Ridefinire il concetto di bene comune: l’ex asilo Filangieri di Napoli



Foto di partivano i bastimenti, opera all'ingresso dell'asilo, bene comuneEra da tempo che sentivo parlare dell’ex asilo Filangieri di Napoli, una struttura che dal 2012 sta ridefinendo il concetto di uso dei beni pubblici in Italia. Per questo, di passaggio nella città partenopea, non potevo non andare a trovarli e passeggiare all’interno di questo edificio che, costruito nel 1572, faceva parte del plesso del convento di San Gregorio Armeno. Grazie al contributo di Marina Nardone sono riuscito a mettermi in contatto con alcune persone del collettivo (tutti operatori del mondo della cultura e dello spettacolo) e una volta lì sono stato guidato da Fabrizio e Cesare che mi hanno raccontato cosa l’ex asilo Filangieri è diventato e sopratutto cosa rappresenta per il quartiere e l’Italia intera.

Il mio primo incontro con il gruppo dell’ex-asilo è stato a pranzo:. L’atmosfera è stata da subito conviviale nonostante le mie mille domande. Le risposte di ciascuno mi hanno raccontato di come lo spazio sia stato prima occupato e poi liberato, mi hanno detto delle criticità superate, di come si sia arrivati a dedicare uno spazio alla cultura gestito da chi di cultura ci vive, e tanto altro. Fatti, aneddoti, pensieri che resteranno nella mia testa e che – mannaggia a me – non vi faccio sentire perché ho dimenticato di accendere il registratore. 

Le domande che sentirete invece verteranno principalmente su tre argomenti.

La gestione assembleare della struttura

sala dell'anti teatro all'asilo filangieriUna delle prime cose che salta agli occhi quando si parla dell’ex-Asilo è la gestione assembleare della struttura. È spiegata anche nella guida pratica che trovate sul sito ufficiale. Lì, oltre alle modalità, viene esplicitato il senso di questo gesto. Il gruppo, consapevole di non voler appropriarsi di uno spazio attraverso un gesto coatto come l’occupazione, rimette nelle mani di una assemblea aperta la gestione e l’uso degli ambienti dell’asilo. È la modalità che garantisce la maggior trasparenza – mi dice Cesare – ed è un modo per evitare che si creino posizioni dominanti all’interno dello stabile. L’assemblea è un organo fluido, una caratterista che ritroviamo anche nell’organizzazione degli spazi che sono belli e curati in ogni minimo dettaglio.

Il rapporto con il quartiere

Uno dei punti deboli più comuni dei centri che si occupano di cultura è il rapporto con il vicinato. Anche l’ex-asilo affronta questa criticità, a cui va aggiunto il tema del turismo intensivo che nella zona è davvero impressionante (l’asilo è a ridosso di S.Gregorio Armeno, la via dei presepi e a due passi da via dei Tribunali). E così l’asilo rappresenta soprattutto per i più piccoli un luogo dove incontrarsi e “stare”, con tutte le conseguenze del caso. Ma questo ha anche dei benefici: Cesare racconta di come sia sempre interessante interagire con queste persone e per certi versi arricchente perché riescono a cogliere aspetti del messaggio dell’ex-asilo che altri non riescono.

Il ruolo dell’ex-asilo nella gestione dei beni comuni

opera all'interno dell'asilo, bene comuneL’ex asilo Filangieri nasce nel marzo del 2012, in un momento storico in cui in Italia ci si interrogava su cosa fossero i beni comuni e soprattutto, cosa se ne dovesse fare. Se in altre città si occupavano i teatri (a Roma il Valle, a Palermo il Garibaldi, a Messina il Teatro in Fiera) con esperienze che nel tempo e per motivi diversi sono andate sgonfiandosi, a Napoli il ragionamento è stato diverso. La gestione assembleare che abbiamo descritto sopra è diventata una vera e propria alternativa all’affidamento attraverso bando di gara da parte dell’ente preposto al controllo. Se la decisione di non occupare nel senso canonico del termine la struttura è stata dell’assemblea, dall’altra parte c’è stata la lungimiranza del Comune di Napoli che ha autorizzato questa forma di gestione, nonostante l’assenza di una legge apposita. Alcuni hanno gridato allo scandalo, per altri invece, è solo il primo passo verso un nuovo modo di intendere e gestire il bene comune.

