Innovazione sociale e sostenibilità nella bacheca di aprile

Una bacheca all’insegna dell’innovazione sociale quella di aprile. Se siete amministratori pubblici ne dovete tenere assolutamente conto (se non lo siete potete comunque farglielo sapere). Ma tranquilli, in questa bacheca ce n’è anche per chi innova nel settore tessile e nella cultura. Infine vi segnaliamo anche un posto di lavoro come growth-hacker…

Progetti sperimentali su Innovazione Sociale – Dipartimento funzione pubblica

Il Dipartimento funzione pubblica del Ministro della Pubblica Amministrazione ha avviato la sperimentazione per l’utilizzo del fondo per l’innovazione sociale. Si legge sul sito del Ministero che “La sperimentazione si articola in un Programma triennale che, nell’ambito delle risorse stanziate dal Fondo, finanzia progetti di innovazione sociale di amministrazioni locali  nei settori dell’inclusione sociale, dell’animazione culturale e della lotta alla dispersione scolastica”.

Questo significa che il Dipartimento assume il ruolo di abilitatore di processi di innovazione sociale in modo da favorire la nascita di idee e progetti dal basso “per accompagnare e validare modelli di intervento in grado di dare una risposta più efficace rispetto ai bisogni dei cittadini e più efficiente rispetto all’allocazione ed utilizzo delle risorse pubbliche”.

Sarà possibile presentare le proprie proposte – che dovranno essere inviate da rappresentanti di comuni capoluogo e le città metropolitane – tra il 15 giugno 2019 al 31 maggio 2020.

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Cultura Crea, c’è ancora tempo per accedere al finanziamento

“Cultura Crea” è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali e no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) per sostenere la filiera culturale e creativa delle regioni interessate e consolidare i settori produttivi collegati, rafforzando la competitività delle micro, piccole e medie imprese in attuazione del PON FESR “Cultura e Sviluppo” 2014-2020 (Asse Prioritario II). Le risorse finanziarie stanziate ammontano a circa 107 milioni di euro. È prevista una dotazione aggiuntiva di 7 milioni di euro.

Ne abbiamo parlato a dicembre 2016 ma ci sono parecchie novità per il 2019,

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Re-FREAM la call per artisti e designer

Re-FREAM, è alla ricerca di artisti e designer che possano collaborare insieme a ricercatori e scienziati per progetti di ricerca innovativi nell’ambito della produzione tessile. Questi progetti verranno sviluppati in un percorso assistito lungo tre spazi di co-creazione, in cui 20 artisti potranno creare concept innovativi insieme a scienziati e specialisti lungo un periodo di 9 mesi, con finanziamenti per i progetti migliori pari a € 55.000. Ogni spazio di co-creazione sarà situato in uno specifico hub, a Valencia, Berlino e Linz.
È possibile candidarsi alla prima delle due call previste (con 10 progetti finanziati per ogni call) attraverso il sito ufficiale, entro e non oltre il 30 maggio 2019. Maggiori info anche sul sito del Consorzio Arca, partner di Re-FREAM.

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Fondazione Sicilia sostiene i piccoli borghi

La Fondazione Sicilia ha pubblicato due bandi per la valorizzazione dei piccoli centri siciliani. Con il primo bando, Fondazione Sicilia intende contribuire alla rigenerazione del territorio, dedicando particolare attenzione agli interventi di restauro/conservazione del patrimonio storico-artistico e ambientale dei piccoli centri, anche con lo scopo di concorrere a preservare la memoria della comunità. Mentre con il secondo bando la Fondazione invita a immaginare un nuovo futuro per queste aree. I borghi possono essere infatti conservati nella loro forma corrente e con la loro destinazione originaria, ma non va preclusa loro la possibilità di ristrutturare alcune aree, destinandole a finalità diverse rispetto a quelle di partenza. Entrambi i bandi scadono il 17 giugno 2019.

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FOUNDAMENTA8 per le startup a impatto sociale

Chi è a capo di una startup a impatto sociale può considerare di presentare la propria candidatura a FOUNDAMENTA8.

In palio:

  • Seedfund fino a #100k€ cash;
  • 4 mesi di training e accelerazione intensiva;
  • Accesso al network 50+ #investor e mentor.

La call chiude il 02.06.2019.

