Quali e dove sono gli incubatori certificati al Sud Italia?

Gli incubatori certificati sono una parte importante dell’ecosistema italiano delle startup. Ci sono (almeno sulla carta) tredici incubatori certificati al Sud Italia: sapere quali sono e dove si trovano è un buon modo per capire se e come interagire con alcuni di essi.

Stabiliti per decreto legge, gli incubatori certificati sono spesso oggetto di critiche perché accusati (a torto o a ragione) di non dare il contributo che dovrebbero all’ecosistema italiano in termini di innovazione.

Naturalmente generalizzare non fa mai bene e in questo articolo ci limiteremo a fornire informazioni su cosa sono gli incubatori certificati, perché potrebbero essere utili per la tua prossima idea di impresa e indicarti le regioni del Sud Italia dove sono presenti.

Cosa sono gli incubatori certificati

Gli incubatori certificati nascono nell’autunno 2012 quando il Governo Italiano ha deciso di supportare quelle aziende che avevano (e avrebbero) fornito un aiuto allo sviluppo delle startup innovative attraverso un riconoscimento giuridico e una serie di agevolazioni.

È possibile trovare la definizione di incubatore certificato nell’articolo 25, comma 5, del Decreto Legge n. 179:

“…l’incubatore di startup innovative certificato, di seguito «incubatore certificato» è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’articolo 73 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative”.

Sempre nello stesso decreto sono indicati i requisiti che un’azienda deve possedere per poter essere riconosciuta come incubatore certificato.

Le aziende devono, ad esempio, disporre di “strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere startup innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca” con locali adeguatamente attrezzati per effettuare dei test o prototipi e ovviamente con accesso alla rete internet.

Oltre a quelli strettamente strutturali, le aziende devono possedere altri requisiti: come ad esempio avere un’amministrazione o direzione composta da “persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione”, devono avere regolari rapporti con enti di ricerca e devono dimostrare di aver avuto già esperienza nel campo delle startup innovative.

I vantaggi offerti da un incubatore certificato

Ok, ma perché un incubatore dovrebbe essere “certificato”? Il riconoscimento di questo status permette all’azienda che lo ottiene una serie di vantaggi, amministrativi e fiscali.

Per esempio gli incubatori certificati possono beneficiare di un intervento semplificato, gratuito e diretto del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese. Si tratta di un fondo a capitale pubblico che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari. La garanzia può coprire fino allo 80% del credito erogato dalla banca alle startup innovative e agli incubatori certificati, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro.

Inoltre gli incubatori certificati sono esentati per i primi cinque anni di attività dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle Imprese. In più non sono tenuti a pagare il cosiddetto diritto annuale dovuto in favore delle camere di commercio.

Gli incubatori certificati hanno inoltre la possibilità di utilizzare strumenti di partecipazione al capitale sociale, le cosiddette stock option, e possono retribuire i propri collaboratori con sistemi di work for equity.

Infine, viene garantito agli incubatori certificati un accesso prioritario al programma Italia Startup Visa: le candidature al visto per lavoro autonomo provenienti da cittadini non UE che intendono avviare una startup innovativa in Italia mediante il sostegno di un incubatore certificato godono di un canale ulteriormente semplificato rispetto a quello già ordinariamente previsto nell’ambito del programma ISV.

Per conoscere il dettaglio di tutte le agevolazioni riservate agli incubatori certificati rimandiamo al sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Quali sono gli incubatori certificati al Sud Italia

Non tutte le regioni del Sud Italia hanno un incubatore certificato. In alcune, come nel Lazio, sono tutte concentrate nel capoluogo (Roma), mentre in Campania e Sardegna (entrambe con due incubatori) queste aziende hanno la sede in due città diverse. Il resto delle regioni del Sud Italia ha un solo incubatore certificato ad esclusione della Sicilia dove, ad oggi, non risulta nessun ente di questo tipo.

Di seguito l’elenco dei singoli incubatori*:

Basilicata

Calabria

Campania

Lazio

Puglia

Sardegna

*Dati estrapolati dall’elenco presente su https://startup.registroimprese.it.

Immagine di copertina di Tyler Franta via Unsplash.

