Quali sono i contenuti riservati alla community Telegram di Start Me Up (fino a qui)?

N.B.: L’articolo è in continuo aggiornamento

FINO AL 3 APRILE ABBIAMO DECISO DI RENDERE DISPONIBILI GRATUITAMENTE TUTTI I NOSTRI CONTENUTI SOLITAMENTE RISERVATI ALLA COMMUNITY TELEGRAM.

La community Telegram di Start Me Up è attiva da maggio 2019 e da allora sono stati prodotti una serie di contenuti riservati ai soli membri. Sono momenti di incontro e di approfondimento che hanno dato la possibilità ai partecipanti di capire di più temi di loro interesse e conoscere persone con cui condividere passioni e quesiti comuni. I due format creati appositamente per i sostenitori di Start Me Up sono Web-café, Community-café e Casi Studio.

  • Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web-café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.
  • Il Community Café è invece un momento di riflessione sulla community e sui progetti portati avanti dai membri del gruppo. Sono incontri nati su iniziativa del gruppo Telegram che ha sentito la necessità di incontrarsi da remoto per discutere di temi di interesse generale pertinente allo spirito del format.
  • Casi Studio è una videochat di 45 minuti incentrata sulla strategia dietro una startup di successo che viene raccontata direttamente dal suo founder. I partecipanti hanno così modo di conoscere le mosse che hanno portato al successo un progetto di impresa che arriva dal Sud Italia. Chi partecipa alla diretta può fare delle domande e ha a disposizione la registrazione e un piccolo report testuale.

Casi Studio è nato a gennaio 2020 ed è riservato ai patron che donano 15$ al mese. Fino a dicembre 2019 i Web-Café e i Community-Café si svolgevano mensilmente, causando spesso una sovrapposizione di contenuti e generando confusione tra i membri. Si è pensato così di allargare i Web-Café a tutti i membri (fino ad allora potevano accedere ai web-café solo i patron da 15$) e stabilire una cadenza semestrale per i Community-Café: la volontà è quella di condividere il più possibile un percorso con chi decide di far parte del progetto Start Me Up e dall’altra di riservare dei momenti di “assestamento” così da poter aggiustare il tiro e permettere al gruppo di andare verso una direzione comune.

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Perché è importante sostenere economicamente Start Me Up?

Grazie alle donazioni mensili riusciamo a mantenere una serie di contenuti che si rivolgono a tutti.

Il podcast settimanale

È l’appuntamento fisso ormai dal 2014 (nel 2013 Start Me Up andava in onda su una radio locale messinese) per chi vuole saperne di più sul mondo dell’innovazione nel Sud Italia. All’attivo abbiamo 6 stagioni, più di 250 podcast pubblicati e orientativamente possiamo dire di aver dato voce ad almeno 300 progetti nati nel Sud Italia. In questi anni abbiamo contato più di 170mila download e non sappiamo quante persone nel frattempo abbiamo ispirato a fare qualcosa di nuovo nel luogo in cui vivono.

Un calendario editoriale mensile

Da qualche mese il blog di Start Me Up cerca di avere una pubblicazione regolare composta di base da quattro rubriche mensili.

  • Biblosmu: ogni mese un libro che ruota intorno alle tematiche del digitale e dell’innovazione recensito per voi. Recensito significa che lo leggiamo veramente e poi ne scriviamo qui, sottolineando le cose che più ci hanno colpito e perché – secondo noi – è una lettura che vale la pena fare.
  • Bacheca: gli annunci di lavoro per chi vuole lavorare nelle startup del Sud Italia (e non solo). Sono quelli che trovate nel gruppo facebook (ne parliamo più giù) e che una volta al mese finiscono in un articolo. Oltre agli annunci ci sono anche bandi e opportunità per chi vuole trovare i fondi per il proprio progetto imprenditoriale, culturale o sociale.
  • HowTo: ogni mese un piccolo consiglio da adottare nel proprio lavoro quotidiano. Cerchiamo di condividere cosa abbiamo imparato in questi anni lavorando e ascoltando quelli più bravi di noi. Vi consigliamo video e/o articoli trovati in giro per la rete che possano ispirarvi e ci auguriamo che vi aiutino a risolvere quell’aspetto del vostro lavoro che non vi piace.
  • Camera a Sud: è lo spazio che dedichiamo ai progetti che sono passati da qui e che ci piace vedere crescere. Non solo: dalla scorsa stagione Camera a Sud è anche uno spazio che tiene accesa la luce su quello che dal punto di vista politico, sociale ed economico succede al Sud Italia. Una volta al mese trovate articoli, video o riflessioni che parlano della complessità di questa parte di Italia e ci aiutano ad avere una visione critica e più ampia possibile.

Il gruppo d’ascolto su Facebook

Il Gruppo d’ascolto su Facebook è nato come un vero e proprio esperimento. All’inizio era noto solo a chi ascoltava il podcast (lì era l’unico luogo in cui veniva nominato) ed è stato per alcuni mesi il luogo dei fedelissimi di Start Me Up. Da qualche mese ha cambiato forma e sempre più diventa il luogo in cui vengono pubblicati quotidianamente (o almeno ci proviamo) offerte di lavoro che arrivano dal mondo startup e dell’innovazione. Sono quelle che finiscono una volta al mese su bacheca ma chi è nel gruppo può leggerle in anteprima. Inoltre, ogni giorno, gli iscritti a questo gruppo ricevono un link a un video, a una lettura, o ad un podcast che li possa ispirare. 

