La riapertura delle librerie tra polemiche e piccoli semi di speranza.



La citazione di Maria Carmela Sciacca di Legatoria Prampolini sulla riapertura delle librerieLo scorso 14 aprile per effetto del Decreto promosso dal Governo Conte sarebbe dovuta avvenire la riapertura delle librerie in tutta Italia. Diciamo sarebbe perché in realtà questo provvedimento ha suscitato non poche perplessità, proprio tra chi una libreria ce l’ha e la gestisce.

In questo podcast abbiamo cercato di capire come la riapertura delle librerie celi in realtà un malcontento sopito da tempo da una parte della categoria dei librai che comunque in questo periodo hanno dato prova di una forte forza d’animo e di resistenza. Ci siamo affidati alle voci di tre protagonisti di questo mondo che – ognuno con il proprio ruolo – ha affrontato il lockdown in modo diverso. Maria Carmela Sciacca della libreria Vicolo Stretto e Legatoria Prampolini di Catania, Venera Leto della libreria Colapesce di Messina e promotrice del progetto Allitterate e Enrico Quaglia di Ennew, agenzia che ha promosso il servizio Libri da asporto.

Riapertura delle librerie: ma cosa è successo durante la chiusura forzata?

Maria Carmela Sciacca, a nome dei due esercizi che gestisce insieme alla sorella Angelica ha firmato la lettera apparsa su Minima et Moralia in cui viene espressa da 154 librai la perplessità nei confronti del provvedimento del 10 aprile scorso. Un provvedimento che alla fine ha prodotto una serie di aperture a macchia di leopardo: tra i nostri ospiti Maria Carmela ha deciso di aprire per alcune ore mentre Venera ha deciso di tenere chiusa Colapesce fino ai primi di maggio.

La citazione di Venera di Allitterate sulla riapertura delle librerie

Il provvedimento pone comunque la parola fine a un periodo – quella della chiusura – che non è possibile definire di essere stato di riposo. Lo testimoniano le tante dirette social organizzate dai librai e i vari servizi di consegna a domicilio. Uno dei più simbolici per il modo in cui è stato costituito ed è stato finanziato è Libri da Asporto. Libri da Asporto è una iniziativa nata da Ennew, agenzia di consulenza e marketing editoriale, che ha creato un fondo finanziato da parte degli editori. Ognuno di essi ha contribuito come poteva e i soldi sono stati utilizzati per coprire le spese di spedizione di tutte le librerie indipendenti che ne facevano richiesta (i costi per un servizio simile per una sola libreria sono esorbitanti, ci ha detto Enrico durante l’intervista). Allitterate, invece, il progetto pensato da Venera Leto, nasce dalla voglia di mostrare in una mappa le librerie indipendenti presenti in Italia. In questa fase Venera sta raccogliendo il materiale (i librai che volessero farne parte possono rivolgersi direttamente a Venera) e presto sarà online.

Risvolti inaspettati della chiusura forzata

La citazione di Enrico di Ennew sulla riapertura delle librerie

Questi due semplici esempi fanno emergere un aspetto singolare della chiusura forzata (vorremmo usare positivo, ma forse l’aggettivo è troppo forte): ha agito come acceleratore di processi che erano in stand-by e che, a causa del lavoro quotidiano, non venivano fuori. È successo con Librai da Asporto che si prepara a diventare un servizio stabile, è successo con il portale Allitterate che sarà utile per trovare la propria libreria indipendente quando tutto sarà aperto. Ed è successo soprattutto con i lettori che volontariamente hanno sostenuto le librerie come hanno potuto.

Nella tragedia del coronavirus questi non possono che essere piccoli semi di speranza.


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Foto di Maia Habegger via Unsplash.

Tra bandi e offerte di lavoro, la giusta occasione per svoltare

Come ogni mese, scandagliamo il web alla ricerca di bandi e offerte di lavoro che vi permettano di svoltare: nella vostra carriera, con una nuova sfida lavorativa o con la vostra startup, trovando i fondi giusti per raggiungere il vostro obiettivo. Nella bacheca di aprile trovate due bandi e quattro offerte di lavoro. Scopritele tutti!

