31. Lo sviluppo del Sud Italia passa dalla collaborazione: da soli, per fortuna, non si fa nulla



Sono stati pubblicati i bilanci della Fondazione con il Sud e dell’impresa sociale Con i bambini ad essa collegata. L’occasione ci dà la possibilità per raccontare cosa questi due enti hanno fatto e stanno continuando a portare avanti per lo sviluppo del Sud Italia. Ci aiuta in questo il direttore generale di Fondazione con il Sud Marco Imperiale, ospite di questo podcast di Start Me Up.

Voce del verbo “collaborare”.

Il minimo comune denominatore sia della Fondazione con il sud che dell’impresa sociale Con i bambini è la collaborazione, un fattore che fa parte della storia di questi due enti che nascono da una unione di risorse di varie fondazioni bancarie e soprattutto, da una collaborazione continua con enti e associazioni sul territorio.

Il solco in cui queste due realtà si inseriscono è quello sociale e leggendo i progetti e ascoltando le parole di Marco Imperiale viene fuori una situazione allarmante, che necessita di interventi innovativi che possano coinvolgere più soggetti. Da questo punto di vista l’esperienza di Fondazione Con il Sud è preziosa visto che da 11 anni opera al Sud Italia con un impatto che, per sua natura, è lento ma efficace.

la citazione di Marco di Fondazione con il Sud sul Sud Italia

L’indipendenza dagli enti pubblici e la proposta di un modello innovativo.

Un impatto, ricordiamolo, che non passa da finanziamenti pubblici, ma è frutto dell’impegno di privati. Ci teniamo a sottolineare questo aspetto perché è lo stesso Marco a ammettere che l’indipendenza dai soggetti pubblici è allo stesso tempo “la forza e la debolezza” della fondazione. Un modello che coniuga la flessibilità e rapidità nel seguire i numerosi progetti promossi con la solidarietà e l’aiuto per i soggetti più deboli. Inoltre, al tempo stesso, questo approccio rafforza le radici di chi vive al Sud Italia, dando così la possibilità di porre le basi per una crescita sana e indipendente. È un modello, un esperimento, che sta dando i suoi frutti e che è sempre aperto alle collaborazioni. Il sistema usato è quello dei bandi (che qualche volta vi abbiamo anche segnalato anche su questo sito). Il segreto per poterli vincere, sottolinea Marco, è la collaborazione. Da soli, per fortuna, non si fa nulla.


Foto di copertina di Olga Guryanova trovata su Unsplash

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Resto al Sud, cosa c’è da sapere

A giugno avevamo pubblicato la notizia dell’attivazione di “Resto al Sud”, la misura del Governo pensata per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’incentivo è rivolto a giovani imprenditori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni che dal 15 gennaio potranno inviare le proprie domande esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

Immagine Resto al sud

Cosa si può fare con Resto al Sud?

Attraverso l’agevolazione fornita attraverso Resto al Sud sarà possibile avviare attività di produzione di beni e servizi. Sono escluse dal finanziamento le attività libero professionali e il commercio.

Ogni soggetto richiedente può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro e nel caso in cui la richiesta arrivi da più soggetti, già costituiti o costituendi, il finanziamento massimo è pari a 200 mila euro. I progetti imprenditoriali finanziabili non possono avere un programma di spesa superiore a 200 mila euro.

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Cosa finanzia Resto al Sud?

Attraverso Resto al Sud è possibile finanziare:

  • interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
  • impianti, attrezzature, macchinari nuovi;
  • programmi informatici e servizi TLC (tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione);
  • altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa).

Il finanziamento invece non prevede invece le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente.

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Quali sono le agevolazioni previste da Resto al Sud?

Le agevolazioni coprono il 100% delle spese e prevedono:

  • contributo a fondo perduto, pari al 35% del programma di spesa;
  • finanziamento bancario, pari al 65% del programma di spesa, concesso da un istituto di credito che aderisce alla convenzione tra Invitalia e ABI, garantito dal Fondo di garanzia per le PMI;
  • Gli interessi del finanziamento sono coperti da un contributo in conto interessi.

Il finanziamento bancario deve essere restituito in 8 anni di cui 2 di preammortamento. Le agevolazioni sono erogate in regime de minimis.