Cerchiamo quindi di colmare due aspetti fondamentali per portare innovazione dove c’è bisogno: da un lato il lavoro che possa soddisfare le esigenze di ciascuno, dall’altro stimolare la curiosità con notizie insolite che possano suggerirci che c’è sempre un modo altro di vedere il mondo. 

Inoltre, nel gruppo vengono postati aggiornamenti che arrivano dal blog ed è il luogo dove segnalare progetti e/o tematiche che poi possono finire o qui o nei podcast di Start Me Up.

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Cosa si trova nell’archivio riservato alla community Telegram di Start Me Up?

I nostri appuntamenti dedicati alla community Telegram (quella, lo ricordiamo a cui ha accesso solo chi fa una donazione mensile) hanno trattato gli argomenti più di sparati. Qui trovate un elenco in aggiornamento dei contenuti pubblicati fino a qui. In alto ci sono i contenuti più recenti.

Casi Studio

Web-Café

Community-Café

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Foto di copertina di Nathan Dumlao via Unsplash

Metodologia OKR: perché puoi usarla per il tuo prossimo progetto

La metodologia OKR, un acronimo che sta per Objective and Key Results, è una delle metodologie organizzative più diffuse tra le aziende tecnologiche come Google, Linkedin, Amazon, Facebook e Spotify. Questo non significa che noi non possiamo non utilizzarla per i nostri progetti. Ci faremo spiegare cosa è e come impiegarla al meglio da Marco Imperato di Product Heroes, ospite del Web Café di aprile.

Entra nella community e partecipa al web café

Permettendoti di gestire le priorità, la metodologia OKR ti obbliga a usare la logica, invece che le emozioni, nei processi decisionali. Siamo nel campo della gestione dell’idea, dell’organizzazione del lavoro e di come delegare alte azioni ai propri collaboratori. Un aspetto che, come è facile immaginare, è centrale per portare a termine il proprio progetto: l’esecuzione è tutto! Durante l’appuntamento mensile dedicato ai membri della community di Start Me Up Marco Imperato ci aiuterà a capire come gestire la metodologia OKR e come adattarla al progetto che ognuno di noi porta avanti.

Copertina del web café su metodologia OKR con Marco Imperato

Chi è Marco Imperato?

Dopo esperienze nelle vendite in Australia e nell’Advertising a Milano, Marco guida il dipartimento Prodotto e Digital Media di Mosaicoon, dal giorno della creazione fino alla chiusura, 10 anni dopo. Oggi Marco è responsabile di prodotto in Moving-up, Mentor e Coach per startup con il programma European Enterprise Network, docente al Talent Garden Innovation School in Digital product Management, fondatore di Product Heroes, la community per chi crea prodotti digitali.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta. Scopri tutti i web café realizzati fino a ora e tutto quello che puoi avere entrando a far parte della Community Telegram di Start me Up.

Entra nella community e partecipa al web café

Foto di copertina di Hugo Rocha via Unsplash

SEO Tester Online protagonista di un Casi Studio doppiamente speciale

Torna l’appuntamento con Casi Studio, i webinar dedicati alle strategie delle startup di successo. Questo mese con noi Giancarlo Sciuto fondatore insieme a Vittorio Urzì di SEO Tester Online. Il video è disponibile sulla nostra pagina Facebook fino al 3 aprile 2020.

A marzo Casi Studio è doppiamente speciale!

Attenzione! Perché in virtù dell’iniziativa che abbiamo lanciato qualche settimana fa l’appuntamento di Casi studio di marzo è stato speciale, anzi doppiamente speciale! Perché? Perché questo mese Casi Studio è organizzato in collaborazione con Strategia IT, il podcast di Riccardo Mancinelli dedicato alle tecniche di Information Tecnology che rendono un business vincente.

E poi perché – per la prima volta – Casi Studio è stato trasmesso live sulla pagina Facebook di Start Me Up! Fino al 3 aprile potrete guardare la diretta in compagnia di Fabio, Riccardo e ovviamente Giancarlo. Potete anche ascoltate solo l’audio qui.

Strategia di crescita ma anche consigli sulla SEO

In 45 minuti abbiamo cercato di capire come è nato SEO Tester Online e come nel tempo è cresciuto; ci siamo fatti raccontare come sono riusciti a raccogliere circa il doppio della cifra stabilita con la campagna di equity crowdfunding che l’azienda ha lanciato qualche mese fa. E poi, abbiamo approfittato della presenza di Giancarlo e ci siamo fatti dare qualche dritta sulla SEO e su come usare al meglio la piattaforma.

Cosa fa SEO Tester Online

SEO Tester Online è la web-suite SEO solution-oriented pensata per aiutare blogger, aziende, specialisti del digitale e agenzie Web ad ottimizzare siti e contenuti per i motori di ricerca, aiutandoli a migliorare il volume del traffico organico scalando la SERP.

Grazie a tool, report e strumenti appositamente ideati, SEO Tester Online apre le porte a miglioramenti consistenti nella gestione SEO-oriented del proprio sito o di quello dei propri clienti, dimostrandosi sin da subito come uno strumento da inserire nella propria cassetta degli attrezzi digitale.

Contenuti da leggere e guardare: anche Start Me Up apre i suoi archivi.

