It’s all about the budget: il web cafè di agosto!

Ci sono un sacco di giochi di parole che si possono fare con budget, soldi e agosto. Ma per invogliarvi a vedere il web cafè di questo mese non ricorreremo a mezzi di questo tipo. Sappiate solo che con noi c’è stato Giuseppe Arrigo, founder di Ardeek e co-founder di Startup Messina (per citare solo due dei progetti a cui ha dato vita) che ha parlato di come calcolare il budget perfetto per la nostra idea di impresa. E detto così sappiamo già di avervi convinto.

Di cosa parliamo quando parliamo di budget?

Se parliamo di impresa, startup ma anche solo innovazione non possiamo prescindere dal budget. I soldi servono per fare in modo che una qualsiasi idea possa stare in piedi, ma siamo sicuri che basti essere consapevoli di ciò? Per questo motivo nel corso dell’incontro abbiamo rivolto a Giuseppe alcune domande che ruotano intorno al mondo startup quando si parla di budget. La prima, la fondamentale, se vogliamo la più importante di tutte: ma per partire con una idea di impresa di quanti soldi ho bisogno? Sempre che per partire con un nuovo progetto siano necessari dei soldi (almeno all’inizio). Ci siamo interrogati anche sui vari modi in cui è possibile avere del denaro da usare per il proprio progetto e abbiamo analizzato le varie forme di finanziamento e investimento (perché sì, c’è differenza tra l’uno e l’altro).
Insomma, un web cafè che cerca come al solito di dare risposte concrete ai dubbi di chi vuole fare impresa.

link al webcafe sul budget di Giuseppe Arrigo

Chi è Giuseppe Arrigo?

Giuseppe Arrigo ci parla di budgetIT solution architect per passione, oltre che per lavoro, e da qualche anno imprenditore seriale quasi per caso. Oggi advisor presso l’incubatore Innesta del quale è cofounder, Giuseppe Arrigo ha iniziato il suo percorso professionale come consulente alla progettazione e l’integrazione di soluzioni IT. Nel 2010 è cofounder di Ardeek (società che si occupa di realizzare soluzioni web e fornire servizi IT nelle forme SaaS e PaaS con il brand keedra).
Nel 2013 contribuisce a fondare Startup Messina associazione di imprenditori e professionisti che diffonde e supporta la cultura d’impresa a Messina e provincia. Giuseppe si occupa principalmente di fattibiltà tecnologica e business validation.

Come vedere il web-cafè di Start Me Up sul budget?

I Web-cafè di Start Me Up sono dei brevi seminari (max 45 minuti) che si tengono online una volta al mese. Di volta in volta, cerchiamo di trattare con esperti del campo argomenti specifici e di interesse per chi fa innovazione e impresa. Chi partecipa ha la possibilità di porre domande, e proporre casi specifici. Un modo per veicolare conoscenza e competenze in una metodologia che non sia uno tanti (come il podcast), ma uno a uno. I web-cafè rientrano tra le ricompense di chi, mensilmente, dona almeno 15$ a Start Me Up attraverso Patreon: chi dona oggi ha accesso ai precedenti web-cafè.

Vedi il web cafè: ti basta fare una donazione

Il digitale ha i suoi cavalieri e tu puoi incontrarli in Sicilia

I cavalieri digitali tornano e per qualche settimana anche a un prezzo scontato. A 99,00 euro riuscirete a garantirvi un corso di formazione sul mondo digitale di due giorni. Le date sono l’11 e il 12 ottobre 2019 e il luogo è lo splendido Porto Turistico di Capo D’Orlando in Provincia di Messina.

Cosa è Cavalieri Digitali

Cavalieri Digitali è il corso sul digitale che tratta gli argomenti più importanti di questa complessa tematica: dalla scrittura per il web, alle ADS, passando per le tecniche più adatte per creare immagini e video per promuovere i propri prodotti, eventi o servizi nel mondo digitale. Otto relatori provenienti da tutta Italia condivideranno le proprie esperienze e saranno pronti a rispondere alle domande di chi parteciperà.

Cavalieri Digitali si rivolge agli studenti di comunicazione che vogliono approfondire queste tematiche ai professionisti del settore che vogliono aggiornarsi ed imparare nuove tecniche di promozione sul web e a tutti gli appassionati che vogliono gestire al meglio i propri canali digitali.

