Otto aziende che offrono un lavoro in questo momento

Ogni giorno sul nostro gruppo facebook raccogliamo le offerte delle aziende che offrono un lavoro. Le pubblichiamo con l’hashtag #unlavoroalgiorno e solo i membri del gruppo possono vederle per primi. Ogni mese poi raggruppiamo le principali su bacheca, la rubrica di Start Me Up per chi è alla ricerca di lavoro. Se sei una azienda o una startup che è alla ricerca di nuovo personale e vuoi usare i nostri canali, scrivici!

Qui trovate le otto aziende che offrono un lavoro in questo momento*:

Pharmap cerca un sales support manager

logo di Pharmap 4ksrl, startup innovativa che nel 2016 ha sviluppato Pharmap, sta cercando un sales support manager da inserire nei team della sede operativa di Palermo. Oggi Pharmap può contare un network di più di 1500 farmacie ed una copertura di più di 150 città.

Tutti i dettagli dell’offerta https://bit.ly/pharmap_salesmanager

Illimity cerca più di una figura da inserire nel team tecnico

Il logo di IllimityIllimity, la banca online fondata da Corrado Passera, è alla ricerca di parecchie figure professionali da inserire all’interno dell’azienda.

Sono tutte elencate qui: careers.illimity.com

Hello, cerca un art supervisor, ma non solo

Logo di Hello

Hello, è un’agenzia creativa nata ad inizio 2019 ma che ha già all’attivo tanti progetti interessanti. Sul sito trovate una serie di posizioni aperte.

Questa dell’art supervisor è la più recente in termini di pubblicazionethisishello.it/art-supervisor

Sorint è alla ricerca di un Linux System Engineer

Il logo di Sorint Lab

Sorint, azienda specializzata in consulenza IT con clienti italiani ed all’estero è alla ricerca di un Linux System Engineer. Sede di lavoro: Parma.

Il resto delle informazioni: www.sorint.it

Zurich sta cercando un referente per il proprio canale aggregatori

Logo di Zurich

La compagnia di assicurazioni Zurich sta cercando un referente per il proprio canale aggregatoriL’offerta di lavoro è a tempo pieno e la sede è Milano.

Il resto dei dettagli qui: linkedin.com/jobs/view

Allianz sta cercando una figura che nell’ambito della Direzione Health

Logo di AllianzAllianz sta cercando una figura che nell’ambito della Direzione Health sarà responsabile di alcune attività tra cui supporto nella stesura di requisiti funzionali/business requirement per evoluzione/customizzazione della piattaforma TPA e raccolta delle esigenze da altre unità Health in termini di sviluppi/estrazioni da comunicare ad IT.

Tutti i dettagli: linkedin.com/jobs/view

 ufirst è alla ricerca di diverse figure da inserire in azienda

ufisrt_logo

ufirst è l’app gratuita che ti permette di fare la fila da remoto. Il team che l’ha creata alla ricerche di diverse figure da inserire in azienda.

Sono tutte elencate qui: ufirst.business/aziende/jobs

Nuvolari è alla ricerca di un SEO Specialist

Il logo di Nuvolari

Nuvolari vanta oltre 30 anni di esperienza nel settore dell’abbigliamento. L’azienda è alla ricerca di un SEO Specialist nella zona di Roma che possa prendersi cura del sito nuvolari.biz.

Maggiori informazioni su: linkedin.com/jobs

Ascolta Start Me Up dove e quando vuoi

*Gli annunci sono stati pubblicati dalle aziende attraverso i loro canali: noi ci limitiamo a riportare quanto scritto. Non percepiamo percentuali e non ci assumiamo la responsabilità di eventuali discrepanze tra quanto scritto nell’offerta e quanto poi venga offerto concretamente.

Foto di copertina di Free To Use Sounds via Unsplash

Il futuro del lavoro, una modesta riflessione

In questi mesi il dibattito sul futuro del lavoro è profondamente cambiato. Valgono ancora le considerazioni che Luca De Biase ha messo nel suo libro, ma c’è dell’altro. Sembra che chi, in questi giorni, parla di lavoro abbia spostato la propria attenzione da chi questo lavoro dovrà farlo a dove tutto ciò andrà fatto. Si è quindi passati da una dicotomia uomo vs. macchina a quella remoto vs. ufficio.

