Mundi festival come piattaforma dell’incontro interculturale del Sud Italia



Un momento del festival MUNDIMUNDI Festival è un evento di Musica, Arte, Innovazione e Intercultura che si è svolto per la seconda volta tra il 31 maggio e il 2 giugno scorsi a Sannicandro di Bari, in Puglia. A un mese circa dalla conclusione dell’evento abbiamo chiesto al direttore artistico Federico Zonno di raccontarci cosa è successo in quei giorni in quella parte di Italia. Ci piace sottolineare che questo podcast nasce grazie al gruppo d’ascolto di Start Me Up. È stato lì che Mariagrazia Partipilo ha segnalato MUNDI e da lì ne è venuta fuori questa intervista.

Il festival e il castello come piattaforma dell’incontro interculturale

Il MUNDI Festival nasce con l’obiettivo di riscoprire la Corte del Castello Normanno Svevo di Sannicandro come piattaforma dell’incontro interculturale. MUNDI Festival ha una proposta molto vasta. In calendario c’erano infatti: incontri, proiezioni, workshop, una mostra permanente, stand di food and drink, e tanta musica, con sonorità selezionate, sperimentazioni e suoni dal mondo. Un festival che oltre alla spinta culturale si preoccupa di rispondere in maniera concreta ai problemi del mondo. Il MUNDI Festival sostiene infatti MERIDIANS ONLUS, associazione di volontariato che con il Progetto VILLAGGIO PUGLIA in Uganda, scrivono gli organizzatori sulla loro pagina facebook “rappresenta un segno tangibile dell’importanza della cooperazione allo sviluppo internazionale, dell’apertura, veramente pugliese, allo straniero”.

Mare: il tema dell’edizione 2019

Il tema dell’edizione 2019 di MUNDI era il mare. Gli organizzatori hanno deciso di vederlo sotto tre angolazioni specifiche: il mare come come fattore identitario per il Sud Italia, un elemento che accomuna tutto il Meridione, anche quei luoghi che non si affacciano direttamente sul mare (come Sannicandro, appunto). Il mare come scenario del soccorso, che purtroppo, di questi tempi è a volte negato. Federico spiega bene nel podcast il lavoro che tutto il team di MUNDI porta avanti anno dopo anno nel sensibilizzare la popolazione sul tema dei migranti, mostrando anche concretamente esempi virtuosi. E infine il mare come luogo purtroppo contaminato: un mare inquinato che sta a noi curare e rispettare di più.

La citazione di Federico di MUNDI festival

Il fenomeno del “sentirsi a casa”

Nella terza parte dell’intervista con Federico affrontiamo il tema della “casa”. Il team che organizza MUNDI non vive tutto l’anno a Sannicandro, ma è composto principalmente da ragazzi che hanno deciso di studiare/lavorare da un’altra parte. Se non fosse per il loro impegno in Puglia, questa sarebbe una storia che tanti di noi conoscono (e che spesso anche da questo blog abbiamo denunciato). Il fenomeno che registriamo con MUNDI lo abbiamo visto anche in altri luoghi e contesti: è l’impegno dei ragazzi che, nonostante abbiano deciso di vivere e formarsi altrove, sentono ancora un forte legame con la propria terra di origine. Ma se prima tutto ciò era legato alla nostalgia, oggi questo si trasforma in azione e “give back”.

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La foto di copertina è di MUNDI Festival, via


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24. Una fondazione con al centro l’innovazione per rispondere alle esigenze dell’Italia



Ampioraggio verso il riconoscimento di fondazioneQuesto podcast sa un po’ di fact-checking perché dà testimonianza a un progetto che abbiamo raccontato qualche mese fa e che sta andando avanti. Stiamo parlando di Ampioraggio che dopo l’esperimento di Jazzinn sta proseguendo a grandi passi e ha avviato le procedure per essere una fondazione riconosciuta giuridicamente. Ho fatto il punto qualche giorno fa con Giuseppe De Nicola, ormai un habituè dei nostri microfoni, e trovate l’intervista in questo ventiquattresimo podcast di Start Me Up.

