11. Smau Sicilia: tra agrifood e smart city riscopriamo il valore del network



Smau arriva in Sicilia e noi siamo contenti e onorati di partecipare come media partner a questo evento. Per l’occasione ci siamo fatti una chiacchierata con il presidente Smau Pierantonio Macola per farci dare qualche anticipazione su quello che accadrà giovedì 21 febbraio al  Sanlorenzo Mercato di Palermo. Sarà lì che dalle 9:30 alle 17:00 aziende, startup e chiunque sia interessato al mondo dell’impresa potrà incontrarsi e conoscersi di persona.

Network e formazione: la ricetta Smau

Eh si, perché come anche spiega il presidente Macola nel podcast da poco meno di sessant’anni Smau permette a chi fa impresa di incontrarsi. Per quanto tecnologica e innovativa una azienda possa essere, è infatti innegabile il valore di una stretta di mano e di un contatto reale tra le persone. Questa manifestazione ha mantenuto fede a questo scopo, nonostante nel tempo sia cambiata spostando il proprio focus dall’ICT all’innovazione in generale.
Parallelamente Smau ha creato una sua Academy. Un luogo virtuale che offre a tutta la community formazione gratuita sui temi legati al business e – ovviamente – all’innovazione.
Sono queste le due gambe su cui oggi il progetto Smau si fonda e che, come dice lo stesso Pierantonio, sono un po’ le istruzioni per l’uso per chi vuole fare impresa oggi.

La citazione di Pierantonio di Smau

Smau Sicilia: appuntamento il 21 febbraio al Sanlorenzo Mercato di Palermo

Ma quindi cosa dobbiamo aspettarci dall’evento del 21 febbraio? Il programma completo è sul sito di Smau. Vi possiamo comunque anticipare che ci saranno due Tavoli di Lavoro, tre Smau Live Show e oltre 20 startup siciliane. Al mattino ci si focalizzerà sul tema dell’Open Innovation e la valorizzazione del Made in Italy. Al pomeriggio invece, spazio all’agrifood, al turismo e al mondo delle community e della salute, sempre più smart. L’evento è organizzato in collaborazione con la Regione Siciliana ed è a ingresso gratuito. È necessario però registrarsi attraverso il form. Noi saremo presenti con un nostro stand: se siete in zona, passate a salutarci.

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foto di copertina di Nicole Honeywill, via Unsplash

10. Matera 2019: l’appuntamento del Sud Italia con la cultura e l’Europa



Da metà gennaio Matera è Capitale Europea della cultura. E noi non potevamo non considerare un evento così importante per la cittadina lucana e tutto il Sud Italia. Analizziamo perciò in questo podcast questo evento con chi lo ha pensato nel 2014, cioè Agostino Riitano, oggi Project manager supervisor dell’Area cultura, ma già autore del dossier che ha permesso a Matera di diventare Capitale Europea della Cultura.

Il modello di Matera 2019? La co-creazione.

La prima parte dell’intervista è un po’ didascalica perché ripercorriamo i cinque temi su cui si basa il programma annuale di Matera 2019. Tranquilli, sono dei brevi accenni che ci permettono di analizzare le varie sfumature che, chi si recherà in Basilicata quest’anno, potrà vivere e scoprire dal vivo.
Si passa poi a una visione dietro le quinte dell’evento. Come nasce il programma di Matera 2019, a cosa si sta prestando più attenzione? Ma soprattutto che effetto avrà questo appuntamento nei confronti della cultura e del senso di Europa? Un fattore di non poco conto se si parla di Sud Italia, dove spesso ci si sente distanti da ciò che viene deciso a Bruxelles. Nessuno spoiler, ma naturalmente Agostino è certo che l’impatto di Matera 2019 sarà forte e determinante. La prova è il percorso che ha permesso a tutti gli operatori di arrivare fino a qui. Grazie infatti alla co-creazione tra Enti, Istituzioni e Operatori Culturali si è riusciti a avere un calendario che fosse il più possibile collettivo e valorizzasse le realtà culturali locali. È la prima volta che succede, assicura Agostino.

La citazione di Agostina di Matera 2019

Sud Innovation: viaggio nel Sud che innova.

