Economia circolare: le 3 startup del Sud Italia che dovresti emulare

Il tema della economia circolare ci sta particolarmente a cuore. E ci piace sempre raccontare le storie delle startup del Sud Italia che hanno adottato un modello economico sostenibile. Un modello che, lo ricordiamo, si differenzia da quello lineare perché le risorse al suo interno rientrano in un ciclo che non prevede un inizio e una fine.

Quello circolare è un modello che in natura troviamo praticamente ovunque. L’industria lo ha implementato eliminando di fatto i rifiuti. Da materia da accantonare, gli scarti diventano materiale da riusare, riciclare o da trasformare in qualcosa di diverso. È un tema che tocca ovviamente anche le fonti di energia che stanno dietro al processo produttivo. Le aziende che rientrano nei modelli di economia circolare spesso preferiscono fonti di energia rinnovabili a quelle di tipo fossile.

Tre startup del Sud Italia che si basano su concetti di economia circolare

Anche al Sud Italia ci sono startup che hanno fatto dell’economia circolare il proprio mantra. Operano in ambiti diversi ma sono accomunati da valori come la sostenibilità e la cura dell’ambiente.

Edizero

Edizero architettura di pace - economia circolare

Più che una azienda o startup, Edizero è una filiera che racchiude una serie di prodotti e soluzioni a km 0 ricavate da materie provenienti da fonti rinnovabili eccedenti e di recupero. Il sito di Edizero parla di oltre 100 ingredienti recuperati dall’agroindustria e dalle filiere del cibo che, anziché a diventare rifiuti, vengono convertite in biomateriali ad alta tecnologia.

Gli ascoltatori di Start Me Up conoscono Edizero per Edilana, una tecnologia nata con lo scopo di voler recuperare dal settore tessile la lana ascritta a rifiuto speciale per realizzare pannelli termo-isolanti 100% in pura lana di pecora. Grazie alle incredibili e numerose proprietà di questo prodotto i prodotti Edilana sono stati utilizzati in ingegneria ambientale per la cura di mare, suolo, terreno agricolo e tetti verdi e attraverso altri marchi anche in geotecnica e agrotecnica.

Un esempio di economia circolare che ci è stato raccontato all’incirca 5 anni fa dall’ideatrice di Edizero, Daniela Ducato, che ai nostri microfoni ha elencato le incredibili proprietà dei suoi prodotti nella pulizia delle acque del mare.

Archicart

Archicart copertina cartone - economia circolare

Archicart – architettura di cartone è una azienda che produce arredamento ma anche moduli abitativi in cartone. Detto così potrebbe sembrare riduttivo, in realtà quello di Archicart è un vero e proprio modo di concepire l’architettura contemporanea. Il fattore tempo infatti entra nella progettazione degli edifici che, in fase di studio, si adattano ai cambiamenti delle persone che andranno ad abitare queste nuove case. In un futuro non poi così lontano anche le abitazioni saranno soggette a quella mobilità che gli altri oggetti hanno fatto già propria (pensate ad esempio ai telefoni).

L’uso del cartone in architettura rientra nei canoni di economia circolare perché traduce i concetti di sostenibilità e di transitorietà dell’esperienza abitativa nel concetto di reversibilità del costruito. Una forma di architettura effimera in grado di cambiare nel tempo senza lasciare alcuna traccia nell’ambiente in cui insiste.

I ragazzi di Archicart sono passati spesso dai microfoni di Start Me Up e il founder dell’azienda Dario Distefano, è stato tra i protagonisti dell’edizione 2019 del TEDx CapoPeloro.

Orange Fiber

Orange Fiber - economia circolare

È forse la startup più nota nel campo della moda sostenibile. Nata da un’idea di Adriana Santanocito e Enrica Arena, Orange Fiber è oggi un brand che produce un tessuto sostenibile ricavato dagli scarti degli agrumi. Il prodotto è pensato per rispondere alle esigenze di innovazione e sostenibilità della moda, interpretandone la creatività e lo spirito visionario.
Nel corso delle interviste rilasciate in questi anni a Start Me Up (e alle numerose testate che hanno voluto raccontare questa storia straordinaria) le due founder hanno sempre evidenziato l’importanza dell’uso dei prodotti naturali nel campo della moda. Un tessuto di origine naturale infatti rispetta sì i canoni dell’economia circolare ma che ha anche effetti benefici sulla pelle di chi lo indossa.

