#03.radiosmu – Food Il cibo come motore di innovazione: tre startup che in modi diversi stanno cambiando il modo di mangiare



Il cibo è uno degli ambiti in cui l’innovazione è più vivace: anche per questo motivo non potevamo non dedicare uno dei podcast di agosto al food, raccogliendo alcune delle interviste più interessanti tra quelle registrate durante la stagione appena trascorsa.

Nonni e nipoti condividono i fornelli

forkinprogressCosì in questo terzo podcast trovate Luana Stramaglia di Fork in Progress, che abbiamo sentito una settimana dopo aver vinto il bando Valore Assoluto 3.0. Fork in Progress è un’impresa a finalità sociale che utilizza l’ attività di ristorazione come mezzo di sostenibilità e la cucina come strumento di educazione informale. Spiega bene Luana Stramaglia, che racconta la storia di questa avventura dall’inizio, cioè il bando Principi Attivi del 2012 . Nato in via sperimentale, Fork in Progress ha aperto un ristorante a Foggia, il Fourquette, dove si mette in atto la cosiddetta Cucina Narrativa. Ogni giorno una persona anziana e un ragazzo dell’istiuto alberghiero cucinano insieme in uno scambio di saperi e conoscenza. «È un progetto di inclusione sociale che passa dalla cucina» dice Luana nell’intervista, che insieme al team di Fork in Progress si appresta a portare questo modello prima a Bari e poi in tutta Italia con una vera e propria catena di ristoranti.

Spagrillo: pasta di insetti 100 % italiana

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Riccardo al momento della premiazione dei SITA 2016, via

Si passa poi a Riccardo Zamponi di Spagrillo, incontrato durante lo Snap Italy Talent Awards 2016. Riccardo con tutto il team produce la prima pasta proteica ricavata da farina di insetti. Al momento la pasta prodotta ha solo il 20% di farina che proviene da questi animali e, assicura Riccardo «ha un sapore caratteristico che cambia in base al tipo di insetto usato». Partendo dal presupposto che tutti gli animali utilizzati per produrre questa pasta sono buoni (e sani), Riccardo specifica che «i grilli ricordano i crostacei, mentre le larve della farina hanno un sapore simile alla nocciola». Gusto a parte Spagrillo è una pasta con caratteristiche nutrizionali precise: «È più proteica – continua Riccardo – con una concentrazione più bassa di carboidrati». La sfida più grande sarà – come è facile immaginare – vincere l’indifferenza verso questi tipi di cibo: al di là dei problemi di tipo normativo in cui il team sta incappando, tutto il gruppo è deciso a mantenere la produzione in Italia puntando al mercato estero: «La nostra tradizione e cultura culinaria ci dà certamente dei vantaggi nel mercato estero. In Italia – ammette Riccardo – è difficile riuscire a farsi spazio, ma sappiamo che arriverà il momento giusto, magari non ora, ma presto».

Biorfarm: tutti possono essere contadini digitali

biorfarmL’ultima intervista che potrete ascoltare in questo podcast è quella a Osvaldo De Falco, uno dei fondatori di Biorfarm. Biorfarm permette ai propri utenti di adottare un albero da frutto e avere così garantita la fornitura annuale di frutta fresca. Una combinazione ideale per tutti: per il consumatore che è certo di acquistare un prodotto sano e che può comunque sempre controllare; per il produttore agricolo che è certo di avere il necessario per la cura dei propri alberi e un giusto guadagno per il suo lavoro. Dietro Biorfarm c’è un team solido sparso in ogni parte del mondo ma che riesce a portare avanti un’impresa che accontenta diverse tipologie di consumatori. «Molti – dice Osvaldo nell’intervista – decidono di regalare un albero ai propri cari. Addirittura una coppia in occasione del loro matrimonio ha deciso di regalare gli alberi come bomboniere». La fantasia non manca, così come le speranze di riuscire presto a allargare il proprio mercato. Tutti possono adottare un albero da frutto, sceglierlo all’interno del frutteto e garantirsi così una fornitura di frutta fresca a domicilio, basta seguire la procedura indicata su biorfarm.com.