Infine, non possiamo non chiedere a Agostino di Sud Innovation, il progetto di ricerca che lui insieme a Stefano Consiglio sta portando avanti ormai da tempo. Sud Innovation è un libro (che abbiamo citato spesso su questo blog), ma è un portale web che mappa le realtà che stanno reinventando il concetto di Innovazione Sociale e lo stanno facendo al Sud Italia. Una eredità, si legge nel libro, che arriva da Adriano Olivetti e il suo concetto di impresa.
Sud Innovation è un modo per tenere d’occhio quelle realtà che stanno producendo valore e ricchezza, sia dal punto di vista sociale, economico e culturale. E anche per segnalarle, visto che ognuno può candidarsi autonomamente direttamente sul portale.

Ci piace, umilmente, considerarci alleati in questo racconto di un Sud Italia capace di inventarsi nuove strade di sviluppo, magari mescolando i propri usi e le proprie tradizioni. Se non è innovazione questa…


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Foto di copertina screenshot del video dell’inaugurazione di Matera 2019

09. Ha ancora senso avere un blog?



In un web sempre più dominato dai social network ha ancora senso parlare di blog? Secondo l’ospite di questo podcast di Start Me Up sì. Stiamo parlando di Giuseppe Basile, blogger e podcaster che gestisce da tempo rattodichina.com, spazio dedicato al blog e ai benefici che questo mezzo può portare a sé stessi e alla propria azienda.

La storia di Giuseppe è fatta di inizi: il suo blog nasce infatti come passione che con il tempo Giuseppe trasforma in un lavoro e evolve in più forme. Oggi infatti, Giuseppe, oltre al blog gestisce un podcast e un gruppo facebook (Breaking Blogger) in cui dispensa lezioni su come avere un blog partendo da zero. Nell’intervista Giuseppe spiega le diverse strategie che sta mettendo in atto per ognuno di questi canali: l’intento è sfruttare le peculiarità di ogni mezzo per raggiungere il proprio scopo.

la citazione di Giuseppe sul blog

Se state pensando a un guru, siete fuori strada. La storia di Giuseppe è fatta di tanta pazienza, umiltà e tanti tentativi. Anche per questo motivo nell’ultima parte dell’intervista Giuseppe condivide un po’ quelle che sono, a suo avviso, le cose da sapere e le fonti a cui attingere per avere un blog di successo. Un processo che non si impara in una volta sola, ma giorno dopo giorno. La storia di Giuseppe è utile soprattutto per chi pensa al web come una passione da trasformare in un lavoro. Un processo appunto, fatto di tentativi, fatica, ma che riserva tante soddisfazioni.


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Foto di copertina di rawpixel, via Unsplash

08. Lavoro sicuro? Fare startup è un’ottima alternativa



Fare startup come alternativa a un lavoro sicuro e una carriera nel settore internazionale. È questo il punto di partenza della storia di Nino Munafò che, nonostante fosse riuscito a trovare un impiego in un settore vicino al proprio ambito di studio ha deciso che forse quella vita non era quella che faceva per lui. Nino è siciliano ed è il protagonista della storia che raccontiamo nell’appuntamento mensile di Falliscimeglio. La sua startup si chiamava Movity.

Movity: pianificare il proprio viaggio in un unico portale.

Movity è la piattaforma nata per facilitare l’acquisto di biglietti per recarsi da un posto all’altro in un percorso che non coperto da una sola compagnia di trasporti. Pensate a esempio a un turista che partendo da un qualsiasi paese del mondo voglia raggiungere le isole Eolie: grazie a Movity avrebbe trovato tutti i mezzi di trasporto necessari, le coincidenze e – naturalmente – avrebbe avuto la possibilità di acquistare i biglietti per ciascun mezzo.

la citazione di Nino di Movity su startup e lavoro

Lavoro sicuro o fare startup? La storia di Movity si schiera apertamente.