Hai un’idea nel campo dell’economia circolare? Passa all’azione!

startup weekend 3 - economia circolare

Se queste tre storie ti hanno in qualche modo fornito la motivazione giusta e hai voglia di dire la tua nel campo dell’economia circolare non puoi perdere il primo Startup³ Innovation Weekend. L’evento si svolge tra il 30 ottobre e il primo novembre e si terrà da remoto.

Per tre giorni inventori, innovatori e business developer metteranno in rete idee innovative e strategie di sviluppo. I modelli produttivi e organizzativi delle aziende e i percorsi di transizione e di impatto dell’economia circolare per le città hanno bisogno di essere ideati, modellati ed integrati con visione e strumenti innovativi. Spesso però le aziende non sono preparate a pianificare questo tipo di rivoluzioni a causa delle competenze adeguate. Per questo motivo nasce un format che chiama a raccolta chiunque, tra innovatori, sviluppatori, business developer e visionari da tutta Italia affinché propongano soluzioni in ottica di open innovation.

Cogli le sfide che l’economia circolare ci pone dinnanzi e metti a disposizione le tue competenze: iscriviti oggi stesso allo Startup³ innovation weekend. Tro vitte le informazioni su www.startup3.net o inviando una mail a info@startup3.net.

Foto di copertina di ev via Unsplash

Business Model Canvas: passiamo alla pratica

Anche se è giovanotto, Start Me Up ha le sue tradizioni. Una di queste è fare il Business Model Canvas ogni settembre. Quest’anno, il primo in cui il progetto può contare su una community a supporto, si è deciso di fare non una, ma ben due, sessioni pratiche aperte a tutti i membri che mensilmente sostengono il format. Come del resto è venuto fuori durante i due laboratori, la community Patreon è un vero e proprio partner di Start Me Up, quindi chi meglio dei membri che la compongono per un progetto del genere?

Se non hai potuto partecipare, puoi sempre vedere i due laboratori e leggere il report con le riflessioni scaturite da questa esperienza: ti basta entrare a far parte della community.

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Un uso pratico del Business Model Canvas utile a capirne le potenzialità

L’intento di questi due appuntamenti è stato anche – se vogliamo – formativo. Quante volte infatti ci è capitato di sentire parlare di Business Model Canvas e non sapere come metterlo in pratica?

Anche in questo blog c’è un articolo che ampiamente illustra le potenzialità di questo strumento (tra l’altro è tra gli articoli più letti tra quelli pubblicati su radiostartmeup.it). Ma come spesso capita, se la teoria serve per comprendere i meccanismi che ci sono dietro uno strumento simile, è poi la pratica che ci aiuta a coglierne gli aspetti più interessanti e utili. E così il laboratorio ha permesso ai partecipanti di cogliere gli aspetti più pratici del Business Model Canvas.

Laboratorio su Business Model Canvas

Un grab video del laboratorio su Business Model Canvas

Start Me Up è diventato quindi, per una volta, un piccolo caso studio per comprendere meglio come compilare questo documento. E il risultato è stato straordinario: per me innanzitutto perché mi ha permesso di cogliere sfumature che altrimenti non avrei visto. E sono certo anche per i partecipanti che anche grazie a esperienze di questo genere, hanno preso ancora di più a cuore questo progetto che sostengono mensilmente.

Per vedere i due appuntamenti e leggere le considerazioni finali basta fare la propria donazione a Start Me Up.

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La foto di copertina è di Amanda Jones, via Unsplash.

Nintendo e la strategia Oceano Blu

Ho scoperto di recente – e forse anche in ritardo – la gran storia che c’è dietro Nintendo Wii. Storia che dimostra l’efficacia della Strategia Oceano Blu, che è stata teorizzata nell’omonimo libro scritto da W. Chan Kim e Renée Mauborgne.

I due ricercatori hanno raccolto nel libro Strategia Oceano Blu, appunto, 150 casi di aziende che sono risorte semplicemente (si fa per dire) focalizzandosi su un target diverso rispetto ai propri competitor.

