67. La rigenerazione urbana che parte dalla periferia



Non poteva che chiamarsi Periferica il progetto di “rigenerazione urbana open source” che nasce a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Si perché si trova alla “periferia d’Europa” e si dedica principalmente alla periferia della cittadina siciliana (la ripetizione è voluta). Periferica era un festival e si struttura in qualcosa di più ampio grazie al bando Boom – Polmoni Urbani, promosso da Farm Cultural Park e il M5S Sicilia. Lo racconta Carlo Roccafiorita in questo podcast che ci parla delle iniziative messe in campo per dare nuova vita all’ex Cava di Tufo e che dall’1 maggio 2018 diventerà la Cava degli Umori. Nell’intervista si parla delle persone che sono coinvolte all’interno del progetto, l’importanza del network a cui Periferica si appoggia e che arriva da tutta Italia e del rapporto – non sempre facile – con la gente del posto. Periferica è stata infatti vittima anche di intimidazioni e – a mio avviso – il gruppo ha risposto nel migliore dei modi: continuando a lavorare. In più con Carlo immaginiamo quale azione sarebbe necessaria per rigenerare la Sicilia e tutto il Sud Italia. Partendo da dove siamo, anche se è una zona periferica.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Capire come modificare il proprio progetto in base alle opportunità e agli scopi prefissati;

  • Conoscere chi, nonostante le difficoltà, continua a andare avanti perseguendo i propri scopri.

Piaciuto il podcast?

Se la risposta è si, non tenerti tutto dentro: vota e recensisci il podcast su iTunes.

Se poi non vuoi perderti neanche un podcast abbonati e ricevi i file direttamente sul tuo smartphone. Clicca qui se usi iTunes, o usa il feed RSS se sei un utente Android (qui trovi una serie di player che puoi scaricare gratuitamente per sentire i podcast dal tuo smartphone).

Link utili

La citazione di Carlo

La citazione di Carlo di Periferica

Foto di copertina, via.

31. La scuola Open che prepara la strada a Matera 2019



La Open Design School da settembre scorso ha aperto i battenti a Matera. Uno dei tre progetti che stanno preparando la strada che porterà la città lucana a essere la Capitale Europea della Cultura nel 2019. Con Rita Orlando, la responsabile del progetto facciamo il punto della situazione: quante sono le iniziative messe in campo fino ad oggi? Cosa aspettarsi dai prossimi mesi? Tutte le risposte in questo podcast. L’unica cosa che ci sentiamo di anticiparvi è la natura Open di tutto il percorso. Una caratteristica che rimarrà per il 2019 visto che il motto della manifestazione è Open Future.

foto di copertina, un momento del workshop, via

Link utili

Piaciuto il podcast?

Se la risposta è si, non tenerti tutto dentro: vota e recensisci il podcast su iTunes.

Se poi non vuoi perderti neanche un podcast abbonati e ricevi i file direttamente sul tuo smartphone. Clicca qui se usi iTunes, o usa il feed RSS se sei un utente Android (qui trovi una serie di player che puoi scaricare gratuitamente per sentire i podcast dal tuo smartphone).

Leggi la trascrizione del podcast

La progettazione aperta de La Scuola Open Source Dopo un anno torniamo a Bari per farci raccontare come è nata la SOS



Ho già parlato della Scuola Open Source, uno dei progetti che ha vinto il bando Che Fare del 2016, all’indomani della premiazione quando cioè tutto doveva ancora iniziare. Lo scorso 22 novembre la Scuola ha finalmente aperto i battenti, dopo un periodo di progettazione che ha visto coinvolte molte persone. Quale migliore occasione per capire come hanno lavorato i ragazzi di Bari? Ne parlo con Alessandro Tartaglia nell’ultima parte di questo ottavo podcast.

Progettazione partecipata: il workshop di luglio

Dall’ultima volta che ho sentito Alessandro (un anno fa circa) i ragazzi hanno messo in piedi l’impresa e reperito i fondi del premio. A quel punto è iniziato un lungo lavoro di progettazione che è culminato con un workshop di dodici giorni che ha richiamato a Bari persone da tutta Italia che insieme hanno co-progettato la scuola open source.

I lavori del workshop hanno visto tre gruppi distinti (uno dedito al design, un altro all’ingegneria gestionale e dei processi, uno dedicato all’hardware e al software) che hanno interagito e prodotto una mole di dati che in seguito è stata elaborata a partire da settembre e ha permesso di progettare i rapporti che la scuola avrà con persone e enti che vorranno collaborare e proporre dei progetti.