Nelle parole di Nino troverete il gusto della sfida e la voglia di mettersi in gioco. La storia di Movity ci insegna a trovare il giusto equilibrio tra un lavoro sicuro (se esiste) e la voglia di fare impresa. Un approccio che ci aiuta a essere spavaldi ma anche umili: non bisogna mai infatti smettere di imparare, ammonisce Nino in un passaggio dell’intervista. E in più questo podcast è un vero e proprio inno alla metodologia lean. Solo il contatto costante con la realtà e i risultati dà forza e gambe alla propria idea che, una volta seminata, può aprire strade che nessuno può immaginare. Con questi accorgimenti, far parte del mondo delle startup è di sicuro un’alternativa valida a un lavoro sicuro, il posto fisso da tanti agognato. E la storia di Nino lo dimostra.

FallisciMeglio: il buono dietro il fallimento.

FallisciMeglio è lo spinoff di Start Me Up che racconta il buono che c’è dietro il fallimento. L’argomento per questo podcast ci è stato suggerito da Roberto, uno dei membri del gruppo facebook di Start Me Up, che qualche settimana fa aveva chiesto notizie proprio di questa startup. Per far parte del gruppo basta farne esplicita richiesta.


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La foto di copertina illustra un momento del trekking urbano di Napoli, via.

07. Periferie da raccontare per essere cittadini migliori



Raccontare o meglio permettere a giovani autori di raccontare le periferie di tre città del Sud Italia attraverso un percorso di osservazione e laboratori creativi in diverse discipline artistiche. È l’obiettivo di PeriferichEnergie, il progetto promosso dalla casa editrice Mesogea realizzato grazie al contributo SIAE con il bando Sillumina. Ne parliamo con Anita Magno, della casa editrice Mesogea, ospite di questo settimo podcast di Start Me Up.

La periferia: “dove credi che la città finisca, e dove invece ricomincia”.

Sono l’Annunziata di Messina, il centro storico di Reggio Calabria e i Quartieri Spagnoli di Napoli i tre luoghi scelti per questa prima edizione di PeriferichEnergie. Tre periferie diverse per geografia, storia e società che verranno raccontate attraverso gli occhi e le parole di giovani artisti. In questi mesi infatti si stanno svolgendo i trekking urbani alla scoperta di queste periferie che verranno narrate attraverso racconti, graphic novel e laboratori di street-art. Lo scopo è quello di stimolare un nuovo senso di appartenenza verso queste periferie, prima da parte di chi decide di prendere parte attivamente al progetto. Successivamente, anche a chi vorrà leggere/guardare/ascoltare le storie che verranno fuori dai vari laboratori e che saranno pubblicate alla fine di questa prima edizione di PeriferichEnergie.

La citazione di Anita su Periferie e cultura

Il gesto più pericoloso? Non conoscere il luogo in cui si vive

PeriferichEnergie è già in corso da qualche mese: la prima uscita ufficiale è stata una call per selezionare gli autori che avrebbero poi dovuto raccontare le periferie. I candidati hanno dovuto mandare un proprio testo e la scelta è avvenuta nel più classico dei metodi: l’intuito dell’editore che riesce a leggere le motivazioni di uno scrittore tra le righe di un racconto. Del resto Mesogea da ormai vent’anni si occupa di libri e ha da sempre focalizzato la propria attenzione sulle culture mediterranee. Ha da sempre raccontato e veicolato le storie che arrivavano dalle sponde meridionali del Mare Nostrum. Per la prima volta, grazie a PeriferichEnergie, la casa editrice siciliana volge lo sguardo in questa parte del Mediterraneo e chiede a dei giovani autori di raccontare le periferie con tutti i loro problemi e complessità. Del resto, come anche la stessa Anita dice alla fine dell’intervista è la condivisione il vero valore da scoprire. E l’ignoranza e la scarsa conoscenza del luogo in cui si vive è uno dei gesti più pericolosi che rischiamo di compiere.


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La foto di copertina illustra un momento del trekking urbano di Napoli, via.

06. Immigrati: non persone da aiutare, ma risorse su cui scommettere



I flussi migratori delle persone sono sempre più al centro del dibattito politico e sociale. Ogni giorno veniamo a conoscenza di storie di immigrati che decidono di lasciare il proprio paese per cercare una nuova vita in Europa. Se per alcuni questo fenomeno è diventato un vero e proprio strumento di propaganda politica, c’è chi invece ha deciso di investire su queste persone, offrendo loro ciò di cui hanno bisogno: la consapevolezza e la formazione per migliorare la propria condizione di vita. Tutto ciò viene fatto attraverso una app che si chiama Mygrants: ne parliamo in questo podcast con la co-founder Aisha Coulibaly.

