06. Equity crowdfunding per il settore agroalimentare: la sfida di Pralina



È iniziata da qualche giorno la campagna di equity crowdfunding di Pralina, azienda pugliese che commercializza prodotti alimentari ricavati dalle coltivazioni tipiche della zona. Lo scopo della raccolta è finanziare il lancio di una nuova linea, le Biodiverse, che coniuga i sapori tradizionali della cucina di campagna italiana a uno stile di vita contemporaneo, dominato, purtroppo o per fortuna, dalla fretta.

Ne parliamo con Valentina Avantaggiato, responsabile marketing e comunicazione di Pralina, che ripercorre per noi la storia di questa azienda. Non una startup, sicuramente, ma una realtà che ha puntato tutto sull’innovazione e sulla sostenibilità. Se in passato Pralina ha, infatti, cercato la sostenibilità ambientale utilizzando energie rinnovabili e un packaging più possibile amico della natura, oggi attraverso l’equity crowdfunding vuole farsi conoscere e permettere a tutti di condividere una parte della propria produzione.

I prodotti di Pralina

Grazie al supporto della piattaforma We Are Starting (che rientra tra i portali accreditati per sostenere questo genere di operazioni) Pralina è alla ricerca di 100.000€, un obiettivo da raggiungere entro 3 mesi. Una bella scommessa visto che stiamo parlando di una delle poche – se non l’unica – campagna di equity crowdfunding che riguarda il settore agroalimentare.

Come intuirete ascoltando il podcast Pralina non è certo nuova alle sfide: una audacia che li ha portati a essere presenti nei mercati di ben 13 paesi diversi, con una produzione eco-sostenibile e una continua ricerca (come ad esempio l’attuale sperimentazione sull’alga spirulina). Una strada non certo facile che, come dice Valentina, va percorsa quotidianamente e a piccoli passi e che – e questo lo diciamo noi – porta non poche soddisfazioni.


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Ascolta la playlist con le canzoni scelte dagli ospiti di Start Me Up.

Banca Etica e PdB: un bando per valorizzare i beni comuni

Banca Etica e la piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso vanno in aiuto di chi ha in mente di valorizzare un bene pubblico o privato. Il bene dovrà obbligatoriamente destinato all’avvio, ampliamento o gestione di progetti di riuso, riconversione o riqualificazione per scopi sociali, culturali e di tutela ambientale. Il bando che scade il 22 ottobre 2017 si rivolge alle organizzazioni del Terzo settore, le cooperative e le imprese con requisiti di imprenditorialità femminile e giovanile. Le organizzazioni aggiudicatarie devono essere già costituite al momento del bando (anche in startup o in fase di spin-off di organizzazioni consolidate) e devono essere socie e clienti della banca o comunque si impegnano a diventarlo (una delle condizioni affinché il bando sia operativo è l’apertura del conto corrente di raccolta presso Banca Etica).

Come funziona il bando, in breve.

Banca Etica si preoccuperà di inserire i progetti vincitori su Produzioni dal Basso, promuovendoli e dando loro la visibilità che meritano. Solo ai progetti che raggiungeranno il 75% del budget la banca integrerà la parte restante dei fondi per permettere loro di arrivare al 100%. In questo caso, il contributo della Banca non potrà superare i 7.500 euro.

A quei progetti che invece riusciranno a raggiungere l’intera somma attraverso il crowdfuding la Banca garantirà agevolazioni sugli altri prodotti e servizi che offrirà loro. Mentre per chi invece non arriverà al goal, potrà comunque godere della visibilità offerta dal network di Banca Etica anche dopo la scadenza della campagna di crowdfunding.

Per saperne di più? Giovedì 12 ottobre tutti da Cre.Zi. Plus.

Per conoscere i dettagli e le scadenze del bando, basta andare sul sito di Banca Etica. In alternativa, per chi si trovasse in zona Palermo, giovedì 12 ottobre alle 17:30 si terrà la presentazione del bando da Cre.Zi. Plus. Il luogo non è affatto casuale, se pensate che questo hub è nato grazie al sostegno della Fondazione CONILSUD da un progetto di rigenerazione ideato e curato da CLAC, impresa sociale attiva a Palermo e storica socia di Banca Etica, in collaborazione con ARCA che gestisce l’incubatore di imprese dell’Università degli Studi di Palermo. Un appuntamento da non perdere!