Un modello di ecosistema con al centro l’innovazione

Dall’ultima edizione di Jazzinn la Fondazione Ampioraggio non è rimasta ferma, anzi! Attraverso una chiamata pubblica ha iniziato a raccogliere le adesioni di chi ha deciso di sposare un modello di sviluppo con al centro l’innovazione. A quella chiamata hanno risposto 180 soggetti che a vario titolo entreranno a fare parte di questo gruppo: ci sono persone fisiche, grosse aziende, professionisti, enti pubblici, startup e associazioni. L’intento è quello di contribuire e sfruttare le opportunità che il mondo dell’innovazione offre. Ancora oggi è possibile entrare a far parte di Fondazione Ampioraggio, basta farne richiesta esplicita sulla pagina Facebook ufficiale. Qui potete trovare la carta dei valori e una breve presentazione della Fondazione.

Il modello Jazzinn raddoppia

Gli ascoltatori più fedeli ricorderanno che Giuseppe De Nicola era stato nostro ospite qualche mese fa: allora insieme al direttore artistico Giovanni Russo, ci aveva parlato della seconda edizione di Jazzinn, un festival che mette insieme il cosiddetto “slow dating” tra imprenditori durante il giorno e i concerti jazz la sera. L’evento si era svolto a Pietrelcina (BN) e nasceva per supportare il festival jazz che allora era a corto di fondi. L’edizione 2018 è andata talmente bene che la Fondazione ha deciso di raddoppiare gli appuntamenti replicando l’edizione di Pietrelcina (27 /31 luglio 2019) a cui si andrà a aggiungere quella di Laguaeglia, in provincia di Savona, in Liguria in programma invece tra il 13 e il 17 giugno. Come si è arrivati all’edizione ligure è lo stesso Giuseppe a raccontarlo durante l’intervista, quindi non vi anticipiamo nulla.

la citazione di Giuseppe di Fondazione Ampioraggio

Vi diciamo però che il modello Jazzinn e tutto l’ecosistema verranno presentati il prossimo 24 maggio a Roma alla Camera dei Deputati di Montecitorio. Anche questo appuntamento è frutto della rete che Fondazione Ampioraggio sta mettendo in piedi e sarà un momento importante per rappresentare davanti alle istituzioni italiane un modello di sviluppo nascente che sta dando i suoi primi frutti e che può rappresentare una piccola svolta tra le piccole e medie imprese italiane. In vista di questo incontro, Giuseppe ha lanciato un sondaggio tra i membri del gruppo Ampioraggio per capire quali possano essere i 5 punti sul tema dell’innovazione italiana da presentare ai candidati alle elezioni europee 2019. Potete contribuire anche voi.

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Foto di copertina è di Steven Lelham, via Unsplash

L’innovazione digitale questa estate fa tappa a Rimini. Tu resti a guardare?

Inizia a delinearsi il programma della sesta edizione del Web Marketing Festival di Rimini, l’evento TOTALE sull’innovazione digitale che quest’anno dedica particolare attenzione alla sfera sociale. Dal 21 al 23 giugno 2018 il Palacongressi di Rimini diventerà un centro propulsore di innovazione con panel, contest e dibattiti dedicati ai temi più importanti del mondo digitale internazionale. L’edizione 2018 punta a bissare il successo dello scorso anno quando i 38.000 metri quadrati della location riminese sono stati popolati da oltre 12.000 presenze, tra cui 200 tra sponsor e partner e oltre 300 tra startup e investitori.

30 sale formative dedicate a temi specifici.

banner-statico1300x250Se la sala plenaria del WMF farà da sfondo ai numerosi talk ispirazionali e dibattiti sui temi più importanti che ruotano attorno al mondo dell’innovazione, saranno 30 le sale formative a dedicate a focus su ogni ambito di riferimento. Si parlerà di Blockchain e Criptovalute, Content Marketing, Coding & IT, Social Advertising, Big Data e le declinazioni digital in ambito Food, Fashion, PMI ed HR, giusto per nominarme alcune. Sono circa 130 i relatori confermati che potranno contare sul sostegno di diverse grandi realtà e associazioni: Amazon, Barilla, Enel, Fondazione FICO, Legambiente e Gruppo Fini.

20 iniziative previste all’interno di questa edizione del WMF.

