Da Palermo al mondo: Ludwig è il “Caso Studio” di febbraio

Roberta Pellegrino e Federico Papa di Ludwig sono i protagonisti del secondo appuntamento di Casi Studio, il format di Start Me Up che racconta la strategia dietro le startup di successo.
Ludwig è il un motore di ricerca che permette di confrontare la frase che si sta scrivendo in inglese con tanti esempi presi da fonti attendibili. Ludwig aiuta quindi chi scrive a capire qual è il modo migliore per esprimere la propria idea.

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Ludwig: in sette mesi da Palermo in 200 Paesi diversi

Nato a Palermo nel luglio 2014, la startup palermitana a fine anno aveva già chiuso un round di finanziamento da 25mila euro. Dopo soli sette mesi dalla pubblicazione della versione beta del servizio, Ludwig è stato usato da 300.000 utenti provenienti da 200 paesi differenti.
Negli anni, questa startup è cresciuta grazie a un bel lavoro di squadra, ai tanti percorsi di incubazione e ad un articolo di Techcrunch arrivato al momento giusto. Ultimamente il team ha usufruito di un percorso di incubazione che ha portato la startup in Cina poco prima che esplodesse il Coronavirus. Stanno tutti bene, ma come tanti altri in questi giorni, stanno affrontando i rallentamenti dovuti alla diffusione di questa patologia.

Roberta e Federico di Ludwig hanno raccontato la storia della loro startup mettendo in evidenza la strategia che ha permesso al progetto di crescere così tanto e così rapidamente.  L’accesso al video di questo nuovo appuntamento di Casi Studio (e al report) è riservato ai sostenitori di Start Me Up che donano almeno 15$ al mese. Fai la tua donazione adesso e potrai “sbloccare” anche la registrazione dell’appuntamento precedente con Spidwit.

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Grazie a Casi Studio scopri le strategie dietro le startup di successo. Mese dopo mese, i founder di startup del Sud Italia racconteranno ai membri della community di Start Me Up le mosse che li hanno portati essere quello che sono. Dona almeno 15$ e accedi all’archivio e partecipa ai prossimi appuntamenti.

Buon compleanno a Yakkyo, che vola negli USA

Le startup che passano da Start Me Up ci restano sempre un po’ nel cuore. Per questo, anche se in ritardo siamo felici di fare gli auguri a Yakkyo per questo primo anno denso di traguardi e soddisfazioni.

In un solo anno infatti, Yakkyo è stata selezionata per partecipare al programma di accelerazione di LUISS ENLABS e, con i primi finanziamenti ottenuti, grazie al sostegno del fondo d’investimento  Lventure Group , l’azienda è riuscita a creare ben 10 posti di lavoro di cui 8 occupati da donne e a trovare i primi clienti all’estero, raggiungendo un fatturato di un milione di euro e registrando un +50,22% di revenues ed un +15% di gross profit rispetto al proprio financial   plan.

Probabilmente lo ricorderete: abbiamo parlato di Yakkyo, proprio mentre era nel pieno della campagna di equity crowdfunding attraverso la piattaforma Mamacrowd (clicca sull’immagine per ascoltare il podcast). Per l’occasione, nel podcast successivo, intervistammo anche il CEO di Mamacrowd, Dario Giudici.

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Cosa fa Yakkyo

Giovanni Conforti e Carol Hsiao, fondatori di Yakkyo (nella foto di copertina), avendo lavorato nel settore dell’import-export   tra   Europa   e   Cina   per   molti   anni,   decidono   nel   2016   di   sfidare   il   mercato   e realizzare una piattaforma che permettesse a tutti di importare merce dalla Cina, con ritmi mensili, dando anche la possibilità di realizzare prodotti personalizzati in oriente.

Yakkyo fornisce un servizio completo che va dalla ricerca del fornitore alla consegna a domicilio dei prodotti, inoltre garantisce al cliente la scelta di merce conforme alle normative UE, l’acquisto a prezzi di fabbrica e la consegna e lo sdoganamento entro i tempi richiesti. Il tutto attraverso Yakkyo MyBot, che permette ai clienti di scegliere grazie a un chatbot, tutte le caratteristiche del prodotto che vogliono comprare ed anche decidere di personalizzarlo.

Yakkyo guarda avanti

Dopo questo anno ricco di successo Yakkyo adesso guarda ai prossimi mercati europei, a cominciare da Germania e UK, che in poche settimane hanno già dato riscontri molto positivi generando un fatturato di oltre 30.000 euro. In più l’azienda è pronta a investire per migliorare il suo chatbot, integrandolo con i sistemi di e-procurement.

Come ogni compleanno che si rispetti infine, anche Yakkyo ha ricevuto un gran bel regalo. È il CEO e fondatore Giovanni Conforti a comunicarlo: “Proprio in questi giorni abbiamo ricevuto una mail con la quale ci è stato comunicato di essere tra i finalisti del programma GAN Scale School che si terrà a Las Vegas, a partire dal prossimo ottobre con showcase finale durante il CES 2018, il tutto sponsorizzato dall’Università di Phoenix. Siamo fiduciosi   che   questo   ci   aiuterà   a   scalare   velocemente   anche   in   USA.”. Agli auguri non possiamo far altro che aggiungere anche un grosso in bocca al lupo per questa nuova ed entusiasmante sfida.

