Bebravo: alla scoperta delle dieci startup di Bravo Innovation Hub

Bebravo è la serie di Start Me Up in cinque podcast che ti permette di conoscere le dieci startup che sono entrate a far parte del percorso di accelerazione di Bravo Innovation Hub, l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle startup del turismo e della cultura che arrivano dal Sud Italia.

Cinque podcast per raccontare dieci startup

BeBravo racconta le dieci startup attraverso le parole di chi le ha create. Ogni azienda è stata classificata in base a un macro argomento, uno per ciascuno dei cinque podcast:

  1. Rigenerazione territoriale,
  2. Arte e Cultura,
  3. Gamification,
  4. Aree Interne,
  5. Intelligenza Artificiale.

In ciascun episodio poi, un mentor di Bravo Innovation Hub ha avuto il compito di fornire una panoramica sul tema al centro di ogni puntata.

Ogni argomento è declinato sui temi del turismo e della cultura, perno del percorso di impresa proposto da Bravo Innovation hub.

Cosa è Bravo Innovation Hub

Bravo Innovation Hub è l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle imprese del turismo e della cultura più innovative del Mezzogiorno, realizzato da Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka.

Fondazione Giacomo Brodolini coordina il percorso di accelerazione con cui le imprese selezionate possono velocizzare l’ingresso sul mercato, sviluppando modelli di business con il supporto dei migliori esperti del settore.

Bebravo è prodotto in collaborazione con Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka Italia. Bebravo non sarebbe stato possibile senza l’enorme contributo di Federica Fulghesu che ha coordinato tutte le interviste e ha curato i rapporti con gli ospiti.

Empatia e capacità di comprendere il proprio target: così è cresciuta Marketing Ignorante

Empatia e capacità di comprendere gli altri sono elementi importanti per far funzionare un progetto digitale, è così che la community di Marketing Ignorante ha raggiunto in pochi anni più di 50mila fan su facebook e più di 99mila follower su instagram. A raccontarlo in questa prima live del ciclo “Le interviste di Spidwit” è il fondatore della community, Steven Lo Presti.

Un posto dove parlare di marketing tra pari

Steven è un giovane appassionato di marketing che, nel 2017, ha pensato di condividere con studenti e amanti del settore digitale la sua curiosità verso questa materia. Il coinvolgimento della vasta community presente ormai non solo su facebook, ma anche su instagram, con un blog dedicato e un nutrito team di appassionati che lavora dietro le quinte, passa attraverso un rapporto orizzontale con gli utenti, un modo di comunicare i segreti del marketing in modo trasparente e continuativo.

Le caratteristiche di Marketing Ignorante sono presto dette. Innanzitutto la disponibilità nel rispondere alle tante richieste degli iscritti e l’urgenza di presentare in modo semplice una materia complessa ma molto richiesta come il marketing. Anche l’obiettivo di porsi come media company piuttosto che focalizzarsi sul business, evitando di monetizzare i contenuti, risulta una scelta con un preciso scopo.

Instagram è la piattaforma preferita dagli utenti. Steven ci spiega che il buon utilizzo di questo social e delle sue stories è determinante per creare una relazione solida con la community, alla pari, appunto.

Puoi fare a meno del calendario editoriale, però…

Sulla scelta dei contenuti il founder di Marketing Ignorante conferma l’importanza del calendario editoriale, ma nel loro caso la mancanza di una pianificazione rigida ha consentito maggiore flessibilità e tempestività nell’individuare le notizie da condividere. Il blog, invece, nasce dalla necessità di approfondire gli argomenti attraverso articoli che generano traffico organico, sebbene gran parte di esso sia veicolato dai social. Determinante, poi, per la crescita della fan base, è non avere paura di collaborare con altre pagine famose ed evitare la competizione.

Marketing Ignorante, quindi, è una community che pone al centro il valore umano e il libero scambio di informazioni, il cui scopo è creare professionisti del digital marketing in grado di dar vita a progetti vincenti.

Puoi seguire Steven Lo Presti su instagram e twitter.

