Nomadi digitali: bilanciare vita e lavoro nel luogo giusto



Creare uno spazio perfetto per i nomadi digitali: è questa l’ambizione di Chiara Saba che da qualche mese porta avanti Spacebility. Il progetto nato a Cagliari è una struttura ricettiva pensata per chi non è alla ricerca della vacanza perfetta bensì di un luogo in cui bilanciare vita e lavoro in modo sano ed equilibrato.

I nomadi digitali e il vecchio concetto di “ferie”

La scommessa di Spacebility è quella di far breccia nel cuore dei nomadi digitali, quelle persone cioè che lavorando da remoto decidono dove vivere in modo libero e appunto, nomade. Per far questo Chiara ha pensato a una struttura che potesse offrire a questo target tutto ciò di cui ha bisogno: una connessione veloce e stabile, appartamenti automatizzati ma soprattuto ambienti che possano conciliare la privacy e la condivisione di esperienze e competenze.
Quello dei nomadi digitali è un fenomeno sempre più in crescita e i motivi sono diversi. Da una parte c’è l’enorme richiesta di lavori che non richiedono una presenza fisica in ufficio e dall’altra c’è un modello di vita che non prevede più che ogni lavoratore abbia un mese di ferie. Presto o tardi, tutti saremo portati a scegliere modelli di vita più sostenibili e in linea con il nostro benessere, incluso anche il luogo in cui vivere.

Una opportunità per destagionalizzare le mete turistiche del Sud Italia

Ascoltando l’intervista a Chiara si comprende bene come concentrarsi su un target come quello dei nomadi digitali può essere una buona occasione per destagionalizzare i territori del Sud Italia, uno dei mantra di chi sostiene che lo sviluppo di questa parte di Paese passi dal turismo. È chiaro che una sola struttura da sola può far poco, lo sappiamo noi e lo sa Chiara, ma sollevare la questione è certamente un aspetto centrale. Serve a spostare l’interesse della società su questi temi, offrendo spunti concreti su cui costruire lo sviluppo tanto agognato.

La citazione di Chiara di Spacebility

L’importante è è è è è è… validare (cit.)

Ultima nota importante che viene fuori da questo podcast è il modello che Chiara ha scelto per portare avanti Spacebility. L’azienda formalmente non è ancora nata e dietro c’è un motivo: Chiara ha infatti voluto validare sul campo la sua intuizione per scoprire se ciò che aveva immaginato si potesse tradurre in qualcosa di concreto. Ne parliamo approfonditamente nel podcast, elencando i vantaggi di questo approccio e regalandovi una visione del mondo dell’impresa davvero illuminante. Buon ascolto!


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Foto di copertina di Jefferson Santos, via Unsplash

Il turismo dei borghi del Sud Italia passa per un portale italo-tedesco



Il turismo esperienziale è ormai entrato nella quotidianetà di chi si occupa di viaggi e – lo dicevamo anche noi tempo fa – il trend è sempre più legato a ciò che una persona può fare oltre a ciò che può vedere mentre visita un posto per vacanza. Tra i vari portali dedicati che permetto ai turisti di vivere “come la gente del posto” ci ha colpito Amavido. Ne parliamo con uno dei suoi co-founder, l’italo-tedesco Dominik Calzone.

L’esperienza di Amavido nasce in Calabria: turismo “trasformativo”

Il portale del turismo per i borghi AmavidoAmavido nasce dall’esperienza diretta di Dominik e della sua famiglia che ogni estate tornava nel paese originario dei nonni, Longobardi (CS). Negli occhi di un bambino tedesco quel paese appariva come un mondo a parte, fatto di costumi, sapori e odori totalmente diversi dal luogo in cui solitamente viveva. Crescendo, quello che risalta agli occhi di Dominik e della sorella Marie-Janet è il progressivo spopolamento di questo paese e l’impoverimento a cui sembra essere condannato. Così, l’acquisto della casa dei nonni da parte del padre dà l’idea ai due fratelli di mettere in piedi Amavido.

Amavido permette ai turisti stranieri, al momento principalmente tedeschi, di passare qualche giorno in un borgo del Sud Italia, vivendo con gli altri abitanti. Dominik parla di turismo “trasformativo” un tipo di vacanza cioè che permette alle persone di rilassarsi ma anche di cambiare, entrando in contatto con chi vive in modo totalmente diverso dal proprio. L’intento di Amavido è da una parte quello di soddisfare la domanda sempre più crescente di questo tipo di turismo. Dall’altra, è dare nuova vita a questi borghi e alle persone che hanno deciso di rimanere lì: un modo per mantenere vive e trasmettere le tradizioni che spesso sono secolari.