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A chi si rivolge Resto al Sud?

Abbiamo già scritto che le agevolazioni sono rivolte ai residenti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia tra 18 e 35 anni. I richiedenti devono essere residenti nelle regioni sopra elencate o possono trasferire la propria residenza dopo la comunicazione di esito positivo della domanda. Non devono avere  un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento e non devono essere titolari di altra attività di impresa in esercizio.

Possono presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

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Come si presenta la domanda di finanziamento per Resto al Sud?

Come scritto in precedenza, le domande possono essere inviate dal 15 gennaio 2018, esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia. Per farlo è necessario registrarsi sulla piattaforma, disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta certificata (PEC).

La domanda consiste nel:

  1. progetto imprenditoriale da compilare on line
  2. la documentazione da allegare, secondo la modulistica presente sul sito di Invitalia.

Invitalia scrive che le domande verranno valutate in ordine cronologico di arrivo e entro 60 giorni dalla data di presentazione. Gli aggiornamenti e i dettagli sulle modalità per richiedere il finanziamento saranno disponibili sul sito di Invitalia.

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Bisogno di aiuto o di maggiori informazioni?

È attivo un servizio di consulenza e assistenza personalizzato, per sapere come richiederlo, leggi qui.

I beni culturali inutilizzati tornano comuni

La Fondazione CON IL SUD pubblica la quarta edizione del Bando “Il bene torna comune”: a disposizione 4 milioni di euro da investire nella valorizzare di beni culturali inutilizzati.

La formula è quella sperimentata nella precedente edizione: in questa prima fase si chiederà ai proprietari di immobili inutilizzati di metterli gratuitamente a disposizione della comunità locale per almeno 10 anni. Successivamente, ci si rivolgerà alle non profit per proposte di valorizzazione dei beni in chiave comunitaria. L’iniziativa, che mette a disposizione 4 milioni di euro, interessa i beni immobili di pregio storico, artistico e culturale presenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Nel corso della prima fase, amministratori e proprietari dei beni (persone fisiche e giuridiche, enti pubblici e privati) potranno inviare alla Fondazione una manifestazione di interesse con cui si impegnano, tra l’altro, a riservarle l’onere e il diritto di individuare il miglior intervento di valorizzazione del bene e, di conseguenza, di selezionare l’ente del Terzo settore a cui concederanno l’utilizzo del bene per almeno 10 anni.

Potranno essere candidati immobili o porzioni di immobili che non siano già utilizzati o affidati e che siano idonei ad ospitare attività socio-culturali. Potranno essere prese in considerazione le aree archeologiche solo se adattabili allo svolgimento di questo tipo di attività e le chiese, solo se non più adibite al culto.

Le candidature dei beni potranno essere inoltrate fino al 30 marzo 2018. La Fondazione si riserva di chiudere in anticipo il periodo di candidatura qualora fosse raggiunto un numero sufficiente di beni selezionati.

Continua a leggere sul sito di Fondazione Con il Sud

Culturability 2017: 4 vincitori su 7 arrivano dal Sud Italia

Sono stati annunciati ieri i vincitori del bando Culturability 2017: 5 i progetti vincitori più 2 menzioni speciali.

Il bando di quest’anno aveva come tema “Rigenerare spazi da condividere”, tema quanto mai attuale soprattutto al Sud Italia. Sono infatti 429 le progettualità arrivate, dicono gli organizzatori. Tra tutte ne sono state selezionate 15 che, arrivate in finale, hanno partecipato a un percorso di formazione e di accompagnamento. Tra tutte, sono state premiate le 5 più aderenti agli scopi della call. Di queste 3 sono nel Sud Italia:

(per conoscere le specifiche di ogni progetto, cliccare sul nome).

Ciascuno di loro riceverà 50 mila euro e la possibilità di prendere parte a un ulteriore percorso di accompagnamento e mentoring – sviluppato da Avanzi/Make a Cube³ e Fondazione Fitzcarraldo, partner di Unipolis, ente promotore di Culturability.

Le 2 menzioni speciali di Culturability 2017 sono andate a Genova e Lecce.