Lo abbiamo annunciato nel podcast pubblicato l’11 marzo 2020. I contenuti riservati alla community Patreon di Start Me Up saranno disponibili a tutti, gratuitamente, fino al 3 aprile.

Sono contenuti da leggere, guardare, ma soprattutto ascoltare. Sono Web Café e Casi Studi e se quest’ultimi prendono in esame le strategie che hanno portato al successo alcune startup del Sud Italia, negli altri trattiamo temi più generici come marketing online, grafica, copywriting, per dirne alcuni.

Per accedervi vi basta andare sul profilo Patreon ufficiale oppure, potete passare dall’elenco completo dei contenuti elencati nel solito post. Vi consiglio di passare da lì che c’è una descrizione sommaria dei contenuti presenti.

Mettere a disposizione i nostri contenuti da leggere è il modo che abbiamo per essere vicini a chi deve rimanere a casa nei giorni della quarantena. Offriamo così qualcosa di più del podcast, degli articoli settimanali e delle offerte di lavoro e i link per pensare che quotidianamente trovate nel gruppo Start Me Up – gruppo d’ascolto.

Gli altri posti dove trovare contenuti da leggere durante la quarantena

Mettiamo qui i link ai siti e/o portali che hanno deciso di creare una programmazione speciale per questi giorni di quarantena con contenuti da leggere, guardare, studiare e ascoltare. L’elenco sarà aggiornato una volta al giorno (più o meno intorno alle 15) anche con le vostre proposte che potete inviare qui:

Aggregatori

  • Solidarietà digitale
  • hafricah.net (che raccoglie una serie di link dove trovare contenuti interessanti)
  • Il sito di Maker Faire Roma con un elenco di siti dedicati alla cultura
  • Sempre Maker Faire Roma ha lanciato Maker Learner, serie di contenuti selezionati
  • Quarantine + Creativity = Quarantivity. A place to collect, connect and share all the positive outcomes from around the globe
  • Condividere storie, non il virus
  • Raccolta di contenuti e piattaforme da usare per progetti educativi (in inglese)
  • Raccolta di contenuti e risorse per audiofili (c’è anche Vacuamoenia)
  • lospaziobianco.it ha fatto una lista con tutti i portali che distribuiscono fumetti in questo periodo
  • Virtual Assembly mette insieme tutte le risorse utili per affrontare questo periodo di quarantena. È un po’ quello che trovate qui ma con risorse per lo più in lingua inglese

Piattaforma di e-learning da utilizzare gratuitamente

  • Devied – piattaforma di Smartworking ed eLearning per sviluppatori software
  • Italdata S.p.A mette a disposizione di scuole ed università il portale e-learning scuola.kon.it

Eventi online

  • Sono aperte le iscrizioni alla QuarantineJam (Jam sulla creazione di videogiochi per partecipare da remoto)
  • Fino al 29 marzo ci si può iscrivere a Datathon, evento di co-progettazione di MUV dedicato alla valorizzazione dei dati
  • Avanscoperta, azienda di consulenza e formazione nell’ambito dello sviluppo software, ha messo in piedi un calendario di eventi online

Lezioni e corsi online su argomenti vari

  • Il canale di CookPad Italia ha un palinsesto ricco di lezioni di cucina
  • AttiviamoEnergiePositive è un ciclo di formazione e webinar gratuiti lanciato da Produzioni dal Basso in collaborazione con Banca Etica e Gruppo Assimoco
  • Accesso gratuito a NinjaPro – il portale di contenuti premium curato da Ninja Marketing – per 60 giorni
  • Guarda i talk dell’edizione 2019 del Web Marketing Festival che in questi giorni ha lanciato Start The Future
  • Una serie di corsi gratuiti proposti dalle più importanti università del mondo
  • Per chi volesse mantenersi in forma, la palestra Push Up di Roma pubblica sul suo canale Youtube lezioni a cadenza regolare (potete comunque recuperare i video in seguito)
  • Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco trasmette le sue lezioni in diretta Facebook
  • Maratona di lezioni su sviluppo d’impresa e gestione finanziaria, smart working e digital transformation, comunicazione digitale e marketing. Tutto su rinascitadigitale.it
  • Contenuti formativi sul tema dell’empowerment femminile a cura di Chayn Italia
  • EF English Live offre 1 mese di accesso gratis ai corsi online, senza impegno
  • Peekaboo apre a tutti la sua Academy fino al 3 aprile. Per avere il proprio accesso è necessario inviare una mail a social@peekaboo.vision con oggetto “#rialzatitalia” e attendere la risposta
  • wid.academy regala agli utenti un corso a scelta tra quelli presenti sulla loro piattaforma. Lo dicono qui
  • lacerba.io propone 30 corsi online gratuiti

