash

Immagine coordinata: perché è importante per la tua startup?

L’immagine coordinata è uno dei principi cardine della comunicazione di ogni azienda. E le startup naturalmente non fanno eccezione. Ma se una azienda ha la possibilità di investire tempo e denaro nella costruzione della propria immagine, una startup deve fare i conti con risorse limitate.

Per questo motivo, per il web café di novembre, abbiamo chiamato in causa uno dei nostri più affezionati membri: Daniela Smiroldo, Ui & Visual Designer. Daniela mercoledì 25 novembre ore 19:00 ci aiuterà a capire come costruire l’immagine coordinata della nostra startup attraverso risorse online e alcune nozioni di base.

I web café sono incontri riservati alla community di Start Me Up: per partecipare è necessario effettuare una donazione di almeno 3 € + I.V.A..

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Nozioni e strumenti per una immagine coordinata impeccabile

Durante il web café di novembre attualizzeremo il concetto di immagine coordinata per una startup che opera in un mercato perlopiù digitale. Da cosa è utile partire e in che modo operare per ottenere il meglio da ciò che si ha. Non mancheranno esempi virtuosi da cui estrarre buone pratiche da replicare.

Questo webcafé non sarà un workshop ma neanche una lezione. Daniela saprà consigliarci i giusti strumenti disponibili online e suggerirci le più importanti nozioni di base. L’obiettivo è di permettere ai partecipanti di avere alla fine di questo incontro quello di cui hanno bisogno per costruire l’immagine coordinata del progetto che stanno portando avanti. Naturalmente, questo vale anche per chi non ha una propria startup ma all’interno della propria azienda è chiamato a portare avanti progetti che hanno a che fare con le immagini e la comunicazione.

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Chi è Daniela Smiroldo

Immagine coordinata - copertina web café

Daniela Smiroldo è una Ui & Visual Designer con alle spalle esperienze di graphic design, stampa, post-produzione video, proofreading ed editorial design. In questi anni si è occupata di progettazione grafica di app e prodotti editoriali, curando l’immagine di una serie di startup. Tra i tanti prodotti che Daniela ha curato in questi anni c’è anche Start Me Up (!!!). Per conoscere i suoi lavori basta visitare dasminierollado.it.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.

Solo i membri della community di Start Me Up possono partecipare ai web café. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 3$ al mese (10 centesimi al giorno) e accedi a questo e ad altri contenuti riservati: sono webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

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La foto di copertina è di Slidebean via Unsplash

Il podcast per dare voce a aziende e istituzioni culturali

Che il podcast sia ormai un mezzo sdoganato e alla portata di tutti non è un mistero. Chi frequenta questo mondo da un bel po’ se ne è accorto. Ma anche i non appassionati hanno visto quanto sia cresciuta l’offerta dal punto di vista dei contenuti a cui è possibile accedere (personalmente sapevo che era stata superata una certa linea di demarcazione quando ho visto il podcast sui parrucchieri).

Quello dei podcast quindi è un mondo popolato ormai non solo da indipendenti: parecchie aziende producono dei propri format, vedendo in questo mezzo oltre a un fenomeno di costume, un modo per raggiungere un pubblico sempre più rinchiuso nella propria bolla.

Branded Podcast: dal racconto alla promozione, come “dare voce” a aziende e istituzioni culturali

Seguendo questa scia, l’auspicio è che anche gli enti culturali possano emulare questa stessa strategia e adottare i podcast nella propria strategia di comunicazione. C’è chi già lo fa e lo fa bene, chi invece lo fa con risultati mediocri e chi non lo fa per niente. Ecco soprattutto per gli ultimi due gruppi (ma anche un po’ per i primi) è stato scritto Branded Podcast.

Branded Podcast è un libro corale che mostra tutti i vantaggi che il podcast offre alla comunicazione culturale.  Questa tesi è avvalorata spaziando tra generi narrativi diversi, illustrando le tecniche di promozione di uno show, ma soprattutto attraverso esempi concreti, numeri, e esperienze dirette.

