07. L’azienda come forza positiva di cambiamento



Le B Corp sono delle aziende che usano il business come forza positiva di cambiamento nei territori in cui operano. È un’invenzione americana e se sta prendendo piede anche in Italia (e in Europa) è anche grazie a InVento Lab. InVento Lab è una no-profit che propone alle scuole percorsi di formazione orientati alla costituzione di imprese che hanno a cuore l’ambiente, con un focus specifico sull’energia.

Giulia durante il pitch a Social Innovation to Tackle Fuel Poverty

Lo spiega Giulia Detomati, Amministratrice Delegata di InVentoLab che accenna anche a B Corp School, un percorso dedicato agli studenti e finalizzato a creare nuove imprese con a cuore i temi sociali e ambientali (le candidature sono aperte fino a gennaio, se siete interessati cliccate qui).

La citazione di Giulia di InventoLabPer questi motivi, InVento Lab è una delle aziende premiate per il Social Innovation to Tackle Fuel Poverty, l’iniziativa della Fondazione Schneider Electric, sotto l’egida della Fondation de France, e Ashoka, in partnership con Enel. Start Me Up è media partner del premio e in un percorso in quattro podcast vi porta a conoscere le aziende che stanno facendo qualcosa per ridurre la povertà energetica e stanno diffondendo i concetti di sostenibilità anche in questo ambito. Queste imprese riceveranno un percorso di consulenza personalizzata e specializzata di circa 300 ore, oltre a un sostegno economico da parte dei promotori del contest utile a aumentare l’impatto sociale di queste idee.

Ognuna di loro impiegherà il premio a modo suo e queste interviste ci aiuteranno a capirlo e a fare in modo che queste buone pratiche siano diffuse il più possibile.


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44. Imprenditori cercasi: l’Academy di 012 Factory è pronta ad accogliervi



Si cercano aspiranti imprenditori, anche senza una idea di business. È questa la particolarità dell’Academy di 012 Factory, il centro nato di fronte alla Reggia di Caserta (e da un anno presente anche a Cosenza) che forma gli imprenditori di domani. Un percorso formativo orientato sulla persona perché, come spiega Pietro Nardi, cofondatore di 012Factory, molto spesso chi ha un’idea è poco incline a cambiarla e ad abituarsi ai fallimenti, che sono un aspetto fondamentale del fare impresa. Per questo motivo trovo molto interessante questo tipo di approccio e ti invito a ascoltare questo podcast.  

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per conoscere un modo nuovo per insegnare a essere imprenditori;

  •  Per avere un motivo in più per candidarsi ed entrare a far parte del corso dell’Academy

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Link utili

La citazione di Pietro

Pietro 012factory imprenditoria

 

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La Scuola fa impresa Grazie anche a NàStartup gli studenti del “Francesco De Sanctis” di Napoli lavoreranno su proprie idee di impresa



È un laboratorio di impresa e sarà dentro la scuola “Francesco De Sanctis” di Napoli. Ma soprattutto saranno tanti gli Enti che permetteranno a Io merito un’impresa – questo il nome del laboratorio – di crescere nel corso del 2017.

Lo scorso 12 dicembre c’è stato l’evento che ha dato il via al percorso che vede coinvolti tra gli altri anche la community campana di NàStartup. Un risultato importante, ma soprattutto una sfida come sottolinea la prof.ssa Liliana Speranza dell’istituto superiore statale “Francesco De Sanctis” di Napoli. Il laboratorio si presenta come un modo per canalizzare la creatività degli studenti e permettere loro di non abbandonare il luogo in cui sono nati.

La prof.ssa Liliana Speranza è l’ospite che chiude il dodicesimo podcast di Start Me Up: se vuoi ascoltare direttamente la sua intervista, clicca qui.

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La progettazione aperta de La Scuola Open Source Dopo un anno torniamo a Bari per farci raccontare come è nata la SOS



Ho già parlato della Scuola Open Source, uno dei progetti che ha vinto il bando Che Fare del 2016, all’indomani della premiazione quando cioè tutto doveva ancora iniziare. Lo scorso 22 novembre la Scuola ha finalmente aperto i battenti, dopo un periodo di progettazione che ha visto coinvolte molte persone. Quale migliore occasione per capire come hanno lavorato i ragazzi di Bari? Ne parlo con Alessandro Tartaglia nell’ultima parte di questo ottavo podcast.

Progettazione partecipata: il workshop di luglio

Dall’ultima volta che ho sentito Alessandro (un anno fa circa) i ragazzi hanno messo in piedi l’impresa e reperito i fondi del premio. A quel punto è iniziato un lungo lavoro di progettazione che è culminato con un workshop di dodici giorni che ha richiamato a Bari persone da tutta Italia che insieme hanno co-progettato la scuola open source.