Amavido alla ricerca di investitori

Il team di Amavido al momento è impegnato in una campagna di crowdinvesting. La società è tedesca ma ha una sede anche in Italia. Dominik ha fondato questa azienda insieme alla sorella Marie-Janet e la destination manager Lucia Tomassini. Loro tre hanno già raccolto il consenso di alcuni investitori che stanno seguendo il progetto dal punto di vista finanziario. Adesso attraverso il portale backtowork stanno raccogliendo investimenti: in base al finanziamento sono previsti delle ricompense. I soldi permetteranno al team di Amavido di informatizzare i processi che stanno dietro il portale e allargare il proprio raggio di azione.

La citazione sul turismo di Domink di Amavido

Amavido fa delle differenze il proprio punto di forza: essere stato creato da persone con origini italiane, l’aver sperimentato con mano – prima dei propri clienti – la forza della propria offerta vivendola sulla propria pelle. L’internazionalità del team e le loro esperienze fanno il resto. Sono tutti elementi che permettono a Amavido di poter dire la sua in un mercato sempre più caotico e estremamente competitivo come quello del turismo.

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Crescita e internazionalizzazione per le startup del Sud Italia

Crescita, partnership e collaborazioni nel numero di marzo di Camera a Sud di questo mese. La rubrica di Start Me Up che vi racconta cosa combinano le startup del Sud Italia che sono passate dai nostri microfoni. E inoltre: questo mese riportiamo le parole di Luca Bianchi, direttore SVIMEZ sulla scuola e le differenze tra Nord e Sud e onoriamo un’amica di questo programma.

Fatturato decuplicato e un programma cashback in Francia: Pharmap continua a crescere.

Pharmap, la prima soluzione made in Italy per la consegna dei farmaci a domicilio, dopo appena 2 anni di attività, ha chiuso il 2018 con un fatturato che ha sfiorato il milione di euro, pari al + 1000% dell’anno precedente. Come spiega Giulio Lo Nardo, Sales Director e co-Founder di 4k, la società che ha fondato Pharmap, nel comunicato rilasciato dall’ufficio stampa dell’azienda: “I risultati sono il frutto di un modello di business virtuoso che ha consentito alla società di non ricorrere fino ad oggi a capitali esterni e di chiudere l’anno in utile”.
 Il 2019 per Pharmap si preannuncia un anno di forte crescita e viene inaugurato con il rilascio di un programma di Cashback finalizzato all’attrazione di nuovi utenti e alla fidelizzazione della sua attuale customer base.

Pharmap ne ha fatta di strada da quando abbiamo intervistato proprio Giulio founder insieme a Giuseppe Mineo di questa startup. Pharmap opera nelle principali città d’Italia (tra cui Milano, Genova, Bologna, Torino, Firenze, Palermo, Cagliari e, da Marzo, anche Roma) e conta un network, in costante crescita, di circa 1.000 Farmacie e partnership con i maggiori player del settore Farmaceutico ed Healthcare. Pharmap collabora, inoltre, con alcune associazioni provinciali di Federfarma con l’obiettivo di accrescere il valore e fornire supporto digitale alle farmacie indipendenti.

Hotelbrand tra i servizi di booking.com

Fabio Cantone di Hotelbrand

Fabio Cantone di Hotelbrand

Hotelbrand, startup nata a Ischia nel 2014 ad opera di Fabio Cantone, è una suite di tools per il monitoraggio delle tariffe e della reputazione online degli hotel. Tutte le strutture registrate su booking.com potranno usufruire del servizio da loro offerto grazie all’accordo che in questi giorni i responsabili di BookingSuite hanno siglato con 35 startup e aziende medie e grandi. Tra queste solo 2 sono le italiane, HotelBrand appunto e TravelAppeal con sede a Firenze.

Un bel salto di qualità e soprattutto la possibilità di aprirsi a un mercato ancora più vasto per la startup campana che abbiamo incrociato ai nostri microfoni durante la tappa palermitana di GIOIN di novembre 2016. La notizia dell’affiliazione è stata riportata da Il Mattino.

