Economia circolare: le 3 startup del Sud Italia che dovresti emulare

Il tema della economia circolare ci sta particolarmente a cuore. E ci piace sempre raccontare le storie delle startup del Sud Italia che hanno adottato un modello economico sostenibile. Un modello che, lo ricordiamo, si differenzia da quello lineare perché le risorse al suo interno rientrano in un ciclo che non prevede un inizio e una fine.

Quello circolare è un modello che in natura troviamo praticamente ovunque. L’industria lo ha implementato eliminando di fatto i rifiuti. Da materia da accantonare, gli scarti diventano materiale da riusare, riciclare o da trasformare in qualcosa di diverso. È un tema che tocca ovviamente anche le fonti di energia che stanno dietro al processo produttivo. Le aziende che rientrano nei modelli di economia circolare spesso preferiscono fonti di energia rinnovabili a quelle di tipo fossile.

Tre startup del Sud Italia che si basano su concetti di economia circolare

Anche al Sud Italia ci sono startup che hanno fatto dell’economia circolare il proprio mantra. Operano in ambiti diversi ma sono accomunati da valori come la sostenibilità e la cura dell’ambiente.

Edizero

Edizero architettura di pace - economia circolare

Più che una azienda o startup, Edizero è una filiera che racchiude una serie di prodotti e soluzioni a km 0 ricavate da materie provenienti da fonti rinnovabili eccedenti e di recupero. Il sito di Edizero parla di oltre 100 ingredienti recuperati dall’agroindustria e dalle filiere del cibo che, anziché a diventare rifiuti, vengono convertite in biomateriali ad alta tecnologia.

Gli ascoltatori di Start Me Up conoscono Edizero per Edilana, una tecnologia nata con lo scopo di voler recuperare dal settore tessile la lana ascritta a rifiuto speciale per realizzare pannelli termo-isolanti 100% in pura lana di pecora. Grazie alle incredibili e numerose proprietà di questo prodotto i prodotti Edilana sono stati utilizzati in ingegneria ambientale per la cura di mare, suolo, terreno agricolo e tetti verdi e attraverso altri marchi anche in geotecnica e agrotecnica.

Un esempio di economia circolare che ci è stato raccontato all’incirca 5 anni fa dall’ideatrice di Edizero, Daniela Ducato, che ai nostri microfoni ha elencato le incredibili proprietà dei suoi prodotti nella pulizia delle acque del mare.

Archicart

Archicart copertina cartone - economia circolare

Archicart – architettura di cartone è una azienda che produce arredamento ma anche moduli abitativi in cartone. Detto così potrebbe sembrare riduttivo, in realtà quello di Archicart è un vero e proprio modo di concepire l’architettura contemporanea. Il fattore tempo infatti entra nella progettazione degli edifici che, in fase di studio, si adattano ai cambiamenti delle persone che andranno ad abitare queste nuove case. In un futuro non poi così lontano anche le abitazioni saranno soggette a quella mobilità che gli altri oggetti hanno fatto già propria (pensate ad esempio ai telefoni).

L’uso del cartone in architettura rientra nei canoni di economia circolare perché traduce i concetti di sostenibilità e di transitorietà dell’esperienza abitativa nel concetto di reversibilità del costruito. Una forma di architettura effimera in grado di cambiare nel tempo senza lasciare alcuna traccia nell’ambiente in cui insiste.

I ragazzi di Archicart sono passati spesso dai microfoni di Start Me Up e il founder dell’azienda Dario Distefano, è stato tra i protagonisti dell’edizione 2019 del TEDx CapoPeloro.

Orange Fiber

Orange Fiber - economia circolare

È forse la startup più nota nel campo della moda sostenibile. Nata da un’idea di Adriana Santanocito e Enrica Arena, Orange Fiber è oggi un brand che produce un tessuto sostenibile ricavato dagli scarti degli agrumi. Il prodotto è pensato per rispondere alle esigenze di innovazione e sostenibilità della moda, interpretandone la creatività e lo spirito visionario.
Nel corso delle interviste rilasciate in questi anni a Start Me Up (e alle numerose testate che hanno voluto raccontare questa storia straordinaria) le due founder hanno sempre evidenziato l’importanza dell’uso dei prodotti naturali nel campo della moda. Un tessuto di origine naturale infatti rispetta sì i canoni dell’economia circolare ma che ha anche effetti benefici sulla pelle di chi lo indossa.

Hai un’idea nel campo dell’economia circolare? Passa all’azione!

startup weekend 3 - economia circolare

Se queste tre storie ti hanno in qualche modo fornito la motivazione giusta e hai voglia di dire la tua nel campo dell’economia circolare non puoi perdere il primo Startup³ Innovation Weekend. L’evento si svolge tra il 30 ottobre e il primo novembre e si terrà da remoto.