Inoltre ci sono state 2 menzioni speciali del valore di 10 mila euro ciascuna, disponibili grazie alla collaborazione con la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Uno dei due progetti premiati arriva dal Sud Italia:

Il bando Culturability è promosso dalla Fondazione Unipolis che quest’anno ha stanziato complessivamente 400 mila euro, tra contributi economici per lo sviluppo dei progetti selezionati, attività di accompagnamento per l’empowerment dei 15 team finalisti e successivo mentoring dei 5 selezionati, rimborsi spese per partecipare alle attività di supporto. Per questa edizione la Fondazione Unipolis ha potuto contare sul supporto di Avanzi/Make a Cube³ e Fondazione Fitzcarraldo. Con l’edizione 2017 la Fondazione Unipolis ha investito un milione e 500 mila euro nel progetto Culturability con oltre 2.770 progetti partecipanti.

A tutti i finalisti di Culturability 2017 vanno i nostri complimenti, mentre ai vincitori l’augurio di poter raccontare lo sviluppo dei loro progetti nel corso della prossima edizione di Start Me Up. Oltre, naturalmente, un grosso in bocca al lupo per il percorso che li aspetta!

La foto di copertina è l’immagine con cui i ragazzi di Periferica hanno voluto ringraziare tutti per la loro vittoria. L’abbiamo presa sulla loro pagina Facebook.

Imprese Culturali: pubblicato il bando Funder35 Promosso da 18 fondazioni private, il bando nazionale mette a disposizione 2,65 mln di euro e scade il 23 giugno

Torna il Bando Funder35 rivolto alle imprese culturali non profit composte da giovani sotto i 35 anni. A disposizione ci sono 2 milioni e 650 mila euro di risorse private per sostenerle, accompagnarle e rafforzarle sia sul piano organizzativo che gestionale, premiando l’innovatività.

Promosso da 18 fondazioni – 17 fondazioni di origine bancaria e la Fondazione CON IL SUD – il bando è dedicato alle organizzazioni culturali senza scopo di lucro (imprese sociali, cooperative sociali, associazioni culturali, onlus, fondazioni, ecc), impegnate principalmente nell’ambito della produzione artistica/creativa in tutte le sue forme o nell’ambito dei servizi di supporto alla valorizzazione dei beni e delle attività culturali. Sono soggetti caratterizzati spesso da una forte fragilità strutturale e operativa e dalla dipendenza, decisiva, dalle sovvenzioni saltuarie di finanziatori pubblici e privati. Imprese culturali a volte legate al ciclo di vita di progetti occasionali, che non innescano processi in grado di garantire un’attività consolidata e costante. Organizzazioni operanti in un contesto che impone, dunque, l’adozione di nuove strategie per migliorare le capacità di affrontare il mercato, alle quali – come sottolinea il claim della campagna di quest’anno – non basta ricevere metaforicamente solo una pacca sulle spalle.

L’obiettivo di Funder35 è superare proprio queste criticità, sostenendo e accompagnando le imprese culturali già attive. L’iniziativa – nata nel 2012 nell’ambito della Commissione per le Attività e i Beni Culturali dell’Acri, l’Associazione delle fondazioni – attraverso il bando annuale offre alle imprese culturali selezionate un’opportunità di crescita e di sviluppo attraverso un contributo economico a fondo perduto e un’attività di accompagnamento, che prevede un supporto formativo e una serie di opportunità: l’accesso a servizi di facilitazione al credito ottenuti grazie a “Banche per la cultura”, un protocollo di intesa tra Acri, Funder35 e ABI siglato lo scorso anno, al quale hanno aderito 6 istituti bancari; la possibilità di accedere a “CrowdFunder35”, iniziativa realizzata da Funder35 e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT già attiva con le prime campagne di crowdfunding su Eppela.com; la partecipazione alla “Comunità di pratiche” di Funder35 per lo scambio di idee, modelli e prassi di successo.

I territori coinvolti dal Bando sono le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta e le province di Bologna, Modena, Parma e Ravenna in Emilia Romagna, Pordenone e Udine in Friuli-Venezia Giulia, le province della Spezia e di Genova in Liguria, le province di Ascoli Piceno e Ancona nelle Marche, di Firenze, Livorno e Lucca in Toscana, le province di Belluno, Padova, Rovigo, Verona e Vicenza in Veneto.