Le interviste di Spidwit

Spidwit apre il suo salotto virtuale per una serie di interviste con i principali esperti italiani di social media. Una serie di incontri con chi, ogni giorno, lavora con il digitale e i social network.

Grazie a Le interviste di Spidwit potrai quindi apprendere dai maggiori esperti del settore alcune tecniche per migliorare la tua presenza sui canali social. Sia che tu sia a capo di una impresa o tu abbia una partita IVA, è ormai imprescindibile saper gestire con costanza e coerenza la comunicazione attraverso questi canali che possono diventare dei veri e propri allegati dei tuoi affari.

Le interviste di Spidwit sono trasmesse sui canali social (facebook e youtube) di Spidwit e sono realizzate in collaborazione con Start Me Up.

Jazz’Inn 2019 Pietrelcina: lo speciale in tre podcast di Start Me Up

Dal 28 al 31 luglio 2019 siamo stati a Pietrelcina in provincia di Benevento per raccontarvi uno degli eventi più interessanti tra quelli dedicati all’innovazione in tutto il panorama italiano.

Ci riferiamo a Jazz’Inn, il festival nato ormai 3 anni fa proprio in provincia di Benevento come ancora di salvezza per “Jazz sotto le stelle”, storica rassegna di musica jazz che si svolge da tempo nel paesino di S.Pio. Per chi non ricordasse la storia può ascoltarla nel podcast che abbiamo pubblicato un anno fa circa (ci arrivate cliccando sull’immagine che trovate di seguito).

Jazz e innovazione: concerti

Clicca sull’immagine per ascoltare il podcast “Jazz e innovazione per una storia che vale la pena raccontare”

Jazz’Inn 2019: un format “costruttivo”

I tavoli di lavoro di Jazz'Inn rappresentano la vera innovazioneIl modello di Jazz’Inn è quanto di più semplice ci possa essere: nei giorni precedenti l’evento si chiede a aziende, startup o semplici appassionati di proporre un tema e/o un problema di cui discutere. Queste richieste diventano tavoli di lavoro a cui i partecipanti decidono di iscriversi. Nel giro di due sessioni da un’ora ciascuno i partecipanti ai tavoli cercano – ognuno con il proprio punto di vista – una possibile soluzione al problema proposto. La formula funziona principalmente perché spesso al tavolo siedono persone con competenze ed esperienze diverse: le restituzioni dei vari tavoli (che avvengono alla fine di ogni giornata) rilevano il livello di creatività e di confronto che i partecipanti sperimentano in modo costruttivo. Non è infatti un modo di dire che il vero lavoro per chi partecipa a Jazz’Inn inizi proprio alla fine dell’evento. Seppur la manifestazione sia al terzo anno, si sono già registrati casi di progetti nati tra i tavoli di lavoro di Jazz’Inn, per non contare le collaborazioni nate dalla semplice connessione delle persone.

Il modello slow dell’innovazione di Ampioraggio

Il punto di forza di Ampioraggio, la fondazione che organizza Jazz’Inn è il modello slow legato al mondo dell’innovazione. Sembra un paradosso, in realtà la scelta è motivata e vincente. Motivata perché parlare di lavoro e nuovi progetti tra un bicchiere di vino e un concerto jazz è sicuramente più piacevole. Vincente perché nel corso degli anni Jazz’Inn è cresciuto in quantità e qualità. Per la prima volta quest’anno il format è stato replicato a Lagueglia, in Liguria ottenendo un buon riscontro. Inoltre, l’edizione 2019 di Pietrelcina ha potuto contare – tra gli altri – sul sostegno di Invitalia e Azimut.

Lo speciale di Start Me Up dedicato a Jazz’Inn: un racconto corale

Nel corso di Jazz’Inn Start Me Up ha pubblicato tre podcast speciali raccogliendo le voci dei protagonisti che hanno preso parte all’evento. Li abbiamo pubblicati direttamente dal posto, uno al giorno. Per comodità mettiamo il link alla fine di questo articolo: vi basterà cliccare sull’immagine per ascoltare il podcast.