Per tre giorni inventori, innovatori e business developer metteranno in rete idee innovative e strategie di sviluppo. I modelli produttivi e organizzativi delle aziende e i percorsi di transizione e di impatto dell’economia circolare per le città hanno bisogno di essere ideati, modellati ed integrati con visione e strumenti innovativi. Spesso però le aziende non sono preparate a pianificare questo tipo di rivoluzioni a causa delle competenze adeguate. Per questo motivo nasce un format che chiama a raccolta chiunque, tra innovatori, sviluppatori, business developer e visionari da tutta Italia affinché propongano soluzioni in ottica di open innovation.

Cogli le sfide che l’economia circolare ci pone dinnanzi e metti a disposizione le tue competenze: iscriviti oggi stesso allo Startup³ innovation weekend. Tro vitte le informazioni su www.startup3.net o inviando una mail a info@startup3.net.

Foto di copertina di ev via Unsplash

“Innamorati del problema, non della soluzione”

Quando si sviluppa una nuova idea di impresa la tentazione è spesso quella di focalizzarsi troppo sull’idea, innamorandosene, tralasciando il problema che quella idea dovrebbe risolvere. È un comportamento diffuso e spesso causa grossi rallentamenti al corretto sviluppo del progetto. Per questo motivo mercoledì 28 alle 19:00, durante il web café di ottobre, parleremo dell’importanza di innamorarsi del problema. Il protagonista è Antonio Russolillo che sarà pronto a dare consigli e fornire casi concreti durante la diretta riservata ai sostenitori di Start Me Up.

Entra a far parte della community e partecipa al web café

Perché tra soluzione e problema dovresti voler bene di più al secondo

Il processo creativo gioca spesso brutti scherzi. Uno di questi, il più classico, è quello di farci vedere la nostra soluzione come la migliore in assoluto. E quasi inconsapevolmente, una volta trovata, non facciamo altro che rinforzare la nostra convinzione anziché trovare i punti deboli che ci permetterebbero di migliorarla. Questo si spiega anche con il cosiddetto “condizionamento”, un gioco che la nostra mente fa e che ci induce a giudicare ciò che vediamo non attraverso i dati reali ma attraverso l‘interpretazione che ne facciamo.

Innamorati del problema non della soluzione - web café con Antonio Russolillo

Come risolviamo tutto ciò? Amando il problema, concentrandoci su di esso, osservando il nostro target di riferimento e utilizzando lo schema che ci è proposto dal processo lean.

Sono tutti argomenti e temi che verranno trattati durante il web café di ottobre con Antonio Russolillo in programma il prossimo 28 ottobre alle ore 19:00. L’ingresso è riservato ai sostenitori di Start Me Up. Sostieni Start Me Up e con poco meno di 10 centesimi di euro al giorno ti garantisci l’accesso a questo e all’archivio di tutti i web café registrati fino a qui.

Entra a far parte della community e partecipa al web café con Antonio Russolillo

Chi è Antonio Russolillo

Antonio Russolillo è un Management Consulting, appassionato di tecnologia, innovazione e modelli di sviluppo, che ha seguito la propria attitudine imprenditoriale, accompagnando prima l’impresa familiare e poi come consulente e formatore. Supporta le persone e le imprese a rendere concrete le proprie idee imprenditoriali, aiutandole a focalizzare meglio le energie ed allocare in modo più efficiente tempo e risorse. Ha appreso la metodologia Lean Startup e questo lo ha condotto ad avere un approccio analitico alle situazioni ed appassionarsi ai problema più che alle soluzioni. Per lui “Love the Problem” è la visione, intesa come ricerca dell’opportunità di evoluzione dell’individuo prima, e dell’idea di business poi.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.

Solo i membri della community di Start Me Up possono partecipare ai web café. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 3$ al mese (10 centesimi al giorno) e accedi a questo e ad altri contenuti riservati: sono webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

Entra a far parte della community e guarda tutti i web café

La foto di copertina è di Paulo Vizeu via Unsplash.

Quali sono i contenuti riservati alla community Telegram di Start Me Up (fino a qui)?

N.B.: L’articolo è in continuo aggiornamento

La community Telegram di Start Me Up è attiva da aprile 2019 e da allora sono stati prodotti una serie di contenuti riservati ai soli membri. Sono momenti di incontro e di approfondimento che hanno dato la possibilità ai partecipanti di capire di più temi di loro interesse e conoscere persone con cui condividere passioni e quesiti comuni.

I format video creati appositamente per i sostenitori di Start Me Up sono Web-café, Community-café e Casi Studio. Mentre c’è un podcast speciale di nome Spam – è tutto grasso che cola.

  • Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web-café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.
  • Il Community Café è invece un momento di riflessione sulla community e sui progetti portati avanti dai membri del gruppo. Sono incontri nati su iniziativa del gruppo Telegram che ha sentito la necessità di incontrarsi da remoto per discutere di temi di interesse generale pertinente allo spirito del format.
  • Casi Studio è una videochat di 45 minuti incentrata sulla strategia dietro una startup di successo che viene raccontata direttamente dal suo founder. I partecipanti hanno così modo di conoscere le mosse che hanno portato al successo un progetto di impresa che arriva dal Sud Italia. Chi partecipa alla diretta può fare delle domande e ha a disposizione la registrazione e un piccolo report testuale.
  • Spam – è tutto grasso che cola. Un podcast minimale e settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.  Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

Fai la tua donazione e unisciti alla community

Perché è importante sostenere economicamente Start Me Up?

Grazie alle donazioni mensili riusciamo a mantenere una serie di contenuti che si rivolgono a tutti.

Il podcast settimanale

È l’appuntamento fisso ormai dal 2014 (nel 2013 Start Me Up andava in onda su una radio locale messinese) per chi vuole saperne di più sul mondo dell’innovazione nel Sud Italia. All’attivo abbiamo 6 stagioni, più di 250 podcast pubblicati e orientativamente possiamo dire di aver dato voce ad almeno 300 progetti nati nel Sud Italia. In questi anni abbiamo contato più di 170mila download e non sappiamo quante persone nel frattempo abbiamo ispirato a fare qualcosa di nuovo nel luogo in cui vivono.


Ascolta Start Me Up dove e quando vuoi


Un calendario editoriale mensile

Da qualche mese il blog di Start Me Up cerca di avere una pubblicazione regolare composta di base da quattro rubriche mensili.

  • Biblosmu: ogni mese un libro che ruota intorno alle tematiche del digitale e dell’innovazione recensito per voi. Recensito significa che lo leggiamo veramente e poi ne scriviamo qui, sottolineando le cose che più ci hanno colpito e perché – secondo noi – è una lettura che vale la pena fare.
  • Bacheca: gli annunci di lavoro per chi vuole lavorare nelle startup del Sud Italia (e non solo). Sono quelli che trovate nel gruppo facebook (ne parliamo più giù) e che una volta al mese finiscono in un articolo. Oltre agli annunci ci sono anche bandi e opportunità per chi vuole trovare i fondi per il proprio progetto imprenditoriale, culturale o sociale.
  • HowTo: ogni mese un piccolo consiglio da adottare nel proprio lavoro quotidiano. Cerchiamo di condividere cosa abbiamo imparato in questi anni lavorando e ascoltando quelli più bravi di noi. Vi consigliamo video e/o articoli trovati in giro per la rete che possano ispirarvi e ci auguriamo che vi aiutino a risolvere quell’aspetto del vostro lavoro che non vi piace.
  • Camera a Sud: è lo spazio che dedichiamo ai progetti che sono passati da qui e che ci piace vedere crescere. Non solo: dalla scorsa stagione Camera a Sud è anche uno spazio che tiene accesa la luce su quello che dal punto di vista politico, sociale ed economico succede al Sud Italia. Una volta al mese trovate articoli, video o riflessioni che parlano della complessità di questa parte di Italia e ci aiutano ad avere una visione critica e più ampia possibile.

Il gruppo d’ascolto su Facebook

Il Gruppo d’ascolto su Facebook è nato come un vero e proprio esperimento. All’inizio era noto solo a chi ascoltava il podcast (lì era l’unico luogo in cui veniva nominato) ed è stato per alcuni mesi il luogo dei fedelissimi di Start Me Up. Da qualche mese ha cambiato forma e sempre più diventa il luogo in cui vengono pubblicati quotidianamente (o almeno ci proviamo) offerte di lavoro che arrivano dal mondo startup e dell’innovazione. Sono quelle che finiscono una volta al mese su bacheca ma chi è nel gruppo può leggerle in anteprima. Inoltre, ogni giorno, gli iscritti a questo gruppo ricevono un link a un video, a una lettura, o ad un podcast che li possa ispirare. 

Cerchiamo quindi di colmare due aspetti fondamentali per portare innovazione dove c’è bisogno: da un lato il lavoro che possa soddisfare le esigenze di ciascuno, dall’altro stimolare la curiosità con notizie insolite che possano suggerirci che c’è sempre un modo altro di vedere il mondo. 

Inoltre, nel gruppo vengono postati aggiornamenti che arrivano dal blog ed è il luogo dove segnalare progetti e/o tematiche che poi possono finire o qui o nei podcast di Start Me Up.

Fai la tua donazione e unisciti alla community

Cosa si trova nell’archivio riservato alla community Telegram di Start Me Up?

I nostri appuntamenti dedicati alla community Telegram (quella, lo ricordiamo a cui ha accesso solo chi fa una donazione mensile) hanno trattato gli argomenti più di sparati. Qui trovate un elenco in aggiornamento dei contenuti pubblicati fino a qui. In alto ci sono i contenuti più recenti.