Cerchi lavoro in una startup? Queste sono le offerte di Novembre

Siamo andati alla ricerca dei principali annunci pubblicati online nelle ultime settimane. Sono posizioni di lavoro in startup e non solo che spaziano dalla programmazione al marketing. Molte aziende richiedono la presenza, mentre per altre è possibile lavorare da dove si è. Vediamo le offerte in dettaglio.

Se sei una startup e vuoi allargare il tuo team, faccelo sapere e saremo lieti di inserire il tuo annuncio nel prossimo numero di Bacheca.

Boom

BOOM - lavoro in startup

BOOM è una startup che ha creato una piattaforma automatizzata end-to-end per produrre e gestire risorse visive in tutto il mondo.

Cosa cerca? Brand Specialist

Dove? Lavoro da remoto (in Europa)

Per saperne di più: Annuncio su LinkedIn.

Solenica

Solenica - lavoro in startup

Solenica è una startup focalizzata sulla sostenibilità e il benessere. L’ambizione più grande del team di Solenica è creare una nuova categoria nell’industria globale dell’illuminazione di consumo. Il loro prodotto di punta, Caia, è un eliostato residenziale dal bellissimo design che permette alle persone di reindirizzare la luce solare negli spazi interni.

Cosa cerca? Marketing Executive

Dove? Remoto

Per saperne di più: Annuncio su LinkedIn.

Startup Geeks

Startup Geeks - lavoro in startup

Startup Geeks è una startup con un obiettivo ben chiaro in testa: supportare ogni giorno persone che, come noi, vivono di innovazione.

Cosa cerca? Innovation Project Lead

Dove? Remoto

Per saperne di più: Annuncio su LinkedIn.

2Hire

2hire - lavoro in startup

2Hire è la startup che ha creato il primo sistema di scooter sharing elettrico a Roma, al momento attivo solo per gli studenti LUISS Guido Carli.

Cosa cerca? Product Manager, Car Hacker, Electronic Engineer, Frontend and Backend Developer

Dove? Roma/Milano/Remoto

Per saperne di più: Annunci di lavoro sul loro sito.

Progetto Rena

Progetto Rena - lavoro in startup

RENA è un laboratorio di protagonismo civico, un’associazione formata da persone di tutta Italia che credono nell’importanza di lavorare sulle condizioni che “danno forma alla società”. Persone che vogliono un Paese aperto a sperimentare politiche innovative, in cui le soluzioni ai problemi siano formulate e gestite in modo più collaborativo e trasparente, nel quale gli attori pubblici e privati si sentano responsabili delle proprie azioni verso la collettività.

Cosa cerca? Project Manager

Dove? Remoto

Per saperne di più: Leggi la descrizione della posizione.

Kyso (Spagna)

Kyso - lavoro in startup

La mission di Kyso è quella di costruire la migliore piattaforma per le aziende e i team di ricerca per condividere e discutere i rapporti di analisi dei dati. Il loro punto forte è la capacità di presentare i report tecnici in modo che siano compresi anche da un pubblico che non ha dimestichezza coi dati.

Cosa cerca? DevOps/Self-hosted Engineer

Dove? Remoto in Europa/Spagna

Per saperne di più: Annunci di lavoro sul loro sito.

Foto di copertina Eric Prouzet on Unsplash.

Dalla ricerca all’impresa: un ciclo di incontri racconta le startup del settore salute.

Sono tre gli incontri in programma, dedicati ad altrettante startup operanti in ambito sanitario.

L’obiettivo è ascoltare direttamente dagli imprenditori di startup del settore salute il racconto del percorso che hanno affrontato partendo dalle attività di ricerca fino all’ingresso sul mercato.

Ormai da tempo infatti il mondo delle startup attinge da quello della ricerca e sarà quindi interessante capire insieme il cambio di prospettiva che si è reso necessario per affacciarsi, dai laboratori di ricerca, al mondo delle startup.

Quali sfide hanno dovuto affrontare? E soprattutto, cosa è necessario per rendere questo percorso sempre più semplice?

Le startup del settore salute protagoniste di questo ciclo di incontri

I tre incontri di Fare startup nel settore salute: buone pratiche e storie di successo si svolgeranno online e tra le 14:30 alle 15:30 con il seguente calendario.