Marketing digitale: formarsi per usarlo al meglio

Arrivato alla sua seconda edizione, Cavalieri Digitali nasce con l’intento di abbattere le barriere d’accesso agli eventi di formazione per appassionati e professionisti del digitale del Sud Italia. Un esempio di come sia sempre necessario parlare e promuovere la formazione degli strumenti digitali. Strumenti che, come i nostri ascoltatori sanno, solo se maneggiati con cura possono fare la differenza per chi ha avviato un progetto di impresa.

Qualche giorno fa è stato reso noto il nome del primo cavalieri di questa nuova edizione di Cavalieri Digitali. Davide Bertozzi, copywriter e formatore già protagonista dell’edizione dello scorso anno. Presto saranno noti i nomi degli altri Cavalieri, per tutte le informazioni potete contattare gli organizzatori o visitare il sito cavalieridigitali.com.

06. Immigrati: non persone da aiutare, ma risorse su cui scommettere



I flussi migratori delle persone sono sempre più al centro del dibattito politico e sociale. Ogni giorno veniamo a conoscenza di storie di immigrati che decidono di lasciare il proprio paese per cercare una nuova vita in Europa. Se per alcuni questo fenomeno è diventato un vero e proprio strumento di propaganda politica, c’è chi invece ha deciso di investire su queste persone, offrendo loro ciò di cui hanno bisogno: la consapevolezza e la formazione per migliorare la propria condizione di vita. Tutto ciò viene fatto attraverso una app che si chiama Mygrants: ne parliamo in questo podcast con la co-founder Aisha Coulibaly.

Mygrants: formare, informare e favorire l’inserimento lavorativo degli immigrati

Chris Richmond e Aisha – i due founder di Mygrants – hanno racchiuso in una sola app gli aspetti fondamentali per formare gli immigrati. Si va da una scheda informativa sul diritto d’asilo a una dedicata alle sfide sociali, dove si raccontano le storie di imprenditori sociali che – nei loro paesi di origine – sono riusciti a operare un cambiamento reale attraverso le proprie azioni. E infine c’è la sezione dedicata all’imprenditoria, dove vengono raccolte tutte le informazioni relative al mondo dell’impresa. Da qui è possibile accedere ad una ulteriore sezione dove gli utenti (i trainees) possono scegliere se continuare a formarsi o iniziare uno stage lavorativo.
Mygrants opera con il più classico dei sistemi di gamification: i trainees avanzano solo se rispondono correttamente alle domande del modulo che viene affrontato.

Un modello virtuoso nella considerazione degli immigrati e nel modello di business

Uno degli aspetti più importanti – a nostro avviso – di Mygrants è la considerazione degli immigrati non come persone da aiutare, ma come risorse su cui scommettere. Un punto di vista che nella narrazione generalista spesso si perde ma che se si va a guardare la storia anche di altri Paesi ha dato dei frutti straordinari. Gli esempi sono tanti, pensiamo a Steve Jobs o Sergey Brin, per citare i più noti. Inoltre – come dice la stessa Aisha – non dobbiamo sottovalutare la condizione di immigrato che racchiude il più delle volte una spinta motivazionale molto forte che solo chi ha rischiato la vita per arrivare in un nuovo Paese ha: questo è un capitale che non va assolutamente sprecato. Inoltre Mygrants ha il pregio di aver strutturato il proprio modello di business sfruttando i fondi destinati alla formazione degli immigrati e – nel caso questi dovessero venire meno – il team ha già in serbo un nuovo revenue model al momento in via di sperimentazione. Infine, anche l’organizzazione di un evento come i Mygrants Days pone al centro della piattaforma gli utenti. Ogni anno infatti il team di Mygrants seleziona i trainees migliori e li raduna a Bologna chiedendo loro di inventare – attraverso un hackathon – nuovi servizi destinati alla formazione dei nuovi utenti.

La citazione di Aisha su Mygrants e immigrati

Se abbiamo deciso di raccontare la storia di Mygrants (se ascoltate il podcast sentirete anche come Aisha e Chris siano arrivati a creare questa app) è anche per dare un piccolo segno di speranza. È bello sapere che in un momento storico in cui c’è molto livore e odio verso gli immigrati c’è chi invece ha deciso di investire su di essi, offrendo loro la possibilità di costruirsi un futuro migliore: che, se ci pensate, è proprio il motivo per cui si sono messi in viaggio.