foto di copertina di Thomas Schweighofer

Agosto, podcast mio ti conosco! Ogni giovedì di agosto un podcast con le migliori interviste della stagione

Agosto, podcast mio ti conosco! Tra tutti i proverbi, canzoni e detti popolari che mi sono venuti in mente (e che potevo storpiare al caso mio) ho trovato questo. Si perché per tutto Agosto, Start Me Up continuerà a farvi compagnia riproponendovi le migliori interviste della stagione. Saranno podcast tematici dedicati a quattro argomenti specifici: Personaggi, Eventi, Food e Bio. Chi saranno le 12 persone intervistate (tre per ogni puntata) lo scoprirete settimana dopo settimana, ogni giovedì, come sempre. Non dovrete far altro che continuare a scaricare i podcast tramite iTunes o utilizzando i feed RSS, oppure se passate da questo sito potrete sentirli direttamente online (o ancora dall’account Spreaker).

È stata una stagione fantastica: da gennaio Start Me Up è entrata a far parte della famiglia di Smartwork che ha dato al programma nuova energia e tanti stimoli in più. Il programma era già forte della collaborazione con Keedra e Spreaker: entrambi rappresentano le due colonne di questo format radiofonico. Inoltre, la disponibilità di restoalsud.it, robertozarriello.com, Radio 100 passi e RadioStreet Messina che ogni settimana hanno amplificato il segnale di questa trasmissione si è rivelata centrale per la crescita del programma. Un’altra novità di questa ultima stagione è stato il Liveshow che ogni lunedì su Radio Street Messina e in collaborazione con Startup Messina, ha dato la possibilità a me, Giuseppe Arrigo e Marcello Perone di raccontare ciò che succede dal punto di vista dell’innovazione tra Sicilia e Calabria (qui potete sentire qualche podcast).

Il grazie più grande va però a chi ogni settimana ci ha ascoltato, siete sempre di più e di questo non posso che essere contento. Passate un buon mese d’agosto, in compagnia anche di Start Me Up: ci sentiremo presto con tante novità.

#allagrande

fabio

foto di copertina, via

#45.radiosmu – Un concorso di idee per valorizzare il Cilento È la proposta dell'associazione Jazzi. Inoltre parliamo di Giffoni Next Generation e stammi-bene.it



L’associazione culturale Jazzi promuove un bando per la valorizzazione dell’area di Licusati (Camerota) all’interno del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano (Salerno). Fino all’11 ottobre si cercano idee che possano valorizzare e raccontare il patrimonio ambientale, materiale e immateriale di questa zona, «una delle tante aree interne d’Italia che – come dice il direttore dell’associazione Agostino Riitanosono dense di valori e beni storico-artistici spesso dimenticati». Inoltre c’è anche da sottolineare come il Sud si stia dimostrando negli ultimi anni «uno straordinario laboratorio per le pratiche innovative».
Proprio perché si intende partire dalle caratteristiche del territorio, non si potevano escludere gli jazzi, «peculiare architettura rurale – spiega Agostino – presente in questa area del Cilento, il cui nome deriva da iacere (giacere). Lo jazzo era la dimora temporanea per il ricovero degli animali da pascolo». È stato quindi naturale dedicare almeno uno dei tre temi del bando in questione a queste strutture che rappresentano una vera e propria rete all’interno di tutta l’area. Ai partecipanti verrà chiesto infatti di pensare a un tipo di ospitalità diffusa basata su queste strutture. Gli altri due temi saranno i percorsi lenti, con uno studio non di semplici tour, ma un modo “lento” di connettere le tante anime del Cilento, il mare e la montagna, il legame che questo territorio ha con la sua storia (queste zone hanno visto passare briganti, carbonari, monaci, per dirne solo alcuni…). Infine, il terzo tema è dedicato alla notte, al concetto di sosta, inquadrata in un cammino più ampio all’interno della natura.
In palio ci sono 30 mila euro in tutto che verranno divisi in questo modo: 15 mila euro al primo classificato, 10 mila al secondo e 5 mila al terzo. Tutti i dettagli o per ulteriori informazioni potete visitare jazzi.it/concorso.