Ne parla Fabio in questo nuovo episodio di “Spam – è tutto grasso che cola” con qualche link su cui riflettere.

Spam – è tutto grasso che cola

Spam tutto grasso che cola - podcast copertina

Un podcast minimale e settimanale che si concentra su un particolare tema. Ogni lunedì Fabio parla di qualcosa che ha che fare con il mondo dell’innovazione (e anche un po’ del Sud Italia, ma non solo), solo per il gusto di parlarne.

Spam è come il grasso che, colando, dà il gusto alle cose. Ed è anche qualcosa di indesiderato, non richiesto, che arriva prepotente nelle vostre caselle mail. Sta a voi prendervi il coraggio di accettarlo e ascoltarlo.

Spam si ascolta solo tramite Patreon ed è riservato a chi dona almeno 10$ al mese.

La foto di copertina è di Thought Catalog on Unsplash.

Immaginare il futuro del lavoro da casa: l’Ohana Meetup va in remoto

È sempre complicato spiegare cosa è l’Ohana Meetup. L’evento sul futuro del mondo del lavoro ormai da tre anni viene organizzato da Cocoon Projects. Gli aggettivi per descriverlo sono sempre positivi: unico, stimolante, sfidante. Si, sfidante, nel senso buono del termine, ovviamente. Perché chi partecipa sa che l’Ohana Meetup in due giorni ti metterà davanti a una serie di temi e argomenti che ruotano intorno al futuro del lavoro. Cosa rappresenta oggi? Come evolve? Quale valore ha oggi? È lo stesso di ieri? E domani? Cosa succederà?

Sono domande che hanno un peso enorme, soprattutto alla luce del momento che stiamo vivendo. Così dopo le due edizioni di Roma e Barcelona, quest’anno l’Ohana Meetup si terrà per la prima volta totalmente da remoto tra il 5 e il 6 giugno. È una decisione che si è resa necessaria viste le varie misure del contenimento del Covid19. Gli organizzatori però tranquillizzano tutti: anche se non ci si incontrerà di persona, lo spirito dell’Ohana Meetup resterà invariato. E conoscendo gli amici di Cocoon Projects c’è da prenderli sul serio.

Come partecipare all’Ohana Meetup 2020

Da qualche giorno perciò è possibile acquistare nuovamente i biglietti. Gli organizzatori hanno pensato a due formule:

  • Un “Full Remote OM Ticket” di € 18 (IVA inclusa, quando applicabile) che include la partecipazione all’evento e alla festa distribuita del sabato sera;
  • Un “Remote Ohana Party Ticket” di € 4 (IVA inclusa, quando applicabile) che dà accesso alla sola festa distribuita del sabato sera.

Anche se la formula da remoto potrebbe bloccare qualcuno, il consiglio è di partecipare. Se vi sentite parte della tribù di professionisti, game changer, appassionati del mondo del lavoro non dovete assolutamente perdere questo evento. Il futuro del mondo del lavoro è di chi lo progetta.

Maggiori informazioni sono su ohanameetup.party.

6 offerte di lavoro e 2 bandi: a marzo la bacheca di SMU è bollente!

Non solo lavoro da remoto (e non smart working, come sapete) nel numero di bacheca di marzo. Questo mese vi presentiamo 6 offerte di lavoro e 2 bandi per startup che abbiamo trovato in giro per la rete.

TIPS: Se vuoi vederli in anteprima unisciti al gruppo d’ascolto facebook, dove dal lunedì al venerdì alle 12 ne pubblichiamo uno ogni giorno.

Offerte di lavoro

> Wikimedia Italia, Associazione per la diffusione della conoscenza libera, cerca un responsabile per OpenStreetMap e per Wikidata.

OpenStreetMap è un progetto collaborativo per la raccolta di dati necessari per la creazione della mappa globale del mondo. Per molti aspetti il progetto è simile a Wikipedia ed è per questo che, dal 2016, Wikimedia Italia è anche il chapter ufficiale della OpenStreetMap Foundation.