Casi Studio

Web-Café

Community-Café

Spam – è tutto grasso che cola

Fai la tua donazione e unisciti alla community

Foto di copertina di Nathan Dumlao via Unsplash

Cosa è un test di usabilità e perché la tua startup ne ha bisogno

Il test di usabilità è una delle fasi di progettazione di un qualsiasi servizio digitale. Aiuta i progettisti a verificare le loro intuizioni. Durante il test si lascia che un utente x provi il servizio senza conoscerlo prima. Il test viene naturalmente fatto davanti agli occhi dei designer che prendono nota del comportamento dell’utente e ne traggono le dovute valutazioni.

Grazie ai test di usabilità è possibile capire se l’utente riesce a compiere l’azione che vogliamo che compia, in quanti passaggi e se commette degli errori mentre lo fa. Ma non solo. Attraverso i test di usabilità è possibile anche misurare il grado di soddisfazione di un utente e in quanto tempo riesce a memorizzare le azioni da compiere per raggiungere il suo scopo.

Il test di usabilità come passaggio obbligatorio nella progettazione di un prodotto digitale

Da queste poche righe è facile intuire quanto importante sia un test di usabilità per chi decide di legare il proprio business a un prodotto digitale. Pensa a un e-commerce che non permette all’utente di finalizzare il proprio acquisto o a un’app che ha immagini troppo grandi e testi troppo piccoli da leggere su uno smartphone. A volte anche solo piccoli dettagli rendono il prodotto che stiamo sviluppando totalmente inutilizzabile.

Il web offre una serie di soluzioni. Sono quasi tutte a pagamento con diversi periodi di prova gratuiti. La soluzione che ti proponiamo qui è prendere parte a Idib4Startup.

Idib4Startup: uno studio completo sull’usabilità del tuo prodotto digitale

Idi4startupIdib4Startup ti permette di avere un’analisi metodica del tuo prodotto o servizio digitale per migliorare la fruizione da parte dei tuoi utenti e potenziare l’esperienza digitale col tuo brand. Non stiamo quindi parlando di un semplice test di usabilità ma di un vero e proprio studio sull’usabilità del tuo sito web/app e un report con l’elenco delle opportunità di crescita e conversione del tuo prodotto o servizio digitale. Grazie a Idib4Startup avrai una visione d’insieme su punti di forza e criticità del tuo servizio online.

Per partecipare non devi assumerti nessun costo: l’unica richiesta che ti viene fatta è la tua disponibilità a trattare il tuo caso in diretta Facebook. Questo aiuterà anche altre startup a comprendere alcune buone pratiche in termini di usabilità e design.

Da chi è offerto Idib4Startup

Idib4Startup è offerto da Idib Group, una design boutique con sede a Messina e Chicago. Da oltre 10 anni questa azienda aiuta imprese e corporate a progettare e offrire esperienze digitali centrate sui bisogni degli utenti e in linea con gli obiettivi del business. Start Me Up è orgogliosa di essere partner dell’iniziativa e darà una mano al team di design durante la diretta che verrà trasmessa nelle prossime settimane.

ATTENZIONE! Puoi candidare la tua startup solo se è già fondata e attiva sul mercato e la tua app o sito web generano traffico e conversione.

Compila entro il 20 giugno questo modulo bit.ly/Idib4Startups_smu.

E buon test!

Foto di copertina di Markus Winkler via Unsplash

Il pitch perfetto in quattro punti: i consigli di Maurizio La Cava

Il Pitch buono è quello efficiente. Se ci segui lo sai almeno da un paio d’anni. Da quando cioè è passato Maurizio La Cava dai nostri microfoni e lo ha spiegato in uno dei nostri podcast. Già allora ci siamo resi conto di quanto fondamentale fosse il pitch nella vita di una startup. È quindi importante non lasciare al caso nessun dettaglio quando ci si prepara a affrontare una platea di investitori. In questi giorni Maurizio sta diffondendo un nuovo strumento, l’investor pitch canvas. Uno schema che racchiude gli aspetti fondamentali di un pitch. 

pitch perfetto - il podcast con Maurizio La Cava

Perché un investor pitch Canvas?

Il pitch è il biglietto da visita di una startup, una presentazione breve, concisa, incisiva in cui si illustra la mission di un’impresa. Una presentazione che solitamente deve essere fatta in 5 minuti. È quindi necessario inserire quante più informazioni possibili, senza però annoiare il nostro Investor Pitch Canvas per un pitch perfettointerlocutore, anzi! Dobbiamo cercare di coinvolgerlo sempre più. Ci vuole tanto esercizio, va detto, ma anche una buona dose di consigli non guasta. Per questo motivo, Maurizio La Cava, che è docente di Presentation & Pitching strategies al Politecnico di Milano e Ceo di MLC Presentation Design Consulting, ha studiato i pitch dei founder di alcune delle più importanti aziende e ha individuato un modello di presentazione ricorrente e di successo, l’Investor Pitch Canvas (clicca sull’immagine per scaricare il template).

