Fondi e mobilità. Cosa l’Europa può fare per noi (e cosa noi per lei).



Questo è un podcast che nasce nella mia testa circa un mese fa. L’idea era quella di partire dalla festa dell’Europa, per poi parlare di ciò che il Vecchio Continente – soprattutto dal lato innovazione – aveva fatto durante i mesi di pandemia. Nel tempo però il progetto ha preso una piega diversa e si è concentrato sui fondi europei e il sostegno che in questo momento di crisi l’Europa può darci. Sia a noi in quanto cittadini che a noi come protagonisti del mondo dell’innovazione culturale, sociale e tecnologica.

Per approfondire al meglio questo argomento, mi sono affidato a due specialisti: Giacomo D’Arrigo di Fondazione Erasmo e Paolo Montemurro di Materahub.


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Fondi europei tra miti e verità

Il podcast mi permette di sfatare una serie di miti e confermare alcuni aspetti dei fondi europei. Come funzionano, come vengono spesi, a quali è possibile accedere. Paolo Montemurro racconta l’iter e il funzionamento di questi finanziamenti, illustrando anche le enormi potenzialità che offrono. I canali di Materahub sono in questo senso, preziosi, perché accendono un faro su tutte le opportunità che l’Europa offre al momento.La citazione di Paolo sui fondi in Europa

La mobilità europea non più solo libera ma anche sicura

Il ruolo di Fondazione Erasmo è diverso ma altrettanto importante. Con un focus sulla mobilità europea, il suo ruolo si rivela centrale in questo periodo di pandemia. La libera circolazione dei beni, delle persone e dei talenti è uno dei cardini su cui si fonda l’Unione Europea. Ovviamente la mobilità è uno degli aspetti più colpito dalla pandemia ed è destinato a cambiare inevitabilmente nei prossimi mesi. Ripensarla, in modo libero e sicuro, è uno degli impegni richiesti. Il lavoro di Erasmo non può che essere utile.

La citazione di Giacomo su Europa e mobilità

 

Per quanto le occasioni relative ai fondi potranno essere ghiotte, starà comunque a noi essere bravi a saperle cogliere. E usiamo il noi per includere tutti i cittadini, a ogni livello. Chi amministra deve essere in grado di gestire i fondi e immaginare una strategia affinché non vengano sprecati. Dall’altro lato i cittadini devono essere consapevoli di ciò che ogni giorno l’Europa fa per ciascuno di noi e che le istituzioni del Vecchio Continente sono più vicine a noi di quanto – a volte – ci possano sembrare.


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Foto di copertina di Lukas via Unsplash


Dal Decreto Rilancio all’attenzione verso gli ultimi: cosa succede nel mondo dell’innovazione

Come ogni mese apriamo le porte della nostra Camera a Sud. È questo il luogo dove raccogliamo le principali notizie del mondo dell’innovazione al Sud Italia. Questo mese partiamo inevitabilmente dal Decreto Rilancio segnalandovi qualche link per approfondire il testo e offrendovi qualche considerazione a riguardo. Poi segnaliamo le operazioni di due realtà italiane, una exit e un nuovo round di investimenti: sintomo che il mercato delle startup non si è mai fermato (almeno, non tutto). E poi diamo spazio al sociale con le iniziative delle associazioni che tra Palermo e Napoli stanno aiutando chi è stato colpito dal punto di vista economico da questa crisi. Ci sono due reportage (uno video e uno audio) che raccontano le esperienze in queste due città.

Infine, chiudiamo questo numero di Camera a Sud con le proposte che arrivano dai membri di Startup Turismo. Sono soluzioni che arrivano a supporto degli operatori turistici, il cui futuro è più incerto che mai.

Al via il Decreto Rilancio: i link per approfondire e qualche riflessione

Il 20 maggio 2020 il Governo Italiano ha dato il via al Decreto Rilancio. Una misura che intende – si legge sul sito del Mise “continuare, dopo il decreto Cura Italia e il decreto Liquidità, a supportare e rafforzare le attività produttive che hanno subito forti perdite di fatturato durante questa emergenza”.

