Tra bandi e offerte di lavoro, la giusta occasione per svoltare

Come ogni mese, scandagliamo il web alla ricerca di bandi e offerte di lavoro che vi permettano di svoltare: nella vostra carriera, con una nuova sfida lavorativa o con la vostra startup, trovando i fondi giusti per raggiungere il vostro obiettivo. Nella bacheca di aprile trovate due bandi e quattro offerte di lavoro. Scopritele tutti!

Come sempre le offerte arrivano direttamente da Start Me Up – gruppo d’ascolto. Se volete conoscerle in anteprima, unitevi! Pubblichiamo un’offerta al giorno, dal lunedì al venerdì.

Culturability 2020: una certezza con qualche novità

600 mila euro per centri culturali innovativi, nati da processi di rigenerazione e riattivazione di spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o sottoutilizzati. È questa la cifra che Unipolis, la fondazione promotrice di Culturability ha deciso di mettere sul piatto confermando l’apertura della call nonostante “l’attuale fase di emergenza sanitaria generata dal Coronavirus”. L’intento è quello – si legge ancora sul sito – di “offrire un supporto alle tante organizzazioni culturali in difficoltà, che continueranno nei prossimi mesi ad accusare gli effetti della chiusura dei propri spazi e dell’annullamento dei loro eventi avvenuti in questi mesi”.

L’edizione 2020 di Culturability mantiene l’intento degli anni precedenti, ma presenta alcune novità negli obiettivi, nei tempi e nei destinatari. Il programma è indirizzato a centri culturali rigenerati già attivi, in cui si sviluppano processi di innovazione culturale con impatto sociale e civico, e si sperimentano nuove logiche di collaborazione con le comunità locali.

La call chiude il 16 giugno 2020 alle ore 13 e le candidature dovranno essere sottoposte solo online. Tutte le info sono su culturability.org.

Idee green da accelerare: Step Tech Park vi sta cercando!

Step Tech Park, l’hub per la lotta alle emissioni di CO2, ha lanciato la call for startup. In palio un esclusivo programma di accelerazione, uniche possibilità di networking e supporto quotidiano e concreto nella realizzazione dei progetti più sfidanti. C’è tempo fino al 15 maggio per partecipare!

Tutte le info qui steptechpark.com/call-for-future

Customer Success Manager presso Sketch

Questo non è un lavoro per tutti. Non tanto perché per gestirlo è necessaria la conoscenza della lingua inglese scritta e parlata ma perché la figura richiesta dovrà diventare il “volto di Sketch” per i clienti. Il CSM dovrà infatti gestire il rapporto con i clienti, raccogliere i loro feedback e l’evangelizzazione della piattaforma di sketch. L’obiettivo – si legge nell’annuncio – “non è vendere, ma piuttosto costruire relazioni, favorire l’adozione duratura e aiutare i clienti a raggiungere con successo i propri traguardi”.

Sketch è una delle aziende digitali più importanti al mondo. Lavorano in modalità remoto e quindi ci teniamo a segnalarvela.

Tutte le info: sketch.com/jobs/customer-success-manager/

Customer Engineer, Networking, Google Cloud – presso le sedi Google di Milano e Roma

Google Italia è alla ricerca di un ingegnere che possa occuparsi del controllo della rete e della gestione dei clienti interessati all’uso di Google Cloud. Non quindi un semplice ruolo di tecnico, bensì una figura che sia in grado di parlare e immaginare per i clienti il modo migliore con cui utilizzare la rete che Google mette loro a disposizione.

Tutte le info su linkedin.com/jobs/view/1821360078/

Full stack e Junior developer presso Pigro, Bologna

Pigro è l’azienda che progetta assistenti virtuali pensando ad Aziende ed Enti Pubblici e a help desk di medie e grandi dimensioni. Ha la sede a Bologna ed è alla ricerca di due tipi di sviluppatori: uno back-end/ Full Stack e l’altro junior. Le due figure saranno inserite all’interno del team che da tempo si occupa di soluzioni che hanno a che fare con Intelligenza Artificiale e un approccio statistico.

Consulta la descrizione delle due offerte qui pigro.ai/lavora-con-noi

Posizioni aperte a Satispay – diversi ruoli e diverse sedi.

Satispay è una delle startup fintech più quotate in Italia. Anche noi la usiamo (sia in azienda che privatamente). Qualche giorno fa abbiamo fatto un giro sul loro sito e ci sono tante posizioni aperte. Sono diverse figure per diverse sedi. Potete filtrare la ricerca, sia per luogo che per competenza.