  • Si inizia il 21 ottobre con Ivan Porro di SurgiQ. SurgiQ è una piattaforma software basata sull’AI che supporta gli ospedali privati e pubblici con l’ottimizzazione delle risorse e l’automazione della programmazione dei trattamenti chirurgici e fisioterapici.
  • Il 4 novembre sarà la volta di Alessandro Monterosso di PatchAi. PatchAi attraverso un assistente virtuale empatico coinvolge il paziente e raccoglie i dati conversazionali in tempo reale con l’obiettivo di rendere la ricerca clinica e le cure di routine intelligenti e accessibili.
  • Si chiude il 18 Novembre con Agnese di Garbo di Restorative Neurotechnologies. Operando nella cosiddetta terapia digitale, Restorative Neurotechnologies sviluppa strumenti avanzati per la riabilitazione cognitiva, a partire dalla migliore ricerca italiana nelle neuroscienze e nelle tecnologie biomediche.

ATTENZIONE! La partecipazione agli eventi è gratuita, ma è necessario iscriversi attraverso la piattaforma eventbrite. La prenotazione può essere effettuata per ciascun evento.

Il ciclo Fare startup nel settore salute: buone pratiche e storie di successo è organizzato da Consorzio Arca in collaborazione con Eit Health. A moderare ciascun incontro sarà il “nostro” Fabio Bruno.

Vi aspettiamo!

Se hai una startup e vivi in Sicilia la Regione ti porta a SMAU 2021

I tempi sono stretti, ma l’occasione è ghiotta. Qualche giorno fa la Regione Siciliana ha aperto una manifestazione d’interesse per le startup siciliane interessate a partecipare a SMAU 2021, che si terrà a Milano (FieraMilanoCity, MiCo) il 12 e 13 ottobre.

La scadenza per l’invio delle candidature è il 10 agosto: qui tutte le informazioni per sapere come candidare la propria startup.

Quali startup possono candidarsi a SMAU 2021?

Le startup siciliane che possono candidarsi per partecipare a SMAU 2021 devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • prodotto o servizio pronto per il mercato
  • contenuto innovativo del prodotto o servizio
  • interesse ad uno sviluppo commerciale, anche su scala internazionale
  • interesse a trovare partner e investitori industriali o finanziari.

Tra tutte, saranno selezionate 15 startup che potranno partecipare gratuitamente a SMAU 2021, in programma il 12 e il 13 ottobre presso FieraMilanoCity, MiCo.

Perché partecipare a SMAU 2021

SMAU - logo

SMAU 2021 si terrà in presenza e sarà un evento interamente dedicato all’ecosistema dell’innovazione. Gli organizzatori infatti stanno lavorando per dare la possibilità ai presenti di mettere insieme:

  • le migliori 100 startup di tutta Italia pronte per affiancare le imprese esistenti nel soddisfare le loro esigenze di innovazione;
  • le corporate italiane interessate ad una logica di co-innovazione: dal mondo energy & multiutility con ENEL, ENI, Terna, ACEA, e-on, Siram Veolia, alla mobility con Stellantis, Ferrovie dello Stato, Trenord, al food con Esselunga, Parmalat, Amadori, al pharma con Angelini, Dompé, Chiesi Farmaceutici, Sanofi, ecc.
  • i rappresentanti istituzionali coinvolti sui temi dell’innovazione: il Ministero Affari Esteri, il Ministero per lo Sviluppo Economico, ICE, Invitalia, le Regioni più attive sui temi dell’innovazione e numerosi Comuni e Città metropolitane che si sono distinti per progetti di innovazione.
  • gli operatori internazionali interessati a conoscere i protagonisti dell’ecosistema italiano dell’innovazione: Facebook, Amazon, Barclays, Rainmaking, Techstars, Università di Basilea e altri 40 selezionate corporate, acceleratori e investitori.

SMAU,  la Regione Siciliana e Start Me Up.