All’interno di questa edizione del WMF sono prevista circa 20 iniziative. Molte di queste hanno già preso il via, ma ci sono anche tante novità. Come il “Fake News Hackathon” che chiama a raccolta programmatori, data analyst, designer, digital makers e professionisti del mondo editoriale al fine di trovare soluzioni efficaci che possano contrastare la disinformazione online. Inoltre è già attivo il Laboratorio del Web Marketing Festival (WMF Lab), progetto che avvicina gli studenti al mondo delle professioni digitali e dell’imprenditorialità attraverso la collaborazione con Università e Istituti educativi. In più è importante citare “Digital For Sport”, iniziativa che vuole stimolare i giovanissimi (6-14 anni) a un uso sempre più consapevole degli strumenti digitali, resa possibile grazie al supporto di MIUR e CONI e sviluppata incollaborazione con F.I.G.H.. E ancora, la Startup Competition Young, contest rivolto agli under 22 nato per incentivare nuove forme di imprenditorialità ad impatto sociale e promuovere la crescita di una cultura imprenditoriale giovanile. Entrambe le iniziative si inseriscono all’interno del percorso di Change Education, volto all’educazione e al sostegno delle conoscenze e competenze digitali.

Startup Competition: c’è ancora tempo per partecipare!

WMF_Plenaria

Tra le iniziative già avviate c’è anche come la Startup Competition, che può contare su una lunga tradizione. Nel corso delle passate edizioni sono stati oltre 1000 i progetti candidati: anche quest’anno i finalisti potranno presentare il proprio progetto di fronte al pubblico e ai maggiori player del settore, come Amazon Web Services, Electrolux, Innogest, LVenture Group, TIM Wcap, UniCredit Start Lab e United Ventures.

Il Web Marketing Festival contro l’analfabetismo digitale in Europa.

Il Web Marketing Festival rientra infine nel “Digital Skills and Jobs Coalition”, progetto dell’Unione Europea che punta a garantire le adeguate competenze ai cittadini dell’Unione e limitare l’analfabetismo digitale per soddisfare l’elevata domanda di tali skills, essenziali nella società e nell’economia digitale di oggi. Tutte le informazioni, compreso il costo del biglietto e come raggiungere Rimini, sono su webmarketingfestival.it.

Lasciarsi coinvolgere, il modo migliore per vivere lo Startup Weekend Messina

L’onda lunga del cambiamento arriva di nuovo sulle rive dello Stretto perché tra il 24 e il 26 novembre sarà di nuovo Startup Weekend Messina. Sul format non ci soffermiamo più di tanto, ne abbiamo parlato talmente tante volte che siamo certi che chi legge conosce bene questo evento.

Così come siamo certi conosca bene anche il potenziale che un evento del genere è capace di generare non tanto nella creazione di nuove imprese, ma nel far conoscere metodologie utili in qualsiasi ambito, non solo in quello imprenditoriale. Come ogni cosa, e forse anche un po’ di più, il risultato finale è sempre commisurato all’impegno e al coinvolgimento dei singoli partecipanti. In questo senso, l’esperienza che Federico – membro del team Coorto idea vincitrice dell’edizione 2017 dello Startup Weekend Catania – ha vissuto è esemplare. Lo ha raccontato lui stesso nel podcast speciale che abbiamo pubblicato un mese fa circa. Federico ha partecipato alla manifestazione all’interno di in un team di una idea non sua, scegliendo volutamente di non essere nella stessa squadra con il suo amico: tutto ciò gli ha permesso di aumentare in maniera esponenziale (parole sue) le proprie competenze e addirittura di vincere la manifestazione.

Player speciale Startup Weekend Catania

 

Simili esperienze sono all’ordine del giorno per chi decide di partecipare ad uno Startup Weekend. Per questo motivo, se vivete in zona, non potete perdervi quello di Messina. Vi basterà acquistare il biglietto che per gli ascoltatori di Start Me Up è a prezzo early bird anche se manca poco più di una settimana all’evento. Ci arrivate SOLO cliccando su questo link.

Ancora indecisi? Vi diamo 10 motivi per partecipare a Startup Weekend Messina.

