L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel settore turistico e culturale



Quale argomento migliore per chiudere il ciclo di BeBravo con quello che tradizionalmente viene associato al futuro del mondo in generale e quindi anche del settore del turismo e della cultura: l’intelligenza artificiale. In realtà, questa tecnologia è già presente nelle nostre abitudini di viaggio anche se ci sono ancora alcuni tabù da abbattere.

Partendo dalla scontata e quasi certa perdita di alcuni tipi di posti di lavoro che l’avvento di questo tipo di tecnologie porterà nel breve periodo, cercheremo di delineare i processi che ci aspettano da qui in avanti. Lo facciamo con Giovanna Manzi, CEO di BWH Hotel Grup Italia. Mentre per indagare alcune possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale ci facciamo raccontare dalle due startup protagoniste di questo podcast cosa fanno. Parliamo di The Thinking Clouds di Livio Ascione e Threebot di Federico Lima.


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Rigenerazione territoriale: i protagonisti di questo podcast targato Bebravo.

Le voci delle persone che puoi ascoltare all’interno di questo quinto podcast del ciclo Bebravo e i progetti che portano avanti.

Giovanna Manzi, CEO di BWH Hotel Grup Italia

Giovanna Manzi su intelligenza artificiale- bravo innovation hub

Giovanna Manzi è CEO di BWH Hotel Group, realtà del mondo alberghiero che raccoglie tre brand: World Hotels, Best Western e Sure Hotel. Ha lavorato presso Travelonline, primo portale italiano b2c di turismo. Divenuta CEO a soli 37 anni si è occupata di traghettare Best Western nel delicato passaggio da consorzio di hotel a Gruppo Alberghiero strutturato con risorse, organizzazione e obiettivi chiari e misurabili. Grazie al suo lavoro il gruppo si consolida accrescendo il numero di alberghi affiliati e dipendenti.

Livio Ascione di The Thinking Clouds

Livio Ascione di The thinking clouds su intelligenza artificiale- bravo innovation hub

The Thinking Clouds è la startup che produce “Genius Loci”, una piattaforma informatica che permette la customizzazione di app mobile per la promozione dei beni culturali, percorsi turistici ed enogastronomici, borghi e città d’arte.

Federico Lima di Threebot

Federico Lima su intelligenza artificiale- bravo innovation hub

Threebot è una azienda palermitana che ha progettato due prodotti. Il primo è un assistente di viaggio dotato di intelligenza artificiale, chiamato Travelino. Travelino è un robot che comprende le intenzioni dell’utente attraverso i messaggi di testo vocali in chat e attraverso l’intelligenza artificiale lo supporta semplificando e rendendo elementare il processo di ricerca e reperimento di qualunque contenuto o servizio di viaggio.

La startup ha lavorato inoltre a una seconda soluzione a supporto delle agenzie di viaggio: una piattaforma dal nome Digital Agencies, che fornisce soluzioni integrate per gli operatori che intendono sviluppare nuove opportunità avvalendosi dell’implementazione digital del loro business.

Cosa è Bravo Innovation Hub

Bravo Innovation Hub tra le Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

Bravo Innovation Hub è l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle imprese del turismo e della cultura più innovative del Mezzogiorno, realizzato da Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka Italia.
Fondazione Giacomo Brodolini coordina il percorso di accelerazione con cui le imprese selezionate possono velocizzare l’ingresso sul mercato, sviluppando modelli di business con il supporto dei migliori esperti del settore.

Cosa è Bebravo

Bebravo è la serie di cinque podcast che va alla scoperta delle dieci startup che sono entrate a far parte del percorso di accelerazione di Bravo Innovation Hub, l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle startup del turismo e della cultura che arrivano dal Sud Italia.
La serie è prodotta in collaborazione con Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka. Bebravo non sarebbe stata possibile senza l’enorme contributo di Federica Fulghesu che ha coordinato tutte le interviste e ha curato i rapporti con gli ospiti.