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Offerte di lavoro

Biorfarm alla ricerca di un Guerriero della Comunicazione

Biorfarm è alla ricerca di un Guerriero della Comunicazione, un tester nato, con un forte orientamento al Digital Marketing e che sappia costruire Network, convertire i pagani in Agricoltori Digitali e non abbia paura di sporcarsi le mani per essere l’artefice della crescita!

Ascolta l’intervista a Osvaldo De Falco di Biorfarm e scopri di più sulla loro offerta di lavoro.

Foto di copertina di Luis Tosta, via Unsplash

06. Immigrati: non persone da aiutare, ma risorse su cui scommettere



I flussi migratori delle persone sono sempre più al centro del dibattito politico e sociale. Ogni giorno veniamo a conoscenza di storie di immigrati che decidono di lasciare il proprio paese per cercare una nuova vita in Europa. Se per alcuni questo fenomeno è diventato un vero e proprio strumento di propaganda politica, c’è chi invece ha deciso di investire su queste persone, offrendo loro ciò di cui hanno bisogno: la consapevolezza e la formazione per migliorare la propria condizione di vita. Tutto ciò viene fatto attraverso una app che si chiama Mygrants: ne parliamo in questo podcast con la co-founder Aisha Coulibaly.

Mygrants: formare, informare e favorire l’inserimento lavorativo degli immigrati

Chris Richmond e Aisha – i due founder di Mygrants – hanno racchiuso in una sola app gli aspetti fondamentali per formare gli immigrati. Si va da una scheda informativa sul diritto d’asilo a una dedicata alle sfide sociali, dove si raccontano le storie di imprenditori sociali che – nei loro paesi di origine – sono riusciti a operare un cambiamento reale attraverso le proprie azioni. E infine c’è la sezione dedicata all’imprenditoria, dove vengono raccolte tutte le informazioni relative al mondo dell’impresa. Da qui è possibile accedere ad una ulteriore sezione dove gli utenti (i trainees) possono scegliere se continuare a formarsi o iniziare uno stage lavorativo.
Mygrants opera con il più classico dei sistemi di gamification: i trainees avanzano solo se rispondono correttamente alle domande del modulo che viene affrontato.

Un modello virtuoso nella considerazione degli immigrati e nel modello di business

Uno degli aspetti più importanti – a nostro avviso – di Mygrants è la considerazione degli immigrati non come persone da aiutare, ma come risorse su cui scommettere. Un punto di vista che nella narrazione generalista spesso si perde ma che se si va a guardare la storia anche di altri Paesi ha dato dei frutti straordinari. Gli esempi sono tanti, pensiamo a Steve Jobs o Sergey Brin, per citare i più noti. Inoltre – come dice la stessa Aisha – non dobbiamo sottovalutare la condizione di immigrato che racchiude il più delle volte una spinta motivazionale molto forte che solo chi ha rischiato la vita per arrivare in un nuovo Paese ha: questo è un capitale che non va assolutamente sprecato. Inoltre Mygrants ha il pregio di aver strutturato il proprio modello di business sfruttando i fondi destinati alla formazione degli immigrati e – nel caso questi dovessero venire meno – il team ha già in serbo un nuovo revenue model al momento in via di sperimentazione. Infine, anche l’organizzazione di un evento come i Mygrants Days pone al centro della piattaforma gli utenti. Ogni anno infatti il team di Mygrants seleziona i trainees migliori e li raduna a Bologna chiedendo loro di inventare – attraverso un hackathon – nuovi servizi destinati alla formazione dei nuovi utenti.

La citazione di Aisha su Mygrants e immigrati

Se abbiamo deciso di raccontare la storia di Mygrants (se ascoltate il podcast sentirete anche come Aisha e Chris siano arrivati a creare questa app) è anche per dare un piccolo segno di speranza. È bello sapere che in un momento storico in cui c’è molto livore e odio verso gli immigrati c’è chi invece ha deciso di investire su di essi, offrendo loro la possibilità di costruirsi un futuro migliore: che, se ci pensate, è proprio il motivo per cui si sono messi in viaggio.


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La foto di copertina, via.