 

La foto è di Ravali Yan ed è stata presa su Unsplash.

35. Equity crowdfunding: tutto quello che avreste sempre voluto sapere (e non avete mai osato chiedere)



È una vera propria guida sull’Equity crowdfunding quella che trovate in questo podcast di Start Me Up. Per una volta mettiamo da parte le storie e diamo spazio a Dario Giudici, CEO di Mamacrowd per farci spiegare come funziona questa formula di investimento che permette a tutti di sostenere nuove imprese. Mamacrowd è il portale di Equity Crowdfunding di Siamosoci, ed è uno dei portali che ha ricevuto dalla Consob il via libera a operare questo genere di investimenti. Cosa significa Equity Crowdfunding? Quali sono i progetti che possono essere finanziati? Chi può essere un investitore? Sono queste le domande che ho fatto a Dario le cui risposte sono solo a portata di play.

Immagine di copertina, via.

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La citazione di Dario

dario mamacrowd equity crowdfunding

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34.L’import dalla Cina? Ci pensa Yakkyo (che cerca investitori)



Semplificare il processo di import dalla Cina: è questa la mission di Yakkyo. La startup barese è in questi giorni alla ricerca di investitori tramite il portale di equity crowdfunding Mamacrowd. In questo podcast Giovanni Conforti, co-founder di Yakkyo, spiega cosa fa la sua azienda e quanto una esperienza lunga 15 anni possa fare davvero la differenza nel mercato dell’import dalla Cina. Ma non solo, durante l’intervista cercheremo di capire perché investire in Yakkyo, quali saranno le novità che intendono introdurre nel mercato dell’import – una fra tutte l’e-commerce basato su chatbot – e quanto complesso sia avere merce certificata e personalizzata dalla Cina ovviamente senza passare da Yakkyo.

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La citazione di Giovanni

Giovanni Yakkyo Import Cina

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Mamacrowd (Siamosoci) punta su 012Factory L’Academy per imprenditori casertana entra nel network di Mamacrowd per offrire nuove opportunità nel crowdfunding

Mamacrowd, il portale di proprietà di Siamosoci fornirà il supporto necessario alle startup di 012Factory nelle attività di crowdfunding. 012Factory, Academy per educare le persone all’imprenditoria innovativa si avvarrà quindi del network della piattaforma certificata Consob, formato da business angel qualificati e investitori professionali.

“La partnership con SiamoSoci – commenta Pietro Nardi, Fondatore 012Factory e Academy Director – porta un significativo valore aggiunto al lavoro svolto in questi anni dalla squadra di 012Factory. Fin dall’inizio abbiamo puntato sulle persone e costruito un nostro metodo per supportare gli allievi nello sviluppo imprenditoriale. La partnership con SiamoSoci, mira alla crescita delle imprese innovative e a ridurre i rischi negli investimenti.”

“Nell’equity-crowdfunding reputiamo che il carattere distintivo fondamentale di Mamacrowd sia la proposta agli investitori di progetti pre validati”, commenta Dario Giudici, CEO e founder di SiamoSoci. 

La partnership tra 012 Factory e Siamosoci è una bella notizia per tutto l’ecosistema del Sud Italia. Uno strumento in più nelle mani di chi decide di intraprendere il percorso formativo pensato da 012Factory.

Di chi stiamo parlando?

012Factory, oltre a essere amici di Start Me Up, rappresentano il primo modello in Europa di centro di contaminazione per stimolare l’imprenditoria innovativa. Lanciano nel 2014 l’Academy, un programma della durata di 6 mesi dove si impara a essere imprenditori. Lo abbiamo presentato ai nostri microfoni nel corso della prima stagione di Start Me Up. Allora Gianluca Abbruzzese, uno dei founder, ha illustrato il modello di Academy che nel corso del tempo ha formato parecchie persone (trovate il podcast qui). Un modello che ho potuto toccare con mano lo scorso settembre quando ho avuto il piacere e l’onore di essere uno speaker del corso. Di 012Factory ne ho anche parlato in occasione dell’Alberthon, quando, per conto della dalla Fondazione Mario Diana hanno organizzato un hackathon per la ricerca di una app nel campo dell’istruzione universitaria.

Mamacrowd è la piattaforma di equity crowdfunding di SiamoSoci, che permette ai privati di investire, anche con piccole somme, in aziende innovative acquistando quote o azioni della società interessata.