Wikidata è un progetto collaborativo parte del mondo Wikimedia il cui scopo è fornire un database aperto a supporto degli altri progetti, interconnesso con altre raccolte di dati aperti.

La sede di lavoro è Milano ma accettano anche candidature per lavorare da remoto. Gli altri dettagli qui.


> System Management S.p.A. cerca un programmatore. L’azienda guida l’evoluzione tecnologica di grandi aziende nel settore IT proponendo soluzioni altamente innovative basate sui risultati delle attività di ricerca e sviluppo interne nei settori della Comunicazione Multicanale, IoT, BigData Analysis e Cloud Enabling.

L’annuncio è pubblicato sul loro profilo Linkedin e la premessa vale da sola tutta l’offerta! 😉


> Il Gruppo Green Network è alla ricerca di un Digital Art Specialist su Roma. La principale mansione è dare supporto alle attività dell’intero reparto. Il ruolo prevede capacità di integrarsi all’interno di un team di lavoro, responsabilità per il proprio operato, capacità di progettazione, precisione nell’esecuzione e valutazione delle tempistiche.

Tutti i dettagli dell’offerta di lavoro sul profilo Linkedin dell’azienda.


Webflow è l’azienda californiana che permette a chiunque di creare un proprio sito web con un semplice copia/incolla. La sede è San Francisco ma ci sono posizioni aperte anche da remoto. Sono tutte elencate nella pagina di creativemornings.com.


> Il team italiano di MakersValley ha aperto una nuova posizione di stage per laureandi o neo-laureati alla prima esperienza, amanti del Fashion Tech & Made in Italy. La sede del lavoro è a Cardito (NA).

Tutti i dettagli dell’offerta nell’annuncio della pagina Facebook dell’azienda.

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Call per Startup

> IC406 è il programma d’incubazione che accompagna giovani imprenditori con idee innovative nell’ambito del digital business. Puoi candidare la tua idea fino al 30 aprile 2020.
Tutti i dettagli sul sito del bando.


> La Call for ideas dell’area Ambiente “Strategia Clima“, con uno stanziamento di 3,4 milioni di euro per il 2020, sostiene fino a 2 iniziative volte alla mitigazione e all’adattamento al Cambiamento Climatico a livello locale realizzate in collaborazione da amministrazioni locali, aree protette ed enti non profit.

Tutte le info sul sito della Fondazione Cariplo.

La foto di copertina è di Nijwam Swargiary via Unsplash.

Da dipendente a lavoratore autonomo: l’esperienza di Valerio di Inspector



Inspector è un sistema di monitoraggio in tempo reale per applicazioni in PHP, lo ha realizzato il team che fa base a Napoli guidato da Valerio Barbera, ospite di questo podcast. Valerio ci racconta come nasce questo tool, come, con tutto il team, sono riusciti a essere tra i progetti finalisti del premio Next Energy e la visione che lo ha guidato fin qui nel percorso da lavoro dipendente a lavoratore autonomo nel campo della programmazione.

Programmare senza la paura di sbagliare

Inspector è un tool pensato per i programmatori che permette loro di conoscere in tempo reale errori e malfunzionamenti del software. Lo scopo è migliorare la user experience degli utenti, senza naturalmente intaccare il funzionamento dell’applicazione su cui il tool è installato. Come è facile immaginare, Inspector nasce da una esigenza reale riscontrata dallo stesso Valerio che negli anni ha visto e sentito di troppe telefonate di lamentele da parte del cliente finale agli sviluppatori perché un software non funzionava come doveva. Inspector è sul mercato da luglio scorso ed è disponibile in una versione di base gratuita; chi desidera accedere alle altre funzionalità, dovrà abbonarsi in base all’uso che intende farne.