03. Il Sistema Abreu: il valore sociale della musica



Il sistema Abreu è una metodologia che usa la musica per formare cittadini consapevoli. Lo ha inventato il musicista e attivista venezuelano José Antonio Abreu per diffondere la cultura musicale tra le persone che vivono situazioni economiche e sociali disagiate. Il suo intento non era però strettamente culturale ma partiva dalla considerazione che chi mostra passione per una forma d’arte come la musica sarà necessariamente un buon cittadino.
Del sistema (e si chiama così per un motivo specifico che viene spiegato nel podcast) ne parliamo con la violinista Valentina Caiolo, che oltre a suonare nell’orchestra del teatro Bellini di Catania è una delle musiciste che ha seguito fin dalla prima ora il progetto “Musica Insieme a Librino Catania”. Librino è un quartiere di Catania tristemente noto purtroppo per le condizioni non certo felici che vive dal punto di vista sociale e economico, ed è proprio qui che la pediatra Loredana Caltabiano (presidente associazione Musicainsieme a Librino) ha deciso di tentare la carta del sistema, coinvolgendo una serie di musicisti professionisti che lavoravano nella città etnea, tra cui la nostra ospite, Valentina Caiolo.

Il Sistema Abreu: motore di una comunità

Valentina – che aveva già sentito parlare del sistema durante alcune esperienze in giro per il mondo – ci dice che lei per prima era scettica sull’efficacia di un progetto come quello di Musicainsieme a Librino. Nel corso di questi nove anni è stata smentita su tutti i fronti: il gruppo è cresciuto in numeri e entusiasmo. Il sistema ha permesso all’orchestra di Librino di arrivare a circa 100 elementi. Da qui sono venuti fuori tanti musicisti (iscritti ai corsi musicali del quartiere) ma soprattutto è riuscito a creare una vera e propria comunità che ruota attorno al mondo della musica che coinvolge i bambini che suonano e tutti i parenti che supportano – ognuno come può – le attività dell’orchestra.

La citazione di Valentina di Catania sul sistema Abreu
Musicainsieme a Librino si inserisce tra le tante iniziative che nel tempo sono nate a Librino e che vedono la società civile impegnata nel contrastare il disagio sociale che purtroppo ancora si vive in queste vie. E dimostra anche l’internazionalità del sistema Abreu che è stato inventato in Venezuela e arriva in Italia grazie al maestro Claudio Abbado che ne aveva intuito le potenzialità sociali.

Il Sistema Abreu tra i protagonisti del FILFest 2018

Il sistema Abreu è stato tra i protagonisti dell’ultima edizione del FILfest di Catania, il festival biennale che si concentra sulla felicità interna lorda, di cui già negli anni passati vi abbiamo parlato. È un modo per sottolineare il valore sociale della felicità, un elemento imprescindibile nella vita di chi affronta quotidianamente ambienti depressi dal punto di vista economico. E il ruolo della musica, soprattutto quello sociale, è centrale come dimostra l’esperienza di Librino e di quelle zone dove il sistema Abreu è oggi presente.


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Startup sociali cercasi: online la call FOUNDAMENTA#6

SocialFare, Centro per l’Innovazione Sociale, lancia FOUNDAMENTA#6, la call italiana per business idea e startup a impatto sociale che seleziona, a livello nazionale, soluzioni innovative e di eccellenza alle pressanti sfide sociali contemporanee.

Cosa c’è in palio

  • 4 mesi di accelerazione full-time
  • Seed fund fino a 50K€ in cash per ogni startup selezionata
  • Team dedicato di accelerazione
  • Approccio Social Impact Acceleration by SocialFare
  • Networking con +50 investitori e mentor
  • Desk gratuito nell’area coworking e sale riunioni nel cuore di Torino.

Possono candidarsi

  • Business idea
  • Startup sociali
  • Imprese che promuovano impatto sociale

Che facciano riferimento a questi sei ambiti

  • Welfare
    • Nuovi servizi/prodotti per la persona e la comunità; nuovi modelli di ingaggio, inclusione, cura e condivisione, riciclo e sostenibilità
  • Healthcare
    • Soluzioni socio-sanitarie innovative, a sostegno e per la promozione e il mantenimento della salute e del benessere della persona e/o della comunità.
  • Education
    • Modelli che sviluppino percorsi, contenuti e servizi educativi e professionali innovativi per accrescere l’inserimento lavorativo e sviluppare imprenditorialità.
  • Cultural Heritage
    • Soluzioni che promuovano la cultura, valorizzino il paesaggio naturale e artistico, le aree urbane e rurali, generando valore economico, sociale ed ambientale.
  • Circular Economy
    • Soluzioni sistemiche nel settore food, agricoltura, energia, ambiente dove qualsiasi prodotto viene consumato e/o smaltito o diviene input per una nuova filiera produttiva o di servizio.
  • Food & Agriculture
    • Prodotti e servizi innovativi in ambiti food, soluzioni che valorizzino le eccellenze gastronomiche e le risorse del territorio in ambito rurale e agricolo, generando valore economico, sociale e ambientale.