Con questo reportage cerchiamo di fare un racconto il più oggettivo possibile, lasciando ampio spazio alle voci dei protagonisti.

Nel podcast viene citata questa intervista a Nicola Capone.

Questo podcast è realizzato grazie a:


Iscriviti a Satispay con il codice promo STARTMEUP e ottieni 5 euro sul tuo account! Per info e dettagli, clicca qui.

Fai la tua donazione a Start Me Up su Patreon o Satispay ed entra a far parte della community degli innovatori del Sud Italia!

Commenta questo podcast sul gruppo facebook di Start Me Up.

Jazz’Inn 2019 Pietrelcina: lo speciale in tre podcast di Start Me Up

Dal 28 al 31 luglio 2019 siamo stati a Pietrelcina in provincia di Benevento per raccontarvi uno degli eventi più interessanti tra quelli dedicati all’innovazione in tutto il panorama italiano.

Ci riferiamo a Jazz’Inn, il festival nato ormai 3 anni fa proprio in provincia di Benevento come ancora di salvezza per “Jazz sotto le stelle”, storica rassegna di musica jazz che si svolge da tempo nel paesino di S.Pio. Per chi non ricordasse la storia può ascoltarla nel podcast che abbiamo pubblicato un anno fa circa (ci arrivate cliccando sull’immagine che trovate di seguito).

Jazz e innovazione: concerti

Clicca sull’immagine per ascoltare il podcast “Jazz e innovazione per una storia che vale la pena raccontare”

Jazz’Inn 2019: un format “costruttivo”

I tavoli di lavoro di Jazz'Inn rappresentano la vera innovazioneIl modello di Jazz’Inn è quanto di più semplice ci possa essere: nei giorni precedenti l’evento si chiede a aziende, startup o semplici appassionati di proporre un tema e/o un problema di cui discutere. Queste richieste diventano tavoli di lavoro a cui i partecipanti decidono di iscriversi. Nel giro di due sessioni da un’ora ciascuno i partecipanti ai tavoli cercano – ognuno con il proprio punto di vista – una possibile soluzione al problema proposto. La formula funziona principalmente perché spesso al tavolo siedono persone con competenze ed esperienze diverse: le restituzioni dei vari tavoli (che avvengono alla fine di ogni giornata) rilevano il livello di creatività e di confronto che i partecipanti sperimentano in modo costruttivo. Non è infatti un modo di dire che il vero lavoro per chi partecipa a Jazz’Inn inizi proprio alla fine dell’evento. Seppur la manifestazione sia al terzo anno, si sono già registrati casi di progetti nati tra i tavoli di lavoro di Jazz’Inn, per non contare le collaborazioni nate dalla semplice connessione delle persone.

Il modello slow dell’innovazione di Ampioraggio

Il punto di forza di Ampioraggio, la fondazione che organizza Jazz’Inn è il modello slow legato al mondo dell’innovazione. Sembra un paradosso, in realtà la scelta è motivata e vincente. Motivata perché parlare di lavoro e nuovi progetti tra un bicchiere di vino e un concerto jazz è sicuramente più piacevole. Vincente perché nel corso degli anni Jazz’Inn è cresciuto in quantità e qualità. Per la prima volta quest’anno il format è stato replicato a Lagueglia, in Liguria ottenendo un buon riscontro. Inoltre, l’edizione 2019 di Pietrelcina ha potuto contare – tra gli altri – sul sostegno di Invitalia e Azimut.

Lo speciale di Start Me Up dedicato a Jazz’Inn: un racconto corale

Nel corso di Jazz’Inn Start Me Up ha pubblicato tre podcast speciali raccogliendo le voci dei protagonisti che hanno preso parte all’evento. Li abbiamo pubblicati direttamente dal posto, uno al giorno. Per comodità mettiamo il link alla fine di questo articolo: vi basterà cliccare sull’immagine per ascoltare il podcast.