Un nuovo aumento di capitale per Martha’s Cottage, la startup dei matrimoni

Martha’s Cottage, l’e-commerce per il matrimonio, annuncia un nuovo aumento di capitale pari a 520 mila euro, raggiunto in grossa parte attraverso una campagna di equity crowdfunding cui si sono aggiunti altri investitori privati. Sulla piattaforma Mamacrowd la startup, in meno di tre mesi, ha raccolto 430.000 euro raggiungendo il 215% dell’obiettivo iniziale e ha attirato l’interesse di molti investitori privati che hanno sottoscritto l’investimento dopo il termine della campagna, con un ulteriore investimento di 90mila euro.

La notizia è riportata da startupbusiness. Noi abbiamo documentato l’aumento di capitale che la startup siracusana realizzò nel 2016. Allora, intervistammo il CEO, Salvatore Cobuzio.

ROBOZE rafforza la sua presenza in Francia grazie alla partnership con Neofab

Roboze sceglie neofab: un bel segnale di crescita

Neofab si aggiunge alla squadra ROBOZE e diventa nuovo volto francese delle soluzioni di stampa 3D di tecnopolimeri ad alte performance più precise al mondo.
Neofab fa parte del gruppo Hava3D, attivo nel settore della stampa 3D dal 2013. Specializzata in soluzioni di produzione additive professionali, l’azienda francese offre una vasta gamma di servizi (tra cui installazione, formazione e follow-up personalizzato) con l’obiettivo di facilitare la transizione di aziende e clienti verso nuove tecnologie di stampa.

ROBOZE è una società specializzata nella progettazione e produzione di soluzioni di manifattura additiva con un’offerta di materiali estremamente resistenti in grado di sostituire parti in metallo in specifiche applicazioni. Il founder, Alessio Lorusso, è stato nostro ospite nel 2015 e la startup da allora non ha fatto altro che crescere. Bravi!


Prima di chiudere questa breve rassegna stampa sui progetti che nati al Sud Italia continuano a crescere, ci fa piacere segnalare la riflessione di Luca Bianchi, direttore Svimez, che dal suo blog sull’Huffington post risponde idealmente alle brutte parole del ministro Bussetti. Si parla di scuola ovviamente, ed è un argomento che non può lasciarci indifferenti se ci stanno a cuore l’innovazione e l’impresa. Scrive Bianchi:

Ciò che dovrebbe far riflettere il Ministro è il fatto drammatico che la scuola non sembri più in grado di colmare pienamente le lacune di chi proviene da situazioni più svantaggiate. È sotto quest’ottica che dovrebbe riflettere con maggiore attenzione su cosa si nasconda sotto la lettura del divario Nord-Sud che si sta di nuovo ampliando sia nei dati sull’offerta scolastica sia nelle competenze degli studenti.

Per leggere l’articolo completo, clicca qui.

Infine, ci fa piacere segnalare l’intervista che Laura Pittaccio, disegnatrice e creatrice del logo di Start Me Up, ha rilasciato qualche settimana fa per il blog balloonproject.it. Brava Laura!

Nella foto di copertina, i co-founder di Pharmap.

14. Smart working: mettere al centro il benessere di chi lavora



L’ospite di questo podcast ha deciso di puntare tutto sullo smart working. Se state pensando al lavoro da remoto state considerando solo una parte del tutto. E allora dovete ascoltare l’intervista a Francesco Biacca di Evermind, soprattutto se – come Francesco – siete convinti che il lavoro non debba essere qualcosa buono solo a farti arrivare uno stipendio a fine mese.

È lo smart working, bellezza…

8 anni fa Francesco ha deciso che lavorare all’interno di una azienda non gli bastava più. Ha perciò investito insieme a un gruppo di persone in quello che più gli piaceva: un lavoro che mettesse al centro il benessere della persona. Crea così Evermind una azienda che si occupa di sviluppo software, strategie digitali, digital innovation, brand identity e formazione. La particolarità sta nel definire Evermind una smart working company: una società cioè che attraverso un uso sapiente della tecnologia e delle risorse valorizza il benessere dei propri lavoratori.

la citazione di Francesco sullo smart working

Questo permette a Francesco di vivere a Nicotera, in Calabria. Ci si è trasferito dopo 15 anni di vita a Roma e ai nostri microfoni dice che non tornerebbe indietro. Francesco si definisce un calabrese di ritorno, un fenomeno attuale quasi quanto quello della fuga dei cervelli, e grazie alla tecnologia e una rigorosa organizzazione riesce a lavorare con colleghi e clienti in tutta Italia.
È lo smart working, un concetto che Francesco snocciola domanda dopo domanda in questo podcast: dalle sue parole traspare la volontà di vivere pienamente una condizione lavorativa che certamente non è esente da difficoltà, ma che permette a chi la vive di godere di benefici spesso anelati da chi svolge mansioni per otto ore in un ufficio in una grande città. Si tratta quindi di qualità della vita, che ha un costo sia chiaro, ma che sentendo parlare Francesco ha un ritorno ben più grande.