Iniziative online create ad hoc per la quarantena

  • covid19italia.help Iniziativa di Hacker civici che mettono insieme tutte le info da sapere sulla diffusione del Covid (sono gli stessi di terremotocentroitalia.org)
  • Idee per come passare le giornate su Instagram
  • Chiara Alessi su twitter ogni giorno dispensa una lezione sul design italiano
  • Su gofundme.com ci sono parecchie raccolte fondi a sostegno di vari ospedali italiani
  • La casa editrice Mesogea propone letture dei libri da loro pubblicati in piccole pillole audio
  • Korg, una delle più importanti aziende nel campo della musica, rilascia gratuitamente la sua app per creare musica
  • Lo stesso fa Moog (ma solo per utenti Apple)
  • Mash&Co. concede i contenuti gratuitamente dell’app richiedendo il codice su hello@mashandco.it
  • Pagina fb di Idib group (ogni giorno descrive un tool per lavorare da remoto)
  • Vacuamoenia lancia Empty Cities, diretta streaming di suoni di ambienti
  • Andrea Bartoli di FARM Cultural Park chiede a 100 amici-visionari: “Cosa (e come) potrebbe e dovrebbe diventare l’Italia e/o il Mondo non appena avremo messo il punto a questa terribile pandemia?”. Pubblica le risposte giorno dopo giorno sul proprio profilo Facebook
  • Impact Hub Siracusa offre consulenze gratuite online di 30 minuti

Ebook e fumetti

  • Il Saggiatore a cadenza regolare mette a disposizione un ebook da scaricare gratuitamente. In questa pagina
  • Adelphi fa lo stesso ma solo con l’ebook di “In cerca di guai” di Mark Twain
  • La piattaforma Manga Plus mette a disposizione le copie degli ultimi fumetti pubblicati (in inglese e spagnolo)
  • Lo stesso fa Coconinopress con i suoi titoli in italiano
  • libreriamo.it elenca cinque siti da cui è possibile scaricare ebook gratuitamente
  • Bookrepublic ti permette di scaricare gratis un ebook da questo catalogo
  • Sergio Bonelli Editore dona un Bonelli al giorno
  • Si può scaricare gratis Dellamorte Dellamore di Tiziano Sclavi da ilpost.it

Bambini

Vedere film e cortometraggi

  • Distribuzione di comunità propone uno streaming di comunità a cui si accede con una piccola donazione
  • Clara Miranda Scherffig elenca su che-fare.com le piattaforme che distribuiscono film e serie tv
  • 10 documentari sul mondo Hip Hop selezionati da dlso.it
  • Guida a cura de La Guarimba per sopravvivere alla quarantena
  • 5 documentari di architettura da vedere consigliata da professionearchitetto.it
  • Da oggi Sky Arte è in streaming gratuito per tutti (in Italia)

6 offerte di lavoro e 2 bandi: a marzo la bacheca di SMU è bollente!

Non solo lavoro da remoto (e non smart working, come sapete) nel numero di bacheca di marzo. Questo mese vi presentiamo 6 offerte di lavoro e 2 bandi per startup che abbiamo trovato in giro per la rete.

TIPS: Se vuoi vederli in anteprima unisciti al gruppo d’ascolto facebook, dove dal lunedì al venerdì alle 12 ne pubblichiamo uno ogni giorno.

Offerte di lavoro

> Wikimedia Italia, Associazione per la diffusione della conoscenza libera, cerca un responsabile per OpenStreetMap e per Wikidata.

OpenStreetMap è un progetto collaborativo per la raccolta di dati necessari per la creazione della mappa globale del mondo. Per molti aspetti il progetto è simile a Wikipedia ed è per questo che, dal 2016, Wikimedia Italia è anche il chapter ufficiale della OpenStreetMap Foundation.

Wikidata è un progetto collaborativo parte del mondo Wikimedia il cui scopo è fornire un database aperto a supporto degli altri progetti, interconnesso con altre raccolte di dati aperti.

La sede di lavoro è Milano ma accettano anche candidature per lavorare da remoto. Gli altri dettagli qui.


> System Management S.p.A. cerca un programmatore. L’azienda guida l’evoluzione tecnologica di grandi aziende nel settore IT proponendo soluzioni altamente innovative basate sui risultati delle attività di ricerca e sviluppo interne nei settori della Comunicazione Multicanale, IoT, BigData Analysis e Cloud Enabling.

L’annuncio è pubblicato sul loro profilo Linkedin e la premessa vale da sola tutta l’offerta! 😉


> Il Gruppo Green Network è alla ricerca di un Digital Art Specialist su Roma. La principale mansione è dare supporto alle attività dell’intero reparto. Il ruolo prevede capacità di integrarsi all’interno di un team di lavoro, responsabilità per il proprio operato, capacità di progettazione, precisione nell’esecuzione e valutazione delle tempistiche.

Tutti i dettagli dell’offerta di lavoro sul profilo Linkedin dell’azienda.


Webflow è l’azienda californiana che permette a chiunque di creare un proprio sito web con un semplice copia/incolla. La sede è San Francisco ma ci sono posizioni aperte anche da remoto. Sono tutte elencate nella pagina di creativemornings.com.


> Il team italiano di MakersValley ha aperto una nuova posizione di stage per laureandi o neo-laureati alla prima esperienza, amanti del Fashion Tech & Made in Italy. La sede del lavoro è a Cardito (NA).

Tutti i dettagli dell’offerta nell’annuncio della pagina Facebook dell’azienda.

***

Call per Startup

> IC406 è il programma d’incubazione che accompagna giovani imprenditori con idee innovative nell’ambito del digital business. Puoi candidare la tua idea fino al 30 aprile 2020.
Tutti i dettagli sul sito del bando.


> La Call for ideas dell’area Ambiente “Strategia Clima“, con uno stanziamento di 3,4 milioni di euro per il 2020, sostiene fino a 2 iniziative volte alla mitigazione e all’adattamento al Cambiamento Climatico a livello locale realizzate in collaborazione da amministrazioni locali, aree protette ed enti non profit.