I lavori del workshop hanno visto tre gruppi distinti (uno dedito al design, un altro all’ingegneria gestionale e dei processi, uno dedicato all’hardware e al software) che hanno interagito e prodotto una mole di dati che in seguito è stata elaborata a partire da settembre e ha permesso di progettare i rapporti che la scuola avrà con persone e enti che vorranno collaborare e proporre dei progetti.

Qual è l’offerta formativa de La Scuola Open Source?

L’offerta formativa sarà garantita proprio da questo dialogo costante tra i componenti interni, i soci e gli enti terzi che potranno proporre i corsi più disparati. Adesso partiranno le prime lezioni (che saranno a pagamento), mentre gli spazi della scuola saranno disponibili per eventi che resteranno gratuiti.

La Scuola Open Source ha sede a Bari, in Strada Lamberti 16. Il sito dove trovare tutte le informazioni è lascuolaopensource.xyz.

La citazione di Alessandro

Alessandro Tartaglia Scuola Open Source

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Nel decimo podcast di Start Me Up si parla di Cultura Crea. Scopri di più

foto di copertina, via 

Wake Up! Call 4 ideas porta la cultura di impresa a scuola Pochi giorni alla fine della campagna di crowdfunding promossa da 360gradi. In più parliamo di Effetto Wow e Need For Nerd



C’è tempo fino al 26 ottobre per dare una mano a 360gradi che su eppela sta cercando fondi per Wake Up! Call 4 ideas, quarta parte del percorso orientato a portare la cultura imprenditoriale sui banchi di scuola. Wake Up! Call 4 ideas è un contest in cui si invitano gli studenti di scuola superiore a pensare nuove idee imprenditoriali, permettere loro di seguire un workshop e partecipare allo Startup Day, con la consegna di un premio di 1000 euro alla migliore idea. Per saperne di più vi basterà ascoltare l’intervista a Davide Porrovecchio, primo ospite di questo podcast.
Wake Up! Call 4 ideas arriva dopo le iniziative Banca Scolastica, Wake Up! Your sense of business e il business game che i ragazzi di 360gradi hanno realizzato lo scorso anno, e che Start Me Up vi ha raccontato con una diretta da Corso Umberto I, a Caltanissetta.

Fate la vostra donazione adesso! Basta andare su eppela e scegliere la cifra che si intende donare. Sulla pagina facebook del progetto c’è un tutorial che spiega come fare la donazione.

L’Effetto wow? Scoprilo grazie al Service Design.

04-claudiacommongroundCosa rende unica una esperienza? Qual è l’effetto wow che rende indimenticabile un evento o un servizio? Non lo so, ma Claudia Busetto e Vincenzo Di Maria spiegheranno a chi organizza eventi o ha a che fare con le persone come rendere ogni esperienza memorabile. Lo faranno durante il workshop Effetto Wow, che rientra nelle Conversazioni sul futuro, serie di eventi che precede il Tedx Lecce che quest’anno ha come tema Memoria.

Ne parliamo con Claudia Busetto di commonground che ormai da tempo pone da tempo l’attenzione su temi che appartengono al Service Design. Proprio per questo motivo durante l’intervista gli chiedo alcune risorse per saperne di più su questa disciplina di cui ancora poco se ne parla in Italia. Claudia consiglia di iniziare con:

This is Service Design Thinking di Jakob Schneider e Marc Stickdorn, c’è il libro e un sito
Experience Design 1.1 di Nathan Shedroff, lo trovi qui
uxdesign.cc, archivio dove trovare qualsiasi cosa inerente al mondo dello ux design.

Inoltre Claudia invita tutti a Effetto Wow che, come scritto si terrà alle Officine Cantelmo a Lecce il 4 novembre (i biglietti si trovano qui) e poi anche al X Summit Italiano di Architettura dell’Informazione organizzato da Architecta, che si svolgerà a Roma l’11 e il 12 novembre e avrà come tema: Lasciare il segno. I biglietti si trovano qui.

In Sardegna c’è una community che ti insegna a programmare.

needfornerd

C’è chi in Sardegna si è messo in testa di diffondere i linguaggi di programmazione a chiunque abbia un minimo di curiosità. Sono i ragazzi di Need for Nerd e Michele Mereu li racconta in questo quarto podcast di Start Me Up. Venuti fuori dall’esperienza del Contamination Lab di Cagliari, i ragazzi da allora hanno organizzato workshop, incontri e eventi di divulgazione. Gli incontri sono pensati per esperti, principianti e bambini e sono tutti a tema coding, ovviamente. Need for Nerd ha collaborato con numerosi enti locali e crede fortemente nel valore della community. È attivo un gruppo su facebook che conta circa 2500 iscritti, dove chiunque può entrare per chiedere consigli e assistenza.