Inspector tra i finalisti di Next Energy: un’occasione di formazione e networking

Inspector è tra i dieci progetti che si è aggiudicato il percorso di incubazione del premio Next Energy, l’iniziativa promossa da Terna, Fondazione Cariplo e Cariplo Factory giunta alla quarta edizione. La differenza – ci dice Valerio – l’ha fatta l’esperienza sul campo che Inspector ha accumulato in questi primi mesi di “mercato”. Ed è questo l’aspetto che approfondiamo nella seconda parte del podcast: l’importanza del confronto che non può essere legato solo al rapporto con i propri clienti. Valerio ci spiega che come team ciclicamente partecipano a concorsi di questo tipo: lo scopo è quello di poter avviare un confronto con attori che altrimenti non riuscirebbero a incontrare nel loro quotidiano di lavoratori autonomi. I contest diventano così occasione di formazione e networking, elementi essenziali per chi vuole crescere da un punto di vista aziendale e – perché no – umano.

Citazione di Valerio su lavoro autonomo e contest

Valerio decide di diventare un lavoratore autonomo dopo un periodo presso diverse multinazionali. È in quegli anni che lui insieme ad alcuni colleghi matura la decisione di voler fare altro, camminando sulle proprie gambe. E se in un primo momento credeva che il digitale potesse dargli la possibilità di lavorare a qualsiasi livello (in seguito ha cambiato idea), avere una propria società gli ha permesso di vivere diverse esperienze, anche all’Estero: è inutile sottolineare che ogni nuova avventura gli ha fornito gli strumenti per migliorarsi dal punto di vista aziendale. Infine, da siciliano che vive a Napoli, spende due parole sul capoluogo campano e il suo ecosistema imprenditoriale con un giudizio che non sentirete da altre parti.


Questo podcast è realizzato grazie a:


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foto di copertina di Brad Neathery via Unsplash

Il tuo parere? Non serve a niente

Uno degli aspetti forse più critici della vita di azienda e del lavoro di gruppo in generale riguarda i pareri sul lavoro dei propri collaboratori. Se fossimo in uno di quei video motivazionali per startupper in erba potremmo dire che “grazie alle critiche l’azienda cresce e il lavoratore diventa più consapevole, eccetera eccetera…”. In realtà chi lavora in gruppo sa benissimo che esprimere un parere sul lavoro svolto dai propri colleghi spesso è una vera e propria rogna per questioni di tempo, visione, aspettative altrui e tatto (per dirne solo alcune, di rogne). Come uscire quindi da questa situazione? Abbiamo fatto un giro nell’internet e le risposte sono pressoché univoche: i pareri non servono a nulla.

Lo scrive chiaramente Bruna Tortorella su Internazionale riportando un articolo di Oliver Bunkerman che a sua volta cita il libro “Nove bugie sul lavoro” scritto da Marcus Buckingham e Ashley Goodall. I due autori sostanzialmente scrivono che “non vale mai la pena dire alle persone quello che secondo voi fanno bene o male, o come farlo meglio”. Anche se lo fate per il loro bene, con gentilezza o semplicemente indorando la pillola: i commenti, feedback o pareri servono a poco o comunque non faranno crescere quella persona professionalmente. Se non volete comprare il libro, potete leggere il post che hanno scritto sull’Harvard Business Review in cui smontano pezzo pezzo tre teorie che stanno alla base del “le critiche aiutano a crescere”.

Se i pareri non servono, le reazioni sono la via

E quindi? Che fare? Non tutto è perduto, tranquilli. In effetti una via per aiutare le persone quando – secondo noi – stanno sbagliando c’è, ed è più semplice di quanto possiamo immaginare. Piuttosto che dire “così non si fa…” o “non avresti dovuto fare così…” è sempre bene dire come ci ha fatto sentire quella determinata azione. Se infatti anziché comunicare quanto non ci è piaciuto il loro lavoro cerchiamo di spiegare loro come ciò che hanno fatto ci ha fatto sentire andremo dritti al punto.
Il fatto è che nessuno ha la ricetta per fare le cose al meglio. C’è l’esperienza che può guidarci in un lavoro, ma la storia ci insegna che a volte fare le cose in modo diverso può darci un risultato migliore. Da qui ne scaturisce che ognuno dovrebbe essere libero di raggiungere la soluzione come meglio crede. Occhio che se estremizzate troppo questo concetto si arriva al caos e si va fuori tema. Se restiamo in parametri come lo stile o l’approccio personale a una attività, allora non c’è una regola unica: se una cosa funziona per uno (e porta risultati ottimi) non è detto che funzioni per gli altri. Va da sé che la critica sul metodo non porta a nulla perché magari il destinatario di quella critica ha un approccio diverso dal vostro.
Portando invece il feedback su un piano più personale, di reazione, le cose cambiano. Quelle sono veramente sensazioni solo nostre e restituirle al mittente non può che fargli bene. E occhio che questo vale di più in positivo che in negativo! Scrive Oliver Bunkerman (sempre nella traduzione di Bruna Tortorella) su Internazionale:

il modo migliore per elogiare qualcuno non è valutare il suo talento ma dirgli come ci ha fatto sentire. Dopotutto, è straordinariamente arrogante fare i complimenti a qualcuno perché è un bravo scrittore, stratega, compagno di squadra e così via: chi ci autorizza a giudicarlo? Ma elogiarlo perché ci ha ispirato, convinto o aiutato a capire un argomento complesso è una cosa completamente diversa. Di questo gli unici veri giudici siamo noi.

Approcci pratici alla gestione dei pareri

Un approccio approvato anche da altri autori: Dave Bailey in suo articolo su medium chiama in causa addirittura l’approccio nonviolento. Basandosi principalmente sull’empatia, Dave guida il lettore in un ragionamento a trecentosessanta gradi su come comunicare al meglio i pareri all’interno del team. Tra le varie tecniche consigliate da Dave mi ha molto colpito la regola delle 40 parole. La descrive così (la traduzione è mia):

Durante le conversazioni difficili, è importante essere estremamente concisi. Cerca di descrivere le tue osservazioni, i tuoi sentimenti, i tuoi bisogni e le tue richieste in meno di 40 parole. Usare più parole suggerisce che stai giustificando i tuoi bisogni, e questo diminuisce il potere delle tue frasi.

C’è chi invece, come Claire Lew, suggerisce qualcosa di ancora più semplice. Un accorgimento utile soprattutto a chi è a capo di un gruppo di persone e desidera avere un giudizio sul proprio operato. Se si chiede espressamente al proprio team un’opinione su ciò che si è fatto è sempre bene sostituire la parola parere (feedback) con consiglio (advice). Scrive Claire su medium (la traduzione è sempre mia):

La parola “feedback” porta con sé un carico molto pesante. Alcuni la associano automaticamente a una “critica” o a qualcosa di negativo. Può quindi avere un suono spaventoso e formale.

Mentre “consiglio” è una parola molto più accogliente. Il consiglio viene associato molto più facilmente al concetto di dare una mano a qualcuno. Quando qualcuno ti dà un consiglio spesso è perché vuole prendersi cura di te.

Se questo articolo vi ha convinto, condividete questo articolo con il/la vostra/o collega criticona/e, magari aggiungendo un cuoricino, e ditegli che lo fate per il bene del vostro lavoro.

Foto di copertina di Camylla Battani, via Unsplash

Innovazione sociale e sostenibilità nella bacheca di aprile

Una bacheca all’insegna dell’innovazione sociale quella di aprile. Se siete amministratori pubblici ne dovete tenere assolutamente conto (se non lo siete potete comunque farglielo sapere). Ma tranquilli, in questa bacheca ce n’è anche per chi innova nel settore tessile e nella cultura. Infine vi segnaliamo anche un posto di lavoro come growth-hacker…

Progetti sperimentali su Innovazione Sociale – Dipartimento funzione pubblica

Il Dipartimento funzione pubblica del Ministro della Pubblica Amministrazione ha avviato la sperimentazione per l’utilizzo del fondo per l’innovazione sociale. Si legge sul sito del Ministero che “La sperimentazione si articola in un Programma triennale che, nell’ambito delle risorse stanziate dal Fondo, finanzia progetti di innovazione sociale di amministrazioni locali  nei settori dell’inclusione sociale, dell’animazione culturale e della lotta alla dispersione scolastica”.

