I Cavalieri Digitali quest’anno ti aspettano intorno alla loro tavola rotonda

È una vera e propria tavola rotonda quella che il 16 e il 17 ottobre verrà allestita per chi vorrà saperne di più sul marketing digitale. Una tavola accessibile anche da remoto per chi, in quei giorni non potrà raggiungere la “compagnia” a Capo d’Orlando, in provincia di Messina. Ad organizzarla sono i Cavalieri Digitali e sia che tu voglia farne parte da remoto o in presenza Start Me Up ti dà la possibilità di partecipare a un prezzo scontato.

Accesso alle competenze digitali a due passi dal mare

Il gergo medioevale è d’obbligo, lo usiamo ormai da tre anni, da quando cioè ha preso vita Cavalieri Digitali, l’iniziativa che vuole garantire l’accesso alle competenze digitali di qualità ai professionisti del Sud Italia senza obbligarli a viaggi lontani. E a due passi dal mare, visto che si svolge a Capo d’Orlando, stupenda cittadina sulla costa tirrenica a metà tra Messina e Palermo. L’edizione di quest’anno sarà una tavola rotonda, uno spazio di 100 posti che gli iscritti condivideranno con i Gran Maestri di questa terza edizione. Niente palco quindi, ma una formazione “alla pari” con tanto di esercitazioni pratiche. La tavola rotonda ti permetterà tra una lezione e l’altra di parlare e confrontarti con i formatori e il resto dei partecipanti su casi studio reali.

I temi di questa terza edizione spazieranno da lead generation, UX writing e neuromarketing con un occhio all’uso di strumenti come Google Ads e Linkedin. Qui tutti i nomi dei Gran Maestri e gli argomenti di questa terza edizione. In più, tutti i partecipanti alla tavola rotonda accederanno ai contenuti online sia gratuiti che a pagamento che i Cavalieri Digitali hanno prodotto nei mesi scorsi.

Start Me Up ti fa sedere alla Tavola Rotonda a prezzo scontato

L’ingresso alla tavola rotonda dei Cavalieri Digitali è riservato a solo 100 persone ed è a pagamento. Il prezzo finale dell’evento è di 190€ ma chi segue Start Me Up potrà accedere all’evento a soli 99€. Come? Basta mandare una mail e farne esplicita richiesta.

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Cavalieri Digitali è un progetto nato tre anni fa da Anna Rachele Caporlingua e Federico Rinoldo dell’agenzia Sintagma. Un evento che seguiamo con affetto dalla prima edizione e che siamo felici di supportare e promuovere. Nel tempo Cavalieri Digitali è cresciuto nei temi e in prestigio, mantenendo inalterato l’obiettivo di portare con serietà le competenze pratiche e specifiche di marketing digitale al Sud Italia. È cresciuto nonostante gli organizzatori ci tengano a sottolineare che il loro è l’evento più piccolo e intenso del Sud Italia. Per questo devi garantirti il tuo posto alla tavola rotonda oggi stesso.

Per il rilancio del Sud Italia partiamo dal lavoro a distanza



C’è un detto in Sicilia che recita “Cu nesci, arrinesci”, cioè chi esce, chi emigra, si afferma. Se questo proverbio spinge le persone a partire e a “conquistare” il mondo, dall’altra parte sottolinea la rassegnazione di chi sa che il luogo dove è nato non potrà mai cambiare. La storia che raccontiamo in questo podcast ci permette di leggere questo detto sotto un altro punto di vista: forse questo “uscire” non è necessariamente legato alla fisicità o alla geografia di un territorio. Forse per affermarsi è necessario “uscire” da quelle che sono le nostre convinzioni e abitudini.

È ciò che sta facendo la protagonista di questa storia che possiamo quindi definire “rinisciuta” (affermata). Non tanto perché ha vissuto per dieci anni fuori dall’Italia, ma perché, tornando, ha deciso di sfidare un sistema che in questi anni non ha funzionato, che non ha prodotto quello che prometteva.