Next Generation: il futuro per Giffoni e per tutto il Sud Italia è in costruzione

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Domenica scorsa si è chiusa la quarantaseiesima edizione del Giffoni Film Fest che per il secondo anno ha ospitato una sezione dedicata all’innovazione, la Giffoni Next Generation. Abbiamo quindi contattato Luca Tesauro a capo di Giffoni Innovation Hub, «una creative agency nata da Giffoni Experience – dice Luca – che opera nel mondo dell’industria creativa e del mercato dell’innovazione». Il programma del Next Generation di quest’anno è stato ricco di talk e laboratori che ha visto la partecipazione di più di 80 persone appartenenti al mondo della finanza e dell’innovazione ma soprattutto tanti ragazzi che hanno potuto discutere e saperne di più su sharing economy, industrie creative e temi legati alla gestione dell’amministrazione pubblica. «Al di là dei numeri – dice Luca – siamo molto contenti per come sia andata questa edizione perché segna un ulteriore passo in avanti rispetto allo scorso anno: stiamo costruendo un bel pezzo di futuro per Giffoni e per tutto il Sud Italia». Giffoni è principalmente un festival cinematografico e per Next Generation è una bella eredità da portare dietro perché «se una volta il linguaggio del cinema era lo strumento di condivisione che permetteva di mettere insieme bambini e ragazzi di tutto il mondo – continua Luca – ora ci sono altri strumenti e altri linguaggi che si aggiungono ad esso e che passano dalle startup o dall’innovazione in generale».
Giffoni Innovation Hub non è solo Next Generation, l’agenzia tutto l’anno lavora per progettare format e esperienze uniche come i Digital Days, percorsi di alfabetizzazione digitale pensati per i ragazzi, hanno un portale di crowdfunding all’attivo e lavorano nel settore delle relazioni istituzionali e commerciali. Per saperne di più basta andare su giffonihub.com.

Stammi Bene, il primo mercato con cucina pensato dai clienti

Stammi bene«In autunno a Bari aprirà il primo mercato con cucina ideato dai suoi clienti». In questo modo Francesco Pomarico, ideatore di Stammi Bene, definisce il suo progetto che punta tutto sul cibo, ma sopratutto sugli amanti del ben mangiare. In questo momento chiunque può candidarsi a diventare un ambasciatore del gusto e fare la propria proposta affinché il mercato che verrà messo in piedi possa avere quel particolare dettaglio che lo renderà unico. Per partecipare a quello che possiamo definire un vero e proprio brainstorming collettivo basta andare su stammi-bene.it, candidarsi per diventare ambasciatore del gusto (in tutto saranno 100) e proporre idee e suggestioni per creare questo mercato dove si potrà mangiare, ma anche semplicemente fare la spesa.
Il primo Stammi Bene sorgerà al centro di Bari, nei progetti di Francesco c’è anche quello di farne una catena, ma questo si vedrà con il tempo. Nel frattempo, food lovers, datevi da fare e lasciate la vostra idea per Stammi Bene.

Questo è l’ultimo podcast di Start me Up per questa stagione, dalla prossima settimana e per tutto agosto riproporremo le migliori interviste ascoltate in questi mesi. Ci si rivede (o forse sarebbe meglio dire ci si risente) a settembre con tante novità. Alla grande!

foto di copertina, via

Speciale Snap Italy Talent Award 2016 Le interviste alle startup più interessanti viste all'evento di Snap Italy



Come forse avete potuto vedere dai social, giovedì scorso, 30 giugno, mi trovavo a Roma a seguire lo Snap Italy Talent Award 2016. Il premio indetto dal webmagazine Snap Italy, si è svolto nell’incantevole villa Geta (un posto con i conigli nel prato, per farvi capire). È stata una serata dedicata al networking anche se a farla da padrona è stata la competizione che ha visto ventiquattro startup divise in sei categorie gareggiare tra loro. Nel podcast che potete ascoltare all’inizio dell’articolo (o su iTunes) troverete le interviste a alcuni dei vincitori più altre tre ai progetti che mi hanno colpito particolarmente.

