#01.radiosmu – La nuova stagione Comincia la nuova stagione del vostro programma preferito!

Ragazzi, Start Me Up è tornato! E non sapete quanto è bello poterlo scrivere! Come sempre ogni giovedì trovate su questo sito (o su spreaker, o su iTunes, sui feed RSS e da questa settimana anche su Twenty’z Radio) un podcast di dieci minuti circa che racconta l’innovazione del Sud Italia.

E il primo ospite di questa stagione è Mario Di Girolamo, CEO di Boosha che grazie a Nastartup è volato con tutto il team a Barcellona per passare un fine settimana al Talent Garden. Boosha è l’applicazione che mette insieme la passione per i libri e la sharing economy, permettendo alle persone di scambiarsi libri (anche a pagamento volendo) e idee e pareri su ciò che si è letto. Ma l’intervista è anche l’occasione per parlare di quello che i ragazzi hanno imparato in Spagna e delle connessioni che hanno creato. Mario racconta che in Spagna gli hanno addirittura proposto di tradurre Boosha in spagnolo. Al momento il team è impegnato nella pubblicazione della nuova versione della app, orientata ancora di più alle interazioni tra gli utenti. Quindi tenete d’occhio appboosha.com per restare aggiornati.

Si passa poi a parlare ancora della metodologia lean (ne abbiamo parlato durante lo speciale su Blank Disrupt) perché come forse avete già letto dalle pagine di questo sito Paola Di Rosa e Eleonora Rocca di At Factory hanno lanciato la campagna per sbloccare (come si dice in gergo) Palermo. Ne parliamo abbondantemente durante l’intervista sottolineando l’utilità di questa metodologia per chi si appresta a fare impresa. La Lean Startup Machine (che tra l’altro si svolgerà anche a fine settembre a Napoli) è una vera e propria palestra di pivoting, pensate infatti che a essere premiato è il team che riesce a interpretare meglio i cambiamenti che arrivano dal mondo esterno e non l’idea più originale. Per sbloccare Palermo basterà andare su leanstartupmachine.com, digitare Palermo e inserire la propria email per sbloccare la città. Facile, no?

L’ospite che chiude questa prima puntata è Boris Serra, sardo, a capo di Zhips, azienda che vuole commercializzare un’antica ricetta tradizionale della Sardegna. Si tratta di fettine di zucchine fritte come se fossero delle comuni patatine. Il team di Zhips si è da poco spostato in provincia di Cuneo presso l’acceleratore Tecnogranda e Boris prevede di andare sul mercato in primavera per sfruttare al massimo tutte le caratteristiche naturali del prodotto. Naturalmente non vedo l’ora di assaggiarlo, ma per adesso mi sa che dovremmo accontentarci tutti di seguire l’evoluzione del progetto dalla loro pagina Facebook.


Timerepublik: modello reale di sharing economy La sfida per il 2015 è estendere a nuovi ambiti il modello collaborativo

Di Timerepublik ve ne ho parlato spesso in passato. Potete ancora trovare in rete l’intervista a Gaetano Biondo che Start Me Up ha realizzato quando il servizio era stato appena lanciato. Abbiamo poi seguito le varie evoluzioni della startup svizzera (con un forte legame con Messina) e oggi sono contento di annunciare che è stata rilasciata la versione 3.1. Una realise che apporta una serie di miglioramenti alla versione precedente, sia dal punto vista grafico che delle performance (tra gli altri nuovi server e ricerca di competenze e di utenti migliorata). Un ulteriore passo in avanti per una piattaforma che ha portato a livello globale il concetto di banca del tempo offrendo – come loro stessi dichiarano – “quasi 60.000 servizi […] da persone registrate da più di 100 paesi del mondo”. E Timerepublik è di fatto sempre più mondiale: con la nuova versione la piattaforma è infatti adesso disponibile anche in Tedesco, Olandese e Catalano.

Ma il successo di Timerepublik non sta solo nel numero di utenti o paesi coinvolti. Sono infatti tante le partnership che la piattaforma ha siglato dalla sua nascita con diversi enti istituzionali. La prima è quella che verrà firmata con l’Università di Messina, a cui farà seguito quella con HOC-LAB, struttura afferente al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. Se in Italia sono le università a dimostrarsi sensibili all’uso del tempo come scambio di servizi, in Spagna Timerepublik è riuscita a stringere accordi con la sezione iberica di OuiShare (lo spin-off spagnolo della più grande community dedicata alla sharing economy in Europa) e Freeland, uno spazio di co-working che utilizza e promuove l’economia collaborativa, creando sinergie, all’interno della propria area, tra aziende, freelance e start-up, con l’obiettivo di migliorare la qualità del lavoro di tutti i soggetti coinvolti.

Crescono quindi le reti di rapporti che la piattaforma sta siglando anche grazie al lavoro dei Country Manager (Gaetano Biondo e Jonas Bianchi). Reti che portano a ampiamenti anche all’interno della squadra di Timerepublik. È stato infatti ufficializzato l’inserimento nel team svizzero di Ted Wallach, team builder e storyteller di fama internazionale. Il compito di Ted sarà quello di rendere la community di Timerepublik ancora più coesa e forte.

Sono tanti i traguardi raggiunti sino ad ora da Timerepublik, vero e autentico esempio di sharing economy. Da questi presupposti non posso non immaginare un fantastico 2015 per la piattaforma svizzera che, facendo leva su una delle risorse forse più democratiche del mondo – il tempo appunto – ci pone davanti a uno dei cambiamenti più ardui da affrontare: la sostituzione del denaro come merce di scambio. Un modello che già oggi funziona per alcuni contesti e comunità. La sfida di Timerepublik per il 2015 sarà, tra le altre, quella di dimostrare che questo modello può essere adottato a livello globale. Una visione che la startup svizzera ha bene in mente e dovrà essere brava a mettere in atto: le carte ha dimostrato di averle e io per primo faccio il tifo per lei.