16. I dati aperti per una ricostruzione trasparente



Attraverso i dati aperti e sulla scia di terremotocentroitalia.info l’associazione Ondata ha deciso di indire una raccolta fondi per finanziare Ricostruzione Trasparente, un portale che monitorerà tutti gli appalti e le spese che interesseranno la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.

Ne parliamo con Lorenzo Perone che ci spiega cosa il gruppo si prefigge di fare, le differenze con i portali già esistenti e soprattutto la portata di un simile esperimento.

 

 

Link utili

La citazione di Lorenzo

Lorenzo Perone - Ondata

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 Foto di copertina, presa qui

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Il crowdfunding per prendere il volo Iron Wings, ultima fatica di Naps team si svolge sui cieli di Messina ed è staff pick su Kickstarter



A Start Me Up prendiamo a cuore le campagne crowdfunding, sopratutto se sono di aziende amiche come Naps Team. Per questo motivo il nono podcast inizia parlando di Iron Wings, ultima fatica della casa di produzione di videogiochi messinese, che in questi giorni è impegnata in una campagna su kickstarter. «Iron Wings è un videogioco arcade che si ispira ai migliori titoli del genere lotta aerea» spiega a Start Me Up Domenico Barba, anima e braccio dell’azienda messinese.

Una storia di amicizia durante la Seconda Guerra Mondiale

La storia si svolge durante la Seconda Guerra Mondiale e ha per protagonisti due soldati, Jack e Amelia, le cui vicende personali si intrecceranno con fatti storici realmente accaduti. È importante sottolineare questo aspetto perché uno dei combattimenti del videogioco si svolge proprio sui cieli di Messina, «un tributo doveroso nei confronti della nostra città» dice Domenico. Sui cieli dello Stretto si è infatti svolta parte dell’operazione Husky che ha permesso agli Alleati di cacciare le truppe naziste dall’isola. Ma questa è solo una delle citazioni di un videogioco che è costruito con dovizia di dettagli e cura dei particolari.

Come contribuire al crowdfunding

Iron Wings è al centro di una campagna di crowdfunding su kickstarter: il goal è ambizioso 100 mila euro, ma nei primi giorni il Naps Team ha potuto contare su una folta schiera di appassionati (qualche giorno fa è arrivato il premio Staff Pick da parte del portale). Tutti possono contribuire: le donazioni vanno dai 5 ai 7.000 euro, con diverse ricompense (ad eccezione della donazione di 5 euro, vi portate sempre il gioco a casa). Cosa aspettate a fare la vostra parte?

La citazione di Domenico

Domenico Naps Team Iron Wings

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Wake Up! Call 4 ideas porta la cultura di impresa a scuola Pochi giorni alla fine della campagna di crowdfunding promossa da 360gradi. In più parliamo di Effetto Wow e Need For Nerd



C’è tempo fino al 26 ottobre per dare una mano a 360gradi che su eppela sta cercando fondi per Wake Up! Call 4 ideas, quarta parte del percorso orientato a portare la cultura imprenditoriale sui banchi di scuola. Wake Up! Call 4 ideas è un contest in cui si invitano gli studenti di scuola superiore a pensare nuove idee imprenditoriali, permettere loro di seguire un workshop e partecipare allo Startup Day, con la consegna di un premio di 1000 euro alla migliore idea. Per saperne di più vi basterà ascoltare l’intervista a Davide Porrovecchio, primo ospite di questo podcast.
Wake Up! Call 4 ideas arriva dopo le iniziative Banca Scolastica, Wake Up! Your sense of business e il business game che i ragazzi di 360gradi hanno realizzato lo scorso anno, e che Start Me Up vi ha raccontato con una diretta da Corso Umberto I, a Caltanissetta.

Fate la vostra donazione adesso! Basta andare su eppela e scegliere la cifra che si intende donare. Sulla pagina facebook del progetto c’è un tutorial che spiega come fare la donazione.

L’Effetto wow? Scoprilo grazie al Service Design.

04-claudiacommongroundCosa rende unica una esperienza? Qual è l’effetto wow che rende indimenticabile un evento o un servizio? Non lo so, ma Claudia Busetto e Vincenzo Di Maria spiegheranno a chi organizza eventi o ha a che fare con le persone come rendere ogni esperienza memorabile. Lo faranno durante il workshop Effetto Wow, che rientra nelle Conversazioni sul futuro, serie di eventi che precede il Tedx Lecce che quest’anno ha come tema Memoria.