Jazzinn al via con l’Invitalia day – podcast #01

È stata ridefinita Invitalia Day la prima giornata di Jazzinn 2019 che si è svolta sul Sannio Express e a Pietrelcina presso la sede di CFP RICERCHE INNOVAZIONE SRL. Si parla di Invitalia Day perché Invitalia oggi ha avuto modo di presentare alcune idee di impresa nate grazie alle misure promosse da questo ente. Ma… Leggi tutto

player podcast speciale 1

***

L’innovazione di Jazz’Inn passa tra i tavoli di lavoro – podcast #02

Secondo podcast speciale dedicato a Jazz’Inn 2019 di Pietrelcina. In poco più di trenta minuti ripercorriamo insieme il secondo giorno dell’evento, il primo in cui erano previsti i tavoli di lavoro. Ci aiuta a farlo il primo ospite di questo podcast, Anna Elisa Fersini della Fondazione Ampioraggio a cui abbiamo chiesto un bilancio di questa… Leggi tutto

il player del secondo podcast speciale su jazzinn

***

Contaminazione e entusiasmo la ricetta di Jazz’inn – podcast #03

Non ci sono parole migliori per descrivere la seconda giornata dell’edizione 2019 di Jazz’Inn: contaminazione e entusiasmo. Proviamo a raccontarvelo – nonostante la stanchezza – anche in questo terzo speciale che dedichiamo a questo evento e che ci porta inevitabilmente a fare anche un bilancio dell’intera edizione. Come negli altri due speciali poi, cerchiamo di… Leggi tutto

Il player del terzo podcast speciale dedicato a jazzinn

Le interviste video

Nel corso dell’evento abbiamo anche realizzato delle brevi interviste video ad alcuni dei protagonisti di JazzInn 2019 – Pietrelcina. I video sono stati pubblicati nel canale ufficiale di Fondazione Ampioraggio e sono stati realizzati grazie alla preziosa collaborazione di Diamante Content.

L’innovazione di Jazz’Inn passa tra i tavoli di lavoro



Secondo podcast speciale dedicato a Jazz’Inn 2019 di Pietrelcina. In poco più di trenta minuti ripercorriamo insieme il secondo giorno dell’evento, il primo in cui erano previsti i tavoli di lavoro. Ci aiuta a farlo il primo ospite di questo podcast, Anna Elisa Fersini della Fondazione Ampioraggio a cui abbiamo chiesto un bilancio di questa giornata. Anna Elisa nel corso dei lavori ha avuto modo di raccontare ai presenti come lavora la Fondazione Ampioraggio che – lo ricordiamo – al momento è impegnata nell’iter di riconoscimento giuridico. Anna Elisa racconta lo stato dell’arte di questo processo ma sopratutto il valore dell’azione di questa Fondazione il cui impegno non si esaurisce nell’organizzazione e nel coordinamento di Jazz’Inn.

Tavoli di lavoro: dai cittadini smart alle occasioni targate UE

Al via in questa seconda giornata i tavoli di lavoro: ci sarebbe piaciuto farveli sentire tutti, ma naturalmente non è stato possibile. Abbiamo così deciso di ospitare Flavia Marzano, Assessora a Roma Semplice che ha coordinato il tavolo Smart Citizen. Flavia racconta le sue aspettative e ciò che è riuscita a trarne dal lavoro di oggi: soluzioni che potrà utilizzare nel proprio lavori nei prossimi mesi. Con Flavia parliamo anche delle tecnologie Open nell’era in cui internet è sempre più in mano ai grossi monopoli. Potete immaginare la sua risposta, vero? Verificatelo ascoltando il podcast. Oltre al tavolo coordinato da Flavia abbiamo poi chiesto a Francesco Roca di ENEA, Enterprise Europe Network cosa è accaduto nel tavolo dedicato alle risorse messe in campo dalla UE per le startup e le PMI. Ne sono venute fuori grosse possibilità di finanziamento, soprattutto nel campo della ricerca. Francesco ne elenca alcune che possono essere approfondite sul sito … oppure chiedendo direttamente allo staff di ENEA.