Se poi avete ancora qualche timore, vi consigliamo di leggere i 10 motivi per cui è necessario partecipare allo Startup Weekend Messina. Scritti lo scorso anno, sono tutt’ora validi.

L’evento è organizzato per la terza volta da Startup Messina e per avere tutte le informazioni necessarie basta visitare swmessina.it.

Foto di Štefan Štefančík vista su Unsplash.

I Google Developers del Mediterraneo si danno appuntamento a Sant’Agata di Militello (ME).

Anche quest’anno Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, sarà per due giorni al centro del mondo Google. Il 21 e il 22 ottobre infatti si terrà al Palauxilium della cittadina della provincia di Messina la DevFest Mediterranean 2017. L’evento, coordinato dal GDG Nebrodi insieme al Rotary Club locale e che coinvolge tutti i Google Developer Group di Sicilia e Calabria, vanta un programma con relatori italiani e internazionali.

I Google Developers del Mediterraneo si danno appuntamento a Sant’Agata di Militello

I temi sono quelli della programmazione (ma non solo) con naturalmente, un

occhio di riguardo al mondo Google. La lista dei talk è molto lunga e il consiglio è

quello di leggere attentamente il programma per conoscere argomenti e relatori. Ci sarà anche una gara dedicata alle startup che si svolgerà domenica

 

mattina, i cui premi sono in via di definizione, e che l’organizzazione garantisce essere molto ricchi.

La DevFest for dummies.

Programma DevFest Sant'Agata

Clicca sull’immagine per leggere il programma

La DevFest è ormai un format consolidato: ogni anno, tra settembre e novembre, Google promuove e supporta oltre 600 GDG (Google Developer Group) in tutto il mondo. I diversi gruppi si aggregano per dar vita a momenti di formazione per sviluppatori, designer e professionisti del web, ma anche imprenditori, studenti e semplici appassionati o curiosi. Tutti si danno appuntamento per condividere insieme competenza e passione attorno all’universo delle tecnologie di ultima generazione.

La partecipazione all’edizione mediterranea della DevFest è gratuita, basta registrarsi attraverso l’apposito modulo presente sul sito. Tenete d’occhio, inoltre, la pagina facebook dell’evento per non perdere tutti gli aggiornamenti.

 

Nella foto di copertina, un momento della DevFest del 2014.

Il diritto alla cultura inaugura la stagione di Cre.Zi.Plus

Si intitola D(i)ritto alla Cultura! e si svolgerà sabato 23 settembre tra le 15.30 alle 19.00 negli spazi di Cre.Zi. Plus. D(i)ritto alla Cultura! è un workshop informativo sulla Riforma del Copyright e l’Internet Health Movement – a cui seguirà un dibattito – che chiama a raccolta innovatori, ricercatori, educatori, professionisti del digitale e chiunque abbia a che fare con l’industria creativa e culturale.

L’evento, organizzato da Cre.Zi.Plus e la Fondazione Mozilla, rientra nella Campagna Europea ChangeCopyright che si scaglia contro la Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sul diritto d’autore nel mercato unico digitale in discussione in questi giorni. Secondo la Fondazione Mozilla questa direttiva, se approvata, costituirebbe una pericolosa barriera per lo sviluppo e la condivisione di cultura, innovazione e ricerca.

I relatori di D(i)ritto alla Cultura! sono tutte persone che, in questi anni, si sono impegnate nell’accessibilità e nella condivisione dei saperi a livello cittadino, regionale e nazionale; alcune sono passate anche dai microfoni di Start Me Up come Andrea Borruso di Open Data Sicilia, ad esempio. Sabato oltre a Andrea ci saranno il filosofo Andrea Libero Carbone, Eliana Messineo di Fablab Palermo e Giusy Mandalà di Unipa.

D(i)ritto alla Cultura! è il primo evento che inaugura il calendario di Cre.Zi.Plus, nuovo inquilino dei Padiglioni 10 e 11 dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. Lo spazio voluto da Clac (ve lo ricordate?) e dal Consorzio Arca (e loro?), con il sostegno della Fondazione Conilsud vuole essere un vibrante ecosistema di imprese, persone e progetti votato alla condivisione di competenze, relazioni e idee.