Ne parliamo con Claudia Busetto di commonground che ormai da tempo pone da tempo l’attenzione su temi che appartengono al Service Design. Proprio per questo motivo durante l’intervista gli chiedo alcune risorse per saperne di più su questa disciplina di cui ancora poco se ne parla in Italia. Claudia consiglia di iniziare con:

This is Service Design Thinking di Jakob Schneider e Marc Stickdorn, c’è il libro e un sito
Experience Design 1.1 di Nathan Shedroff, lo trovi qui
uxdesign.cc, archivio dove trovare qualsiasi cosa inerente al mondo dello ux design.

Inoltre Claudia invita tutti a Effetto Wow che, come scritto si terrà alle Officine Cantelmo a Lecce il 4 novembre (i biglietti si trovano qui) e poi anche al X Summit Italiano di Architettura dell’Informazione organizzato da Architecta, che si svolgerà a Roma l’11 e il 12 novembre e avrà come tema: Lasciare il segno. I biglietti si trovano qui.

In Sardegna c’è una community che ti insegna a programmare.

needfornerd

C’è chi in Sardegna si è messo in testa di diffondere i linguaggi di programmazione a chiunque abbia un minimo di curiosità. Sono i ragazzi di Need for Nerd e Michele Mereu li racconta in questo quarto podcast di Start Me Up. Venuti fuori dall’esperienza del Contamination Lab di Cagliari, i ragazzi da allora hanno organizzato workshop, incontri e eventi di divulgazione. Gli incontri sono pensati per esperti, principianti e bambini e sono tutti a tema coding, ovviamente. Need for Nerd ha collaborato con numerosi enti locali e crede fortemente nel valore della community. È attivo un gruppo su facebook che conta circa 2500 iscritti, dove chiunque può entrare per chiedere consigli e assistenza.

Need For Nerd è anche su twitter, facebook (come pagina) e ha un sito: needfornerd.com.

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Produrre energia dai passi: il pavimento del futuro è sardo Oltre a Veranu, conosciamo meglio Bandbackers e 42 Accelerator



Produrre energia dai passi delle persone: questo fa Veranu, startup che arriva dalla Sardegna. Veranu è tra le dieci finaliste di Next Energy Program, il programma promosso da Terna e Fondazione Cariplo, realizzato da Cariplo Factory in collaborazione con PoliHub e dal Campus di Terna. «Veranu è una tecnologia che può essere installata sotto tutti i tipi di pavimento – spiega Alessio Calcagni, CEO di Veranu e ospite di Start Me Up. I passi delle persone producono energia che alimentano batterie che possono essere utilizzate per caricare led, televisori o prese usb». Naturalmente più passi ci sono, meglio è: per questo motivo Veranu è più adatto a luoghi pubblici che a case private.

 

Veranu tra i dieci progetti finalisti di Next Energy Program

 

pavimento_veranu

Nei prossimi sei mesi i ragazzi di Veranu lavoreranno con altre nove startup al Next Energy Program, un percorso di accelerazione che vedrà alla fine tre progetti vincitori. A loro verranno assegnati dei voucher che potranno essere utilizzati per lo sviluppo del loro business: 50.000€ andranno al primo classificato, 30.000€ al secondo e 20.000€ al terzo. «Saranno mesi intensi – dice Alessio – perché lavoreremo al fianco dei responsabili di Terna, del Polihub e di Cariplo Factory che ci permetteranno di migliorare e rafforzare la nostra idea imprenditoriale».
Per seguire le evoluzioni di Veranu basta tenere d’occhio il sito dove trovate anche i riferimenti ai canali social dell’azienda.

Con BandBackers i produttori musicali sono i fan

 

bandbackers_teamNon parliamo spesso di musica, eppure è un ambito in cui c’è parecchio fermento e sono tante le idee che tentano di trovare una soluzione per un mondo, quello culturale, che ha accusato più di tutti l’impatto con il web e le nuove tecnologie. Fa la sua parte Bandbackers, startup con sede a Roma e fondata dal messinese Roberto Calabrò. Roberto ci spiega il meccanismo con cui funziona Bandbackers:«È la prima label discografica community based, dove gli artisti trovano fondi per realizzare la loro musica e i fan vengono messi a parte degli utili generati dal progetto finanziato». Questo è possibile grazie al sistema definito Royalty Crowdfunding che permette ai fan di essere ripagati grazie alle vendite del prodotto che hanno contribuito a realizzare.

