39.Come il giornalismo racconta le città? La risposta non è in questo podcast (ma vi dice dove trovarla).



Qual è il ruolo del giornalismo nel racconto urbano? Si cercherà di rispondere a questa domanda durante l’Urban Journalism Academy, uno degli appuntamenti di Right To the Future. L’evento si svolgerà a Palermo tra il 6 e l’8 aprile ed è organizzato da Push.

In questo podcast parliamo con Alessandra Pirera del segretariato delle Nazioni Unite di Habitat III che modererà l’Urban Journalism Academy. L’incontro è pensato per giornalisti, blogger e chiunque abbia a che fare con i media. Ci saremo anche noi di Start Me Up!!! Per capire meglio cosa aspettarsi dall’incontro di Palermo non dovete far altro che ascoltare questo podcast.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per capire il dibattito in corso sulla vivibilità delle città
  • Per capire come cambia il ruolo del giornalista in questo contesto

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Link utili

La citazione di Alessandra

Leggi la trascrizione del podcast

Mash e Periwinkle sull’Apple Store Mash&Co sbarca su iOS, Sinnova e Premio Best Practices per l'Innovazione 2016



03-valeriocrabtoonDa qualche settimana Mash e Periwinkle sono sull’Apple Store. I protagonisti della serie ideata da Crabtoon dopo il periodo di accelerazione presso la sede TIM Wcap di Catania, sono disponibili anche per il mercato iOS, e stanno già riscuotendo un buon successo.

Di questo ne parliamo con Valerio Merenda, anima insieme a Katrine Orbeta di Crabtoon, che viene a trovarci per la seconda volta. L’intervista parte proprio da dove ci eravamo lasciati (qui, per intenderci) e fa un lungo excursus sul percorso che ha portato Mash&Co. a arrivare sull’Apple Store, cosa hanno imparato e, soprattutto, cosa li aspetta nei prossimi mesi. Un appuntamento per tutti: Mash&Co. rappresenterà l’Italia a Copenaghen, dove gareggerà per la Creative Business Cup.

 

Le informazioni sul mondo Mash&Co. sono qui, mentre per scaricare l’app in versione iOS dovete cliccare qui. La versione per Windows Mobile invece si trova qui.

Sinnova punta sull’internazionalizzazione

03-valtersinnovaSi è chiusa venerdì 7 ottobre la quarta edizione di Sinnova, l’evento dedicato all’innovazione in Sardegna organizzato da Sardegna Ricerche in collaborazione con l’Assessorato regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio. Non sono andato a Cagliari, ecco perché ho chiesto a Valter Songini, responsabile della comunicazione di Sardegna Ricerche di raccontare l’evento a Start Me Up. Il titolo di questa edizione di Sinnova era Sardinia, land of innovation, scelto perché in questo ultimo anno sono state tante le multinazionali che hanno deciso di investire sul territorio sardo. Anche per questo motivo Sinnova è passata da essere una semplice vetrina delle aziende che promuovono l’innovazione sul territorio a una possibilità di crescita con workshop, tavole rotonde e incontri. Una formula che dice Valter, sarà mantenuta anche nelle prossime edizioni della manifestazione.

Per conoscere meglio Sinnova visita il sito sinnovasardegna.it, mentre per entrare in contatto con Sardegna Ricerche clicca qui.

Premio Best Practices per l’innovazione: candidature aperte fino al 24 ottobre

03-edoardoconfIl Premio Best Practices per l’innovazione è una iniziativa promossa dalla sede salernitana di Confindustria che la organizza da ormai dieci anni. Start Me Up ne aveva già parlato circa un anno fa ed è quindi un piacere ospitare chi sta coordinando tutti i lavori dell’edizione 2016. Il riferimento è a Edoardo Gisolfi, presidente del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno che da luglio è impegnato in un lungo tour di promozione della call. Nell’intervista che ha rilasciato ai microfoni di Start Me Up Edoardo evidenzia come, negli anni, sia cambiato per gli organizzatori il concetto di innovazione. Ci si è infatti spostati sempre più su un’accezione di tipo sociale e di processi anziché strettamente tecnologica. Inoltre in questi anni c’è stato un lungo lavoro di collaborazioni: stiamo parlando di un network di circa 80 partner.

 

Al premio possono partecipare: aziende di servizi, spin-off, imprese manifatturiere, fondazioni, spin-off accademici, individui o team e startup. Il termine ultimo per presentare la propria candidatura è il 24 ottobre e tutte le informazioni sono su premiobestpractices.it.

