68.Dalla Sardegna aiuto le imprese che cambieranno (in meglio) il mondo



Investire nell’impresa sociale dopo un giro in bici intorno al mondo alla ricerca di storie e stili di vita sostenibili ed aver rifiutato una serie di lavori negli Stati Uniti. È la storia di Stefano Cucca che a Sassari ha fondato Rumundu, un progetto che mette al centro l’impresa sociale. La prima parte dell’intervista è dedicata ai primi passi di quel viaggio che ha letteralmente cambiato la vita di Stefano. Oltre a un lavoro, gli ha dato una moglie e una figlia e una nuova vita in Sardegna. Si, perché la Sardegna Stefano ce l’ha nel cuore: l’ha portata in giro intorno al mondo (immancabile sulla sua bici era la bandiera dei quattro mori) e qui è voluto tornare, per fondare Rumundu, la sua azienda.

Rumundu promuove l’impresa sociale con progetti propri e accompagnandone altri accuratamente selezionati attraverso un percorso specifico. Stefano si scosta dalla logica startup mainstream e ci tiene a sottolineare che, chiunque faccia impresa, non accetta scorciatoie: è tutto frutto del proprio lavoro. Nell’intervista Stefano ci parla del successo della Social Innovation School che si è svolta meno di un mese fa e ci dà qualche anticipazione su quella del prossimo anno. Stefano ha anche sostenuto l’ultimo Startup weekend Cagliari e da quella esperienza è nata una nuova collaborazione. In campo sociale, naturalmente.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Stefano è il tipico esempio di glocal: pensa globale, agisci locale;

  • La storia che ha portato Stefano a fondare Rumundu è piena di insegnamenti.

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La citazione di Carlo

La citazione di Stefano di Rumundu

Foto di copertina, via.

62. “Costruiamo un futuro diverso, per questo sosteniamo AIED Roma”.



Mira a cercare idee che siano pronte alle sfide del futuro il contest organizzato da Aied Roma. Start Me Up anche quest’anno sostiene l’iniziativa e in questo podcast ospita chi ha deciso di supportare  #COSTRUIREILFUTURO Il contributo dei giovani nell’innovazione della società: tutti pronti al futuro?

Mi riferisco a Linda Serra di Work Wide Women che molti di voi ricorderanno per essere stata già nostra ospite a Start Me Up e Fabiana Sera, conduttrice di Radio Zeta, gruppo RTL 102.5 e coach anti bullismo estetico.Da loro mi faccio spiegare cosa fanno con i rispettivi progetti e li prendo a esempio per chi deciderà di partecipare alla gara di idee.

Un podcast che vi permetterà dunque di comprendere nel dettaglio il regolamento e scoprire come presentare al meglio il vostro progetto. Sara e Linda, dalla loro esperienza, infatti danno anche alcuni consigli su come curare la presentazione della vostra idea.

Un mondo che cambia e che per essere governato in modo equo ha bisogno del contributo di ognuno di noi.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per conoscere chi già utilizza la rete per costruire un futuro diverso;
  • Per trovare il modo giusto per presentare il proprio progetto.

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La citazione di Linda

La citazione di Linda

La citazione di Fabiana

La citazione di Fabiana

Il video teaser

59. “Ogni estate porto il cinema alla gente e la gente al cinema”



Il cinema come atto di resistenza e come fenomeno sociale. Sembra passare in secondo piano la natura estetica della settimana arte, ma non facciamoci ingannare! La Guarimba Film Fest è un festival di cinema indipendente che cura molto bene il proprio cartellone (quest’anno dedicato alla propaganda durante la guerra fredda). Da qui inizia l’intervista a Giulio Vita, calabro venezuelano che dopo il Sud America e Madrid ha deciso di vivere e lavorare in Calabria, il posto “dove è tutto possibile”! Giulio fonda La Guarimba partendo dal cinema come evento di comunità (avete visto “Nuovo Cinema Paradiso”?). Per questo motivo è un festival interamente gratuito che si svolge a Amantea, in provincia di Cosenza. Anno dopo anno crescono le persone che vi partecipano e le attività correlate. Ci facciamo raccontare come fa.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Il cinema come mezzo di riqualificazione sociale
  • Imparare dai propri fallimenti