 

Con Bandbackers i fan diventano parte attiva del mercato musicale

 

Bandbackers nasce dall’esperienza personale di Roberto che per alcuni anni ha intrapreso la carriera artistica: un periodo utile per capire le difficoltà che questo mondo pone. «Arriva purtroppo il momento in cui non è certo che qualcuno voglia investire su di te – dice ai microfoni di Start Me Up – Bandbackers nasce quindi con la volontà di dare questo potere ai fan, che oggi piuttosto che volere il possesso di un prodotto musicale, preferiscono avere accesso ad esso e essere attori in prima persona».

 

Bandbackers tra i candidati per il programma di accelerazione di 42 Accelerator

 

Al momento Bandbackers ha partecipato alla call per entrare nel programma di accelerazione di 42 Accelerator.«Abbiamo scelto di partecipare a questa call – spiega Roberto – perché loro sono alla ricerca di un’idea disruptive per la quale non esiste ancora un mercato o il mercato deve essere ancora validato». Il gruppo in questi due anni ha lavorato molto per elaborare una risposta che fosse esaustiva per il mondo della musica, e che possa in qualche modo lasciare il segno. Quella di 42 Accelerator è una grossa opportunità e un in bocca al lupo a questi ragazzi ci sta tutto. Bandbackers ce la farà a accedere? Per saperlo non ci resta che aspettare e seguire bandbackers.com.

 

42 Accelerator alla ricerca di portatori sani di innovazione

42accelerator_team

Li abbiamo nominati più volte ed è doveroso conoscere meglio 42 Accelerator, l’incubatore che ha sede in via Mantova 36 a Torino e che, nella comunicazione ricalca l’immaginario stupendo di Douglas Adams. Ne parlo con Irene Cassarino che occupa il ruolo di program director all’interno della struttura e purtroppo non è una grande fan di Guida Galattica per Autostoppisti.

L’intervista con Irene parte dalla call che si è chiusa lo scorso 30 settembre: «Cerchiamo portatori sani di innovazione, non persone che aspirino a essere solo degli startuppari – dice ai microfoni di Start Me Up. Inoltre per noi è ancora valido il concetto di startup come High Growth Technology Business e non una forma legislativa di società come purtroppo è diventata in Italia».

 

La selezione dei 15 candidati si chiuderà il mese prossimo

 

In questi giorni sono impegnati nell’analisi di tutte le domande pervenute. Tra queste, verranno fuori cinquanta candidati, che saranno convocati per una call di verifica, così da poter approfondire le informazioni inserite nei moduli. Di questi ne verranno selezionati la metà e accederanno al 42 Challenge, un evento di due giorni che si terrà a novembre. Solo in 15 infine saranno ammessi al 42 Garage, «un periodo di prova di un mese – spiega Irene – in cui si deciderà se continuare insieme l’avventura imprenditoriale».

 

Un percorso ispirato ai modelli di crescita statunitensi

 

Purtroppo non ci sono riferimenti a Douglas Adams all’interno della struttura «Abbiamo però le magliette ufficiali e il nostro sito che recitano Don’t Panic – Start Testing», scherza Irene. Per fortuna più che a Guida Galattica per Autostoppisti, il percorso di validazione e accelerazione di 42 Accelerator si ispira ai percorsi statunitensi che nel tempo hanno dato parecchi frutti e si sono dimostrati molto validi.
42 Accelerator ha un blog in cui è possibile seguire ciò che accade all’interno della struttura di Torino. Per qualsiasi informazione potete mandare una mail a questo indirizzo.

04.radiosmu – green Chiudiamo le repliche di agosto con tre startup che vogliono lasciare un mondo migliore di quello che hanno ricevuto



Tante startup nascono con l’idea di voler lasciare qualcosa di buono sia alle persone che al nostro pianeta. In questo ultimo podcast di agosto abbiamo raccolto tre storie di tre progetti green, che hanno cioè a che fare con la salute delle persone e del pianeta.