Per sapere tutto su Cre.Zi.Plus visita il loro sito, mentre le informazioni sulla campagna  ChangeCopyright sono qui.

L’immagine è stata presa qui.

I 7 motivi per cui non puoi perdere Blast



Sono molti di più ma in questo podcast ne troverete solo 7. Sono i motivi che vi convinceranno che Blast è l’evento da non perdere! Si svolgerà tra il 10 e il 12 maggio nei locali della Fiera Roma e punta a diventare un evento di punta nel panorama imprenditoriale internazionale.

Nato dall’intuizione di tre professionisti Blast ha da subito avuto l’appoggio di Pietro Piccinetti, presidente di Fiera Roma. A lui si sono uniti altri importanti partner locali che hanno creduto in questo progetto.

Ai 7 motivi che elenca Alessia io ne aggiungo due! C’è la possibilità di avere uno dei 10 biglietti gratuiti oppure 50 biglietti a 100 € anziché 300: chiedimi come averli!

Perché ascoltare questo podcast?

  • Se sei indeciso se andare a Blast dopo questo podcast non avrai più dubbi;

  • Perché l’entusiasmo di Alessia non lascia alcun dubbio sulla passione che lei e i suoi collaboratori stanno mettendo affinché Blast riesca al meglio. 

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Link utili

La citazione di Alessia

 

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39.Come il giornalismo racconta le città? La risposta non è in questo podcast (ma vi dice dove trovarla).



Qual è il ruolo del giornalismo nel racconto urbano? Si cercherà di rispondere a questa domanda durante l’Urban Journalism Academy, uno degli appuntamenti di Right To the Future. L’evento si svolgerà a Palermo tra il 6 e l’8 aprile ed è organizzato da Push.

In questo podcast parliamo con Alessandra Pirera del segretariato delle Nazioni Unite di Habitat III che modererà l’Urban Journalism Academy. L’incontro è pensato per giornalisti, blogger e chiunque abbia a che fare con i media. Ci saremo anche noi di Start Me Up!!! Per capire meglio cosa aspettarsi dall’incontro di Palermo non dovete far altro che ascoltare questo podcast.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per capire il dibattito in corso sulla vivibilità delle città
  • Per capire come cambia il ruolo del giornalista in questo contesto

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La citazione di Alessandra

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Mash e Periwinkle sull’Apple Store Mash&Co sbarca su iOS, Sinnova e Premio Best Practices per l'Innovazione 2016



03-valeriocrabtoonDa qualche settimana Mash e Periwinkle sono sull’Apple Store. I protagonisti della serie ideata da Crabtoon dopo il periodo di accelerazione presso la sede TIM Wcap di Catania, sono disponibili anche per il mercato iOS, e stanno già riscuotendo un buon successo.

Di questo ne parliamo con Valerio Merenda, anima insieme a Katrine Orbeta di Crabtoon, che viene a trovarci per la seconda volta. L’intervista parte proprio da dove ci eravamo lasciati (qui, per intenderci) e fa un lungo excursus sul percorso che ha portato Mash&Co. a arrivare sull’Apple Store, cosa hanno imparato e, soprattutto, cosa li aspetta nei prossimi mesi. Un appuntamento per tutti: Mash&Co. rappresenterà l’Italia a Copenaghen, dove gareggerà per la Creative Business Cup.

 

Le informazioni sul mondo Mash&Co. sono qui, mentre per scaricare l’app in versione iOS dovete cliccare qui. La versione per Windows Mobile invece si trova qui.

Sinnova punta sull’internazionalizzazione

03-valtersinnovaSi è chiusa venerdì 7 ottobre la quarta edizione di Sinnova, l’evento dedicato all’innovazione in Sardegna organizzato da Sardegna Ricerche in collaborazione con l’Assessorato regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio. Non sono andato a Cagliari, ecco perché ho chiesto a Valter Songini, responsabile della comunicazione di Sardegna Ricerche di raccontare l’evento a Start Me Up. Il titolo di questa edizione di Sinnova era Sardinia, land of innovation, scelto perché in questo ultimo anno sono state tante le multinazionali che hanno deciso di investire sul territorio sardo. Anche per questo motivo Sinnova è passata da essere una semplice vetrina delle aziende che promuovono l’innovazione sul territorio a una possibilità di crescita con workshop, tavole rotonde e incontri. Una formula che dice Valter, sarà mantenuta anche nelle prossime edizioni della manifestazione.

