Di vino, muse e sommelier: al via una nuova stagione di Start Me Up



Il primo ospite di questa nuova stagione di Start Me Up arriva da Palermo, ha a che fare con il vino ed è la protagonista del prossimo incontro targato Creative Mornings Palermo. È stata scelta perché il tema di questo mese è Muse e quindi chi meglio di un sommelier che offre “degustazioni folli per clienti pazzi”. Venerdì 27 settembre 2019 racconterà la sua esperienza proprio all’interno del luogo in cui lavora, l’enoteca Picone; noi l’abbiamo incontrata qualche giorno fa per avere qualche anticipazione. Lei è Vera Bonanno.

Una musa della degustazione

Le degustazioni che offre Vera sono nate per caso per alcuni amici e, per certi versi, sono ancora riservate a un tipo particolare di clientela che frequenta l’enoteca palermitana. Sono appuntamenti che mettono insieme la memoria e il canto, due elementi che accomunano il mondo del vino e quello delle muse. Naturalmente poi Vera ha un modo tutto suo di metterli insieme e nel podcast spiega come e perché.

La citazione di Vera su vino e Muse

Nel corso del podcast poi abbiamo modo di parlare del mondo del vino: da ciò che ci guida nel momento della scelta di una bottiglia, al mercato che ha visto negli ultimi anni crescere l’interesse da parte del grande pubblico. Vera da Sommelier ha un occhio privilegiato su tutto ciò e ci offre un punto di vista originale, dandoci degli spunti su cui riflettere e consigliandoci anche dei vini da provare.

Vera è la protagonista dell’appuntamento di settembre di Creative Mornings di Palermo che si terrà venerdì 27 settembre presso l’enoteca Picone. Tutte le info sono sul sito ufficiale dell’evento.

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Il design come “arma” di giustizia



Illustrazione del mese di CM dal tema JusticeCreative Mornings Palermo non va in vacanza e anzi approfitta dell’afa agostana per organizzare un appuntamento speciale per questo mese. È speciale perché anziché una colazione sarà un aperitivo (il 31 agosto alle sette di sera) e sarà speciale anche per l’ospite che animerà questo appuntamento: Vincenzo Di Maria di Commonground srl. A lui il compito di declinare il tema del mese che è Justice con un talk dal titolo “Design: un’arma a doppio taglio”.

Il design può fare male?

Da bravi media partner abbiamo sentito Vincenzo qualche settimana fa e vi anticipiamo qualche punto del suo intervento. Può fare male il design? Possiamo dire che esiste un design giusto? Sono solo alcune delle domande che abbiamo posto a Vincenzo a cui lui ha pazientemente risposto.

La citazione sul design di Vincenzo di commonground

Ma abbiamo anche parlato del suo lavoro, del ruolo di service designer e di come questa figura aiuti i professionisti a progettare seguendo un criterio ben preciso. Quello seguito da Vincenzo è la persona, infatti non a caso parla di human center design. Un approccio utile a tutto tondo: sia per progetti profit che per quelli no-profit. Durante l’intervista citiamo anche un lavoro che Vincenzo ha svolto a Londra per conto di “Design agaist crime”. Sono ricerche che studiano il comportamento di chi commette crimini minori (furto di biciclette, risse fuori dai pub…) e che cercano di trovare delle soluzioni attraverso una progettazione ragionata. I risvolti sono interessanti: li elenca Vincenzo durante l’intervista.

Architettura dell’informazione conoscerla per usarla al meglio

In più parliamo anche di architettura dell’informazione, visto che Vincenzo è stato presidente e ora è nel consiglio direttivo di Architecta, l’associazione italiana che si occupa di diffondere questi temi a livello nazionale. Tra qualche mese ci sarà il loro summit annuale, evento importante visto che questi temi non riscontrano ancora i favori del grande pubblico nonostante siano di interesse comune. Chi di noi infatti può dire di non aver bisogno di “trovare” delle informazioni sia nel mondo reale che digitale?