Restituire al territorio la propria bellezza: il festival dell’ospitalità

Nell’ultima parte dell’intervista con Francesco non possiamo non citare il festival dell’ospitalità, un format che Evermind organizza dal 2015. È il modo che questa azienda ha di restituire qualcosa al proprio territorio, spiega Francesco. Un festival che parla volutamente di ospitalità e viaggiatori e non di semplici turisti perché è dedicato alla lentezza dello scoprire i luoghi e i piccoli borghi di Calabria. Un metodo che anno dopo anno riscuote sempre più consensi.
Da qui parte una riflessione sul comparto turistico soprattutto del Sud Italia e di possibile strategie per valorizzare quello che spesso è stato identificato come il petrolio di questi territori. Francesco, dalla sua esperienza, ha un’idea ben precisa che viene fuori da questo podcast che ovviamente vi invitiamo a ascoltare per intero.


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foto di copertina Sabri Tuzcu via Unsplash

Faragola si salva con il turismo collaborativo e il tour sharing

Una visita a Faragola permette di salvarla. Si, non stiamo esagerando, ma ci riferiamo al progetto #SaveFaragola, una maratona di solidarietà 2.0 basata sui principi del turismo collaborativo e il tour sharing. Dal 16 agosto scorso – e fino al 30 settembre – è possibile prenotare visite guidate ed eventi speciali con guide professioniste: l’obiettivo è di raccogliere fondi da destinare al sito archeologico di Faragola (Ascoli Satriano – FG), danneggiato gravemente nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 durante un incendio di natura dolosa.

Inoltre grazie al format ILLUMINATI AD ARTE i partecipanti potranno utilizzare candele, fiaccole o lanterne per l’illuminare i monumenti da loro scelti! In questo caso le visite si svolgeranno rigorosamente o al tramonto o al crepuscolo.

Oltre alla salvaguardia del sito archeologico di Faragola, queste iniziative vogliono valorizzare la figura del Professionista della Cultura che decide di donare una parte del ricavato della propria prestazione professionale, a favore della Valorizzazione di un Bene Culturale.

Come quindi si può Salvare Faragola?

Per salvare Faragola e quindi partecipare attivamente a #savefaragola è semplice:

  • Scegli un evento della dal portale iloveguido.it nella pagina dedicata al progetto;
  • Porta un amico e passa parola. Se non si può partecipare, è possibile scegliere un tour e donarlo. Si farà felice due persone: chi dona e chi lo riceve!

Chi vuole salvare Faragola?

Immaginiamo tutti ma in uesto caso vi parliamo delle due associazioni che stanno promuovendo #savefaragola.

The Monuments People è una associazione di Promozione Sociale nata dall’idea di quattro guide turistiche abilitate presso la Regione Puglia con l’obiettivo di avere uno strumento per operare insieme nell’ambito della promozione, valorizzazione e soprattutto della fruizione dei beni culturali e ambientali. La scelta del nome richiama un il film “The Monuments Men” che racconta le gesta di quegli uomini e donne che durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale riuscirono a ritrovare e a salvaguardare innumerevoli capolavori della nostra storia dell’arte. Loro non si definiscono semplici “Men” ma preferiscono “People”, perché l’intento è coinvolgere il maggior numero di persone.

Guido tour sharing nasce nel 2015 come spin off per la sperimentazione di pratiche collaborative per favorire un turismo più inclusivo. Nel 2017 si costituisce Impresa Sociale grazie anche al sostegno della Fondazione Cariplo. Obiettivo è quello di utilizzare le nuove tecnologie per valorizzare il patrimonio culturale di una città attraverso una mediazione dal vivo e l’integrazione tra residenti e turisti individuali.

Sei una guida turistica e vuoi inserire un tuo tour su iloveguido? Puoi mandare una mail o iscriverti al gruppo facebook “Amici di #savefaragola”.

 

Un turismo sostenibile e accessibile è possibile in Italia? La sfida di Get it!