Questa introduzione è necessaria per sottolineare che South Working proposto da Elena Militello – questo il nome della protagonista di questo podcast – non è semplicemente lavoro a distanza, ma un programma di rilancio del Sud Italia e delle aree periferiche di questo Paese.


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South Working: il lavoro come agente di coesione del Paese

South Working è un progetto di advocacy volto a creare un movimento di opinione sulla possibilità di lavorare a distanza in via principale e finalizzato al miglioramento della coesione economica, sociale e territoriale tramite il mezzo dei contratti di lavoro permanenti o principale a distanza.
Lo ha immaginato Elena Militello che per dieci anni ha vissuto e lavorato con un contratto di post doc in diritto fuori dalla Sicilia, la Regione in cui è nata. Il suo poteva essere il destino di tante ragazze e ragazzi che ogni anno lasciano il Sud Italia alla ricerca di un lavoro o di un corso di studio (per conoscere i numeri di questa vera e propria emorragia, leggi il rapporto 2020 su profilo e occupazione dei laureati presentato da Almalaurea a giugno scorso).

Elena rientrando a casa a causa delle restrizioni dovute al contenimento della pandemia da Covid-19 ha immaginato e poi sperimentato il lavoro a distanza. Da lì l’intuizione di mettere a sistema – sfruttando le leggi italiane in vigore – la possibilità dei lavoratori di rimanere nel luogo di origine mantenendo però gli incarichi presso strutture e uffici dislocati altrove.

Rendere l’Italia un Paese più coeso grazie al lavoro a distanza

Ma se ci fermassimo alla sola questione del lavoro sminiuremmo la portata rivoluzionaria di South Working. Il sistema, per come è stato immaginato da Elena, rappresenterebbe la chiave per rendere più coeso il nostro Paese e permettere alle aree interne di trovare lo stimolo e le risorse per colmare il divario esistente. Come? È la stessa Elena a spiegarlo durante l’intervista.

Al momento Elena Militello, supportata dalla sezione palermitana dell’associazione Global Shapers, sta raccogliendo i dati per fornire un quadro sull’esistente da inserire nel prossimo rapporto SVIMEZ. I dati serviranno soprattutto per creare un portale che possa assistere tutti quei lavoratori che vorrebbero tornare nei propri luoghi di origine mantenendo il proprio lavoro.

La citazione di Elena di South Working su lavoro a distanza nel Sud Italia

Solo il tempo ci dirà se South Working vedrà una sua attuazione concreta e porterà gli effetti sperati. Noi ce lo auguriamo, ovviamente. In ogni caso il pregio di questo progetto al momento è quello di aver proposto un modello altro a qualcosa di già visto e che – nei fatti – ha dato prova di non essere adatto a risolvere un problema che si trascina da troppo tempo. Elena Militello con South Working è uscita da quegli schemi e solo per questo si è già affermata. E il successo e l’eco che ha generato fin qui ne è la dimostrazione.


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La foto di copertina è di Vilija Valeisaite via Unsplash

Pronti a un nuovo modo di bere cocktail?



Il mondo degli spirits, il mercato cioè che c’è dietro la creazione e il consumo di liquori, è uno di quelli più attivi al momento. In tanti hanno scoperto il piacere di bere cocktail realizzati con materie prime di qualità e sono sempre di più i bar e i locali dove è possibile gustare questo tipo di preparati. Ma c’è chi già immagina una fase successiva a questa. Un mercato dove gli appassionati potranno bere dei buoni cocktail anche in casa, senza per forza recarsi in un bar o in un locale. È quello su cui sta lavorando anche Giardini d’Amore, azienda che produce liquori di alta gamma che ha sede in Sicilia tra Messina e Catania. Insieme a Emanuela Russo e Katia Consentino raccontiamo la loro storia.