Questo significa che il Dipartimento assume il ruolo di abilitatore di processi di innovazione sociale in modo da favorire la nascita di idee e progetti dal basso “per accompagnare e validare modelli di intervento in grado di dare una risposta più efficace rispetto ai bisogni dei cittadini e più efficiente rispetto all’allocazione ed utilizzo delle risorse pubbliche”.

Sarà possibile presentare le proprie proposte – che dovranno essere inviate da rappresentanti di comuni capoluogo e le città metropolitane – tra il 15 giugno 2019 al 31 maggio 2020.

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Cultura Crea, c’è ancora tempo per accedere al finanziamento

“Cultura Crea” è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali e no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) per sostenere la filiera culturale e creativa delle regioni interessate e consolidare i settori produttivi collegati, rafforzando la competitività delle micro, piccole e medie imprese in attuazione del PON FESR “Cultura e Sviluppo” 2014-2020 (Asse Prioritario II). Le risorse finanziarie stanziate ammontano a circa 107 milioni di euro. È prevista una dotazione aggiuntiva di 7 milioni di euro.

Ne abbiamo parlato a dicembre 2016 ma ci sono parecchie novità per il 2019,

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Re-FREAM la call per artisti e designer

Re-FREAM, è alla ricerca di artisti e designer che possano collaborare insieme a ricercatori e scienziati per progetti di ricerca innovativi nell’ambito della produzione tessile. Questi progetti verranno sviluppati in un percorso assistito lungo tre spazi di co-creazione, in cui 20 artisti potranno creare concept innovativi insieme a scienziati e specialisti lungo un periodo di 9 mesi, con finanziamenti per i progetti migliori pari a € 55.000. Ogni spazio di co-creazione sarà situato in uno specifico hub, a Valencia, Berlino e Linz.
È possibile candidarsi alla prima delle due call previste (con 10 progetti finanziati per ogni call) attraverso il sito ufficiale, entro e non oltre il 30 maggio 2019. Maggiori info anche sul sito del Consorzio Arca, partner di Re-FREAM.

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Fondazione Sicilia sostiene i piccoli borghi

La Fondazione Sicilia ha pubblicato due bandi per la valorizzazione dei piccoli centri siciliani. Con il primo bando, Fondazione Sicilia intende contribuire alla rigenerazione del territorio, dedicando particolare attenzione agli interventi di restauro/conservazione del patrimonio storico-artistico e ambientale dei piccoli centri, anche con lo scopo di concorrere a preservare la memoria della comunità. Mentre con il secondo bando la Fondazione invita a immaginare un nuovo futuro per queste aree. I borghi possono essere infatti conservati nella loro forma corrente e con la loro destinazione originaria, ma non va preclusa loro la possibilità di ristrutturare alcune aree, destinandole a finalità diverse rispetto a quelle di partenza. Entrambi i bandi scadono il 17 giugno 2019.

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FOUNDAMENTA8 per le startup a impatto sociale

Chi è a capo di una startup a impatto sociale può considerare di presentare la propria candidatura a FOUNDAMENTA8.

In palio:

  • Seedfund fino a #100k€ cash;
  • 4 mesi di training e accelerazione intensiva;
  • Accesso al network 50+ #investor e mentor.

La call chiude il 02.06.2019.

Scopri di più

Offerte di lavoro

Biorfarm alla ricerca di un Guerriero della Comunicazione

Biorfarm è alla ricerca di un Guerriero della Comunicazione, un tester nato, con un forte orientamento al Digital Marketing e che sappia costruire Network, convertire i pagani in Agricoltori Digitali e non abbia paura di sporcarsi le mani per essere l’artefice della crescita!

Ascolta l’intervista a Osvaldo De Falco di Biorfarm e scopri di più sulla loro offerta di lavoro.

Foto di copertina di Luis Tosta, via Unsplash

Quattro motivi per leggere “Il lavoro del futuro” di Luca De Biase

Parlando di questo libro avrei potuto inserire un sacco di citazioni che mi sono rimaste in mente. Il rischio sarebbe però poi stato di non scrivere un articolo ma di fare un plagio, così cerco di mettere le idee al proprio posto e vi do quattro motivi per leggere “Il lavoro del futuro” di Luca De Biase.