Come sempre le offerte arrivano direttamente da Start Me Up – gruppo d’ascolto. Se volete conoscerle in anteprima, unitevi! Pubblichiamo un’offerta al giorno, dal lunedì al venerdì.

Culturability 2020: una certezza con qualche novità

600 mila euro per centri culturali innovativi, nati da processi di rigenerazione e riattivazione di spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o sottoutilizzati. È questa la cifra che Unipolis, la fondazione promotrice di Culturability ha deciso di mettere sul piatto confermando l’apertura della call nonostante “l’attuale fase di emergenza sanitaria generata dal Coronavirus”. L’intento è quello – si legge ancora sul sito – di “offrire un supporto alle tante organizzazioni culturali in difficoltà, che continueranno nei prossimi mesi ad accusare gli effetti della chiusura dei propri spazi e dell’annullamento dei loro eventi avvenuti in questi mesi”.

L’edizione 2020 di Culturability mantiene l’intento degli anni precedenti, ma presenta alcune novità negli obiettivi, nei tempi e nei destinatari. Il programma è indirizzato a centri culturali rigenerati già attivi, in cui si sviluppano processi di innovazione culturale con impatto sociale e civico, e si sperimentano nuove logiche di collaborazione con le comunità locali.

La call chiude il 16 giugno 2020 alle ore 13 e le candidature dovranno essere sottoposte solo online. Tutte le info sono su culturability.org.

Idee green da accelerare: Step Tech Park vi sta cercando!

Step Tech Park, l’hub per la lotta alle emissioni di CO2, ha lanciato la call for startup. In palio un esclusivo programma di accelerazione, uniche possibilità di networking e supporto quotidiano e concreto nella realizzazione dei progetti più sfidanti. C’è tempo fino al 15 maggio per partecipare!

Tutte le info qui steptechpark.com/call-for-future

Customer Success Manager presso Sketch

Questo non è un lavoro per tutti. Non tanto perché per gestirlo è necessaria la conoscenza della lingua inglese scritta e parlata ma perché la figura richiesta dovrà diventare il “volto di Sketch” per i clienti. Il CSM dovrà infatti gestire il rapporto con i clienti, raccogliere i loro feedback e l’evangelizzazione della piattaforma di sketch. L’obiettivo – si legge nell’annuncio – “non è vendere, ma piuttosto costruire relazioni, favorire l’adozione duratura e aiutare i clienti a raggiungere con successo i propri traguardi”.

Sketch è una delle aziende digitali più importanti al mondo. Lavorano in modalità remoto e quindi ci teniamo a segnalarvela.

Tutte le info: sketch.com/jobs/customer-success-manager/

Customer Engineer, Networking, Google Cloud – presso le sedi Google di Milano e Roma

Google Italia è alla ricerca di un ingegnere che possa occuparsi del controllo della rete e della gestione dei clienti interessati all’uso di Google Cloud. Non quindi un semplice ruolo di tecnico, bensì una figura che sia in grado di parlare e immaginare per i clienti il modo migliore con cui utilizzare la rete che Google mette loro a disposizione.

Tutte le info su linkedin.com/jobs/view/1821360078/

Full stack e Junior developer presso Pigro, Bologna

Pigro è l’azienda che progetta assistenti virtuali pensando ad Aziende ed Enti Pubblici e a help desk di medie e grandi dimensioni. Ha la sede a Bologna ed è alla ricerca di due tipi di sviluppatori: uno back-end/ Full Stack e l’altro junior. Le due figure saranno inserite all’interno del team che da tempo si occupa di soluzioni che hanno a che fare con Intelligenza Artificiale e un approccio statistico.

Consulta la descrizione delle due offerte qui pigro.ai/lavora-con-noi

Posizioni aperte a Satispay – diversi ruoli e diverse sedi.

Satispay è una delle startup fintech più quotate in Italia. Anche noi la usiamo (sia in azienda che privatamente). Qualche giorno fa abbiamo fatto un giro sul loro sito e ci sono tante posizioni aperte. Sono diverse figure per diverse sedi. Potete filtrare la ricerca, sia per luogo che per competenza.

Fate tutto qui satispay.breezy.hr

Foto di copertina Linus Nylund via Unsplash.