Tutte le info sul sito della Fondazione Cariplo.

La foto di copertina è di Nijwam Swargiary via Unsplash.

Perché un libro di storia può stare dentro la biblioteca di Start Me Up

Nella biblioteca di Start Me Up questo mese mettiamo il libro Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond. Un libro che – come potete facilmente intuire – non è un manuale pratico su una qualche tecnica di marketing. È piuttosto un ottimo spunto per pensare a come si muove l’innovazione e un buon motivo per contrastare una qualsiasi teoria di supremazia di questo o quell’altro popolo. Un argomento che affidare al caso sarebbe troppo semplice e sbagliato se lo dovessimo considerare nella sua totalità. Certamente il caso ha giocato il suo ruolo, ma non è stato il solo e non è stato quello più determinante.

La domanda di partenza è piuttosto semplice: perché alcuni popoli hanno sentito l’esigenza di partire e conquistare altre terre e altri no? Quali sono state le condizioni che li hanno spinti a operare in questo modo? Da questa considerazione l’autore conduce il lettore in un viaggio ricco di spiegazioni scientifiche e storiche, ricco di aneddoti e curiosità che ci aiutano a capire il perché la storia abbia preso il corso che conosciamo.

I punti salienti sono proprio nelle tre parole del titolo: Armi, acciaio e malattie. Sono i tre elementi chiave che stanno alla base del successo o dell’insuccesso di una particolare popolazione. Siamo chiari, non solo elementi che spesso i popoli hanno controllato, ma che in un modo o in un altro ne hanno favorito le sorti.

Ma quindi che c’entra un libro di storia con Start Me Up?

copertina libro di Diamond (storia)Beh, innanzitutto c’è da dire che questo libro nasce da una ricerca fatta con metodi nuovi per il campo in cui opera. Jared Diamond ha spiegato la storia applicando principi scientifici e ponendosi domande più generiche. Attività che si discostano dal metodo classico degli storici abituati allo studio dettagliato di un particolare popolo in un particolare periodo (lo ha raccontato lui stesso in una intervista a Corriere Innovazione). Un metodo che ha portato i suoi frutti visto che la prima edizione del libro ha vinto il Premio Pulitzer e ha trasformato Jared Diamond in una specie di dio con un seguito osannante.

E poi perché Armi, acciaio e malattie permette di scoprire come le tecnologie si siano diffuse nel mondo, cosa le ha generate, perché proprio in quel momento e perché proprio lì. Ci aiuta perciò a capire quali siano i fattori vincenti da un punto di vista evolutivo e sociale. Siamo chiari, mica vogliamo da domani conquistare chissà cosa, ma sono nozioni utili per comprendere quali siano gli elementi essenziali su cui costruire qualcosa dentro un ecosistema esistente e i meccanismi che li governano. Un esempio? Pensate al cosiddetto Principio di Anna Karenina che l’autore descrive nel nono capitolo: è stato ripreso dal fondatore di Paypal Peter Thiel, per spiegare l’unicità delle aziende che arrivano al successo a fronte di una certa somiglianza degli errori commessi da quelle che invece non ce la fanno.

Questo è quello che per noi si dice: aprire la mente. E Armi, acciaio e malattie fa proprio questo: ti apre la mente. Quale altro motivo serve per volere questo libro nella biblioteca di Start Me Up?

Foto di copertina Nick Fewings via Unsplash

Non solo Coronavirus nella Camera a Sud di marzo

Non so le vostre, ma la nostra bacheca è tutta un susseguirsi di “evento annullato” o “evento posticipato” causa Coronavirus. Piuttosto però che fare un elenco di tutto quello che ci siamo persi, dopo avervi dato una mano con lo smart workingabbiamo deciso di dedicare questo numero di Camera a Sud sì al Coronavirus ma mettendo in risalto le azioni di alcuni dei nostri ospiti. In più parliamo anche di Piano per il Sud, visto che è stato presentato neanche un mese fa dal Governo Italiano. E infine, facciamo i complimenti alla nostra “voce” preferita!

No rimborsi ma nuovi modelli di sviluppo!

Avrete certamente letto delle disposizioni del Governo e delle conseguenze che un provvedimento del genere ha portato in un ambito molto precario (anche in periodo di pace) come quello della cultura in Italia. Ne ha parlato nello specifico Bertram Niessen in un suo articolo su CheFare. Qui però ci interessa di più cogliere la provocazione lanciata sempre dalle pagine di CheFare da Emmanuele Curti. Secondo Curti la richiesta di rimborso che il mondo della Cultura ha avanzato al Governo è una forma di validazione di un sistema che lo stesso mondo culturale sta cercando di cambiare. L’invito allora è quello di cogliere l’emergenza legata al Coronavirus come possibilità concreta di rimodulazione dell’intero sistema. Scrive Curti:

Non chiediamo quindi soldi indietro (per rimanere chiusi nelle vecchie logiche), approfittiamo invece per chiedere che vengano messi in atto investimenti perché, usciti dalle case, la questione culturale diventi occasione per ripensarci. L’impresa culturale e creativa italiana (ma anche europea ed internazionale) sta generando nuove forme del vivere sociale, attivando nuovi sistemi linfatici: ed è su questi canali nuovi, puri, che dovremmo scommettere.