Si inizia con Zornitza Kratchmarova di Babyguest, startup che ha vinto nella sezione Turismo, per passare poi a Riccardo Zamponi di Spagrillo, progetto risultato primo nella categoria Food. Subito dopo ho il piacere di ospitare Davide De Luca e Roberto Dell’Ariccia di Traslochino e Enrico Scianaro di Whoosnap, che hanno battuto le altre startup nella categoria Sharing Economy e Innovazione. Non troverete Adriana Santanocito di Orange Fiber e GET dei fratelli Parini (vincitori rispettivamente per le categorie Moda e Utilities) che spero di avere presto come ospiti nelle prossime puntate.

C’è però ancora spazio per alcune idee che non hanno vinto ma che a me hanno particolarmente colpito. E così questo speciale dedicato allo Snap Italy Talent Award 2016 si conclude con le interviste a Domenico Sarleti di Tripdoggy, Caterina Naglieri di Plato Design e Piercarlo Mansueto di Sharewood.

Nella foto di copertina un momento della premiazione. L’immagine è stata presa qui

#25.radiosmu Riccio di Unicredit:«Puntiamo sulla formazione per far crescere le startup del Sud Italia» È quello che fa Unicredit con gli incontri che sta organizzando in giro per l'Italia. Inoltre parliamo di Mulini social e Sharing School

Lunedì 29 febbraio sono stato a Reggio Calabria in occasione del Workshop L’idea imprenditoriale, organizzato dallo Sportello ImprediReggio Calabria, gestito come certamente saprete dall’inossidabile Angelo Marra presidente di Confindustria Giovani – Reggio Calabria. Il pomeriggio – che si è svolto nella sede reggina di Confindustria – era una delle tappe del ciclo di presentazioni di Unicredit Start Lab, bando promosso dal gruppo bancario che intende raccogliere le migliori idee di business nell’ambito del LifeScience, ICT/Web/Digital, CleanTech e Innovative Made in Italy. Lo spiega ai microfoni di Start Me Up Antonio Riccio, stakehoder and territorial development manager di Unicredit:«È una piattaforma continuativa perché chi si è iscritto lo scorso anno e non è riuscito a ottenere il finanziamento può migliorare la propria idea e riprovarci quest’anno – spiega. Questo non significa che chi ci voglia provare per la prima volta non possa farlo». A Start Me Up abbiamo già parlato di Unicredit Start Lab: qualche mese fa abbiamo presentato infatti Bulbixin, startup calabrese che è entrata nel programma Unicredit e che rappresenta uno dei pochi casi positivi nel Sud Italia. «C’è un problema di qualità – continua Riccio – infatti le idee del Sud Italia che sono riuscite a entrare nel programma di Unicredit sono solo due al momento. Per questo motivo abbiamo pensato a dei momenti formativi come quello di Reggio Calabria per poter aiutare ulteriormente quanti fossero interessati a preparare al meglio la propria candidatura».
Il termine ultimo per presentare la propria idea imprenditoriale a Unicredit Start Lab è il 30 aprile e potete trovare tutte le informazioni su unicreditstartlab.eu.