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Stelio Verzera: «Venite a scoprire LEGO® SERIOUS PLAY®» Primo podcast della nuova stagione di Start Me Up dedicato alla LSPFest di Milano



La prima puntata della nuova stagione di Start Me Up si apre con un amico del programma: Stelio Verzera di Cocoon Projects. Stelio è nel pieno dell’organizzazione della prima LSPFest, evento dedicato a LEGO® SERIOUS PLAY®. La metodologia (di cui vi abbiamo parlato in uno speciale di Start Me Up su Blank Disrupt) attraverso i mattoncini LEGO® facilita il pensiero e la comunicazione, permettendo a persone e team di risolvere i problemi più complessi. «Abbiamo deciso di organizzare questo evento – dice Stelio ai microfoni di Start Me Up – perché LEGO® SERIOUS PLAY® è forse la metodologia più potente che abbiamo utilizzato da quando facciamo questo lavoro». Cocoon Projects è stata una delle prime aziende a portarla in Italia e negli ultimi tempi c’è stato un vero e proprio proliferare di consulenti che «portavano due mattoncini» dicendo di seguire LEGO® SERIOUS PLAY®, giusto perché era diventato di moda e di fatto svilendo il metodo. L’obiettivo della fest è quindi anche quello di fare chiarezza e garantire uno standard per i consulenti e anche per le aziende che intendono utilizzare questa metodologia.

Un programma ricco di eventi

LSPFest dura una settimana con un programma ricco e dedicato a persone con diverse competenze, cerco qui di sintetizzarlo per bene. Tra il 17 e il 20 ottobre si terrà il primo training per facilitatori LEGO® SERIOUS PLAY® in lingua italiana, evento già sold out da un po’. Per questo motivo Cocoon Projects sta organizzando un’altra sessione per febbraio; per info, chiedete direttamente a loro da qui. Giovedì si riunirà la comunità dei facilitatori del Mediterraneo: tutte persone che hanno a che fare con LEGO® SERIOUS PLAY® e lavorano nell’area del, manco a dirlo, Mediterraneo. Hanno un account twitter, e il loro sarà l’unico evento della fest in lingua inglese. Venerdì invece sarà una giornata a porte chiuse dedicata ai media e a personalità invitate appositamente per conoscere in tutta tranquillità la metodologia. Infine sabato e domenica si terrà la Fest aperta a tutti: «un evento basato su laboratori con solo due talk, uno all’inizio e l’altro alla fine».

«Un buon modo per conoscere questa metodologia»

Inutile dire che l’evento è aperto anche a chi non ha mai sentito parlare di LEGO® SERIOUS PLAY®, anzi «è un buon modo per conoscere questo metodo» sottolinea Stelio. Per chi invece conosce già la metodologia la Fest è una occasione per entrare in contatto con altre persone che la usano e avere la possibilità di scambiarsi pareri e consigli.
Tutte le informazioni sull’evento sono su lspfest.com e sul sito di Cocoon Projects.


Con Smartwork vai alla LSPFest gratis!

Fino al 3 ottobre Smartwork ti fa andare gratis alla LSPFest. Basterà realizzare una spiegazione della metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® e postarla sulla pagina Facebook di Smartwork. È possibile utilizzare testi, video, audio, foto e tutto ciò che la fantasia vi suggerisce. Sbrigatevi, non resta molto tempo!


Beecode, Digital Magics Bari investe nel passaparola digitale

beecodeA inizio settembre Digital Magics Bari ha annunciato il lancio di Welabs, startup pugliese che ha creato Beecode. La piattaforma è uno strumento di marketing che automatizza il passaparola digitale. Lo definisce così Ernesto Carracchia, il CEO di Welabs, che ai nostri microfoni spiega come Beecode riesce a rendere virale il messaggio tra gli utenti. Questo passaparola si regge su un sistema di ricompense stabilite da chi decide di realizzare la campagna.

Marketing per gli eventi

Particolare non da poco: Beecode nasce per la promozione degli eventi reali e virtuali: «Al momento abbiamo deciso di rivolgerci a questa fetta di mercato – dice Ernesto – ma nei nostri piani c’è la volontà di allargarci anche ai brand». Usare Beecode è molto semplice: basta richiedere l’accesso alla demo dal sito beecode.it e creare la propria campagna marketing.


Luca Barboni ci fa conoscere il Growth Hacking

luca-barboniCome avete certamente letto dai nostri canali social, la scorsa settimana siamo stati a Maratea per Heroes. Start Me Up si è occupata di trasmettere le traduzioni inglese/italiano realizzate da Woomnia attraverso un canale dedicato. Abbiamo anche seguito dei laboratori: ha suscitato il nostro interesse quello sul Growth Hacking tenuto da Luca Barboni, ospite che chiude questa prima puntata della nuova stagione di Start Me Up.
Luca spiega ai nostri microfoni come il Growth Hacking scardini l’idea tradizionale di marketing perché abbatte le barriere tra «la creazione del prodotto e la comunicazione e la vendita ad esso collegata», dice nell’intervista. Anche per questo motivo il Growth Hacker deve conoscere un po’ di design, di linguaggio di programmazione e soprattutto deve essere disposto a sperimentare continuamente.

Una metodologia usata anche da Hotmail e Paypal

Questa metodologia è stata utilizzata con successo da giganti come Hotmail e Paypal perché permette di risolvere forse uno dei più grandi problemi del marketing tradizionale. Spesso ci si preoccupa di acquisire nuovi clienti, ma non si sa come gestirli nel caso dovessero sorgere problemi. Grazie al Growth Hacking – e uno schema sviluppato da 500 Startups – si è invece in grado di monitorare questo rapporto e in caso agire su più livelli.