Jazzinn al via con l’Invitalia day – podcast #01

È stata ridefinita Invitalia Day la prima giornata di Jazzinn 2019 che si è svolta sul Sannio Express e a Pietrelcina presso la sede di CFP RICERCHE INNOVAZIONE SRL. Si parla di Invitalia Day perché Invitalia oggi ha avuto modo di presentare alcune idee di impresa nate grazie alle misure promosse da questo ente. Ma… Leggi tutto

player podcast speciale 1

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L’innovazione di Jazz’Inn passa tra i tavoli di lavoro – podcast #02

Secondo podcast speciale dedicato a Jazz’Inn 2019 di Pietrelcina. In poco più di trenta minuti ripercorriamo insieme il secondo giorno dell’evento, il primo in cui erano previsti i tavoli di lavoro. Ci aiuta a farlo il primo ospite di questo podcast, Anna Elisa Fersini della Fondazione Ampioraggio a cui abbiamo chiesto un bilancio di questa… Leggi tutto

il player del secondo podcast speciale su jazzinn

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Contaminazione e entusiasmo la ricetta di Jazz’inn – podcast #03

Non ci sono parole migliori per descrivere la seconda giornata dell’edizione 2019 di Jazz’Inn: contaminazione e entusiasmo. Proviamo a raccontarvelo – nonostante la stanchezza – anche in questo terzo speciale che dedichiamo a questo evento e che ci porta inevitabilmente a fare anche un bilancio dell’intera edizione. Come negli altri due speciali poi, cerchiamo di… Leggi tutto

Il player del terzo podcast speciale dedicato a jazzinn

Le interviste video

Nel corso dell’evento abbiamo anche realizzato delle brevi interviste video ad alcuni dei protagonisti di JazzInn 2019 – Pietrelcina. I video sono stati pubblicati nel canale ufficiale di Fondazione Ampioraggio e sono stati realizzati grazie alla preziosa collaborazione di Diamante Content.

L’Italian Master Startup Award 2019 allo spin-off romano Bioscience Genomics



la foto della premiazione di Bioscience Genomics all’Italian Master Startup Award 2019Il 17 maggio scorso si è svolta la tredicesima edizione dell’Italian Master Startup Award, il premio che PNICube conferisce alle startup nate dalla ricerca accademica italiana che stanno ottenendo le migliori performance sui mercati. Il premio assoluto è andato a Bioscience Genomics – spin-off dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Con noi al telefono Alessandra Tacconelli, biologa e branch manager di questa startup.

La ricerca al servizio della prevenzione oncologica e ginecologica

Bioscience Genomics offre servizi nel campo della genomica. Sfruttando le più recenti tecnologie di sequenziamento di nuova generazione del DNA, questa startup analizza il DNA libero circolante con un metodo innovativo, sia per la valutazione di eventuali anomalie a carico della componente fetale, nel corso della gravidanza, sia per la valutazione di mutazioni somatiche, per la prevenzione oncologica. Il mercato iniziale di riferimento è quello italiano, nel quale, dopo aver esplorato a fondo l’area specialistica dell’ostetricia, l’azienda sta sviluppando servizi nel settore della prevenzione oncologica, andando a intercettare quale potenziale mercato, qualunque soggetto sano, a prescindere dal soggettivo rischio oncologico che lo caratterizzi.

la citazione di Alessandra di Bioscience Genomics Italian Master Startup Award 2019

Sviluppi innovativi applicati al mondo reale: questa è la ricerca che diventa impresa

Il successo di Bioscience Genomics testimonia come gli spin-off universitari debbano farsi guidare sempre più da percorsi di sviluppo innovativi. Al contempo però devono avere la capacità di contestualizzare questi percorsi nel mondo attuale, lasciando che le risorse professionali che si hanno a disposizione riescano a esprimersi. È una vera e propria alchimia e non è impossibile da ottenere. È la stessa Alessandra a testimoniarlo nell’intervista: l’università non è più così distante dal mondo dell’impresa e dal mondo reale. Al punto che si avvicina anche a temi socialmente rilevanti. Lo ha detto anche Giovanni Perrone, Presidente di PNICube: “L’edizione 2019 dell’IMSA ha valorizzato uno dei settori di punta della ricerca scientifica italiana, la genomica. La premiazione di Bioscience Genomics testimonia l’attenzione dell’ecosistema dell’imprenditoria innovativa verso applicazioni della ricerca a problematiche di grande interesse sociale”.