Come partecipare a “Design: un’arma a doppio taglio”

L’appuntamento di Creative Mornings Palermo di agosto sarà un aperitivo. Inizia alle 19, l’ingresso è gratuito ma bisogna registrarsi. Il resto delle informazioni e il modulo sono nella pagina dell’evento ufficiale.

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La foto di copertina è l’immagine del mese di Creative Mornings, realizzata da Simona Čechová.

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Spazi dismessi da destinare alla cultura e alla società: l’esperienza di Linda Di Pietro



Era da un po’ di tempo che avevo in mente di intervistare Linda Di Pietro. Sono pochi gli operatori culturali con la sua esperienza e in questo podcast lei cerca di restituire tutto il suo sapere in questo ambito. Ne viene fuori un’intervista un po’ più lunga del solito (ma ne vale la pena, giuriamo!) in cui si parla di chi per mestiere dona spazi dismessi alla cultura e alla società.

Da ex fabbrica a centro culturale: quali le sfide?

Rigenerazione urbana e spazi dismessi da destinare alla culturaOggi Linda Di Pietro è il manager culturale della Manifattura Tabacchi di Cagliari, ma è con Indisciplinarte e le officine CAOS di Terni che si è fatta le ossa, riconvertendo una ex fabbrica in un centro di produzione culturale. Buona parte dell’intervista verte proprio su questi temi. Linda mette in evidenza le sfide che si presentano in un percorso del genere, i difetti che spesso si ripetono e le soddisfazioni che, nonostante il tempo, non tardano ad arrivare. Si parla anche del ruolo della società per cui questi spazi sono pensati e i modi in cui può e deve essere coinvolta.
Ne parliamo ovviamente alla luce dell’esperienza cagliaritana che è praticamente all’avvio e alla luce di quella di Terni che oggi purtroppo non vive un momento felice. In questo senso c’è una riflessione molto interessante sull’uso che le Amministrazioni possono fare di questi luoghi.

la citazione di linda su spazi culturali

Uno sguardo sugli spazi culturali italiani grazie a Rena

Nell’ultima parte dell’intervista spostiamo la lente ancora più in alto: mettiamo a fuoco l’intero Paese e Linda ci parla della situazione dei centri culturali italiani. Lo fa perché per due anni lei è stata alla presidenza di Rena, l’associazione che riunisce policy maker e innovatori sociali in tutta Italia. Questo fornisce a Linda un punto di vista privilegiato perché le permette di avere uno sguardo sulle varie realtà culturali presenti lungo tutto lo Stivale. Rena – che al momento è impegnata nell’organizzazione della ormai consueta Summer School a Matera – cerca sin dalla sua fondazione di dare un senso alla parola “cambiamento”, un compito che soprattuto negli ultimi anni si è fatto sempre più necessario.

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La foto di copertina è di Dmitri Popov, via Unsplash.


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10. Matera 2019: l’appuntamento del Sud Italia con la cultura e l’Europa



Da metà gennaio Matera è Capitale Europea della cultura. E noi non potevamo non considerare un evento così importante per la cittadina lucana e tutto il Sud Italia. Analizziamo perciò in questo podcast questo evento con chi lo ha pensato nel 2014, cioè Agostino Riitano, oggi Project manager supervisor dell’Area cultura, ma già autore del dossier che ha permesso a Matera di diventare Capitale Europea della Cultura.

Il modello di Matera 2019? La co-creazione.

La prima parte dell’intervista è un po’ didascalica perché ripercorriamo i cinque temi su cui si basa il programma annuale di Matera 2019. Tranquilli, sono dei brevi accenni che ci permettono di analizzare le varie sfumature che, chi si recherà in Basilicata quest’anno, potrà vivere e scoprire dal vivo.
Si passa poi a una visione dietro le quinte dell’evento. Come nasce il programma di Matera 2019, a cosa si sta prestando più attenzione? Ma soprattutto che effetto avrà questo appuntamento nei confronti della cultura e del senso di Europa? Un fattore di non poco conto se si parla di Sud Italia, dove spesso ci si sente distanti da ciò che viene deciso a Bruxelles. Nessuno spoiler, ma naturalmente Agostino è certo che l’impatto di Matera 2019 sarà forte e determinante. La prova è il percorso che ha permesso a tutti gli operatori di arrivare fino a qui. Grazie infatti alla co-creazione tra Enti, Istituzioni e Operatori Culturali si è riusciti a avere un calendario che fosse il più possibile collettivo e valorizzasse le realtà culturali locali. È la prima volta che succede, assicura Agostino.

