22.Etica e dati: un binomio possibile (e necessario)



etica e dati a creative mornings palermoIn che modo l’etica può venire in nostro aiuto nella gestione dei dati? Un algoritmo ha dei pregiudizi? Sono queste alcune delle domande che Valentina Bazzarin ha posto ai presenti all’ultimo Creative Mornings di Palermo lo scorso 5 aprile. E sono domande che noi abbiamo rigirato a lei in questo podcast, il ventiduesimo di questa stagione, che da il via alla collaborazione con CM Palermo.

Valentina a Palermo ha parlato di “Intelligenza invisibile, etica indispensabile” cercando di fare una sintesi delle sue tante attività: un talk incentrato sul ruolo che il digitale ha nella vita di ciascuno con i rischi e le opportunità di cui questo mondo si fa carico. Un mondo dove l’etica deve aiutarci a ripensare il trattamento dei dati. Nell’intervista partiamo da questi temi, ma citiamo anche l’impegno di Valentina con Open Education e l’importanza di formare le persone su temi spesso difficili e noiosi ma estremamente vicini a noi.

 

Chi è Valentina Bazzarin?

Valentina Bazzarin attualmente insegna Etica della Comunicazione presso la NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e Psicologia Cognitiva a Reggio Emilia, ma ha alle spalle una carriera decennale da precaria, una Laurea in Scienze della Comunicazione e un Dottorato in Psicologia Generale e Clinica. Valentina con alcuni amici e colleghi ha fondato il nodo italiano della rete di Open Education. L’associazione informale mette insieme esperti, insegnanti, imprenditori, docenti, ricercatori, attivisti e studenti con lo scopo di promuovere l’Educazione Aperta in Italia, intesa in senso ampio, in piena connessione con aree come Open Data, Open Educational Resources (OER), scienza aperta, partecipazione civica, e con particolare attenzione all’impatto sociale di pratiche di educazione aperta.la citazione su etica e dati di Valentina Bazzarin
Valentina si occupa inoltre di temi culturali, filosofici e sociali anche in radio. Ogni venerdì potete infatti ascoltare EcoEtico, rubrica sul trattamento etico dei dati, inserita all’interno di Pensatech, programma radiofonico di Radio Città del Capo.

Nell’intervista Valentina cita due libri in download:

Creative Mornings Palermo e Start Me Up, una nuova collaborazione!

L'illustrazione di GialloGin per CM Palermo

Questo podcast apre ufficialmente la collaborazione tra Start Me Up e CM Palermo. Ogni mese ospiteremo infatti lo speaker che animerà la colazione creativa di Palermo. Di solito cercheremo di ospitare lo speaker prima del talk, quello che pubblichiamo oggi fa eccezione! Qui trovate maggiori informazioni su CM Palermo. Un grazie anche a Studio GialloGin che cura le grafiche di questo podcast e di tutta la comunicazione di CM Palermo.

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21. I video come strumento di marketing: il modello Vidoser



Guadagnare condividendo i propri video. È la promessa che i ragazzi di Vidoser hanno fatto ai propri utenti. Ed è a quanto pare una promessa mantenuta visto che i numeri di questa startup siciliana sono in crescita. Ce lo racconta Alessandro La Rosa, uno dei founder di Vidoser che in questo podcast spiega come funziona questa app e ci offre un approfondimento sul mondo del marketing e dei micro-influencer.

Condividere video di qualità

L’aspetto centrale di Vidoser è forse la qualità dei video che la piattaforma permette di condividere. Sfruttando il tool online ma soprattutto la community, gli utenti di Vidoser sono stimolati a creare dei contenuti di qualità. Una caratteristica che fa felice sia chi il contenuto lo ha creato che chi su quel contenuto vede il proprio prodotto. Sono questi i target di riferimento di questa app. Sono infatti due le tipologie di campagne previste su Vidoser: una prevede che i video finiscano sui canali ufficiali di un brand e l’altra invece pubblica tutto sul profilo dell’utente che quel video lo ha creato. In entrambi i casi, i produttori vengono ripagati con monete virtuali che diventano buoni acquisto da usare sulle principali piattaforme di e-commerce.