Mygrants: formare, informare e favorire l’inserimento lavorativo degli immigrati

Chris Richmond e Aisha – i due founder di Mygrants – hanno racchiuso in una sola app gli aspetti fondamentali per formare gli immigrati. Si va da una scheda informativa sul diritto d’asilo a una dedicata alle sfide sociali, dove si raccontano le storie di imprenditori sociali che – nei loro paesi di origine – sono riusciti a operare un cambiamento reale attraverso le proprie azioni. E infine c’è la sezione dedicata all’imprenditoria, dove vengono raccolte tutte le informazioni relative al mondo dell’impresa. Da qui è possibile accedere ad una ulteriore sezione dove gli utenti (i trainees) possono scegliere se continuare a formarsi o iniziare uno stage lavorativo.
Mygrants opera con il più classico dei sistemi di gamification: i trainees avanzano solo se rispondono correttamente alle domande del modulo che viene affrontato.

Un modello virtuoso nella considerazione degli immigrati e nel modello di business

Uno degli aspetti più importanti – a nostro avviso – di Mygrants è la considerazione degli immigrati non come persone da aiutare, ma come risorse su cui scommettere. Un punto di vista che nella narrazione generalista spesso si perde ma che se si va a guardare la storia anche di altri Paesi ha dato dei frutti straordinari. Gli esempi sono tanti, pensiamo a Steve Jobs o Sergey Brin, per citare i più noti. Inoltre – come dice la stessa Aisha – non dobbiamo sottovalutare la condizione di immigrato che racchiude il più delle volte una spinta motivazionale molto forte che solo chi ha rischiato la vita per arrivare in un nuovo Paese ha: questo è un capitale che non va assolutamente sprecato. Inoltre Mygrants ha il pregio di aver strutturato il proprio modello di business sfruttando i fondi destinati alla formazione degli immigrati e – nel caso questi dovessero venire meno – il team ha già in serbo un nuovo revenue model al momento in via di sperimentazione. Infine, anche l’organizzazione di un evento come i Mygrants Days pone al centro della piattaforma gli utenti. Ogni anno infatti il team di Mygrants seleziona i trainees migliori e li raduna a Bologna chiedendo loro di inventare – attraverso un hackathon – nuovi servizi destinati alla formazione dei nuovi utenti.

La citazione di Aisha su Mygrants e immigrati

Se abbiamo deciso di raccontare la storia di Mygrants (se ascoltate il podcast sentirete anche come Aisha e Chris siano arrivati a creare questa app) è anche per dare un piccolo segno di speranza. È bello sapere che in un momento storico in cui c’è molto livore e odio verso gli immigrati c’è chi invece ha deciso di investire su di essi, offrendo loro la possibilità di costruirsi un futuro migliore: che, se ci pensate, è proprio il motivo per cui si sono messi in viaggio.


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La foto di copertina, via.

05.Trading online: quali le prospettive per il nuovo anno?



Il primo podcast del 2019 è dedicato al mondo del trading online. Lo facciamo con Damiano Rodriguez, il founder di MIMIC, una startup che appartiene a questo settore e che si trova in una fase di crescita.

Con Damiano cerchiamo di capire cosa è successo in questi ultimi anni nel settore del trading online e delle criptovalute, i motivi della speculazione dei bitcoin e riflettiamo insieme su quali siano le prospettive future. È davvero tutto finito? Qual è il ruolo di Ethereum, la seconda criptovaluta più diffusa dopo il bitcoin? E come il mondo delle criptovalute vuole affrontare la questione ambientale, visto che la tecnologia che c’è dietro è tra le più dispendiose dal punto di vista energetico?

Una parte dell’intervista è dedicata anche alle ICO, le Initial coin offering, (in italiano, letteralmente: Offerta di moneta iniziale), una forma di investimento che si sta diffondendo ormai da qualche anno e che sembra essere la prossima next big thing di questo ambito.