Ascolta tutta la serie: radiostartmeup.it/specialebravoinnovationhub.


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Foto di copertina di Possessed Photography via Unsplash 

Il ruolo delle aree interne nel settore turistico e culturale italiano



Quando si parla di aree interne spesso si minimizza l’aspetto forse principale: cioè che queste zone, nel complesso, rappresentano il 60% dell’intero territorio nazionale. Anche per questo motivo è impossibile non immaginare un ruolo di questi territori all’interno del settore turistico e culturale italiano.

In questo podcast partiamo da un’analisi su ciò che le aree interne oggi rappresentano. Uno sguardo che non può non considerare quella fetta di popolazione che ha cominciato a pensare questi luoghi come posto dove vivere dopo l’impatto della pandemia del 2020. Se l’immaginario verso le aree interne è cambiato però, è anche vero che queste restano aree in cui mancano i servizi essenziali.

Lo sottolinea bene in questo podcast Massimiliano Ventimiglia di Onde Alte. In più, in questo quarto appuntamento del ciclo Bebravo raccontiamo le storie di due startup: Hearth e Holiders. Per farlo ci affidiamo alla voce dei co-founder: rispettivamente Massimiliano Imbimbo e Giampiero Ammaturo.


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Aree interne: i protagonisti di questo podcast targato Bebravo.

Le voci delle persone che puoi ascoltare all’interno di questo quarto podcast del ciclo Bebravo e i progetti che portano avanti.

Massimiliano Ventimiglia di Onde Alte

La citazione di Massimo Ventimiglia sulle aree interne

Massimiliano Ventimiglia è founder e CEO di Onde Alte. Appassionato di tecnologia e digitale, si laurea in Economia Aziendale all’Università Ca’ Foscari, nell’indirizzo Marketing e Comunicazione Aziendale. Nel 2004 è cofounder di H-FARM e nell’aprile 2005 fonda H-ART. A maggio 2018 fonda Onde Alte, azienda che si occupa di progetti che combinano sostenibilità economica e ritorno sociale.

Massimiliano Imbimbo di Hearth

la citazione di Massimiliano Imbimbo su aree interne

Hearth propone un prodotto tecnologico ambizioso, attualmente in fase di sviluppo. Il progetto ha un impatto sociale. La sua finalità è la valorizzazione dei territori turistici meno frequentati con una piattaforma digitale che consente a imprese, pubbliche amministrazioni, DMO ed enti/associazioni di promozione territoriale, di cooperare attraverso un unico strumento per la piena digitalizzazione dell’offerta turistica del territorio. L’idea imprenditoriale si basa su esigenze del territorio ed il bisogno è stato validato con stakeholder territoriali.

Giampiero Ammaturo di Holiders

La citazoine di Giampiero di Holiders su aree interne e turismo

Holiders è una piattaforma di sharing economy che opera nel settore del turismo culturale. Mette in contatto esperti locali con turisti che vogliono visitare quella specifica area: grazie a logiche di data-mining il sistema è in grado di analizzare il sentimento degli utenti e creare filtri di preferenza personalizzati.

Cosa è Bravo Innovation Hub

Bravo Innovation Hub tra le Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

Bravo Innovation Hub è l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle imprese del turismo e della cultura più innovative del Mezzogiorno, realizzato da Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka Italia.
Fondazione Giacomo Brodolini coordina il percorso di accelerazione con cui le imprese selezionate possono velocizzare l’ingresso sul mercato, sviluppando modelli di business con il supporto dei migliori esperti del settore.

Cosa è Bebravo

Bebravo è la serie di cinque podcast che va alla scoperta delle dieci startup che sono entrate a far parte del percorso di accelerazione di Bravo Innovation Hub, l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle startup del turismo e della cultura che arrivano dal Sud Italia.
La serie è prodotta in collaborazione con Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka. Bebravo non sarebbe stata possibile senza l’enorme contributo di Federica Fulghesu che ha coordinato tutte le interviste e ha curato i rapporti con gli ospiti.