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Startup Weekend Catania: l’evento attraverso la voce dei protagonisti



Quello passato è stato un fine settimana ad alto tasso di innovazione, almeno per chi si trovava a Catania. Tra il 27 e il 29 ottobre c’è stato infatti lo Startup Weekend Catania che quest’anno aveva come tema “Smart City”.

L’evento è stato organizzato dall’associazione non profit catanese Youth Hub Catania, in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania e con il supporto di numerosi stakeholder ed imprenditori del Sud Italia. C’eravamo anche noi come Media Partner e, in questo podcast speciale, abbiamo cercato di racchiudere nelle parole di alcuni dei protagonisti tutto l’entusiasmo e la voglia di creare qualcosa di bello. Ai nostri microfoni sono passati: Francesco Spampinato, membro di Youthub e organizzatore dell’evento, Mirko Viola di Vulcanic, che è stato chiamato a giudicare le idee di impresa, Vanessa Coppola, cofondatrice di Vinoled che è stata uno dei mentor di questo Startup Weekend e Federico Tudisco che era nel team Coorto, l’idea che ha conquistato il primo posto.

SwCatania 2017: foto di gruppo

Startup Weekend Catania: alcuni numeri.

Sono state oltre 200 le persone di ogni età a coinvolte a vario titolo a dar vita a questo Startup Weekend Catania – Smart City.

Sono state circa 90 le persone che hanno deciso di partecipare a questo Startup Weekend Catania, messo in piedi da 11 organizzatori e altri 12 volontari che hanno coordinato i lavori durante le 54 ore dell’evento. Sono stati invece 20 i mentor, provenienti da varie parti della Sicilia e di Italia, che hanno aiutato i ragazzi a portare avanti le proprie idee di impresa e, come richiesto dall’evento, 1 solo mentor. I team che hanno lavorato sono stati 12 per altrettante idee che sono state valutate da 6 giudici, scelti tra imprenditori e esperti del settore.

I team vincitori sono stati:

1° posto: Coorto, piattaforma di matchmaking per soddisfare le esigenze di chi vorrebbe coltivare il proprio orto ma non ha uno spazio per farlo e chi lo possiede ma non ha interesse a sfruttarlo;

2° posto: Immersivart, app sulla realtà aumentata che mostra tutte le opere archiviate all’interno di un piccolo spazio;

3° posto: Ticketup, un’app per incrementare la vendita dei biglietti dei mezzi pubblici tramite la gamification.


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La Sicilia digitale si incontra grazie a Unicredit



Il 10 marzo Unicredit Sicilia ha organizzato il Sicily Digital Day. Nella sede di Palermo i dirigenti della banca, stakeholder del territorio e aziende hanno avuto modo di confrontarsi per una mattinata. In questo podcast cerchiamo di sintetizzare quanto di buono realizzato durante l’evento. E lo facciamo con le parole di Vittorio La Placa, responsabile retail della Sicilia per Unicredit. Poi spazio a 2 delle 17 aziende che hanno esposto i propri prodotti e servizi. Ai microfoni di Start Me Up vi racconto Chatbot, servizio offerto da Coselab di Sebastiano Lipari e Papèm, app dedicata al mondo del commercio che vede tra i founder Alberto Lo Bue

Presentato il nuovo bando Unicredit Start Lab

Durante l’evento è stato presentato il nuovo bando di Unicredit Start Lab che fino al 2 maggio 2017 è alla ricerca di idee che ruotino intorno al mondo del Made in Italy, Digital, Clean Tech e Life Science. Per conoscere il regolamento e il resto dei dettagli visita unicreditstartlab.eu.

