07. L’azienda come forza positiva di cambiamento



Le B Corp sono delle aziende che usano il business come forza positiva di cambiamento nei territori in cui operano. È un’invenzione americana e se sta prendendo piede anche in Italia (e in Europa) è anche grazie a InVento Lab. InVento Lab è una no-profit che propone alle scuole percorsi di formazione orientati alla costituzione di imprese che hanno a cuore l’ambiente, con un focus specifico sull’energia.

Giulia durante il pitch a Social Innovation to Tackle Fuel Poverty

Lo spiega Giulia Detomati, Amministratrice Delegata di InVentoLab che accenna anche a B Corp School, un percorso dedicato agli studenti e finalizzato a creare nuove imprese con a cuore i temi sociali e ambientali (le candidature sono aperte fino a gennaio, se siete interessati cliccate qui).

La citazione di Giulia di InventoLabPer questi motivi, InVento Lab è una delle aziende premiate per il Social Innovation to Tackle Fuel Poverty, l’iniziativa della Fondazione Schneider Electric, sotto l’egida della Fondation de France, e Ashoka, in partnership con Enel. Start Me Up è media partner del premio e in un percorso in quattro podcast vi porta a conoscere le aziende che stanno facendo qualcosa per ridurre la povertà energetica e stanno diffondendo i concetti di sostenibilità anche in questo ambito. Queste imprese riceveranno un percorso di consulenza personalizzata e specializzata di circa 300 ore, oltre a un sostegno economico da parte dei promotori del contest utile a aumentare l’impatto sociale di queste idee.

Ognuna di loro impiegherà il premio a modo suo e queste interviste ci aiuteranno a capirlo e a fare in modo che queste buone pratiche siano diffuse il più possibile.


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Ascolta la playlist con le canzoni scelte dagli ospiti di Start Me Up.

Social Innovation to Tackle Fuel Poverty: ecco i 15 progetti vincitori

A metà giugno 2017, la Fondazione Schneider Electric, sotto l’egida della Fondation de France, e Ashoka, ha inaugurato la seconda edizione dell’iniziativa Social Innovation to Tackle Fuel Poverty, in partnership con Enel. L’obiettivo del concorso era selezionare e sostenere 15 organizzazioni che offrono idee creative e innovative per risolvere la povertà energetica e promuovere la sostenibilità energetica in Europa.
Come abbiamo precisato anche dalle pagine di questo blog, la povertà energetica è un problema di rilievo in Europa, dove decine di milioni di persone faticano ogni giorno a riscaldare e illuminare le proprie case in maniera adeguata e a prezzi accessibili. Questo ha un impatto negativo sulla loro salute e sul loro benessere, ma anche sulla società.

Il bando – dichiarano gli organizzatori – ha raccolto oltre 40 domande di innovatori sociali in tutta Europa e durante la 23esima sessione della Conferenza delle Parti (COP23) della Convenzione ONU sul Cambiamento Climatico il 13 novembre 2017 a Bonn, in Germania sono stati annunciati i 15 vincitori di questa edizione. Sono innovatori sociali provenienti da Germania, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna, tutti uniti dalla volontà di combattere la povertà energetica e promuovere la sostenibilità energetica nei loro Paesi e in tutta Europa.

 

Leggi i nomi dei 15 progetti vincitori

Un momento della premiazione

La Fondazione Schneider Electric, Ashoka, ed Enel hanno anche selezionato 5 innovatori sociali (uno per Paese) che riceveranno finanziamenti di 2000 euro per portare avanti le proprie iniziative. I vincitori sono: Stephanie Kosbab (Verbraucherzentrale NRW), Argyro Stavroulaki, (EKPIZO), Giulia Detomati (InVento Lab), António Bello (Just a Change), e Cecilia Foronda (ECODES).