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Foto di copertina di Alessio Bachetti via Unsplash 

Il gioco come strumento di comunicazione e di marketing per la cultura e il turismo



Nel terzo appuntamento dedicato alle imprese che hanno preso parte al percorso di accelerazione di Bravo Innovation Hub parliamo del gioco. Il gioco, qui intenso (con un po’ di libertà) anche nel senso di gamification è un ambito che solitamente viene considerato emergente ma che in realtà già da parecchio tempo ricopre un ruolo da padrone nel panorama della creatività. Inoltre, ha ampiamente dimostrato che, se applicato a qualsiasi ambito, permette di avere risultati difficilmente raggiungibili da altre modalità espressive.

In questo podcast ci interessano ovviamente le applicazioni relative al mondo della cultura e del turismo. Le esploreremo insieme a Ludovico Solima, professore presso l’università della Campania “L.Vanvitelli” e ideatore del videogioco “Father and Son”, Angelo Annichiarico di Blindgate e Bianca Iafelice di Trawellit.


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Gioco e gamification: i protagonisti di questo podcast targato Bebravo.

Le voci delle persone che puoi ascoltare all’interno di questo terzo podcast del ciclo Bebravo e i progetti che portano avanti.

Ludovico Solima

Ludovico Solima è Professore ordinario di “Economia e gestione delle imprese” e titolare della cattedra di “Management delle imprese culturali” presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Il professore Solima collabora con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli per cui ha ideato il videogioco Father and Son che per i risultati ottenuti è diventato un vero e proprio caso studio della comunicazione museale in Italia.

Angelo Annichiarico di Blindgate

La citazione di Angelo Annichiarico di Blindgate su gioco e turismo

Blindgate mira a creare pacchetti last minute diversificati con una soluzione di raccolta e analisi dei dati per costruire esperienze di viaggio personalizzate a prezzi vantaggiosi. Adotta la formula “roulette”, spostando il classico paradigma “tempo, prezzo e destinazione” alla valorizzazione dell’esperienza di viaggio.

Bianca Iafelice di Trawellit

La citazione di Bianca Iafelice su gioco e cultura

Trawellit porta avanti il progetto Spot4Elements, una caccia al tesoro che, grazie ad un’applicazione game per smartphone geolocalizzata, permette di scoprire le località turistiche, svelandone curiosità e storia.

Cosa è Bravo Innovation Hub

Bravo Innovation Hub tra le Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

Bravo Innovation Hub è l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle imprese del turismo e della cultura più innovative del Mezzogiorno, realizzato da Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka Italia.
Fondazione Giacomo Brodolini coordina il percorso di accelerazione con cui le imprese selezionate possono velocizzare l’ingresso sul mercato, sviluppando modelli di business con il supporto dei migliori esperti del settore.

Cosa è Bebravo

Bebravo è la serie di cinque podcast che va alla scoperta delle dieci startup che sono entrate a far parte del percorso di accelerazione di Bravo Innovation Hub, l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle startup del turismo e della cultura che arrivano dal Sud Italia.
La serie è prodotta in collaborazione con Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka. Bebravo non sarebbe stata possibile senza l’enorme contributo di Federica Fulghesu che ha coordinato tutte le interviste e ha curato i rapporti con gli ospiti.

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Foto di copertina di Zachary Nelson on Unsplash

Liberare l’arte e la cultura per leggere, capire e cambiare la nostra società



Dagli inizi del 2000 l’arte e la cultura sono al centro di un profondo cambiamento all’interno della nostra società. Il cambiamento in atto interessa sia il significato di ciascun termine che il ruolo che questi due aspetti ricoprono all’interno della vita di ciascuno di noi.