Per saperne di più sul Growth Hacking

Luca si è avvicinato al Growth Hacking proprio quando ne aveva bisogno, mentre lavorava come marketing manager per Atooma e adesso ha intrapreso un’opera di evangelizzazione. L’8 e il 9 ottobre terrà infatti a Milano un corso intensivo sul Growth Hacking. Durante l’intervista gli abbiamo chiesto anche quali fossero a suo avviso i libri da leggere per saperne di più. Luca ci ha così consigliato:

  • Partire Leggeri di Eric Ries, traduzione italiana di Lean Startup (lo trovate su Amazon)
  • Growht Hacker di Ryan Holiday, la cui traduzione in italiano non esiste, ma potete comunque acquistare quella originale su Amazon.

Infine Luca ci ha consigliato di visitare la sua pagina su growth-hacking.zeef.com dove negli anni ha raccolto link con approfondimenti e casi studio sul Growth Hacking.

La foto di Luca è stata presa qui.

Cercasi Heroes per incontro a Maratea, no perditempo 2 settimane al primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival. Perché non hai preso ancora il biglietto?

Mancano solo 2 settimane a Heroes, il primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival che dal 21 al 23 settembre radunerà circa 300 innovatori provenienti da ogni parte del mondo. Più di 60 iniziative in programma con circa 130 ospiti già confermati. Numeri che promettono benissimo e che confermano quanto ci aveva detto Michele Franzese quando a giugno è stato nostro ospite: «Il Mediterraneo è lo sbocco naturale per la nostra economia ed è li che vogliamo costruire le relazioni più forti». Gli Heroes sono quelle persone che cercano quotidianamente di dare una risposta concreta alle principali sfide economiche e sociali dei nostri giorni. Se anche tu senti di farne parte, non puoi mancare. Noi ci saremo!

 

Ascolta il podcast con l’intervista a Michele Franzese, founder di Heroes

 

Cosa si fa a Heroes?

Heroes non sarà un appuntamento dedicato solo al networking. In calendario ci sono incontri tematici, laboratori, pitch competition, performance e musica. Da segnalare c’è l’intervento di Gillian Ferrabee, direttrice del Creative Lab, azienda del Circuito del Cirque Du Soleil. E poi l’incontro con Chiara Montanari che ha ricoperto i ruoli di capo della spedizione scientifica prima e di capo della logistica poi nella base di ricerca italo-francese in Antartide. Oggi è un’ingegnere, esperta in Innovation Management, Knowledge Integration, Leadership e Team Building in ambienti estremi.

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Con i Coinnovation Lab invece spazio al confronto su 4 temi specifici: energia e ambiente, agricoltura e alimentazione, educazione e innovazione, cultura e turismo. A guidare le discussioni altrettanti rappresentanti di spicco delle specifiche aree di interesse. L’obiettivo è fornire proposte concrete da realizzare insieme a Enti e Istituzioni europee e locali.

Non può inoltre mancare un panel dedicato al mondo del lavoro. Young Heroes, allenarsi per il futuro, è una iniziativa del Gruppo Bosch in collaborazione con Randstad. Il progetto mira a fare in modo che le scelte professionali corrispondano alle proprie attitudini e alle richieste del mercato.

Infine spazio anche allo svago. In programma concerti, reading e escursioni in barca con attività organizzate in collaborazione con Sharewood, piattaforma peer-to-peer dedicata allo scambio di attrezzatura sportiva.

 

Ascolta l’intervista a Piercarlo Mansueto di Sharewood

 

Heroes Prize Competition, l’idea migliore si decide a tavola

I più attenti ricorderanno che Michele durante l’intervista di giugno aveva parlato anche di un contest. Oggi sappiamo che sono 195 le idee che hanno accettato la sfida e parteciperanno all’Heroes Prize Competition. La modalità è quella spiegata da Michele a giugno: la prima selezione avverrà in sessioni specifiche e da lì verranno fuori i 5 progetti finalisti. Saranno loro a pranzare in una delle famiglie di Maratea e a tavola dovranno convincere i familiari della della bontà del progetto.

Cliffs near Maratea (southern Italy) and rough sea

Start Me Up è media-partner di Heroes

Start Me Up sarà lì a raccontare tutto questo: abbiamo già il biglietto, ma stiamo valutando se realizzare una o più dirette da Maratea o raccontarvi tutto con uno speciale da pubblicare nei giorni successivi. Per saperlo basterà seguire questo blog o i nostri profili social, sia su facebook che su twitter ci trovi come radiosmu.

Se invece non ti accontenti del nostro racconto, compra adesso il tuo biglietto per Heroes:

 

inserisci il codice “AL16E” e risparmi il 20% del prezzo indicato sul sito.



Per qualsiasi dubbio o chiarimento visita il sito goheroes.it o scrivi una mail a questo indirizzo.

Ci vediamo a Maratea!