Tutti e 15 gli imprenditori sociali intraprenderanno ora percorso di consulenza personalizzata e specializzata della durata di 12 settimane con l’obiettivo di sviluppare una strategia per scalare il proprio impatto sociale e ambientale. Saranno seguiti da consulenti e advisors qualificati per un totale di circa 300 ore di incontri mentoring. Alla fine del percorso, parteciperanno ad un ritrovo finale di due giorni a fine aprile 2018, dove avranno l’opportunità di presentare le proprie strategie di scalabilità e ricevere un riscontro da colleghi ed esperti.

Nelle prossime settimane attraverso i podcast di Start Me Up conosceremo i vincitori italiani del bando. Come si dice in questi casi: stay tuned!

Come risolviamo il problema della povertà energetica in Europa? Se lo domandano la Fondazione Schneider Electric e Ashoka che cercano soluzioni fino all'1 ottobre

Come contrastare la povertà energetica in Europa? È la domanda alla base di “Social Innovation to Tackle Fuel Poverty”, bando che intende porre fine a un problema che riguarda milioni di persone in tutta Europa. La chiamata è rivolta agli innovatori sociali di Germania, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna.

“Social Innovation to Tackle Fuel Poverty” vuole sostenere 15 organizzazioni che offrono le soluzioni più di rilievo e con la potenzialità maggiore di cambiare il sistema per risolvere la povertà energetica e promuovere la sostenibilità energetica nei cinque Paesi sopracitati. I vincitori saranno annunciati durante la 23esima sessione della Conferenza delle Parti (COP23) della Convenzione ONU sul Cambiamento Climatico a novembre 2017 a Bonn, in Germania. Per loro un percorso di consulenza personalizzata e specializzata della durata di 12 settimane, per un totale di circa 300 ore di incontri mentoring, con l’obiettivo di lavorare su una strategia di crescita e sviluppo per ampliare l’impatto del proprio progetto. Infine, un ritrovo europeo di due giorni offrirà l’opportunità ai vincitori di presentare le proprie strategie.

Aggiornamento importatissimo! Ashoka e la Fondazione Schneider Electric hanno annunciato che i migliori cinque progetti riceveranno anche 2000 euro di finanziamenti per sostenere la loro strategia di scalabilità. Inoltre, la Fondazione Schneider Electric ha comunicato la sua disponibilità a fornire altri investimenti e sostegno in natura fino a 10000 euro per i cinque progetti che alla fine dell’iniziativa dimostrano di avere il potenziale maggiore di impatto sociale.

La povertà energetica, un fenomeno più diffuso di quanto possiamo pensare.

La povertà energetica è diventata un problema di rilievo in tutta Europa. Dai dati dell’European Parliamentary Research Service e forniti da Ashoka si calcola che ci siano tra i 50 e i 125 milioni di persone che fatichino ogni giorno a riscaldare e illuminare le proprie case in maniera adeguata e a prezzi accessibili. Questo ha un impatto negativo sulla loro salute e sul loro benessere. Purtroppo non esiste al momento una definizione condivisa di povertà energetica (PE), né un’unica misura per calcolarne l’impatto. La misura più affidabile conferma che nel periodo 1997-2012, la quota di famiglie PE si aggira intorno all’8 per cento. Altre misure riportano però dati ben più alti, stimando quote che superano il 20 per cento (Banca d’Italia). C’è bisogno di soluzioni creative e rivolte al cambiamento del sistema per trasformare questo problema in un’opportunità e assicurarci che queste persone possano vivere una vita sana.

Come partecipare a “Social Innovation to Tackle Fuel Poverty”

Il bando chiuderà domenica, 1 ottobre 8 ottobre 2017. Per partecipare basterà compilare in lingua inglese il form presente su tacklefuelpoverty.com. Sul sito sono presenti tutte le informazioni necessarie riguardo l’iniziativa, compreso il bando e le persone da contattare nel caso in cui ci fossero dubbi.

Pulsante candida il tuo progetto

Chi sono i promotori di “Social Innovation to Tackle Fuel Poverty”?

“Social Innovation to Tackle Fuel Poverty” è un’iniziativa della Fondazione Schneider Electric, sotto l’egida della Fondation de France, e Ashoka. Quest’anno è promossa in collaborazione con Enel.