Strategia, oceano blu, videogiochi: quale argomento migliore per una nuova puntata di “Spam – è tutto grasso che cola”?

Spam – è tutto grasso che cola

Spam tutto grasso che cola - podcast copertina: oggi si parla di social network

Un podcast minimale e più o meno settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.

Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

Spam si ascolta solo tramite Patreon ed è riservato a chi dona almeno 10$ al mese.

La foto di copertina di Geeky Shots via Unsplash.

I prodotti bio dagli agricoltori ai consumatori: il Caso Studio è Biorfarm

Ha creato una vera e propria azienda agricola digitale che permette a chiunque lo desidera di ricevere i prodotti biologici direttamente dagli agricoltori. Lui è Osvaldo De Falco, che ha fondato, insieme a Giuseppe Cannavale, Biorfarm.

Biorfarm è il caso studio di Start Me Up di ottobre. Osvaldo De Falco ha raccontato ai sostenitori di Start Me Up come ha creato l’azienda che dà una mano agli agricoltori e permette a chiunque di avere prodotti bio sulla propria tavola. Dona almeno 15€ (più IVA) adesso e vedi l’appuntamento di ottobre.

Sostieni Start Me Up e vedi il “Casi Studio” con Osvaldo De Falco

La distribuzione basata sugli agricoltori e il consumatore finale dai numeri interessanti

Biorfarm ha registrato in questi anni numeri davvero interessanti. Grazie a una una campagna di crowdfunding nel 2018 l’azienda ha raccolto 30.000€, cifra che gli ha permesso di avere all’incirca 20 mila utenti attivi all’interno della propria piattaforma con un numero di alberi adottati pari circa a 15 mila. Nel 2019 questo bacino di utenza si è visto recapitare direttamente a casa oltre 100 tonnellate di frutta biologica, scelta tra le 70 varietà di prodotto presenti sulla piattaforma. Tutto ciò ha portato Biorfarm a dichiarare un fatturato pari a 340.000€ nel 2019*.

Perché fare impresa: esperienza personale e Minium viable product.

Osvaldo, partendo dalla sua storia, ha sottolineato alcuni aspetti utili del fare impresa. Un esempio è il modo in cui si decide di creare un nuovo prodotto o servizio. È fondamentale partire dall’ambito che si conosce meglio, o perché si è studiato o, come nel caso di Osvaldo, perché lo si frequenta da tempo. Biorfarm nasce perché Osvaldo si era reso conto dell’enorme difficoltà che l’azienda ortofrutticola del padre riscontrava nel vendere al giusto prezzo la propria merce.

Questa intuizione ha spinto Osvaldo a creare un e-commerce gestito interamente da lui: questo, a tutti gli effetti un Minimun Viable Product, ha permesso a Osvaldo di capire che la sua idea era valida e ha continuare a lavorare a Biorfarm. L’esperienza gli ha suggerito che il modello e-commerce non funzionava e così è arrivato alla soluzione di permettere agli utenti di adottare gli alberi.

Vedi l’episodio completo con Osvaldo di Biorfarm

Cosa fa Biorfarm

Biorfarm è la prima comunità Agricola digitale nata per rivoluzionare la relazione tra le persone ed il cibo che arriva sulla nostra tavola.
Fondata su due pilastri, i piccoli produttori e consumatori finali, la startup che ha sede in Calabria vuole far riscoprire il contatto con la natura, valorizzando la qualità e le tradizioni di piccoli agricoltori biologici garantendo allo stesso tempo la creazione di un sistema più sostenibile, dal punto di vista ambientale e sociale.

Cosa è Casi Studio?

Grazie a Casi Studio puoi scoprire le strategie che hanno permesso alle startup di successo di crescere. Mese dopo mese, i founder di alcune tra le migliori startup del Sud Italia raccontano ai membri della community di Start Me Up le mosse e le strategie che hanno permesso ai loro progetti di portare valore a sempre più persone.

Dona almeno 15€ (+ IVA): avrai accesso all’archivio dei Casi Studio passati.