La citazione di Damiano sul mondo del trading e il Sud Italia

MIMIC: semplificare il modo di fare trading online

Se parliamo di trading online con Damiano è perché lui è il founder di MIMIC, una app che lavora come interfaccia per chi decide di comprare e vendere criptovalute online. La mission di MIMIC è quella di semplificare il lavoro di chi decide di investire online su vari mercati e con diverse valute. Lo scopo di MIMIC è quello di centralizzare il controllo dell’investitore sul proprio smartphone, senza intervenire direttamente sui conti e gli account di chi si occupa di trading. Questa startup si muove per ovvie ragioni tra la Svizzera e l’Italia e si trova in una fase di crescita: è infatti alla ricerca di nuovi investitori e advisor per far crescere il proprio fatturato e aumentare il proprio raggio di azione.


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La foto di copertina è di M. B. M. vista su Unsplash

04. Imparare facendo startup – #falliscimeglio



C’è un aspetto del primo ecosistema startup (quello dei primi anni 10) italiano che sembra essersi perso: ed è la formazione. In quel periodo, per invogliare i ragazzi a buttarsi a capofitto in una impresa che avrebbe potuto regalare loro gioie e (forse) ricchezza, veniva detto che se avessero intrapreso questa strada – in ogni caso – avrebbero imparato cose che altrimenti non avrebbero mai saputo. È uno degli aspetti che vengono fuori più prepotentemente da questo primo appuntamento stagionale di #falliscimeglio, lo spin-off di Start Me Up dedicato al buono del fallimento.

Ripercorriamo insieme la storia di Zenfeed

La startup protagonista di questo podcast è Zenfeed, un news reader tutto italiano che per un attimo si è trovato a competere con i colossi del web. A ripercorrere per noi la storia è Giuseppe Silvano, CEO e founder, che ha immaginato questo servizio partendo da una sua necessità e ha deciso di portare una sua soluzione (lui è uno sviluppatore) allo Startup Weekend Bari del 2012, senza immaginare cosa sarebbe successo da lì in poi.

la citazione di Giuseppe sul fatto di imparare facendo startup

Ha imparato tanto dal mondo startup, è questa la frase che sentirete più spesso se deciderete di ascoltare questo podcast in cui passiamo in rassegna i momenti salienti di questa startup che – per certi versi – ha tutte le caratteristiche e i sogni di una azienda nata in quel periodo, da una semplice idea e che ha saputo sfruttare tutte le occasioni che le sono capitate e che si è – giustamente – guadagnata. L’obiettivo era quello di conquistare il mercato anche se – giorno dopo giorno – diventava sempre più difficile.

Imparare facendo impresa, anche grazie all’ecosistema Startup

Ma la storia di Zenfeed ci insegna che niente, in una esperienza simile, è inutile. Tutte le frustrazioni, le gioie, i traguardi, hanno consegnato ai founder (che sono rimasti gli stessi dallo startup weekend di Bari in cui l’idea aveva preso forma per la prima volta) un bagaglio di conoscenze che hanno giocato un ruolo decisivo nella carriera di ciascuno. Hanno imparato, e non solo dal fallimento, da ogni singolo passo che Zenfeed ha fatto. Per questo motivo è stato naturale pensare di concentrare tutte le esperienze e le tracce di questa storia in un tumblr dove chiunque ha accesso ai documenti di questa startup. È il giveback che questi ragazzi hanno voluto lasciare a chi vorrà imparare facendo startup così come è capitato a loro. Il fallimento? Non è certo qualcosa di piacevole, ma fa parte della storia, ed anche da quello si può imparare.

Forse ripassare la storia di Zenfeed ci è utile per questo: per rimettere a fuoco come fare startup è qualcosa che può darti un lavoro, magari la fama, ma può soprattutto insegnarti tanto. E se lo condividi, impariamo tutti.