Gli autori di Branded Podcast

Gli autori di “Branded Podcast” durante la presentazione del libro durante il Festival del Podcasting 2020

Come dice la curatrice Chiara Boracchi, giornalista, speaker radiofonica, membro di Archeostorie® e ovviamente podcaster: “Per quanto possa sembrare bizzarro, parlare dei valori di un’azienda o di un museo non è molto diverso, se si hanno storie interessanti da narrare. E da qualche tempo si è scoperto che lo strumento migliore, più innovativo ed efficace per raccontarle è proprio il podcast.”

Raccontare l’innovazione sociale e culturale in podcast: l’esperienza di Start Me Up

Per rendere questa tesi ancora più evidente l’autrice si è fatta supportare da alcuni podcaster indipendenti. All’interno del volume è possibile trovare i contributi di Sebastiano Paolo Righi, Cinzia Dal Maso, Marco Cappelli, Gaia Passamonti, Andrea W. Castellanza, Rossella Pivanti, Francesco Tassi e il mio, Fabio Bruno.

In Branded Podcast ho raccontato infatti la genesi di Start Me Up e il ruolo che questo podcast nel tempo si è ritagliato. Vista anche la tesi esposta nel libro, ho cercato di evidenziare le peculiarità di un prodotto come Start Me Up nato come testimone diretto dell’innovazione sociale, culturale e tecnologica del Sud Italia. Un ruolo che nel tempo è cambiato così come il ruolo dell’innovazione al Sud Italia che, perdendo l’entusiasmo dei primi anni ’10 del Duemila, ha modificato il suo impatto nella vita e nel lavoro delle persone che vivono in questa parte di Italia.

Di tutto questo ne ho parlato insieme a Chiara Boracchi una settimana fa circa ai microfoni di Strategia IT di Riccardo Mancinelli.

Player Strategia IT pyer podcast

Clicca sull’immagine per ascoltare il podcast

Branded Podcast: info utili.

È possibile acquistare Branded Podcast nelle principali librerie, su Amazon o con uno sconto del 5% direttamente dal sito della casa editrice.

Branded Podcast è il terzo libro di Archeostorie®, think tank di professionisti della comunicazione che studia e sperimenta strategie per una comunicazione dei beni culturali sempre più precisa, coinvolgente e fuori dagli schemi.

“Innamorati del problema, non della soluzione”

Quando si sviluppa una nuova idea di impresa la tentazione è spesso quella di focalizzarsi troppo sull’idea, innamorandosene, tralasciando il problema che quella idea dovrebbe risolvere. È un comportamento diffuso e spesso causa grossi rallentamenti al corretto sviluppo del progetto. Per questo motivo durante il web café di ottobre abbiamo parlato dell’importanza di innamorarsi del problema. Lo abbiamo fatto con Antonio Russolillo che attraverso esempi e casi concreti ha esposto la teoria “Love the Problem” utile sia a chi fa startup ma anche a chi si trova all’interno di una azienda strutturata.

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Perché tra soluzione e problema dovresti voler bene di più al secondo

Il processo creativo gioca spesso brutti scherzi. Uno di questi, il più classico, è quello di farci vedere la nostra soluzione come la migliore in assoluto. E quasi inconsapevolmente, una volta trovata, non facciamo altro che rinforzare la nostra convinzione anziché trovare i punti deboli che ci permetterebbero di migliorarla. Questo si spiega anche con il cosiddetto “condizionamento”, un gioco che la nostra mente fa e che ci induce a giudicare ciò che vediamo non attraverso i dati reali ma attraverso l‘interpretazione che ne facciamo.

Come risolviamo tutto ciò? Amando il problema, concentrandoci su di esso, osservando il nostro target di riferimento e utilizzando lo schema che ci è proposto dal processo lean. E soprattutto chiedendo i pareri alle persone giuste.