È dedicata al turismo sostenibile e accessibile la seconda Call for Impact di Get it!, la piattaforma creata Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore e Cariplo Factory per sostenere la crescita dell’imprenditoria sociale in Italia.

Turismo e patrimonio culturale rappresentano da sempre un volano ad altissimo potenziale economico per il nostro Paese: declinare questa opportunità in una logica di inclusione e sostenibilità è l’obiettivo di questa Call For Impact rivolta a innovatori, startup, associazioni, cooperative e realtà non ancora costituite come soggetto giuridico.

Oltre al turismo sostenibile, c’è l’attenzione per il patrimonio artistico e architettonico

Questa Call For Impact opera sì nel settore del sostenibile e accessibile, ma ha un occhio di riguardo per quelle idee che mirano a valorizzare il patrimonio artistico e architettonico.

Nello specifico, nel settore del turismo, Get it! si propone di investigare strumenti, prodotti, buone pratiche e servizi per:

  • valorizzare il territorio, il patrimonio materiale e immateriale e le produzioni tipiche agricole e artigianali;
  • sostenere l’inclusione e la partecipazione culturale, favorendo il protagonismo della comunità locale;
  • promuovere un turismo locale e slow, ad alto tasso di accessibilità e fruibilità anche da parte di persone con esigenze specifiche (ad esempio persone anziane o con disabilità);
  • minimizzare gli impatti dell’attività turistica sull’ambiente, sui beni culturali e sul paesaggio;

Nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, invece, questa Call For Impact si propone di investigare strumenti, prodotti e servizi per:

  • supportare la protezione, la valorizzazione e la protezione del patrimonio artistico e architettonico, identificando anche soluzioni da adottare in situazioni di emergenza;
    rendere accessibili i beni culturali e ambientali;
  • ottimizzare l’attività di diagnostica e la conservazione programmata del patrimonio architettonico e artistico;
  • rendere accessibili e fruibili le aree di interesse naturalistico, paesaggistico e per la biodiversità.

Continua a leggere su getit.cariplofactory.it

12. Vuoi sapere tutto su un’opera d’arte? Fotografala!



Nel primo podcast del 2018 Start Me Up vi presenta Mereasy, una applicazione che vi permette di avere tutte le informazioni necessarie su un’opera d’arte semplicemente fotografandola. L’idea è di Enrico La Malfa, un professionista catanese appassionato d’arte che ha dedicato anima e corpo a questa applicazione.

Arte, tecnologia, fotografia

Grazie a Mereasy, Start Me Up torna alla sua essenza più pura, quella cioè di voler sostenere i progetti che nascono al Sud Italia e che cercano di farsi spazio. Un podcast che racchiude quindi, come è facile immaginare, tutto l’entusiasmo e le difficoltà di chi decide di fare impresa. Emozioni che sono amplificate se, come nel caso di Enrico, si ha già un lavoro e soprattutto una famiglia. Cerchiamo quindi di capire come è possibile conciliare il tutto, quali sono le soddisfazioni che un percorso del genere offre e perché no, alla fine scaricare questa app che soddisfa un bisogno, a nostro avviso, reale.

La citazione di Enrico di Mereasy

I riferimenti sono tutti sul sito mereasy.com dove troverete anche i link alle due versioni della app: Android e iOS. Come sempre non dimenticate di commentare e votare questo podcast nell’iTunes Store.


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Ascolta la playlist con le canzoni scelte dagli ospiti di Start Me Up.

Foto di Fabrizio Verrecchia vista su Unsplash.

43. Fare marketing territoriale con Instagram



Marketing territoriale a costo quasi zero e con una iniziativa che arriva da appassionati di Instagram e della propria terra. È questo il mix che ha dato vita a Sicilianinsta, gruppo che, dopo aver raccontato i luoghi più nascosti della Sicilia, ha deciso di promuovere anche i riti attraverso il social delle immagini. Dal 14 al 17 aprile Sicilianista ha invitato influencer da ogni parte della Sicilia per raccontare una delle celebrazioni più sentite dell’isola: la Settimana Santa di Enna. Le foto potete trovarle attraverso l’hashtag #sicilianinsta, mentre per sapere come è nato il progetto vi basterà ascoltare l’intervista a Marco Severino, cofondatore della community.

Foto di copertina, via.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per scoprire un modo semplice e quasi a costo zero per promuovere il proprio territorio.