Tutto ciò ha una stretta connessione con lo sviluppo delle tecnologie digitali. Un cambiamento che non investe però solo il modo in cui ognuno di noi fruisce questi contenuti. In molti casi, l’avvento del digitale porta una carica di significati impensabili fino a poco tempo fa.

È quello che hanno sperimentato i team delle due startup protagoniste di questo podcast: Visionary e ArtMate. Ce le presentano i due co-founder, rispettivamente Benedetta Rosini e Armando Monda. A guidarci nei cambiamenti dei termini arte e cultura il mentor di Bravo Innovation Hub Emmanuele Curti, manager culturale.


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Arte e cultura: i protagonisti di questo podcast targato Bebravo.

Le voci delle persone e i progetti che portano avanti al centro di questo podcast, il secondo del ciclo Bebravo .

Emmanuele Curti

Emmanuele Curti su arte e cultura - bravo innovation hub

Emmanuele Curti, è un manager culturale, dopo la formazione a Perugia, è approdato a Londra, e successivamente si trasferisce a Matera. Si è occupato per anni di processi di acculturazione nell’antichità fra mondo greco, romano ed indigeno, ed ha portato avanti progetti di ricerca a Pompei e in Giordania. Negli ultimi anni la sua attenzione si è concentrata sui cambiamenti dei paradigmi delle discipline umanistiche legate ai beni culturali e al necessario sviluppo di un nuovo approccio alla dimensione socio/economica della cultura. Ha collaborato con Matera2019 e attualmente porta avanti Lo Stato dei Luoghi.

Benedetta Rosini di Visionary

Benedetta Rosini di Visionary su arte e cultura - bravo innovation hub

Visionary propone esperienze culturali per la fruizione immersiva di contenuti storici e artistici attraverso l’utilizzo di Realtà Aumentata e Realtà Virtuale. Il primo prodotto è stato sviluppato e testato a Lecce nell’estate del 2020. L’esperienza coinvolge l’utente attraverso lo storytelling legato ai personaggi che hanno fatto la storia del luogo.

Armando Monda di ArtMate

la citazione su arte e cultura da parte di Armando Monda di ArtMate, startup di bravo innovation hub

L’idea di Artmate, che già opera sul mercato, consiste nell’attivare un processo di fruizione dell’arte basato su due punti di forza: le nuove tecnologie 4.0 che permettono di riprodurre gli spazi, rendendoli fruibili anche a distanza, unite la produzione “bottom up” delle guide multimediali in modalità UGC. Questo elemento dovrebbe cambiare la percezione del concetto di guida dando a tutti la possibilità di diventare un “Artmate”, ovvero una guida virtuale che attraverso contenuti multimediali conduca i frequentatori alla scoperta della mostra selezionata.

Cosa è Bravo Innovation Hub

Bravo Innovation Hub tra le Cinque notizie dal mondo dell’innovazione del Sud Italia

Bravo Innovation Hub è l’acceleratore d’impresa di Invitalia dedicato alle imprese del turismo e della cultura più innovative del Mezzogiorno, realizzato da Fondazione Giacomo Brodolini, Destination Makers e Ashoka Italia.
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Foto di copertina di Andy Art on Unsplash.

La rigenerazione territoriale tra processi di coinvolgimento e trasformazione dei luoghi



La rigenerazione territoriale è forse uno dei temi più dibattuti dell’ultimo periodo. Il dare nuovo significato a un luogo o un edificio è infatti una pratica quanto mai diffusa su tutto il territorio nazionale. Ed è un vero e proprio atto che coinvolge le sfere sociali, economiche e antropologiche se è il caso di una intera comunità.

Per la sua complessità la rigenerazione territoriale non può non avere ripercussioni anche nell’ambito turistico e culturale: è quello che indaghiamo in questo primo podcast del ciclo Bebravo con Luca Bazzoli di Ashoka Italia, Anna Salvagio di Cooperativa sociale “Identità e Bellezza”, Andrea Paoletti di Wonder Grottole e Massimo Ciuffreda di Anima Living Network.