Start Me Up speciale Italian Games Fest 2016 Siamo stati a S.Agata di Militello (ME) per l'incontro organizzato dai GdG e ci è scappato uno speciale



Start Me Up torna eccezionalmente questa settimana per lo speciale Italian Games Fest 2016! Sedici minuti di interviste ai protagonisti dell’evento dedicato al mondo dei videogiochi organizzato dai Google Developers Group del Mediterraneo. La cornice era il Castello Gallego di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina. Niente ha potuto la sveglia presto e la tentazione di tuffarsi nel mare blu della costa tirrenica siciliana: a partire dalle 9:30 abbiamo assistito ai vari interventi che si sono succeduti nel corso di tutta la giornata (qui il programma).

La Sala dell'Italian Games Fest 2016

La Sala dell’Italian Games Fest 2016

Una app per educare

Tiziano Lo Giudice è il Responsabile del settore Tech di Olomedia e a Sant’Agata ha raccontato l’esperienza di Io sono Pulito, un sistema di educazione al sociale e alla salute voluto da alcuni club Rotary della zona di Palermo. La Olomedia ha tradotto le intenzioni del Rotary in un gioco a risposta multipla fruibile attraverso una app. I destinatari erano i ragazzi tra i 12 e i 18 anni, tutti studenti di scuole medie e superiori della zona di Palermo. I quiz sono stati preparati da alcuni esperti individuati dal Rotary e l’applicazione è stata promossa grazie all’aiuto dei professori nelle varie scuole. La risposta è stata ottima: ci sono stati 1500 download e si sono registrati al portale circa un centinaio di studenti.

Fabio con Tiziano LoGiudice di Olomedia

Fabio con Tiziano LoGiudice di Olomedia

Per Tiziano il successo dell’operazione è dovuto a due fattori: il gruppo di lavoro è riuscito a creare una comunità reale di riferimento a supporto del prodotto virtuale. In più i premi in palio hanno attirato l’attenzione dei ragazzi, spingendoli a partecipare. L’app Io sono pulito è ancora disponibile negli store Android, mentre tutte le informazioni e i contatti di Olomedia sono invece qui.

ilvideogioco.com e due consigli per scrivere una lettera di presentazione

Ha un passato (e un presente) come giornalista Edoardo Ullo, che sei anni fa ha deciso di aprire un blog sul mondo dei videogiochi. Quel blog oggi è ilvideogioco.com una testata giornalistica registrata che racconta «il mondo videoludico in sintesi». ilvideogioco.com è uno dei siti indipendenti sui videogiochi più seguiti in tutta Italia. Nell’intervista Edoardo racconta la prima volta che ha preso contatti con l’ufficio stampa di una casa produttrice per poter avere alcuni prodotti da recensire. In quell’occasione nessuno si fece vivo: fu solo dopo la risposta di Daedalic che Edoardo iniziò a dialogare con le grosse case produttrici.
A suo avviso quando ci si presenta a uno di questi colossi bisogna essere semplici e diretti: «devi fare capire che stai lavorando e non vuoi perdere tempo» sottolinea. Nelle lettere poi non devono mancare i riferimenti a cosa si è già fatto e infine è necessaria una buona dose di faccia di bronzo, «che non guasta mai!».

Fabio con Edoardo Ullo de ilvideogioco.com

Fabio con Edoardo Ullo de ilvideogioco.com

Nonostante i numeri in crescita e il buon successo che ilvideogioco.com sta ottenendo Edoardo ci tiene a precisare di voler comunque sempre dare spazio agli indipendenti, mantenendo quindi vivo lo spirito iniziale che lo ha spinto a creare ilvideogioco.com. Il sito ha anche un profilo facebook e un account twitter.

«…E come guadagniamo? Con la pubblicità!»

È un po’ il mantra di chi ha in mente un progetto, ma chi ci lavora sa bene che la pubblicità non è la soluzione a tutti i mali. Per questo motivo un intero panel dell’Italian Games Fest era dedicato alla pubblicità per mobile. Se ne è preso cura Pietro Alberto Rossi, consulente informatico.

Fabio con Pietro Alberto Rossi

Fabio con Pietro Alberto Rossi

Con Pietro andiamo subito al sodo e gli chiediamo quali siano le tipologie di pubblicità che secondo lui funzionano di più. «Al momento il miglior rendimento è dato dai video, perché esistono delle metodologie che costringono l’utente a guardare uno spot per un tot di tempo». Al secondo posto Pietro mette invece il tipico banner da trovare nella schermata di una app, che nonostante il minor guadagno è comunque facile da integrare. Ultimo posto per quei sistemi che ti invitano a compiere un’azione promettendoti una ricompensa, di solito non sono molto utilizzati. Se nell’intervista ci si riferisce principalmente alle app, il discorso vale anche per i siti responsive e tutto il mondo mobile. Non è un dettaglio da poco visto che la pubblicità può essere integrata all’interno di un progetto in qualsiasi stadio e rappresenta una delle principali fonti di guadagno. Oltre all’integrazione all’interno del sistema il messaggio deve essere comunque studiato in base al target che si intende raggiungere. È questo il lavoro di Pietro, che volendo, potete contattare qui.

E le donne?