La citazione di Agostina di Matera 2019

Sud Innovation: viaggio nel Sud che innova.

Infine, non possiamo non chiedere a Agostino di Sud Innovation, il progetto di ricerca che lui insieme a Stefano Consiglio sta portando avanti ormai da tempo. Sud Innovation è un libro (che abbiamo citato spesso su questo blog), ma è un portale web che mappa le realtà che stanno reinventando il concetto di Innovazione Sociale e lo stanno facendo al Sud Italia. Una eredità, si legge nel libro, che arriva da Adriano Olivetti e il suo concetto di impresa.
Sud Innovation è un modo per tenere d’occhio quelle realtà che stanno producendo valore e ricchezza, sia dal punto di vista sociale, economico e culturale. E anche per segnalarle, visto che ognuno può candidarsi autonomamente direttamente sul portale.

Ci piace, umilmente, considerarci alleati in questo racconto di un Sud Italia capace di inventarsi nuove strade di sviluppo, magari mescolando i propri usi e le proprie tradizioni. Se non è innovazione questa…


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Foto di copertina screenshot del video dell’inaugurazione di Matera 2019

07. Periferie da raccontare per essere cittadini migliori



Raccontare o meglio permettere a giovani autori di raccontare le periferie di tre città del Sud Italia attraverso un percorso di osservazione e laboratori creativi in diverse discipline artistiche. È l’obiettivo di PeriferichEnergie, il progetto promosso dalla casa editrice Mesogea realizzato grazie al contributo SIAE con il bando Sillumina. Ne parliamo con Anita Magno, della casa editrice Mesogea, ospite di questo settimo podcast di Start Me Up.

La periferia: “dove credi che la città finisca, e dove invece ricomincia”.

Sono l’Annunziata di Messina, il centro storico di Reggio Calabria e i Quartieri Spagnoli di Napoli i tre luoghi scelti per questa prima edizione di PeriferichEnergie. Tre periferie diverse per geografia, storia e società che verranno raccontate attraverso gli occhi e le parole di giovani artisti. In questi mesi infatti si stanno svolgendo i trekking urbani alla scoperta di queste periferie che verranno narrate attraverso racconti, graphic novel e laboratori di street-art. Lo scopo è quello di stimolare un nuovo senso di appartenenza verso queste periferie, prima da parte di chi decide di prendere parte attivamente al progetto. Successivamente, anche a chi vorrà leggere/guardare/ascoltare le storie che verranno fuori dai vari laboratori e che saranno pubblicate alla fine di questa prima edizione di PeriferichEnergie.

La citazione di Anita su Periferie e cultura

Il gesto più pericoloso? Non conoscere il luogo in cui si vive

PeriferichEnergie è già in corso da qualche mese: la prima uscita ufficiale è stata una call per selezionare gli autori che avrebbero poi dovuto raccontare le periferie. I candidati hanno dovuto mandare un proprio testo e la scelta è avvenuta nel più classico dei metodi: l’intuito dell’editore che riesce a leggere le motivazioni di uno scrittore tra le righe di un racconto. Del resto Mesogea da ormai vent’anni si occupa di libri e ha da sempre focalizzato la propria attenzione sulle culture mediterranee. Ha da sempre raccontato e veicolato le storie che arrivavano dalle sponde meridionali del Mare Nostrum. Per la prima volta, grazie a PeriferichEnergie, la casa editrice siciliana volge lo sguardo in questa parte del Mediterraneo e chiede a dei giovani autori di raccontare le periferie con tutti i loro problemi e complessità. Del resto, come anche la stessa Anita dice alla fine dell’intervista è la condivisione il vero valore da scoprire. E l’ignoranza e la scarsa conoscenza del luogo in cui si vive è uno dei gesti più pericolosi che rischiamo di compiere.