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Rigenerazione territoriale: i protagonisti di questo podcast targato Bebravo.

Le voci delle persone che puoi ascoltare all’interno di questo primo podcast del ciclo Bebravo e i progetti che portano avanti.

Luca Bazzoli di Ashoka Italia

Luca Bazzoli di Ashoka Italia mentor di Bravo Innovation Hub - rigenerazione territoriale

Luca Bazzoli è Partnership Development Manager presso Ashoka Italia. Ashoka è la più grande rete internazionale di imprenditori sociali innovativi. Lavorando con loro e con alleati in tutti i settori, Ashoka crea un mondo in cui ognuno si percepisce come agente del cambiamento.

Anna Salvagio di Cooperativa sociale “Identità e Bellezza”

Anna Salvagio di Cooperativa Sociale Identità e bellezza su Rigenerazione Territoriale - bravo innovation hub

Il Museo Diffuso dei 5 sensi propone un processo partecipato di innovazione attivato sul territorio di Sciacca (AG) e fondato su comunità e identità, la cui finalità è il benessere economico, sociale, ambientale e culturale della comunità che abita il territorio. La governance è affidata ad una “Cooperativa di Comunità” – impresa sociale no profit – che opera dunque con l’efficienza e il metodo propri del mondo aziendale, e i valori della comunità. Attualmente sono stati confezionati 40 pacchetti esperienziali.

Andrea Paoletti di Wonder Grottole e Massimo Ciuffreda di Anima Living Network.

Massimo Ciuffreda di Anima Living Network - rigenerazione territoriale Bravo Innovation Hub

Il progetto Anima Living presentato da Wonder Grottole si pone l’ambizioso obiettivo di animare le comunità locali e territoriali situate in zone lontane dai grandi poli urbani. La sfida consiste nell’attrarre i nuovi nomadi digitali (smartworkers) fornendo loro una sistemazione abitativa ed uno spazio in coworking. Le attività prevedono l’attivazione di partenariati pubblici e privati ed il coinvolgimento degli abitanti di ogni comune. La proposta di valore risulta duplice:

  • per i territori, attrarre capitali attraverso nuovi residenti (smart worker);
  • per gli smartworkers, accedere a spazi abitativi, di lavoro ed a un ecosistema di prodotti, servizi ed esperienze nel territorio determinato.

Andrea Paoletti di Wonder Grottole su Rigenerazione territoriale - bravo innovation hub

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Fondazione Giacomo Brodolini coordina il percorso di accelerazione con cui le imprese selezionate possono velocizzare l’ingresso sul mercato, sviluppando modelli di business con il supporto dei migliori esperti del settore.

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Foto di copertina di Daniel Funes Fuentes via Unsplash  

L’evoluzione del delivery, tra rider, ambiente e piccoli centri



Tra tutti i lavori sicuramente il settore del delivery è quello che è diventato sempre più centrale nella vita del nostro Paese. Un settore che prima del lockdown aveva mostrato qualche ombra che come è facile immaginare la crisi non ha fatto altro che accentuare.

la dichiarazione di Giovanni di Socialfood su Delivery

In questo podcast ho cercato di vedere gli aspetti che mi sembrano centrali nella questione delivery: i cambiamenti del settore, la condizione dei lavoratori e altre due questioni che non sono certo da meno. Quella territoriale e quella ambientale. E cioè che ruolo giocano i piccoli centri nella partita del delivery? Quali sono le ricadute dal punto di vista della sostenibilità di questo lavoro che vede la strada come luogo di azione?

Se le prime due sono questioni spinose e in continua evoluzione, per le altre è interessante capire quali sono leopportunità per quelle realtà che già oggi stanno operando.

 


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Le voci di chi lavora nel mondo del delivery e lo sta cambiando

la dichiarazione di Valerio di Socialfood su DeliveryIn questo podcast sentirete le voci di chi lavora nel mondo del delivery e che da dentro lo sta cambiando.