Si scrive rivoluzione, si legge rigenerazione



C’è un paese in Calabria in cui è in atto una rivoluzione molto particolare, portata avanti dalle seppie. È una rivoluzione che parla di rigenerazione urbana, è collegata alla London Metropolitan University e coinvolge studenti, professionisti e ovviamente i cittadini del paese. Il paese in questione è Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza dove qualche giorno fa si è chiuso il workshop “Dagli scarti”. Questo è solo l’ultimo degli appuntamenti promossi dalla Rivoluzione delle Seppie. Ne abbiamo parlato in questo podcast con Rita Elvira Adamo.

Una nuova pedagogia legata a ciò che il territorio può offrire

Uno degli obiettivi della Rivoluzione delle Seppie è creare una nuova pedagogia per tutti i campi creativi. E, ci dice, Rita, questo obiettivo viene perseguito attraverso il learning by doing, permettendo a studenti di lavorare in prima persona a un progetto sul campo, partendo da ciò che il territorio può offrire. È un tipo di insegnamento che rientra nel percorso formativo offerto dalla London Metropolitan University che ciclicamente invita i propri studenti a vivere esperienze di questo tipo. E la Rivoluzione delle Seppie parte proprio da qui: nel 2016 per la prima volta un gruppo di studenti provenienti da varie parte del mondo (Rita è nata a Cosenza ma già allora studiava e viveva a Londra) arriva a Belmonte Calabro per lavorare al progetto di riqualificazione della Casa delle monache insieme a un gruppo di ragazzi migranti e il collettivo di architetti Orizzontale. L’unicità sta nel fatto che dopo quella esperienza le Seppie sono tornate ciclicamente in Calabria con nuovi esperimenti di rigenerazione urbana. L’ultima volta a inizio febbraio.

La citazione di Rita della Rivoluzione delle Seppie

Dagli Scarti” è stato l’ultimo appuntamento in ordine temporale che si è svolto a Belmonte Calabro. L’obiettivo del laboratorio era quello di concepire lo scarto come materiale di partenza per dar vita a qualcosa di nuovo o di altro. Una sorta di provocazione che induce a pensare oltre al prefabbricato, al perfetto, al curato per concepire quel che non ci è più utile, quindi scartato, come risorsa che ponga sotto una nuova luce quello che sembrava perduto.
“Dagli Scarti” è stato organizzato dalle “Seppie” insieme ai suoi partner principali Ex Convento, Orizzontale e l’università inglese, The Cass, con il patrocinio del Comune di Belmonte Calabro.

Rivoluzione delle Seppie vs Gentrificazione

Il modello di rigenerazione urbana proposto dalla Rivoluzione delle Seppie ci sembra una risposta concreta al dramma dello spopolamento dei piccoli borghi italiani, da contrapporre a quello decisamente più invasivo della gentrificazione. Le Seppie stanno trasformando Belmonte letteralmente “passo dopo passo”, dando il tempo alle persone che non abitano lì di frequentarlo e sentirlo proprio e alle persone del luogo di vederlo cambiare e accettando queste trasformazioni, intervenendo quando necessario. In più, aver acceso i riflettori su una realtà come Belmonte permette alle istituzioni e ai privati di accorgersi di questo luogo e quindi intervenire con gli investimenti necessari per una reale rivalutazione non solo di tipo sociale ma anche strutturale.

È un discorso che vale per Belmonte Calabro ma che potenzialmente potrebbe riguardare tutti gli altri borghi che vivono il dramma dell’abbandono.

Per saperne un po’ di più sul fenomeno della gentrificazione:


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Foto di copertina, via.

Silenzio! Atto primo dell’azione creativa



In occasione del prossimo appuntamento di Creative Mornings Palermo, ospitiamo Dario Mangiaracina, medico, attore e musicista del gruppo La Rappresentante di Lista. A lui il compito di declinare il tema del mese di Creative Mornings che è Silenzio.

Per Dario il silenzio è la condizione essenziale che precede l’azione creativa: solo quando tutto è calmo è possibile per Dario creare. Al tempo stesso il silenzio rappresenta anche il vuoto, la paura del foglio bianco: un incubo per chi crea.