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La foto di copertina illustra un momento del trekking urbano di Napoli, via.

34. Ortigia Sound System: l’industria culturale al Sud Italia passa anche da qui



Continuiamo a parlare di industria culturale al Sud Italia. Andiamo in Sicilia e nello specifico a Siracusa dove tra il 25 e il 29 luglio si terrà la quinta edizione di O.S.S. – Ortigia Sound System Festival. La manifestazione è organizzata da Kadmonia e in questo podcast parliamo con Germano Centorbi e Andrea Cavallaro rispettivamente il direttore artistico e il project manager dell’evento.

Internazionale ma con una forte identità locale

Non possiamo nascondere l’ammirazione verso loro (e gli altri organizzatori del festival) perché – andando a memoria – non ricordiamo nessun evento che organizza le esibizioni di alcuni artisti in barca. In questi anni il festival è cresciuto in termini di spettacoli e di pubblico, mantenendo però una forte identità locale. Non è infatti insolito vedere una esibizione di un artista durante Ortigia Sound System in barca appunto, o all’interno del mercato storico di Ortigia. Basterebbe questo per far capire che dietro Ortigia Sound System c’è un vero e proprio piano di promozione del territorio. Gli artisti delle varie edizioni, ci dicono i nostri ospiti, sono scelti anche in base al luogo in cui andranno a esibirsi: l’obiettivo è valorizzare la performance, il luogo e naturalmente il festival.

La citazione di Germano dell'Ortigia Sound System festival

La mission è chiara: internazionalizzare il turismo di Ortigia

Durante l’intervista Andrea e Germano rivendicano con forza il valore culturale dell’Ortigia Sound System. E non tanto per la manifestazione in sé, bensì per lo scopo che ha: internazionalizzare il turismo di Siracusa. Un aspetto non banale che differenzia l’Ortigia Sound System da una semplice rassegna musicale o una festa di paese. Attenzione, stiamo parlando di eventi di uguale dignità ma con scopi diversi. Una festa patronale ha più uno scopo identitario, ben diverso dall’obiettivo di Ortigia Sound System. Se sottolineiamo questo aspetto è perché c’è in Italia un problema a riconoscere questo scopo a livello culturale (nel senso di pensiero comune) e amministrativo. E siamo lieti se come Start Me Up riusciamo a fare la nostra parte.

La citazione di Andrea dell'Ortigia Sound System

Vision, strategia e team: i segreti del successo di Ortigia Sound System

Parliamo anche degli aspetti pratici dell’Ortigia Sound System nell’ultima parte dell’intervista a Germano e Andrea. Sia l’uno che l’altro ci tengono a sottolineare l’esperienza maturata in questo ambito fuori dalla Sicilia: questo ha permesso loro di avere una vision di insieme e costruire così un evento che possa essere sostenibile sotto tutti i punti di vista. Germano sottolinea l’importanza di una strategia: ogni azione deve aggiungere qualcosa al percorso verso il proprio obiettivo. Mentre Andrea punta tutto sul team che deve lavorare unito e compatto, mettendo a frutto l’esperienza di ognuno. Ortigia Sound System si svolge a fine luglio, ma già dallo scorso anno ha promosso eventi durante tutto l’anno. Lo scopo è quello di comunicare un’immagine più cool della Sicilia e farlo tutto l’anno. Un obiettivo non semplice e forse anche per questo molto affascinante.


Foto di copertina, via

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Vuoi lavorare per Manifesta Palermo? Ecco le figure richieste

Articolo aggiornato al 20 giugno 2018

Da qualche giorno sono online i bandi per lavorare all’interno di Manifesta 12 Palermo. L’evento si terrà nel capoluogo siciliano tra il 16 giugno e il 4 novembre di quest’anno. Le figure richieste sono:

Technical Producer

Cosa fa: Realizzazione e produzione delle installazione che saranno realizzate per la Biennale Manifesta 12. La figura richiesta dovrà, sotto la direzione e la supervisione del Responsabile del Dipartimento Production e/o del Production Manager, adempiere a una serie di compiti elencati nell’avviso n°25.