Link utili

La citazione di Alberto

Alberto Papem Sicilia Digitale

Leggi la trascrizione del podcast

Se lo spray cura il raffreddore… ...e non ne lenisce i sintomi! Panoxyvir vince il PNI 2016



Non sopportate il raffreddore? Finalmente la soluzione per voi esiste e si chiama Panoxyvir, progetto che al Premio Nazionale per l’Innovazione conquista il Premio Chiesi Farmaceutici LIFE SCIENCES e si porta a casa anche il Premio Assoluto di questa quattordicesima edizione del PNI. Dopo l’evento di Modena, ho raggiunto al telefono il virologo Andrea Civra che in questo undicesimo podcast dedicato interamente al PNI spiega le peculiarità del progetto.

Ossisterolo: la molecola usata da S.Antonio Abate

L’intuizione della squadra di Panoxyvir sta nel voler utilizzare gli ossisteroli, molecole le cui proprietà curative sono note sin dai tempi di S.Antonio Abate che le utilizzava per curare la malattia nota come il fuoco di S.Antonio. I ricercatori hanno pensato così di isolare questa molecola – S.Antonio usava il grasso animale – e di inserirlo in uno spray nasale in modo da curare il raffreddore. Attenzione! Si parla di curare perché, come specifica Andrea, in commercio esistono solo prodotti lenitivi, che attenuano i sintomi ma non agiscono sul virus.

Panoxyvir alla prova europea

Al momento la squadra è impegnata a isolare le molecole e farle diventare un farmaco: un processo che prevede una lunga trafila burocratica e ovviamente di lavoro in laboratorio. Tra i vari premi Panoxyvir si è anche aggiudicato quello messo in palio da SEUA Italy e parteciperà all’evento di Bruxelles tra qualche mese. Per seguire le evoluzioni del progetto si può seguire la pagina facebook e il sito che attualmente è in fase di costruzione.


Re3Cube si è aggiudicato il Premio Iren Cleantech & Energy al PNI 2016! Leggi l’articolo


Il Premio Nazionale per l’Innovazione 2016

La XIV edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), la più grande e capillare business plan competition italiana, è organizzata come sempre da PNICube ed è stata ospitata quest’anno dall’Università di Modena e Reggio Emilia, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Il PNI – a cui concorrono i migliori progetti d’impresa innovativa vincitori delle 16 StartCup regionali che coinvolgono oltre 40 tra università, incubatori e istituzioni – ha visto quest’anno la partecipazione di 3.440 neoimprenditori, per un totale di 1.171 idee e 511 business plan presentati. I vincitori sono stati selezionati tra le 65 startup finaliste da una qualificata Giuria composta da 48 esponenti d’eccellenza del mondo dell’impresa, della ricerca universitaria e del venture capital, sulla base di criteri come originalità dell’idea imprenditoriale, realizzabilità tecnica, interesse per gli investitori, adeguatezza delle competenze del team, attrattività per il mercato.

Ne avevamo parlato qui, ma se vuoi puoi leggere il comunicato stampa ufficiale per conoscere anche i vincitori delle menzioni speciali.

La citazione di Andrea

Andrea Civra Panoxyvur PNI2016

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I rifiuti sanitari? Finiscono in un elettrodomestico Re3Cube è il progetto che si aggiudica il Premio Iren Cleantech & Energy al PNI 2016



L’ambizione di Re3Cube è alta: il loro prodotto è la soluzione definitiva per lo smaltimento dei rifiuti sanitari pericolosi. Se al momento infatti i rifiuti finiscono in un contenitore apposito che viene ritirato con cadenza mensile e vengono smaltiti in pochi inceneritori specializzati, Re3Cube si propone come un’alternativa valida. Perché? Perché Re3Cube è un dispositivo simile a un elettrodomestico che sterilizza sul posto i rifiuti e viene controllato da remoto, azzerando di fatto il rischio infettivo e semplificando la gestione dell’intero ciclo di smaltimento. L’idea che in questo podcast ci viene presentata da Renato Lacroce e Alberto Bert si è aggiudicata il Premio Iren Cleantech & Energy durante la XIV edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione e può contare su un team eterogeneo e molto qualificato che lavora da tempo nel settore sanitario.

Come funziona Re3Cube

Di Re3Cube esistono al momento solo dei prototipi che sono stati affidati a alcuni studi dentistici per alcuni test. Il team conta comunque di mettere il dispositivo in commercio entro il 2017. Per restare aggiornati basta seguire il sito re3cube.com o la pagina LinkedIn.