Il mondo dell’innovazione ha accolto abbastanza bene questa misura. Adesso bisognerà  vedere se e come il decreto verrà modificato durante l’iter parlamentare. Lo sottolinea Giampaolo Coletta di Italia Startup che si dichiara soddisfatto delle varie misure adottate dal Governo, ma dice anche che “l’Associazione seguirà con attenzione sia l’iter parlamentare che la fase di attuazione, per fare in modo che sia mantenuto il rilevante impegno che il Governo ha messo in campo con questo decreto”.

Per chi non lo avesse letto, sul sito del Mise è possibile trovare il testo completo del decreto e una sintesi delle misure, con tanto di pdf riassuntivo. Anche Digitalic fa una buona sintesi di ciò che è possibile trovare nel decreto. Per chi poi volesse approfondire ulteriormente, il Ministro Patuanelli ha rilasciato una lunga intervista a Startupitalia in cui discute abbondantemente delle misure messe in campo dal Governo.

Piccolo parere non richiesto: avremmo preferito leggere che i finanziamenti destinati alle startup non dovessero per forza passare da soggetti terzi (incubatori e/o simili). Ci piacerebbe che chi facesse startup avesse la totale fiducia dallo Stato, ricevendo i soldi direttamente. In questo sistema leggiamo una sorta di “attenzione paternalistica” nei confronti di un sistema che necessita di una fiducia che si sta guadagnando sul campo (vedi prossima notizia) ma che gli deve essere riconosciuta.

Exit e round di investimento: il mercato italiano delle startup non si è mai fermato

Questo mese è stato caratterizzato dalla exit di Checkout Technologies, startup italiana che ha sviluppato una tecnologia di automatizzazione della spesa (sullo stile dei supermercati di Amazon Go). Checkout Technologies è stata acquisita da Standard Cognition, player americano guidato da Jordan Fisher che ha raccolto in Silicon Valley ben 86 milioni di dollari. Segnaliamo l’ottimo articolo di Giancarlo Donadio che su Startupitalia ha raccolto le prime impressioni di Enrico Pandian. A tutto il team i nostri complimenti.

Notizia invece di oggi è il nuovo round di investimento operato da Vertis SGR. La società campana insieme a Poste Italiane, P101 sgr, Italia500 e 360 Capital ha sottoscritto una operazione sul capitale di Milkman. Milkman, piattaforma logistica che consente di offrire un accurato servizio di consegna e un dettagliato servizio di tracciatura, è già al terzo round di funding dopo quelli già realizzati nel 2016 e 2018: l’operazione porta così il capitale complessivamente investito nella società ad oltre 35M di Euro.

Un altro ben segnale di un mercato che vede le startup sempre più protagoniste dello sviluppo del Paese.


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Affinché nessuno resti indietro: l’impegno delle associazioni nei confronti di chi ha perso il lavoro

Spostandoci sul tema dell’innovazione sociale, non sono poche le realtà che soprattutto al Sud Italia non hanno dimenticato gli ultimi. A Palermo alcune associazioni stanno dando una mano alle persone che a causa del Covid-19 hanno perso anche quel lavoro precario che svolgevano fino a qualche mese fa. Lo racconta Noemi La Barbera su Internazionale con un breve video reportage.

E lo stesso avviene a Napoli dove gli abitanti e gli attivisti si sono attivati durante il lockdown per prendersi cura dei propri vicini. Un’audioinchiesta racconta la situazione reale delle persone e delle famiglie nelle zone di Montesanto e dei Quartieri Spagnoli di Napoli raccogliendo le voci dei diretti interessati. È stato realizzato dal collettivo C.I.TT.A. e la prima puntata (le altre sono in fase di realizzazione) si può ascoltare sulla pagina facebook dello Sgarrupato.

Le proposte di Startup Turismo per il rilancio della stagione estiva

Uno dei settori che sta pagando di più l’avvento del Coronavirus è certamente il turismo. In questi giorni di riapertura, si susseguono le teorie su come sarà il mercato d’ora in avanti, ma le previsioni degli specialisti, almeno a breve termine, non sono rosee. È necessario un cambio di prospettiva.