Per conoscere meglio Sinnova visita il sito sinnovasardegna.it, mentre per entrare in contatto con Sardegna Ricerche clicca qui.

Premio Best Practices per l’innovazione: candidature aperte fino al 24 ottobre

03-edoardoconfIl Premio Best Practices per l’innovazione è una iniziativa promossa dalla sede salernitana di Confindustria che la organizza da ormai dieci anni. Start Me Up ne aveva già parlato circa un anno fa ed è quindi un piacere ospitare chi sta coordinando tutti i lavori dell’edizione 2016. Il riferimento è a Edoardo Gisolfi, presidente del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno che da luglio è impegnato in un lungo tour di promozione della call. Nell’intervista che ha rilasciato ai microfoni di Start Me Up Edoardo evidenzia come, negli anni, sia cambiato per gli organizzatori il concetto di innovazione. Ci si è infatti spostati sempre più su un’accezione di tipo sociale e di processi anziché strettamente tecnologica. Inoltre in questi anni c’è stato un lungo lavoro di collaborazioni: stiamo parlando di un network di circa 80 partner.

 

Al premio possono partecipare: aziende di servizi, spin-off, imprese manifatturiere, fondazioni, spin-off accademici, individui o team e startup. Il termine ultimo per presentare la propria candidatura è il 24 ottobre e tutte le informazioni sono su premiobestpractices.it.

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Stelio Verzera: «Venite a scoprire LEGO® SERIOUS PLAY®» Primo podcast della nuova stagione di Start Me Up dedicato alla LSPFest di Milano



La prima puntata della nuova stagione di Start Me Up si apre con un amico del programma: Stelio Verzera di Cocoon Projects. Stelio è nel pieno dell’organizzazione della prima LSPFest, evento dedicato a LEGO® SERIOUS PLAY®. La metodologia (di cui vi abbiamo parlato in uno speciale di Start Me Up su Blank Disrupt) attraverso i mattoncini LEGO® facilita il pensiero e la comunicazione, permettendo a persone e team di risolvere i problemi più complessi. «Abbiamo deciso di organizzare questo evento – dice Stelio ai microfoni di Start Me Up – perché LEGO® SERIOUS PLAY® è forse la metodologia più potente che abbiamo utilizzato da quando facciamo questo lavoro». Cocoon Projects è stata una delle prime aziende a portarla in Italia e negli ultimi tempi c’è stato un vero e proprio proliferare di consulenti che «portavano due mattoncini» dicendo di seguire LEGO® SERIOUS PLAY®, giusto perché era diventato di moda e di fatto svilendo il metodo. L’obiettivo della fest è quindi anche quello di fare chiarezza e garantire uno standard per i consulenti e anche per le aziende che intendono utilizzare questa metodologia.

Un programma ricco di eventi

LSPFest dura una settimana con un programma ricco e dedicato a persone con diverse competenze, cerco qui di sintetizzarlo per bene. Tra il 17 e il 20 ottobre si terrà il primo training per facilitatori LEGO® SERIOUS PLAY® in lingua italiana, evento già sold out da un po’. Per questo motivo Cocoon Projects sta organizzando un’altra sessione per febbraio; per info, chiedete direttamente a loro da qui. Giovedì si riunirà la comunità dei facilitatori del Mediterraneo: tutte persone che hanno a che fare con LEGO® SERIOUS PLAY® e lavorano nell’area del, manco a dirlo, Mediterraneo. Hanno un account twitter, e il loro sarà l’unico evento della fest in lingua inglese. Venerdì invece sarà una giornata a porte chiuse dedicata ai media e a personalità invitate appositamente per conoscere in tutta tranquillità la metodologia. Infine sabato e domenica si terrà la Fest aperta a tutti: «un evento basato su laboratori con solo due talk, uno all’inizio e l’altro alla fine».