Qual è l’offerta formativa de La Scuola Open Source?

L’offerta formativa sarà garantita proprio da questo dialogo costante tra i componenti interni, i soci e gli enti terzi che potranno proporre i corsi più disparati. Adesso partiranno le prime lezioni (che saranno a pagamento), mentre gli spazi della scuola saranno disponibili per eventi che resteranno gratuiti.

La Scuola Open Source ha sede a Bari, in Strada Lamberti 16. Il sito dove trovare tutte le informazioni è lascuolaopensource.xyz.

La citazione di Alessandro

Alessandro Tartaglia Scuola Open Source

Piaciuto il podcast?

Se la risposta è si, non tenerti tutto dentro: vota e recensisci il podcast su iTunes.

Se poi non vuoi perderti neanche un podcast abbonati e ricevi i file direttamente sul tuo smartphone. Clicca qui se usi iTunes, o usa il feed RSS se sei un utente Android (qui trovi una serie di player che puoi scaricare gratuitamente per sentire i podcast dal tuo smartphone).


Nel decimo podcast di Start Me Up si parla di Cultura Crea. Scopri di più

foto di copertina, via 

#06. radiosmu del 15 ottobre – Sharing Economy e Open Source #iostoconguidemeright, Maker Faire Rome e @antirez

Una startup sarda ripropone il famigerato problema dell’inquadramento delle logiche della sharing economy all’interno della legge. Questa volta il settore ad essere attaccato è quello del turismo e la startup in questione è la sarda Guide Me Right. Una settimana fa circa l’applicazione è stata accusata dalla ConfGuide Toscana di non rispettare la legge in quanto permetteva a chiunque di fare da guida turistica dietro un compenso senza i relativi permessi. Il founder di Guide Me Right Luca Sini ha risposto alle accuse attraverso un articolo, dando vita a #iostoconguidemeright, campagna social a sostegno della piattaforma. “È stata una cosa totalmente inaspettata e naturalmente ci ha fatto molto piacere – dice ai microfoni di Start Me Up – sopratutto perché siamo stati difesi anche da persone che non sono registrate sulla piattaforma ma ne hanno intuito il potenziale”. Luca respinge le accuse ponendo la questione proponendo un cambio di prospettiva: l’utente di Guide Me Right non è alla ricerca di una guida, bensì di qualcuno del posto che lo cali nella realtà locale. Non a caso i ciceroni di Guide Me Right si chiamano Local Friend. “Credo che la differenza stia nel tipo di esperienza che l’utente ha intenzione di fare” continua Luca: c’è chi paga per avere un servizio che deve essere impeccabile e chi invece ha voglia di frequentare qualcuno del posto e fare un giro fuori dai canoni standard del turismo. Ma questo non significa che l’uno sia incompatibile con l’altro. Aldilà della campagna social che sfocerà in una serie di eventi organizzati in Toscana per questo fine settimana, Guide Me Right è in piena campagna crowdfunding: l’intento è quello di sviluppare ulteriormente la piattaforma e includere nuovi servizi. In cambio di qualche premio potete fare la vostra offerta su eppela.com.

In maniera un po’ insolita si parla poi della Maker Faire di Roma che apre i battenti oggi per chiudere il 18 ottobre. Avrei potuto chiamare chiunque ma l’occasione era troppo ghiotta per avere come ospite Paolo Mirabelli di DroniLab, un vero e proprio innovatore del Sud Italia (nonché Digital Champion) che elenca ai microfoni di Start Me Up i motivi per cui non dovreste perdervi questa terza edizione della Maker Faire. Non preoccupatevi perché in caso non poteste andarci c’è Periscope. Sia Paolo che il suo socio Digital Champion Massimiliano Aiello trasmetteranno l’evento. Gli account per seguire le dirette sono @paolomirabelli1 e @akamasensei.

L’ultimo ospite di questa sesta puntata arriva da PAC’15, evento di cui abbiamo parlato abbondantemente nelle scorse settimane e che ha visto tra i protagonisti anche Salvatore Sanfilippo, meglio conosciuto come antirez. Salvatore ha creato in licenza open source Redis un tool che simula la memoria a breve termine del nostro cervello per i portali web. Pensate che questo sistema è utilizzato anche da Twitter! Salvatore dice delle cose molto interessanti mischiando etica hacker con il mondo startup, facendo notare che la prima ha molto da insegnare al secondo. L’altra parte dell’intervista si concentra invece sul futuro dell’open source e delle minacce che arrivano da grossi colossi e in parte anche dal cloud. Un’intervista da ascoltare tutta d’un fiato.