L’associazione Startup Turismo ha raccolto sul proprio sito alcune iniziative provenienti dal mondo dell’innovazione. Ci sono diverse proposte per la stagione estiva che ruotano attorno a temi come la sicurezza, le esperienze on line, i travel bond, la digitalizzazione dei contenuti e i nuovi strumenti di promozione. Sono tutte raccolte qui.

Meglio un uovo oggi o una gallina domani?

Il detto “Meglio un uovo oggi che una gallina domani” da sempre ci indica un approccio alla vita di tipo conservatore, votato all’accontentarsi di ciò che c’è oggi per non rischiare domani. In realtà c’è una tendenza negli Stati Uniti che riguarda il mercato delle galline vive e stravolge questa visione. O almeno questo è quello che ha capito Fabio e racconta in questo nuovo episodio di “Spam – è tutto grasso che cola”.

Spam – è tutto grasso che cola

Spam tutto grasso che cola - podcast copertina

Un podcast minimale e settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.

Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

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La foto di copertina è di Thomas Iversen on Unsplash.

La mobilità ai tempi del Covid-19



Il Covid-19 ci ha permesso di conoscere un lato delle nostre città che non avevamo mai visto. I negozi chiusi, le strade deserte, nessuna auto o altro mezzo di trasporto in giro, ci hanno restituito il lato silenzioso delle città. E non sono state poche le persone che, il giorno dopo la riapertura hanno subito evidenziato una sorta di nostalgia per quel silenzio. Ma il tema della mobilità urbana non è solo una questione di suoni. È anche una questione di diritti: una città accessibile è una città che offre maggiori opportunità per i propri cittadini. Ne parliamo con Toti Di Dio di PUSH.

La citazione di Toti su mobilità ai tempi del Covid-19

Per questo motivo PUSH, lo studio di ricerca e design di Palermo sta studiando il fenomeno. Circa un mese fa ha lanciato un sondaggio per chiedere a chi usa i mezzi pubblici come cambierà lo scenario della mobilità urbana. Lo scopo è conoscere direttamente il parere degli utenti, per disegnare intorno alle loro aspettative un servizio di mobilità utile ed efficiente. I dati raccolti sono messi a disposizione di chi dovrà decidere e progettare i servizi. Inoltre è stata redatta una wiki che raccoglie metodi, strumenti ed esempi. Un data base anche questo gratuito e consultabile online pensato per supportare Mobility Managers Aziendali e Operatori di Servizi di Mobilità in questa sfida senza precedenti.

MUV: una nuova fase.

Negli ultimi anni PUSH si è impegnata a portare avanti MUV, acronimo che sta per Mobility Urban Values. È il progetto che PUSH ha coordinato negli ultimi anni, gestendo ben 14 partner di 8 diversi paesi europei. Lo scopo di MUV è migliorare la mobilità urbana applicando un approccio innovativo: incoraggiare i cittadini a muoversi in modo più sostenibile attraverso un gioco che mescola esperienza reale e digitale. Fino a qui MUV è stato sostanzialmente un torneo tra città in cui vinceva chi aveva i cittadini più virtuosi. Adesso PUSH si appresta a far entrare MUV in una nuova fase. C’è quindi allo studio un torneo che possa coinvolgere le scuole, stimolando gli studenti e le loro famiglie, ma anche il corpo docenti e il resto del personale a giocare sul tema della mobilità.

Il Covid-19 ci ha insegnato che solo insieme si raggiungono gli obiettivi. La sfida che abbiamo davanti è quella di una mobilità sostenibile e la pandemia paradossalmente sembra essere un’ottima occasione per sperimentare nuovi modelli. Abbiamo le conoscenze e le competenze, basta metterle in atto.


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Nella foto di copertina: Mika Baumeister via Unsplash


I suoni della città che hai sentito in questo podcast sono stati registrati da klankbeeld.