Per le startup occasioni di finanzimento e networking

Tra i tavoli di lavoro si aggirano anche molte startup: alcune sono lì per cercare finanziamenti, altre semplicemente per fare network o stabilire nuove collaborazioni. È accaduto a Lagueglia dove Lorella e Carmen Troncone di Luogo Sicuro hanno stretto una partnership con Esa. Luogo Sicuro è una applicazione che porta il piano di protezione civile sugli smartphone dei cittadini. Un vero e proprio vantaggio perché attualmente tutto viene gestito attraverso mappe cartacee che gli enti sono obbligati a fornire a ogni cittadino. Luogo sicuro permette inoltre di informare tempestivamente sia i cittadini che i soccorritori nelle emergenze. Grazie poi alla collaborazione con Esa Luogo Sicuro riesce a installare delle piastrine in cui è possibile conservare lo stato di salute dell’edificio. Informazioni che sono presenti in loco e sulla mappa così da permettere ai soccorritori di intervenire dove ce n’è più bisogno. Ce ne parla Sasha Carraro.

Infine chiude questo secondo podcast speciale Jazz’Inn 2019 Pietrelcina Maurizio Gullotti che ci presenta Godrink, una app di social drinking. Grazie a questa applicazione è possibile condividere un bicchiere di vino con persone che non conosciamo e che amano bere in compagnia. Maurizio è venuto a Pietrelcina per conoscere nuovi imprenditori e promuovere la sua app che è online da un anno e mezzo con un buon riscontro da parte dell’utenza. Ci racconta in questo podcast i piccoli aggiustamenti che ha apportato grazie ai pareri degli utenti.

Cosa è Ampioraggio

Ampioraggio nasce con l’obiettivo di mettere in relazione innovatori, acceleratori di innovazione e mercato domestico e internazionale.

La Fondazione Ampioraggio è un ecosistema dell’innovazione, che crea visibilità e spazi di mercato, mettendo insieme imprese e startup innovative, grandi imprese, esperti dei mercati internazionali, stakeholders di settore, ricercatori e global techbuyers.

Per conoscere la storia di Jazzinn e Ampioraggio ascolta i podcast Jazz e innovazione per una storia che vale la pena raccontare e Una fondazione con al centro l’innovazione per rispondere alle esigenze dell’Italia.

Questo speciale è stato realizzato in collaborazione con Fondazione Ampioraggio.


Iscriviti a Satispay con il codice promo STARTMEUP e ottieni 5 euro sul tuo account! Per info e dettagli, clicca qui.

Fai la tua donazione a Start Me Up su Patreon o Satispay ed entra a far parte della community degli innovatori del Sud Italia!

Commenta questo podcast sul gruppo facebook di Start Me Up.

Jazzinn al via con l’Invitalia day



È stata ridefinita Invitalia Day la prima giornata di Jazzinn 2019 che si è svolta sul Sannio Express e a Pietrelcina presso la sede di CFP RICERCHE INNOVAZIONE SRL. Si parla di Invitalia Day perché Invitalia oggi ha avuto modo di presentare alcune idee di impresa nate grazie alle misure promosse da questo ente. Ma soprattutto perché per tutto il pomeriggio gli esperti di Invitalia hanno avuto la possibilità di incontrare neo e aspiranti imprenditori per discutere delle proprie idee di impresa.

In questo speciale vi raccontiamo il giorno 1 con le voci di:

Cosa è Ampioraggio

Ampioraggio nasce con l’obiettivo di mettere in relazione innovatori, acceleratori di innovazione e mercato domestico e internazionale.

La Fondazione Ampioraggio è un ecosistema dell’innovazione, che crea visibilità e spazi di mercato, mettendo insieme imprese e startup innovative, grandi imprese, esperti dei mercati internazionali, stakeholders di settore, ricercatori e global techbuyers.