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La partecipazione di Giulio al Tedx Pompei più volte citata nell’intervista

La citazione di Giulio

59.giulio_guarimba

 

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52. Se il pomodoro è Funky, è più buono (in tutti i sensi)



Pomodoro a filiera partecipata, è da questa la definizione che parte questo podcast di Start Me Up che parla di Funky Tomato. Il progetto, nato in Basilicata, dà una risposta concreta – e se vogliamo innovativa – al problema del caporalato e dello sfruttamento dei braccianti nei terreni di pomodoro del Sud Italia. Quando si acquistano le conserve Funky Tomato si investe anche in cultura. Una cultura del lavoro sano, rispettoso dei diritti dei lavoratori, degli acquirenti e della natura. Un progetto che si sta espandendo anche nelle altre regioni del Sud Italia, raccontato ai nostri microfoni da Paolo Russo e Guido De Togni.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Funky Tomato vuole essere un modello per quelle aziende – oggi in crisi – che commerciano prodotti che hanno, in un certo senso, un legame con prodotti legati alla tradizione culturale di un paese.
  • Per scoprire la piaga del caporalato e come una risposta che metta al centro il benessere dei lavori e la cultura possa portare reale sviluppo.

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50. Patrimonio culturale, patrimonio comune



Si parla di patrimonio culturale e degli usi che è possibile farne. Lo facciamo con Ciccio Mannino che dal 2010 con le Officine Culturali si occupa di animare la vita all’interno del Monastero dei Benedettini di Catania. Un podcast ricchissimo e un po’ più lungo del solito perché con Ciccio andiamo a scoprire quale sia il senso vero del patrimonio culturale: non un semplice luogo da visitare in silenzio, ma qualcosa che possa avere una forte valenza sociale. Si parla anche di turismo che troppo spesso è associato – forse erroneamente – alla cultura. Insomma un sacco di cose, che ancora non capisco come è che ancora non abbiate cliccato play!

Perché ascoltare questo podcast?

  • In un podcast con Ciccio Mannino mi chiedi perché ascoltare questo Podcast? Ma schiaccia play! 

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La citazione di Ciccio

Ciccio Mannino

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46. Da Verona a Palermo per un progetto su migranti e integrazione



Scegliere di vivere a Palermo per fare una ricerca su migranti e integrazione. È questa in estrema sintesi la storia di Zeno Franchini e Francesca Gattello di Studio Marginal. Ed è di migranti e lavoro che parliamo con Zeno in questo podcast, il quarantaseiesimo. Zeno infatti si è trasferito da Verona a Palermo per portare avanti una ricerca che porterà, alla fine del percorso, migranti e indigeni (persone nate e cresciute a Palermo) a lavorare insieme per favorire l’integrazione e lo sviluppo sociale. Il progetto si chiama provvisoriamente Cunto Materiale e nonostante sia iniziato da pochi mesi sta cambiando ogni giorno che passa. Nell’ultima parte dell’intervista si parla anche di come un veronese vive a Palermo, quali sono le sue impressioni e come si trova a vivere per scelta in Sicilia. Piccolo spoiler: non sta affatto male!

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per conoscere un progetto di inclusione sociale che coinvolge chi, da migrante, vive da tempo in Italia e chi invece ci è nato;

  • Per avere un punto di vista diverso sull’emigrazione interna all’Italia. C’è chi decide di vivere al Sud senza esserci nato

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La citazione di Zeno

 

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29. Un laboratorio artistico a cielo aperto: Trasformatorio sta arrivando!