Mentre i brani utilizzati sono:

Videogiochi e Coronavirus: come cambia il mercato?



Non è un mistero che il mercato dei videogiochi abbia vissuto fin qui un momento d’oro. Da quello che c’è dato sapere l’impatto che il coronavirus e la quarantena hanno avuto su questo settore non lo ha scalfito, anzi. Facendo leva sulle proprie peculiarità, il mercato dei videogiochi ha risposto alla grande e chissà, molto probabilmente ne uscirà più forte di prima. Il podcast mi dà inoltre la possibilità di capire meglio i meccanismi di un mercato che conosco davvero poco. Per questo motivo mi faccio aiutare da Samuele Sciacca, programmatore, insegnante e divulgatore di videogiochi e insieme leggeremo il dossier curato dall’analista e investitore Matthew Ball, un’autorità nel campo dell’entertaiment.

Videogiochi e Coronavirus: un dossier in sette punti

Il dossier su cui ci siamo basati per scrivere questa intervista si concentra su alcuni aspetti particolari del mercato dei videogiochi. Si parte dal crescente dominio della categoria nei media, analizza il futuro del “formato” multipiattaforma. Si analizza poi la crescita degli eSports e di come il pubblico stia passando a poco a poco dai supporti fisici a quelli digitali. L’autore mette in risalto il contributo che il mondo dei videogiochi sta dando nella crescita dei mondi virtuali nelle nostre vite “reali”. E infine si analizzano gli scenari futuri, quindi come evolveranno i giochi di successo e perché è probabile che i giochi indie prosperino.

Il dossier è in inglese e può essere consultato qui. Esiste una versione sintetizzata in italiano fatta da ilpost.it.

Chi è Samuele Sciacca?

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Samuele Sciacca è uno sviluppatore di videogiochi che da tempo parla di questo tema attraverso i propri canali. Gestisce il portale svilupparegiochi.it dove chiunque può imparare a programmare il proprio videogame.


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Foto di Teddy Guerrier on Unsplash.

1, 2, 3… cresci! (nel senso aziendale del termine)

In questo periodo di crisi tutte le aziende sono concentrate a rimanere in piedi, sopravvivere. C’è chi invece ha deciso di crescere anche se opera nel mercato del turismo e del cibo. E lo scrive su Linkedin mostrando una strategia che ruota intorno al numero 3. Noi contiamo fino a tre e ci lasciamo ispirare da chi ha fatto della crescita aziendale una regola di vita. Lo facciamo in questo nuovo podcast di “Spam – è tutto grasso che cola!”.

Il link a cui facciamo riferimento si trova nella descrizione di questo podcast che potrete ascoltare solo se fate una offerta mensile di almeno 10$ a Start Me Up.

Spam – è tutto grasso che cola

Spam tutto grasso che cola - podcast copertina

Un podcast minimale e settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.

Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

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La riapertura delle librerie tra polemiche e piccoli semi di speranza.



La citazione di Maria Carmela Sciacca di Legatoria Prampolini sulla riapertura delle librerieLo scorso 14 aprile per effetto del Decreto promosso dal Governo Conte sarebbe dovuta avvenire la riapertura delle librerie in tutta Italia. Diciamo sarebbe perché in realtà questo provvedimento ha suscitato non poche perplessità, proprio tra chi una libreria ce l’ha e la gestisce.

In questo podcast abbiamo cercato di capire come la riapertura delle librerie celi in realtà un malcontento sopito da tempo da una parte della categoria dei librai che comunque in questo periodo hanno dato prova di una forte forza d’animo e di resistenza. Ci siamo affidati alle voci di tre protagonisti di questo mondo che – ognuno con il proprio ruolo – ha affrontato il lockdown in modo diverso. Maria Carmela Sciacca della libreria Vicolo Stretto e Legatoria Prampolini di Catania, Venera Leto della libreria Colapesce di Messina e promotrice del progetto Allitterate e Enrico Quaglia di Ennew, agenzia che ha promosso il servizio Libri da asporto.

Riapertura delle librerie: ma cosa è successo durante la chiusura forzata?