34.L’import dalla Cina? Ci pensa Yakkyo (che cerca investitori)



Semplificare il processo di import dalla Cina: è questa la mission di Yakkyo. La startup barese è in questi giorni alla ricerca di investitori tramite il portale di equity crowdfunding Mamacrowd. In questo podcast Giovanni Conforti, co-founder di Yakkyo, spiega cosa fa la sua azienda e quanto una esperienza lunga 15 anni possa fare davvero la differenza nel mercato dell’import dalla Cina. Ma non solo, durante l’intervista cercheremo di capire perché investire in Yakkyo, quali saranno le novità che intendono introdurre nel mercato dell’import – una fra tutte l’e-commerce basato su chatbot – e quanto complesso sia avere merce certificata e personalizzata dalla Cina ovviamente senza passare da Yakkyo.

Link utili

La citazione di Giovanni

Giovanni Yakkyo Import Cina

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#22.radiosmu – FourStars e Terzo Pilastro ti mandano in Cina Sono 6 i posti per ragazzi provenienti dal Centro-Sud Italia. Inoltre parliamo di Verticomics e Inembryo

L’agenzia per il lavoro FourStars insieme alla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo offrono sei stage in Cina a altrettanti ragazzi provenienti dal Centro Sud Italia. L’obiettivo, si legge nel comunicato stampa, è quello di colmare il divario occupazionale tra Nord e Centro-Sud puntando su un’esperienza di lavoro all’estero. Ho contattato Raffaella Rossi e Laura Mazzolini, le responsabili del progetto Stage in China e potete ascoltare l’intervista in questo ventiduesimo podcast di Start Me Up. “La prima parte dello stage, spiega Raffaella, sarà dedicata alla comprensione della lingua cinese attraverso degli incontri business-oriented che permetteranno ai candidati di iniziare a costruirsi un proprio network. A questo seguirà il percorso professionalizzante all’interno dell’azienda”. I candidati possono provenire da un qualsiasi percorso di studio, gli unici vincoli sono la provenienza (il domicilio non conta) e l’età non inferiore ai 22 e non superiore ai 29 anni. “Avranno un ulteriore peso nella valutazione – precisa Raffaella – la conoscenza della lingua inglese e una esperienza precedente in azienda”. “Più del 50% dei borsisti che hanno partecipato al programma “Stage in Cina”- continua Laura – è stato riconfermato dalle aziende ospitanti”. Al di là di questo, durante i suoi 15 anni di esperienza, Fourstarts ha provveduto a aiutare i candidati che, rientrati in Italia, hanno deciso di cercare lavoro nel nostro Paese.
Chiunque fosse interessato deve affrettarsi perché il termine ultimo per presentare la propria candidatura è il 7 marzo 2016: tutte le informazioni sono su stageincina.it.

La siciliana Verticomics fra le startup di Fbstart

La notizia è di questa settimana. Facebook ha incluso nel proprio programma di incubazione dedicato a startup che sviluppano applicazioni mobile anche Verticomics, piattaforma che promette agli utenti un’esperienza di lettura unica e pensata per i fumetti. Questa definizione – che loro definiscono verticalismo – e questo nuovo capitolo nella vita di questa startup mi hanno spinto a mettermi in contatto con Mirko Oliveri. Mirko mi ha spiegato che a Verticomics hanno studiato un formato pensato appositamente per il fumetto “per riportare in digitale le stesse emozioni di lettura che un appassionato ha leggendo un fumetto su carta”. I competitor al momento – dice Mirko – si limitano a adattare il formato che utilizzano per i libri di testo e quindi non tengono conto delle immagini e delle sequenze, elementi centrali nello sviluppo della storia di un fumetto. L’obiettivo di Verticomics è quello di stabilire uno standard per il fumetto digitale (un po’ come Apple ha fatto per la musica con iTunes) e possono al momento contare su un catalogo che attinge sia dal mercato mainstream (con i titoli che vanno per la maggiore) al mercato indipendente. “Ogni giorno gli utenti Verticomics – dice Mirko – hanno la possibilità di scaricare un fumetto gratis: solitamente questo arriva da autori esordienti che possono proporre i propri lavori attraverso il sito verticalismi.it”. Riguardo poi all’opportunità offerta da Facebook, Mirko sottolinea l’importanza di questa possibilità che permetterà alla startup di potenziare l’aspetto social della piattaforma. Se siete appassioanti di fumetti non potete quindi non scaricare Verticomics disponibile per iOS e Android. Inoltre per tutti gli utenti Apple c’è uno speciale sconto del 50% sullo store: come ottenerlo? Basta ascoltare il podcast.