Innanzitutto perché non è solo teoria. È bello vedere come l’autore inserisca casi concreti di aziende italiane che lavorano in campi come la robotica e a livelli così alti che quasi pensi non sia possibile: quando il dibattito quotidiano si è ridotto a polemiche e a un gioco al ribasso che ci appiattisce tutti alla mediocrità? Perché è necessario acquistare un libro per sapere che in ogni parte d’Italia c’è almeno un’azienda che cerca di innovare il proprio settore? Credo che se notizie di questo tipo fossero più alla portata di tutti guarderemmo al futuro con meno livore e forse anche con un po’ più di serenità.

Fa i conti con la paura sempre più diffusa della perdita di posti di lavoro (vedi alla voce livore, poco più su). Magari è una versione edulcorata del futuro, però il libro affronta il tema del “sopravvento dei robot” in maniera piuttosto oggettiva. E lo fa in un modo abbastanza banale e cioè trattando i robot per quello che sono, cioè macchine. Quindi nessun complottismo o piano di chi sa quale mente perversa, ma solo la consapevolezza di dire che in quanto macchine saremo noi umani a stabilire come funzioneranno. Sul tema poi della mancanza dei posti di lavoro si conferma la visione che si, le macchine faranno ciò che oggi fa un operaio poco specializzato: ma si pone in luce anche che se si tratta di lavori massacranti, poco stimolanti e rischiosi c’è da dire anche meno male! Il libro si sofferma poi sui vari tipi di posti di lavoro che la robotica richiederà in un futuro talmente prossimo che stiamo parlando di ore. Un aspetto poco dibattuto ahinoi, ma che ci dovrebbe interessare visto che qualcuno questi lavori dovrà farli e come dice il proverbio “chi tardi arriva, male alloggia”.

Non solo robotica. Se parlasse solo di tecnologia e robot “Il lavoro del futuro” sarebbe un libro incompleto. Una parte del saggio è dedicata infatti a come cambia il lavoro nella vita delle persone. Ci stiamo infatti sempre più allontanando da un modello rigido vita personale/lavoro. Ci piaccia o no, la persona come essere pensante è e sarà sempre più coinvolta nella vita della azienda di cui fa parte. Un po’ perché il lavoro meccanico sarà sempre più affidato alle macchine (vedi su), dall’altro lato c’è anche un motivo culturale dietro: le persone saranno sempre meno disponibili a lavorare in posti in cui non posso apportare valore all’azienda. Un aspetto che chi si appresta a gestire questa nuova forza lavoro non può sottovalutare: già oggi chi lavora sente l’esigenza di essere coinvolto e questo aspetto prenderà sempre più piede in futuro.

Formazione ed ecosistemi. Per questo motivo un altro aspetto indagato da “Il lavoro del futuro” è quello della formazione e di ciò che c’è intorno all’azienda. Non possiamo più immaginare che un’impresa si preoccupi solo di ciò che avviene all’interno delle proprie mura. È necessario instaurare un dialogo con gli enti di formazione, con le amministrazioni locali e nazionali per stimolare una crescita sociale, culturale e quindi anche economica di un intero sistema. Sembra complesso ma è un tema profondamente legato a quanto detto in precedenza. I lavoratori avranno sempre più bisogno di essere coinvolti e in base a questo riusciranno a dare il giusto contributo alla propria azienda.

Puoi acquistare il Lavoro del futuro di Luca De Biase su amazon.it

Foto di copertina di Annie Spratt, via Unsplash.

Resto al Sud ma non solo: nella Bacheca di marzo c’è di più

C’è la nuova versione di Resto al Sud, ma anche due bandi dedicati all’innovazione sociale per associazioni e enti. In più, vi segnaliamo il bando SIAE Per chi crea e due offerte di lavoro. È marzo, e anche questo mese, un numero di Bacheca tutto per voi.

Se volete, segnalateci le call/gli annunci di lavoro più interessanti a bandi [c] radiostartmeup.it.