Need For Nerd è anche su twitter, facebook (come pagina) e ha un sito: needfornerd.com.

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#31.radiosmu – Wake Up! A Caltanissetta una giornata dedicata all’impresa Appuntamento il 30 aprile a Caltanissetta. Inoltre parliamo della nuova sede del TAG Cosenza e dell'importanza dell'insegnamento della programmazione

C’è fermento nel Sud della Sicilia, il tutto grazie al progetto Bootstrap Lab che da qualche mese sta lavorando tra gli studenti per diffondere la cultura dell’imprenditorialità. In particolare, il 30 aprile ci sarà la seconda giornata dell’evento Wake Up! Your sense of business, «una giornata – dice Giuliana Narbone dell’associazione 360° – che vede al suo interno un business game aperto a tutti gli studenti di scuola superiore di Caltanissetta». Sei team si sfideranno e solo tre riusciranno ad accedere alla fase successiva del progetto. Inoltre i ragazzi si sfideranno per il Wake up Pitch, contest organizzato in collaborazione con Youthub Catania che avranno un loro stand per valutare le varie idee e infine, grazie alla collaborazione con i tre Atenei siciliani, ci saranno altrettante lezioni tenute da professori provenienti da Messina, Palermo e Catania.
Come dicevamo l’evento del 30 arriva dopo la manifestazione del 9 aprile che, come racconta Giuliana «è andata benissimo. Sia gli enti coinvolti ma soprattutto i ragazzi sono rimasti incantati dal sentire storie di siciliani poco più grandi di loro che hanno scommesso su una propria idea e la stanno portando avanti».
Al di là dei temi imprenditoriali, forte è la spinta che i ragazzi del progetto Bootstrap Lab stanno dando alla legalità:« La legalità non può essere un’eccezione – dice Giuliana – e deve essere un comportamento che un imprenditore di solito assume. Noi diamo per scontato questo aspetto presentando modelli positivi di imprenditori onesti: fa parte della nostra mission ed è uno dei pilastri della collaborazione con il comitato Addiopizzo di Palermo».
L’evento del 30 potrà essere seguito dal profilo spreaker di Start Me Up (stiamo definendo in questi giorni i dettagli per la diretta dal posto): in ogni caso per restare in contatto e conoscere tutto del progetto Bootstrap Lab basterà andare su bootstraplab.it.

Il TAG Cosenza si sposta nel campus dell’UNICAL per fare dell’università una grande community

tag_cosenzaSiamo felici di tornare a Cosenza perché mercoledì 20 aprile il TAG ha inaugurato i nuovi spazi all’interno del Campus Universitario di Rende: «Una nuova opportunità – dice Anna Laura Orrico che ritroviamo ai microfoni di Start Me Up – per portare i temi del coworking e della collaborazione in un ambiente molto più grande e con grande fermento come è il campus universitario di Arcavata». Un modo quindi per migliorare e rendere più efficate la mission del Talent Garden che vuole portare i temi della collaborazione non solo tra gli startupper e gli imprenditori, ma sul tutto il territorio in cui opera. Tanti saranno i vantaggi per gli studenti che grazie alla TAG Student Card potranno frequentare il Talent Garden in totale tranquillità: «Potranno accedere periodicamente allo spazio di coworking e entrare così in contatto con chi già frequenta questi spazi. Inoltre avranno accesso gratuito a tutti gli eventi formativi e di networking per costruire il proprio portfolio di relazioni. Infine, grazie alla TAG Student Card gli studenti riceveranno consulenza gratuita dai professionisti del Talent Garden di Cosenza». Un modo per mettere in contatto due mondi, attraverso la collaborazione e lo scambio di competenze, come è del resto nello stile di TAG.
L’inaugurazione è stata una festa che ha visto come ospiti d’onore il Web Team Italia 2019, il gruppo che ha permesso a Matera di diventare capitale della cultura 2019: «Un progetto nato dal web che però ha avuto un effettivo riscontro nella vita reale – spiega Anna Laura. E per noi è stato importante averli per ribadire l’importanza e la capacità che il digitale ha nel cambiare la vita reale di ognuno di noi. È quello che ci auguriamo di fare anche noi con il Talent Garden all’interno dell’Università della Calabria: diventare sempre più una grande community che metta insieme studenti, professori e amministrativi per generare opportunità e progetti di innovazione sul territorio». Nonostante il cambio di sede il sito del Tag Cosenza è lo stesso, ed è raggiungibile anche attraverso la pagina facebook.