Continua a leggere sul sito di funder35…

Cultura Crea: ci sono ancora fondi per fare impresa al Sud Italia Attivo da settembre, i fondi saranno disponibili per tutto il 2017



C’è ancora tempo per partecipare a Cultura Crea, il bando di Invitalia pensato per le aziende che vogliono investire in progetti culturali e nel turismo al Sud Italia. Ne parlo con il primo ospite di questo decimo podcast, Paolo Massimi, responsabile dell’area di sviluppo delle piccole e medie imprese di Invitalia. Cultura Crea rappresenta una vera e propria svolta nel campo dei finanziamenti per le imprese culturali perché per la prima volta il Governo attraverso Invitalia permette a aziende di investire in progetti destinati a promuovere la cultura e il turismo, senza passare dal vincolo delle Sovrintendenze.

Quale agevolazioni dà Cultura Crea

Cultura crea è un bando a sportello – significa che è attivo fin quando ci sono i soldi – che permette alle imprese nuove o già formate di accedere a agevolazioni che coprono l’80% del capitale necessario per avviare l’impresa. di questi il 40% è concesso a fondo perduto, l’altro 40 è concesso con una finanziamento agevolato a tasso zero. Sul piatto ci sono circa 107 milioni di euro.

A chi si rivolge Cultura Crea

Il bando è pensato per le imprese nate entro i 36 mesi dalla richiesta del finanziamento che vogliono scommettere su progetti culturali e turistici e che risiedono nelle regioni Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Al bando possono partecipare anche gruppi di persone che intendono costituirsi in impresa (da formalizzare entro i 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni) e le imprese sociali e ONLUS che lavorano nel terzo settore. Le associazioni culturali sono escluse da questo bando.

Dove trovare maggiori informazioni su Cultura Crea

Durante l’intervista Paolo Massimi invita gli ascoltatori a leggere la normativa completa sul sito di Invitalia. Lì vengono indicate anche le tipologie di imprese che possono accedere al finanziamento e tutta la modulistica che andrà presentata online.

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Sicilia Game Contest è il secondo argomento del decimo podcast di Start Me Up. Scopri di più

#16. radiosmu – 16 is the new 1 Start Me Up entra a far parte della famiglia Smartwork!

16 is the new 1, almeno per Start Me Up che dopo una stagione e mezza (senza contare le due stagioni in cui siamo andati in onda su Radio Messina International e al timone con me c’era Sergio Calderone) il programma ha una nuova famiglia! Già da qualche mese – ma il lancio è di oggi – Smartwork ha deciso di prendersi cura di Start Me Up e di investire un po’ di competenze e conoscenze nel programma.

Smartwork è una startup innovativa che ha la propria sede a Messina e opera nel campo dell’innovazione, della smart mobility, del design e del marketing digitale. Nata nel 2014, sta per rilasciare un software di gestione flotte sviluppato per dispositivi mobili, progetto finanziato col programma Smart&Start di Invitalia (di cui presto ne sentirete parlare in trasmissione). Per adesso vi basti sapere che Smartwork oltre ai suoi fondatori Mauro Curcuruto (art director) e Daniela Smiroldo (cofounder e graphic designer), vanta una squadra di nove professionisti tra sviluppatori e creativi (tra cui anche chi scrive!).

Io sono molto contento e onorato di iniziare questa parte di cammino con Smartwork e se lo state pensando, vi fermo subito! Nessuna paura, Start Me Up mantiene saldo il suo impegno nel sostenere i progetti che nascono da Roma in giù e vuole continuare a raccontare il mondo dell’innovazione tecnologica e sociale del Sud Italia.

Lo testimonia questo primo podcast del 2016 tutto incentrato sulla collaborazione tra Nastartup e l’acceleratore londinese Istarter. Come era già successo con altre startup campane mandate in giro per il mondo, il mese scorso due progetti hanno avuto la possibilità di volare a Londra per incontrare i responsabili di Istarter. Racconta tutto chi a Istarter ci lavora (e ha reso possibile questo incontro): Francesco Boni Guinicelli. Francesco parla di come Istarter dal 2012 riesce a mettere d’accordo italiani e inglesi che intendono collaborare e di come Londra attiri le attenzioni di aziende provenienti da tutto il mondo. Il centro dell’intervista è dedicato naturalmente alla collaborazione con NaStartup, esperienza “sicuramente da ripetere – come dice Francesco stesso – anzi da ampliare con visite non solo a Istarter ma a tutto l’ecosistema londinese: a pochi passi da qui c’è il campus di Google, di Barclays e di Telefonica per dirne solo alcuni”. Istarter è sempre interessato a conoscere nuove idee da incubare. “Il processo – spiega Francesco – è molto semplice e inizia compilando il form sul sito istarter.it”. O altrimenti potete sempre mandare una mail a francesco@istarter.co.uk per richiedere tutte le informazioni di cui avete bisogno.