Già da qualche anno la regione Siciliana collabora con SMAU per permettere alle aziende e alle startup isolane di trovare nuove opportunità di crescita e collaborazione. Start Me Up negli anni passati ha dedicato spazio alla fiera che, per la prima volta è arrivata in Sicilia due anni fa con l’edizione tenutasi a Palermo.  Clicca su ciascuna immagine per ascoltare i podcast!

Smau intervista a Valentina Sorgato, AD di Smau

L’intervista a Valentina Sorgato, AD di SMAU, in occasione di SMAU 2020.

Smau - Intervista a Pierantonio Macola

L’intervista al presidente di SMAU, Pierantonio Macola, in occasione della prima edizione di Palermo.

Speciale SMAU Sicilia - parte 01

Prima parte dello Speciale dedicato alle startup che hanno preso parte alla prima edizione siciliana di SMAU.

Speciale SMAU Sicilia - parte 02

Seconda parte dello Speciale dedicato alle startup che hanno preso parte alla prima edizione siciliana di SMAU.

Quali sono i contenuti riservati alla community di Start Me Up (fino a qui)?

N.B.: L’articolo è in continuo aggiornamento

La community Telegram di Start Me Up è attiva da aprile 2019 e da allora sono stati prodotti una serie di contenuti riservati ai soli membri. Sono momenti di incontro e di approfondimento che hanno dato la possibilità ai partecipanti di capire di più temi di loro interesse e conoscere persone con cui condividere passioni e quesiti comuni.

I format video creati appositamente per i sostenitori di Start Me Up sono Web-café, Community-café e Casi Studio. Mentre c’è un podcast speciale di nome Spam – è tutto grasso che cola (attualmente sospeso).

  • Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web-café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.
  • Il Community Café è invece un momento di riflessione sulla community e sui progetti portati avanti dai membri del gruppo. Sono incontri nati su iniziativa del gruppo Telegram che ha sentito la necessità di incontrarsi da remoto per discutere di temi di interesse generale pertinente allo spirito del format.
  • Casi Studio è una videochat di 45 minuti incentrata sulla strategia dietro una startup di successo che viene raccontata direttamente dal suo founder. I partecipanti hanno così modo di conoscere le mosse che hanno portato al successo un progetto di impresa che arriva dal Sud Italia. Chi partecipa alla diretta può fare delle domande e ha a disposizione la registrazione e un piccolo report testuale.
  • Spam – è tutto grasso che cola. Un podcast minimale e settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.  Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

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Perché è importante sostenere economicamente Start Me Up?

Grazie alle donazioni mensili riusciamo a mantenere una serie di contenuti che si rivolgono a tutti.

Il podcast mensile

È l’appuntamento fisso ormai dal 2014 (nel 2013 Start Me Up andava in onda su una radio locale messinese) per chi vuole saperne di più sul mondo dell’innovazione nel Sud Italia. All’attivo abbiamo 7 stagioni, più di 290 podcast pubblicati e orientativamente possiamo dire di aver dato voce ad almeno 300 progetti nati nel Sud Italia. In questi anni abbiamo contato più di 190mila download e non sappiamo quante persone nel frattempo abbiamo ispirato a fare qualcosa di nuovo nel luogo in cui vivono.


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Un calendario editoriale mensile

Da qualche mese il blog di Start Me Up cerca di avere una pubblicazione regolare composta di base da quattro rubriche mensili.

  • Biblosmu: ogni mese un libro che ruota intorno alle tematiche del digitale e dell’innovazione recensito per voi. Recensito significa che lo leggiamo veramente e poi ne scriviamo qui, sottolineando le cose che più ci hanno colpito e perché – secondo noi – è una lettura che vale la pena fare.
  • Bacheca: gli annunci di lavoro per chi vuole lavorare nelle startup del Sud Italia (e non solo). Sono quelli che trovate nel gruppo facebook (ne parliamo più giù) e che una volta al mese finiscono in un articolo. Oltre agli annunci ci sono anche bandi e opportunità per chi vuole trovare i fondi per il proprio progetto imprenditoriale, culturale o sociale.
  • HowTo: ogni mese un piccolo consiglio da adottare nel proprio lavoro quotidiano. Cerchiamo di condividere cosa abbiamo imparato in questi anni lavorando e ascoltando quelli più bravi di noi. Vi consigliamo video e/o articoli trovati in giro per la rete che possano ispirarvi e ci auguriamo che vi aiutino a risolvere quell’aspetto del vostro lavoro che non vi piace.
  • Camera a Sud: è lo spazio che dedichiamo ai progetti che sono passati da qui e che ci piace vedere crescere. Non solo: dalla scorsa stagione Camera a Sud è anche uno spazio che tiene accesa la luce su quello che dal punto di vista politico, sociale ed economico succede al Sud Italia. Una volta al mese trovate articoli, video o riflessioni che parlano della complessità di questa parte di Italia e ci aiutano ad avere una visione critica e più ampia possibile.