Fate tutto qui satispay.breezy.hr

Foto di copertina Linus Nylund via Unsplash.

Turismo lento e sostenibile: in Sicilia è vero rinascimento?



Non so la vostra, ma la timeline dei miei canali social a inizio gennaio era piena di citazioni dell’articolo del New York Times che indicava, tra le altre, la Sicilia come meta da raggiungere nel 2020. Ma lo faceva in un’ottica di turismo lento, sostenibile, parlando addirittura di rinascimento. E nel farlo citava Etnambiente, applicazione che permette alle persone di denunciare le microdiscariche presenti sul territorio dell’Etna. L’iniziativa coinvolge più attori (istituzioni, associazioni, operatori del turismo e liberi cittadini) che hanno sposato l’idea di Christian Liistro, presidente di Etnambiente e direttore commerciale di Tenuta delle Terre Nere, ospite di questo podcast.

Controllo diffuso sul territorio attraverso una app, la tecnologia e soprattutto i cittadini

L’applicazione Etnambiente permette a chiunque di poter segnalare in modo anonimo e sicuro le discariche presenti sul territorio etneo. Un processo che è tutelato dall’associazione che prende in carico la segnalazione, garantendone l’anonimato, e dal protocollo di intesa che i comuni del comprensorio dell’Etna (ad oggi 12) hanno firmato. L’azione si amplia con “Adotta una telecamera”, che permette a chi possiede una telecamera installata in una delle zone interessate di mettere a disposizione le immagini per segnalare abusi e comportamenti ascrivibili ai reati ambientali. L’intento è anche segnalare persone in fragranza di reato. Quello che Etnambiente cerca di stimolare è il controllo diffuso sul territorio: un compito che non è riservato solo alle forze dell’ordine, ma a tutte le persone che amano e rispettano un particolare territorio.

La citazione di Christian di Etnambiente su turismo lento e sostenibile

Christian, oltre a essere il promotore di Etnambiente è anche un viticoltore che vive e lavora sulle pendici dell’Etna. Ne approfittiamo quindi per sapere da lui se il turismo lento e rispettoso dell’ambiente citato dal New York Times è un settore realmente in espansione in quella parte di Sicilia. La risposta potete ascoltarla ovviamente nel podcast. A lui chiediamo anche le caratteristiche che deve avere chi intende intraprendere questa carriera, alla luce soprattutto del suo percorso che lo ha portato a studiare economia, vivere all’Estero e poi trasferirsi in Sicilia. Un percorso non lineare forse, ma che si inserisce nello spirito dell’operazione che ha visto nell’Etna Valley – citata da Christian alla fine dell’intervista – un’iniezione di innovazione e creatività che oggi la Sicilia può sfruttare a piene mani.


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Per fare un albero ci vuole… una ricetta!

Speriamo che Sergio Endrigo ci perdoni ma non potevamo trovare titolo più azzeccato per questa nuova e bellissima iniziativa che Cookpad ha deciso di adottare.

Una ricetta, un albero!

Cookpad – la più grande community al mondo dedicata alla cucina di ogni giorno – ha deciso infatti di sposare il progetto di #TeamTrees, l’organizzazione che ha l’obiettivo di piantare 20 milioni di alberi entro il 2020. Fino al 31 Dicembre 2019, per ogni ricetta condivisa su Cookpad, Cookpad donerà un albero a #TeamTrees: una ricetta, un albero; 100 ricette, 100 alberi!

Al momento grazie alla pubblicazione di 100.000 ricette sulle piattaforme Cookpad di tutto il mondo, sono stati donati più di 100.000 alberi (dati al 25 novembre 2019). Ma, naturalmente, è possibile fare molto di più! Basta andare su cookpad.it o scaricare l’app di Cookpad, e pubblicare una o più ricette: per ogni ricetta condivisa entro il 31 dicembre, Cookpad donerà un albero a #TeamTrees.

Piantare alberi per contrastare i cambiamenti climatici

È stato calcolato che ognuno di noi ha bisogno di 22 alberi al giorno per ricevere l’ossigeno necessario ed assorbire la CO2 emessa. Un albero di 20 anni assorbe la CO2 prodotta da un’auto che percorre 20.000 km. Gli alberi sono i pilastri vegetali su cui si fonda la Terra. E piantare nuovi alberi non è soltanto uno dei modi più tangibili ed efficaci per ridurre le emissioni di anidride carbonica ma è un atto di gratitudine nei confronti del Pianeta che ci regala il cibo che portiamo in tavola ogni giorno.