La prima delle due idee che sono volate a Londra grazie a Nastartup è MioGarage che, come spiega il suo ideatore, Stanislao Elefante, “è un marketplace che mette in contatto chiunque abbia un parcheggio con chi è alla ricerca di un posto dove lasciare la propria auto”. L’idea viene fuori dall’ultima edizione dello Startup Weekend Napoli e rientra nelle logiche della sharing economy. Il portale e la app verranno rilasciati nei prossimi mesi e Stanislao ha commentato in maniera positiva l’esperienza londinese. Il team di MioGarage ha avuto la possibilità “di confrontarsi con il management di uno dei più importanti acceleratori d’Europa e studiare future prospettive di internazionalizzazione dell’azienda”. Resta vago perché Stanislao si è reso conto che “il problema del parcheggio esiste principalmente in Italia- ci dice – per questo motivo MioGarage si concentrerà per il primo periodo principalmente al solo mercato italiano”. Il consiglio è quello di visitare miogarage.it e per non perdere neanche un aggiornamento, iscriversi alla newsletter.

Gli ascoltatori più attenti ricorderanno Photocert, il sistema che permette di rilasciare un certificato legale per attestare la veridicità di un’immagine. Pasquale Saviano è stato nostro ospite durante l’ottava puntata di questa stagione. Lo ritroviamo oggi perché è Photocert la seconda idea ad essere volata a Londra e a quanto pare è intenzionata a restarci. “Le condizioni di mercato – dice Pasquale – sono nettamente vantaggiose”. Ma aspettate di parlare di fuga perché se dovesse andare in porto l’internazionalizzazione di Photocert, l’azienda resterebbe comunque con un ufficio in Italia. Al momento la soluzione è in fase di valutazione, nel frattempo il team ha brevettato il suo sistema di certificazione e ha pubblicato una serie di video con la spiegazione della procedura. Per seguire tutti gli aggiornamenti basta tenere d’occhio la pagina facebook e il profilo twitter della startup oltre che, ovviamente, photocert.it.


Due dirette per seguire il PNI 2015 Alle 16:30 e alle 19 Start Me Up vi porta nel cuore del Premio Nazionale dell’Innovazione

Questa è una settimana molto particolare qui a Start Me Up perché per la prima volta nella storia di questo programma ci saranno due dirette dal nostro account Spreaker! Giovedì 3 non troverete il consueto podcast, ma alle 16:30 e alle 19:00 ci saranno due show in diretta dalla postazione allestita all’interno del Campus dell’Università della Calabria.

Vi racconterò attraverso le voci dei protagonisti la tredicesima edizione del Premio Nazionale dell’Innovazione, la più grande e capillare business plan competition d’Italia, promossa dall’Associazione Italiana Incubatori Universitari – PNICube, in collaborazione con l’Università della Calabria, il cui tema quest’anno è Guarda Lontano – Il Futuro è vicino.

Insieme scopriremo i progetti che arrivano dalle 18 edizioni delle StartCup Regionali, che coinvolgono università, incubatori e istituzioni come il CNR, l’Enea e l’Istituto Italiano di Tecnologia. Le idee in gara si contenderanno i quattro premi – ciascuno di 25.000 euro ciascuno – che afferiscono ai settori: Iren Cleantech & Energy, ICT, Industrial e Life Sciences. Inoltre tra le quattro, verrà poi eletta l’idea vincitrice assoluta del PNI 2015 e, all’istituzione accademica che l’ha espressa, sarà consegnata la Coppa dei Campioni PNI. Ci saranno anche alcuni Premi Speciali che scopriremo insieme nel corso delle dirette.