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Cosa si trova nell’archivio riservato alla community Telegram di Start Me Up?

I nostri appuntamenti dedicati alla community Telegram (quella, lo ricordiamo a cui ha accesso solo chi fa una donazione mensile) hanno trattato gli argomenti più di sparati. Qui trovate un elenco in aggiornamento dei contenuti pubblicati fino a qui. In alto ci sono i contenuti più recenti.

Casi Studio

Web-Café

Community-Café

Spam – è tutto grasso che cola

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Foto di copertina di Nathan Dumlao via Unsplash

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel settore turistico e culturale



Quale argomento migliore per chiudere il ciclo di BeBravo con quello che tradizionalmente viene associato al futuro del mondo in generale e quindi anche del settore del turismo e della cultura: l’intelligenza artificiale. In realtà, questa tecnologia è già presente nelle nostre abitudini di viaggio anche se ci sono ancora alcuni tabù da abbattere.

Partendo dalla scontata e quasi certa perdita di alcuni tipi di posti di lavoro che l’avvento di questo tipo di tecnologie porterà nel breve periodo, cercheremo di delineare i processi che ci aspettano da qui in avanti. Lo facciamo con Giovanna Manzi, CEO di BWH Hotel Grup Italia. Mentre per indagare alcune possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale ci facciamo raccontare dalle due startup protagoniste di questo podcast cosa fanno. Parliamo di The Thinking Clouds di Livio Ascione e Threebot di Federico Lima.


Ascolta Start Me Up dove e quando vuoi


Rigenerazione territoriale: i protagonisti di questo podcast targato Bebravo.

Le voci delle persone che puoi ascoltare all’interno di questo quinto podcast del ciclo Bebravo e i progetti che portano avanti.

Giovanna Manzi, CEO di BWH Hotel Grup Italia

Giovanna Manzi su intelligenza artificiale- bravo innovation hub

Giovanna Manzi è CEO di BWH Hotel Group, realtà del mondo alberghiero che raccoglie tre brand: World Hotels, Best Western e Sure Hotel. Ha lavorato presso Travelonline, primo portale italiano b2c di turismo. Divenuta CEO a soli 37 anni si è occupata di traghettare Best Western nel delicato passaggio da consorzio di hotel a Gruppo Alberghiero strutturato con risorse, organizzazione e obiettivi chiari e misurabili. Grazie al suo lavoro il gruppo si consolida accrescendo il numero di alberghi affiliati e dipendenti.

Livio Ascione di The Thinking Clouds

Livio Ascione di The thinking clouds su intelligenza artificiale- bravo innovation hub

The Thinking Clouds è la startup che produce “Genius Loci”, una piattaforma informatica che permette la customizzazione di app mobile per la promozione dei beni culturali, percorsi turistici ed enogastronomici, borghi e città d’arte.

Federico Lima di Threebot

Federico Lima su intelligenza artificiale- bravo innovation hub

Threebot è una azienda palermitana che ha progettato due prodotti. Il primo è un assistente di viaggio dotato di intelligenza artificiale, chiamato Travelino. Travelino è un robot che comprende le intenzioni dell’utente attraverso i messaggi di testo vocali in chat e attraverso l’intelligenza artificiale lo supporta semplificando e rendendo elementare il processo di ricerca e reperimento di qualunque contenuto o servizio di viaggio.

La startup ha lavorato inoltre a una seconda soluzione a supporto delle agenzie di viaggio: una piattaforma dal nome Digital Agencies, che fornisce soluzioni integrate per gli operatori che intendono sviluppare nuove opportunità avvalendosi dell’implementazione digital del loro business.