Sono tutti argomenti e temi che abbiamo trattato durante il web café di ottobre con Antonio Russolillo. Il web Café è un contenuto riservato ai sostenitori di Start Me Up. Dona adesso! Con poco meno di 10 centesimi di euro al giorno ti garantisci l’accesso a questo e all’archivio di tutti i web café registrati fino a qui.

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Chi è Antonio Russolillo

Antonio Russolillo è un Management Consulting, appassionato di tecnologia, innovazione e modelli di sviluppo, che ha seguito la propria attitudine imprenditoriale, accompagnando prima l’impresa familiare e poi come consulente e formatore. Supporta le persone e le imprese a rendere concrete le proprie idee imprenditoriali, aiutandole a focalizzare meglio le energie ed allocare in modo più efficiente tempo e risorse. Ha appreso la metodologia Lean Startup e questo lo ha condotto ad avere un approccio analitico alle situazioni ed appassionarsi ai problema più che alle soluzioni. Per lui “Love the Problem” è la visione, intesa come ricerca dell’opportunità di evoluzione dell’individuo prima, e dell’idea di business poi.

Innamorati del problema non della soluzione - web café con Antonio Russolillo

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.

Solo i membri della community di Start Me Up possono partecipare ai web café. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 3$ al mese (10 centesimi al giorno) e accedi a questo e ad altri contenuti riservati: sono webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

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La foto di copertina è di Paulo Vizeu via Unsplash.

Quali sono i contenuti riservati alla community Telegram di Start Me Up (fino a qui)?

N.B.: L’articolo è in continuo aggiornamento

La community Telegram di Start Me Up è attiva da aprile 2019 e da allora sono stati prodotti una serie di contenuti riservati ai soli membri. Sono momenti di incontro e di approfondimento che hanno dato la possibilità ai partecipanti di capire di più temi di loro interesse e conoscere persone con cui condividere passioni e quesiti comuni.

I format video creati appositamente per i sostenitori di Start Me Up sono Web-café, Community-café e Casi Studio. Mentre c’è un podcast speciale di nome Spam – è tutto grasso che cola.

  • Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web-café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.
  • Il Community Café è invece un momento di riflessione sulla community e sui progetti portati avanti dai membri del gruppo. Sono incontri nati su iniziativa del gruppo Telegram che ha sentito la necessità di incontrarsi da remoto per discutere di temi di interesse generale pertinente allo spirito del format.
  • Casi Studio è una videochat di 45 minuti incentrata sulla strategia dietro una startup di successo che viene raccontata direttamente dal suo founder. I partecipanti hanno così modo di conoscere le mosse che hanno portato al successo un progetto di impresa che arriva dal Sud Italia. Chi partecipa alla diretta può fare delle domande e ha a disposizione la registrazione e un piccolo report testuale.
  • Spam – è tutto grasso che cola. Un podcast minimale e settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.  Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

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Perché è importante sostenere economicamente Start Me Up?

Grazie alle donazioni mensili riusciamo a mantenere una serie di contenuti che si rivolgono a tutti.

Il podcast settimanale

È l’appuntamento fisso ormai dal 2014 (nel 2013 Start Me Up andava in onda su una radio locale messinese) per chi vuole saperne di più sul mondo dell’innovazione nel Sud Italia. All’attivo abbiamo 6 stagioni, più di 250 podcast pubblicati e orientativamente possiamo dire di aver dato voce ad almeno 300 progetti nati nel Sud Italia. In questi anni abbiamo contato più di 170mila download e non sappiamo quante persone nel frattempo abbiamo ispirato a fare qualcosa di nuovo nel luogo in cui vivono.


Ascolta Start Me Up dove e quando vuoi


Un calendario editoriale mensile

Da qualche mese il blog di Start Me Up cerca di avere una pubblicazione regolare composta di base da quattro rubriche mensili.