Vi presenterò poi la giuria che sarà chiamata a giudicare i progetti in gara, che sarà composta da esponenti d’eccellenza del mondo dell’impresa, della ricerca universitaria e del venture capital. Insieme a loro cercheremo di capire su quali criteri verranno valutate le idee.

Infine daremo spazio anche ai seminari e ai workshop in programma nei giorni della manifestazione che saranno incentrati sui temi dell’innovazione nel Sud Italia, quindi temi molto familiari a noi di Start Me Up.

Per saperne di più vi consiglio di visitare il sito ufficiale, dove troverete il programma, i giurati, e le idee in gara. Per il resto non perdete le due dirette una alle 16:30 e l’altra alle 19:00 dal profilo Spreaker di Start Me Up.

#12.radiosmu – L’innovazione tra Puglia e Basilicata Digital Champion, Startup in cerca di team e progetti di turismo creativo in poco più di 10 minuti

È tutta concentrata tra la Puglia e la Basilicata questa dodicesima puntata di Start Me Up che parte da Lecce dove incontriamo Gabriella Morelli. In occasione dell’Italian Digital Day infatti non voglio parlare dell’evento di Venaria (il web è piano di articoli pro o contro), piuttosto ho pensato fosse più interessante andare a chiedere a uno dei Digital Champion, anzi addirittura a un membro del direttivo dell’associazione, un bilancio di questo primo anno da campione digitale. Senza spoiler posso dirvi che Gabriella definisce interessante questi primi 365 giorni perché le hanno permesso di portare la tecnologia nelle scuole, e di promuovere la cultura digitale tra le associazioni di categoria, la PA e, cosa più emozionante, aver permesso a persone anziane in un pensionato di parlare con i propri figli attraverso Skype. L’impegno di Gabriella si è speso anche per portare per la quarta volta a Lecce il Tedx. Il tema di questa edizione era Revolutionary Roads, “le strade – dice Gabriella – che ci hanno portato fino a qui ma anche quelle ancora da intraprendere”. Come le Conversazioni sul futuro, evento che è collegato al Tedx o i Cantieri dell’Innovazione Sociale che per tutto l’anno vedrà Gabriella e la sua associazione impegnata insieme ai ragazzi delle scuole in progetti di innovazione sociale.

Start Me Up ha anche una funzione sociale e di sostegno concreto alle nuove idee imprenditoriali nascenti. È stato questo il motivo che mi ha spinto a chiamare Francesca Monti, ideatrice di Friselleria Salentina, idea che si è aggiudicata il terzo posto all’ultimo Startup Weekend Lecce. Nonostante la vittoria Francesca non ha più un team per lavorare al suo progetto ed è alla ricerca di esperti di marketing e di economia. L’idea è quella di mettere in piedi una sorta di franchising che in tutta Italia possa vendere prodotti tipici salentini insieme a quelli che provengono dalla regione in cui il negozio si trova, nel segno della tradizione e del biologico. Francesca lavora insieme ai genitori nel panificio di famiglia e Friselleria Salentina rappresenta il sogno che i genitori di Francesca hanno e che lei vorrebbe realizzare. Se qualcuno fosse interessato si faccia avanti o sulla pagina facebook del prodotto o attraverso mail di Francesca.

Raffaele Vitullo è l’ultimo ospite di questa puntata di Start Me Up che si sposta per l’occasione a Matera. Raffaele è uno dei membri di MateraHub, centro di progettazione europea che si dedica all’innovazione sociale. Il gruppo è al lavoro sul secondo appuntamento di Creative Land Europe. Il progetto prevede che gli operatori turistici possano imparare dagli artisti per trovare modi creativi per promuovere il terriotrio. L’incontro del 18 e del 19 si svolgerà presso Casa cava a Matera e sarà un workshop curato da Trevor Burgess, formatore, esperto di strategie di management rivolte a centri creativi e culturali europei. Durante il workshop sarà presentato in anteprima internazionale una versione del famoso Business model canvas personalizzata per artisti, creativi e manger del settore. Per partecipare è necessario iscriversi e, nel caso non riusciste a arrivare in tempo, Raffaele consiglia di seguire i profili social di Creative Land Europe e MateraHub per restare sempre aggiornati.