Community e equity crowdfunding: due strategie per allargare il bacino di utenza

Nell’intervista si parla anche di community, un altro elemento che sta facendo la fortuna di Vidoser. Alessandro ci spiega che grazie al sistema di gamification presente nell’app sono riusciti a far crescere il gruppo di persone che ha a cuore Vidoser in modo molto rapido: nell’intervista dice che il tasso di crescita nell’ultimo mese è addirittura del 120%!
Anche se in un altro modo ma sempre con l’obiettivo di creare un gruppo solido alla base di Vidoser, questa startup è al momento al centro di una campagna di equity crowdfunding. L’obiettivo è avere liquidità da investire nella crescita dell’azienda nel futuro prossimo. Ma nel frattempo la campagna sta già dando i suoi primi frutti: oltre ad avere i primi investitori infatti, Vidoser sta entrando in contatto con tutta una serie advisor che stanno dimostrando interesse nei confronti di questa azienda. Attenzione, stiamo comunque parlando di una startup che – seppur giovane – ha già ricevuto un primo grant da TIM WCAP e ha collaborazioni con alcune agenzie che si occupano di comunicazione e marketing.

la citazione di Alessandro di vidoser sul marketing dei video

Micro-influencer: chi sono e perché sfruttarli nelle proprie campagne marketing

Nell’ultima parte dell’intervista infine, Alessandro definisce chi sono i micro-influencer per Vidoser, dicendoci quali sono i pro e i contro di queste figure che stanno diventando sempre più centrali nel mondo del marketing. E in più ci dice anche come si fa a gestire un team di 10 persone sparso in tutta Italia e renderlo produttivo il più possibile: una vita non certo facile, ma l’unica strada che dimostra che tutti i traguardi fin qui raggiunti da Vidoser sono il risultato di tanto lavoro di squadra.

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18. Il cambiamento è più vicino di quanto tu possa immaginare



Uno dei modi per rispondere al fallimento è il cambiamento: è questa la parola chiave di questo diciottesimo podcast di Start Me Up che rientra nel ciclo Fallisci Meglio. Protagonista è Stelio Verzera oggi tra i co-founder di Cocoon Projects che a noi racconta l’esperienza di EJWD, la sua prima azienda.

EJWD era una società con base a Roma che lavorava con grosse aziende italiane e internazionali. Chiude i battenti nel 2011, quando la crisi economica si è abbattuta sul mercato italiano. Dire però che la società abbia chiuso per colpa della crisi è una mezza verità. Sono altre le ragioni che hanno portato Stelio (che allora era l’amministratore unico) e i suoi soci ha mettere in liquidazione l’azienda. Le analizziamo soprattutto nella prima parte di questo podcast che cerca di fare una fotografia di ciò successe allora.

Rispondere ai cambiamenti del mercato con un nuovo concetto di azienda

L’aspetto certamente più interessante è però quello che avviene dopo e come Stelio decide di ripartire. Lui lo ha raccontato in inglese in “A story you need to know”, ma qui cerchiamo di capire come la sua storia, quella di EJWD e quella di Cocoon Projects si intrecciano. E qui viene il bello perché se a una prima battuta la nuova società sembra nascere come risposta al fallimento della vecchia, andando più a fondo si capisce che c’è dell’altro.

La citazione sul cambiamento e il Fallimento di Stelio Verzera di Cocoon Projects

C’è la volontà di dare una risposta non solo alla chiusura di EJWD ma all’intero sistema che è stato spazzato via dalla crisi. E da qui si capisce quanto sia necessario fermarsi a riflettere sul proprio operato, sperimentare nuove vie per affrontare vecchi problemi, mettendo in discussione tutto, dall’organizzazione aziendale al modo di operare con i clienti (uno per tutti: mettere in discussione il sistema di recruiting senza passare da colloqui). Ed è una storia interessante che vi invitiamo a ascoltare. Una storia che passa da una ferma volontà e anche da un po’ di testardaggine: una storia che ci dice che il cambiamento è lì a portata di mano, basta solo abbracciarlo.

FallisciMeglio è lo spin-off di Start Me Up che racconta il buono che c’è dietro il fallimento.