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Link utili

La citazione di Marco

Marco Sicilianinsta Marketing Instagram

 

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42. Un orto in ogni luogo: ecco il progetto di Horto in



Sognano un orto in ogni luogo. Forse sto esagerando ma ditemi voi se non si evince questo ascoltando Chiara Lentini, ospite di questo podcast di Start Me Up. Chiara fa parte di “Horto in”, progetto venuto fuori dal percorso di incubazione di Vulcanìc in collaborazione con lo Sheraton di Catania. Forse lo ricordate perché ne avevamo parlato con Mirko Viola prima e Simone Piceno poi. “Horto in” per adesso è impegnato a creare un orto all’interno della struttura stellata di Catania, ma il piano è progettare orti in ogni spazio, urbano e non. I vantaggi e le metodologie ci sono e Chiara è brava a raccontarli in questo podcast. Scommettiamo che alla fine di questo podcast anche voi vorrete un orto vicino casa?

Foto di copertina, via.

Perché ascoltare questo podcast?

  • “Horto in” è un bell’esempio di open innovation: un progetto venuto fuori da una collaborazione fruttuosa

  • “Horto in” è frutto di ricerca e metodologie che permettono di adattare la produzione di un alimento a contesti diversi da quelli tradizionali.

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Link utili

Il pensiero di Chiara

chiara_horto in orto

 

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Nelle relazioni c’è il futuro del turismo Seconda parte dello speciale di Start Me Up dedicato a TravelTech



Il mercato del turismo sarà sempre più incentrato sulle relazioni e le esperienze. È più o meno questo il parere di Stefano Ceci, membro del Comitato Permanente del Governo per la Promozione del Turismo che ha aperto il panel degli interventi ascoltati durante TravelTech, Nuove opportunità di Business per il turismo. L’evento che rientra nel GIOIN, si è svolto il 24 novembre presso l’incubatore palermitano di Digital Magics.

Il secondo podcast dello speciale che Start Me Up ha dedicato all’appuntamento si apre proprio con le parole di Ceci che nel suo intervento ha mostrato lo stato dell’arte del mercato del turismo e ne ha fatto una previsione nei prossimi dieci anni. Il bilancio non è affatto negativo come si potrebbe pensare: c’è una profonda modifica in atto che porterà con molta probabilità a una nuova centralità degli operatori turistici, oggi vittime dei grossi colossi dell’online. Se negli anni passati i gestori di strutture ricettive hanno sostanzialmente affittato la propria reception online da un grosso colosso, nei prossimi anni tutto si giocherà sulle esperienze offerte e sul tipo di relazione che tra gestori e ospiti. Ci sono già dei segnali in questa direzione: due di questi li abbiamo visti a Palermo.

 

Ascolta la prima parte dello Speciale di
Start Me Up dedicato a TravelTech

 

Tikidoo di Livio La Mattina offre esperienze viaggio per intere famiglie. Il progetto partito ad aprile ha conquistato numerose famiglie nel giro di pochissimo tempo. Il segreto? Riuscire a offrire esperienze che possano andare bene a visitatori di ogni età. Partiti con un esperimento su Roma, Tikidoo ha conquistato altre città d’arte e adesso punta alla digitalizzazione. Allo studio ci sono infatti applicazioni che sfruttano la realtà aumentata che permettano di offrire esperienze di viaggio anche senza la guida in carne e ossa. Per conoscere meglio il servizio basta andare su tikidoo.com

Nasce come costola di ScuolaZoo e si rivolge a studenti SGTour, agenzia specializzata in viaggi per studenti del quinto anno di scuola superiore che sono alla ricerca della “must experience”. Se anche a voi questo termine non dice nulla, non preoccupatevi, Benny Pagnin spiega per bene il concetto durante l’intervista. Si tratta di quei viaggi che i ragazzi vogliono affrontare almeno una volta nella vita, quelli che mettono insieme la soddisfazione di aver affrontato un percorso lungo come la scuola con la consapevolezza che davanti a loro ci sia l’università in Italia o all’estero. SG Tour si occupa della gestione del viaggio in ogni aspetto, incluso il periodo che precede il viaggio e quello che segue, quando i ragazzi tendono a mantenere i contatti. Un aspetto fondamentale, visto che si parla di community online che si incontrano di persona solo durante il viaggio. C’è quindi una forte componente generazionale su cui SGTour agisce e che fa presa sul pubblico di riferimento. Tutti i riferimenti sono su scuolazooviaggi.com.

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Le citazioni degli ospiti