  • Biblosmu: ogni mese un libro che ruota intorno alle tematiche del digitale e dell’innovazione recensito per voi. Recensito significa che lo leggiamo veramente e poi ne scriviamo qui, sottolineando le cose che più ci hanno colpito e perché – secondo noi – è una lettura che vale la pena fare.
  • Bacheca: gli annunci di lavoro per chi vuole lavorare nelle startup del Sud Italia (e non solo). Sono quelli che trovate nel gruppo facebook (ne parliamo più giù) e che una volta al mese finiscono in un articolo. Oltre agli annunci ci sono anche bandi e opportunità per chi vuole trovare i fondi per il proprio progetto imprenditoriale, culturale o sociale.
  • HowTo: ogni mese un piccolo consiglio da adottare nel proprio lavoro quotidiano. Cerchiamo di condividere cosa abbiamo imparato in questi anni lavorando e ascoltando quelli più bravi di noi. Vi consigliamo video e/o articoli trovati in giro per la rete che possano ispirarvi e ci auguriamo che vi aiutino a risolvere quell’aspetto del vostro lavoro che non vi piace.
  • Camera a Sud: è lo spazio che dedichiamo ai progetti che sono passati da qui e che ci piace vedere crescere. Non solo: dalla scorsa stagione Camera a Sud è anche uno spazio che tiene accesa la luce su quello che dal punto di vista politico, sociale ed economico succede al Sud Italia. Una volta al mese trovate articoli, video o riflessioni che parlano della complessità di questa parte di Italia e ci aiutano ad avere una visione critica e più ampia possibile.

Il gruppo d’ascolto su Facebook

Il Gruppo d’ascolto su Facebook è nato come un vero e proprio esperimento. All’inizio era noto solo a chi ascoltava il podcast (lì era l’unico luogo in cui veniva nominato) ed è stato per alcuni mesi il luogo dei fedelissimi di Start Me Up. Da qualche mese ha cambiato forma e sempre più diventa il luogo in cui vengono pubblicati quotidianamente (o almeno ci proviamo) offerte di lavoro che arrivano dal mondo startup e dell’innovazione. Sono quelle che finiscono una volta al mese su bacheca ma chi è nel gruppo può leggerle in anteprima. Inoltre, ogni giorno, gli iscritti a questo gruppo ricevono un link a un video, a una lettura, o ad un podcast che li possa ispirare. 

Cerchiamo quindi di colmare due aspetti fondamentali per portare innovazione dove c’è bisogno: da un lato il lavoro che possa soddisfare le esigenze di ciascuno, dall’altro stimolare la curiosità con notizie insolite che possano suggerirci che c’è sempre un modo altro di vedere il mondo. 

Inoltre, nel gruppo vengono postati aggiornamenti che arrivano dal blog ed è il luogo dove segnalare progetti e/o tematiche che poi possono finire o qui o nei podcast di Start Me Up.

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Cosa si trova nell’archivio riservato alla community Telegram di Start Me Up?

I nostri appuntamenti dedicati alla community Telegram (quella, lo ricordiamo a cui ha accesso solo chi fa una donazione mensile) hanno trattato gli argomenti più di sparati. Qui trovate un elenco in aggiornamento dei contenuti pubblicati fino a qui. In alto ci sono i contenuti più recenti.

Casi Studio

Web-Café

Community-Café

Spam – è tutto grasso che cola

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Foto di copertina di Nathan Dumlao via Unsplash

Economia circolare: le 3 startup del Sud Italia che dovresti emulare

Il tema della economia circolare ci sta particolarmente a cuore. E ci piace sempre raccontare le storie delle startup del Sud Italia che hanno adottato un modello economico sostenibile. Un modello che, lo ricordiamo, si differenzia da quello lineare perché le risorse al suo interno rientrano in un ciclo che non prevede un inizio e una fine.

Quello circolare è un modello che in natura troviamo praticamente ovunque. L’industria lo ha implementato eliminando di fatto i rifiuti. Da materia da accantonare, gli scarti diventano materiale da riusare, riciclare o da trasformare in qualcosa di diverso. È un tema che tocca ovviamente anche le fonti di energia che stanno dietro al processo produttivo. Le aziende che rientrano nei modelli di economia circolare spesso preferiscono fonti di energia rinnovabili a quelle di tipo fossile.