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Essere artigiani con stile

La citazione di Katia di Giardini d'Amore

Il desiderio dei tre founder di Giardini d’Amore – oltre Emanuela e Katia c’è anche Giuseppe Piccolo – era quello di realizzare dei liquori che riuscissero a racchiudere i profumi della Sicilia. Per questo motivo hanno preferito mantenere una certa artigianalità nella loro produzione. Del resto, il liquorificio che i tre hanno rilevato nel 2011 apparteneva a un artigiano che ha insegnato loro le tecniche per poter produrre i liquori. A questo, i tre hanno aggiunto una nota di stile e di mistero che ha dato un nuovo significato all’intera produzione.

Un percorso fatto di sfide vinte con grande soddisfazione

La citazione di Emanuela di Giardini d'AmoreLa storia di Giardini d’Amore è interessante per le numerose sfide che fino ad oggi i tre founder hanno superato. Un percorso che naturalmente non si è fermato e che anzi è sempre ricco di spunti per migliorare. In ballo c’è anche questo cambio culturale che i tre perseguono e ci raccontano nel podcast: permettere al consumatore di gustare un buon cocktail anche a casa. Una sfida – l’ennesima – che il mondo del vino e quello del cibo in generale hanno già vinto grazie a tanto lavoro sul campo e nel settore della comunicazione. Giardini d’Amore ha le carte in regola per giocare la propria partita o, forse sarebbe meglio dire, gli ingredienti giusti pronti per essere mescolati.


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La foto di copertina è di Louis Hansel @shotsoflouis via Unsplash

Vuoi gestire un team al meglio e incrementare le vendite? Fissa gli obiettivi



Sono poche le persone con cui puoi parlare di come gestire un team al meglio o discutere su ciò che fa la differenza in una vendita. Se poi vuoi chiedere loro anche in che modo è possibile misurare l’impatto della propria impresa sul territorio e avere infine qualche consiglio su quale sia il metodo migliore per scegliere un corso che ti permetta di fare la differenza dal punto di vista aziendale, il campo si restringe ulteriormente.

Chi si occupa di tutto ciò da più di dieci anni è Marco Imperato, l’ospite di questo podcast che dopo aver chiuso l’esperienza di Mosaicoon sta portando avanti alcuni progetti nel campo della formazione aziendale.

Marco Imperato sarà il protagonista anche del web café di aprile: in quella occasione parlerà di Metodologia OKR. Per accedere al web café basta essere sostenitori di Start Me Up.

Dalla vendita diretta a Product Heroes

Nella prima parte dell’intervista ripercorriamo a grandi linee i primi passi della carriera di Marco. Inizia a lavorare in Australia, vendendo carte di credito in aeroporto. Quella esperienza, molto faticosa, ha permesso a Marco di imparare alcune tecniche di vendita (come quella per obiezioni) e di sentire per la prima volta la parola funnel. Si porta quindi dietro un bagaglio di conoscenza enorme che gli è stato utile successivamente quando a Milano ha lavorato per Saatchi & Saachti e poi, ancora dopo, a Moosaicoon.

Dopo la chiusura della startup palermitana, Marco si è concentrato su Product Heroes, un progetto editoriale focalizzato sul project management. In questi giorni sta lanciando insieme a Daniele Rotolo Edgemony, un’azienda che fa base in Sicilia e permetterà ai propri dipendenti di lavorare da remoto con alcune aziende della Silicon Valley. L’obiettivo, ci dice Marco, è quello di vivere al Sud Italia, ma con una mentalità diversa: aprirsi al mondo grazie alla tecnologia e al lavoro da remoto. Al momento Edgemony è alla ricerca di sviluppatori, lo abbiamo annunciato qualche giorno fa anche nel nostro gruppo d’ascolto su Facebook.