Fai la tua donazione e accedi all’archivio di “Casi Studio”

*Fonte: themapreport.com

Foto di copertina: Scott Warman, via Unsplash

Quattro risorse per gestire il cambiamento nel mondo del lavoro

Le imprese cambiano, crescono e si modificano nel tempo. Naturalmente lo fanno solo se chi le guida è capace di gestire il cambiamento nel mondo del lavoro. Queste modifiche si basano su intuizioni personali e le richieste del mercato. Per questo motivo in questo nuovo numero di Grow up abbiamo messo insieme una serie di risorse utili alle imprese ma soprattutto a chi nelle imprese ci lavora.

Strumenti utili per affrontare le sfide del cambiamento del mondo del lavoro.

Si parte da Changers, la nuova community online fondata da Alessandro Rimassa focalizzata sul futuro del mondo del lavoro con l’obiettivo di migliorare la vita non solo lavorativa di tante persone.

C’è poi Marco Imperato che gli ascoltatori di Start Me Up conoscono bene (per questo e questo motivo) che ha da poco reso disponibile un kit dove ha concentrato tutto il sapere riguardo la metodologia Agile accumulato in questi anni da Product Heroes. Il kit è uno strumento utile a chi vuole migliorare i processi interni della propria azienda e affrontare al meglio il cambiamento nel mondo del lavoro.

Durante l’ultimo Casi Studio con Andrea Paoletti abbiamo sottolineato l’importanza della responsabilità sociale di impresa, non più un vezzo per fortuna ma un vero e proprio requisito per chi guida un’azienda. A questo proposito vi forniamo un toolkit che vi aiuterà a definire la responsabilità sociale della vostra impresa.

Se c’è qualcosa di cui non possiamo fare a meno è l’arte. Per aiutarci a capire meglio soprattutto quella contemporanea, il MOMA ha rilasciato una serie di lezioni e risorse per esplorare questo affascinante mondo. Solo con una mente aperta e consapevole di ogni tipo di linguaggio sapremo affrontare le sfide che ci metterà dinanzi il cambiamento del mondo del lavoro.

Ecco in dettaglio le risorse fin qui elencate.

Changers – Alessandro Rimassa

Changers: cambiamento nel mondo del lavoro

Alessandro Rimassa co-founder di Talent Garden Innovation School, esperto di innovazione e startup, scrittore best seller con Generazione Mille Euro, si sta concentrando sul tema del Futuro del Lavoro. Ha da poco dato vita ad una nuova community online, “Changers”, cui mission è “aiutare le persone a lavorare meglio, alzare la qualità della vita di un lavoratore e creare ambienti di lavoro in cui le persone possano essere felici”.

  • Lingua: Italiano
  • Accesso: Gratuito
  • Per chi vuole crescere e svilupparsi professionalmente.
  • Info: sito e Gruppo Facebook

Agile Starter Kit – Product Heroes

Agile kit by Product Heroes: cambiamento nel mondo del lavoro

Oltre 100 Pagine di Guide, Framework e PDF su Agile.

 Per chi sta iniziando adesso o per chi vuole perfezionare i propri processi Agile grazie all’esperienza di chi “ha già visto il film tante volte”.

 È il contributo di Product Heroes per la trasformazione che molte aziende italiane hanno intrapreso per reimmaginare la propria organizzazione.

  • Lingua: Italiano
  • Accesso: Gratuito
  • Per chi vuole scoprire o perfezionare i processi agile all’interno della propria azienda o del proprio lavoro
  • Info: productheroes.it

The Responsible Brand Toolkit

Responsible Brand: cambiamento nel mondo del lavoro

Anche nel mondo del business, la responsabilità sociale d’impresa (o CSR) non è più un’opzione ma un requisito. Questo toolkit comprende 52 pagine di esercizi per definire la tua cultura di impresa, la strategia di business e il tuo brand marketing.

  • Lingua: Inglese
  • Accesso: offerta libera/Gratuito
  • Per chi sta iniziando o ridefinendo un business, team leaders, imprenditori, designer.
  • Info: gumroad.com/l/responsiblebrand

MOMA LEARNING

MOMA learning per il cambiamento nel mondo del lavoro

Il Museum of Modern Art oltre a proporre una visione d’insieme dell’arte moderna e contemporanea mondiale attraverso le sue esibizioni, offre gratuitamente risorse e strategie per chiunque voglia saperne di più ed interagire attivamente con l’arte attraverso il MOMA LEARNING ed i corsi online presenti su Coursera.