La scadenza per la presentazione della domanda è il 3 giugno 2018.

Scopri di più su socialfare.org

68.Dalla Sardegna aiuto le imprese che cambieranno (in meglio) il mondo



Investire nell’impresa sociale dopo un giro in bici intorno al mondo alla ricerca di storie e stili di vita sostenibili ed aver rifiutato una serie di lavori negli Stati Uniti. È la storia di Stefano Cucca che a Sassari ha fondato Rumundu, un progetto che mette al centro l’impresa sociale. La prima parte dell’intervista è dedicata ai primi passi di quel viaggio che ha letteralmente cambiato la vita di Stefano. Oltre a un lavoro, gli ha dato una moglie e una figlia e una nuova vita in Sardegna. Si, perché la Sardegna Stefano ce l’ha nel cuore: l’ha portata in giro intorno al mondo (immancabile sulla sua bici era la bandiera dei quattro mori) e qui è voluto tornare, per fondare Rumundu, la sua azienda.

Rumundu promuove l’impresa sociale con progetti propri e accompagnandone altri accuratamente selezionati attraverso un percorso specifico. Stefano si scosta dalla logica startup mainstream e ci tiene a sottolineare che, chiunque faccia impresa, non accetta scorciatoie: è tutto frutto del proprio lavoro. Nell’intervista Stefano ci parla del successo della Social Innovation School che si è svolta meno di un mese fa e ci dà qualche anticipazione su quella del prossimo anno. Stefano ha anche sostenuto l’ultimo Startup weekend Cagliari e da quella esperienza è nata una nuova collaborazione. In campo sociale, naturalmente.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Stefano è il tipico esempio di glocal: pensa globale, agisci locale;

  • La storia che ha portato Stefano a fondare Rumundu è piena di insegnamenti.

Piaciuto il podcast?

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Link utili

La citazione di Carlo

La citazione di Stefano di Rumundu

Foto di copertina, via.

#37.radiosmu – Nastro Azzuro ti porta lontano con Impact Hub Il noto brand è alla ricerca di idee sostenibili da finanziare. Inoltre vi parliamo di Sinapsi e di CulturAct



Nastro Azzurro insieme a Impact Hub è alla ricerca di una buona idea che diventi un’idea buona. Il gioco di parole ci sta tutto, perché attraverso Ti porta lontano – Innovation, Nastro Azzurro vuole premiare un progetto innovativo incentrato sulla sostenibilità. Per farlo si avvale della rete italiana degli Impact Hub: per questo motivo abbiamo la possibilità e il piacere di parlare ancora una volta con Viviana Cannizzo di base all’Hub di Siracusa. «La call è un ottimo processo di intelligenza collettiva messo in atto da parte di Nastro Azzurro per capire come poter ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti che spesso produciamo».
Il bando è aperto fino al 26 luglio e possono partecipare team con non più di cinque persone (più il gruppo è eterogeneo, meglio è), che abitino nei pressi di uno degli Impact Hub italiani e che portino avanti un progetto da realizzare in Italia. L’idea può venir fuori anche da una azienda già costituita (italiana o estera) e tutti dovranno compilare il formulario presente su nastroazzurro.it/tiportalontano. «Si parla di idea – precisa Viviana – proprio perché non deve essere per forza qualcosa di già strutturato». Oltre infatti ai 5 mila euro messi in palio per la realizzazione del progetto, il team vincitore potrà beneficiare di due mesi di formazione presso una delle strutture di Impact Hub. «Se credi che la tua idea sia valida e possa davvero avere un forte impatto sociale – dice infine Viviana – allora partecipa!». Tutte le informazioni sono sul sito nastroazzuro.it/tiportalontano.