Scadenza: 9 aprile 2018

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Tirocini formativi extracurriculari (acquisizione candidature)

La Fondazione ha individuato le seguenti aree di interesse per un totale di 3 posti per possessori di laurea:

  • Area manageriale: settore amministrativo: accoglienza/comunicazione/segreteria;
  • Area artistica: Settore Produzione artistica e Educazione.

Tutti i dettagli sono nell’avviso.

Scadenza: 6 aprile 2018

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Illustratore nell’ambito del progetto La mia città è un grande giardino (Avviso Esplorativo)

Cosa fa: L’illustratore, sotto la supervisione del Capo del Dipartimento Educazione di FM12, si occuperà dello sviluppo di circa 48 elementi grafici illustrati. I dettagli della mansione e della  metodologia della selezione sono illustrati in questo avviso. Vi consigliamo di leggere anche la nota integrativa.

Scadenza: 30 marzo 2018

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Ticketing Assistants

Cosa fa: Supportare il Dipartimento di Business nella gestione nell’implementazione delle attività di ticketing previste nell’ambito della Biennale Manifesta12. Le figure selezione, a titolo esemplificativo e non esaustivo, oltre alla gestione ed evasione della biglietteria presso la sede principale di Manifesta12 Palermo, avranno il compito di fornire una serie di compiti elencati nell’avviso n.27.

Scadenza: 30 marzo 2018

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Mediators

Cosa fa: Supportare e coadiuvare il Dipartimento Educazione della Fondazione Manifesta12 Palermo in tutte le attività correlate al Mediation Programme di Manifesta12, favorendo una partecipazione attiva tra le diverse audience e partecipando allo sviluppo dei progetti educativi previsti e indirizzati al pubblico, alle scuole, alle comunità che insistono nelle aree della Biennale e alle altre audience della biennale.

Scadenza: 16 febbraio 2018

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Mediation Assistant

Cosa fa: Supportare e coadiuvare il Dipartimento Educazione della Fondazione Manifesta12 Palermo in tutte le attività correlate al Mediation Programme di Manifesta12, in particolare nel gestire e coordinare il gruppo dei Mediators che lavoreranno nei siti della Biennale.

Scadenza: 23 febbraio 2018

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Visitor Service Assistant

Cosa fa: Supportare il Dipartimento Educazione della Fondazione Manifesta12 Palermo nella fase di accoglienza dei gruppi che visiteranno la biennale, nell’assistere il Dipartimento Comunicazione nelle attività di direct Marketing. In più dovrà fornire supporto e collaborazione al Visitor Service Coordinator nei siti principali di Manifesta12.

Scadenza: 23 febbraio 2018

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Education Assistant

Cosa fa: Supportare e coadiuvare il Dipartimento Educazione della Fondazione Manifesta12 Palermo in tutte le sue attività correlate al programma educazionale e i temi educativi previsti nell’ambito dell’evento.

Scadenza: 30 gennaio 2018

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Publication Assistant

Cosa fa: Supportare il Capo Dipartimento Publication nel supervisionare il catalogo, la guida e ogni altra pubblicazione durante il periodo di produzione dei lavori artistici della Biennale Manifesta 12.

Scadenza: 16 gennaio 2018

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Communication Assistant

Cosa fa: Supportare il Markweting & Communication Coordinator e il Press Officer Assistant in tutti I loro compiti e in tutte le loro attività quotidiane e nell’attuare la strategia di marketing analogico e digitale per Manifesta 12.

Scadenza: 16 gennaio 2018

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Visitor Services and Audience Development Coordinator

Cosa fa: Garantire alla bienlla Manifesta 12 Palermo una strategia di pubblico forte e coerente, nonché di sviluppare tutte le risorse da utilizzare a tal fine, quali database e network.

Scadenza: 16 gennaio 2018

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Tirocinanti

Cosa fa: Chiunque sia interessato a svolgere un’esperienza di studio e lavoro presso la Fondazione. Questo bando è riservato agli studenti dell’Università degli Studi di Palermo frequentanti le Scuola delle Scienze Giuridiche ed Economico-Sociali, delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale e la Scuola Politecnica e agli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo

Scadenza: non indicata.