Tre domande difficili su come gestire un team, crescita e misurazione dell’impatto sul territorio

Avendo davanti una persona con un curriculum come quello di Marco Imperato abbiamo dato sfogo alle nostre curiosità su alcuni temi spinosi della vita aziendale. Ad esempio: come gestire un team al meglio? Nel podcast Marco ci racconta come ha imparato a lavorare sulle deleghe e a fissare gli obiettivi. Un argomento che tratterà anche durante il web café di aprile. In più, nel podcast, ci dice come fare a misurare la crescita del proprio progetto, soprattutto quando notiamo che il progetto non cresce più di tanto e dobbiamo capire dove intervenire. Infine, in relazione a Edgemony parliamo di impatto sul territorio, un aspetto che diventa sempre più centrale nella vita delle aziende e che allo stesso modo delle entrate può e deve essere misurato. Non anticipiamo nulla, ma vi diciamo che c’entrano i valori che una persona stabilisce al momento della nascita del proprio progetto di impresa.

La citazione di Marco di Edgemony su gestire un team

Marco Imperato nell’ultima parte del podcast ci aiuta a capire come scegliere il corso online che fa per noi. Anche se è pur vero che al momento tanti sono gratuiti, ci sono dei criteri da seguire per chi sceglie di formarsi attraverso dei corsi erogati tramite internet. Marco li ha studiati per un po’ e condivide con noi le sue impressioni.

Hai domande che vorresti fare a Marco Imperato? Partecipa al web café di aprile: ti basta diventare sostenitore di Start Me Up.

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Foto di Charles Deluvio on Unsplash

SEO Tester Online protagonista di un Casi Studio doppiamente speciale

Torna l’appuntamento con Casi Studio, i webinar dedicati alle strategie delle startup di successo. Questo mese con noi Giancarlo Sciuto fondatore insieme a Vittorio Urzì di SEO Tester Online.

A marzo Casi Studio è doppiamente speciale!

Attenzione! Perché in virtù dell’iniziativa che abbiamo lanciato qualche settimana fa l’appuntamento di Casi studio di marzo è stato speciale, anzi doppiamente speciale! Perché? Perché questo mese Casi Studio è organizzato in collaborazione con Strategia IT, il podcast di Riccardo Mancinelli dedicato alle tecniche di Information Tecnology che rendono un business vincente.

E poi perché – per la prima volta – Casi Studio è stato trasmesso live sulla pagina Facebook di Start Me Up! Il video (o solo l’audio) è disponibile per chi sostiene Start Me Up con una offerta di almeno 15$ al mese. Dona adesso e accedi a tutti i contenuti riservati alla community.

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Strategia di crescita ma anche consigli sulla SEO

In 45 minuti abbiamo cercato di capire come è nato SEO Tester Online e come nel tempo è cresciuto; ci siamo fatti raccontare come sono riusciti a raccogliere circa il doppio della cifra stabilita con la campagna di equity crowdfunding che l’azienda ha lanciato qualche mese fa. E poi, abbiamo approfittato della presenza di Giancarlo e ci siamo fatti dare qualche dritta sulla SEO e su come usare al meglio la piattaforma.

Cosa fa SEO Tester Online

SEO Tester Online è la web-suite SEO solution-oriented pensata per aiutare blogger, aziende, specialisti del digitale e agenzie Web ad ottimizzare siti e contenuti per i motori di ricerca, aiutandoli a migliorare il volume del traffico organico scalando la SERP.

Grazie a tool, report e strumenti appositamente ideati, SEO Tester Online apre le porte a miglioramenti consistenti nella gestione SEO-oriented del proprio sito o di quello dei propri clienti, dimostrandosi sin da subito come uno strumento da inserire nella propria cassetta degli attrezzi digitale.

Smau Palermo apre il Roadshow 2020 nel segno dell’internazionalizzazione



Anche quest’anno sarà Smau Palermo a dare il via al Roadshow 2020 che si apre nel segno dell’open innovation e dell’internazionalizzazione delle startup. La tappa del 27 febbraio, organizzata in collaborazione con la Regione Siciliana, si svolgerà come lo scorso anno presso il San Lorenzo Mercato e sarà un momento di incontro tra imprese, startup, abilitatori di innovazione e istituzioni. Ci facciamo dare qualche anticipazione da Valentina Sorgato, AD di Smau, ospite di questo podcast.