Sinapsi: la giacca termica che in una settimana ha raccolto più di 10 mila euro su Kickstarter

CibCzLXW0AANL9VIl goal è di 50 mila euro ma in una sola settimana Carmine Iodice e Domenico Pascarella ne hanno già raccolti 11 mila (e mentre scriviamo siamo già arrivati a 13!). I due campani hanno deciso di finanziare Sinapsi su kickstarter e il progetto ha avuto un’ottima partenza. «Grazie alla spinta di amici e contatti vari abbiamo avuto una buona eco sui social e nei giornali», dice Domenico ai microfoni di Start Me Up. Sinapsi è una giacca termica che può essere controllata attraverso una app. «In questo modo – spiega Carmine – è possibile non solo regolare la temperatura ma programmare il timer per fare in modo di trovare la giacca sempre calda non appena la si indossa». Il cuore del progetto è un trasformatore che all’occorrenza diventa anche una batteria per il proprio smartphone con un’autonomia di 8/10 ore. La campagna di raccolta sul sito americano si chiuderà il 27 giugno e, come al solito, ci sono vari premi per chi decide di contribuire. Si può addirittura acquistare la giacca in uno dei 5 modelli proposti: i due amici sperano di andare in produzione prima del prossimo inverno. Tutto dipenderà dall’esito di questa raccolta, quindi se credete nel progetto andate su kickstarter e fate la vostra donazione. Per avere tutte le informazioni poi, seguite le evoluzioni del progetto su facebook o sul sito sinapsitecnologie.com.

Anche CulturAct tra i finalisti di Culturability

logo-culturactQualche giorno fa sono stati comunicati i 15 finalisti del bando Culturability che, come forse ricorderete quest’anno era dedicato alla rigenerazione di spazi da condividere. Il bando è promosso da Fondazione Unipolis. Tra i finalisti c’è anche l’associazione Apice di Reggio Calabria che ha proposto CulturAct, progetto che intende riqualificare il Centro Civico, struttura situata a Pellaro, quartiere della periferia sud di Reggio Calabria. Il gruppo accede così alla fase intermedia del bando e dovrà adesso affrontare una fase di mentoring: solo 5 progetti potranno superare questo step e accedere così al finanziamento di 50 mila euro. Ne è consapevole Alessandra Coppola, presidente di Apice, ospite di questo trentasettesimo podcast di Start Me Up. «Abbiamo intenzione di trasformare questo spazio in un luogo in cui incubare diverse tipologie di attività che possano promuovere la produzione culturale da parte di giovani provenienti dalla Calabria ma anche da altre parti d’Italia e d’Europa» dice Alessandra. Una delle caratteristiche del progetto è la vocazione sovraterritoriale che dovrà avere il centro, l’unica che potrà garantire un legame tra Pellaro e il resto del mondo. «Questa vocazione si esprimerà nella tipologia di attività che verranno svolte nel centro – spiega Alessandra – sia nelle persone che dovranno portare avanti questi progetti, che arriveranno da varie parti del mondo».
CulturAct non impatterà solo nel Centro Civico di Pellaro, ma mira a coinvolgere tutto il quartiere in un progetto di ospitalità diffusa: «Abbiamo intenzione di utilizzare i numerosi edifici, sia pubblici che privati, vuoti o sfitti e creare una foresteria diffusa per le persone che verranno a lavorare presso il centro».
Attraverso Culturact l’associazione Apice vuole migliorare sempre più il dialogo con l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria che ha messo a disposizione il Centro Civico e Alessandra sfrutterà i prossimi mesi di formazione per stringere nuove partnership con gli altri enti e associazioni. Per seguire l’evoluzione del progetto (i vincitori del bando Culturability si sapranno dopo l’estate) basterà tenere d’occhio le pagine facebook di CulturAct e Apice.

#35.radiosmu – Ad Abinsula l’Italian Master Startup Award 2016 La startup sarda che opera nell'Automotive vince la competizione promossa da PNICube. Inoltre conosciamo kupanda.net e la storia di Francesco di mondoaffariweb.it