Trasformare Scaletta Zanclea (ME) in un laboratorio artistico: ecco cosa succederà in Sicilia tra il 21 aprile e l’1 maggio. Start Me Up non riesce a resistere al fascino dell’arte e per la seconda volta vi racconta di un evento che per la terza volta torna in Sicilia e mette insieme Arte, Hacking, Open data e sociale. Sono quattro termini che a mala pena riescono a spiegare cosa è Trasformatorio: per questo motivo abbiamo chiesto a Federico Bonelli, l’ideatore dell’evento di raccontarcelo in questo podcast numero 29.

Immagine, via.

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La citazione di Federico

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Conoscenza contro la mafia Ospite a Start Me Up Pierpaolo Farina, co-founder di WikiMafia



Crede nel valore della conoscenza e sa che questa è l’unica arma che possa sconfiggere la mafia. Pierpaolo Farina, l’ospite del quattordicesimo podcast di Start Me Up ha fondato insieme a Francesco Moiraghi WikiMafia e successivamente ha creato Mafia Maps. I due strumenti permettono a chiunque di contribuire per sconfiggere il fenomeno mafioso. Pierpaolo ha raccontato la sua esperienza durante il TEDx SSC, dove l’ho incontrato e gli ho fatto alcune domande.

Chi è Pierpaolo Farina?

Pierpaolo Farina è nato nel 1989 a Milano è un blogger, sociologo e scrittore. Nel 2009 ha creato enricoberlinguer.it, mentre nel 2010 Qualcosa di Sinistra. Insieme a Francesco Moiraghi ha ideato e sviluppato WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie e qualche anno dopo Mafia Maps.

continua a leggere sul sito del TedxSSC

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La citazione di Pierpaolo

Pierpaolo Farina Wikimafia

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Nella foto di copertina: Pierpaolo farina durante il Tedx SSC

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#44.radiosmu – AIED cerca nuovi modi per dire #NObullismo Le proposte devono arrivare a partire dal 5 settembre. Inoltre Washare vola a Berlino e conosciamo meglio Motorsquare



Si potrà inviare la propria proposta a partire dal 5 settembre ma la comunicazione è partita qualche giorno fa. Stiamo parlando di #NObullismo, iniziativa di AIED Roma che mira a cercare idee che possano avere un impatto reale per combattere il bullismo sia dentro che fuori la rete. «Non abbiamo voluto specificare nessun tipo di idea – dice Claudia Pellicori di Cocoon Projects, partner strategico dell’iniziativa – perché vogliamo lasciare le persone libere di pensare a qualcosa che possa davvero fare la differenza». Ci sono comunque degli ambiti a cui attenersi ed è possibile leggerli nella sezione apposita del sito di AIED: educazione, cultura e prevenzione; supporto e assistenza; tutela, sicurezza e difesa.
Come forse ricorderete la sezione romana dell’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica non è nuova a questo tipo di iniziative – alcune di queste le abbiamo anche raccontate qui a Start Me Up. «La novità di quest’anno – continua Claudia – è che per la prima volta ci stiamo rivolgendo anche agli adolescenti, coloro che sono maggiormente coinvolti da questo fenomeno».
#NObullismo è aperto a persone che hanno tra i 15 e i 30 anni, non è necessario far parte di un team (si accettano quindi idee che arrivano anche da una sola persona) ed è possibile presentare la propria proposta a partire dal 5 settembre fino al 7 novembre. Il fattore tempo sarà determinante perché le idee saranno poi sottoposte al giudizio del pubblico il cui voto influirà per il 50% sull’esito finale. L’altra metà verrà data da una giuria di esperti e i migliori tre progetti si sfideranno durante un evento che si terrà a Roma il 26 novembre. Al vincitore verrà assegnato un premio in denaro di 2.000 €.
Per tutte le informazioni tenete d’occhio il sito dell’AIED Roma, la pagina facebook e il profilo twitter. Avete un mese per pensare al vostro progetto e entrare in azione per dire il vostro no al bullismo.