Le risorse sono state selezionate per noi da Thamara Emanuele, appassionata di crescita aziendale, talent management e sostenitrice della prima ora di Start Me Up.

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Foto di copertina di Daria Nepriakhina via Unsplash

“Innamorati del problema, non della soluzione”

Quando si sviluppa una nuova idea di impresa la tentazione è spesso quella di focalizzarsi troppo sull’idea, innamorandosene, tralasciando il problema che quella idea dovrebbe risolvere. È un comportamento diffuso e spesso causa grossi rallentamenti al corretto sviluppo del progetto. Per questo motivo mercoledì 28 alle 19:00, durante il web café di ottobre, parleremo dell’importanza di innamorarsi del problema. Il protagonista è Antonio Russolillo che sarà pronto a dare consigli e fornire casi concreti durante la diretta riservata ai sostenitori di Start Me Up.

Entra a far parte della community e partecipa al web café

Perché tra soluzione e problema dovresti voler bene di più al secondo

Il processo creativo gioca spesso brutti scherzi. Uno di questi, il più classico, è quello di farci vedere la nostra soluzione come la migliore in assoluto. E quasi inconsapevolmente, una volta trovata, non facciamo altro che rinforzare la nostra convinzione anziché trovare i punti deboli che ci permetterebbero di migliorarla. Questo si spiega anche con il cosiddetto “condizionamento”, un gioco che la nostra mente fa e che ci induce a giudicare ciò che vediamo non attraverso i dati reali ma attraverso l‘interpretazione che ne facciamo.

Innamorati del problema non della soluzione - web café con Antonio Russolillo

Come risolviamo tutto ciò? Amando il problema, concentrandoci su di esso, osservando il nostro target di riferimento e utilizzando lo schema che ci è proposto dal processo lean.

Sono tutti argomenti e temi che verranno trattati durante il web café di ottobre con Antonio Russolillo in programma il prossimo 28 ottobre alle ore 19:00. L’ingresso è riservato ai sostenitori di Start Me Up. Sostieni Start Me Up e con poco meno di 10 centesimi di euro al giorno ti garantisci l’accesso a questo e all’archivio di tutti i web café registrati fino a qui.

Entra a far parte della community e partecipa al web café con Antonio Russolillo

Chi è Antonio Russolillo

Antonio Russolillo è un Management Consulting, appassionato di tecnologia, innovazione e modelli di sviluppo, che ha seguito la propria attitudine imprenditoriale, accompagnando prima l’impresa familiare e poi come consulente e formatore. Supporta le persone e le imprese a rendere concrete le proprie idee imprenditoriali, aiutandole a focalizzare meglio le energie ed allocare in modo più efficiente tempo e risorse. Ha appreso la metodologia Lean Startup e questo lo ha condotto ad avere un approccio analitico alle situazioni ed appassionarsi ai problema più che alle soluzioni. Per lui “Love the Problem” è la visione, intesa come ricerca dell’opportunità di evoluzione dell’individuo prima, e dell’idea di business poi.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.

Solo i membri della community di Start Me Up possono partecipare ai web café. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 3$ al mese (10 centesimi al giorno) e accedi a questo e ad altri contenuti riservati: sono webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

Entra a far parte della community e guarda tutti i web café

La foto di copertina è di Paulo Vizeu via Unsplash.

Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

Apriamo il mese di ottobre con una finestra – o meglio, una camera – su ciò che è successo nel mondo dell’innovazione del Sud Italia. C’è un nuovo bando di Invitalia mentre il fenomeno South Working continua a fare discutere. In più le startup del Sud Italia continuano a distinguersi tra premi, nuovi prodotti e nuovi servizi.

Bravo Innovation Hub al via con una call da 20.000€ per le startup culturali del Sud

Bravo Innovation Hub tra le Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

Si chiama Bravo Innovation Hub ed è l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle imprese innovative del Mezzogiorno. La sede è a Brindisi, presso il settecentesco Palazzo Guerrieri, che si trasforma così in un vero e proprio centro di innovazione, ricerca e sviluppo.

“La progettazione e gestione dei programmi tematici – si legge sul sito di Invitalia – sono affidate ad acceleratori di livello nazionale o internazionale selezionati da Invitalia con bando pubblico sulla base delle competenze possedute. Anche le imprese destinatarie dei programmi sono selezionate da Invitalia con avviso pubblico.”