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La foto di copertina, via.

Tre summer school a tema innovazione sociale al Sud Italia

L’estate sta diventando sempre più il momento ideale da dedicare allo studio e alla formazione, magari in posti pazzeschi. Noi abbiamo selezionato 3 summer school dedicate alla social innovation che si svolgeranno al Sud Italia. L’innovazione sociale è un campo sempre trasversale. Questi tre eventi ne sono la dimostrazione: in modo diverso affrontano temi importanti per lo sviluppo dei territori di appartenenza.

Reinventare Istituzioni – Rena Summer School 2018.

la summer school di RenaQuello con Rena è ormai un appuntamento fisso. L’ottava edizione della Summer school organizzata da questa associazione che si occupa di innovazione sociale ha come tema “Reinventare Istituzioni” e si svolgerà tra il 29 agosto e il 2 settembre 2018 a Matera.
Sul sito la scuola viene descritta come “un vero e proprio boot camp per amministratori locali, innovatori, studenti e professionisti che si chiedono come disegnare ed attuare politiche e pratiche in grado di offrire risposte strutturali alle trasformazioni che attraversano il tessuto socio-economico del Paese”. I lavori ruoteranno attorno a sei parole chiave: Comunità, fiducia, conflitto, identità, territorio, impatto.

Per partecipare alla Summer School è necessario candidarsi entro il 30 giugno. È tutto spiegato, con tanto di prezzi e convenzioni, sul sito progetto-rena.it.

Summer School di Rumundu

summer_school_rumunduI più attenti ricorderanno Rumundu, il centro dedicato all’innovazione sociale di Alghero. Ne abbiamo parlato in occasione dell’intervista al suo fondatore Stefano Cucca. La Summer School di Rumundu si svolgerà a Alghero tra il 23 e il 30 settembre e sarà “una settimana ricca di momenti di grande impegno alternati a momenti ludici e di relax con escursioni e serate davanti a tramonti da sogno”.
È una summer school dedicata a chi ha un’idea di impresa sociale, ed è aperta anche a chi ha voglia di lavorare in questo campo ma non ha un proprio progetto.

Il player di Rumundu, scuola di innovazione sociale

Clicca sull’immagine per ascoltare il podcast

La quota di partecipazione è di Euro 1.190,00 e comprende il soggiorno presso la Rumundu Academy, le colazioni, i pranzi e la cena di benvenuto. Sono previste anche 5 borse di studio.

Tutti i dettagli, così come le modalità di adesione, sono su rumundu.com.

RURALHACK, IL WORKSHOP + CampdiGrano 2018

Summer School del Rural Hack

Un percorso formativo di tre giorni dedicato a chi vuole risolvere i problemi legati al mondo dell’agricoltura attraverso l’internet delle cose.
A questo workshop va aggiunta una settimana di project work da passare insieme ad una vera comunità rurale al fine di elaborare un prototipo che sia utile alla rete del Monte Frumentario, progetto che aggrega una serie di giovani esperienze dedicate alla coltura e alla cultura dei grani autoctoni aggregata intorno all’esperienza di #CampDigrano a Caselle In Pittari.

Tutto questo “più che una summer school è una vera e propria esperienza di vita”. Il workshop si terrà tra il 6 e l’8 luglio alla Località Rurare Incartata (SA), mentre il CampdiGrano si svolgerà a Caselle In Pittari tra l’8 e il 15 luglio.

Il prezzo del solo Workshop è di 250€ a persona e include alloggio e cibo per i due giorni e mezzo di durata (sono previste due borse di studio): qui tutte le informazioni. Mentre per partecipare al CampdiGrano è necessario versare un contributo di 200€ e avere alcune caratteristiche particolari, sono elencate qui.

Foto di copertina di Ben Duchac vista su Unsplash

Formi gli innovatori del domani? La Regione Puglia cerca proprio te!

È stato pubblicato qualche giorno fa l’avviso relativo alla “Selezione Factory”, primo passo di “Estrazione dei Talenti”, il progetto della Regione Puglia che attraverso l’ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione – intende potenziare le competenze di aspiranti imprenditori, in modo che le loro startup abbiano maggiori possibilità di successo.