Tre startup del Sud Italia che si basano su concetti di economia circolare

Anche al Sud Italia ci sono startup che hanno fatto dell’economia circolare il proprio mantra. Operano in ambiti diversi ma sono accomunati da valori come la sostenibilità e la cura dell’ambiente.

Edizero

Edizero architettura di pace - economia circolare

Più che una azienda o startup, Edizero è una filiera che racchiude una serie di prodotti e soluzioni a km 0 ricavate da materie provenienti da fonti rinnovabili eccedenti e di recupero. Il sito di Edizero parla di oltre 100 ingredienti recuperati dall’agroindustria e dalle filiere del cibo che, anziché a diventare rifiuti, vengono convertite in biomateriali ad alta tecnologia.

Gli ascoltatori di Start Me Up conoscono Edizero per Edilana, una tecnologia nata con lo scopo di voler recuperare dal settore tessile la lana ascritta a rifiuto speciale per realizzare pannelli termo-isolanti 100% in pura lana di pecora. Grazie alle incredibili e numerose proprietà di questo prodotto i prodotti Edilana sono stati utilizzati in ingegneria ambientale per la cura di mare, suolo, terreno agricolo e tetti verdi e attraverso altri marchi anche in geotecnica e agrotecnica.

Un esempio di economia circolare che ci è stato raccontato all’incirca 5 anni fa dall’ideatrice di Edizero, Daniela Ducato, che ai nostri microfoni ha elencato le incredibili proprietà dei suoi prodotti nella pulizia delle acque del mare.

Archicart

Archicart copertina cartone - economia circolare

Archicart – architettura di cartone è una azienda che produce arredamento ma anche moduli abitativi in cartone. Detto così potrebbe sembrare riduttivo, in realtà quello di Archicart è un vero e proprio modo di concepire l’architettura contemporanea. Il fattore tempo infatti entra nella progettazione degli edifici che, in fase di studio, si adattano ai cambiamenti delle persone che andranno ad abitare queste nuove case. In un futuro non poi così lontano anche le abitazioni saranno soggette a quella mobilità che gli altri oggetti hanno fatto già propria (pensate ad esempio ai telefoni).

L’uso del cartone in architettura rientra nei canoni di economia circolare perché traduce i concetti di sostenibilità e di transitorietà dell’esperienza abitativa nel concetto di reversibilità del costruito. Una forma di architettura effimera in grado di cambiare nel tempo senza lasciare alcuna traccia nell’ambiente in cui insiste.

I ragazzi di Archicart sono passati spesso dai microfoni di Start Me Up e il founder dell’azienda Dario Distefano, è stato tra i protagonisti dell’edizione 2019 del TEDx CapoPeloro.

Orange Fiber

Orange Fiber - economia circolare

È forse la startup più nota nel campo della moda sostenibile. Nata da un’idea di Adriana Santanocito e Enrica Arena, Orange Fiber è oggi un brand che produce un tessuto sostenibile ricavato dagli scarti degli agrumi. Il prodotto è pensato per rispondere alle esigenze di innovazione e sostenibilità della moda, interpretandone la creatività e lo spirito visionario.
Nel corso delle interviste rilasciate in questi anni a Start Me Up (e alle numerose testate che hanno voluto raccontare questa storia straordinaria) le due founder hanno sempre evidenziato l’importanza dell’uso dei prodotti naturali nel campo della moda. Un tessuto di origine naturale infatti rispetta sì i canoni dell’economia circolare ma che ha anche effetti benefici sulla pelle di chi lo indossa.

Hai un’idea nel campo dell’economia circolare? Passa all’azione!

startup weekend 3 - economia circolare

Se queste tre storie ti hanno in qualche modo fornito la motivazione giusta e hai voglia di dire la tua nel campo dell’economia circolare non puoi perdere il primo Startup³ Innovation Weekend. L’evento si svolge tra il 30 ottobre e il primo novembre e si terrà da remoto.