Nel podcast numero 35 di Start Me Up conosciamo Abinsula, startup che si è aggiudicata l’edizione 2016 dell’Italian Master Startup Award, il premio (di cui ve ne avevamo parlato qui) che PNICube conferisce alle giovani imprese hi-tech nate dalla ricerca accademica a pochi anni dalla costituzione. Al telefono parlo con Pierluigi Pinna, uno dei founder di questa azienda che nel giro di pochi anni conta tre sedi (a Sassari, dove è nata, Cagliari e Torino) e circa 50 dipendenti. Abinsula nasce da un gruppo di ingegneri che, dopo alcune esperienze professionali all’estero, decidono di tornare in Sardegna e investire sulla propria idea, creando un’azienda che nel giro di pochi anni diventa una delle prime startup innovative in termini di fatturato e numero di dipendenti. Lo dice con un pizzico di orgoglio Pierluigi che poi spiega ai microfoni di Start Me Up: «Abinsula opera nel settore dell’embedded, cioè creazione di software per microcontrollori che molto spesso si trovano nelle automobili. Per questo motivo il settore delle auto connesse è quello più importante per la nostra azienda». I prodotti che Abinsula ha sviluppato in questo ambito, dice Antonio Solinas, direttore del settore ricerca e sviluppo sono principalmente due: «Ability (Abinsula Linux 4 ubiquity), un sistema operativo basato su Linux pensato per le auto che crea un sistema di comunicazione all’interno del veicolo e allo stesso tempo anche per il web. Il secondo prodotto invece – continua Antonio – lavora a stretto contatto con Ability ed è una piattaforma internet che conserva tutti i dati prodotti dall’auto e li mette a disposizione degli utenti e delle case automobilistiche».
Vincendo l’IMSA Abinsula ha diritto a un premio in denaro e ha la possibilità di partecipare a altre competizioni: «Siamo abituati a essere multitasking – dice Pierluigi – e quindi riusciremo a gestire tutti gli impegni da qui in avanti. Abinsula è una bella storia che vuole dimostrare che è possibile creare una vera azienda in Italia». Tutte le altre informazioni sono su abinsula.com.

Con kupanda.net il crowfunding si fa sociale

kupandaManca poco alla pubblicazione del sito kupanda.net, portale di crowdfunding specializzato in progetti di natura sociale e che prevedono raccolte di denaro che non superino grosse cifre. Tra i soci fondatori c’è anche Angelo Marra, che spiega ai microfoni di Start Me Up di aver pensato questa piattaforma per tutte quelle «associazioni, enti o gruppi informali che hanno bisogno di un piccolo investimento per far partire i propri progetti». Non solo oggetti o prodotti, ma attraverso kupanda.net sarà possibile finanziare anche eventi, o per promuovere attività a fini sociali. Al momento il team sta valutando i primi progetti e conta di essere on line con il portale prima dell’estate con almeno cinque campagne attive. Nel frattempo si può visitare la pagina facebook che è più attiva che mai.

Trasforma l’azienda di famiglia in un punto di riferimento del mercato refurbished italiano: la storia di Francesco Iovino.

mon_affFacciamo un salto a Pompei (NA) per conoscere Francesco Iovino, 29 anni, General Manager di Mondo Affari, ditta specializzata nella vendita di elettrodomestici e prodotti refurbished. La merce refurbished (ricondizionata in italiano) è quella che non può essere venduta a prezzo pieno perché magari presenta qualche piccolo difetto (per lo più estetico) o perché è stata utilizzata per esposizione. Francesco ha ereditato il negozio dal padre – che già negli anni ’90 aveva iniziato a vendere oggetti usati – nel 2011, e si è specializzato nella vendita dei prodotti ricondizionati aprendo anche una sezione e-commerce. Da allora il volume d’affari è cresciuto, anche grazie alle numerose garanzie che Francesco dà ai propri clienti: «Sostituzione immediata in caso di mal funzionamento entro i 30 giorni dall’acquisto» e l’aver inserito tra i metodi di pagamento anche il contrassegno, «in modo da permettere a chi acquista di non dover pagare prima di ricevere il prodotto». Mondo Affari è uno dei pochi rivenditori di prodotti ricondizionati in Italia, anche se all’estero è un mercato piuttosto attivo: «Pure Apple ha una sezione apposita dei prodotti refurbished sul proprio sito» sottolinea Francesco, dove è possibile fare degli ottimi affari. Francesco offre garanzie anche sulla provenienza dei prodotti, potendo contare su alcune partnership con grossi marchi esteri. «Tutti i prodotti vengono ispezionati, puliti, se è il caso riparati e poi venduti con garanzia» assicura Francesco. Se siete scettici dovreste provare, come dice Francesco e su mondoaffariweb.it potete mettervi alla prova sin da subito.