Il primo tentativo italiano su iniziativa del pubblico rivolto all’accelerazione d’impresa.

“Estrazione dei Talenti” finanzierà percorsi personalizzati di accompagnamento alla creazione d’impresa rivolti a team di aspiranti imprenditori innovativi nell’ambito delle aree prioritarie di innovazione, per un valore complessivo di 10 milioni di euro per un triennio. Sono percorsi di accompagnamento imprenditoriale che ad oggi, di norma, vengono offerti sul mercato da parte di soggetti privati.

Cosa cerca al momento la Regione Puglia

La Regione Puglia cerca “factory”, cioè gruppi di soggetti esperti, pubblici e privati, nazionali e internazionali, che propongano e realizzino programmi di accompagnamento personalizzato e accelerazione dei team di aspiranti imprenditori innovativi, nell’ambito delle aree prioritarie di innovazione della Strategia di specializzazione intelligente pugliese:

  • manifattura sostenibile;
  • salute dell’uomo e dell’ambiente;
  • comunità digitali, creative e inclusive.

La regione puglia alla ricerca dei formatori

Chi può candidarsi?

Le selezioni per “Factory” sono aperte a diverse tipologie di raggruppamenti:

  • incubatori, acceleratori d’impresa e investitori;
  • enti pubblici di ricerca e università, associazioni imprenditoriali, distretti produttivi e tecnologici;
  • parchi scientifici e tecnologici;
  • camere di commercio;
  • imprese anche in forma associata;
  • laboratori e centri di ricerca pubblico-privati;
  • scuole superiori; ITS;
  • organismi formativi, associazioni di promozione della cultura d’impresa.

E come si fa?

Tutte le procedure saranno gestite esclusivamente in via telematica, mentre la documentazione sarà prodotta solo in formato digitale. Per partecipare alla selezione, ogni factory dovrà collegarsi al portale estrazionedeitalenti.arti.puglia.it e presentare un programma degli interventi, articolato in servizi di accompagnamento e accelerazione di impresa.
Le domande di partecipazione con i relativi programmi di interventi dovranno essere trasmesse esclusivamente attraverso procedura telematica entro il 18 luglio 2018.
Le Factory selezionate sulla base del programma degli interventi presentato da un Nucleo di Valutazione dovranno costituire la propria sede legale e operativa in Puglia.

La ricerca viene fatta anche su “strada”

La ricerca delle Factory sta proseguendo anche attraverso un roadshow, partito da Palermo il 2 maggio, per toccare altre sei città italiane: Bologna, Pisa, Milano, Verona, Napoli e Roma. In ogni tappa, l’ARTI incontra i soggetti interessati a diventare parte attiva nel processo di valorizzazione delle idee imprenditoriali, illustrando l’iniziativa e offrendo loro un’occasione di networking per trovare i partner giusti con cui partecipare alla selezione. Vedi tutte le tappe del roadshow.

Cosa prevede la fase successiva di “Estrazione dei Talenti”?

Successivamente, con un secondo avviso pubblico, saranno raccolte le candidature dei team. Gli aspiranti imprenditori che saranno selezionati usufruiranno del percorso di servizi prescelto, che avrà una durata massima di 300 ore.

Per tutte le atre informazioni estrazionedeitalenti.arti.puglia.it.

Foto di copertina di Ricardo Rocha vista su Unsplash

A Matera l’Academy per le imprese creative

Casa Netural lancia la sua Academy: 12 corsi su altrettanti argomenti, tutti mirati alla gestione di una impresa che ruoti attorno ai temi dell’innovazione sociale, culturale e creativa. I temi trattati andranno quindi dal come progettare insieme alle comunità di riferimento al tipo di storytelling da adottare per un racconto coerente sui social media. Nel mezzo ci saranno laboratori sulla comunicazione verbale e non verbale e temi più tecnici come riuscire a creare una startup da un progetto di sharing economy.
Questi, in maniera molto sommaria i vari corsi che si svolgeranno tra il 17 febbraio e il 10 novembre 2018 a Casa Netural, a Matera. Ognuno potrà decidere a quali e a quanti corsi partecipare, grazie alle formule che gli ideatori della Netural Academy hanno immaginato. Potete trovarli, così come il dettaglio di tutti i corsi, sul sito benetural.com.