“Il canvas – assicura Maurizio – permette di strutturare una presentazione di pitch includendo tutte e solo le informazioni necessarie. Ogni sezione è disposta all’interno di un flusso comunicativo ottimizzato che permette di aver sempre in mente l’ordine da seguire”. Vediamo adesso le informazioni principali che non possono mancare.

I quattro elementi che non devono mancare in un investor pitch perfetto

Un pitch perfetto parte sempre da un problema, giunge ad una soluzione, passando dalla richiesta di raccolta fondi fino ad una roadmap per tracciare l’andamento del portafoglio d’investimento.

Il primo passo è quello più importante, dove lo startupper si gioca un po’ tutto. Per questo motivo è necessario iniziare bene. Bisogna presentare un problema che sia abbastanza diffuso e se così non fosse, sarà responsabilità dello startupper descrivere il contesto, introducendo il problema e spiegando l’impatto che il progetto avrà sulla società.

Una volta agganciato il pubblico con il problema è necessario presentare una soluzione, che è poi il progetto di impresa che si sta presentando. La soluzione deve essere la migliore sul mercato e deve, ovviamente, risolvere tutti gli aspetti messi in evidenza un attimo prima mentre si parlava del problema. Solitamente si parla di unique value proposition 11.maurzio_pitchdell’impresa che risponde alle domande: “A quali clienti ci rivolgiamo?” e “qual è il bisogno che risolviamo?”.

Se siamo stati bravi fin qui, il pubblico sarà coinvolto e possiamo chiedere loro qualcosa in cambio. Infatti non esiste pitch perfetto senza una Call to Action. È quindi arrivato il momento di far avanzare la richiesta di finanziamento mostrando l’importo che stiamo cercando, la relazione sullo stato di avanzamento della raccolta di fondi e gli stanziamenti previsti dai fondi richiesti. Se possiamo, mostriamo anche le diverse percentuali di allocazione del budget che vengono richieste. Non è obbligatorio, ma è molto utile.

Infine mostriamo di avere le idee chiare e facciamo capire a chi ci ascolta cosa vogliamo fare dei soldi che stiamo chiedendo. È quindi il caso di mostrare una sequenza temporale come modello di grafico. Facciamo attenzione però, avverte La Cava, a segnalare solo il periodo di tempo in cui si prevede di utilizzare il finanziamento. “Il consiglio è quello di evitare di presentare una tabella di marcia ventennale quando si sa che in una startup anche solo un anno può rovesciare completamente le prestazioni dell’attività”.

La foto di copertina è di Headway via Unsplash

I maker a raccolta e un provvedimento a sostegno delle startup

Una Camera a Sud che non può non guardare all’Italia intera in un momento come quello che stiamo vivendo. Straordinario sotto tanti punti di vista. Il primo, nel senso letterale del termine, perché siamo fuori da ogni tipo di ordinarietà. Tutti. Secondo perché, nonostante tutto, straordinariamente, tante persone, aziende e associazioni stanno lavorando affinché la crisi passi presto e possa portare un cambiamento reale (e in meglio) nella vita di tutti. Lo stanno facendo i maker che in pura ottica DIY si sono auto-organizzati per fornire materiale alle strutture ospedaliere che ne hanno bisogno. Lo stanno facendo le associazioni che riuniscono i protagonisti del mondo startup che hanno lanciato un appello al sostegno di questo settore, nato da poco e come tutti, troppo debole per affrontare questa crisi da solo. Ne parliamo in questo numero di camera a sud.

Air Factories la fabbrica distribuita dei maker d’Italia

È nata sotto l’impulso dell’Università di Messina e ad oggi ha raggruppato più di 400 maker.
Nel giro di poco più una settimana il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina, Innesta, lo spinoff SmartME.io e la startup innovativa Neural (il cui founder è uno dei nostri sostenitori), hanno dato vita a Air Factories.

Air Factories – si legge sul sito – “è una “fabbrica distribuita” che mette in connessione più entità pubblico-private con lo scopo di scambiare rapidamente idee e informazioni, tra cittadini, ricercatori, startup e aziende che lavorano nel campo della prototipazione rapida e delle tecnologie innovative, prima fra tutte la stampa 3D, al fine di fare rete”.