«Un buon modo per conoscere questa metodologia»

Inutile dire che l’evento è aperto anche a chi non ha mai sentito parlare di LEGO® SERIOUS PLAY®, anzi «è un buon modo per conoscere questo metodo» sottolinea Stelio. Per chi invece conosce già la metodologia la Fest è una occasione per entrare in contatto con altre persone che la usano e avere la possibilità di scambiarsi pareri e consigli.
Tutte le informazioni sull’evento sono su lspfest.com e sul sito di Cocoon Projects.


Con Smartwork vai alla LSPFest gratis!

Fino al 3 ottobre Smartwork ti fa andare gratis alla LSPFest. Basterà realizzare una spiegazione della metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® e postarla sulla pagina Facebook di Smartwork. È possibile utilizzare testi, video, audio, foto e tutto ciò che la fantasia vi suggerisce. Sbrigatevi, non resta molto tempo!


Beecode, Digital Magics Bari investe nel passaparola digitale

beecodeA inizio settembre Digital Magics Bari ha annunciato il lancio di Welabs, startup pugliese che ha creato Beecode. La piattaforma è uno strumento di marketing che automatizza il passaparola digitale. Lo definisce così Ernesto Carracchia, il CEO di Welabs, che ai nostri microfoni spiega come Beecode riesce a rendere virale il messaggio tra gli utenti. Questo passaparola si regge su un sistema di ricompense stabilite da chi decide di realizzare la campagna.

Marketing per gli eventi

Particolare non da poco: Beecode nasce per la promozione degli eventi reali e virtuali: «Al momento abbiamo deciso di rivolgerci a questa fetta di mercato – dice Ernesto – ma nei nostri piani c’è la volontà di allargarci anche ai brand». Usare Beecode è molto semplice: basta richiedere l’accesso alla demo dal sito beecode.it e creare la propria campagna marketing.


Luca Barboni ci fa conoscere il Growth Hacking

luca-barboniCome avete certamente letto dai nostri canali social, la scorsa settimana siamo stati a Maratea per Heroes. Start Me Up si è occupata di trasmettere le traduzioni inglese/italiano realizzate da Woomnia attraverso un canale dedicato. Abbiamo anche seguito dei laboratori: ha suscitato il nostro interesse quello sul Growth Hacking tenuto da Luca Barboni, ospite che chiude questa prima puntata della nuova stagione di Start Me Up.
Luca spiega ai nostri microfoni come il Growth Hacking scardini l’idea tradizionale di marketing perché abbatte le barriere tra «la creazione del prodotto e la comunicazione e la vendita ad esso collegata», dice nell’intervista. Anche per questo motivo il Growth Hacker deve conoscere un po’ di design, di linguaggio di programmazione e soprattutto deve essere disposto a sperimentare continuamente.

Una metodologia usata anche da Hotmail e Paypal

Questa metodologia è stata utilizzata con successo da giganti come Hotmail e Paypal perché permette di risolvere forse uno dei più grandi problemi del marketing tradizionale. Spesso ci si preoccupa di acquisire nuovi clienti, ma non si sa come gestirli nel caso dovessero sorgere problemi. Grazie al Growth Hacking – e uno schema sviluppato da 500 Startups – si è invece in grado di monitorare questo rapporto e in caso agire su più livelli.

Per saperne di più sul Growth Hacking

Luca si è avvicinato al Growth Hacking proprio quando ne aveva bisogno, mentre lavorava come marketing manager per Atooma e adesso ha intrapreso un’opera di evangelizzazione. L’8 e il 9 ottobre terrà infatti a Milano un corso intensivo sul Growth Hacking. Durante l’intervista gli abbiamo chiesto anche quali fossero a suo avviso i libri da leggere per saperne di più. Luca ci ha così consigliato:

  • Partire Leggeri di Eric Ries, traduzione italiana di Lean Startup (lo trovate su Amazon)
  • Growht Hacker di Ryan Holiday, la cui traduzione in italiano non esiste, ma potete comunque acquistare quella originale su Amazon.

Infine Luca ci ha consigliato di visitare la sua pagina su growth-hacking.zeef.com dove negli anni ha raccolto link con approfondimenti e casi studio sul Growth Hacking.

La foto di Luca è stata presa qui.