E fino al 3 novembre è possibile candidare il proprio progetto al programma di accelerazione “Bravo Innovation Hub + Turismo + Cultura” promosso da Invitalia, Fondazione Giacomo Brodolini e Destination Makers.

Il programma mette in palio 20.000€ ed è pensato per supportare startup e nuove imprese a velocizzare l’ingresso nel mercato. L’attività delle imprese partecipanti che devono avere sede in una delle Regioni del Sud Italia deve riguardare soluzioni innovative per la filiera turistico-culturale.

Tutte le info su Bravo Innovation Hub sono qui, mentre qui è possibile leggere i dettagli di Bravo Innovation Hub + Turismo + Cultura.

Si continua a parlare di South Working

Mentre il primo Sea Worker è pronto a salpare, si continua a parlare più o meno bene di South Working. È un segno che l’argomento è importante e pone degli interrogativi interessanti per come fino ad oggi abbiamo inteso il mondo del lavoro e dell’innovazione nel nostro Paese.

Riassume bene l’idea che ci siamo fatti anche noi del fenomeno Ilaria D’Auria che, ripercorrendo la propria esperienza personale, racconta in questo articolo su Medium cosa è stato per lei il South Working.

Delle quattro domande che l’autrice pone alla fine dell’articolo ci ha colpito la prima “Come cavalcare l’onda dell’effetto “wow”, senza ridurre il Sud ad una cartolina?”. Non che le altre non siano meno interessanti ma ci sembra che di tutto il fenomeno South Working il racconto che spesso troviamo nelle varie testate che affrontano questo argomento si riduca a “al Sud si lavora al sole e al Nord con la nebbia”.
Il South Working è una proposta per riportare a casa quel capitale umano che – nato in un luogo – oggi è costretto a lavorare altrove senza dover rinunciare al proprio posto di lavoro. È qualcosa di impensabile fino a qualche anno fa e sarebbe il primo passo per ripopolare un Sud Italia che invecchia sempre più. Inoltre, questa modalità lavorativa permetterebbe di alimentare una massa critica che in questi anni è mancata al Sud Italia e così attivare nuovi modelli di sviluppo.
Ce lo ha spiegato la stessa Elena Militello – ideatrice e promotrice del fenomeno – qualche mese fa ai nostri microfoni.

MegaRide è la startup con i migliori risultati sul mercato del 2020

MegaRide vincitrice IMSA tra le Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

MegaRide vince l’IMSA 2020. L’Italian Master Startup Award è il premio che decreta la migliore startup venuta fuori da un progetto di ricerca che è riuscita a farsi valere nel proprio mercato di riferimento.

MegaRide è risultata la prima grazie al lavoro compiuto in questi anni nel campo dell’automotive, sviluppando modelli avanzati per la simulazione in real-time di dinamica veicolo su strada e realizzando prodotti software per l’ottimizzazione delle prestazioni dei veicoli e della mobilità smart.
Un percorso partito all’interno dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con cui continua a collaborare per gli aspetti riguardanti la ricerca, e che ha portato MegaRide a collaborare con aziende del calibro di Maserati o Ducati (nel campo della Moto GP), giusto per dire solo due nomi.

Il rapporto azienda/ricerca è stato ampiamente trattato quattro anni fa nell’intervista che abbiamo registrato insieme a Flavio Farroni, cofondatore di MegaRide.

Intendime lancia il suo kit e un contest per averlo

Kit Intendime tra le Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

IntendiMe è una startup sarda che si occupa di offrire un servizio alle persone sorde. Attraverso un sistema di smartwatch e sensori il servizio permette a chi ha problemi di udito di avere pieno controllo degli oggetti della propria casa. La scorsa settimana il team ha finalmente realizzato il kit che permetterà di fruire del servizio e presto sarà disponibile sul mercato. È stato lanciato nel frattempo un contest che permetterà di vincere il kit e l’abbonamento al servizio per un anno.

IntendiMe è stata una delle prime startup passate dai microfoni di Start Me Up. La notizia del kit ci dà la possibilità di riascoltare l’intervista che Alessandra Farris – founder di IntendiMe – ha rilasciato qualche anno fa.