Lo scopo è quello di coordinare e ottimizzare la realizzazione di tutti quegli strumenti utili a fronteggiare l’emergenza dovuta alla pandemia di Covid-19 riproducibili attraverso una stampante 3D. Lo spunto arriva dall’intuizione dei responsabili di ISINNOVA che a metà marzo hanno pensato di adattare le maschere da snorkelling prodotte da Decathlon come respiratori. Air Factories fa molto altro e ha già messo in connessione non solo i maker ma anche i centri ospedalieri che possono richiedere il materiale (non solo respiratori) direttamente dalla piattaforma.

Noi, alla luce di questa storia, abbiamo visto con occhi diversi questa foto.

Uno “Startup Emergency Act” per salvare l’ecosistema startup italiano

C’è un appello lanciato da VC Hub, associazione che raggruppa le principali società di Venture Capital italiane che chiede al Governo di inserire tra il decreto Cura Italia anche le startup innovative e le PMI. Inoltre, l’associazione chiede che il Governo vari quanto prima uno “Startup Emergency Act”. La misura, illustrata in un post sul sito dell’associazione, prevede una serie di azioni (otto in totale) “per consentire alle startup Italiane di rimanere al passo con i proprio concorrenti in tutta Europa”. I Governi degli altri Paesi europei sono infatti già al lavoro per promuovere misure che possano supportare le startup e i vari ecosistemi locali in questo periodo di difficoltà.
Nel caso in cui questo ecosistema dovesse essere spazzato via a causa di questa crisi, per ricostruirlo – scrive Salvo Mizzi sul proprio profilo Linkedin – ci vorrebbero altri dieci anni. E, in tutta onestà, non possiamo permettercelo. Chi vuole può firmare l’appello.

Anche ItaliaStartup si è fatta promotrice di una proposta indirizzata a tutti gli Organi di Governo affinché si pensi a sostenere le startup italiane in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo. Attraverso questa lettera scritta dai principali ecosistemi startup locali italiani, viene chiesto a gran voce che le startup siano il fulcro su cui far ripartire l’intero Paese. La proposta prevede di dotare queste aziende non solo di liquidità ma anche di tutti gli strumenti e i mezzi per favorire lo sviluppo di soluzioni che possano permetterci di uscire quanto prima dalla crisi causata dalla diffusione dell’epidemia.

Foto di copertina di Tonik via Unsplash

SEO Tester Online protagonista di un Casi Studio doppiamente speciale

Torna l’appuntamento con Casi Studio, i webinar dedicati alle strategie delle startup di successo. Questo mese con noi Giancarlo Sciuto fondatore insieme a Vittorio Urzì di SEO Tester Online.

A marzo Casi Studio è doppiamente speciale!

Attenzione! Perché in virtù dell’iniziativa che abbiamo lanciato qualche settimana fa l’appuntamento di Casi studio di marzo è stato speciale, anzi doppiamente speciale! Perché? Perché questo mese Casi Studio è organizzato in collaborazione con Strategia IT, il podcast di Riccardo Mancinelli dedicato alle tecniche di Information Tecnology che rendono un business vincente.

E poi perché – per la prima volta – Casi Studio è stato trasmesso live sulla pagina Facebook di Start Me Up! Il video (o solo l’audio) è disponibile per chi sostiene Start Me Up con una offerta di almeno 15$ al mese. Dona adesso e accedi a tutti i contenuti riservati alla community.

Dona almeno 15$ e accedi al video e agli altri contenuti speciali

Strategia di crescita ma anche consigli sulla SEO

In 45 minuti abbiamo cercato di capire come è nato SEO Tester Online e come nel tempo è cresciuto; ci siamo fatti raccontare come sono riusciti a raccogliere circa il doppio della cifra stabilita con la campagna di equity crowdfunding che l’azienda ha lanciato qualche mese fa. E poi, abbiamo approfittato della presenza di Giancarlo e ci siamo fatti dare qualche dritta sulla SEO e su come usare al meglio la piattaforma.

Cosa fa SEO Tester Online

SEO Tester Online è la web-suite SEO solution-oriented pensata per aiutare blogger, aziende, specialisti del digitale e agenzie Web ad ottimizzare siti e contenuti per i motori di ricerca, aiutandoli a migliorare il volume del traffico organico scalando la SERP.

Grazie a tool, report e strumenti appositamente ideati, SEO Tester Online apre le porte a miglioramenti consistenti nella gestione SEO-oriented del proprio sito o di quello dei propri clienti, dimostrandosi sin da subito come uno strumento da inserire nella propria cassetta degli attrezzi digitale.

6 offerte di lavoro e 2 bandi: a marzo la bacheca di SMU è bollente!

Non solo lavoro da remoto (e non smart working, come sapete) nel numero di bacheca di marzo. Questo mese vi presentiamo 6 offerte di lavoro e 2 bandi per startup che abbiamo trovato in giro per la rete.

TIPS: Se vuoi vederli in anteprima unisciti al gruppo d’ascolto facebook, dove dal lunedì al venerdì alle 12 ne pubblichiamo uno ogni giorno.