Questo Natale facciamo un regalo che vale doppio: doniamo (almeno) una ricetta e (almeno) un albero. Sigla!

Soluzioni locali alla crisi climatica globale: la sfida del Climathon in contemporanea mondiale

C’è anche Palermo tra le città in tutto il mondo che venerdì 25 ottobre 2019 organizzeranno un workshop per ideare e sviluppare soluzioni locali alla crisi climatica. L’evento fa parte di Climathon, un programma annuale fondato da EIT Climate-KIC, che va alla ricerca di soluzioni innovative dal basso per far fronte alla sempre più preoccupante crisi climatica.

Il Climathon a Palermo: assorbire più emissioni di quante se ne producono.

Il primo Climathon della storia di Palermo si terrà dalle 8:00 alle 20:00 al Teatro Garibaldi (via Teatro Garibaldi, 46-56) ed avrà come domanda guida: Come può Palermo assorbire più emissioni di CO2 di quelle prodotte dalla città stessa?. Le emissioni di gas serra sono la causa principale di inquinamento nelle città. Possono queste emissioni essere ammortizzate e può Palermo diventare la prima città in Europa ad assorbire più emissioni di CO2 di quelle che produce? È questa la sfida che dovrà affrontare chi deciderà di prendere parte all’evento che si aprirà con l’appuntamento di Creative Mornings di cui vi abbiamo raccontato nel podcast pubblicato una settimana fa. I lavori del workshop andranno avanti poi fino alle ore 20:00.

Il Climathon di Palermo è organizzato dai Global Shapers Palermo Hub, un‘iniziativa del World Economic Forum, in collaborazione con PUSH e Ballarak Magione.

Come prendere parte a Climathon?

Tutte le informazioni sull’edizione palermitana sono su climathon.climate-kic.org/it/palermo, dove troverte anche le modalità di iscrizione e partecipazione. Mentre per trovare il Climathon più vicino a casa vostra vi basta visitare climathon.climate-kic.org/en/.

Foto di copertina di Markus Spiske, via Unsplash

Il flusso creativo della Natura al centro prossimo CM Palermo



Torna Creative Mornings Palermo e da bravi media partner vi diamo qualche anticipazione dell’incontro che si svolgerà nel capoluogo siciliano venerdì prossimo, 25 ottobre alle 8:30. Il tema di questo mese di tutti i Creative Mornings è Flow, flusso, e Palermo si prepara a ascoltare Rafael Da Silveira Bueno – Ecologo e Dottore di Ricerca.

I flussi in Natura: una questione di vita e di sopravvivenza

In natura esistono una serie di flussi: da quelli più basici come quello dell’acqua, fino ad arrivare a quelli più complessi e invisibili, come quello del carbonio o dei nutrienti. Sono cicli che riguardano ogni singolo aspetto della vita nostra e del nostro pianeta e di cui è bene tenerne conto. I flussi rappresentano anche il modo creativo che ha la natura per permettere la vita su questo pianeta: una creatività che noi subiamo e che possiamo (e che anzi dobbiamo) ammirare.
Dall’altra parte c’è la creatività umana che oggi si ritrova a dover fronteggiare una crisi ambientale che gli scienziati dicono essere senza precedenti. Se fino a ora abbiamo usato questa creatività per danneggiare ciò che c’era intorno, adesso è arrivato il momento di trovare modi per preservare e proteggere questo sistema di flussi naturali.

La citazione di Rafael di Creative Mornings

Chi è Rafael Da Silveira Bueno?

Sono a grandi linee questi i temi di cui Rafael Da Silveira Bueno parlerà venerdì 25 ottobre a Palermo. Rafael è un brasiliano residente a Palermo. Laureato in Ecologia, studia le interazioni ecologiche e la conciliazione fra agricoltura e conservazione della natura, maturando esperienze in ONG, nel settore pubblico e privato. A Palermo, nel 2015 inizia un dottorato di ricerca sul ruolo della biodiversità e delle interazioni ecologiche nelle dinamiche del paesaggio agrosilvopastorale. Oggi è coordinatore di campo nel Progetto LIFE Desert Adapt, che ha l’obiettivo di applicare metodi e tecniche per l’adattamento e la mitigazione degli effetti della desertificazione in agricoltura e nelle aree naturali.