Maria Carmela Sciacca, a nome dei due esercizi che gestisce insieme alla sorella Angelica ha firmato la lettera apparsa su Minima et Moralia in cui viene espressa da 154 librai la perplessità nei confronti del provvedimento del 10 aprile scorso. Un provvedimento che alla fine ha prodotto una serie di aperture a macchia di leopardo: tra i nostri ospiti Maria Carmela ha deciso di aprire per alcune ore mentre Venera ha deciso di tenere chiusa Colapesce fino ai primi di maggio.

La citazione di Venera di Allitterate sulla riapertura delle librerie

Il provvedimento pone comunque la parola fine a un periodo – quella della chiusura – che non è possibile definire di essere stato di riposo. Lo testimoniano le tante dirette social organizzate dai librai e i vari servizi di consegna a domicilio. Uno dei più simbolici per il modo in cui è stato costituito ed è stato finanziato è Libri da Asporto. Libri da Asporto è una iniziativa nata da Ennew, agenzia di consulenza e marketing editoriale, che ha creato un fondo finanziato da parte degli editori. Ognuno di essi ha contribuito come poteva e i soldi sono stati utilizzati per coprire le spese di spedizione di tutte le librerie indipendenti che ne facevano richiesta (i costi per un servizio simile per una sola libreria sono esorbitanti, ci ha detto Enrico durante l’intervista). Allitterate, invece, il progetto pensato da Venera Leto, nasce dalla voglia di mostrare in una mappa le librerie indipendenti presenti in Italia. In questa fase Venera sta raccogliendo il materiale (i librai che volessero farne parte possono rivolgersi direttamente a Venera) e presto sarà online.

Risvolti inaspettati della chiusura forzata

La citazione di Enrico di Ennew sulla riapertura delle librerie

Questi due semplici esempi fanno emergere un aspetto singolare della chiusura forzata (vorremmo usare positivo, ma forse l’aggettivo è troppo forte): ha agito come acceleratore di processi che erano in stand-by e che, a causa del lavoro quotidiano, non venivano fuori. È successo con Librai da Asporto che si prepara a diventare un servizio stabile, è successo con il portale Allitterate che sarà utile per trovare la propria libreria indipendente quando tutto sarà aperto. Ed è successo soprattutto con i lettori che volontariamente hanno sostenuto le librerie come hanno potuto.

Nella tragedia del coronavirus questi non possono che essere piccoli semi di speranza.


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Foto di Maia Habegger via Unsplash.

Privacy e salute: perché in democrazia non possiamo contrapporre questi due temi.



C’è un aspetto molto importante che in questi giorni di pandemia sta entrando sempre più all’interno del dibattito comune: la privacy e le libertà fondamentali che ci riguardano tutti in quanto cittadini. È un argomento spinoso visto che viene affrontato in un momento in cui la parola d’ordine è preservare quante più persone dal rischio del contagio da coronavirus. Giusto: ma a quale prezzo? Il tema è centrale soprattutto alla luce dell’utilizzo delle app di tracing che dovranno essere adottate nella cosiddetta fase due.

Ne ho parlato una settimana fa circa con Ernesto Belisario, avvocato presso lo studio E-lex, che scrive da tempo di nuove tecnologie in materia di diritto su diverse testate giornalistiche. Ernesto è anche membro della task force nominata dal Governo italiano per l’utilizzo dei dati contro il Covid-19. In questa intervista, è importante sottolinearlo, parla a titolo personale, naturalmente.

La trasparenza e la tutela della privacy come elemento essenziale della democrazia.