Ashoka

Logo AshokaIl motto di Ashoka è “Ognuno è un ChangemakerTM”. Ashoka è un’organizzazione internazionale la cui missione è scoprire e sostenere le soluzioni imprenditoriali più innovative per affrontare le sfide sociali e ambientali, ispirando tutti gli attori della società a diventare agenti di cambiamento. Ashoka è diventata in trent’anni la prima rete internazionale di imprenditori sociali, contando oltre 3000 “Ashoka Fellows” in oltre 80 Paesi. Oltre a selezionare e sostenere questi imprenditori sociali, l’associazione ha come obiettivo anche quello di amplificare l’impatto di ogni soluzione e di accelerate la co-creazione di nuove soluzioni attraverso la cooperazione tra innovatori sociali, imprese e istituzioni pubbliche. Per maggiori informazioni: ashoka.org.

La Fondazione Schneider Electric

Logo Fondazione Schneider ElectricCreata nel 1998, la Fondazione Schneider Electric, sotto l’egida della Fondazione di Francia, ha lavorato insieme ai suoi partner per trovare soluzioni per rispondere alle questioni energetiche delle persone più svantaggiate nel mondo. Nelle economie emergenti, la Fondazione sostiene programmi di formazione professionale nel campo dell’energia. Invece, nelle economie mature, la Fondazione lotta contro la vulnerabilità e la povertà energetica, offrendo programmi di formazione e sensibilizzazione per le famiglie interessate. In tutte le sue iniziative, la Fondazione Schneider Electric presta particolare attenzione al coinvolgimento dei dipendenti della società in tutte le sue azioni. Per maggiori informazioni: schneider-electric.com.

72. Tamburi per la pace



Articolo aggiornato al 21 settembre

L´Amministrazione Comunale di Lampedusa ha scelto di non stanziare più i fondi per la parte tecnica del concerto. Per questo motivo lo staff di Peace Drums con profondo rammarico ha deciso di ridimensionare l´evento e quindi, nel rispetto delle centinaia di associazioni e artisti aderenti all´iniziativa, verrà trasmesso solo in streaming.

È quanto si legge nel post apparso sul profilo facebook ufficiale di Peace Drums, che vedrà come centro ideale dell’iniziativa S.Alessio Siculo (ME) e non più Lampedusa.

Peace Drums nasce per diffondere i valori della pace e dell’uguaglianza. Un unico concerto diffuso in tutto il mondo che si svolgerà il 23 settembre 2017. A dare il via sarà Lampedusa, in questi anni diventata capitale dell’accoglienza in Europa. L’idea è di Filippo Sciacca, esperto di marketing solidale, che ha deciso di dedicare l’ultimo anno di lavoro a questo progetto.

In questo podcast parliamo con Filippo di Peace Drums, come partecipare attivamente al concerto (basta uno strumento e uno smartphone) e anche come ascoltarlo. In più Filippo ci racconta attraverso alcuni dati perché siamo arrivati a vivere in un mondo segnato dalle disuguaglianze. Una globalizzazione gestita solo dai potenti non poteva che portare a favorire una sola (e piccola) parte della popolazione mondiale. Peace Drums nasce per dire che un altro mondo è possibile. Il progetto si sostiene attraverso un crowdfunding che permetterà di anche acquistare strumenti musicali per la scuola di Lampedusa e il conservatorio di Damasco, dove, nonostante la guerra, la musica non è mai cessata.

Nella seconda parte dell’intervista invece Filippo si concentra di più sul suo lavoro, mettendo in luce come la sostenibilità e l’etica stiano diventando sempre più motivi che guidano il consumatore. Si parla di come è riuscito a trasformare la sua passione in un lavoro che fa del bene agli altri. Inoltre ci consiglia anche qualche libro da leggere sull’argomento (vedi i link).

Un podcast che fa riflettere e ci invita a agire: lo possiamo fare già il 23 settembre. Tutti.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Perché in questo periodo storico così complesso è importante alzare la voce per una società più equa;

  • Per capire come anche il mercato si sta accorgendo che il mondo sta cambiando e che progetti sostenibili saranno sempre più necessari.