Creative Mornings Palermo di questo mese si svolgerà il 25 ottobre alle ore 8:30. Maggiori informazioni e iscrizione gratuita e obbligatoria qui.

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Foto di copertina di Martin Jernberg, via Unsplash

25. Cargo bike alimentate da energie rinnovabili, se non è mobilità sostenibile questa…



Nasce nel segno della mobilità sostenibile ACC Mobility la startup siciliana che produce cargo bike alimentate da energie rinnovabili. Ne parliamo con Giuseppe Giordano in questo venticinquesimo podcast di Start Me Up.

Cinque modelli di cargo bike

La ACC Mobility oggi ha immaginato cinque diversi usi delle proprie cargo bike:

  • mezzo promozionale, applicando alla struttura degli schermi che possono essere portati all’interno dei centri urbani senza limiti di accesso (pensate alle ztl o isole pedonali);
  • mezzo dedicato allo streetfood, cioè con tutto l’occorrente per cucinare e servire il cibo restando sempre a bordo;
  • mezzo dedicato alla raccolta rifiuti, pensato insieme a una ditta che svolge questo servizio, permette all’operatore di raccoglier ei rifiuti in modo totalmente green:
  • mezzo turistico o risciò, è l’uso forse più classico e molto simile alle macchinine a pedali presenti già in alcune località turistiche: in questo caso abbiamo un mezzo che permette alle persone di usare la pedalata assistita;
  • mezzo da carico: c’è infine una versione da carico classica che può essere personalizzata con i colori della ditta che ne fa richiesta.

Su tutti i modelli la ACC mobility inserisce una serie di funzionalità tecnologiche che al momento non sono disponibili sulle cargo bike classiche e che possono essere alimentate dalle fonti di energia rinnovabili.

Perché puntare sulle cargo bike?

Giuseppe durante l’intervista ci tiene a sottolineare le infinite potenzialità delle cargo bike. Sono infatti delle alternative perfette alle automobili e/o motorini di una ditta che opera nel campo della consegna (giusto per dire una delle categorie a cui si rivolge questa startup). Le capacità di carico sono per lo più le stesse; in più c’è il vantaggio che il consumo è zero (buono per l’ambiente e per la salute di chi le guida) e l’inserimento di energie rinnovabili dota queste cargo bike di una serie di strumenti che non faranno rimpiangere il vecchio mezzo a gasolio/benzina. Inoltre, il mercato a cui ACC mobility si rivolge è in totale espansione e ci sono parecchi margini di crescita, come racconta Giuseppe in questo podcast. Da non sottovalutare infine la possibilità che questi mezzi hanno di raggiungere – proprio grazie alla pedalata assistita – anche zone un po’ più impervie e periferiche in totale sicurezza e relax.

La citazione di Giuseppe di ACC mobility sulle Cargo bike

ACC mobility ha già alcuni premi all’attivo e il suo team in questi mesi ha lavorato molto per far conoscere a potenziali investitori il proprio progetto. L’obiettivo è dare un contributo concreto al miglioramento della mobilità urbana e non solo, rendendola sempre più sostenibile.

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Foto di copertina è di Susan Yin via Unsplash 

16. L’Economia Circolare per il risparmio energetico e uno stile di vita sostenibile



Lo scorso primo marzo abbiamo celebrato M’illumino di meno con una diretta dalla Tbox incentrata sull’Economia Circolare. La Tbox è il modulo abitativo interamente in cartone frutto della collaborazione tra Archicart e l’Università di Catania collocato all’interno della cittadella universitaria etnea. Il luogo ideale per festeggiare la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 che aveva come tema quest’anno, proprio l’economia circolare.

Economia Circolare: come viene insegnata all’università?

Questo podcast racconta la diretta facebook (disponibile sulla pagina facebook di Archicart) incentrata sull’importanza dell’economia circolare. E, visto il luogo siamo partiti proprio dall’università. Con il prof. Giuseppe Margani abbiamo cercato di capire come il mondo accademico affronta la sostenibilità e l’economia circolare nel percorso di formazione degli studenti. Abbiamo poi affrontato il tema della società civile: questa volta ci ha aiutato a capirne di più Gianluca Proto di Progetto ERIC, un’associazione che mira a raccogliere 600 famiglie in tutta la Sicilia per creare un gruppo di acquisto fotovoltaico. Un modo per abbattere i costi delle infrastrutture utili a avere energia green in casa e ottenere un risparmio sulla propria bolletta. Un importante contributo è arrivato anche dai due ospiti telefonici: entrambi – per competenze diverse – stanno partecipando al progetto della Tbox e ci permettono perciò di capire come le aziende oggi possono affrontare il mercato dell’economia circolare.