Un ripensamento che deve naturalmente partire da quegli esperimenti che in tutta Italia funzionano e che riconoscano alla cultura non un carattere identitario ma uno “di ricerca e costruzione di un nuovo senso di comunità”.

Il tavolo di confronto tra il Governo e i rappresentanti del mondo culturale si è tenuto al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo il 4 marzo 2020, dal titolo “Effetti dell’emergenza del coronavirus del settore delle imprese culturali”. Qualche minuto fa è stata pubblicata una nota da parte della Rete “Cultura e Sociale muovono il Sud” che racconta l’esito dell’incontro e tutto l’iter di come si sia arrivati al tavolo con le Istituzioni.

Il tavolo – si legge nel comunicato – ha dato la possibilità di far emergere non “solo il “cosa”, ma anche il “chi””. Dove il “cosa” è rappresentato dalle proposte a sostegno del settore in questo particolare periodo di difficoltà, mentre con il ““chi” viene richiesta l’immediata operatività della norma sulle imprese culturali (LEGGE 27 dicembre 2017, n. 205, commi 57 e segg.), che consentirebbe a molti soggetti, indipendentemente dalla loro natura e dimensione ma riconducibili alle attività, di riconoscersi ed essere riconosciuti, e usufruire delle eventuali misure di sostegno.”.

Sul sito delle Officine Culturali è possibile leggere l’intero comunicato a firma della Rete Cultura e Sociale muovono il Sud.

Paura da Coronavirus? Ecco le dieci regole di Franco Armino

Restiamo in tema Coronavirus perché l’azienda Housatonic ha tradotto in immagini il decalogo contro la paura scritto dal poeta e paesologo Franco Armino,


Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Housatonic (@housatonic_wmie) in data:

Mentre qui lo potete leggere dalle pagine di vita.it

Cosa c’è dentro il Piano per il Sud e cosa se ne dice?

Altro grande tema del mese passato è il piano per il Sud, redatto dal Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano e lanciato dallo stesso Primo Ministro Giuseppe Conte il 14 febbraio scorso da Gioia Tauro, in Calabria. C’è la registrazione della diretta dell’intero intervento (dura all’incirca due ore)

Qui avete modo di leggere cosa è previsto nel piano.

Se siete spaventati dalla mole di informazioni vi consigliamo di seguire il blog di Vitaliano D’Angerio sul sito del Sole24ore. Proprio qualche giorno fa ha promesso che avrebbe analizzato a puntate il Piano per il Sud, qui c’è la prima.

Il piano ha raccolto critiche e lodi. Tra tutti gli articoli che abbiamo letto vi segnaliamo due interventi che commentano il piano e ne elogiano la coerenza e la struttura. Lo fa Filippo Barbera dalle pagine del Manifesto che parla del piano come dell’esito di uno sforzo intellettuale e di conoscenza, oltre che di responsabilità politica e partecipazione diffusa che ha coinvolto partiti e movimenti, amministratori locali, parti economiche e sociali, mondo della cultura, Università e centri di ricerca, terzo settore, volontariato, cittadinanza attiva”.

E poi c’è il commento del Forum Diseguaglianze e diversità che da tempo parla della necessità di rimettere al centro le aree interne del Paese per dare un nuovo sviluppo all’Italia intera. Il Forum vede il piano per il sud come una vera e propria novità “perché fonda le proposte su una diagnosi, affianca e interseca obiettivi di competitività con obiettivi di giustizia sociale e ambientale, e concepisce l’immediata accelerazione degli interventi come l’anticipazione di una svolta per il medio-lungo termine”.

Cristina Marras nella newsletter di Bello Collective!

Per la rubrica my friends are better than yours, segnaliamo che Berlin 1989 il podcast in due parti che racconta i giorni di Berlino successivi al crollo del muro realizzato dalla voce della nostra sigla, Cristina Marras è tra gli ascolti segnalati della newsletter di Bello Collective.

Bello Collective è la community che raccoglie a livello mondale tutte le produzioni indipendenti audio più interessanti e di avanguardia. Felici del risultato che ha raggiunto Cristina a cui auguriamo sempre il meglio!

La foto di copertina è di CDC on Unsplash

Selezionare il target giusto – il web café con Rocco Giannino

Quando si pensa a un prodotto o un servizio è sempre bene tenere in considerazione a chi quel prodotto o servizio è destinato. È uno dei mantra del marketing, messo in evidenza anche nel Business Model Canvas, ma è un aspetto che non può essere sottovalutato, soprattutto per chi con il proprio prodotto o servizio vuole creare valore per gli altri.

Come si individua il target giusto per il proprio prodotto o servizio?

Abbiamo risposto a questa domanda durate il web café con Rocco Giannino, che puoi rivedere o riascoltare online. In 45 minuti abbiamo analizzato le fasi da affrontare quando dobbiamo selezionare il target giusto, cosa tenere in considerazione a processo avviato e quali sono i casi di successo da cui possiamo imparare.

La copertina del web café con Rocco Giannino dedicata al target

È possibile vedere il web café con Rocco Giannino solo se si entra a far parte della Community Telegram di Start Me Up.

Entra nella community e guarda il web café

Chi è Rocco Giannino?

Rocco Giannino è copywriter e marketer. Nel 2016 prende parte alla community Marketers. Scrive per passione e comunica ogni giorno con un pubblico differente, osservando, ascoltando e leggendo tutto ciò che serve per definire al meglio il tono e l’obiettivo della comunicazione stessa.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta. Scopri tutti i web café realizzati fino a ora e tutto quello che puoi avere entrando a far parte della Community Telegram di Start me Up.