SERP Checker 360° ultima novità in casa SEO Tester Online

SERP Checker tra le Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

SEO Tester Online, startup con sede a Catania, ha aggiunto un nuovo strumento alla sua offerta (che era già molto ricca). Si chiama SERP Checker 360° ed è disponibile in versione beta.
SERP Checker 360° permette di analizzare la SEO dei propri competitor su Google, Bing, Yahoo & Yandex. Ed è quindi un valido aiuto per migliorare il proprio posizionamento analizzando:

  • I backlink e l’authority dei risultati in prima pagina;
  • Le strategie di SEO Copywriting usate dai propri competitor;
  • L’engagement sui social dei contenuti presenti in SERP.

Abbiamo ospitato più volte SEO Tester Online a Start Me Up, l’ultima in ordine di tempo è stato durante l’appuntamento di Casi Studio di marzo, quando Giancarlo Sciuto ha raccontato alla nostra community come questo team ha costruito da zero un tool digitale che sta letteralmente spopolando.

SEO Tester Online tra le cinque notizie dal mondo dell'innovazione del Sud Italia

In copertina, il team di MegaRide

I Cavalieri Digitali quest’anno ti aspettano intorno alla loro tavola rotonda

È una vera e propria tavola rotonda quella che il 16 e il 17 ottobre verrà allestita per chi vorrà saperne di più sul marketing digitale. Una tavola accessibile anche da remoto per chi, in quei giorni non potrà raggiungere la “compagnia” a Capo d’Orlando, in provincia di Messina. Ad organizzarla sono i Cavalieri Digitali e sia che tu voglia farne parte da remoto o in presenza Start Me Up ti dà la possibilità di partecipare a un prezzo scontato.

Accesso alle competenze digitali a due passi dal mare

Il gergo medioevale è d’obbligo, lo usiamo ormai da tre anni, da quando cioè ha preso vita Cavalieri Digitali, l’iniziativa che vuole garantire l’accesso alle competenze digitali di qualità ai professionisti del Sud Italia senza obbligarli a viaggi lontani. E a due passi dal mare, visto che si svolge a Capo d’Orlando, stupenda cittadina sulla costa tirrenica a metà tra Messina e Palermo. L’edizione di quest’anno sarà una tavola rotonda, uno spazio di 100 posti che gli iscritti condivideranno con i Gran Maestri di questa terza edizione. Niente palco quindi, ma una formazione “alla pari” con tanto di esercitazioni pratiche. La tavola rotonda ti permetterà tra una lezione e l’altra di parlare e confrontarti con i formatori e il resto dei partecipanti su casi studio reali.

I temi di questa terza edizione spazieranno da lead generation, UX writing e neuromarketing con un occhio all’uso di strumenti come Google Ads e Linkedin. Qui tutti i nomi dei Gran Maestri e gli argomenti di questa terza edizione. In più, tutti i partecipanti alla tavola rotonda accederanno ai contenuti online sia gratuiti che a pagamento che i Cavalieri Digitali hanno prodotto nei mesi scorsi.

Start Me Up ti fa sedere alla Tavola Rotonda a prezzo scontato

L’ingresso alla tavola rotonda dei Cavalieri Digitali è riservato a solo 100 persone ed è a pagamento. Il prezzo finale dell’evento è di 190€ ma chi segue Start Me Up potrà accedere all’evento a soli 99€. Come? Basta mandare una mail e farne esplicita richiesta.

Richiedi il tuo codice sconto adesso

Cavalieri Digitali è un progetto nato tre anni fa da Anna Rachele Caporlingua e Federico Rinoldo dell’agenzia Sintagma. Un evento che seguiamo con affetto dalla prima edizione e che siamo felici di supportare e promuovere. Nel tempo Cavalieri Digitali è cresciuto nei temi e in prestigio, mantenendo inalterato l’obiettivo di portare con serietà le competenze pratiche e specifiche di marketing digitale al Sud Italia. È cresciuto nonostante gli organizzatori ci tengano a sottolineare che il loro è l’evento più piccolo e intenso del Sud Italia. Per questo devi garantirti il tuo posto alla tavola rotonda oggi stesso.