Come lavorano le aziende inserite nell’economia circolare?

Sono intervenuti infatti Milena Milani, responsabile marketing e comunicazione della Solbian, ditta piemontese che produce pannelli solari flessibili, ideali per il mondo della nautica ma che si prestano a diversi utilizzi. E poi Simone Gualandi di Bio-Safe, azienda specializzata nell’analisi della salubrità degli ambienti e dell’aria. Presto la Tbox raggiungerà l’indipendenza energetica proprio grazie ai pannelli messi a disposizione da Solbian e alle competenze e il network del Progetto ERIC. Già adesso, all’interno della Tbox viene monitorata la qualità dell’aria grazie a Biosense, un brevetto di Bio-safe che sta collaborando al progetto sin dal suo inizio.

Sul sito di Archicart troverete tutto il materiale relativo a quanto sentirete in questo podcast, oltre al video integrale di questa diretta. Un grazie va allo staff tecnico della diretta e cioè Mario Schilirò alle riprese video e Cettina Corallo che ha curato la parte social durante l’evento.


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Foto di copertina di Mert Guller, via Unsplash

Sai a quanto ammontano i tuoi consumi energetici? Scoprilo con un gioco!

È un vero e proprio gioco con tanto di classifica e premi quello che si è inventato il team di Tera srl, azienda di Conversano (BA) che opera nell’ambito dell’informatica e del risparmio e del consumo energetico. Il gioco nasce per promuovere Beeta, un sistema che ha l’obiettivo di diffondere la cultura dell’efficienza energetica degli edifici e delle abitazioni e di divulgare le buone prassi per il risparmio energetico in ambiente domestico. L’intero sistema è compost da app, sensori, smart gateway e software dedicati e vedrà la luce nei prossimi mesi.

Come funziona Beeta.

Al centro del sistema Beeta c’è la Beeta Box, un gateway multiprotocollo, aggiornabile da remoto, facile da installare su desk o a parete.
La Beeta Box raccoglie i dati sul consumo energetico inviati dai sensori di bordo, da quelli installati nell’ambiente e da quelli collegati con gli impianti energetici della casa e li invia al wall display e ad una piattaforma cloud, dove vengono resi disponibili per gli utenti sia attraverso un’interfaccia per pc sia tramite un’app per dispositivi mobile.
Beeta è un ecosistema aperto che si adatta ai sensori e agli attuatori disponibili sul mercato. Grazie a Beeta è possibile avere una profilazione dei propri consumi energetici, automatizzare e controllare in modo smart l’ambiente domestico, monitorare i principali parametri che riguardano la sicurezza e la salubrità degli ambienti domestici e gestire gli allarmi di casa in modo facile e sicuro.

Il gioco per scoprire il proprio consumo energetico

Ma dicevamo del gioco. In questa fase di sperimentazione il team di Tera srl ha lanciato una versione beta della app, ma soprattutto un gioco. Ci sono una serie di missioni da completare durante le quali viene richiesto all’utente di fornire informazioni sui propri consumi all’interno della propria abitazione. In cambio si possono ricevere punti (Honey Point), feedback (BeezZ) e notifiche riguardanti la propria Beeta Class.
Questa prima fase pilota terminerà a fine mese e i primi 100 classificati riceveranno in anteprima il Beeta Kit in comodato d’uso gratuito. Il lancio sul mercato è previsto per gennaio 2019.
Tutte le informazioni su Beeta e su come diventare Beeta tester sono su beeta.it.

Foto di copertina di Alexandra Gorn vista su Unsplash.

10. Vuoi consumare meno e essere più green? Un Home Energy Advisor può aiutarti



Come possiamo pensare di diffondere i principi di energia sostenibile se soprattutto le persone più vulnerabili non vengono messe nelle condizioni di poter accedere perlomeno alle informazioni in modo semplice e soprattutto disinteressato? È il problema che si è posto AISFOR, Agenzia per l’Innovazione, lo Sviluppo e la Formazione che ha deciso di creare Assist, un corso mirato alla formazione di una figura professionale che soddisfi questa esigenza. Ne parliamo con Marina Varvesi, Project Manager di Assist, che chiude il ciclo di podcast che Start Me Up ha dedicato al premio Social Innovation to Tackle Fuel Poverty.