Per conoscere i dettagli di ogni singolo bando, visita la sezione dedicata su m12.manifesta.org.

Cosa è Manifesta?

Manifesta, la Biennale nomade europea, nasce nei primi anni ’90 in risposta al cambiamento politico, economico e culturale avviatosi alla fine della guerra fredda e con le conseguenti iniziative volte a facilitare l’integrazione sociale in Europa. Sin dall’inizio, Manifesta si è costantemente evoluta in una piattaforma per il dialogo tra arte e società in Europa, invitando la comunità culturale e artistica a produrre nuove esperienze creative con il contesto in cui si svolge. Manifesta è un progetto culturale site-specific che reinterpreta i rapporti tra cultura e società attraverso un dialogo continuo con l’ambito sociale.

Manifesta è stata fondata ad Amsterdam dalla storica dell’arte olandese Hedwig Fijen, che ancora oggi la guida. Ogni nuova edizione viene avviata e finanziata individualmente, ed è gestita da un team permanente di specialisti internazionali. Il team di Manifesta 12 lavora dai suoi uffici di Amsterdam e Palermo, ed un ufficio di prossima apertura a Marsiglia. Diretta da Hedwig Fijen e Peter Paul Kainrath, la squadra permanente è composta da Tatiana Tarragó, Paul Domela, Esther Regueira, Yana Klichuk, Asell Yusupova, Marieke van Hal and Mikaela Poltz, nonché dal direttore generale di Manifesta 12 Roberto Albergoni e dalla coordinatrice Francesca Verga. Nel prossimo decennio, Manifesta si concentrerà sulla propria evoluzione da autorevole biennale d’arte contemporanea a piattaforma europea interdisciplinare volta a esplorare e catalizzare un cambiamento sociale positivo in Europa attraverso la cultura contemporanea.

Foto di copertina: Manifesta 7, Trentino-South Tyrol, 2008. Opening at Manifattura Tabacchi. Photo © Manifesta 7

21. Il poetry slam ha poco a che fare con ciò che pensate di sapere sulla poesia



C’è un movimento che porta la poesia nei locali, mette in competizione i poeti e all’occorrenza fa innovazione sociale. È il Poetry Slam, un fenomeno che riguarda molte più persone di quelle che potete immaginare. É diffuso in tutta Italia ed è regolamentato dalla Lega Italiana Poetry Slam che al momento è presieduta da Sergio Garau, l’ospite di questo podcast di Start Me Up.
Sergio ci racconta qual è l’apporto del Poetry Slam nel mondo della poesia, le differenze e le affinità che questa forma di poetare ha con la tradizione classica italiana, le influenze e le differenze con il rap e con tutto quello che solitamente si associa al mondo della poesia.
Dimenticate persone chiuse nella propria stanza a guardare la luna e lasciarsi ispirare dagli occhi della persona amata. I poetry slam sono dei fenomeni per lo più sociali: hanno regole precise e sono dei veri e propri eventi dal vivo, che popolano locali, circoli e pub in tutta Italia. Vere gare di poesia che si svolgono a vari livelli: provinciali, regionali, nazionali e internazionali, con il pubblico chiamato a giudicare i migliori poeti, o slammer.
La citazione di Sergio sulla poesia

Sergio ha partecipato a diverse competizioni a varie fasce: alla luce di questa sua esperienza ci dice che nel Poetry Slam assume un carattere fondamentale la performance, che se pensate sia una semplice lettura, beh, vi sbagliate di grosso. Il limite di ogni poesia è dato solo dalla creatività delle persone che di volta in volta prendono parte a questi eventi: una delle caratteristiche fondamentali di questi appuntamenti è l’assenza di qualsiasi tipo di censura.