C’è un tema che ricorre all’interno di tutta l’intervista a Ernesto Belisario: l’essere all’interno di una democrazia impone una serie di obblighi da parte delle Istituzioni che sono inalienabili, anche in periodi di crisi come quella che stiamo vivendo. Anzi, sarebbe meglio dire, soprattutto in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo. E gli obblighi riguardano la trasparenza e la tutela della privacy dei singoli cittadini. Ad esempio, la trasparenza dei processi che regolano la Pubblica Amministrazione in un momento in cui ci si trova – in modo del tutto straordinario – a lavorare a progetti che devono essere pronti in poco tempo (pensiamo agli appalti per la costruzione dei nuovi reparti di ospedali). Oppure la privacy dei cittadini che deve essere garantita da sistemi di controllo invasivi e poco rispettosi. Attenzione! Mettere sulla bilancia da un lato la privacy e l’altra la salute è una dicotomia ingannevole. Il perché lo spiega Ernesto nel corso dell’intervista che trovate all’interno del podcast.

Droni: perché una democrazia non può lasciare spazio agli “sceriffi” del territorio.

Restando sul tema della privacy, l’altro grande punto al centro del dibattito di questi giorni c’è l’utilizzo dei droni da parte delle amministrazioni locali. All’inizio del lockdown alcuni sindaci e presidenti di regione ne hanno infatti minacciato l’uso per il controllo del territorio. A fine marzo era stato il capo della Polizia Franco Gabrielli a porre lo stop all’utilizzo di questi mezzi: il motivo? La sicurezza e la privacy dei cittadini. In realtà, a Pasquetta, è stata la stessa polizia a utilizzare questi mezzi e non solo – ci riferiamo agli elicotteri che provano a sventare una grigliata a Palermo. La giustificazione arrivava dalla possibile massiccia elusione del divieto di rimanere a casa da parte dei cittadini. Una settimana prima che tutto ciò accadesse Ernesto Belisario ci metteva di fronte al fatto di essere membri di una democrazia: una condizione che ci impone di non ricorrere a strumenti simili, nonostante la voglia di alcuni amministratori a sentirsi sceriffi e “padroni” del territorio.

La citazione di Ernesto Belisario su privacy, salute in democrazia

Il nostro ospite infine ci richiama a un senso di responsabilità collettivo. Lo fa parlando di Zoom e delle critiche che sono arrivate da più parti sul suo non rispettare gli standard di privacy. Una nota smentita dalla stessa compagnia che non esula a noi utenti di essere più attenti e verificare, di volta in volta, la sicurezza di una applicazione.


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Foto di Etienne Girardet on Unsplash.

Cosa hai imparato? Messaggi dal lockdown

“Cosa ho imparato” è un progetto di narrazione collettiva che vuole coinvolgere il network di Start Me Up. Si tratta di una raccolta di messaggi che vogliono concentrarsi sull’adesso. È passato poco meno di un mese dall’annuncio del lockdown e in questo periodo ci sono state numerose iniziative concentrate sul dopo. A noi sembra centrale pensare all’adesso, per questo chiediamo ai nostri ascoltatori di prestare la propria voce per un podcast collettivo che vedrà la luce quando sarà decretata la fine del lockdown.

Come si partecipa a “Cosa ho imparato”?

Partecipare a “Cosa ho imparato” è molto semplice. È sufficiente registrare un messaggio vocale in una delle due forme (o entrambe):

  • “Questo periodo di chiusura mi ha insegnato a …” (e dire la cosa che hai imparato)
  • “La cosa che facevo prima del Coronovirus e che NON mi è mancata del tutto in questo periodo è…” (e dire la cosa che NON ti è mancata)

Puoi mandare messaggi vocali tramite facebook messenger o le storie di Instagram. È consigliato pronunciare il proprio nome e la propria città di residenza.

Perché “Cosa ho imparato”?

Tutti i messaggi vocali ricevuti finiranno in un podcast speciale che verrà pubblicato quando sarà dichiarato finito il lockdown. È il nostro tentativo di dare voce all’ecosistema startup per dire cosa sta imparando vivendo una situazione nuova, imprevista e dai risvolti incerti. L’obiettivo è creare una narrazione collettiva che ci aiuti a capire meglio il presente per progettare un futuro migliore. Per tutti. Perché non andrà tutto benissimo se non interveniamo, dobbiamo fare in modo che andrà benissimo in base a ciò che abbiamo imparato.

Perciò: tu, cosa hai imparato?