Offerte di lavoro

> Wikimedia Italia, Associazione per la diffusione della conoscenza libera, cerca un responsabile per OpenStreetMap e per Wikidata.

OpenStreetMap è un progetto collaborativo per la raccolta di dati necessari per la creazione della mappa globale del mondo. Per molti aspetti il progetto è simile a Wikipedia ed è per questo che, dal 2016, Wikimedia Italia è anche il chapter ufficiale della OpenStreetMap Foundation.

Wikidata è un progetto collaborativo parte del mondo Wikimedia il cui scopo è fornire un database aperto a supporto degli altri progetti, interconnesso con altre raccolte di dati aperti.

La sede di lavoro è Milano ma accettano anche candidature per lavorare da remoto. Gli altri dettagli qui.


> System Management S.p.A. cerca un programmatore. L’azienda guida l’evoluzione tecnologica di grandi aziende nel settore IT proponendo soluzioni altamente innovative basate sui risultati delle attività di ricerca e sviluppo interne nei settori della Comunicazione Multicanale, IoT, BigData Analysis e Cloud Enabling.

L’annuncio è pubblicato sul loro profilo Linkedin e la premessa vale da sola tutta l’offerta! 😉


> Il Gruppo Green Network è alla ricerca di un Digital Art Specialist su Roma. La principale mansione è dare supporto alle attività dell’intero reparto. Il ruolo prevede capacità di integrarsi all’interno di un team di lavoro, responsabilità per il proprio operato, capacità di progettazione, precisione nell’esecuzione e valutazione delle tempistiche.

Tutti i dettagli dell’offerta di lavoro sul profilo Linkedin dell’azienda.


Webflow è l’azienda californiana che permette a chiunque di creare un proprio sito web con un semplice copia/incolla. La sede è San Francisco ma ci sono posizioni aperte anche da remoto. Sono tutte elencate nella pagina di creativemornings.com.


> Il team italiano di MakersValley ha aperto una nuova posizione di stage per laureandi o neo-laureati alla prima esperienza, amanti del Fashion Tech & Made in Italy. La sede del lavoro è a Cardito (NA).

Tutti i dettagli dell’offerta nell’annuncio della pagina Facebook dell’azienda.

***

Call per Startup

> IC406 è il programma d’incubazione che accompagna giovani imprenditori con idee innovative nell’ambito del digital business. Puoi candidare la tua idea fino al 30 aprile 2020.
Tutti i dettagli sul sito del bando.


> La Call for ideas dell’area Ambiente “Strategia Clima“, con uno stanziamento di 3,4 milioni di euro per il 2020, sostiene fino a 2 iniziative volte alla mitigazione e all’adattamento al Cambiamento Climatico a livello locale realizzate in collaborazione da amministrazioni locali, aree protette ed enti non profit.

Tutte le info sul sito della Fondazione Cariplo.

La foto di copertina è di Nijwam Swargiary via Unsplash.

Trasparenza, responsabilità e fiducia per affrontare al meglio la quarantena



Questo è il primo podcast che viene pubblicato all’indomani del decreto del Governo che ha di fatto obbligato tutti gli italiani a rimanere a casa. La quarantena si è resa necessaria in quanto unico modo per contenere la diffusione del Coronavirus e contrastare così l’avanzamento dell’epidemia Covid19.

Non posso non ammettere che sto accusando questo clima e questo podcast anomalo ne è la prova. Un podcast anomalo nella struttura che parte dalla definizione di smart working e che racconta come alcune startup e progetti amici di Start Me Up stanno affrontando questi giorni di quarantena. Dico alcune perché la scelta è stata guidata dalla confidenza che io ho con ognuno di loro e soprattutto dalla loro disponibilità visto che sono giorni davvero impegnativi per ciascuno di noi.

Smart working non è lavoro da remoto

Iniziamo dalla definizione di smart working che ci ha regalato Francesco Biacca nel podcast pubblicato all’incirca un anno fa. Il termine smart working in questi giorni è stato intuito come sinonimo di lavoro da remoto, in realtà non è così. Basta ascoltare l’intervista a Francesco per capire perché. Se proprio non si è convinti, potete anche vedere l’intervento di Francesco al TEDxCapoPeloro dal cui palco ha spiegato come questa metodologia di lavoro ha cambiato la sua vita.

Dalla definizione di Francesco prendiamo tre parole: trasparenza, responsabilità e fiducia. Sono questi tre valori che ci guidano per il resto del Podcast e ci aiutano a raccontare come alcune startup stanno reagendo a questo periodo molto particolare.

Trasparenza

Trasparenza è quella dimostrata e voluta dal gruppo di hacker civici di Ondata che ha creato dal basso un sistema che rendesse leggibili dalle macchine i dati sul coronavirus pubblicati quotidianamente dalla Protezione Civile. Tutto è partito con un tweet e ora il sistema è stato implementato. Ce lo racconta Andrea Borruso.