Resto al Sud anche per i professionisti: ecco i requisiti

A breve Resto al sud sarà disponibile anche per chi ha meno di 46 anni ed è un libero professionista. Grazie alle novità introdotte dalla legge di bilancio 2019 vengono estesi i benefici che abbiamo illustrato nell’articolo che abbiamo dedicato a questa misura qualche tempo fa anche a chi non risulta titolare di partita IVA nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui viene chiesta l’agevolazione. Il bando è a sportello, quindi il consiglio è quello di AFFRETTARSI!

Scopri di più sul sito di Invitalia

Premio CEMEX-TEC per l’innovazione sociale

Il Premio CEMEX-TEC è rivolto a individui e organizzazioni che sviluppano progetti ad alto impatto sociale nel campo dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo. Il premio è diviso in quattro temi e per ognuno di esso ci sono diverse ricompense in palio:

  • Social Entrepeneurs, rivolto a imprenditori di tutto il mondo che stanno portando avanti progetti di imprenditoria sociale attivi da almeno un anno;
  • Transforming Communities, rivolto a studenti di scuola superiore post-laurea di qualsiasi paese che stiano portando Avanti progetti che attuino una trasformazione sostenibile di una comunità;
  • Community Entrepeneurship: possono candidarsi organizzazioni, cooperative e associazioni di qualsiasi Paese che stiano portando avanti da almeno un anno progetti di trasformazione sociale che abbiano effetto sulla comunità produttiva del luogo in cui vivono;
  • Collaborative Action: rivolto a tutti quei progetti – anche questi attivi almeno da un anno – che abbiano un impatto sociale e coinvolgano almeno 3 settori della società.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 maggio!

Scopri di più sul Premio CEMEX-TEC

Welfare che impresa: 300 mila euro da Fondazione Con il Sud

Ripensare il sistema di Welfare sperimentando nuovi servizi capaci di rigenerare il tessuto sociale, questa è la sfida che viene lanciata anche quest’anno con la terza edizione del concorso per idee “Welfare, che impresa!”. Le Startup sociali – già costituite o da costituire – sono chiamate a presentare progetti innovativi orientati a favorire la coesione, lo sviluppo sociale e il fare rete.

Le idee progettuali possono essere inviate fino al 18 aprile 2019.

Leggi il bando completo

Per chi crea

La legge di stabilità per il 2016 ha previsto la distribuzione del 10% dei compensi per la copia privata, gestiti da SIAE, in attività che favoriscano la creatività e la promozione culturale nazionale ed internazionale dei giovani. Per questo dal 20 febbraio 2019 sono disponibili quattro bandi rivolti a privati, aziende, scuole, enti e associazioni che presentano un progetto a sostegno di autori, artisti, interpreti ed esecutori under 35 e residenti in Italia.

Le candidature dovranno essere presentate entro il 5 aprile 2019.

Scopri di più sul sito SIAE

ANNUNCI DI LAVORO

Nois3 cerca uno sviluppatore Front-End Mid/Senior

Nois3 è alla ricerca di uno sviluppatore Front-End Mid/Senior che possa aiutare i Dev nello sviluppo Front-end su WordPress / Bedrock, su Framework PHP (Symfony/Laravel), NodeJS anche usando Angular e/o ReactJS. La ricerca – scrivono – è su Roma, ma non escludono smart working dopo una fase di inserimento.

Candidati ora

WordPress è alla ricerca di un Creative Technologist

In Automattic (azienda proprietaria di WordPress) vogliono migliorare i processi e soluzioni di progettazione portando un po’ più in la i limiti dell’utilizzo del codice. Per questo motivo sono alla ricerca di un tecnico che si lasci guidare dalla creatività e dalla sperimentazione. I Creative Technologist di Automattic combinano il design visivo e le competenze ingegneristiche in un’unica disciplina. Sono in grado di sviluppare, prototipare e testare soluzioni innovative che permettono di avere prodotti di ingegneria front-end sempre all’avanguardia e sono da ispirazione per il team di sviluppo.

Candidati ora

foto di copertina di Marcel Heil, via Unsplash