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17. Per i gruppi whatsapp genitori scatta ORA X



In redazione non abbiamo esperienza diretta ma siamo quasi certi di poter giurare che i gruppi whatsapp genitori sono una delle cose più dannose e stressanti per chi ha un figlio a scuola. Lo sa bene anche Valentina Passaniti che insieme ad altre madri e padri qualche anno fa ha creato ORA X.

ORA X un gruppo whatsapp genitori, ma meglio!

ORA X è una sorta di chat avanzata sullo stile di Slack ma focalizzata sui bisogni di chi ha dei figli tra i 3 e i 13 anni che vanno a scuola. Su ORA X è possibile visualizzare il menù della mensa, le notizie della scuola, i compiti per casa: tutto diviso per categoria e senza commenti. C’è anche lo spazio per la chat, naturalmente, ma tutto è organizzato per evitare inutili stress e confusione. Del resto, il team che sta dietro ORA X viene proprio dall’esperienza negativa dei gruppi whatsapp genitori e sa bene a cosa va incontro chi oggi ha un figlio che va a scuola.
ORA X ha anche degli effetti indiretti interessanti: uno su tutti, quello sulla mobilità sostenibile perché, migliorando le comunicazioni, i genitori possono organizzarsi meglio per i passaggi casa/scuola.

la citazione sui genitori e i gruppi whatsapp di Valentina di ORA X

In questi giorni ORA X è alle prese con una campagna di crowdfunding: l’obiettivo è quello di allargare la community che adesso è concentrata principalmente su Roma e alcuni centri più piccoli. Il minimo comune denominatore è l’educazione e l’attenzione per i più piccoli. Per questo motivo il team di ORA X è impegnato anche nella promozione della genitorialità con corsi specifici che si terranno nei prossimi mesi in giro per l’Italia. Un po’ come a dire che, per migliorare i gruppi whatsapp genitori ci vuole sì la tecnologia, ma anche una buona dose di conoscenza e buonsenso.


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16. L’Economia Circolare per il risparmio energetico e uno stile di vita sostenibile



Lo scorso primo marzo abbiamo celebrato M’illumino di meno con una diretta dalla Tbox incentrata sull’Economia Circolare. La Tbox è il modulo abitativo interamente in cartone frutto della collaborazione tra Archicart e l’Università di Catania collocato all’interno della cittadella universitaria etnea. Il luogo ideale per festeggiare la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 che aveva come tema quest’anno, proprio l’economia circolare.

Economia Circolare: come viene insegnata all’università?

Questo podcast racconta la diretta facebook (disponibile sulla pagina facebook di Archicart) incentrata sull’importanza dell’economia circolare. E, visto il luogo siamo partiti proprio dall’università. Con il prof. Giuseppe Margani abbiamo cercato di capire come il mondo accademico affronta la sostenibilità e l’economia circolare nel percorso di formazione degli studenti. Abbiamo poi affrontato il tema della società civile: questa volta ci ha aiutato a capirne di più Gianluca Proto di Progetto ERIC, un’associazione che mira a raccogliere 600 famiglie in tutta la Sicilia per creare un gruppo di acquisto fotovoltaico. Un modo per abbattere i costi delle infrastrutture utili a avere energia green in casa e ottenere un risparmio sulla propria bolletta. Un importante contributo è arrivato anche dai due ospiti telefonici: entrambi – per competenze diverse – stanno partecipando al progetto della Tbox e ci permettono perciò di capire come le aziende oggi possono affrontare il mercato dell’economia circolare.

Come lavorano le aziende inserite nell’economia circolare?

Sono intervenuti infatti Milena Milani, responsabile marketing e comunicazione della Solbian, ditta piemontese che produce pannelli solari flessibili, ideali per il mondo della nautica ma che si prestano a diversi utilizzi. E poi Simone Gualandi di Bio-Safe, azienda specializzata nell’analisi della salubrità degli ambienti e dell’aria. Presto la Tbox raggiungerà l’indipendenza energetica proprio grazie ai pannelli messi a disposizione da Solbian e alle competenze e il network del Progetto ERIC. Già adesso, all’interno della Tbox viene monitorata la qualità dell’aria grazie a Biosense, un brevetto di Bio-safe che sta collaborando al progetto sin dal suo inizio.