Responsabilità

Responsabilità come quella messa in campo dalle tante startup che in questi giorni lavorano più del solito perché garantiscono servizi online e a domicilio. Il nostro pensiero va a Pharmap o Restore mentre vi segnaliamo DaVinci Salute. Insieme a Stefano Casagrande e Anna Cocozza, rispettivamente cofounder e Growth Manager dell’azienda, vi raccontiamo quali sono i servizi che questa startup mette a disposizione a medici e pazienti, eccezionalmente per questo periodo, gratis.

Fiducia

Fiducia nel fatto che domani sarà un giorno migliore e che oggi dobbiamo fare di tutto per crederlo. Per questo vi segnaliamo i contenuti che alcune startup e servizi online stanno offrendo gratis a tutti gli utenti. Noi parliamo con Flavia Giordano di Cookpad Italia che sta lavorando a un palinsesto ricco di dirette e video tutorial a tema culinario. Qui il link al gruppo e qui il canale youtube.

Link utili per affrontare la quarantena

Ma non ci sono solo loro. Il sito di Maker Faire Roma ha messo online una lista di siti web che offrono contenuti culturali gratuitamente. In più stanno lavorando a un palinsesto verticale su vari argomenti educativi coinvolgendo diversi enti, tra cui anche noi di Start Me Up.

Anche io, di comune accordo con la nostra Community che sostiene mensilmente il podcast, ho deciso di mettere a disposizione l’archivio di Start Me Up gratis, per tutti fino al 3 aprile. Questi contenuti si aggiungono a quelli che solitamente trovate su questo blog e nel gruppo Facebook (ad accesso gratuito).

Stiamo cercando di tenere traccia di tutti i contenuti da leggere e consumare online durante questo periodo di quarantena. Li raccogliamo qui. Se vuoi, dacci una mano, segnalaceli.


Questo podcast è realizzato grazie a:


> Fai la tua donazione a Start Me Up su Patreon o Satispay, entra a far parte della community degli innovatori del Sud Italia e accedi a questi contenuti esclusivi!

> Commenta questo podcast sul gruppo facebook di Start Me Up e trova lavoro nel mondo startup.

> Iscriviti a Satispay con il codice promo STARTMEUP e ottieni 2 euro sul tuo account! Per info e dettagli, clicca qui.

L’immagine di copertina è di Adi Goldstein via Unsplash

Da Palermo al mondo: Ludwig è il “Caso Studio” di febbraio

Roberta Pellegrino e Federico Papa di Ludwig sono i protagonisti del secondo appuntamento di Casi Studio, il format di Start Me Up che racconta la strategia dietro le startup di successo.
Ludwig è il un motore di ricerca che permette di confrontare la frase che si sta scrivendo in inglese con tanti esempi presi da fonti attendibili. Ludwig aiuta quindi chi scrive a capire qual è il modo migliore per esprimere la propria idea.

Fai la tua donazione e guarda “Casi Studio”

Ludwig: in sette mesi da Palermo in 200 Paesi diversi

Nato a Palermo nel luglio 2014, la startup palermitana a fine anno aveva già chiuso un round di finanziamento da 25mila euro. Dopo soli sette mesi dalla pubblicazione della versione beta del servizio, Ludwig è stato usato da 300.000 utenti provenienti da 200 paesi differenti.
Negli anni, questa startup è cresciuta grazie a un bel lavoro di squadra, ai tanti percorsi di incubazione e ad un articolo di Techcrunch arrivato al momento giusto. Ultimamente il team ha usufruito di un percorso di incubazione che ha portato la startup in Cina poco prima che esplodesse il Coronavirus. Stanno tutti bene, ma come tanti altri in questi giorni, stanno affrontando i rallentamenti dovuti alla diffusione di questa patologia.

Roberta e Federico di Ludwig hanno raccontato la storia della loro startup mettendo in evidenza la strategia che ha permesso al progetto di crescere così tanto e così rapidamente.  L’accesso al video di questo nuovo appuntamento di Casi Studio (e al report) è riservato ai sostenitori di Start Me Up che donano almeno 15$ al mese. Fai la tua donazione adesso e potrai “sbloccare” anche la registrazione dell’appuntamento precedente con Spidwit.

Fai la tua donazione e accedi all’archivio di “Casi Studio”

Cosa è Casi Studio?

Grazie a Casi Studio scopri le strategie dietro le startup di successo. Mese dopo mese, i founder di startup del Sud Italia racconteranno ai membri della community di Start Me Up le mosse che li hanno portati essere quello che sono. Dona almeno 15$ e accedi all’archivio e partecipa ai prossimi appuntamenti.