Washare, la lavatrice è in condivisione

washare_grandeNel podcast scorso vi abbiamo parlato del viaggio in Spagna che le ragazze di oTeather hanno fatto grazie a Nastartup. Oggi è il turno di Alessio Sanzullo di Washare, una piattaforma che permette alle persone di condividere la propria lavatrice. «È un’idea un po’ strana in Italia – confessa Andrea ai microfoni di Start Me Up – ma non in Europa: quindi perché non adeguarci?». Il sistema è quello tipico della sharing economy, con un guadagno minimo da parte di chi mette a disposizione il proprio bene.
A differenza delle ragazze di oTeather, il team di Washare è stato a Berlino al betahaus, «il più grande spazio di coworking al mondo», dice Andrea. «È stata un’occasione per entrare in contatto con un mercato già maturo – continua – e inoltre abbiamo potuto partecipare al betabreakfast, evento settimanale che mette in contatto giovani imprenditori con possibili finanziatori».
Al momento il team è al lavoro sulla piattaforma visto che Washare è ancora solo un’idea, e nei piani c’è la voglia di essere già sul mercato per il prossimo ottobre. Al momento possiamo seguire le evoluzioni del progetto dalla pagina facebook ufficiale.

Motorsquare, l’app che ti aiuta a scegliere la tua prossima auto

Motorsquare è una startup catanese dal percorso esemplare. Vengono fuori dall’ultimo
Startup Weekend Catania
e nel corso dell’ultimo anno sono state tra le startup accelerate da TIM Wcap. La loro mission è semplificare il processo di acquisto di un’auto: attraverso la funzione Car4you infatti solo grazie al proprio profilo facebook il sitema seleziona l’auto più adatta ai gusti di un utente. «Il Car scanner poi – spiega Marco Reitano, colui che si occupa della comunicazione all’interno del team – andrà a individuare tutte le offerte attive nei nelle vicinanze dell’utente, selezionando quelle più vicine in termini geografici».
Nel corso degli ultimi mesi Motorsquare è riuscito a stringere un’importante partnership con il Salone dell’auto di Torino Parco del Valentino, per il quale il team ha prodotto una applicazione che guidasse i visitatori all’interno degli spazi espositivi. «È stata inserita anche – racconta Marco – la possibilità di prenotare i test drive, una novità assoluta in questo settore che ha permesso di evitare le tipiche code agli stand».
Al momento il team di Motorsquare è alla ricerca di un data engineer, qualcuno cioè che sia in grado di analizzare grandi quantità di informazioni. Per chi fosse interessato può mandare una mail a questo indirizzo  oppure compilare questo form.
Motorsquare è disponibile sia per dispositivi Android che Apple: per saperne di più basta andare su motorsquare.eu.

#38.radiosmu – Gli innovatori del Mediterraneo si danno appuntamento a Maratea Fino al 15 giugno è possibile pre-iscriversi. Inoltre parliamo di WIT e Laboriusa



Maratea si prepara a ospitare la prima edizione di Heroes, il primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival che coinvolge innovatori e startupper dell’area del Mediterraneo. La manifestazione si svolgerà nel comune lucano dal 21 al 23 settembre e in questi giorni è partita la promozione dell’evento. «Il Mediterraneo è il naturale sbocco per le persone che abitano questi luoghi» dice Michele Franzese, uno degli organizzatori di Heroes e primo ospite di questo podcast di Start Me Up. Nei piani degli organizzatori c’è la volontà di stringere ancora di più i rapporti tra le nazioni che si affacciano su questo pezzo di mare: da Israele, nazione partner di questa prima edizione ai paesi dell’area africana che, «nonostante le mille difficoltà sono una fucina di innovazione».
Tra i vari eventi in programma c’è anche l’Heroes Prize, contest dedicato a tutte le startup che dimostreranno di avere un forte impatto sociale ed economico e soprattutto un alto grado di innovazione. Tra tutte le idee, ne verranno scelte 50 che dovranno poi essere votate dalla community. Di queste solo cinque arriveranno alla prova finale: un pitch durante un pranzo in una famiglia di Maratea perché, come spiega lo stesso Michele, «lo startupper deve provare che la sua idea risolva una esigenza reale». Il tutto finirà in un format che Michele spera di poter trasmettere in Tv  (se arriverà l’accordo). In alternativa, gli sarà data la giusta visibilità attraverso i canali social di Heroes. Per partecipare basta compilare il modulo nella sezione dedicata del sito entro il 30 giugno.