Disegnare progetti culturali con le comunità.

Si inizia con Disegnare progetti culturali con le comunità, un corso incentrato sullo sviluppo di progetti su scala locale che “intendano mettere la cultura al centro della community-life”. Il Mentor è Francesco Caldarola, Co-founder di UFFA e Relations & Development per Matera 2019. Le iscrizioni per questo corso si chiudono il 10 febbraio 2018.

Cosa è l’incubatore Netural?

La Netural Academy nasce come progetto parallelo dell’Incubatore Netural, un percorso formativo teorico e pratico di analisi e sviluppo di un’idea imprenditoriale e creativa. Nasce e si tiene a Casa Netural, una casa appunto, a Matera, che aggrega persone da tutto il mondo, in cui ispirarsi, rigenerarsi e concretizzare le proprie idee attorno ai temi dell’innovazione sociale, culturale e creativa. Dal 2014 l’incubatore ha permesso la nascita di 26 progetti di impresa, tutti votati al sociale e/o alla creatività. Con il sostegno di di Funder 35 e Fondazione Con il Sud l’incubatore è stato migliorato ed è pronto a accogliere nuovi progetti e idee. L’incubatore è solo uno dei servizi offerti da Casa Netural che a Matera offre spazi di coworking e coliving (un po’ ne abbiamo parlato negli anni passati).

Per maggiori informazioni: benetural.com.

44. Imprenditori cercasi: l’Academy di 012 Factory è pronta ad accogliervi



Si cercano aspiranti imprenditori, anche senza una idea di business. È questa la particolarità dell’Academy di 012 Factory, il centro nato di fronte alla Reggia di Caserta (e da un anno presente anche a Cosenza) che forma gli imprenditori di domani. Un percorso formativo orientato sulla persona perché, come spiega Pietro Nardi, cofondatore di 012Factory, molto spesso chi ha un’idea è poco incline a cambiarla e ad abituarsi ai fallimenti, che sono un aspetto fondamentale del fare impresa. Per questo motivo trovo molto interessante questo tipo di approccio e ti invito a ascoltare questo podcast.  

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per conoscere un modo nuovo per insegnare a essere imprenditori;

  •  Per avere un motivo in più per candidarsi ed entrare a far parte del corso dell’Academy

Piaciuto il podcast?

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Link utili

La citazione di Pietro

Pietro 012factory imprenditoria

 

Leggi la trascrizione del podcast

#42.radiosmu – L’educazione al centro del programma di ItaliaCamp Una sorta di give-back nei confronti delle nuove generazioni. Inoltre i progetti alternanza scuola lavoro e Cinema Méliès



Ritroviamo il presidente di ItaliaCamp Antonio De Napoli (dopo averlo sentito in occasione del lancio di SIC) perché il 2 e il 3 luglio si è svolta la sesta assemblea nazionale dell’associazione da lui guidata. Il tema di questo appuntamento era Educazione al Domani: durante la prima giornata «abbiamo raccontato come intendiamo sviluppare il tema dell’educazione nei prossimi due anni: – dice Antonio ai microfoni di Start Me Up – vorremmo declinare il concetto di educazione come give-back, una restituzione di tutto il sapere che abbiamo ricevuto attraverso la nostra esperienza progettuale da riportare sotto forma di racconto nelle scuole. In questo modo vogliamo costruire nei ragazzi una coscienza civica sempre più radicata».
Un aspetto venuto fuori dall’assemblea è il carattere collaborativo di ItaliaCamp: «Crediamo fortemente nel concetto di rete – continua Antonio – perché non c’è un interesse associativo più grande se non un impatto sociale reale, possibile solo grazie alla collaborazione con enti e associazioni che quel territorio lo vivono da vicino». E le collaborazioni con ItaliaCamp sono tante, molte con grossi Enti e Società nazionali e internazionali. Antonio assicura che continuerà la collaborazione con l’Agenzia Nazionale Giovani per il progetto Social Innovation Citizen, così come Think for Women’s Health continuerà a essere portato avanti insieme al Komen Italia. E lo stesso avverrà per Future Recoded programma sul coding dedicato ai ragazzi delle scuole, promosso insieme a Fondazione Cariplo e Microsoft Italia.
Per saperne di più c’è il sito di ItaliaCamp, che manco a dirlo è ansiosa di poter contribuire al cambiamento di questo paese: quanti fossero interessati possono contattare il presidente De Napoli al suo indirizzo mail.