Cosa è Bravo Innovation Hub

Bravo Innovation Hub tra le Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

Bravo Innovation Hub è l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle imprese del turismo e della cultura più innovative del Mezzogiorno, realizzato da Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka Italia.
Fondazione Giacomo Brodolini coordina il percorso di accelerazione con cui le imprese selezionate possono velocizzare l’ingresso sul mercato, sviluppando modelli di business con il supporto dei migliori esperti del settore.

Cosa è Bebravo

Bebravo è la serie di cinque podcast che va alla scoperta delle dieci startup che sono entrate a far parte del percorso di accelerazione di Bravo Innovation Hub, l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle startup del turismo e della cultura che arrivano dal Sud Italia.
La serie è prodotta in collaborazione con Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka. Bebravo non sarebbe stata possibile senza l’enorme contributo di Federica Fulghesu che ha coordinato tutte le interviste e ha curato i rapporti con gli ospiti.

Ascolta tutta la serie: radiostartmeup.it/specialebravoinnovationhub.


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Foto di copertina di Possessed Photography via Unsplash 

Quattro lavori da consigliare a chi ama programmare

Programmare è la tua passione? Sei alla ricerca di un lavoro che valorizzi le tue qualità di developer? Dai un’occhiata a queste quattro offerte proposte da aziende che conosciamo bene.

ludwig cerca un Mid-Senior Frontend Developer

ludwig è il motore di ricerca che permette di confrontare la frase che si sta scrivendo in inglese con tanti esempi presi da fonti attendibili. Un anno fa circa i due co-founder Roberta Pellegrino e Federico Papa hanno raccontato durante un appuntamento di Casi Studio come l’interesse verso questa startup stia crescendo sempre più. Non stupisce quindi che in queste settimane il team sia alla ricerca di un Mid-Senior Frontend Developer.

Scopri tutte le caratteristiche richieste per candidarsi per questa posizione.

Virtuoso cerca un iOS Engineer (Italian Speaking)

Non è la prima volta che parliamo di Healthy Virtuoso e non è neanche la prima volta che questa startup viene citata all’interno di un numero di bacheca. Con il cuore diviso tra la Sardegne e la Lombardia Healthy Virtuoso è una delle realtà più promettenti del panorama startup italiano. Il loro prodotto, lo ricordiamo, è l’app che ti permette di migliorare i tuoi comportanti attraverso sfide online.

In queste settimane il team è alla ricerca di un iOS Engineer di lingua italiana. Trovi la descrizione della posizione sul profilo Linkedin dell’azienda.

Kineton cerca un Front End Developer

A proposito di belle realtà per cui lavorare Kineton è una di quelle aziende per cui abbiamo perso la testa. Ci è bastato registrare l’intervista a Angelo Ferraro per scoprire l’attenzione che questa azienda con una sede (tra le altre) in Campania ha per i propri dipendenti. Per questo motivo se sei un Front End Developer non dovresti lasciarti scappare l’opportunità di poter lavorare per loro.

Leggi le specifiche richieste per questa posizione.

Ardeek cerca un full-stack developer

Gli amici di Ardeek da sempre partner tecnico di Start Me Up sono alle prese con una serie di cambiamenti. Dopo aver lavorato al nuovo logo (bellissimo!) adesso sono alle prese con il team. Stanno cercando un full-stack developer con i super poteri! Leggi i requisiti e non perdere la possibilità di poter lavorare al fianco di un team di professionisti composto da persone di valore.

Qui le caratteristiche richieste per candidarsi.

Trovato qualcosa di interessante? Non tenertelo per te, condividi questo articolo con chi ama programmare!

Immagine di copertina KOBU Agency via Unsplash

Investimenti in startup: come e quando farsi finanziare la propria idea di impresa.

Abbiamo chiuso il 2020 parlando di uno degli aspetti chiave del fare impresa: la ricerca del giusto investimento per far decollare la propria startup. Lo abbiamo fatto con Giovanni De Caro, Strategic and financial advisor, membro del sistema startup del Sud Italia da circa vent’anni.

Puoi vedere la registrazione del web café solo se sei tra i sostenitori di Start Me Up: unisciti alla community, fai la tua donazione adesso.