Fabio con Federica Greco di Women Techmakers Catania

Fabio con Federica Greco di Women Techmakers Catania

Non solo videogiochi all’Italian Games Fest 2016: tra i vari interventi c’è stato anche il tempo per promuovere il Women Techmakers, progetto di inclusione sociale proposto e sponsorizzato da Google pensato per diffondere l’informatica tra le donne. Federica Greco, l’ultimo ospite di questo podcast è a capo del gruppo catanese è una studentessa di informatica e confessa di trovarsi spesso a lavorare in un ambiente prettamente maschile. Federica crede che una delle cause sia da trovare nella società che spesso «ti spinge a pensare che l’informatica sia qualcosa per i ragazzi». Per questo motivo è importante il contributo di iniziative come quelle di Google, per dire alle ragazze che l’informatica e la scienza sono anche per le donne. Per conoscere meglio Women Techmakers c’è un sito dedicato, mentre per entrare in contatto con il gruppo italiano, basta seguire la pagina facebook. Potete scrivere invece a Federica qui.

Nella foto di copertina i membri dei GdG del Mediterraneo

#02.radiosmu – Eventi Tre appuntamenti che verranno, di cui vi abbiamo parlato durante la passata stagione



Nel corso della passata stagione abbiamo parlato di eventi che si svolgeranno nella seconda parte dell’anno. Il primo che vi proponiamo in questo secondo podcast di agosto è Heroes, il primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival che coinvolge innovatori e startupper dell’area del Mediterraneo, in programma a Maratea dal 21 al 23 settembre. «Il Mediterraneo è il naturale sbocco per le persone che abitano questi luoghi» dice Michele Franzese, uno degli organizzatori di Heroes e primo ospite di questo podcast di Start Me Up. Nei piani degli organizzatori c’è la volontà di stringere ancora di più i rapporti tra le nazioni che si affacciano su questo pezzo di mare: da Israele, nazione partner di questa prima edizione ai paesi dell’area africana che, «nonostante le mille difficoltà sono una fucina di innovazione». Tra i vari eventi in programma c’è anche l’Heroes Prize, contest dedicato a tutte le startup che dimostreranno di avere un forte impatto sociale ed economico e soprattutto un alto grado di innovazione. Tra tutte le idee, ne verranno scelte 50 che dovranno poi essere votate dalla community. Di queste solo cinque arriveranno alla prova finale: un pitch durante un pranzo in una famiglia di Maratea perché, come spiega lo stesso Michele, «lo startupper deve provare che la sua idea risolva una esigenza reale». Il tutto finirà in un format che Michele spera di poter trasmettere in Tv  (se arriverà l’accordo). In alternativa, gli sarà data la giusta visibilità attraverso i canali social di Heroes. Per saperne di più sull’evento basta andare su goheroes.it.

Scrivi a info@radiostartmeup.it e otteni uno sconto sui biglietti valido fino a esaurimento posti.

FIL fest 2016 ha bisogno di voi: al via il crowdfunding su buonacausa.org

filfestÈ ripartita la macchina organizzativa del FIL Fest, il Festival della felicità Interna Lorda, promosso da Impact Hub Siracusa e il Centro Culturale Zo di Catania. La manifestazione si terrà il 2 e il 3 dicembre nel capoluogo etneo e sarà dedicata alla terra, anzi alle terre, come sottolinea Manuela Trovato: «Abbiamo voluto connotare la terra di tanti significati: è il terreno che coltiviamo, sono i luoghi su cui sogniamo e viaggiamo».

Anche per questo motivo l’edizione di quest’anno del FIL fest si intreccia con il progetto “For a Better Tomorrow: Social Enterprises on the Move” (FAB-MOVE), finanziato da EU Marie Skłodowska-Curie Research and Innovation Staff Exchange (RISE). Insieme a ricercatori, specialisti e operatori provenienti da diversi paesi del mondo, si cercherà di capire come le imprese sociali possano superare con successo sfide di rilevanza cruciale per il pianeta, come il rinnovamento ecologico, la gestione delle risorse naturali e la riduzione del rischio di catastrofi, per citarne solo alcune. Tutte le imprese sociali che promuovano idee innovative nei settori dell’agricoltura sociale, il consumo responsabile, il riciclo e lo sviluppo di metodi alternativi per la gestione di risorse naturali, rifiuti, cambiamenti climatici e rischi ambientali potranno partecipare al festival beneficiando di 4 borse di studio a copertura dei costi di viaggio e soggiorno. Chi invece vuole sostenere il Festival può farlo attraverso il sito buonacausa.org, la generosità dei donatori sarà ricambiata con gadget, biglietti gratuiti agli eventi a pagamento e sponsorizzazioni varie. Il tutto dipenderà naturalmente dall’importo della cifra donata. Per conoscere le evoluzioni del FIL fest infine tenete d’occhio la pagina facebook e il sito filfest.org.