«A scuola impariamo anche a fare impresa»

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Nella foto Luigi Barilone, presa qui

La sesta assemblea di ItaliaCamp si è svolta all’interno del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci: un luogo più che appropriato, visto il tema. Anche per questo motivo non poteva mancare l’intervento di qualcuno che arrivasse da questo istituto. E così i secondo ospiti di questo podcast sono la professoressa Mariacristina Pompeo e uno dei suoi studenti, Luigi Barilone. La classe III B, di cui Luigi fa parte, sta portando avanti il progetto alternanza scuola lavoro nella modalità impresa formativa simulata: questa modalità prevede l’inserimento del progetto nel network Confao e la presenza di un’azienda (definita madrina) che possa guidare gli studenti. Nel caso di Luigi e dei suoi compagni, l’azienda è l’Aurum-fabbrica delle idee, al momento gestita dal Comune di Pescara. «Per noi è un’occasione per crescere e per darci maggiore responsabilità – dice Luigi – un modo per entrare in contatto con il mondo del lavoro, cosa che non capita spesso a scuola». Luigi si è occupato della parte web del progetto: lo racconta fiero e con molta umiltà elogia anche il lavoro dei suoi compagni di classe. «Il percorso però non finisce qui – precisa la professoressa – perché l’alternanza scuola lavoro deve comprendere tutto il triennio. Quest’anno i ragazzi hanno definito al meglio la business idea, raccogliendo materiali e informazioni: il prossimo anno si metterà giù un business model e i ragazzi ricopriranno ognuno una mansione specifica, come in una vera azienda». Il progetto è quindi in progress, se avete voglia di seguirlo e saperne più potete visitare asldavinci.wordpress.com.

A Castellammare una scuola intitolata a Méliès coltiva il sogno di giovani cineasti

meliesLuca Zingone è uno dei fondatori della Scuola di Cinema Méliès, «un centro di sperimentazione cinematografica in cui si fanno tre attività principali: formazione produzione e promozione dell’arte cinematografica». La scuola nasce a Castellammare di Stabia (NA) qualche anno fa grazie al No Crime Film festival. La manifestazione ha permesso ai ragazzi di costruirsi una rete di professionisti, aziende e associazioni che li ha spinti a creare qualcosa di più stabile. La svolta arriva a dicembre 2015 quando vincono il bando founder35 di Fondazione Cariplo. «Il contributo a fondo perduto ci ha permesso di acquistare le attrezzature necessarie per ampliare l’aspetto della formazione fornendo corsi su animazione 2D, 3D ed effetti speciali. Inoltre – continua Luca – abbiamo avviato un settore di produzione sociale attraverso il quale viene permesso a giovani cineasti selezionati di utilizzare gratuitamente le attrezzature per creare il proprio film». Attraverso questa modalità sono stati già prodotti 10 cortometraggi.
Ma la scuola cinema Méliès non è solo accademia o cinema: è stata infatti da poco inaugurata una escape room, gioco di origine anglosassone secondo il quale i partecipanti si ritrovano in una stanza e devono provare a uscire in base agli indizi che trovano all’interno di essa. Per provare dal vivo anche questo tipo di emozione basterà passare da Via Tavernola 5 (angolo Piazza Spartaco), Castellammare di Stabia (NA), dove la scuola ha la sua sede. Se ancora non siete convinti e volete saperne di più c’è il sito web scuolacinemamelies.it.