Umberto Talamo (Coderdojo Taranto): vi spiego perché è importante insegnare a programmare

coderdojo_TAQualche settimana fa dalle pagine di startupItalia Umberto Talamo ha scritto un articolo sulla facilità di insegnare il pensiero computazionale ai ragazzi di scuola. L’articolo ci è piaciuto e così abbiamo deciso di intervistarlo anche perché Umberto, oltre a essere un professore è uno degli animatori del Coderdojo Taranto. «È fondamentale insegnare agli studenti a programmare perché permette ai ragazzi a sviluppare il pensiero computazionale». Quindi l’importanza non è data tanto dal semplice apprendimento dei codici ma nell’assumere la mentalità del programmatore per capire cosa c’è dietro un software. Potrebbe sembrare qualcosa che possa tornare utile a chi nella vita voglia lavorare in questo campo, in realtà Umberto smentisce tutto ciò, sottolineando come la programmazione possa tornare utile a tutti al punto da essere inserita come quarta abilità di base dopo leggere, scrivere e far di conto. L’origine di questo percorso è da individuare in un articolo di Jeannette Wing, una professoressa americana che adesso lavora per Microsoft Research.
Umberto porta avanti la sua missione anche nel suo tempo libero perché è tra i promotori del Coderdojo Taranto. «Ho scoperto i coderdojo al Tedx di Lecce dell’anno scorso – racconta ai microfoni di Start Me Up – e così abbiamo messo in piedi il nostro laboratorio dove insegniamo ai bambini come funziona il pensiero computazionale». Nell’ultima parte dell’intervista ci soffermiamo sulle modalità di insegnamento che Umberto mette in campo a scuola e con i bambini del Coderdojo, e come è facile immaginare sono i bambini a avere molta più confidenza con questo generi di linguaggio. Addirittura Umberto ci dice che al Coderdojo insegnano loro i primi passi e poi i bambini in maniera del tutto naturale deducono quello che c’è dopo. Per restare aggiornati sulle attività del Coderdojo o per approfondire i temi dell’insegnamento della programmazione tra i piccoli potete visitare coderdojotaranto.it.


L’ultima puntata del Live Show del 2015 (in sintesi) Per chi se le fosse perse ho selezionato le tre interviste andate in onda su RadioStreet lunedì 21 dicembre

Quella del 21 è stata l’ultima puntata del 2015 del live show di Start Me Up , l’appuntamento che grazie alla collaborazione di Startup Messina, viene ospitato il lunedì tra le 22 e le 24 negli studi di Radio Street. Solitamente si parla di progetti inerenti alla città dello Stretto e dei dintorni. Nella puntata del 21 diciamo che i dintorni si sono allargati fino a Caltanissetta, perché è venuta a trovarci in studio Claudia Lanteri. Claudia insieme a Vanessa Terrana, Davide Porrovecchio e Giuliana Narbone sta portando avanti Bootstrap, progetto di 24 mesi dedicato agli studenti dell’Istituto Tecnico per Geometri Mario Rapisardi di Caltanissetta. Il progetto deve il nome al modo di dire preso in prestito dal linguaggio informatico “Pull yourself up by your bootstrap” che invita all’iniziativa e alla voglia di mettersi in gioco. Bootstrap non è solo formazione ma anche un modo per connettere i partecipanti al laboratorio con le realtà imprenditoriali più interessanti del territorio, dando loro anche uno spazio fisico dove lavorare, seguendo i principi del coworking. Potete ascoltare ciò che ho appena scritto e molto di più nell’intervista che trovate di seguito mentre navigate il sito del progetto.

Secondo ospite della puntata è Eva Polare, che insieme al suo ragazzo Francesco Giangreco hanno dato vita a Sementi Indipendenti, progetto che dal 2012 segue il filone della Permacultura, Transizione e rinnovamento di valori per una società sostenibile. Nasce come banca dei semi e si stabilisce a Forza d’Agrò (ME) dove può contare su una rete di produttori che condividono gli stessi principi. È attiva anche una casa vacanze, il cui scopo principale è quello di permettere a chiunque volesse di sperimentare uno stile di vita in armonia con la natura. Spiega tutto per bene Eva nell’intervista che potete ascoltare di seguito. Per saperne di più c’è il sito sementiindipendenti.it, rinnovato qualche settimana fa.