Smau Palermo 2020: occasione per fare il punto dell’anno trascorso ma anche per guardare avanti

La formula di Smau Palermo resta invariata rispetto allo scorso anno: naturalmente l’appuntamento del 27 febbraio darà la possibilità agli organizzatori di fare il punto sulle attività degli ultimi 12 mesi e i frutti raccolti fino a qui. Ci saranno perciò i casi di successo di startup siciliane che grazie a Smau sono riuscite a trovare un partner commerciale all’Estero. Non si guarderà solo indietro naturalmente sopratutto perché il Roadshow di Smau di quest’anno si arricchisce di una nuova tappa. Oltre ai consolidati appuntamenti di Berlino e Londra nel 2020 Smau si fermerà per la prima volta anche a Parigi.

Eventi e occasioni di network: il programma di Smau Palermo

Il programma di Smau Palermo si dividerà tra eventi e occasioni di network. Ci saranno panel dedicati all’Open Innovation, un tema che Smau monitora con un osservatorio dedicato gestito insieme a Italia Startup e Assolombarda. E poi si parlerà di Agrifood e Smartcommunities, mettendo sempre in evidenza i rapporti di successo tra startup, imprese e Istituzioni. Sopratutto quest’ultime stanno – ci dice Valentina – aprendosi sempre più al mondo dell’innovazione per migliorare la vita dei cittadini. Neanche a dirlo, a Smau Palermo verranno presentati alcuni casi di successo.

La citazione di Valentina di Smau

Smau Palermo quest’anno punta quindi a consolidare il terreno che ha “conquistato” lo scorso anno. Lo raccontava proprio ai nostri microfoni un anno fa circa il presidente Pierantonio Macola e lo abbiamo visto con i nostri occhi durante i nostri speciali (uno e due) registrati proprio dal San Lorenzo Mercato. Rispetto a un anno fa la formula di Smau resta invariata: se da un lato c’è il network con gli eventi del Roadshow in Italia e in Europa, online c’è la formazione che viene erogata attraverso podcast e video. Un mix che unito all’internazionalizzazione rendono questo appuntamento una reale occasione di sviluppo per tante imprese e startup che riescono ad affacciarsi con facilità a nuovi mercati.

L’ingresso a Smau Palermo è gratuito, previa registrazione obbligatoria su Eventbrite.
Tutte le informazioni sono disponibili su smau.it/palermo.


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Turismo lento e sostenibile: in Sicilia è vero rinascimento?



Non so la vostra, ma la timeline dei miei canali social a inizio gennaio era piena di citazioni dell’articolo del New York Times che indicava, tra le altre, la Sicilia come meta da raggiungere nel 2020. Ma lo faceva in un’ottica di turismo lento, sostenibile, parlando addirittura di rinascimento. E nel farlo citava Etnambiente, applicazione che permette alle persone di denunciare le microdiscariche presenti sul territorio dell’Etna. L’iniziativa coinvolge più attori (istituzioni, associazioni, operatori del turismo e liberi cittadini) che hanno sposato l’idea di Christian Liistro, presidente di Etnambiente e direttore commerciale di Tenuta delle Terre Nere, ospite di questo podcast.

Controllo diffuso sul territorio attraverso una app, la tecnologia e soprattutto i cittadini

L’applicazione Etnambiente permette a chiunque di poter segnalare in modo anonimo e sicuro le discariche presenti sul territorio etneo. Un processo che è tutelato dall’associazione che prende in carico la segnalazione, garantendone l’anonimato, e dal protocollo di intesa che i comuni del comprensorio dell’Etna (ad oggi 12) hanno firmato. L’azione si amplia con “Adotta una telecamera”, che permette a chi possiede una telecamera installata in una delle zone interessate di mettere a disposizione le immagini per segnalare abusi e comportamenti ascrivibili ai reati ambientali. L’intento è anche segnalare persone in fragranza di reato. Quello che Etnambiente cerca di stimolare è il controllo diffuso sul territorio: un compito che non è riservato solo alle forze dell’ordine, ma a tutte le persone che amano e rispettano un particolare territorio.