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68.Dalla Sardegna aiuto le imprese che cambieranno (in meglio) il mondo



Investire nell’impresa sociale dopo un giro in bici intorno al mondo alla ricerca di storie e stili di vita sostenibili ed aver rifiutato una serie di lavori negli Stati Uniti. È la storia di Stefano Cucca che a Sassari ha fondato Rumundu, un progetto che mette al centro l’impresa sociale. La prima parte dell’intervista è dedicata ai primi passi di quel viaggio che ha letteralmente cambiato la vita di Stefano. Oltre a un lavoro, gli ha dato una moglie e una figlia e una nuova vita in Sardegna. Si, perché la Sardegna Stefano ce l’ha nel cuore: l’ha portata in giro intorno al mondo (immancabile sulla sua bici era la bandiera dei quattro mori) e qui è voluto tornare, per fondare Rumundu, la sua azienda.

Rumundu promuove l’impresa sociale con progetti propri e accompagnandone altri accuratamente selezionati attraverso un percorso specifico. Stefano si scosta dalla logica startup mainstream e ci tiene a sottolineare che, chiunque faccia impresa, non accetta scorciatoie: è tutto frutto del proprio lavoro. Nell’intervista Stefano ci parla del successo della Social Innovation School che si è svolta meno di un mese fa e ci dà qualche anticipazione su quella del prossimo anno. Stefano ha anche sostenuto l’ultimo Startup weekend Cagliari e da quella esperienza è nata una nuova collaborazione. In campo sociale, naturalmente.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Stefano è il tipico esempio di glocal: pensa globale, agisci locale;

  • La storia che ha portato Stefano a fondare Rumundu è piena di insegnamenti.

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La citazione di Carlo

La citazione di Stefano di Rumundu

Foto di copertina, via.

62. “Costruiamo un futuro diverso, per questo sosteniamo AIED Roma”.



Mira a cercare idee che siano pronte alle sfide del futuro il contest organizzato da Aied Roma. Start Me Up anche quest’anno sostiene l’iniziativa e in questo podcast ospita chi ha deciso di supportare  #COSTRUIREILFUTURO Il contributo dei giovani nell’innovazione della società: tutti pronti al futuro?

Mi riferisco a Linda Serra di Work Wide Women che molti di voi ricorderanno per essere stata già nostra ospite a Start Me Up e Fabiana Sera, conduttrice di Radio Zeta, gruppo RTL 102.5 e coach anti bullismo estetico.Da loro mi faccio spiegare cosa fanno con i rispettivi progetti e li prendo a esempio per chi deciderà di partecipare alla gara di idee.

Un podcast che vi permetterà dunque di comprendere nel dettaglio il regolamento e scoprire come presentare al meglio il vostro progetto. Sara e Linda, dalla loro esperienza, infatti danno anche alcuni consigli su come curare la presentazione della vostra idea.

Un mondo che cambia e che per essere governato in modo equo ha bisogno del contributo di ognuno di noi.

Aggiornamento del 17 ottobre 2017

 Ci sono nuove date per il contest:

  • 6 novembre – ultima data per invio delle idee
  • 10 novembre – ultimo giorno per la votazione web
  • 16 novembre – proclamazione delle 5 idee finaliste

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per conoscere chi già utilizza la rete per costruire un futuro diverso;
  • Per trovare il modo giusto per presentare il proprio progetto.