Ultima intervista che vi propongo è quella a Erika Bucca, amica di Start Me Up e di Startup Messina che probabilmente ricorderete perché non è la prima volta che viene a trovarci. Erika fa parte di Arte e a Capo, associazione culturale che il prossimo 27 dicembre inaugurerà a Milazzo i Cantieri Zeta, coworking dedicato all’arte e ai progetti culturali. L’appuntamento è per questa domenica alle 18:30 in via dei Mille 40 a Milazzo (ME), trovate tutte le informazioni nell’evento facebook e sul sito di arteeacapo.

Si ritorna in diretta l’11 gennaio sulle frequenze di Radio Street Messina, non mancate!

#14.radiosmu – Con IngDan l’IoT italiano vola in Cina Fino a fine gennaio l'azienda seleziona progetti da mostrare alla maker faire di Shenzen

La quattordicesima puntata di Start Me Up inizia dalla Puglia e più precisamente da Bari, dove qualche settimana fa la scuola media Don Lorenzo Milani ha lanciato il progetto I have 3D dreams. Ne parlo con il promotore, il professore Nicola Sasanelli che, coinvolgendo alcune realtà locali, ha deciso di acquistare una stampante 3D per gli studenti della scuola. “Pensiamo che una materia come progettazione necessiti di uno strumento come la stampante 3D per permettere agli studenti di toccare con mano e in tempo quasi reale ciò che hanno disegnato”. L’aspetto più interessante di tutta la vicenda a mio avviso è il numero di enti coinvolti in I have 3D dreams. Da Cesare De Palma, presidente del distretto della meccanica pugliese, ai ragazzi di Apulia Makers, l’open lab costituito nel centro di Bari. Fondamentale poi l’apporto di Alessio Lorusso, produttore delle stampanti 3D Roboze che forse ricorderete perché è stato ospite di Start Me Up durante la scorsa stagione e che ha fornito materialmente la stampante. “La scuola attinge risorse dal territorio – dice il professore – e lo ripaga con le competenze degli studenti che poi possono essere messe al servizio delle imprese”. In questi giorni I have 3D Dreams sta muovendo i primi passi, per seguirne le evoluzioni basta tenere d’occhio il sito della scuola dove verranno esposti i prototipi realizzati dagli studenti. “La stampante 3D non verrà utilizzata solo per i progetti tecnici, – conclude il prof. Sasanelli – ma verrà messa al servizio delle altre discipline, stimolando la creatività degli studenti di tutta la scuola”.

Il secondo ospite di questa puntata è Marco Mistretta, amministratore delegato di IngDan in Italia. IngDan è una società che fa parte del gruppo Cogobuy – la più grande realtà di e-commerce di microchip della Cina – e che si pone come un ponte per portare l’innovazione Made in Italy nel mercato hardware IoT (Internet of Things) cinese, ad oggi, il più grande al mondo. Alla Maker Faire 2015, IngDan ha presentato Road to success, una call che mira a selezionare 40 progetti rigorosamente pensati in Italia che verranno esposti alla maker faire di Shenzen. Di queste ne verranno selezionate 4 a cui verrà offerto un percorso formativo che illustri le varie fasi della filiera produttiva. Per partecipare c’è tempo fino a fine gennaio e le modalità di partecipazione sono indicate su ingdan.com.

Chi si è già affidato alle competenze di Ingdam è Measurance, startup che ha sviluppato una piattaforma IoT che permette al proprietario di un esercizio commerciale di scoprire i comportamenti dei propri clienti. Lo racconta Elio Narciso, pugliese, che si divide tra gli Stati Uniti e l’Europa (quando abbiamo registrato l’intervista lui era a New York). Lo scopo di Measurance è quello di tracciare attraverso particolari sensori il comportamento dei consumatori nei vari punti dell’esercizio commerciale. “L’osservazione dei comportamenti degli utenti di un sito ha portato a una incredibile evoluzione – dice Elio – dell’e-commerce. Attraverso Measurance ci auguriamo di fare lo stesso con i negozi tradizionali.” Il progetto è al momento incubato da Cisco, e ha investitori in Silicon Valley (Acceleprise) e in Europa (IMPACT Accelerator) con sedi a New York, Dublino e Milano. “Quando siamo partiti abbiamo scoperto grazie a una ricerca che il 92% del PIL americano appartiene al mondo fisico. C’è quindi una grossa fetta di mercato che potrebbe essere interessata a Measurance”. La società ha un forte interesse nel comunicare le evoluzioni del progetto, per questo motivo vi invito a visitare measurance.com o ancor meglio seguire il loro account twitter.

 

foto di copertina, via