Per conoscere la storia di Jazzinn e Ampioraggio ascolta i podcast Jazz e innovazione per una storia che vale la pena raccontare e Una fondazione con al centro l’innovazione per rispondere alle esigenze dell’Italia.

Questo speciale è stato realizzato in collaborazione con Fondazione Ampioraggio.


Iscriviti a Satispay con il codice promo STARTMEUP e ottieni 5 euro sul tuo account! Per info e dettagli, clicca qui.

Fai la tua donazione a Start Me Up su Patreon o Satispay ed entra a far parte della community degli innovatori del Sud Italia!

Commenta questo podcast sul gruppo facebook di Start Me Up.

Tra satelliti e finanziamenti europei: un’intervista che parla di futuro



Podcast che vi porta nello spazio questa settimana: con noi Gaetano Volpe di Latitudo 40. L’azienda campana utilizza intelligenza artificiale, machine learning e analisi di big data a supporto dell’osservazione attraverso i satelliti del globo terrestre. Lo scopo è fornire maggiori strumenti per intervenire in modo più incisivo nella risoluzione dei problemi legati alle sfide ambientali odierne. Ma Gaetano non ci parla solo di spazio e satelliti. Lui è anche uno dei coach per due programmi promossi dalla Commissione Europea: Horizon 2020 e Eureka. Nel corso dell’intervista ci fornirà spunti su cui riflettere e alcuni suggerimenti da mettere in pratica.

Satelliti: un mercato in espansione

Latitudo 40 opera nel campo dei satelliti e dell’osservazione terrestre. Un ambito in crescente espansione per via dei costi sempre più esigui che permettono anche a privati di mandare in orbita un proprio mezzo. Al momento Latitudo 40 è concentrata sulla strumentazione utile all’osservazione della terra utilizzando satelliti altrui, ma Gaetano non nasconde i piani futuri a medio e lungo termine. Per conoscerli e sapere quali sono i vantaggi dell’uso dei satelliti, ascoltate il podcast.

Bandi europei e coaching

Gaetano è anche un coach per due dei programmi promossi dalla Commissione Europea su impresa e innovazione: il Programma Sme e il Programma Eureka. Sono due azioni messe in campo dall’Europa con scopi ben precisi. Lasciamo che sia Gaetano a spiegarne le caratteristiche. Qui ci preme sottolineare come sia fondamentale non confondere il coach con il consulente. Gaetano definisce il coach “l’avvocato del diavolo” perché questa figura è sempre pronta a mettere in difficoltà il team che assiste. L’obiettivo è far emergere i punti deboli così da poterli convertire in punti di forza. Il coaching – ci dice Gaetano – non è una pratica che al momento chi vive al Sud Italia apprezza particolarmente: forse il motivo è da rintracciare nell’indifferenza che spesso chi conduce un business a queste latitudini nutre verso questo tipo di figure. Gaetano con il suo lavoro cerca di invertire questa tendenza visti i benefici concreti che lui stesso vede nelle aziende che segue.

La citazione di Gaetano di Latitudo40

Infine, Gaetano ci consiglia di tenere d’occhio il sito foundingbox.com dove è possibile registrarsi e trovare i bandi più interessanti per chi vuole innovare all’interno della propria azienda. Navigare tra le offerte sarà meno emozionante di andare nello spazio, ma certamente più remunerativo.

Questo podcast è realizzato grazie a:

La foto di copertina è di SpaceX, via Unsplash


Iscriviti a Satispay con il codice promo STARTMEUP e ottieni 5 euro sul tuo account! Per info e dettagli, clicca qui.

Fai la tua donazione a Start Me Up su Patreon o Satispay ed entra a far parte della community degli innovatori del Sud Italia!

Commenta questo podcast sul gruppo facebook di Start Me Up.

26. Pivot vs. fallimento: la storia di Volumeet



La foto di Massimo di Volumeet che ha fatto pivot con MusifyPiù che un fallimento in questo nuovo appuntamento del ciclo #falliscimeglio raccontiamo una storia di pivot, cioè di un cambio sostanziale nella struttura dell’azienda e del suo modello di business. È la storia di Massimo Morgante, che oggi sta portando avanti Musify, un’app che nasce sei anni fa circa con il nome di Volumeet.