In Calabria il mulino a pietra si finanzia con il crowdfunding

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Forse ne avete già sentito parlare perché la notizia sta veramente facendo il giro di tutti i giornali ed essendo una storia che arriva dal centro della Calabria – per essere precisi, San Floro (CZ) – non potevo non raccontarla. Mi riferisco a Mulinum, il progetto portato avanti da Stefano Caccavari che attraverso il crowdfunding sta recuperando il più antico mulino a pietra naturale della Calabria per inserirlo in un ciclo produttivo di prodotti da forno. Il Sole 24 ore lo ha già definito il primo mulino social e la raccolta è in dirittura d’arrivo «Siamo all’80% della somma prevista» dice Stefano a Start Me Up. Quello di San Floro non è un mulino qualunque in quanto è uno dei pochi rimasti a pietra naturale. Al di là dell’evidente valore storico c’è anche un vantaggio dal punto di vista produttivo perché la macinatura ottenuta da questo tipo di pietra è unica e difficilmente replicabile. Inoltre anche il grano che si intende macinare presenta delle qualità nutritive particolari «Come il resto della Calabria anche a San Floro cresce un tipo di grano ricco di fibre e povero di glutine rispetto ai cosiddetti grani moderni». Stefano non è nuovo a simili iniziative: quando San Floro ha rischiato di diventare la più grande discarica d’Europa ha dato vita a orto di famiglia: «Siamo ripartiti dalla terra per dire che il nostro territorio è a vocazione agricola e non a vocazione di rifiuti industriali e pericolosi». E infatti oggi chi vive nei pressi di Catanzaro può comprare a km zero frutta e verdura coltivati senza concimi chimici. Anche se manca poco c’è ancora modo per contribuire alla realizzazione del mulino. Per farlo si può contattare Stefano sul suo profilo facebook oppure andare su mulinosanfloro.it e fare una donazione libera o acquistare in anticipo il kit farina bio.

Partita la seconda edizione della Sharing School a Casa Netural

sharing-school_MateraDopo circa un anno torno a sentire Andrea Paoletti di Casa Netural, che in Basilicata offre uno spazio dedicato al coworking e al co-living. Uno dei servizi offerti è l’incubatore di sogni, un pacchetto che permette a chi ha un’idea di metterla in pratica attraverso mentoring e assistenza. In quest’ottica assume più valore la collaborazione con materahub (già sentiti anche loro, in questo podcast) che permetterà a chi frequenta Casa Natural di poter usufruire di ulteriori servizi. Con Andrea si parla anche della seconda edizione della Sharing School, pensata per progettisti e operatori pubblici che vogliono approfondire le tematiche dell’economia collaborativa. Spazio verrà dato anche alla legge che in questi giorni si sta discutendo e che mira a normare tutti i servizi che rientrano nella sharing economy «Il programma è molto vasto – dice Andrea a Start Me Up – ma l’apporto di docenti come Christian Iaione, Guido Smorto o Paolo Venturi di AICCON aiuterà i partecipanti a definire meglio gli aspetti centrali di questa bozza di legge». La scuola si svolgerà tra il 27 aprile e l’1 maggio 2016 e c’è tempo per mandare la propria candidatura fino al 30 marzo ore 23.59. Tra tutte le domande pervenute sarà data priorità a 35 partecipanti, di cui 5 “portatori” di progetti collaborativi, coerenti con il programma, da studiare e implementare insieme durante i giorni della Sharig School. Trovate tutte le informazioni su sharingschool.it.

Nell’immagine di copertina un momento del workshop L’idea imprenditoriale, via

#23.radiosmu – Dress the black Amarelli e TAG alla ricerca del design perfetto E inoltre conosciamo Eclettica a Caltanissetta e Hair Truck che ha vinto Perlana4Women

Dress the black è il primo contest di idee dedicato al Food Design promosso dall’azienda Amarelli Fabbrica di Liquirizia in partnership con Talent Garden Cosenza. “La Amarelli non è mica nuova alle innovazioni – come dice Fortunato Amarelli A.D. dell’azienda – se pensate che il primo sito aziendale risale al 1996”. Questa volta la storica azienda di liquirizie è alla ricerca di grafici e creativi che realizzino il packaging di una Special Edition della tradizionale scatoletta in metallo. “Stiamo cercando un prodotto che racconti la nostra storia attraverso colori e forme. Qualcosa che guardi al futuro ma con un forte legame alla tradizione: siamo pur sempre un’azienda che ha più di un secolo di storia”, continua Fortunato. Il contest è diviso in due parti: le proposte possono essere inviate fino all’11 aprile. Successivamente, si terrà una selezione finale in cui i promotori dei progetti selezionati dovranno trascorrere 3 giorni all’interno della Fabbrica Amarelli di Rossano (CS) per conoscere da vicino il lavoro degli operai e toccare con mano i luoghi che hanno reso questa azienda famosa in tutto il mondo. Infine a maggio si terrà la Final Competition in cui si decreterà il vincitore. Tutte le informazioni sono sul sito del TAG Cosenza, partner dell’evento: qui potete scaricare il regolamento completo, mentre su amarelli.it potete conoscere meglio l’azienda Amarelli.