Giovanni Imburgia di Socialfood e vice presidente di Assodelivery, essendo presente sul mercato dal 2013 ci aiuta a capire come è cambiato nel tempo il settore del delivery e ci fornisce anche interessanti prospettive su quello che sarà il post-pandemia. Lo stesso fa Valerio Chiacchio che con Alfonsino, startup casertana, ha scelto di concentrarsi sulle consegne di cibo nei piccoli centri, target difficilmente coperto dai grandi marchi.

Ma il mondo del delivery si porta dietro questioni complesse e tutt’ora in fase di definizione come le condizioni lavorative dei rider. Ho sentito Antonio Prisco del coordinamento rider della CGIL Nazionale che ci offre il punto di vista di chi, ogni giorno, è in strada per consegnare il cibo, rischiando spesso la vita.

la dichiarazione di Antonio di Socialfood su Delivery

Anche per questo motivo, Luca Simeone di Napoli Pedala, spinge per una transizione ecologica che riguardi il mestiere del rider. Per farlo, insieme alla  Direzione regionale Inail Campania e la NIdiL CGIL Nazionale ha istituito a Napoli “la casa del rider”, un luogo dedicato al ristoro, alla socializzazione e alla formazione dei fattori napoletani.

la dichiarazione di Luca di Socialfood su Delivery

Le esperienze di ciascun ospite a mio avviso ci possono aiutare a immaginare quella nuova normalità che dobbiamo costruire da ciò che viviamo adesso.


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Foto di copertina di Lucian Alexe on Unsplash

Combattere il divario di genere lavorando su professionalità e leadership



Per le donne che vogliono lavorare in Italia la strada non è ancora facile. Nonostante i passi in avanti fatti in questi anni sono ancora tanti i pregiudizi che alimentano pesantemente il divario di genere in ambito professionale.

Per questo nuovo podcast sono andato a cercarmi due progetti che affrontano il problema da due prospettive diverse. LeRosa lavora sulla professionalità e le competenze, Prime Minister invece lavora sulla responsabilità e il senso di leadership. Se il primo progetto si rivolge a quelle donne che vogliono lavorare con il digitale, il secondo permette alle adolescenti di diventare agenti di cambiamento.

Ne parlo in questo podcast con:

  • Giulia Bezzi, la founder di LeRosa e SeoSpirito società benefit srl
  • Ester Memeo, podcaster e content creator
  • Florinda Saieva, imprenditrice culturale e co-fondatrice di Prime Minister e Farm Cultural Park

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LeRosa: eliminare il divario di genere lavorando su formazione e competenze…

Giulia Bezzi, prima di essere imprenditrice è una esperta SEO, specializzata nella strutturazione dell’architettura di un sito e dei contenuti. Definisce LeRosa “un luogo di opportunità” perché chi decide di unirsi lo fa per imparare a lavorare nel mondo del digitale e per trovare donne che condividono lo stesso obiettivo.

La citazione di Giulia su divario di genere

Chi fa parte di LeRosa infatti riceve settimanalmente un’ora di formazione su un tema che riguarda il mondo del digitale. Successivamente, chi vuole, ha la possibilità di mettere in pratica ciò che ha imparato attraverso un blog. I temi sono selezionati in ottica SEO, ovviamente, e ruotano intorno all’ambito lavorativo dell’autrice del post. “Le “mie LeRosa” sono prima di tutto delle professioniste – mi dice – e chi visita il blog legge questa “professionalità”.

… potendo contare sul sostegno di una community.

Su tutto c’è la community che si incontra su un gruppo Facebook dedicato: un luogo dove è possibile scambiarsi consigli e supportarsi a vicenda. È uno dei principali valori che più ha apprezzato Ester Memeo, podcaster e content creator che grazie a LeRosa ha deciso di fare il grande passo di mettersi in proprio. “Non lo avrei mai fatto in tempi così rapidi per il timore di sentirmi da sola”, racconta nel podcast.