La foto di copertina è di L O R A on Unsplash

Andrà tutto bene se saremo antifragili

Questa è la settimana in cui dalle pagine di questo blog vi consiglio un libro da leggere. In programma ce n’era uno dedicato alla gestione delle community, ma dopo aver letto questo articolo ho pensato che fosse giusto parlare di Antifragile.

Antifragile è un libro scritto da Nassim Nicholas Taleb, filosofo, saggista e matematico libanese naturalizzato statunitense, esperto di matematica finanziaria. Ha pubblicato questo libro nel 2012 dopo che il Sunday Times aveva inserito Il cigno nero (opera pubblicata dallo stesso autore nel 2007) tra i libri che hanno cambiato il mondo.

Antifragile parla del principio di antifragilità e chiude la serie dell’incertezza (o trilogia dell’Incerto) che l’autore ha trattato in questo libro, ne Il Cigno Nero e nel volume pubblicato nel 2001, Giocati dal caso.

Perché può essere utile leggere (o rileggere) Antifragile oggi

Io ho letto questo libro tempo fa e se Taleb è uno degli autori più citati del momento (è dovuto intervenire lui stesso per spiegare che il coronavirus non è un cigno nero) è proprio in virtù del periodo di profonda incertezza che stiamo vivendo. Quindi leggere Antifragile non può che aiutarci a capire e interpretare meglio ciò che ci aspetta, visto che molti di noi si stanno sprecando in previsioni di come sarà la nostra società dopo il Covid19. A me piacerebbe che fosse più antifragile.

Cosa è l’antifragilità

Taleb definisce antifragile tutte quelle “cose” (esseri viventi, ecosistemi, oggetti) che traggono vantaggio da uno shock improvviso, ne escono cioè più forti di prima.

Antifragile - copertinaIl termine antifragile deriva da un ragionamento. Se qualcosa di fragile accusa lo shock e viene distrutto allora parliamo dell’esatto opposto. Il dizionario ci dice che il contrario di fragile è robusto, forte. Ma, ancora, qualcosa di robusto e/o forte non trae vantaggio da uno shock, anzi, più una cosa è forte, meno subisce gli effetti negativi di uno shock. Questo ha indotto l’autore a coniare la parola antifragile. Un termine che si discosta anche dal più abusato “resiliente” perché la “cosa” resiliente accusa lo shock ma resta uguale a sé stessa, quella antifragile invece migliora. Da qui è facile capire che per essere antifragile un sistema deve essere volatile: non può resistere agli shock, anzi li deve subire così da prosperare. Taleb fa l’esempio dell’Idra, il mostro mitologico la cui caratteristica principale stava nel fatto che ogni volta che gli veniva tagliata una delle teste ne ricrescevano due dal moncherino. L’idra ha trasformato uno shock in una occasione per battere i propri nemici.

Come impariamo a essere antifragili?

Taleb lo spiega nel libro. Ci consiglia innanzitutto di smettere di prevedere il futuro e pianificare ogni scelta. Le opportunità a volte vanno semplicemente colte solo perché ci si presentano davanti: non possiamo misurare tutti i pro e i contro.
Questo non significa che dobbiamo andare a fare i matti in strada, è naturale. Ciò che consiglia Taleb è ridurre al minimo il rischio quando ci troviamo di fronte a un terreno poco conosciuto. Minore sarà il rischio, minori saranno le perdite: una volta “testato” il terreno saremo pronti a prosperare. È nella natura umana accettare una perdita per crescere (il cosiddetto investimento). Cerchiamo di perdere il meno possibile.
Smettiamola infine di essere troppo rigidi. I sistemi antifragili prosperano proprio grazie all’incertezza e alla volatilità: se si è troppo concentrati su una propria idea si rischia di non vedere cosa il mondo esterno vuole dirci e ignorare quindi la strada verso un possibile successo.

Fino al 30 aprile tutti i libri di Taleb in formato ebook possono essere acquistati a soli 2,99 euro ciascuno sul sito de Il Saggiatore.

Foto di copertina: Pietro Luca Cassarino / CC BY-SA