#27.radiosmu – La Resto al Sud Academy riparte da Scampia Inoltre nel podcast si parla di Postpickr e Searcharter

Non poteva esserci luogo migliore per inaugurare la seconda edizione della Resto al Sud Academy, corso di formazione su web-journalism pensato per ragazzi che vivono nelle periferie delle grandi città del Sud Italia. Il 22 marzo scorso alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando sono stati consegnati gli attestati ai corsisti che hanno da poco terminato il loro percorso formativo ed è stata presentata la seconda edizione. La prima edizione è stata segnata dall’entusiasmo dei ragazzi, dice Roberto Zarriello – ideatore dell’Academy e cofondatore del portale Resto Al Sud – ai microfoni di Start Me Up. Una delle novità della seconda edizione della Resto al Sud Academy è l’inclusione del TAG Cosenza tra i partner. «Siamo al lavoro per un evento all’interno del coworking per settembre 2016 – anticipa Roberto – un modo ulteriore per sottolineare la natura fattiva delle collaborazioni instaurate». Il TAG va ad affiancare gli altri promotori dell’Academy: Conad, Ninja Academy e Tiscali. I ragazzi del nuovo corso sono già all’opera, hanno infatti coperto l’evento di martedì sia sui social che coordinando il lavoro con i vari addetti stampa: «La cosa importante – dice ancora Roberto – è che loro, sperimentando, possano acquisire nuove competenze». Come la scorsa edizione i ragazzi che parteciperanno alla Resto al Sud Academy pubblicheranno come blogger su restoalsud.it e alcuni post verranno veicolati anche attraverso il portale tiscali.it.

Postpickr. Quando il tool per i social è sociale

postpickrArriva da Andria, in Puglia, Postpickr, tool per gestire social media che ha da poco raccolto più del doppio del valore prefissato grazie a una compagna di crowdfunding chiusa una settimana fa. Postpickr è stato realizzato da Maurizio Lotito, Maria Miracapillo e Antonello Fratepietro. Con Maurizio parliamo dell’incredibile lavoro che è stato fatto nei confronti della comunità di riferimento:«Sin dall’inizio – spiega – abbiamo reso questo progetto collaborativo. Abbiamo messo online una versione beta e abbiamo chiesto agli utenti di fornirci i loro pareri». Con il tempo il rapporto è cresciuto con il risultato che gli utenti hanno iniziato a considerare postpickr come qualcosa di proprio. Un’espediente che si è rivelato centrale nella campagna di crowdfunding che si è chiusa la scorsa settimana con più di trecento sostenitori. «Adesso non vogliamo certo disattendere il sostegno che così tante persone ci hanno voluto dimostrare – continua Maurizio – I fondi ci serviranno per completare lo sviluppo dell’applicazione e ottimizzare la piattaforma». Postpickr è il perfetto esempio di come il tempo investito ad ascoltare i propri utenti sia ben speso e ritorni indietro in termini di reputazione. «Per far ciò – spiega Maurizio – è necessaria trasparenza e un’attenta comunicazione che deve essere curata nel minimo dettaglio soprattutto sui social».

Searcharter vola a Berlino grazie a Nastartup

Michele Barisciano di SearcharterSearcharter è stato uno dei protagonisti dell’incontro di Nastartup che si è svolto la scorsa settimana. Michele ha raccontato il fine settimana a Berlino, offerto dalla community campana e vinto grazie a Searcharter, un market place dove è possibile prenotare e acquistare posti in aerei charter nello stesso modo in cui si prenota un sedile su un aereo low cost. «I voli charter hanno quasi sempre dei posti in eccedenza – spiega Michele – che solitamente non venivano occupati». Grazie a Searcharter questi voli possono essere disponibili al pubblico con un guadagno per la compagnia e un risparmio per l’ambiente. Non immettendo infatti un nuovo volo ma semplicemente riempiendo quelli che devono comunque viaggiare è possibile ridurre le emissioni di CO2. Questa caratteristica si è rivelata vincente durante il pitch che i ragazzi hanno realizzato alla betahaus, spazio di coworking della capitale tedesca. Perché? Beh, vi basta ascoltare il podcast. Searcharter è online ed è possibile acquistare già il proprio volo: basta andare su searcharter.com.

foto di copertina, via


#22.radiosmu – FourStars e Terzo Pilastro ti mandano in Cina Sono 6 i posti per ragazzi provenienti dal Centro-Sud Italia. Inoltre parliamo di Verticomics e Inembryo