Dario sarà il protagonista dell’appuntamento palermitano di Creative Mornings che si svolgerà il 21 dicembre in via del tutto eccezionale al pomeriggio: ore 19 presso il teatro Atlante di Palermo per un talk che si preannuncia non solo parlato ma con elementi sonori che arrivano direttamente dall’esperienza artistica di Dario. Ci si registra gratuitamente qui.

Medico, attore e musicista: ruoli che si sovrappongo

Durante l’intervista parliamo con Dario della sua formazione. Medico di formazione (ma non esercita), in Dario risalta molto di più l’aspetto artistico. Partito con il teatro dove è cresciuto, incontra durante uno dei suoi spettacoli Veronica Lucchesi e con lei fonda La Rappresentante di Lista. Il gruppo ha pubblicato tre dischi e durante gli spettacoli è evidente il legame che i due hanno con il teatro e – ovviamente – la musica. In una intervista hanno dichiarato che il loro genere è Queer e nel podcast spieghiamo il significato di questa definizione e soprattutto il legame che questo tipo di genere ha con il silenzio.

citazione di Dario sul silenzio

Inoltre parliamo di come si riesce a vivere grazie alla propria arte in Italia alle soglie del 2020 e di come, arrivato a un certo livello di notorietà, ogni artista deve confrontarsi con la propria arte e il proprio pubblico.


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Di vino, muse e sommelier: al via una nuova stagione di Start Me Up



Il primo ospite di questa nuova stagione di Start Me Up arriva da Palermo, ha a che fare con il vino ed è la protagonista del prossimo incontro targato Creative Mornings Palermo. È stata scelta perché il tema di questo mese è Muse e quindi chi meglio di un sommelier che offre “degustazioni folli per clienti pazzi”. Venerdì 27 settembre 2019 racconterà la sua esperienza proprio all’interno del luogo in cui lavora, l’enoteca Picone; noi l’abbiamo incontrata qualche giorno fa per avere qualche anticipazione. Lei è Vera Bonanno.

Una musa della degustazione

Le degustazioni che offre Vera sono nate per caso per alcuni amici e, per certi versi, sono ancora riservate a un tipo particolare di clientela che frequenta l’enoteca palermitana. Sono appuntamenti che mettono insieme la memoria e il canto, due elementi che accomunano il mondo del vino e quello delle muse. Naturalmente poi Vera ha un modo tutto suo di metterli insieme e nel podcast spiega come e perché.

La citazione di Vera su vino e Muse

Nel corso del podcast poi abbiamo modo di parlare del mondo del vino: da ciò che ci guida nel momento della scelta di una bottiglia, al mercato che ha visto negli ultimi anni crescere l’interesse da parte del grande pubblico. Vera da Sommelier ha un occhio privilegiato su tutto ciò e ci offre un punto di vista originale, dandoci degli spunti su cui riflettere e consigliandoci anche dei vini da provare.

Vera è la protagonista dell’appuntamento di settembre di Creative Mornings di Palermo che si terrà venerdì 27 settembre presso l’enoteca Picone. Tutte le info sono sul sito ufficiale dell’evento.

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Il design come “arma” di giustizia



Illustrazione del mese di CM dal tema JusticeCreative Mornings Palermo non va in vacanza e anzi approfitta dell’afa agostana per organizzare un appuntamento speciale per questo mese. È speciale perché anziché una colazione sarà un aperitivo (il 31 agosto alle sette di sera) e sarà speciale anche per l’ospite che animerà questo appuntamento: Vincenzo Di Maria di Commonground srl. A lui il compito di declinare il tema del mese che è Justice con un talk dal titolo “Design: un’arma a doppio taglio”.

Il design può fare male?

Da bravi media partner abbiamo sentito Vincenzo qualche settimana fa e vi anticipiamo qualche punto del suo intervento. Può fare male il design? Possiamo dire che esiste un design giusto? Sono solo alcune delle domande che abbiamo posto a Vincenzo a cui lui ha pazientemente risposto.

La citazione sul design di Vincenzo di commonground

Ma abbiamo anche parlato del suo lavoro, del ruolo di service designer e di come questa figura aiuti i professionisti a progettare seguendo un criterio ben preciso. Quello seguito da Vincenzo è la persona, infatti non a caso parla di human center design. Un approccio utile a tutto tondo: sia per progetti profit che per quelli no-profit. Durante l’intervista citiamo anche un lavoro che Vincenzo ha svolto a Londra per conto di “Design agaist crime”. Sono ricerche che studiano il comportamento di chi commette crimini minori (furto di biciclette, risse fuori dai pub…) e che cercano di trovare delle soluzioni attraverso una progettazione ragionata. I risvolti sono interessanti: li elenca Vincenzo durante l’intervista.