La foto di copertina è di Ameer Basheer, via Unsplash

Da Palermo al mondo: Ludwig è il “Caso Studio” di febbraio

Roberta Pellegrino e Federico Papa di Ludwig sono i protagonisti del secondo appuntamento di Casi Studio, il format di Start Me Up che racconta la strategia dietro le startup di successo.
Ludwig è il un motore di ricerca che permette di confrontare la frase che si sta scrivendo in inglese con tanti esempi presi da fonti attendibili. Ludwig aiuta quindi chi scrive a capire qual è il modo migliore per esprimere la propria idea.

Fai la tua donazione e guarda “Casi Studio”

Ludwig: in sette mesi da Palermo in 200 Paesi diversi

Nato a Palermo nel luglio 2014, la startup palermitana a fine anno aveva già chiuso un round di finanziamento da 25mila euro. Dopo soli sette mesi dalla pubblicazione della versione beta del servizio, Ludwig è stato usato da 300.000 utenti provenienti da 200 paesi differenti.
Negli anni, questa startup è cresciuta grazie a un bel lavoro di squadra, ai tanti percorsi di incubazione e ad un articolo di Techcrunch arrivato al momento giusto. Ultimamente il team ha usufruito di un percorso di incubazione che ha portato la startup in Cina poco prima che esplodesse il Coronavirus. Stanno tutti bene, ma come tanti altri in questi giorni, stanno affrontando i rallentamenti dovuti alla diffusione di questa patologia.

Roberta e Federico di Ludwig hanno raccontato la storia della loro startup mettendo in evidenza la strategia che ha permesso al progetto di crescere così tanto e così rapidamente.  L’accesso al video di questo nuovo appuntamento di Casi Studio (e al report) è riservato ai sostenitori di Start Me Up che donano almeno 15$ al mese. Fai la tua donazione adesso e potrai “sbloccare” anche la registrazione dell’appuntamento precedente con Spidwit.

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Smart working: i nove strumenti indispensabili (almeno per me)

Mi prendo la libertà di usare la prima persona singolare perché in questo post voglio consigliarvi nove strumenti che potete usare per mettere in pratica lo smart working, che poi in realtà è un modo erroneo per dire lavoro da remoto (lo spiego qui). Posso tranquillamente affermare di avere ormai una certa confidenza nel lavoro da casa, dedicando le mie giornate a progetti che porto avanti da solo o in gruppo. Sono un esperto? In un certo senso, anche se non me la sento di dare una definizione di smart working e sul perché non possiamo (o meglio, non dobbiamo) definirlo lavoro da remoto. Lascio ad altri la parola, che ne sanno, di gran lunga, molto più di me.

Quello che però mi sento di condividere con tutti voi sono gli strumenti che solitamente utilizzo nel mio quotidiano e mi permettono di avere sempre a portata di mano ciò che mi serve ovunque io sia. Li ho divisi per ambito così è più facile la consultazione e SPOILER SPOILER non troverete niente sulla programmazione perché, come potete immaginare, non sono un programmatore.

Comunicazione

Telegram

È il fratello russo di Whatsapp che offre una serie di funzionalità in più rispetto al software acquistato dal buon Mark. Io lo uso principalmente per gestire la community riservata a chi sostiene Start Me Up ma lo uso anche per i canali tematici che puoi trovare al suo interno. Ne seguo alcuni dedicati all’innovazione e alle startup, ma anche altri legati alle cose che mi piacciono, come ad esempio i libri e i film. Se quindi da una parte mi permette di gestire i messaggi di “lavoro” (solitamente per i messaggi privati e personali uso WhatsApp), Telegram per me è anche una fonte di contenuti e spunti che uso per tenermi aggiornato.

Videoconferenze

Zoom

Scoperto qualche anno fa, me ne sono innamorato quando, dopo l’ennesima videoconferenza traballante su Skype, ne ho potuto saggiare la stabilità e velocità. Zoom vi permette di organizzare video conferenze sia audio che video, vi dà la possibilità di condividere gli schermi e di poter selezionare la schermata che vi interessa (non solo quindi il vostro monitor ma anche solo la pagina del browser che in quel momento avete aperta). Inoltre non ha tutte le funzionalità “social” che Skype ha messo su e che onestamente trovo abbastanza inutili. I partecipanti accedono alla conferenza tramite link e oltre al video hanno una chat che permette loro di parlare a tutti o scegliere solo alcuni destinatari. La cosa migliore è che Zoom vi fornisce – se lo volete – la registrazione della conferenza, ma mica una sola! Vi dà la registrazione audio/video, quella solo audio generale e quella audio singola per ospite. E per chi si occupa di audio editing sa quanto sia importante avere le tracce audio suddivise. In più ha una gestione ottima della regia (il sistema riconosce chi parla e lo “inquadra” automaticamente). C’è una versione a pagamento, ma anche quella free, sono certo, vi soddisferà parecchio.