AIED cerca nuovi modi per dire #NObullismo

nobullismSi potrà inviare la propria proposta a partire dal 5 settembre ma la comunicazione è partita a luglio. Stiamo parlando di #NObullismo, iniziativa di AIED Roma che mira a cercare idee che possano avere un impatto reale per combattere il bullismo sia dentro che fuori la rete. «Non abbiamo voluto specificare nessun tipo di idea – dice Claudia Pellicori di Cocoon Projects, partner strategico dell’iniziativa – perché vogliamo lasciare le persone libere di pensare a qualcosa che possa davvero fare la differenza». Ci sono comunque degli ambiti a cui attenersi ed è possibile leggerli nella sezione apposita del sito di AIED: educazione, cultura e prevenzione; supporto e assistenza; tutela, sicurezza e difesa. Come forse ricorderete la sezione romana dell’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica non è nuova a questo tipo di iniziative – alcune di queste le abbiamo anche raccontate qui a Start Me Up. «La novità di quest’anno – continua Claudia – è che per la prima volta ci stiamo rivolgendo anche agli adolescenti, coloro che sono maggiormente coinvolti da questo fenomeno». #NObullismo è aperto a persone che hanno tra i 15 e i 30 anni, non è necessario far parte di un team (si accettano quindi idee che arrivano anche da una sola persona) ed è possibile presentare la propria proposta a partire dal 5 settembre fino al 7 novembre. Il fattore tempo sarà determinante perché le idee saranno poi sottoposte al giudizio del pubblico il cui voto influirà per il 50% sull’esito finale. L’altra metà verrà data da una giuria di esperti e i migliori tre progetti si sfideranno durante un evento che si terrà a Roma il 26 novembre. Al vincitore verrà assegnato un premio in denaro di 2.000 €. Per tutte le informazioni tenete d’occhio il sito dell’AIED Roma, la pagina facebook e il profilo twitter.

Agosto, podcast mio ti conosco! Ogni giovedì di agosto un podcast con le migliori interviste della stagione

Agosto, podcast mio ti conosco! Tra tutti i proverbi, canzoni e detti popolari che mi sono venuti in mente (e che potevo storpiare al caso mio) ho trovato questo. Si perché per tutto Agosto, Start Me Up continuerà a farvi compagnia riproponendovi le migliori interviste della stagione. Saranno podcast tematici dedicati a quattro argomenti specifici: Personaggi, Eventi, Food e Bio. Chi saranno le 12 persone intervistate (tre per ogni puntata) lo scoprirete settimana dopo settimana, ogni giovedì, come sempre. Non dovrete far altro che continuare a scaricare i podcast tramite iTunes o utilizzando i feed RSS, oppure se passate da questo sito potrete sentirli direttamente online (o ancora dall’account Spreaker).

È stata una stagione fantastica: da gennaio Start Me Up è entrata a far parte della famiglia di Smartwork che ha dato al programma nuova energia e tanti stimoli in più. Il programma era già forte della collaborazione con Keedra e Spreaker: entrambi rappresentano le due colonne di questo format radiofonico. Inoltre, la disponibilità di restoalsud.it, robertozarriello.com, Radio 100 passi e RadioStreet Messina che ogni settimana hanno amplificato il segnale di questa trasmissione si è rivelata centrale per la crescita del programma. Un’altra novità di questa ultima stagione è stato il Liveshow che ogni lunedì su Radio Street Messina e in collaborazione con Startup Messina, ha dato la possibilità a me, Giuseppe Arrigo e Marcello Perone di raccontare ciò che succede dal punto di vista dell’innovazione tra Sicilia e Calabria (qui potete sentire qualche podcast).

Il grazie più grande va però a chi ogni settimana ci ha ascoltato, siete sempre di più e di questo non posso che essere contento. Passate un buon mese d’agosto, in compagnia anche di Start Me Up: ci sentiremo presto con tante novità.

#allagrande

fabio

foto di copertina, via

Fabio Bruno tra gli speaker del festival del podcasting On line il video dell'intervista rilasciata in occasione del festival del podcasting

È con un po’ di orgoglio e imbarazzo che comunico che io (Fabio Bruno) sono tra gli speaker del festival del podcasting. Il 19 maggio alle 9:30 sono stato infatti intervistato da Giulio Gaudiano, uno degli ideatori della manifestazione. Sono contento perché per me è stato un modo per fare il punto sulla mia esperienza da autore radiofonico e creatore di Start Me Up. Inoltre, per la prima volta è stato protagonista il mezzo per cui la trasmissione è nata, il podcast che, anno dopo anno sta raggiungendo la popolarità che merita. Se vi siete persi la diretta potete recuperare quando volete, c’è il video qui sotto.

L’avvento del podcast è da considerarsi storico all’interno della storia dei media: per la prima volta autori, speaker e musicisti potevano comunicare direttamente con il proprio pubblico senza l’intermediazione di un editore. Con il tempo poi, il podcast si è ritagliato una sua fetta all’interno di internet, con un pubblico che negli anni sta crescendo.

startmeup

La grafica che i ragazzi di guidadigitale.com hanno realizzato per promuovere il mio intervento

Era quindi ora che gli si dedicasse un festival! Per fortuna ci ha pensato Guida Digitale che lo ha organizzato in collaborazione con Spreaker (partner tecnico di Start Me Up) e Radiospeaker.it. Il festival è iniziato il 16 maggio e andrà avanti fino al 27; la particolarità è che non ha una sede fisica ma può essere seguito comodamente da casa (e quando si vuole) da festivaldelpodcasting.it.