Architettura dell’informazione conoscerla per usarla al meglio

In più parliamo anche di architettura dell’informazione, visto che Vincenzo è stato presidente e ora è nel consiglio direttivo di Architecta, l’associazione italiana che si occupa di diffondere questi temi a livello nazionale. Tra qualche mese ci sarà il loro summit annuale, evento importante visto che questi temi non riscontrano ancora i favori del grande pubblico nonostante siano di interesse comune. Chi di noi infatti può dire di non aver bisogno di “trovare” delle informazioni sia nel mondo reale che digitale?

Come partecipare a “Design: un’arma a doppio taglio”

L’appuntamento di Creative Mornings Palermo di agosto sarà un aperitivo. Inizia alle 19, l’ingresso è gratuito ma bisogna registrarsi. Il resto delle informazioni e il modulo sono nella pagina dell’evento ufficiale.

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La foto di copertina è l’immagine del mese di Creative Mornings, realizzata da Simona Čechová.

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Spazi dismessi da destinare alla cultura e alla società: l’esperienza di Linda Di Pietro



Era da un po’ di tempo che avevo in mente di intervistare Linda Di Pietro. Sono pochi gli operatori culturali con la sua esperienza e in questo podcast lei cerca di restituire tutto il suo sapere in questo ambito. Ne viene fuori un’intervista un po’ più lunga del solito (ma ne vale la pena, giuriamo!) in cui si parla di chi per mestiere dona spazi dismessi alla cultura e alla società.

Da ex fabbrica a centro culturale: quali le sfide?

Rigenerazione urbana e spazi dismessi da destinare alla culturaOggi Linda Di Pietro è il manager culturale della Manifattura Tabacchi di Cagliari, ma è con Indisciplinarte e le officine CAOS di Terni che si è fatta le ossa, riconvertendo una ex fabbrica in un centro di produzione culturale. Buona parte dell’intervista verte proprio su questi temi. Linda mette in evidenza le sfide che si presentano in un percorso del genere, i difetti che spesso si ripetono e le soddisfazioni che, nonostante il tempo, non tardano ad arrivare. Si parla anche del ruolo della società per cui questi spazi sono pensati e i modi in cui può e deve essere coinvolta.
Ne parliamo ovviamente alla luce dell’esperienza cagliaritana che è praticamente all’avvio e alla luce di quella di Terni che oggi purtroppo non vive un momento felice. In questo senso c’è una riflessione molto interessante sull’uso che le Amministrazioni possono fare di questi luoghi.

la citazione di linda su spazi culturali

Uno sguardo sugli spazi culturali italiani grazie a Rena

Nell’ultima parte dell’intervista spostiamo la lente ancora più in alto: mettiamo a fuoco l’intero Paese e Linda ci parla della situazione dei centri culturali italiani. Lo fa perché per due anni lei è stata alla presidenza di Rena, l’associazione che riunisce policy maker e innovatori sociali in tutta Italia. Questo fornisce a Linda un punto di vista privilegiato perché le permette di avere uno sguardo sulle varie realtà culturali presenti lungo tutto lo Stivale. Rena – che al momento è impegnata nell’organizzazione della ormai consueta Summer School a Matera – cerca sin dalla sua fondazione di dare un senso alla parola “cambiamento”, un compito che soprattuto negli ultimi anni si è fatto sempre più necessario.

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La foto di copertina è di Dmitri Popov, via Unsplash.


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10. Matera 2019: l’appuntamento del Sud Italia con la cultura e l’Europa



Da metà gennaio Matera è Capitale Europea della cultura. E noi non potevamo non considerare un evento così importante per la cittadina lucana e tutto il Sud Italia. Analizziamo perciò in questo podcast questo evento con chi lo ha pensato nel 2014, cioè Agostino Riitano, oggi Project manager supervisor dell’Area cultura, ma già autore del dossier che ha permesso a Matera di diventare Capitale Europea della Cultura.