Archiviazione/Gestione file

Dropbox

Prima di scrivere questo articolo pensavo che Dropbox fosse figlio diretto di drop.io, servizio di file sharing che mi aiutò a contenere la mia ansia ai tempi della scrittura della tesi quando, a fine giornata, finita la stesura quotidiana salvavo il file sul pc, su una pen drive e su drop.io (che metti che perdo la pen drive e mi rubano il computer?!?!?). E invece scopro da Wikipedia che drop.io è stato acquisito da Facebook e poi chiuso (tristezza!) in cambio di un posto di lavoro offerto a Sam Lessin, l’ideatore del servizio (vile denaro!).

Ma dicevamo Dropbox. Dropbox è quel servizio che vi permette di avere i vostri file sempre a portata di mano: un hard disk portatile accessibile da qualsiasi device. Io lo uso per le card che faccio per Start Me Up e che vanno condivise tramite social ma anche per trasferire le foto dal telefono al pc (non mi va di dare anche questi dati a Google). Dropbox vi dà anche la possibilità di condividere una cartella con altre persone. Occhio se lo fate perché una volta io ho condiviso una cartella con persone poco esperte che – pensando di fare spazio sul proprio telefono – ne hanno cancellato tutto il contenuto e abbiamo perso i file. Ops!

Wetransfer

Se lavorate con file di dimensioni molto grandi allora avrete già usato questo servizio. Grazie a Wetransfer riuscite a condividere file grandi fino a 2GB (se usate la versione gratuita) inviando una semplice mail al destinatario. Nella mail c’è il link da cui il suddetto contenuto può essere scaricato. I file restano online per un certo periodo di tempo e il servizio avvisa periodicamente sia il mittente che il destinatario della presenza dei file che devono essere ancora scaricati. Si possono inviare file grandi, ma uno alla volta. Se avete un archivio di foto, dovete fare un file compresso.

Creazione contenuti

Google Drive

Metto Google Drive nella categoria creazione contenuti perché la cosa che più apprezzo di questo servizio è la possibilità di scrivere, fare presentazioni, creare fogli di calcolo e tanto altro in modo condiviso. Non c’è niente di più comodo, quando lavori a un testo con un tuo collaboratore, del vedere in tempo reale le correzioni e le modifiche che vengono fatte. In più è accessibile da vari device e quindi è super comodo e versatile. Mi è capitato questa estate di aiutare mio padre con un documento che doveva stampare. Ho fatto al volo le correzioni tramite smartphone mentre ero fuori città: in un paio di click sono riuscito a raggiungere il mio scopo dal bar dove ero (e poi mi sono dedicato alla mia colazione). Poi Google Drive ti permette di allegare i contenuti alla tua casella di posta Gmail, poi c’è l’archiviazione e Dio solo sa quante altre cose fa! Tra l’altro, di recente ho scoperto che occupano spazio solo i file “esterni”, mentre quelli creati con gli strumenti Google no. Fateci caso!

Keep

Keep è uno strumento sempre di Google, che vi permette di prendere appunti. Io l’ho scoperto leggendo il libro di Bandiera e ne ho copiato l’uso che ne fa lui. Molto semplicemente ho il widget sul mio smartphone e lì scrivo tutto quello che mi passa per la testa (idee per nuovi articoli o podcast) e cose che mi colpiscono, che poi mi ritrovo in tempo reale sul mio computer. Ho quindi modo di avere sempre tutto a portata di mano senza fare copia incolla da un device all’altro.

Pocket

Da tempo con Pocket ho un rapporto di odio e amore perché questa app può diventare il paradiso dei procastinatori. Pocket infatti vi permette di salvare un contenuto che trovate interessante e vi dà la possibilità di leggerlo successivamente. Si installa sul browser e si sincronizza con l’app presente sul vostro smartphone. Può diventare il paradiso dei procastinatori perché dentro ci possono finire articoli che deciderete di non leggere mai. Io, dopo un primo utilizzo spasmodico in cui salvavo tutto e non leggevo nulla, mi sono dato una calmata e ora riesco a gestire tutto con più tranquillità. C’è la possibilità di condividere il proprio archivio con altre persone e organizzare il tutto attraverso tag.

Gestione progetti/Team

Slack

Anche Slack ha dei canali dedicati (come quelli di Telegram) ma devo essere sincero non li ho mai frequentati più di tanto. Uso Slack per ciò che è diventato famoso e cioè la gestione dei messaggi e delle discussioni su un particolare processo con i propri collaboratori. In più, le tante integrazioni lo rendono sempre più performante e una spanna sopra i competitor. Non vi nascondo la mia felicità quando ho scoperto che sullo smartphone silenziava in automatico le notifiche dopo una certa ora. Magari adesso è una funzionalità banale, ma quando l’hanno introdotta… wow!

Trello

Devo essere onesto, con Trello ho un rapporto di amore e odio e chi collabora con me lo sa. Lo uso, ma poi mi stanco e lo perdo di vista. Devo lavorarci, lo so. Anche perché la potenzialità di uno strumento simile è innegabile. Trello vi permette di organizzare i vari compiti e suddividerli tra i vari collaboratori. C’è la possibilità di commentare, modificare, e tanto altro. A me è capitato anche di utilizzarlo come to do list in vista di un evento: ho segnato le cose che dovevo fare e con chi. A mano a mano che le cose venivano fatte aggiornavo la board. È forse una forzatura, ma in quella occasione ha funzionato.

Già conoscevi questi strumenti? E tu? Cosa usi per lavorare? Quali sono gli strumenti che chi fa smart working dovrebbe usare? Fammelo sapere e aiutami a allungare questa lista!

Foto di Austin Distel on Unsplash