L’agenzia per il lavoro FourStars insieme alla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo offrono sei stage in Cina a altrettanti ragazzi provenienti dal Centro Sud Italia. L’obiettivo, si legge nel comunicato stampa, è quello di colmare il divario occupazionale tra Nord e Centro-Sud puntando su un’esperienza di lavoro all’estero. Ho contattato Raffaella Rossi e Laura Mazzolini, le responsabili del progetto Stage in China e potete ascoltare l’intervista in questo ventiduesimo podcast di Start Me Up. “La prima parte dello stage, spiega Raffaella, sarà dedicata alla comprensione della lingua cinese attraverso degli incontri business-oriented che permetteranno ai candidati di iniziare a costruirsi un proprio network. A questo seguirà il percorso professionalizzante all’interno dell’azienda”. I candidati possono provenire da un qualsiasi percorso di studio, gli unici vincoli sono la provenienza (il domicilio non conta) e l’età non inferiore ai 22 e non superiore ai 29 anni. “Avranno un ulteriore peso nella valutazione – precisa Raffaella – la conoscenza della lingua inglese e una esperienza precedente in azienda”. “Più del 50% dei borsisti che hanno partecipato al programma “Stage in Cina”- continua Laura – è stato riconfermato dalle aziende ospitanti”. Al di là di questo, durante i suoi 15 anni di esperienza, Fourstarts ha provveduto a aiutare i candidati che, rientrati in Italia, hanno deciso di cercare lavoro nel nostro Paese.
Chiunque fosse interessato deve affrettarsi perché il termine ultimo per presentare la propria candidatura è il 7 marzo 2016: tutte le informazioni sono su stageincina.it.

La siciliana Verticomics fra le startup di Fbstart

La notizia è di questa settimana. Facebook ha incluso nel proprio programma di incubazione dedicato a startup che sviluppano applicazioni mobile anche Verticomics, piattaforma che promette agli utenti un’esperienza di lettura unica e pensata per i fumetti. Questa definizione – che loro definiscono verticalismo – e questo nuovo capitolo nella vita di questa startup mi hanno spinto a mettermi in contatto con Mirko Oliveri. Mirko mi ha spiegato che a Verticomics hanno studiato un formato pensato appositamente per il fumetto “per riportare in digitale le stesse emozioni di lettura che un appassionato ha leggendo un fumetto su carta”. I competitor al momento – dice Mirko – si limitano a adattare il formato che utilizzano per i libri di testo e quindi non tengono conto delle immagini e delle sequenze, elementi centrali nello sviluppo della storia di un fumetto. L’obiettivo di Verticomics è quello di stabilire uno standard per il fumetto digitale (un po’ come Apple ha fatto per la musica con iTunes) e possono al momento contare su un catalogo che attinge sia dal mercato mainstream (con i titoli che vanno per la maggiore) al mercato indipendente. “Ogni giorno gli utenti Verticomics – dice Mirko – hanno la possibilità di scaricare un fumetto gratis: solitamente questo arriva da autori esordienti che possono proporre i propri lavori attraverso il sito verticalismi.it”. Riguardo poi all’opportunità offerta da Facebook, Mirko sottolinea l’importanza di questa possibilità che permetterà alla startup di potenziare l’aspetto social della piattaforma. Se siete appassioanti di fumetti non potete quindi non scaricare Verticomics disponibile per iOS e Android. Inoltre per tutti gli utenti Apple c’è uno speciale sconto del 50% sullo store: come ottenerlo? Basta ascoltare il podcast.

Inembryo, il networking si fa online

Nasce a Palermo ed è orientata allo sviluppo delle idee attraverso lo scambio di pareri e competenze. Inembryo.com è online da qualche mese e vuole aiutare chi ha un’idea (o anche solo un’intuizione) e non sa come metterla in pratica. Antonio Burgio, uno dei creatori, dice ai microfoni di Start Me Up che l’intento è quello di stimolare la collaborazione attraverso la creazione di una monete virtuale – chiamata bryo – che permetta alle persone di scambiarsi competenze e servizi. Il cosiddetto “Club degli innovatori”, ovvero la community di Inembryo, interagendo tra loro riuscirà infatti a sviluppare i progetti attraverso il crowdsourcing. Punto centrale è la moneta di scambio valida solo all’interno della piattaforma: “Questo sistema pensiamo possa essere un vero e proprio acceleratore di idee – dice Antonio – perché se da un lato è possibile donare bryo per avere competenze, dall’altro è possibile investirli per sviluppare le proprie capacità”. Chiunque volesse entrare a far parte della community di Inembyo non deve far altro che creare un proprio account su inembryo.com.