Sul sito di Archicart troverete tutto il materiale relativo a quanto sentirete in questo podcast, oltre al video integrale di questa diretta. Un grazie va allo staff tecnico della diretta e cioè Mario Schilirò alle riprese video e Cettina Corallo che ha curato la parte social durante l’evento.


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Foto di copertina di Mert Guller, via Unsplash

Speciale Smau Sicilia 02 – Premio Innovazione Sicilia



Nel secondo podcast dedicato a SMAU Sicilia passiamo in rassegna i progetti che si sono aggiudicati il premio innovazione SMAU in Sicilia. Il premio – lo ricordiamo – è stato assegnato a imprese e realtà che hanno realizzato un progetto di innovazione al proprio interno e che, quindi rappresentano modelli di eccellenza.

In questo podcast potrete trovare nell’ordine:

(Se ascoltate il podcast da Spreaker potete scegliere attraverso i capitoli l’intervista che preferite).

Il premio innovazione SMAU in Sicilia rappresenta un modo per mettere in evidenza modelli virtuosi di innovazione spesso frutto di collaborazioni tra startup e enti locali. Un modo per Smau per sottolineare l’importanza della collaborazione come unica via di sviluppo.
Questo podcast viene pubblicato dopo quello dedicato ad alcune delle startup e aziende protagoniste di questa prima edizione di Smau Sicilia, potete ascoltarlo qui.

Da Palermo il via al Roadshow Smau 2019

Smau ha scelto Palermo per dare il via al suo viaggio attraverso l’Italia e l’Europa. Con la tappa di Smau Palermo, è stato inaugurato il Roadshow Smau 2019, il circuito di eventi dedicati all’innovazione per le imprese che quest’anno percorrerà l’Italia e l’Europa per presentare ad imprese nazionali e internazionali il meglio dell’Innovazione Made in Italy con l’obiettivo di creare nuove connessioni tra l’ecosistema nazionale e internazionale dell’innovazione.

Una traguardo importante per la Regione siciliana e per Smau che, nel 2018, hanno intrapreso insieme un percorso che ha portato oltre 20 startup siciliane ad incontrare imprese e investitori internazionali nell’ambito degli appuntamenti Smau di Londra, Berlino e Milano. La tappa di Smau Palermo è partita proprio da queste 20 eccellenze innovative, che, dopo l’esperienza internazionale, tornano sul territorio con nuove idee e progetti da presentare all’ecosistema del territorio.


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Nella foto: un momento della premiazione di Smart Island, foto Ufficio Stampa Smau

14. Smart working: mettere al centro il benessere di chi lavora



L’ospite di questo podcast ha deciso di puntare tutto sullo smart working. Se state pensando al lavoro da remoto state considerando solo una parte del tutto. E allora dovete ascoltare l’intervista a Francesco Biacca di Evermind, soprattutto se – come Francesco – siete convinti che il lavoro non debba essere qualcosa buono solo a farti arrivare uno stipendio a fine mese.

È lo smart working, bellezza…

8 anni fa Francesco ha deciso che lavorare all’interno di una azienda non gli bastava più. Ha perciò investito insieme a un gruppo di persone in quello che più gli piaceva: un lavoro che mettesse al centro il benessere della persona. Crea così Evermind una azienda che si occupa di sviluppo software, strategie digitali, digital innovation, brand identity e formazione. La particolarità sta nel definire Evermind una smart working company: una società cioè che attraverso un uso sapiente della tecnologia e delle risorse valorizza il benessere dei propri lavoratori.

la citazione di Francesco sullo smart working

Questo permette a Francesco di vivere a Nicotera, in Calabria. Ci si è trasferito dopo 15 anni di vita a Roma e ai nostri microfoni dice che non tornerebbe indietro. Francesco si definisce un calabrese di ritorno, un fenomeno attuale quasi quanto quello della fuga dei cervelli, e grazie alla tecnologia e una rigorosa organizzazione riesce a lavorare con colleghi e clienti in tutta Italia.
È lo smart working, un concetto che Francesco snocciola domanda dopo domanda in questo podcast: dalle sue parole traspare la volontà di vivere pienamente una condizione lavorativa che certamente non è esente da difficoltà, ma che permette a chi la vive di godere di benefici spesso anelati da chi svolge mansioni per otto ore in un ufficio in una grande città. Si tratta quindi di qualità della vita, che ha un costo sia chiaro, ma che sentendo parlare Francesco ha un ritorno ben più grande.