Grazie a Eclettica Caltanissetta dà nuova vita alla vecchia pista di pattinaggio

Eclettica è uno dei tre progetti che ha vinto Boom – Polmoni Urbani, iniziativa promossa da Movimento 5 Stelle Sicilia e Farm Cultural Park – Favara che intende finanziare con un contributo di 120.000 € lordi a fondo perduto progetti che hanno a che fare con la rigenerazione urbana (ne avevamo parlato qui). Eclettica, associazione presieduta da Alessandro Ciulla ha deciso di dare nuova vita alla vecchia pista di pattinaggio rimasta inutilizzata da più di 15 anni. I 3000 mq sono destinati a evolversi “in uno spazio 4.0 – come lo definisce lo stesso Alessandro – dedicato allo sport (principalmente quello su rotelle), all’arte contemporanea e alla sostenibilità”. L’associazione non ha intenzione di lavorare da sola, anzi, sono previste diverse modalità di collaborazione: la più semplice è forse quella di portare i propri scarti affinché i ragazzi di Eclettica possano riusarli come elementi di arredo urbano: “Se hai un copertone o un vecchio pallett, noi possiamo farne un cestino per i rifiuti o una panchina” dice Alessandro. Il progetto è ambizioso e prenderà tre anni per realizzarlo. Alessandro non si sbilancia ma lui spera di avere le prime aree complete già a maggio. Per seguire le evoluzioni del progetto e per sapere come dare il proprio contributo basta andare su streetfactory.it.

Hair Truck, il parrucchiere ambulante che ha vinto Perlana4Women

Arriva dal Salento e al grido di “mai più un capello fuori posto” ha conquistato la giuria di Perlana4Women, contest organizzato dalla nota marca di detersivi che premia l’imprenditorialità femminile. I 20.000 € in palio sono stati vinti da Francesca Lattante e Michela Pulieri con il progetto Hair Truck, un coiffeur itinerante che almeno nella fase iniziale girerà per tutto il Salento. “Abbiamo pensato di fornire una soluzione per tutti i turisti che dopo aver passato una giornata in spiaggia vogliono uscire la sera senza rinunciare ad avere una bella acconciatura” dice Francesca. Ma Hair Truck ha anche un risvolto sociale: se infatti in estate il target è rappresentato da chi frequenta le spiagge di una delle regioni più gettonate d’Italia, in inverno Hair Truck potrà girare tra i paesini e raggiungere così persone che solitamente non frequentano saloni di bellezza. “La nostra intenzione è anche quella di arrivare negli ospedali per offrire un servizio a chi non può muoversi per motivi di salute”: non sono infatti da sottovalutare i benefici psicologici che si possono avere dall’avere i capelli in ordine nelle persone anziane o che soffrono. Hair Truck non avrebbe visto la luce senza l’apporto di cOFFice Galatone (realtà di cui mi riprometto di parlarvene presto): “Senza di loro – dice Francesca – non avrei saputo di Perlana4Women e inoltre sono state fondamentali nella fase di progettazione e scrittura del progetto”. Adesso si apre la fase operativa e i primi passi da fare riguardano gli aspetti burocratici. In bocca al lupo quindi a Francesca e Michela e non vediamo l’ora di vedere Hair Truck tra le strade del Salento.