È possibile sfruttare il mare rispettando l’ambiente? È la sfida di ResourSEAs


Il Premio Nazionale per l’Innovazione 2016

La XIV edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), la più grande e capillare business plan competition italiana, è organizzata come sempre da PNICube ed è stata ospitata quest’anno dall’Università di Modena e Reggio Emilia, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Il PNI – a cui concorrono i migliori progetti d’impresa innovativa vincitori delle 16 StartCup regionali che coinvolgono oltre 40 tra università, incubatori e istituzioni – ha visto quest’anno la partecipazione di 3.440 neoimprenditori, per un totale di 1.171 idee e 511 business plan presentati. I vincitori sono stati selezionati tra le 65 startup finaliste da una qualificata Giuria composta da 48 esponenti d’eccellenza del mondo dell’impresa, della ricerca universitaria e del venture capital, sulla base di criteri come originalità dell’idea imprenditoriale, realizzabilità tecnica, interesse per gli investitori, adeguatezza delle competenze del team, attrattività per il mercato.

Ne avevamo parlato qui, ma se vuoi puoi leggere il comunicato stampa ufficiale per conoscere anche i vincitori delle menzioni speciali.

La citazione di Renato

Renato Lacroce di Re3Cube

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Il mare? Una fonte inesauribile per ResourSEAs Il progetto palermitano ha vinto il il Premio BPER Banca INDUSTRIAL al PNI 2016



Che il mare sia una fonte di energia è abbastanza noto, ma i ragazzi di ResourSEAs si sono certamente spinti un po’ più in la. Come precisa Alessandro Tamburini, ospite di questo podcast dedicato alla XIV edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione, ResourSeas valorizza il mare sfruttando tutto ciò che è possibile estrarre, naturalmente nel pieno rispetto della natura. Un vero e proprio ciclo integrato che permette di ottenere:

  • acqua dolce attraverso la dissalazione dell’acqua di mare;
  • sale (con un incremento della produzione del 30%) sfruttando gli scarti della dissalazione;
  • idrossido di magnesio sfruttando gli scarti ottenuti dal precedente processo;
  • energia elettrica sufficiente per tenere in piedi tutto il ciclo, ottenuta anche in questo caso dagli scarti dell’ultimo processo in elenco.

Il magnesio è il core business di ResourSEAs

Di tutto il processo è il magnesio il core business di ResourSEAs dice Alessandro perché è un minerale ad altissimo valore aggiunto e al momento la Comunità Europea lo esporta dalla Russia e dalla Cina. Secondo i calcoli di Alessandro se ogni salina del Mediterraneo avesse un impianto ResourSEAs, l’Europa potrebbe soddisfare il proprio fabbisogno interno di magnesio. Inoltre il minerale estratto dal sale marino è molto più puro di quello che proviene dai paesi extraeuropei che invece lo estraggono in miniera e non avrebbe perciò bisogno di essere raffinato.

I prossimi passi di ResourSEAs

ResourSEAs si è aggiudicato il Premio BPER Banca INDUSTRIAL durante la XIV edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione e adesso il team è al lavoro per realizzare il primo impianto sperimentale nei pressi delle Saline di Trapani. In base a come andranno le varie fasi di sperimentazione, si aumenterà gradualmente la quantità di prodotto estratto, arrivando fino a 4mila tonnellate. Al momento non esiste un sito, ma presto sarà on-line con tutte le novità www.resourseas.eu.


Cubbit, il cloud storage nato in un Airbnb, leggi la loro storia


Il Premio Nazionale per l’Innovazione 2016

La XIV edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), la più grande e capillare business plan competition italiana, è organizzata come sempre da PNICube ed è stata ospitata quest’anno dall’Università di Modena e Reggio Emilia, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Il PNI – a cui concorrono i migliori progetti d’impresa innovativa vincitori delle 16 StartCup regionali che coinvolgono oltre 40 tra università, incubatori e istituzioni – ha visto quest’anno la partecipazione di 3.440 neoimprenditori, per un totale di 1.171 idee e 511 business plan presentati. I vincitori sono stati selezionati tra le 65 startup finaliste da una qualificata Giuria composta da 48 esponenti d’eccellenza del mondo dell’impresa, della ricerca universitaria e del venture capital, sulla base di criteri come originalità dell’idea imprenditoriale, realizzabilità tecnica, interesse per gli investitori, adeguatezza delle competenze del team, attrattività per il mercato.