Restituire al territorio la propria bellezza: il festival dell’ospitalità

Nell’ultima parte dell’intervista con Francesco non possiamo non citare il festival dell’ospitalità, un format che Evermind organizza dal 2015. È il modo che questa azienda ha di restituire qualcosa al proprio territorio, spiega Francesco. Un festival che parla volutamente di ospitalità e viaggiatori e non di semplici turisti perché è dedicato alla lentezza dello scoprire i luoghi e i piccoli borghi di Calabria. Un metodo che anno dopo anno riscuote sempre più consensi.
Da qui parte una riflessione sul comparto turistico soprattutto del Sud Italia e di possibile strategie per valorizzare quello che spesso è stato identificato come il petrolio di questi territori. Francesco, dalla sua esperienza, ha un’idea ben precisa che viene fuori da questo podcast che ovviamente vi invitiamo a ascoltare per intero.


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foto di copertina Sabri Tuzcu via Unsplash

Le voci di Smau Sicilia – parte 1



Primo dei due podcast dedicati a Smau Sicilia. Start me up da bravo media partner vi porta infatti alla scoperta di alcune delle startup, aziende e progetti protagoniste di questa prima edizione di Smau Sicilia. Li abbiamo incontrati tutti il 21 febbraio al Sanlorenzo Mercato di Palermo.

In questo primo podcast sentirete le voci di:

  1. Renato Pace di Kemonia River che presenta Odla;
  2. Tonino Palma di Tecnosys Italia;
  3. Dina La Greca di Biospremi;
  4. Adriano Dell’Utri di Kibitzer;
  5. Giuseppe Blanca e Martina Emanuele di Ecofood Prime.

(Se ascoltate il podcast da Spreaker potete scegliere attraverso i capitoli l’intervista che preferite).

Da Palermo il via al Roadshow Smau 2019

Smau ha scelto Palermo per dare il via al suo viaggio attraverso l’Italia e l’Europa. Con la tappa di Smau Palermo, è stato inaugurato il Roadshow Smau 2019, il circuito di eventi dedicati all’innovazione per le imprese che quest’anno percorrerà l’Italia e l’Europa per presentare ad imprese nazionali e internazionali il meglio dell’Innovazione Made in Italy con l’obiettivo di creare nuove connessioni tra l’ecosistema nazionale e internazionale dell’innovazione.

Una traguardo importante per la Regione siciliana e per Smau che, nel 2018, hanno intrapreso insieme un percorso che ha portato oltre 20 startup siciliane ad incontrare imprese e investitori internazionali nell’ambito degli appuntamenti Smau di Londra, Berlino e Milano. La tappa di Smau Palermo è partita proprio da queste 20 eccellenze innovative, che, dopo l’esperienza internazionale, tornano sul territorio con nuove idee e progetti da presentare all’ecosistema del territorio.


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Nella foto: un momento dell’intervista a Renato Pace di Kemonia River, foto di Daniela Smiroldo

12. Il ritiro aziendale? Meglio di un mese e all’estero…



Portare un intero team di 40 persone in ritiro aziendale per un mese. È ciò che una delle più promettenti startup svedesi fa ormai da tre anni. Stiamo parlando di Mentimeter, il cui team negli anni passati ha vissuto a Barcelona e Lisbona. Quest’anno il team ha deciso di passare il mese di febbraio a Palermo e noi non potevamo perdere l’occasione per incontrare il Ceo Johnny Warström e fargli qualche domanda.