Il modello di Matera 2019? La co-creazione.

La prima parte dell’intervista è un po’ didascalica perché ripercorriamo i cinque temi su cui si basa il programma annuale di Matera 2019. Tranquilli, sono dei brevi accenni che ci permettono di analizzare le varie sfumature che, chi si recherà in Basilicata quest’anno, potrà vivere e scoprire dal vivo.
Si passa poi a una visione dietro le quinte dell’evento. Come nasce il programma di Matera 2019, a cosa si sta prestando più attenzione? Ma soprattutto che effetto avrà questo appuntamento nei confronti della cultura e del senso di Europa? Un fattore di non poco conto se si parla di Sud Italia, dove spesso ci si sente distanti da ciò che viene deciso a Bruxelles. Nessuno spoiler, ma naturalmente Agostino è certo che l’impatto di Matera 2019 sarà forte e determinante. La prova è il percorso che ha permesso a tutti gli operatori di arrivare fino a qui. Grazie infatti alla co-creazione tra Enti, Istituzioni e Operatori Culturali si è riusciti a avere un calendario che fosse il più possibile collettivo e valorizzasse le realtà culturali locali. È la prima volta che succede, assicura Agostino.

La citazione di Agostina di Matera 2019

Sud Innovation: viaggio nel Sud che innova.

Infine, non possiamo non chiedere a Agostino di Sud Innovation, il progetto di ricerca che lui insieme a Stefano Consiglio sta portando avanti ormai da tempo. Sud Innovation è un libro (che abbiamo citato spesso su questo blog), ma è un portale web che mappa le realtà che stanno reinventando il concetto di Innovazione Sociale e lo stanno facendo al Sud Italia. Una eredità, si legge nel libro, che arriva da Adriano Olivetti e il suo concetto di impresa.
Sud Innovation è un modo per tenere d’occhio quelle realtà che stanno producendo valore e ricchezza, sia dal punto di vista sociale, economico e culturale. E anche per segnalarle, visto che ognuno può candidarsi autonomamente direttamente sul portale.

Ci piace, umilmente, considerarci alleati in questo racconto di un Sud Italia capace di inventarsi nuove strade di sviluppo, magari mescolando i propri usi e le proprie tradizioni. Se non è innovazione questa…


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Foto di copertina screenshot del video dell’inaugurazione di Matera 2019

07. Periferie da raccontare per essere cittadini migliori



Raccontare o meglio permettere a giovani autori di raccontare le periferie di tre città del Sud Italia attraverso un percorso di osservazione e laboratori creativi in diverse discipline artistiche. È l’obiettivo di PeriferichEnergie, il progetto promosso dalla casa editrice Mesogea realizzato grazie al contributo SIAE con il bando Sillumina. Ne parliamo con Anita Magno, della casa editrice Mesogea, ospite di questo settimo podcast di Start Me Up.

La periferia: “dove credi che la città finisca, e dove invece ricomincia”.

Sono l’Annunziata di Messina, il centro storico di Reggio Calabria e i Quartieri Spagnoli di Napoli i tre luoghi scelti per questa prima edizione di PeriferichEnergie. Tre periferie diverse per geografia, storia e società che verranno raccontate attraverso gli occhi e le parole di giovani artisti. In questi mesi infatti si stanno svolgendo i trekking urbani alla scoperta di queste periferie che verranno narrate attraverso racconti, graphic novel e laboratori di street-art. Lo scopo è quello di stimolare un nuovo senso di appartenenza verso queste periferie, prima da parte di chi decide di prendere parte attivamente al progetto. Successivamente, anche a chi vorrà leggere/guardare/ascoltare le storie che verranno fuori dai vari laboratori e che saranno pubblicate alla fine di questa prima edizione di PeriferichEnergie.