Wake Up! Your sense of business: Start Me Up vi racconta l’evento in diretta I due appuntamenti in podcast per rivivere le emozioni dell'evento di sabato

Di Wake Up! Your sense of business ve ne abbiamo già parlato abbondantemente durante il podcast numero 31 quando abbiamo avuto il piacere di ospitare Giuliana Narbone (se vi siete persi l’intervista potete tranquillamente recuperarla qui). Abbiamo l’onore di essere i media partner dell’evento e per questo motivo abbiamo trasmesso in diretta dallo stand che i ragazzi di Bootstrap hanno preparato per noi. Se non avete potuto ascoltarci in diretta, tranquilli potete rifarvi con i podcast.

Nel corso della giornata abbiamo incontrato gli organizzatori dell’evento che, come ha spiegato Giuliana, nuovamente ospite ai nostri microfoni, rappresenta una tappa intermedia del progetto Bootstrap. In questa occasione infatti i ragazzi erano impegnati a vendere i prodotti da loro pensati ai loro compagni di scuola. Gli acquirenti potevano fare i propri acquisti attraverso delle speciali carte che gli permettevano di pagare la merce in esposizione. Insieme a queste idee, c’erano anche i ragazzi che partecipavano al WAKE UP! Pitch, contest promosso insieme a Youth Hub Catania, che mette in palio un giorno di incubazione presso l’incubatore TIM WCAP di Catania. Questo lo sappiamo perché è passato a trovarci anche Francesco Pira di Youth Hub Catania. Gli altri ospiti che sono passati a trovarci sono: Valentina Lo Maglio del Sindacato Studenti Scuole, il prof. Alfonso Zaccaria docente presso l’Ist. Rapisardi di Caltanissetta, Dario Riccobono di Addio Pizzo Travel e Umberto di Maggio e Veronica Taschetti di Libera.

Dopo circa mezz’ora dalla fine del primo appuntamento, c’è stata una seconda diretta questa volta incentrata sui progetti presenti su Corso Umberto I di Caltanissetta. Abbiamo così avuto modo di parlare con Andrea di Pescamici – un acquapark itinerante che propone giochi di gruppi in cui ci si bagna un sacco ovviamente – e con Sabina e Michele che distribuiscono pensieri e invitano le persone a scambiarsi messaggi attraverso i barattoli di My Memory Box. Si passa poi alle lampade ad accensione automatica di Clap Lamp e a quelle realizzate con le bottiglie vuote di World of Lights. E poi scopriamo cosa si sono inventati i ragazzi di Social Date per trovare un modo per fare amicizia al di fuori della rete e il gioco di società Did you know it?. Questi sono i sei progetti che sabato hanno venduto i loro prodotti ai loro compagni di scuola. Insieme a loro c’erano anche Smart Walk e You Play che non vendevano nulla, ma sono stati aiutati dai ragazzi di Youth Hub Catania a preparare i propri pitch in occasione della presentazione dei progetti in programma il 12 maggio a Catania.

Nel podcast della seconda diretta potrete inoltre sentire la soddisfazione dell’Assessore alla Creatività e Cultura di Caltanissetta Marina Castiglione che ha sostenuto a nome dell’Amministrazione l’evento e Pasquale Tornatore che, in qualità di Presidente della Rete Museale Culturale e Ambientale del Centro Sicilia, punta sulla cultura per far conoscere questo splendido territorio ai turisti e alla gente del posto. E ancora, grazie a Marcella Nucifora, conoscere le attività del C.O.F. dell’Università di Catania.

È doveroso ringraziare Giuseppe Arrigo e Marcello Perone di Ardeek per il fondamentale apporto che hanno dato alla realizzazione delle dirette. Oltre che naturalmente a tutti i ragazzi di BootstrapLab per il coinvolgimento e la splendida esperienza.

#31.radiosmu – Wake Up! A Caltanissetta una giornata dedicata all’impresa Appuntamento il 30 aprile a Caltanissetta. Inoltre parliamo della nuova sede del TAG Cosenza e dell'importanza dell'insegnamento della programmazione

C’è fermento nel Sud della Sicilia, il tutto grazie al progetto Bootstrap Lab che da qualche mese sta lavorando tra gli studenti per diffondere la cultura dell’imprenditorialità. In particolare, il 30 aprile ci sarà la seconda giornata dell’evento Wake Up! Your sense of business, «una giornata – dice Giuliana Narbone dell’associazione 360° – che vede al suo interno un business game aperto a tutti gli studenti di scuola superiore di Caltanissetta». Sei team si sfideranno e solo tre riusciranno ad accedere alla fase successiva del progetto. Inoltre i ragazzi si sfideranno per il Wake up Pitch, contest organizzato in collaborazione con Youthub Catania che avranno un loro stand per valutare le varie idee e infine, grazie alla collaborazione con i tre Atenei siciliani, ci saranno altrettante lezioni tenute da professori provenienti da Messina, Palermo e Catania.
Come dicevamo l’evento del 30 arriva dopo la manifestazione del 9 aprile che, come racconta Giuliana «è andata benissimo. Sia gli enti coinvolti ma soprattutto i ragazzi sono rimasti incantati dal sentire storie di siciliani poco più grandi di loro che hanno scommesso su una propria idea e la stanno portando avanti».
Al di là dei temi imprenditoriali, forte è la spinta che i ragazzi del progetto Bootstrap Lab stanno dando alla legalità:« La legalità non può essere un’eccezione – dice Giuliana – e deve essere un comportamento che un imprenditore di solito assume. Noi diamo per scontato questo aspetto presentando modelli positivi di imprenditori onesti: fa parte della nostra mission ed è uno dei pilastri della collaborazione con il comitato Addiopizzo di Palermo».
L’evento del 30 potrà essere seguito dal profilo spreaker di Start Me Up (stiamo definendo in questi giorni i dettagli per la diretta dal posto): in ogni caso per restare in contatto e conoscere tutto del progetto Bootstrap Lab basterà andare su bootstraplab.it.

