Non è la prima volta che a Start Me Up ci occupiamo di servizi che si rivolgono a bambini e a genitori. Se appartenete all’una o all’altra categoria buttateci un orecchio perché incontriamo Fabiano Sileo di Togenther. Togenther potrebbe farvi risparmiare qualche soldo nell’acquisto di prodotti per l’infanzia. Se state pensando a un e-commerce siete fuori strada perché Togenther agisce come i gruppi di acquisto: mettere insieme più persone possibili e offrire loro i migliori prodotti per l’infanzia al miglior prezzo sul mercato, senza l’obbligo di dover effettuare l’acquisto di uno stesso prodotto nello stesso momento (così come previsto in ogni gruppo d’acquisto tradizionale).
Ma questo non è il solo vantaggio che Togenther offre ai suoi utenti. Chi acquista sul portale sa che i prodotti per l’infanzia che trova qui sono tutti testati. In un primo momento dai fondatori di Togenther e poi, naturalmente dalla community, che si scambia pareri e condivide le proprie esperienze. Un vantaggio che ritorna anche su chi sceglie di (o forse sarebbe meglio dire che viene scelto per) vendere attraverso Togenther: si riesce infatti a garantirsi un bacino d’utenza diretto e senza intermediazioni, se non quella dei gestori del portale.
Cosa possiamo imparare dalla storia di Togenther?
Con Fabiano Sileo, soprattutto nella seconda parte del podcast, ci concentriamo su come va creata e gestita una community. Ed è interessante scoprire come sia fondamentale mantenere attivi i propri membri con una serie di servizi che vanno al di là del risparmio sull’acquisto dei prodotti. Fabiano li elenca tutti nell’intervista, così come ci dice su cosa stanno attualmente lavorando. Da qui ai prossimi mesi i gestori di Togenther dovranno occuparsi dell’ottimizzazione del sito sia dal punto di vista della UX che della SEO. Un aspetto solitamente lasciato in secondo piano ma che invece si rivela essere centrale per la vita di un business online: se non trovo il tuo sito, come faccio a usarlo? E se non riesco a navigarlo, come faccio a fare acquisti? Sono domande che spesso ci si pone solo nella seconda fase di vita di un portale: all’inizio si preferisce concentrarsi sugli aspetti core del proprio business. È giusto? È sbagliato? A voi il giudizio: a nostro avviso è importante porsi il problema, solo così si riesce a fare la differenza. Così come auguriamo ai ragazzi di Togenther.
Foto di Robert Collins, via.
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Alessio insieme a Diego Busacca e Andrea Galli fa parte del gruppo fondatore e ci permette così di seguire la parabola che ha portato Skilled da idea di successo (almeno sulla carta) alla chiusura del progetto. Skilled aveva tutti i requisiti per sfondare: viene concepito nel periodo in cui c’era un grosso hype nel mercato mobile e i contenuti dovevano essere generati dagli utenti stessi, in un momento in cui il crowdsourcing era molto in voga. Inoltre, l’ingresso del professore Massimo Villari, uno dei massimi esperti nel settore Cloud, ha dato una ulteriore spinta affinché questa applicazione si avvalesse di questa tecnologia che si stava affacciando con prepotenza sul mercato. Inoltre, il team era eterogeneo, di talento e capace. Quindi, cosa è andato storto? Perché Skilled non ha sfondato? Ma soprattutto, qual è la lezione che possiamo imparare da questo fallimento? Alessio dà una sua interpretazione, naturalmente, e potete ascoltarla nella parte finale di questo podcast.
Sono in tutto 7 i frigoriferi che sono stati collocati in tutto il capoluogo pugliese e ognuno di questi è a disposizione della comunità di riferimento. Nel frigo ognuno sarà libero di mettere i cibi che non intende mangiare, seguendo, naturalmente, alcune regole imposte dal proprio gruppo. Se state però pensando che a beneficiare di questi cibi sia solo chi si trovasse in condizioni di povertà siete leggermente fuori strada.