Con Johnny ripercorriamo i primi passi di Mentimeter, da come è nato il tool, il primo contratto e l’idea che sta dietro a una delle startup che più è crescita negli ultimi anni. Mentimeter ha avuto anche la possibilità di vivere e lavorare in 500startups, uno dei più importati incubatori della Silicon Valley. Ed è prezioso, a nostro avviso, sapere cosa questa esperienza ha lasciato loro: noi qui non scriviamo nulla perché lasciamo che sia Johnny a dirlo nel podcast. In più si parla anche di Svezia e del suo incredibile ecosistema startup: probabilmente il più florido d’Europa. Proprio grazie all’esperienza internazionale del team Johnny dà una sua interpretazione a ciò, con spunti interessanti e non poi così complicati da intuire ma sicuramente da attuare.

E poi naturalmente parliamo di questo ritiro aziendale palermitano. Dall’ufficio che hanno affittato “La bella Palermo” a dir poco pazzesco, ai benefici che una pratica del genere ha sul team e sullo sviluppo del prodotto. Sin dal primo anno infatti Mentimeter ha tenuto in forte considerazione questi ritiri aziendali all’estero, tenendo presente determinati parametri e aspettandosi precisi risultati. Non stiamo quindi parlando di una vacanza perché il team di Mentimeter continua a lavorare e anche parecchio (abbiamo fatto un giro nel loro ufficio palermitano e ve lo possiamo assicurare). Certo è che una simile pratica è più facile di quanto si possa immaginare, soprattutto se si parla di una compagnia che lavora con un computer e una connessione internet. E i benefici? Tanti e inaspettati: e non potrebbe essere altrimenti visto che il ritiro aziendale di Palermo arriva dopo quello a Barcelona e quello a Lisbona.

la citazione di Johnny sul Sud Italia e il ritiro aziendale

Questo podcast è stato possibile grazie a Push che mi ha ospitato per la registrazione dell’intervista e Federica De Luca del team di Mentimeter che mi ha dato una mano dal punto di vista logistico. A entrambi va il nostro più prezioso “grazie”!


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foto di copertina di Annie Spratt  via Unsplash

11. Smau Sicilia: tra agrifood e smart city riscopriamo il valore del network



Smau arriva in Sicilia e noi siamo contenti e onorati di partecipare come media partner a questo evento. Per l’occasione ci siamo fatti una chiacchierata con il presidente Smau Pierantonio Macola per farci dare qualche anticipazione su quello che accadrà giovedì 21 febbraio al  Sanlorenzo Mercato di Palermo. Sarà lì che dalle 9:30 alle 17:00 aziende, startup e chiunque sia interessato al mondo dell’impresa potrà incontrarsi e conoscersi di persona.

Network e formazione: la ricetta Smau

Eh si, perché come anche spiega il presidente Macola nel podcast da poco meno di sessant’anni Smau permette a chi fa impresa di incontrarsi. Per quanto tecnologica e innovativa una azienda possa essere, è infatti innegabile il valore di una stretta di mano e di un contatto reale tra le persone. Questa manifestazione ha mantenuto fede a questo scopo, nonostante nel tempo sia cambiata spostando il proprio focus dall’ICT all’innovazione in generale.
Parallelamente Smau ha creato una sua Academy. Un luogo virtuale che offre a tutta la community formazione gratuita sui temi legati al business e – ovviamente – all’innovazione.
Sono queste le due gambe su cui oggi il progetto Smau si fonda e che, come dice lo stesso Pierantonio, sono un po’ le istruzioni per l’uso per chi vuole fare impresa oggi.

La citazione di Pierantonio di Smau

Smau Sicilia: appuntamento il 21 febbraio al Sanlorenzo Mercato di Palermo

Ma quindi cosa dobbiamo aspettarci dall’evento del 21 febbraio? Il programma completo è sul sito di Smau. Vi possiamo comunque anticipare che ci saranno due Tavoli di Lavoro, tre Smau Live Show e oltre 20 startup siciliane. Al mattino ci si focalizzerà sul tema dell’Open Innovation e la valorizzazione del Made in Italy. Al pomeriggio invece, spazio all’agrifood, al turismo e al mondo delle community e della salute, sempre più smart. L’evento è organizzato in collaborazione con la Regione Siciliana ed è a ingresso gratuito. È necessario però registrarsi attraverso il form. Noi saremo presenti con un nostro stand: se siete in zona, passate a salutarci.

Iscriviti GRATIS a Smau Sicilia


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foto di copertina di Nicole Honeywill, via Unsplash