Il TAG Cosenza si sposta nel campus dell’UNICAL per fare dell’università una grande community

tag_cosenzaSiamo felici di tornare a Cosenza perché mercoledì 20 aprile il TAG ha inaugurato i nuovi spazi all’interno del Campus Universitario di Rende: «Una nuova opportunità – dice Anna Laura Orrico che ritroviamo ai microfoni di Start Me Up – per portare i temi del coworking e della collaborazione in un ambiente molto più grande e con grande fermento come è il campus universitario di Arcavata». Un modo quindi per migliorare e rendere più efficate la mission del Talent Garden che vuole portare i temi della collaborazione non solo tra gli startupper e gli imprenditori, ma sul tutto il territorio in cui opera. Tanti saranno i vantaggi per gli studenti che grazie alla TAG Student Card potranno frequentare il Talent Garden in totale tranquillità: «Potranno accedere periodicamente allo spazio di coworking e entrare così in contatto con chi già frequenta questi spazi. Inoltre avranno accesso gratuito a tutti gli eventi formativi e di networking per costruire il proprio portfolio di relazioni. Infine, grazie alla TAG Student Card gli studenti riceveranno consulenza gratuita dai professionisti del Talent Garden di Cosenza». Un modo per mettere in contatto due mondi, attraverso la collaborazione e lo scambio di competenze, come è del resto nello stile di TAG.
L’inaugurazione è stata una festa che ha visto come ospiti d’onore il Web Team Italia 2019, il gruppo che ha permesso a Matera di diventare capitale della cultura 2019: «Un progetto nato dal web che però ha avuto un effettivo riscontro nella vita reale – spiega Anna Laura. E per noi è stato importante averli per ribadire l’importanza e la capacità che il digitale ha nel cambiare la vita reale di ognuno di noi. È quello che ci auguriamo di fare anche noi con il Talent Garden all’interno dell’Università della Calabria: diventare sempre più una grande community che metta insieme studenti, professori e amministrativi per generare opportunità e progetti di innovazione sul territorio». Nonostante il cambio di sede il sito del Tag Cosenza è lo stesso, ed è raggiungibile anche attraverso la pagina facebook.

Umberto Talamo (Coderdojo Taranto): vi spiego perché è importante insegnare a programmare

coderdojo_TAQualche settimana fa dalle pagine di startupItalia Umberto Talamo ha scritto un articolo sulla facilità di insegnare il pensiero computazionale ai ragazzi di scuola. L’articolo ci è piaciuto e così abbiamo deciso di intervistarlo anche perché Umberto, oltre a essere un professore è uno degli animatori del Coderdojo Taranto. «È fondamentale insegnare agli studenti a programmare perché permette ai ragazzi a sviluppare il pensiero computazionale». Quindi l’importanza non è data tanto dal semplice apprendimento dei codici ma nell’assumere la mentalità del programmatore per capire cosa c’è dietro un software. Potrebbe sembrare qualcosa che possa tornare utile a chi nella vita voglia lavorare in questo campo, in realtà Umberto smentisce tutto ciò, sottolineando come la programmazione possa tornare utile a tutti al punto da essere inserita come quarta abilità di base dopo leggere, scrivere e far di conto. L’origine di questo percorso è da individuare in un articolo di Jeannette Wing, una professoressa americana che adesso lavora per Microsoft Research.
Umberto porta avanti la sua missione anche nel suo tempo libero perché è tra i promotori del Coderdojo Taranto. «Ho scoperto i coderdojo al Tedx di Lecce dell’anno scorso – racconta ai microfoni di Start Me Up – e così abbiamo messo in piedi il nostro laboratorio dove insegniamo ai bambini come funziona il pensiero computazionale». Nell’ultima parte dell’intervista ci soffermiamo sulle modalità di insegnamento che Umberto mette in campo a scuola e con i bambini del Coderdojo, e come è facile immaginare sono i bambini a avere molta più confidenza con questo generi di linguaggio. Addirittura Umberto ci dice che al Coderdojo insegnano loro i primi passi e poi i bambini in maniera del tutto naturale deducono quello che c’è dopo. Per restare aggiornati sulle attività del Coderdojo o per approfondire i temi dell’insegnamento della programmazione tra i piccoli potete visitare coderdojotaranto.it.