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L’immagine di copertina è presa qui

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La citazione di Linda

La citazione di Linda

La citazione di Fabiana

La citazione di Fabiana

Il video teaser

59. “Ogni estate porto il cinema alla gente e la gente al cinema”



Il cinema come atto di resistenza e come fenomeno sociale. Sembra passare in secondo piano la natura estetica della settimana arte, ma non facciamoci ingannare! La Guarimba Film Fest è un festival di cinema indipendente che cura molto bene il proprio cartellone (quest’anno dedicato alla propaganda durante la guerra fredda). Da qui inizia l’intervista a Giulio Vita, calabro venezuelano che dopo il Sud America e Madrid ha deciso di vivere e lavorare in Calabria, il posto “dove è tutto possibile”! Giulio fonda La Guarimba partendo dal cinema come evento di comunità (avete visto “Nuovo Cinema Paradiso”?). Per questo motivo è un festival interamente gratuito che si svolge a Amantea, in provincia di Cosenza. Anno dopo anno crescono le persone che vi partecipano e le attività correlate. Ci facciamo raccontare come fa.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Il cinema come mezzo di riqualificazione sociale
  • Imparare dai propri fallimenti

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La partecipazione di Giulio al Tedx Pompei più volte citata nell’intervista

La citazione di Giulio

59.giulio_guarimba

 

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52. Se il pomodoro è Funky, è più buono (in tutti i sensi)



Pomodoro a filiera partecipata, è da questa la definizione che parte questo podcast di Start Me Up che parla di Funky Tomato. Il progetto, nato in Basilicata, dà una risposta concreta – e se vogliamo innovativa – al problema del caporalato e dello sfruttamento dei braccianti nei terreni di pomodoro del Sud Italia. Quando si acquistano le conserve Funky Tomato si investe anche in cultura. Una cultura del lavoro sano, rispettoso dei diritti dei lavoratori, degli acquirenti e della natura. Un progetto che si sta espandendo anche nelle altre regioni del Sud Italia, raccontato ai nostri microfoni da Paolo Russo e Guido De Togni.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Funky Tomato vuole essere un modello per quelle aziende – oggi in crisi – che commerciano prodotti che hanno, in un certo senso, un legame con prodotti legati alla tradizione culturale di un paese.
  • Per scoprire la piaga del caporalato e come una risposta che metta al centro il benessere dei lavori e la cultura possa portare reale sviluppo.

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50. Patrimonio culturale, patrimonio comune



Si parla di patrimonio culturale e degli usi che è possibile farne. Lo facciamo con Ciccio Mannino che dal 2010 con le Officine Culturali si occupa di animare la vita all’interno del Monastero dei Benedettini di Catania. Un podcast ricchissimo e un po’ più lungo del solito perché con Ciccio andiamo a scoprire quale sia il senso vero del patrimonio culturale: non un semplice luogo da visitare in silenzio, ma qualcosa che possa avere una forte valenza sociale. Si parla anche di turismo che troppo spesso è associato – forse erroneamente – alla cultura. Insomma un sacco di cose, che ancora non capisco come è che ancora non abbiate cliccato play!

Perché ascoltare questo podcast?

  • In un podcast con Ciccio Mannino mi chiedi perché ascoltare questo Podcast? Ma schiaccia play! 

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La citazione di Ciccio

Ciccio Mannino

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46. Da Verona a Palermo per un progetto su migranti e integrazione



Scegliere di vivere a Palermo per fare una ricerca su migranti e integrazione. È questa in estrema sintesi la storia di Zeno Franchini e Francesca Gattello di Studio Marginal. Ed è di migranti e lavoro che parliamo con Zeno in questo podcast, il quarantaseiesimo. Zeno infatti si è trasferito da Verona a Palermo per portare avanti una ricerca che porterà, alla fine del percorso, migranti e indigeni (persone nate e cresciute a Palermo) a lavorare insieme per favorire l’integrazione e lo sviluppo sociale. Il progetto si chiama provvisoriamente Cunto Materiale e nonostante sia iniziato da pochi mesi sta cambiando ogni giorno che passa. Nell’ultima parte dell’intervista si parla anche di come un veronese vive a Palermo, quali sono le sue impressioni e come si trova a vivere per scelta in Sicilia. Piccolo spoiler: non sta affatto male!

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per conoscere un progetto di inclusione sociale che coinvolge chi, da migrante, vive da tempo in Italia e chi invece ci è nato;

  • Per avere un punto di vista diverso sull’emigrazione interna all’Italia. C’è chi decide di vivere al Sud senza esserci nato

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La citazione di Zeno

 

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