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03. Il Sistema Abreu: il valore sociale della musica



Il sistema Abreu è una metodologia che usa la musica per formare cittadini consapevoli. Lo ha inventato il musicista e attivista venezuelano José Antonio Abreu per diffondere la cultura musicale tra le persone che vivono situazioni economiche e sociali disagiate. Il suo intento non era però strettamente culturale ma partiva dalla considerazione che chi mostra passione per una forma d’arte come la musica sarà necessariamente un buon cittadino.
Del sistema (e si chiama così per un motivo specifico che viene spiegato nel podcast) ne parliamo con la violinista Valentina Caiolo, che oltre a suonare nell’orchestra del teatro Bellini di Catania è una delle musiciste che ha seguito fin dalla prima ora il progetto “Musica Insieme a Librino Catania”. Librino è un quartiere di Catania tristemente noto purtroppo per le condizioni non certo felici che vive dal punto di vista sociale e economico, ed è proprio qui che la pediatra Loredana Caltabiano (presidente associazione Musicainsieme a Librino) ha deciso di tentare la carta del sistema, coinvolgendo una serie di musicisti professionisti che lavoravano nella città etnea, tra cui la nostra ospite, Valentina Caiolo.

Il Sistema Abreu: motore di una comunità

Valentina – che aveva già sentito parlare del sistema durante alcune esperienze in giro per il mondo – ci dice che lei per prima era scettica sull’efficacia di un progetto come quello di Musicainsieme a Librino. Nel corso di questi nove anni è stata smentita su tutti i fronti: il gruppo è cresciuto in numeri e entusiasmo. Il sistema ha permesso all’orchestra di Librino di arrivare a circa 100 elementi. Da qui sono venuti fuori tanti musicisti (iscritti ai corsi musicali del quartiere) ma soprattutto è riuscito a creare una vera e propria comunità che ruota attorno al mondo della musica che coinvolge i bambini che suonano e tutti i parenti che supportano – ognuno come può – le attività dell’orchestra.

La citazione di Valentina di Catania sul sistema Abreu
Musicainsieme a Librino si inserisce tra le tante iniziative che nel tempo sono nate a Librino e che vedono la società civile impegnata nel contrastare il disagio sociale che purtroppo ancora si vive in queste vie. E dimostra anche l’internazionalità del sistema Abreu che è stato inventato in Venezuela e arriva in Italia grazie al maestro Claudio Abbado che ne aveva intuito le potenzialità sociali.

Il Sistema Abreu tra i protagonisti del FILFest 2018

Il sistema Abreu è stato tra i protagonisti dell’ultima edizione del FILfest di Catania, il festival biennale che si concentra sulla felicità interna lorda, di cui già negli anni passati vi abbiamo parlato. È un modo per sottolineare il valore sociale della felicità, un elemento imprescindibile nella vita di chi affronta quotidianamente ambienti depressi dal punto di vista economico. E il ruolo della musica, soprattutto quello sociale, è centrale come dimostra l’esperienza di Librino e di quelle zone dove il sistema Abreu è oggi presente.


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Portare la progettazione 3D nel manifatturiero: la sfida (vinta) di Sintesi Sud



La progettazione 3D che va in aiuto dell’industria manifatturiera è uno dei mantra del mondo dell’innovazione. C’è chi, dalla Campania, lo fa da dieci anni e in diversi settori. Ce lo racconta Giovanni Marinaccio che con Sintesi Sud offre supporto, consulenza e formazione a chi lavora in ambito odontoiatrico, dell’automotive, aerospace, oreficeria e meccanica di precisione. In questo podcast Giovanni racconta i suoi primi passi e come a poco a poco è riuscito a far comprendere i benefici e i vantaggi della progettazione 3D in un settore fatto principalmente da artigiani, quindi estremamente legato alla tradizione e alla manualità.

La citazione su Progettazione 3d di Giovanni di Sintesi Sud

In più c’è l’aspetto formativo che Sintesi Sud mette bene in evidenza. Un elemento imprescindibile in un ambito in continua evoluzione come la progettazione 3D che ha a che fare con chi ogni giorno è alla ricerca di nuove soluzioni. La storia di Giovanni è interessante perché tra le altre cose è fatta di caparbietà, curiosità e un pizzico di spavalderia. Giovanni è il classico esempio di persona che ha un’intuizione e con umiltà e testardaggine impara il mestiere (ha lavorato a Torino) per poi scommettere su sé stesso. Un percorso – lo ripetiamo – mai semplice ma sicuramente ricco di soddisfazione. E quindi da raccontare.

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Foto di copertina di Franck V. vista su Unsplash