Il design come “arma” di giustizia



Illustrazione del mese di CM dal tema JusticeCreative Mornings Palermo non va in vacanza e anzi approfitta dell’afa agostana per organizzare un appuntamento speciale per questo mese. È speciale perché anziché una colazione sarà un aperitivo (il 31 agosto alle sette di sera) e sarà speciale anche per l’ospite che animerà questo appuntamento: Vincenzo Di Maria di Commonground srl. A lui il compito di declinare il tema del mese che è Justice con un talk dal titolo “Design: un’arma a doppio taglio”.

Il design può fare male?

Da bravi media partner abbiamo sentito Vincenzo qualche settimana fa e vi anticipiamo qualche punto del suo intervento. Può fare male il design? Possiamo dire che esiste un design giusto? Sono solo alcune delle domande che abbiamo posto a Vincenzo a cui lui ha pazientemente risposto.

La citazione sul design di Vincenzo di commonground

Ma abbiamo anche parlato del suo lavoro, del ruolo di service designer e di come questa figura aiuti i professionisti a progettare seguendo un criterio ben preciso. Quello seguito da Vincenzo è la persona, infatti non a caso parla di human center design. Un approccio utile a tutto tondo: sia per progetti profit che per quelli no-profit. Durante l’intervista citiamo anche un lavoro che Vincenzo ha svolto a Londra per conto di “Design agaist crime”. Sono ricerche che studiano il comportamento di chi commette crimini minori (furto di biciclette, risse fuori dai pub…) e che cercano di trovare delle soluzioni attraverso una progettazione ragionata. I risvolti sono interessanti: li elenca Vincenzo durante l’intervista.

Architettura dell’informazione conoscerla per usarla al meglio

In più parliamo anche di architettura dell’informazione, visto che Vincenzo è stato presidente e ora è nel consiglio direttivo di Architecta, l’associazione italiana che si occupa di diffondere questi temi a livello nazionale. Tra qualche mese ci sarà il loro summit annuale, evento importante visto che questi temi non riscontrano ancora i favori del grande pubblico nonostante siano di interesse comune. Chi di noi infatti può dire di non aver bisogno di “trovare” delle informazioni sia nel mondo reale che digitale?

Come partecipare a “Design: un’arma a doppio taglio”

L’appuntamento di Creative Mornings Palermo di agosto sarà un aperitivo. Inizia alle 19, l’ingresso è gratuito ma bisogna registrarsi. Il resto delle informazioni e il modulo sono nella pagina dell’evento ufficiale.

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La foto di copertina è l’immagine del mese di Creative Mornings, realizzata da Simona Čechová.

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Il racconto, lo sguardo e l’invisibilità dell’oratore



il racconto, lo sguardo e l'oratoreAlberto Nicolino è un autore e un attore. Si occupa di spettacolo dal vivo, oralità, drammaturgia. Ha scritto libri e collaborato con emittenti radiofoniche. Di mestiere raccoglie storie, le trasforma e le racconta ed insegna a raccontarle e a parlare in pubblico. Ma soprattutto è il protagonista del prossimo Creative Mornings Palermo con un intervento dal titolo “il racconto e lo sguardo”. Noi lo abbiamo intervistato.

Senza spazio non c’è racconto

Il senso di tutta l’intervista ad Alberto potrebbe essere racchiuso nella frase “senza spazio non c’è racconto”. È l’aspetto che viene fuori prepotentemente dalle parole di Alberto che ci aiuta a scoprire le bellezze della parola e delle storie. C’è un rapporto viscerale tra lo sguardo e le parole al punto da non riuscire a capire quale dei due è conseguenza dell’altro. Nell’intervista raccogliamo anche consigli utili per chi vuole apprendere i segreti di un bravo narratore. E se ascolterete il podcast capirete che se rincorrete questo obiettivo allora siete fuori strada.

la citazione sul racconto di Alberto Nicolino

Il contenuto è il re

Alberto sottolinea come siano le storie le vere protagoniste di un racconto. Va da sé che il narratore deve passare necessariamente in secondo piano. O almeno, un bravo narratore. Anche per questo motivo Alberto non vuole parlare di storytelling, bensì di racconto. Il termine stra-abusato mette in evidenza la bravura dell’oratore, le sue abilità. Mentre per Alberto è importante far venire fuori la storia, i contenuti, mettendo in ombre chi li racconta.