Le figure professionali formate attraverso Assist si rivolgeranno a tutte quelle persone che non riescono a soddisfare le proprie esigenze energetiche, cioè quelle persone che per cause economiche o sociali non possono occuparsi di come ridurre il loro fabbisogno energetico quotidiano. Una condizione che alcuni vivono purtroppo in modo permanente, ma che altri, a causa di eventi traumatici e straordinari, possono vivere per un certo periodo della propria vita.

Vuoi consumare meno e essere più green? Un Home Energy Advisor può aiutarti

I consulenti, definiti Home Energy Advisor, opereranno all’interno di strutture dedicate, legate inevitabilmente alle istituzioni o alle strutture sociali: per definizione, questi consulenti non dovranno essere legati a logiche di mercato. Ed è questa la vera sfida di Aisfor: sfida che sarà al centro della mentorship messa in palio attraverso Social Innovation to Tackle Fuel Poverty.
Aisfor non è nuovo a progetti che riguardano la povertà energetica e l’assistenza a chi ha bisogno di supporto in questo ambito: Aisfor sta infatti portando a termine Smart Up, progetto rivolto a mille consumatori vulnerabili che in questi mesi hanno ricevuto assistenza e consigli proprio nei settori sopra citati.

La citazione di MarinaAssist è un progetto di AISFOR  è tra le aziende premiate con il Social Innovation to Tackle Fuel Poverty, l’iniziativa della Fondazione Schneider Electric, sotto l’egida della Fondation de France, e Ashoka, in partnership con Enel. Start Me Up è media partner del premio e in un percorso in quattro podcast vi porta a conoscere le aziende che stanno facendo qualcosa per ridurre la povertà energetica e stanno diffondendo i concetti di sostenibilità anche in questo ambito. Queste imprese riceveranno un percorso di consulenza personalizzata e specializzata di circa 300 ore, oltre a un sostegno economico da parte dei promotori del contest utile a aumentare l’impatto sociale di queste idee.

Ognuna di loro impiegherà il premio a modo suo e queste interviste ci aiuteranno a capirlo e a fare in modo che queste buone pratiche siano diffuse il più possibile.


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Ascolta la playlist con le canzoni scelte dagli ospiti di Start Me Up.

Foto di Tom Ezzatkhah vista su Unsplash.

09.Energia rinnovabile da condividere



Sfatare il mito che vuole l’energia rinnovabile costosa, ma soprattutto non permettere che siano solo le grandi multinazionali a gestire queste forme di energia alternativa. Sono più o meno questi gli intenti di Energia Positiva, azienda che si è aggiudicata il Social Innovation to Tackle Fuel Poverty e che vi presentiamo in questo podcast.
Lo facciamo intervistando Alberto Gastaldo, Amministratore Delegato della cooperativa che permette a chiunque di diventare prosumer di energia, cioè sia produttori che consumatori di energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili. Come? Immettendo nel circuito elettrico energia pulita e dividendo i ricavi della vendita di questa energia tra i soci. In questo modo tutti guadagnano in salute perché l’energia immessa è prodotta da impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici. E allo stesso tempo chiunque può diventare socio e beneficiarne quindi anche economicamente senza avere l’impianto a due passi da casa.

Energia rinnovabile da condividere
Il modello proposto da Energia Positiva è adatto sia alle aziende, ma soprattutto ai privati che possono, dice Alberto, usufruire di agevolazioni e sgravi fiscali. Il messaggio che questo podcast lancia è chiaro: le rinnovabili convengono, creano ricchezza e, se condivise, sono anche economiche.

La citazione su energia di AlbertoEnergia Positiva è tra le aziende premiate con il Social Innovation to Tackle Fuel Poverty, l’iniziativa della Fondazione Schneider Electric, sotto l’egida della Fondation de France, e Ashoka, in partnership con Enel. Start Me Up è media partner del premio e in un percorso in quattro podcast vi porta a conoscere le aziende che stanno facendo qualcosa per ridurre la povertà energetica e stanno diffondendo i concetti di sostenibilità anche in questo ambito. Queste imprese riceveranno un percorso di consulenza personalizzata e specializzata di circa 300 ore, oltre a un sostegno economico da parte dei promotori del contest utile a aumentare l’impatto sociale di queste idee.

Ognuna di loro impiegherà il premio a modo suo e queste interviste ci aiuteranno a capirlo e a fare in modo che queste buone pratiche siano diffuse il più possibile.


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