Entra a far parte della community: ti costa meno di 16 centesimi al giorno!

Tutto quello che avresti voluto sapere sul mondo degli investimenti in startup al Sud Italia…

… e non hai mai osato chiedere! Nel web café di dicembre insieme a Giovanni De caro abbiamo cercato di capirne di più sul mondo degli investimenti in startup, soprattutto al Sud Italia.

Investimenti in startup: come e quando farsi finanziare la propria idea di impresa.

Giovanni ci ha fornito una panoramica del momento che stiamo vivendo nel nostro Paese, individuando gli elementi che devono guidarci se siamo alla ricerca di un bando e/o di un incubatore che ci aiuti a portare avanti il nostro progetto. Gli abbiamo chiesto anche quali sono gli elementi su cui dobbiamo concentrarci per convincere un investitore a scommettere sulla nostra idea. E soprattutto, ci siamo fatti raccontare il peso che i trend di mercato e l’impegno sociale di una azienda possono avere nella scelta di un investitore nel voler scommettere su una startup.

Grazie alla sua ventennale esperienza, Giovanni vanta un punto di vista privilegiato sul mondo degli investimenti in ambito startup. Un esempio? Il ruolo degli incubatori all’interno del mondo delle startup italiane.

Ti basta entrare a far parte della community di Start Me Up per accedere al contenuto completo. Clicca sul bottone e scopri quanto è facile!

Guarda il web café con Giovanni De Caro

Chi è Giovanni De Caro

Giovanni De Caro è uno Strategic and financial advisor con un’esperienza ventennale nel campo del venture capital e del private equity. Ha lavorato all’interno del gruppo IntesaSanpaolo e poi come advisor indipendente. Lavora principalmente al Sud Italia ed è membro del consiglio di amministrazione dell’incubatore Campania New Steel. Nel corso della sua carriera ha gestito circa dieci operazioni nel campo del private equity e altrettante come venture capital; sono invece più di cinquanta quelle in ambito seed capital. Ha coordinato il programma di accelerazione Tech Hub, in collaborazione con l’Università Federico II e la Camera di Commercio di Napoli.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.

Solo i membri della community di Start Me Up possono partecipare ai web café. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 5€ + I.V.A. al mese (16 centesimi al giorno) e accedi a questo e ad altri contenuti riservati: sono webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

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Foto di copertina: Mathieu Stern via Unsplash.

Immagine coordinata: perché è importante per la tua startup?

L’immagine coordinata è uno dei principi cardine della comunicazione di ogni azienda. E le startup naturalmente non fanno eccezione. Ma se una azienda ha la possibilità di investire tempo e denaro nella costruzione della propria immagine, una startup deve fare i conti con risorse limitate.

Per questo motivo, per il web café di novembre, abbiamo chiamato in causa uno dei nostri più affezionati membri: Daniela Smiroldo, Ui & Visual Designer. Daniela ci ha aiutato a capire come costruire l’immagine coordinata della nostra startup attraverso risorse online e alcune nozioni di base.

I web café sono incontri riservati alla community di Start Me Up: puoi accedere sostenendo Start Me Up con solo 3 € + I.V.A. al mese.

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Nozioni e strumenti per una immagine coordinata impeccabile

Durante il web café di novembre abbiamo attualizzato il concetto di immagine coordinata per una startup che opera in un mercato perlopiù digitale. Ci siamo chiesti da cosa sia utile partire e in che modo è necessario operare per ottenere il meglio da ciò che si ha. Non sono mancati esempi e casi studio da cui estrarre buone pratiche da replicare.

Questo webcafé non è stato né un workshop ma neanche una lezione. Daniela ci ha consigliato i migliori strumenti online e ci ha suggerito le più importanti nozioni di base. L’obiettivo è stato permettere ai partecipanti di avere tutto ciò di cui si ha bisogno per costruire l’immagine coordinata del proprio progetto. Tutto ciò anche nel caso in cui si sta portando avanti un progetto all’interno della propria azienda.