#12.radiosmu – L’innovazione tra Puglia e Basilicata Digital Champion, Startup in cerca di team e progetti di turismo creativo in poco più di 10 minuti

È tutta concentrata tra la Puglia e la Basilicata questa dodicesima puntata di Start Me Up che parte da Lecce dove incontriamo Gabriella Morelli. In occasione dell’Italian Digital Day infatti non voglio parlare dell’evento di Venaria (il web è piano di articoli pro o contro), piuttosto ho pensato fosse più interessante andare a chiedere a uno dei Digital Champion, anzi addirittura a un membro del direttivo dell’associazione, un bilancio di questo primo anno da campione digitale. Senza spoiler posso dirvi che Gabriella definisce interessante questi primi 365 giorni perché le hanno permesso di portare la tecnologia nelle scuole, e di promuovere la cultura digitale tra le associazioni di categoria, la PA e, cosa più emozionante, aver permesso a persone anziane in un pensionato di parlare con i propri figli attraverso Skype. L’impegno di Gabriella si è speso anche per portare per la quarta volta a Lecce il Tedx. Il tema di questa edizione era Revolutionary Roads, “le strade – dice Gabriella – che ci hanno portato fino a qui ma anche quelle ancora da intraprendere”. Come le Conversazioni sul futuro, evento che è collegato al Tedx o i Cantieri dell’Innovazione Sociale che per tutto l’anno vedrà Gabriella e la sua associazione impegnata insieme ai ragazzi delle scuole in progetti di innovazione sociale.

Start Me Up ha anche una funzione sociale e di sostegno concreto alle nuove idee imprenditoriali nascenti. È stato questo il motivo che mi ha spinto a chiamare Francesca Monti, ideatrice di Friselleria Salentina, idea che si è aggiudicata il terzo posto all’ultimo Startup Weekend Lecce. Nonostante la vittoria Francesca non ha più un team per lavorare al suo progetto ed è alla ricerca di esperti di marketing e di economia. L’idea è quella di mettere in piedi una sorta di franchising che in tutta Italia possa vendere prodotti tipici salentini insieme a quelli che provengono dalla regione in cui il negozio si trova, nel segno della tradizione e del biologico. Francesca lavora insieme ai genitori nel panificio di famiglia e Friselleria Salentina rappresenta il sogno che i genitori di Francesca hanno e che lei vorrebbe realizzare. Se qualcuno fosse interessato si faccia avanti o sulla pagina facebook del prodotto o attraverso mail di Francesca.

Raffaele Vitullo è l’ultimo ospite di questa puntata di Start Me Up che si sposta per l’occasione a Matera. Raffaele è uno dei membri di MateraHub, centro di progettazione europea che si dedica all’innovazione sociale. Il gruppo è al lavoro sul secondo appuntamento di Creative Land Europe. Il progetto prevede che gli operatori turistici possano imparare dagli artisti per trovare modi creativi per promuovere il terriotrio. L’incontro del 18 e del 19 si svolgerà presso Casa cava a Matera e sarà un workshop curato da Trevor Burgess, formatore, esperto di strategie di management rivolte a centri creativi e culturali europei. Durante il workshop sarà presentato in anteprima internazionale una versione del famoso Business model canvas personalizzata per artisti, creativi e manger del settore. Per partecipare è necessario iscriversi e, nel caso non riusciste a arrivare in tempo, Raffaele consiglia di seguire i profili social di Creative Land Europe e MateraHub per restare sempre aggiornati.


#01.radiosmu – La nuova stagione Comincia la nuova stagione del vostro programma preferito!

Ragazzi, Start Me Up è tornato! E non sapete quanto è bello poterlo scrivere! Come sempre ogni giovedì trovate su questo sito (o su spreaker, o su iTunes, sui feed RSS e da questa settimana anche su Twenty’z Radio) un podcast di dieci minuti circa che racconta l’innovazione del Sud Italia.