La citazione di Ester su divario di genere

Lavorare sulla Leadership per essere agenti di cambiamento

Lavora invece sulla leadership delle donne Prime Minister un progetto nato in Sicilia e che, città dopo città, sta risalendo lo Stivale. Prime Minister è una scuola di politica per giovani donne di età compresa fra 14 e 18 anni che vogliono intraprendere un percorso di formazione alla Politica – intesa come capacità di interpretare e guidare la società – e all’attivazione civica.

Ne parlo con Florinda Saieva imprenditrice culturale e co-fondatrice di Farm Cultural Park che insieme a Angela Laurenza – Ingegnera dei materiali e attivista civica, Denise Di Dio – Policy-maker e co-fondatrice di Movimenta ed Eva Vittoria Cammerino – Capo segreteria di un deputato e attivista politica ha dato via al progetto.

La citazione di Florinda su divario di genere

Prime Minister permette alle partecipanti di entrare in contatto con donne e uomini che hanno apportato un cambiamento nel territorio in cui vivono. In più fornisce loro gli strumenti per operare nel contesto in cui vivono. Lo scopo quindi di Prime Minister è permettere a tutte le giovani donne italiane di essere consapevoli delle proprie capacità, e diventare agenti di cambiamento nelle proprie scuole, comunità, città, nazioni.


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Foto di copertina di Victoria Heath via Unsplash

Il percorso aziendale come scoperta delle persone che ci circondano



Se parliamo di impresa non possiamo parlare delle persone. Sono sempre di più le metodologie che ci hanno abituato a mettere l’utente e i clienti al centro. Un ambito poco indagato è invece quello che le imprese “fanno” alle persone, soprattutto a quelle che decidono di portare avanti un progetto aziendale personale.

È questo il tema del nuovo appuntamento di Fallisci Meglio con Michele Bellocchi che fino a novembre 2019 ha portato avanti Sfreedo.


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La storia di Sfreedo

Sfreedo era un sistema messo in piedi da Michele che metteva in contatto una rete di commercianti e cittadini di Caserta: l’obiettivo era la lotta allo spreco alimentare e il sistema faceva in modo che tutti ci potessero guadagnare. Gli esercenti potevano vendere la merce prossima alla scadenza che rischiavano di buttare, i cittadini potevano acquistare quei prodotti a prezzi scontati. Un sistema ideato e creato da MIchele e che nella fase iniziale veniva gestito utilizzando Whatsapp.

Successivamente Sfreedo cresce, passando a una app proprietaria e il servizio raggiunge circa settemila persone in tutta Caserta. Una crescita che però inizia a mettere in evidenza alcune criticità che porteranno Michele a chiudere questa avventura alla fine del 2019.

Citazione di Michele di Sfreedo su Persone e Impresa

Sfreedo: un “colapasta” che ha fatto emergere il buono che c’è.

La storia di Sfreedo e di Michele mette in risalto gli effetti del percorso imprenditoriale su chi decide di creare qualcosa da zero. Nel caso di Michele poi è più evidente perché Michele ha deciso di creare Sfreedo non nella sua città natale, ma a Caserta, dove si era da poco trasferito. L’esperienza di Sfreedo ha permesso a Michele di conoscere una città più bella di quella che ad un primo sguardo si era immaginato. Questo progetto ha lavorato come un “colapasta” su di lui, facendo emergere tutto il buono presente nella sua nuova città. E una città è sempre fatta dalle persone che la abitano.


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Nel podcast vengono citati questi due articoli:

Musica, industria 4.0 e automotive: storia di un ecosistema.