Ne avevamo parlato qui, ma se vuoi puoi leggere il comunicato stampa ufficiale per conoscere anche i vincitori delle menzioni speciali.

La citazione di Alessandro

Alessando Tamburini di Resourseas

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Cubbit, il cloud storage che è nato grazie a Airbnb Il progetto ha vinto il Premio growITup ICT al PNI 2016



Cubbit, si presenta come valida alternativa ai servizi di Cloud Storage attualmente in commercio. Il nome deriva dall’unione dei termini cubby (ripostiglio) e bit (l’unità di misura dell’informatica) – per questo motivo si legge Cabbit – e alla XIV edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione si è aggiudicato il Premio growITup ICT. Stefano Onofri spiega ai microfoni di start Me Up che Cubbit è una soluzione di cloud distribuito che permette all’utente di abbattere i costi di archiviazione (con un account free di dropbox, per dirne una, avete solo 2 GB a disposizione), con una serie di vantaggi connessi che potete conoscere se ascoltate l’intervista che chiude questo undicesimo podcast di Start Me Up. Una menzione speciale va fatta sulla privacy che è garantita da Cubbit in due modi: essendo una piattaforma di cloud distribuito la gestione della password è a uso esclusivo degli utenti. Inoltre i file da archiviare vengono divisi e depositati in vari hard disk, evitando così in caso di eventuali attacchi che un file possa essere violato.

Il progetto nato grazie ai soldi ricavati dagli affitti di Airbnb

Cubbit è riuscito a muovere i primi passi grazie a Airbnb perché il team per autofinanziarsi ha rimesso a nuovo un appartamento di uno dei soci e lo ha adibito a ufficio di giorno e a stanze da affittare attraverso la piattaforma di sharing economy durante le notti. Questo ha dato loro la possibilità di avere dei soldi da poter investire nel progetto.

Cubbit sarà presto in vendita ma se vi aspettate una sorta di elettrodomestico vi sbagliate di grosso: il cuore del progetto è nel software che il team fa girare su un Raspberry Pi che può essere acquistato su Amazon a meno di 50 €. Se già se ne possiede una, allora potrete partecipare alla fase di pre-market: basta fare esplicita richiesta su cubbit.net.


Panoxyvir, non un semplice spray nasale


Il Premio Nazionale per l’Innovazione 2016

La XIV edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), la più grande e capillare business plan competition italiana, è organizzata come sempre da PNICube ed è stata ospitata quest’anno dall’Università di Modena e Reggio Emilia, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Il PNI – a cui concorrono i migliori progetti d’impresa innovativa vincitori delle 16 StartCup regionali che coinvolgono oltre 40 tra università, incubatori e istituzioni – ha visto quest’anno la partecipazione di 3.440 neoimprenditori, per un totale di 1.171 idee e 511 business plan presentati. I vincitori sono stati selezionati tra le 65 startup finaliste da una qualificata Giuria composta da 48 esponenti d’eccellenza del mondo dell’impresa, della ricerca universitaria e del venture capital, sulla base di criteri come originalità dell’idea imprenditoriale, realizzabilità tecnica, interesse per gli investitori, adeguatezza delle competenze del team, attrattività per il mercato.

1,5 milioni di euro il montepremi complessivamente erogato: oltre 500.000 euro in denaro e circa un milione in servizi, offerti dagli Atenei e dagli incubatori soci di PNICube. E, per la prima volta, tutti e quattro i premi settoriali, dell’ammontare di 25.000 euro ciascuno, hanno avuto un main sponsor, segnale estremamente positivo a testimonianza della crescente apertura delle imprese all’Open Innovation.

Leggi il comunicato stampa completo per conoscere anche i vincitori delle menzioni speciali.

La citazione di Stefano

Stefano Onofri di Cubbit

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