Per quanto riguarda invece la partecipazione all’evento «tutte le persone che si preiscriveranno gratuitamente entro il 15 giugno – avverte Michele – avranno la possibilità di pagare il proprio ingresso a prezzo da early booking». Tutte le informazioni in costante aggiornamento sono su goheroes.it.

Con WIT smartphone connesso anche senza internet

wit_meQualcuno di voi ricorderà Alessio Delmonti, programmatore palermitano che abbiamo a volte intercettato nei vari eventi in Sicilia. Alessio già da qualche anno vive e lavora all’estero e proprio la scorsa settimana insieme a Davide Berardi ha vinto il primo premio Uber e il primo premio CM Telecom al TNW Hack Battle 2016 con WIT. WIT è un acronimo che sta per Without Internet Technology ed è quella che si dice in gergo tecnico libreria (o SDK) che permette agli smartphone di connettersi a internet senza connessione dati. L’idea, oltre a permettere loro di ottenere i due premi già citati, ha avuto una buona risonanza in rete e nasce da un’esigenza molto banale. «Stavamo pensando a un modo per poter prenotare un Uber tramite sms – racconta Alessio – quando abbiamo pensato che attraverso lo stesso protocollo avremmo potuto veicolare anche altri tipi di informazione». L’idea ha dei risvolti molto interessanti se pensate che la copertura internet a livello mondiale è del 46% e la rete 2G arriva a coprire l’86%. Questi sono dati che Alessio e Davide hanno scoperto durante l’hack e che riportano nell’intervista che potrete ascoltare in questo podcast. Al di là dei numeri però adesso i due dovranno lavorare per «studiare meglio il mercato e capire come sviluppare il prodotto» dice Davide. Le possibilità sono infinite, per seguire le evoluzioni del progetto basterà tenere d’occhio witapp.me.

Labourisa, il crowdfunding sociale per la promozione aziendale

lab_copertinaGià nei podcast precedenti vi abbiamo parlato di progetti che stanno ricorrendo al crowdfunding per finanziarsi, questa settimana vi segnaliamo invece una piattaforma nata circa due anni fa in Sicilia e specializzata in progetti no-profit. Si chiama Laboriusa ed è un prodotto di I press, agenzia di comunicazione di Assia La Rosa che da sempre è vicina al mondo dell’associazionismo. «Osservando il fenomeno del crowdfunding abbiamo deciso – racconta Assia ai microfoni di Start Me Up – di unire innovazione e sociale per cercare di realizzare piccoli progetti che promuovano grandi sogni sul territorio». La piattaforma al momento ospita progetti a basso budget ma con una forte ricaduta sociale: si va dalla messa in scena di uno spettacolo interpretato da persone con sindrome di down, all’home restaurant portato avanti da immigrati. L’ultimo in ordine di tempo ha permesso di acquistare parrucche per donne che stanno affrontando la chemioterapia e non possono permettersi questa spesa. Ma definire Laboriusa come una semplice piattaforma di crowdfunding è pressoché riduttivo perché, come spiega Assia, «la piattaforma nasce per diffondere il corporate social responsability nelle aziende, un tipo di promozione che passa non dalla semplice pubblicità ma finanziando iniziative sociali con ripercussioni reali sul territorio». Un’opera che migliora l’immagine dell’azienda e aiuta le associazioni a portare avanti le proprie iniziative. Per saperne di più basterà visitare laboriusa.it.