La citazione di Christian di Etnambiente su turismo lento e sostenibile

Christian, oltre a essere il promotore di Etnambiente è anche un viticoltore che vive e lavora sulle pendici dell’Etna. Ne approfittiamo quindi per sapere da lui se il turismo lento e rispettoso dell’ambiente citato dal New York Times è un settore realmente in espansione in quella parte di Sicilia. La risposta potete ascoltarla ovviamente nel podcast. A lui chiediamo anche le caratteristiche che deve avere chi intende intraprendere questa carriera, alla luce soprattutto del suo percorso che lo ha portato a studiare economia, vivere all’Estero e poi trasferirsi in Sicilia. Un percorso non lineare forse, ma che si inserisce nello spirito dell’operazione che ha visto nell’Etna Valley – citata da Christian alla fine dell’intervista – un’iniezione di innovazione e creatività che oggi la Sicilia può sfruttare a piene mani.


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Una Academy dedicata al marketing digitale: gratuita e tutta siciliana.

Cavalieri Digitali lancia la sua Academy: una serie di laboratori gratuiti dedicati al mondo del marketing digitale per una formazione costante e focalizzata su temi specifici.

Dopo il successo della seconda edizione e in programma una terza (le cui date sono già annunciate 16 e 17 ottobre 2020) Cavalieri Digitali hanno deciso di voler diffondere formazione attraverso un percorso laboratoriale gratuito a posti limitati che si concentrerà sui temi principali del marketing digitale. I laboratori si svolgeranno a Capo D’Orlando (ME) e saranno curati di volta in volta dagli esperti selezionati dall’agenzia Sintagma, ideatrice e anima di Cavalieri Digitali. Ogni appuntamento sarà caratterizzato da un taglio pratico con la possibilità di mettersi alla prova attraverso nozioni ed esercitazioni.

Primo appuntamento 25 gennaio: Titoli temerari.

Il laboratorio che apre la Cavalieri Digitali Academy è dedicato alla scrittura di titoli che riescano a catturare l’attenzione del lettore. Una delle prove più impegnative per chi, ogni giorno, lavora con le parole e deve farsi notare tra social, blog e la SEO. L’accesso al laboratorio è gratuito ma è necessario prenotare il proprio posto. Il laboratorio si svolgerà sabato 25 gennaio presso la sede di Sintagma, a Capo D’Orlando, in provincia di Messina.

Tutte le informazioni sono su cavalieridigitali.com/cavalieri-digitali-academy.

È il budget, bellezza!



Nuovo podcast del ciclo fallisci meglio che torna per la prima volta in questa stagione con una persona che stimiamo molto. Stiamo parlando di Roberto Chibbaro, siciliano che qualche settimana fa ha condiviso un post sul suo profilo Linkedin in cui parlava del suo inizio nel mondo dell’impresa, sottolineando l’importanza per ogni imprenditore di tenere d’occhio il budget. Roberto faceva riferimento alla sua prima avventura imprenditoriale e cioè UMG Media: oggi è a capo di C-Digital una azienda che include MakeMeApp un brand commerciale che aveva creato qualche anno prima. Nel frattempo ha avuto modo di creare anche una associazione che parlasse di digitale, Ragusa Digitale, appunto.

Di budget, Excel e… mutande!

Nel corso del podcast ripercorreremo la storia imprenditoriale di Roberto: dai suoi inizi con il supporto di Mediaset, alla realizzazione di un brand prima e di una azienda poi con il sostegno di un team di valore. Ci facciamo raccontare come Roberto riesce oggi a gestire un gruppo di persone dislocate su più città, come è riuscito a avere clienti come FCA e soprattutto come – nonostante tutto – riesce a far quadrare i conti. È qualcosa che ruota intorno a un file Excel e… una mutanda!

la citazione sulle competenze e sul budget di Roberto

Questo podcast è stato registrato presso l’Impact Hub di Torino. Grazie a tutto il tema per la splendida ospitalità!