Per tre giorni inventori, innovatori e business developer metteranno in rete idee innovative e strategie di sviluppo. I modelli produttivi e organizzativi delle aziende e i percorsi di transizione e di impatto dell’economia circolare per le città hanno bisogno di essere ideati, modellati ed integrati con visione e strumenti innovativi. Spesso però le aziende non sono preparate a pianificare questo tipo di rivoluzioni a causa delle competenze adeguate. Per questo motivo nasce un format che chiama a raccolta chiunque, tra innovatori, sviluppatori, business developer e visionari da tutta Italia affinché propongano soluzioni in ottica di open innovation.

Cogli le sfide che l’economia circolare ci pone dinnanzi e metti a disposizione le tue competenze: iscriviti oggi stesso allo Startup³ innovation weekend. Tro vitte le informazioni su www.startup3.net o inviando una mail a info@startup3.net.

Foto di copertina di ev via Unsplash

Business Model Canvas: passiamo alla pratica

Anche se è giovanotto, Start Me Up ha le sue tradizioni. Una di queste è fare il Business Model Canvas ogni settembre. Quest’anno, il primo in cui il progetto può contare su una community a supporto, si è deciso di fare non una, ma ben due, sessioni pratiche aperte a tutti i membri che mensilmente sostengono il format. Come del resto è venuto fuori durante i due laboratori, la community Patreon è un vero e proprio partner di Start Me Up, quindi chi meglio dei membri che la compongono per un progetto del genere?

Se non hai potuto partecipare, puoi sempre vedere i due laboratori e leggere il report con le riflessioni scaturite da questa esperienza: ti basta entrare a far parte della community.

Entra nella community

Un uso pratico del Business Model Canvas utile a capirne le potenzialità

L’intento di questi due appuntamenti è stato anche – se vogliamo – formativo. Quante volte infatti ci è capitato di sentire parlare di Business Model Canvas e non sapere come metterlo in pratica?

Anche in questo blog c’è un articolo che ampiamente illustra le potenzialità di questo strumento (tra l’altro è tra gli articoli più letti tra quelli pubblicati su radiostartmeup.it). Ma come spesso capita, se la teoria serve per comprendere i meccanismi che ci sono dietro uno strumento simile, è poi la pratica che ci aiuta a coglierne gli aspetti più interessanti e utili. E così il laboratorio ha permesso ai partecipanti di cogliere gli aspetti più pratici del Business Model Canvas.

Laboratorio su Business Model Canvas

Un grab video del laboratorio su Business Model Canvas

Start Me Up è diventato quindi, per una volta, un piccolo caso studio per comprendere meglio come compilare questo documento. E il risultato è stato straordinario: per me innanzitutto perché mi ha permesso di cogliere sfumature che altrimenti non avrei visto. E sono certo anche per i partecipanti che anche grazie a esperienze di questo genere, hanno preso ancora di più a cuore questo progetto che sostengono mensilmente.

Per vedere i due appuntamenti e leggere le considerazioni finali basta fare la propria donazione a Start Me Up.

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La foto di copertina è di Amanda Jones, via Unsplash.

Nintendo e la strategia Oceano Blu

Ho scoperto di recente – e forse anche in ritardo – la gran storia che c’è dietro Nintendo Wii. Storia che dimostra l’efficacia della Strategia Oceano Blu, che è stata teorizzata nell’omonimo libro scritto da W. Chan Kim e Renée Mauborgne.

I due ricercatori hanno raccolto nel libro Strategia Oceano Blu, appunto, 150 casi di aziende che sono risorte semplicemente (si fa per dire) focalizzandosi su un target diverso rispetto ai propri competitor.

Strategia, oceano blu, videogiochi: quale argomento migliore per una nuova puntata di “Spam – è tutto grasso che cola”?

Spam – è tutto grasso che cola

Spam tutto grasso che cola - podcast copertina: oggi si parla di social network

Un podcast minimale e più o meno settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.

Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

Spam si ascolta solo tramite Patreon ed è riservato a chi dona almeno 10$ al mese.

La foto di copertina di Geeky Shots via Unsplash.