La citazione di Anita su Periferie e cultura

Il gesto più pericoloso? Non conoscere il luogo in cui si vive

PeriferichEnergie è già in corso da qualche mese: la prima uscita ufficiale è stata una call per selezionare gli autori che avrebbero poi dovuto raccontare le periferie. I candidati hanno dovuto mandare un proprio testo e la scelta è avvenuta nel più classico dei metodi: l’intuito dell’editore che riesce a leggere le motivazioni di uno scrittore tra le righe di un racconto. Del resto Mesogea da ormai vent’anni si occupa di libri e ha da sempre focalizzato la propria attenzione sulle culture mediterranee. Ha da sempre raccontato e veicolato le storie che arrivavano dalle sponde meridionali del Mare Nostrum. Per la prima volta, grazie a PeriferichEnergie, la casa editrice siciliana volge lo sguardo in questa parte del Mediterraneo e chiede a dei giovani autori di raccontare le periferie con tutti i loro problemi e complessità. Del resto, come anche la stessa Anita dice alla fine dell’intervista è la condivisione il vero valore da scoprire. E l’ignoranza e la scarsa conoscenza del luogo in cui si vive è uno dei gesti più pericolosi che rischiamo di compiere.


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La foto di copertina illustra un momento del trekking urbano di Napoli, via.

34. Ortigia Sound System: l’industria culturale al Sud Italia passa anche da qui



Continuiamo a parlare di industria culturale al Sud Italia. Andiamo in Sicilia e nello specifico a Siracusa dove tra il 25 e il 29 luglio si terrà la quinta edizione di O.S.S. – Ortigia Sound System Festival. La manifestazione è organizzata da Kadmonia e in questo podcast parliamo con Germano Centorbi e Andrea Cavallaro rispettivamente il direttore artistico e il project manager dell’evento.

Internazionale ma con una forte identità locale

Non possiamo nascondere l’ammirazione verso loro (e gli altri organizzatori del festival) perché – andando a memoria – non ricordiamo nessun evento che organizza le esibizioni di alcuni artisti in barca. In questi anni il festival è cresciuto in termini di spettacoli e di pubblico, mantenendo però una forte identità locale. Non è infatti insolito vedere una esibizione di un artista durante Ortigia Sound System in barca appunto, o all’interno del mercato storico di Ortigia. Basterebbe questo per far capire che dietro Ortigia Sound System c’è un vero e proprio piano di promozione del territorio. Gli artisti delle varie edizioni, ci dicono i nostri ospiti, sono scelti anche in base al luogo in cui andranno a esibirsi: l’obiettivo è valorizzare la performance, il luogo e naturalmente il festival.

La citazione di Germano dell'Ortigia Sound System festival

La mission è chiara: internazionalizzare il turismo di Ortigia

Durante l’intervista Andrea e Germano rivendicano con forza il valore culturale dell’Ortigia Sound System. E non tanto per la manifestazione in sé, bensì per lo scopo che ha: internazionalizzare il turismo di Siracusa. Un aspetto non banale che differenzia l’Ortigia Sound System da una semplice rassegna musicale o una festa di paese. Attenzione, stiamo parlando di eventi di uguale dignità ma con scopi diversi. Una festa patronale ha più uno scopo identitario, ben diverso dall’obiettivo di Ortigia Sound System. Se sottolineiamo questo aspetto è perché c’è in Italia un problema a riconoscere questo scopo a livello culturale (nel senso di pensiero comune) e amministrativo. E siamo lieti se come Start Me Up riusciamo a fare la nostra parte.

La citazione di Andrea dell'Ortigia Sound System

Vision, strategia e team: i segreti del successo di Ortigia Sound System

Parliamo anche degli aspetti pratici dell’Ortigia Sound System nell’ultima parte dell’intervista a Germano e Andrea. Sia l’uno che l’altro ci tengono a sottolineare l’esperienza maturata in questo ambito fuori dalla Sicilia: questo ha permesso loro di avere una vision di insieme e costruire così un evento che possa essere sostenibile sotto tutti i punti di vista. Germano sottolinea l’importanza di una strategia: ogni azione deve aggiungere qualcosa al percorso verso il proprio obiettivo. Mentre Andrea punta tutto sul team che deve lavorare unito e compatto, mettendo a frutto l’esperienza di ognuno. Ortigia Sound System si svolge a fine luglio, ma già dallo scorso anno ha promosso eventi durante tutto l’anno. Lo scopo è quello di comunicare un’immagine più cool della Sicilia e farlo tutto l’anno. Un obiettivo non semplice e forse anche per questo molto affascinante.


Foto di copertina, via

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