La sostenibilità sociale di impresa al centro di Casi Studio di Settembre

L’appuntamento di casi studio di settembre è focalizzato su un aspetto sempre più centrale nella vita di un’azienda: la sostenibilità sociale aziendale. Un particolare che tradizionalmente cozza con elementi come il mercato o il fatturato ma che in realtà sempre più aziende e startup stanno prendendo in considerazione, complice anche l’istituzione delle norme che regolano la responsabilità sociale d’impresa (o CSR, dall’inglese Corporate Social Responsibility). 

Chi da sempre ha tenuto in considerazione la sostenibilità sociale, declinandola non solo in termini ambientali ma sociali e urbanistici è Andrea Paoletti, l’ospite di questo appuntamento di Casi Studio di settembre.

Sostieni Start Me Up e vedi il “Casi Studio” con Andrea Paoletti

Da Biella a Matera nel segno della rigenerazione e sostenibilità sociale

Andrea è un architetto biellese che da tempo vive in Basilicata. Negli ultimi anni si è sempre più concentrato nel recuperare edifici e borghi interi non solo da un punto di vista strutturale. Nel suo caso il termine rigenerazione acquista un nuovo significato perché in tutti i suoi progetti è chiaro l’intento di dare nuovo valore e nuova vita ai luoghi. 

Lo ha fatto nel 2012 con Casa Netural con la creazione di un luogo che negli anni è diventata una sede per il co-living, un co-working, un incubatore e tanto altro. Oppure con Wonder Grottole, un progetto che sta restituendo nuova vita a Grottole, paese a 30 km da Matera. 

Rigenerazione e sostenibilità al centro di Casa Netural

Foto via

In ognuna di queste iniziative c’è di mezzo l’innovazione sociale, un nuovo modo di fare impresa e nuovi modi per pensare il turismo. “Il turista non vive più in maniera passiva il territorio, neppure vive delle semplici esperienze offerte dai locali bensì diventa lui stesso protagonista perché porta e scambia competenze, valori con il territorio, le sue risorse e i suoi abitanti.” si legge sul sito di Wonder Grottole.

Far coincidere la sostenibilità economica e sociale

Nell’appuntamento di Casi Studio abbiamo parlato principalmente degli aspetti che hanno più funzionato nei progetti portati avanti da Andrea. Il modo in cui è possibile far coincidere sostenibilità economica e sociale e soprattutto come scalare e far crescere in maniera armoniosa i propri progetti imprenditoriali. Il tutto senza perdere di vista la contemporaneità caratterizzata da eventi devastanti come la pandemia da Covid-19 e fenomeni come il South Working.

Come sempre siamo partiti dall’esperienza diretta del nostro ospite che ha risposto alle domande di chi ha partecipato in diretta. Puoi vedere la registrazione facendo adesso la tua donazione.

Fai adesso la tua donazione di almeno 15$ + IVA

Cosa è Casi Studio?

Grazie a Casi Studio puoi scoprire le strategie che hanno permesso alle startup di successo di crescere. Mese dopo mese, i founder di alcune tra le migliori startup del Sud Italia raccontano ai membri della community di Start Me Up le mosse e le strategie che hanno permesso ai loro progetti di portare valore a sempre più persone.

Dona almeno 15$: avrai accesso all’archivio dei Casi Studio passati.

Fai la tua donazione e accedi all’archivio di “Casi Studio”

Il futuro è verticale

Il 10 settembre scorso è stato presentato Facebook Campus, una sezione del social network dedicata solo agli studenti. Al momento funziona solo negli Stati Uniti ed è in fase di sperimentazione solo in alcuni istituti.

Facebook Campus ricorda in tutto e per tutto la prima versione di Facebook. Ma quello che potrebbe sembrare un passo indietro in realtà è frutto di una strategia specifica: verticalizzare il proprio prodotto per soddisfare i desideri di un target specifico.

Fabio ne parla in questo nuovo appuntamento di “Spam – è tutto grasso che cola”.

Spam – è tutto grasso che cola

Spam tutto grasso che cola - podcast copertina: oggi si parla di social network

Un podcast minimale e settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.

Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

Spam si ascolta solo tramite Patreon ed è riservato a chi dona almeno 10$ al mese.

La foto di copertina grab del video di presentazione di Facebook Campus.