Guarda il web café e consulta tutte le risorse consigliate da Daniela

Chi è Daniela Smiroldo

Immagine coordinata - copertina web café

Daniela Smiroldo è una Ui & Visual Designer con alle spalle esperienze di graphic design, stampa, post-produzione video, proofreading ed editorial design. In questi anni si è occupata di progettazione grafica di app e prodotti editoriali, curando l’immagine di una serie di startup. Tra i tanti prodotti che Daniela ha curato in questi anni c’è anche Start Me Up (!!!). Per conoscere i suoi lavori basta visitare dasminierollado.it.

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.

Solo i membri della community di Start Me Up possono partecipare ai web café. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 3$ al mese (10 centesimi al giorno) e accedi a questo e ad altri contenuti riservati: sono webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

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La foto di copertina è di Slidebean via Unsplash

“Innamorati del problema, non della soluzione”

Quando si sviluppa una nuova idea di impresa la tentazione è spesso quella di focalizzarsi troppo sull’idea, innamorandosene, tralasciando il problema che quella idea dovrebbe risolvere. È un comportamento diffuso e spesso causa grossi rallentamenti al corretto sviluppo del progetto. Per questo motivo durante il web café di ottobre abbiamo parlato dell’importanza di innamorarsi del problema. Lo abbiamo fatto con Antonio Russolillo che attraverso esempi e casi concreti ha esposto la teoria “Love the Problem” utile sia a chi fa startup ma anche a chi si trova all’interno di una azienda strutturata.

Entra a far parte della community e guarda il web café

Perché tra soluzione e problema dovresti voler bene di più al secondo

Il processo creativo gioca spesso brutti scherzi. Uno di questi, il più classico, è quello di farci vedere la nostra soluzione come la migliore in assoluto. E quasi inconsapevolmente, una volta trovata, non facciamo altro che rinforzare la nostra convinzione anziché trovare i punti deboli che ci permetterebbero di migliorarla. Questo si spiega anche con il cosiddetto “condizionamento”, un gioco che la nostra mente fa e che ci induce a giudicare ciò che vediamo non attraverso i dati reali ma attraverso l‘interpretazione che ne facciamo.

Come risolviamo tutto ciò? Amando il problema, concentrandoci su di esso, osservando il nostro target di riferimento e utilizzando lo schema che ci è proposto dal processo lean. E soprattutto chiedendo i pareri alle persone giuste.

Sono tutti argomenti e temi che abbiamo trattato durante il web café di ottobre con Antonio Russolillo. Il web Café è un contenuto riservato ai sostenitori di Start Me Up. Dona adesso! Con poco meno di 10 centesimi di euro al giorno ti garantisci l’accesso a questo e all’archivio di tutti i web café registrati fino a qui.

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Chi è Antonio Russolillo

Antonio Russolillo è un Management Consulting, appassionato di tecnologia, innovazione e modelli di sviluppo, che ha seguito la propria attitudine imprenditoriale, accompagnando prima l’impresa familiare e poi come consulente e formatore. Supporta le persone e le imprese a rendere concrete le proprie idee imprenditoriali, aiutandole a focalizzare meglio le energie ed allocare in modo più efficiente tempo e risorse. Ha appreso la metodologia Lean Startup e questo lo ha condotto ad avere un approccio analitico alle situazioni ed appassionarsi ai problema più che alle soluzioni. Per lui “Love the Problem” è la visione, intesa come ricerca dell’opportunità di evoluzione dell’individuo prima, e dell’idea di business poi.

Innamorati del problema non della soluzione - web café con Antonio Russolillo

Cos’è il web cafè?

Il web café è un webinar con un esperto del mondo dell’innovazione del Sud Italia: lo scopo è imparare un po’ di più su un determinato argomento o sviluppare in modo corretto una particolare competenza. Lo stile è informale e durante i web café i partecipanti contribuiscono alla realizzazione del contenuto ponendo domande prima o durante la diretta.

Solo i membri della community di Start Me Up possono partecipare ai web café. Come si diventa membro della community? Basta donare solo 3$ al mese (10 centesimi al giorno) e accedi a questo e ad altri contenuti riservati: sono webinar su comunicazione, digital marketing, comunicazione e tanto altro. Scoprili tutti!

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La foto di copertina è di Paulo Vizeu via Unsplash.