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Tecnologia incentrata sull’uomo: in Sicilia sedici startup da tutta Europa



Dal 28 ottobre al 8 novembre 2019 a Milazzo, in provincia di Messina si è svolto il bootcamp del progetto europeo NGI Ledger. Ledger, un acronimo che sta per DecentraLizEd Data Governance for nExt geneRation internet è un progetto che mira a riportare i cittadini a essere nuovamente padroni dei propri dati. Lo scopo è quello di mettere l’uomo come centro rispetto alla tecnologia e non viceversa. È una iniziativa di un consorzio formato da vari enti tra cui la fondazione olandese dyne.org ed è finanziata attraverso i soldi dell’Unione Europea.

Al bootcamp hanno partecipato le 16 startup che hanno vinto il primo bando promosso all’interno di questo progetto. Siamo andati a vedere cosa hanno presentato a Milazzo, all’interno del salone della fondazione Lucifero e lì abbiamo incontrato alcuni di loro.

Metodologie incentrate sull’uomo

La persona che ha condotto i lavori di questo bootcamp è una vecchia conoscenza di Start Me Up: Federico Bonelli. Federico che più volte è passato dai nostri microfoni da tempo lavora nel campo della sperimentazione artistica attraverso Trasformatorio. In questo caso, sempre per conto di dyne.org ha attuato la stessa metodologia applicandola però al mondo dell’innovazione e delle startup. Ha infatti condotto i sedici gruppi (otto a settimana) per la provincia di Messina invitando i partecipanti a entrare in contatto con le persone del posto e facendo conoscere loro alcune eccellenze del territorio. È quindi capitato che persone da ogni parte d’Europa hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino l’esperienza dei quindici del Birrificio Messina, oppure vedere come Newtron Italia elettrifica i motori di ogni tipo di automobile.

Ledger Boocamp – iGive2 and Synergy from LEDGER on Vimeo.

I risultati sono nelle risposte che mi hanno dato David Franquesa di Electronic Reuse e Antonis Faras di Sociality. Spagnolo il primo e greco il secondo, sono gli altri due ospiti di questo podcast. Con Electronic Reuse David mette a disposizione una piattaforma che permette a chi vuole recuperare strumentazione elettronica di seguire l’intero ciclo di vita del dispositivo. Per lui è stato importante conoscere e confrontarsi con gli studenti e il personale amministrativo del principale Istituto Tecnico di Milazzo “E. Majorana” perché ha avuto modo di toccare con mano il proprio target di riferimento. Lo stesso possiamo dire per Antonis Faras di Sociality che al momento è impegnato nella realizzazione di una piattaforma informatica che aiuti le cooperative a gestire tutti gli aspetti burocratici e amministrativi. Parlare con i soci del Birrificio Messina ha – ci ha detto – avuto un grosso impatto sul suo progetto e la sua visione di questo mondo.

Fino a 200k per idee che mettano la tecnologia al centro dell’uomo

Quelli che trovate nel podcast sono solo due delle sedici idee selezionate in questo primo bando di NGI Ledger. Scopo dell’intero progetto è aiutare chi ha un’idea che permetta di decentralizzare la distribuzione dei dati a realizzare un primo MVP da rilasciare in modalità Open Source. Siamo quindi nell’ambito di sistemi che sfruttino la tecnologia blockchain, il peer to peer o distribuite su tecnologia ledger. Le idee devono avere lo scopo ultimo di preservare la privacy dei propri utenti, l’apertura e la possibilità di gestire in modo autonomo i dati di ogni cittadino.

C’è una seconda call che è stata lanciata a inizio novembre e scadrà a fine gennaio. In palio ci sono fino a 200k di contributo Equity Free. Tutte le informazioni sono sul sito ufficiale.


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Foto di copertina un momento della presentazione di uno dei progetti.