Mettere insieme musica, industria 4.0 e automotive non è cosa da tutti. Ci provo in questo podcast per raccontare tre progetti che arrivano da Messina, la città dove sono nato. Si tratta di b-rain, arancino.cc™ e Stretto in Carena.

b-rain sequencer

b-rain - in azione. Parte di un ecosistema

b-rain, un sequencer creato partendo da una Raspberry Pi 4, e utilizzando i linguaggi di programmazione Puredata e Python. b-rain punta sulla facilità d’uso, la versatilità e l’essere “open”. È uno strumento utile sia in fase di registrazione che durante un live set perché aiuta a gestire con facilità più fonti e racchiude una serie pressoché infinita di strumenti raggiungibili con pochi click grazie all’interfaccia d’uso molto semplice.

b-rain è  un progetto realizzato da Alessio Zaccone, Peppe Ruggeri e Vincio Siracusano.

arancino.cc™

arancino - parte di un ecosistema

arancino.cc™, un’architettura sviluppata da smartme.IO® basata sullo stesso concetto di comunicazione tra emisfero destro ed emisfero sinistro del cervello umano. L’architettura arancino.cc™ semplifica l’interazione cloud-IoT e facilita l’implementazione dei Cyber Physical System, inoltre sfrutta l’edge e il fog computing e si adatta perfettamente alle soluzioni di intelligenza artificiale e di machine learning.

Ne parlo con Sergio Tomasello, che lavora alla parte di programmazione di alto livello di arancino.cc™.

Stretto in Carena

team di Stretto in Carena - parte di un ecosistema

Stretto in Carena è un progetto dell’Università di Messina che in questi anni ha costruito da zero una vera e propria scuderia coinvolgendo studenti da tutte le facoltà. L’obiettivo è realizzare un prototipo di moto utile a prendere parte alla motostudent. La competizione, aperta agli atenei di tutto il mondo, valuterà le scuderie non solo dai risultati ottenuti in pista ma anche in base al lavoro di progettazione e costruzione dei veicoli.

Ne parlo con Gianmarco Interdonato, responsabile reparto elettronica di SIC.


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Ecosistema: un luogo di relazione e sviluppo.

Pur ricadendo in tre ambiti molto diversi tra loro, ho visto in questi tre progetti un legame che non è solo territoriale, ma che è facile da riassumere con il termine di ecosistema.

Un ecosistema è qualcosa i cui abitanti entrano in relazione tra loro e si influenzano, non per forza volutamente, semplicemente portando avanti i propri progetti e – se è il caso – supportandosi a vicenda.


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Foto di copertina, via b-rain.net

Il Sud Italia come non lo avete mai ascoltato



Tra due settimane si torna in podcast. A partire da novembre, per due volte al mese, pubblicheremo le storie di chi al Sud Italia sperimenta nuovi modelli lavorativi, sociali e culturali.

Ci apprestiamo a inaugurare questa settima (!!!) stagione di Start Me Up in uno scenario inedito: in un mondo sconvolto dalla pandemia abbiamo scoperto il South Working e prima che la Covid-19 ci cogliesse tutti di sorpresa il Governo Italiano aveva lanciato il Piano per il Sud. Sembra quindi che Sud Italia sia tornato finalmente al centro del dibattito nazionale.


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Start Me Up ha fatto umilmente la sua parte, raccontando in questi anni le storie di chi al Sud Italia vive e lavora. Continueremo a farlo anche nei prossimi mesi, attenti ai cambiamenti e alle sfide che ci troveremo davanti. Lo scopo è sempre duplice: da un lato sostenere chi porta avanti iniziative di valore al Sud Italia e dall’altro offrire spunti e ispirazione per chi vuole e non sa se e come passare all’azione. Per loro e per tutti voi è pensato questo podcast.

Come si ascolta Start Me Up

Ascoltare Start Me Up è facile e gratuito: basta cercarlo su Spreaker, Spotify, Apple podcast, Google podcast o sulla vostra piattaforma di podcasting preferita. Abbonatevi e ogni mese riceverete una storia direttamente sul vostro device preferito.

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Foto di Alireza Attari via Unsplash