In Calabria il mulino a pietra si finanzia con il crowdfunding

grano

immagine via

La notizia ha fatto il giro di tutti i giornali e arriva da San Floro (CZ). Mulinum è il progetto portato avanti da Stefano Caccavari che attraverso il crowdfunding sta recuperando il più antico mulino a pietra naturale della Calabria per inserirlo in un ciclo produttivo di prodotti da forno. Il Sole 24 ore lo ha definito il primo mulino social e la raccolta è in dirittura d’arrivo «Siamo all’80% della somma prevista» dice Stefano a Start Me Up. Quello di San Floro non è un mulino qualunque: è uno dei pochi rimasti a pietra naturale. Al di là dell’evidente valore storico c’è anche un vantaggio dal punto di vista produttivo perché la macinatura ottenuta da questo tipo di pietra è unica e difficilmente replicabile. Inoltre anche il grano che si intende macinare presenta delle qualità nutritive particolari «Come il resto della Calabria anche a San Floro cresce un tipo di grano ricco di fibre e povero di glutine rispetto ai cosiddetti grani moderni» dice nell’intervista.

Stefano non è nuovo a simili iniziative: quando San Floro ha rischiato di diventare la più grande discarica d’Europa ha dato vita a orto di famiglia: «Siamo ripartiti dalla terra per dire che il nostro territorio è a vocazione agricola e non a vocazione di rifiuti industriali e pericolosi». E infatti oggi chi vive nei pressi di Catanzaro può comprare a chilometro zero frutta e verdura coltivati senza concimi chimici. C’è ancora modo per contribuire alla realizzazione del mulino. Per farlo si può contattare Stefano sul suo profilo facebook oppure andare su mulinosanfloro.it e scegliere di fare una donazione libera o acquistare in anticipo il kit farina bio.

Kanesìs e i mille usi della canapa industriale

radiosmu incontra kanesis

Un momento dell’intervista a Giovanni Milazzo

Giovanni Milazzo da circa un anno è a capo del progetto Kanesìs. Questa startup catanese sta lavorando per mettere in piedi la filiera produttiva della canapa industriale. L’ho incontrato durante il primo Open Day del FabLab Messina (ne ho parlato qui), dedicato al riciclo. Proprio per questo l’intervista parte dal filamento che Kanesìs ha creato per la stampa 3D e che ha origine dagli scarti della canapa: «un prodotto di per sé straordinario a cui si aggiungono ulteriori caratteristiche straordinarie», dice Giovanni. L’obiettivo di Kanesìs non è però la sola stampa 3D: «Siamo all’interno di un percorso – continua – che ci porterà a realizzare granuli speciali prodotti dalla canapa industriale siciliana». L’intervista è stata registrata l’1 ottobre e da allora sono stati tanti i passi avanti fatti da questi ragazzi, vi invito a seguire il progetto su kanesis.eu.


È partita la campagna di crowdfunding di Kanesìs su kickstarter. 

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Pulire il mare con la lana

lana_mare_pulitoIn Sardegna c’è chi vuole pulire le acque con la lana. È Daniela Ducato che con la sua azienda – Edilana – è riuscita a creare insieme all’Università di Cagliari Geolana Salvamare. Geolana è un sistema naturale composto da lana e sugherone (gli scarti dell’albero del sughero) che è in grado di assorbire gli agenti inquinanti, soprattutto petrolchimici, presenti nei liquidi. Tecnicamente questo materiale rientra nei geotessili assorbitori e potrebbe rappresentare una svolta nella pulizia dei nostri mari, fiumi e laghi. Oltre ad assorbire gli agenti inquinanti con un rapporto 1 a 14 (ogni chilo di Geolana ne assorbe 14 di agenti inquinanti), dice Daniela che nel corso di un mese vengono eliminati almeno 2/3 di agenti inquinanti restituendo acqua pulita. Geolana viene fuori dalla collaborazione con l’Università di Cagliari e rientra nelle filiere Edilzero Architetture di Pace, prodotti diversi tra loro che hanno in comune alcune caratteristiche:

  • la produzione totalmente italiana,
  • la coincidenza tra il luogo di produzione il luogo di trasformazione (la cosiddetta produzione a chilometro/costo),
  • l’utilizzo di materie rinnovabili ed eccendenti (che non incidono cioè sulla produzione agricola, ma esistono in abbondanza in natura),
  • il totale scambio di competenze e conoscenze tra le varie aziende che compongono la filiera.

Per approfondire le tematiche citate durante l’intervista e acquistare i prodotti Edilana c’è il sito edilana.com.

foto di copertina di Steinar La Engeland