Alberto è il protagonista dell’incontro di giugno di Creative Mornings Palermo. Tutte le informazioni sono qui.

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La foto di copertina è di Ilyass SEDDOUG, via Unsplash


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Tra cibo, editoria e startup per raccontare il bello di raccontare



La vucciria raccontata da AlessandraUn’intervista ricca e con un grosso impegno quella che trovate nel podcast numero 23 di Start Me Up. La protagonista è Alessandra Tranchina che attualmente lavora per packaging-online.it ma che ha alle spalle parecchie esperienze nel campo dell’editoria, delle startup e della grafica. Solo da questo potete capire perché questa sia un’intervista ricca di contenuti solo apparentemente diversi tra loro. L’impegno grosso che ci poniamo invece è quello di farvi venire la voglia di essere presenti l’11 maggio a Palermo per la data di Creative Mornings durante la quale Alessandra sarà la protagonista.

Perché Omero non poteva essere cieco? Per come racconta!

Si parte proprio dal talk che !!!SPOILER SPOILER!!! Si intitolerà “Omero non è cieco”. Nell’intervista Alessandra anticipa alcuni temi di cui parlerà sabato 11, ma soprattutto fa riferimento ai due suoi lavori che sono collegati con il tema del mese di Creative Mornings e cioè Preserve (conserva). Parliamo di Valuta Vucciria e Vucciria Oltrevisibile in cui Alessandra ha riversato tutto il suo amore e la sua passione per uno dei mercati più antichi di Palermo (per cui ha creato anche un font ad hoc!). I due progetti hanno dato la possibilità a Alessandra di raccontare fuori dagli stereotipi uno dei luoghi simbolo del capoluogo siciliano chiuso nella contraddizione di doversi adattare alle esigenze della società moderna restando com’è.

Vestire il cibo per raccontarlo

Al momento Alessandra si occupa di packaging di prodotti alimentari. Ne approfittiamo quindi per chiederle come si racconta il mondo del food che, tra social e programmi specifici, sembra aver dimenticato la sua prima funzione e cioè nutrire le persone e farlo al meglio. Nessuna polemica, sia chiaro, Alessandra ci offre un’interessante punto di vista sul ruolo che la comunicazione e la presentazione dei cibi ha nelle fasi di acquisto di un prodotto e lo fa con l’occhio dell’addetto ai lavori.
Poi si passa a parlare di Mosaicoon, realtà palermitana che lo scorso anno, tra lo stupore generale ha chiuso i battenti. La startup aveva la sua sede principale a Palermo ed era stata una delle prime aziende digitali italiane a conquistare i mercati internazionali. Con Alessandra parliamo delle ripercussioni che un evento simile ha causato in lei in quanto ex collaboratrice, ma soprattutto come palermitana che lavora nel campo della creatività.

Il consiglio di Alessandra su come raccontare al meglio

Infine chiudiamo l’intervista con l’editoria perché citiamo alcuni lavori realizzati da Alessandra. Il primo è Lampedusa 2013, un’infografica che racchiude le principali notizie relative all’isola accadute durante quell’anno. È un esempio di graphic journalism che in Italia abbiamo conosciuto grazie principalmente al Sole24ore e che racconta in modo immediato la realtà dei dati. Inoltre Alessandra cita due sue pubblicazioni: la prima per Fontanella press, piccola casa editrice indipendente e un lavoro che ha svolto per un autore che si è affidato al self publishing. Perché progetti così piccoli? Perché sono quelli che ti danno più libertà di racconto, lo dice lei stessa quasi al termine di questa intervista che – ve lo abbiamo detto – è davvero ricca!

Giallogin interpreta Preserve

Ecco come GialloGin ha interpretato il tema del mese

Non perdete l’evento di Creative Mornings Palermo con Alessandra.

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