E il primo ospite di questa stagione è Mario Di Girolamo, CEO di Boosha che grazie a Nastartup è volato con tutto il team a Barcellona per passare un fine settimana al Talent Garden. Boosha è l’applicazione che mette insieme la passione per i libri e la sharing economy, permettendo alle persone di scambiarsi libri (anche a pagamento volendo) e idee e pareri su ciò che si è letto. Ma l’intervista è anche l’occasione per parlare di quello che i ragazzi hanno imparato in Spagna e delle connessioni che hanno creato. Mario racconta che in Spagna gli hanno addirittura proposto di tradurre Boosha in spagnolo. Al momento il team è impegnato nella pubblicazione della nuova versione della app, orientata ancora di più alle interazioni tra gli utenti. Quindi tenete d’occhio appboosha.com per restare aggiornati.

Si passa poi a parlare ancora della metodologia lean (ne abbiamo parlato durante lo speciale su Blank Disrupt) perché come forse avete già letto dalle pagine di questo sito Paola Di Rosa e Eleonora Rocca di At Factory hanno lanciato la campagna per sbloccare (come si dice in gergo) Palermo. Ne parliamo abbondantemente durante l’intervista sottolineando l’utilità di questa metodologia per chi si appresta a fare impresa. La Lean Startup Machine (che tra l’altro si svolgerà anche a fine settembre a Napoli) è una vera e propria palestra di pivoting, pensate infatti che a essere premiato è il team che riesce a interpretare meglio i cambiamenti che arrivano dal mondo esterno e non l’idea più originale. Per sbloccare Palermo basterà andare su leanstartupmachine.com, digitare Palermo e inserire la propria email per sbloccare la città. Facile, no?

L’ospite che chiude questa prima puntata è Boris Serra, sardo, a capo di Zhips, azienda che vuole commercializzare un’antica ricetta tradizionale della Sardegna. Si tratta di fettine di zucchine fritte come se fossero delle comuni patatine. Il team di Zhips si è da poco spostato in provincia di Cuneo presso l’acceleratore Tecnogranda e Boris prevede di andare sul mercato in primavera per sfruttare al massimo tutte le caratteristiche naturali del prodotto. Naturalmente non vedo l’ora di assaggiarlo, ma per adesso mi sa che dovremmo accontentarci tutti di seguire l’evoluzione del progetto dalla loro pagina Facebook.


#16.radiosmu del 26 marzo Seejay e cucinamancina alla ricerca di sostenitori mentre Seismic si trova a Napoli

Una puntata all’insegna del crowdfunding! Proprio così perché i due terzi di questa puntata di Start Me Up sono occupati da progetti che in questo momento sono alla ricerca di finanziamenti. Il primo che vi racconto è seejay, un portale che permette di aggregare i messaggi presenti su vari social network in un’unica pagina. Il progetto guidato da Fabrizio Ferreri è attualmente impegnato in una campagna sul portale siamosoci.com. La campagna è riservata agli addetti ai lavori infatti non sono accettate donazioni al di sotto di 10.000 euro. Ma anche chi non investe denaro per mestiere può aiutare il team di seejay: basterà spargere la voce utilizzando l’hastag #Seejay4FUNding. Fabrizio ha inoltre riservato un regalo a chiunque ascolti la puntata, quindi fossi in voi, non me la perderei.

Altro progetto che vi segnalo è cucinamancina.com la prima food community dedicata a chi mangia differente, per scelta o per necessità. Il portale, realizzato dalle pugliesi Flavia Giordano e Lorenza Dadduzio, è stato inserito da Startupitalia! tra le migliori 100 startup del 2014. Fino al 18 aprile Cucina Mancina deve raccogliere 10.000 euro attraverso il portale eppela.com. Per chi ne volesse sapere di più non deve far altro che ascoltare la puntata o recarsi a Milano, visto che Cucina Mancina sarà al Seed&Chips fino al 29 marzo.

Chiudiamo infine parlando di social innovation perché martedì scorso la rete italiana Seismic ha fatto tappa a Napoli. L’incontro, organizzato da Cittalia in collaborazione con MappiNa ha seguito gli appuntamenti di Bruxelles e Roma. Cosa è stato fatto a Napoli e quali saranno gli sviluppi del progetto sono i due argomenti al centro dell’intervista a Massimo Allulli, coordinatore del national network italiano di Seismic.

Alla grande!