Inembryo, il networking si fa online

Nasce a Palermo ed è orientata allo sviluppo delle idee attraverso lo scambio di pareri e competenze. Inembryo.com è online da qualche mese e vuole aiutare chi ha un’idea (o anche solo un’intuizione) e non sa come metterla in pratica. Antonio Burgio, uno dei creatori, dice ai microfoni di Start Me Up che l’intento è quello di stimolare la collaborazione attraverso la creazione di una monete virtuale – chiamata bryo – che permetta alle persone di scambiarsi competenze e servizi. Il cosiddetto “Club degli innovatori”, ovvero la community di Inembryo, interagendo tra loro riuscirà infatti a sviluppare i progetti attraverso il crowdsourcing. Punto centrale è la moneta di scambio valida solo all’interno della piattaforma: “Questo sistema pensiamo possa essere un vero e proprio acceleratore di idee – dice Antonio – perché se da un lato è possibile donare bryo per avere competenze, dall’altro è possibile investirli per sviluppare le proprie capacità”. Chiunque volesse entrare a far parte della community di Inembyo non deve far altro che creare un proprio account su inembryo.com.


#14.radiosmu – Con IngDan l’IoT italiano vola in Cina Fino a fine gennaio l'azienda seleziona progetti da mostrare alla maker faire di Shenzen

La quattordicesima puntata di Start Me Up inizia dalla Puglia e più precisamente da Bari, dove qualche settimana fa la scuola media Don Lorenzo Milani ha lanciato il progetto I have 3D dreams. Ne parlo con il promotore, il professore Nicola Sasanelli che, coinvolgendo alcune realtà locali, ha deciso di acquistare una stampante 3D per gli studenti della scuola. “Pensiamo che una materia come progettazione necessiti di uno strumento come la stampante 3D per permettere agli studenti di toccare con mano e in tempo quasi reale ciò che hanno disegnato”. L’aspetto più interessante di tutta la vicenda a mio avviso è il numero di enti coinvolti in I have 3D dreams. Da Cesare De Palma, presidente del distretto della meccanica pugliese, ai ragazzi di Apulia Makers, l’open lab costituito nel centro di Bari. Fondamentale poi l’apporto di Alessio Lorusso, produttore delle stampanti 3D Roboze che forse ricorderete perché è stato ospite di Start Me Up durante la scorsa stagione e che ha fornito materialmente la stampante. “La scuola attinge risorse dal territorio – dice il professore – e lo ripaga con le competenze degli studenti che poi possono essere messe al servizio delle imprese”. In questi giorni I have 3D Dreams sta muovendo i primi passi, per seguirne le evoluzioni basta tenere d’occhio il sito della scuola dove verranno esposti i prototipi realizzati dagli studenti. “La stampante 3D non verrà utilizzata solo per i progetti tecnici, – conclude il prof. Sasanelli – ma verrà messa al servizio delle altre discipline, stimolando la creatività degli studenti di tutta la scuola”.

Il secondo ospite di questa puntata è Marco Mistretta, amministratore delegato di IngDan in Italia. IngDan è una società che fa parte del gruppo Cogobuy – la più grande realtà di e-commerce di microchip della Cina – e che si pone come un ponte per portare l’innovazione Made in Italy nel mercato hardware IoT (Internet of Things) cinese, ad oggi, il più grande al mondo. Alla Maker Faire 2015, IngDan ha presentato Road to success, una call che mira a selezionare 40 progetti rigorosamente pensati in Italia che verranno esposti alla maker faire di Shenzen. Di queste ne verranno selezionate 4 a cui verrà offerto un percorso formativo che illustri le varie fasi della filiera produttiva. Per partecipare c’è tempo fino a fine gennaio e le modalità di partecipazione sono indicate su ingdan.com.

Chi si è già affidato alle competenze di Ingdam è Measurance, startup che ha sviluppato una piattaforma IoT che permette al proprietario di un esercizio commerciale di scoprire i comportamenti dei propri clienti. Lo racconta Elio Narciso, pugliese, che si divide tra gli Stati Uniti e l’Europa (quando abbiamo registrato l’intervista lui era a New York). Lo scopo di Measurance è quello di tracciare attraverso particolari sensori il comportamento dei consumatori nei vari punti dell’esercizio commerciale. “L’osservazione dei comportamenti degli utenti di un sito ha portato a una incredibile evoluzione – dice Elio – dell’e-commerce. Attraverso Measurance ci auguriamo di fare lo stesso con i negozi tradizionali.” Il progetto è al momento incubato da Cisco, e ha investitori in Silicon Valley (Acceleprise) e in Europa (IMPACT Accelerator) con sedi a New York, Dublino e Milano. “Quando siamo partiti abbiamo scoperto grazie a una ricerca che il 92% del PIL americano appartiene al mondo fisico. C’è quindi una grossa fetta di mercato che potrebbe essere interessata a Measurance”. La società ha un forte interesse nel comunicare le evoluzioni del progetto, per questo motivo vi invito a visitare measurance.com o ancor meglio seguire il loro account twitter.

 

foto di copertina, via