ARSchooInnovation – Augmented Reality School è un sistema che porta la realtà aumentata nella didattica. È un progetto realizzato e totalmente finanziato da Lucana Sistema srl curato e ideato da Antonella D’Ercole. Antonella ricopre il ruolo di Project Manager all’interno dell’azienda ed è anche l’unica finalista del Sud Italia dell’edizione 2019 del Premio Gammadonna. Abbiamo così colto l’occasione per incontrarla e parlare di didattica, realtà aumentata e anche di lavoro al femminile.
La tecnologia come mezzo e mai come fine: il ruolo della realtà aumentata
Antonella D’Ercole per conto dell’azienda di famiglia, la Lucana Sistemi, è la project manager di ARSchooInnovation – Augmented Reality School. Il sistema sfrutta le potenzialità della realtà aumentata per permettere agli studenti di capire meglio e imparare più in fretta.
Durante l’intervista con Antonella ci soffermiamo sul ruolo che la tecnologia deve avere nel mondo della didattica cercando di smentire le voci che la demonizzano e, al contempo, esaltandola per quello che effettivamente è: un mezzo. Parlando poi di ARSchooInnovation – Augmented Reality School ci dice che nello sviluppo dell’intero sistema hanno tenuto conto della semplicità di utilizzo delle applicazioni da parte degli utenti, un aspetto centrale considerato il target molto giovane. In più hanno fortemente voluto che il sistema si basasse su un connubio tra tecnologia e supporti cartacei. Infine, non avrebbe avuto la diffusione che ha se ARSchooInnovation non funzionasse anche offline.
L’impresa al femminile vista dal Sud Italia
La tecnologia applicata alla didattica è uno dei due grossi temi trattati durante l’intervista. L’altro è l’imprenditoria femminile. Partendo dalla sua esperienza diretta, Antonella sfata alcuni miti su impresa, donna e Sud Italia e ci restituisce un quadro più roseo di quello che ci aspettavamo. Non significa che non ci sia ancora strada da fare, ma diciamo che il percorso è stato avviato. In questo senso assume un sapore ancora più particolare la partecipazione al Premio Gammadonna 2019. Antonella è l’unica imprenditrice del Sud Italia a essere arrivata in finale. Questo podcast è il modo tutto nostro che abbiamo per farle il nostro “in bocca al lupo”.
Cosa è il premio Gammadonna
Il Premio GammaDonna è il riconoscimento che, dal 2004, mette in luce le realtà più rappresentative della vitalità imprenditoriale del Paese, affinché possano essere di esempio e ispirazione per altre imprenditrici e giovani imprenditori. La storia di Antonella e delle altre cinque finaliste chiuderanno i lavori dell’undicesima edizione del Forum Internazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile – GammaForum, in programma il 15 novembre nella sede de Il Sole 24Ore, a Milano.
L’evento, dal titolo “ConneXions for growth” e realizzato in collaborazione con la Commissione Europea e il Ministero dello Sviluppo Economico, avrà come focus le connessioni indispensabili allo sviluppo delle imprese di donne e giovani in un mondo caratterizzato da crescente complessità e rapidi e continui cambiamenti. Connessioni che dovranno necessariamente travalicare i confini nazionali, aprendosi al confronto con culture diverse e facendo tesoro delle opportunità offerte dall’Unione Europea.
Tutte le info sono su gammaforum.it.
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Creative Mornings Palermo
Era da tempo che sentivo parlare dell’ex asilo Filangieri di Napoli, una struttura che dal 2012 sta ridefinendo il concetto di uso dei beni pubblici in Italia. Per questo, di passaggio nella città partenopea, non potevo non andare a trovarli e passeggiare all’interno di questo edificio che, costruito nel 1572, faceva parte del plesso del convento di San Gregorio Armeno. Grazie al contributo di
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L’ex asilo Filangieri nasce nel marzo del 2012, in un momento storico in cui in Italia ci si interrogava su cosa fossero i beni comuni e soprattutto, cosa se ne dovesse fare. Se in altre città si occupavano i teatri (a Roma il Valle, a Palermo il Garibaldi, a Messina il Teatro in Fiera) con esperienze che nel tempo e per motivi diversi sono andate sgonfiandosi, a Napoli il ragionamento è stato diverso. La gestione assembleare che abbiamo descritto sopra è diventata una vera e propria alternativa all’affidamento attraverso bando di gara da parte dell’ente preposto al controllo. Se la decisione di non occupare nel senso canonico del termine la struttura è stata dell’assemblea, dall’altra parte c’è stata la lungimiranza del Comune di Napoli che ha autorizzato questa forma di gestione, nonostante l’assenza di una legge apposita. Alcuni hanno gridato allo scandalo, per altri invece, è solo il primo passo verso un nuovo modo di intendere e gestire il bene comune.