La community della L.I.P.S .è sempre aperta e chi ne volesse sapere di più, può tranquillamente entrare in contatto con loro attraverso il sito e la pagina facebook ufficiale.
Tutto questo parlare di poesia non poteva che farci venire voglia di ascoltare qualcosa e Sergio è stato bravo e ci ha regalato un suo brano: potete ascoltarlo quasi alla fine dell’intervista. Quale conclusione migliore per un podcast che, siamo certi, stravolgerà il vostro pensiero, almeno per quanto riguarda la poesia.


Foto di copertina, via.

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Le imprese culturali nascono dai Bassi

Al via la terza edizione di Bassi Comunicanti, l’incubatore per imprese culturali di Ragusa che si avvia a chiudere il secondo ciclo di incubazione e a aprirne uno nuovo. Fino al 23 marzo, 25 giovani tra i 18 e i 35 anni potranno dare forma alla propria impresa culturale grazie al supporto offerto dall’incubatore ragusano. Oltre all’età, i candidati dovranno risiedere in una delle Regioni Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e compilare la domanda online, raccontando il proprio progetto o i motivi per cui si vuole seguire il percorso di incubazione.

Formazione e servizi di incubazione per idee e progetti

I selezionati potranno partecipare al percorso di incubazione di Bassi Comunicanti. Le attività di incubazione sono divise in sei moduli e avranno cadenza mensile, con possibilità di sessioni di mentoring individuali settimanali. Nel corso dei sei mesi di incubazione verranno anche proposti laboratori di produzione culturale, incontri con esperti, servizi di supporto alla creazione d’impresa, consulenza per bandi ed eventi aperti.

Bassi Comunicanti, al via le selezioni per la seconda call

Clicca sull’immagine per ascoltare l’intervista a Federica Schembri

La fortuna di fare imprese culturali in un luogo magnifico: palazzo Cosentini

Le attività di Bassi Comunicanti si terranno nei bassi di palazzo Cosentini, che, dopo un intervento di riqualificazione, sono diventati la casa delle idee dei selezionati. Gli spazi di Bassi Comunicanti sono anche un co-working a disposizione dei partecipanti e nel quale tessere relazioni con soggetti che operano nel mondo della cultura e potenziali investitori.

Bassi Comunicanti, cosa è?

Il progetto è un’importante opportunità per Ragusa e il territorio circostante. Si parla spesso di cultura come leva per lo sviluppo, ma spesso mancano gli strumenti per supportare i giovani che vogliono costruire il proprio futuro in questo settore. Il progetto Bassi Comunicanti propone dei percorsi di accompagnamento per aiutare i giovani a trasformare le loro idee in progetti o imprese culturali, e facilita la creazione di reti di collaborazione aperte agli altri soggetti del territorio, in modo da contribuire a costruire un ecosistema favorevole allo sviluppo culturale.

Tutte le informazioni, il bando e la domanda da compilare sono su bassicomunicanti.it.

15. Basta contemplare la cultura, è il momento di usarla.



Il professore Michele Trimarchi è un economista che lavora nel mondo della cultura. Non è un controsenso – e se ascolterete il podcast capirete perché – e a mio avviso è una delle persone con lo sguardo più illuminante nei confronti del mondo culturale italiano contemporaneo.
Il colosseo

Sarà perché è un appassionato, sarà perché è un addetto ai lavori, sarà perché esprime un pensiero semplice e al tempo stesso esplicativo: la cultura non è fatta solo per essere contemplata, va soprattutto usata. La citazione di Michele

Tutto il podcast ruota tutto intorno a questo concetto. Partiamo dalla partecipazione del professore Trimarchi come mentor alla Winter School di Rena “Hackerare la PA”, per poi passare alla sua esperienza con l’associazione “Tools for Culture”. Questa no-profit ha il pregio di coinvolgere numerose figure sotto i 30 anni, solo così, dice il professore, è possibile valorizzare il contributo di chi di anni ne ha molti di più.
Inoltre, il professore Trimarchi, ci racconta come traduce quello che dice in realtà nel suo ruolo di vice presidente della Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Azioni semplici che permettono di far affezionare il pubblico all’opera. Quali sono queste azioni? Vi basterà ascoltare il podcast per scoprirlo.


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La foto è di Yoal Desurmont trovata su Unsplash