Massimo ai nostri microfoni ripercorre la storia che lo ha portato a creare una startup che mette insieme social network e passione per la musica. Un mercato spesso non semplice, sia per la crisi che vive ormai da tempo e perché legato a logiche interne ben consolidate. Non è infatti un caso che Volumeet abbia cambiato più volte modello di business e abbia deciso, all’inizio di quest’anno, di fare un vero e proprio pivot.

È una storia fatta di caparbietà e tentativi quella che raccontiamo in questo podcast. Una storia che dimostra come la passione e la costanza siano due elementi imprescindibili per chi decide di fare impresa. Massimo, in questi anni, ha imparato a essere più concreto e analitico, chissà quale vantaggio ne trarrete voi che ascolterete il suo racconto.

La citazione di Massimo di Volumeet

#falliscimeglio è la serie di start me up che racconta ciò che chi fa impresa al Sud Italia ha imparato dalla propria esperienza di fallimento. Non stiamo parlando di fallimento in senso giuridico del termine, ma ci riferiamo a tutti quegli errori che ci sono costati cari e di cui è importante trarne vantaggio.

Questo podcast è realizzato grazie a:


Iscriviti a Satispay con il codice promo STARTMEUP e ottieni 10 euro sul tuo account! Per info e dettagli, clicca qui.

Fai la tua donazione a Start Me Up su Patreon o Satispay ed entra a far parte della community degli innovatori del Sud Italia!

Commenta questo podcast sul gruppo facebook di Start Me Up.

33. Jazz e innovazione per una storia che vale la pena raccontare



Jazzin è una bella storia di innovazione e Jazz che vale la pena raccontare per almeno due motivi.

La citazione su Innovazione di Giuseppe di fondazione AmpioraggioC’è l’incontro tra innovazione e musica. L’anno scorso Jazz sotto le stelle, la manifestazione jazzistica che si svolge dal 2005 a Pietrelcina (BN), non aveva trovato i fondi e per far fronte a questa crisi coinvolge la Fondazione Ampioraggio che accetta e affianca ai concerti serali una serie di incontri “slow” dedicati al mondo dell’innovazione e dell’impresa.

C’è il voler trasformare il problema in possibilità: la necessità del direttore artistico di Jazz sotto le stelle (Giovanni Russo) ha permesso a Giuseppe De Nicola (co-fondatore di Fondazione Ampioraggio) di creare un evento unico nel suo genere, arricchendo le persone che vi partecipano e il luogo in cui si svolge, bello ma non certo noto per i temi legati all’innovazione.

E la storia si ripete

E il successo della scorsa edizione ha indotto gli organizzatori a ripetere l’esperienza. Così dal 29 luglio al 2 agosto 2018 a Pietrelcina si terrà la seconda edizione di Jazzin in concomitanza con il festival Jazz sotto le Stelle. Il cartellone è ricco di incontri: si parlerà molto di PA visto il contributo di ANCI, cercando di capire come la collaborazione tra Pubblico e Privato possa permettere di La citazione di Giovanni Russo di Jazz sotto le stelleoffrire servizi sempre più efficienti e alla portata del cittadino. Non mancheranno panel sui temi come la blockchain o le b-corporation… il tutto in un clima “slow”, gustando le bellezze del posto e delle persone che parteciperanno all’evento. Ogni sera poi, ci saranno i concerti jazz quest’anno dedicati ai suoni di New Orleans e spaghettata di mezzanotte. Vi convince il programma?

Contribuisci al crowdfunding

Se state pensando di prenotare un posto per Pietrelcina sappiate che potete, volendo, fare anche una donazione. È attiva una campagna di crowdfunding che al momento è online sulla piattaforma campana Meridonare. Un modo semplice e immediato per entrare anche tu in questa storia che, come avrai capito, vale la pena di raccontare.


Foto di Chris Bair, via Unsplash

Ti è piaciuto questo podcast? Scrivi una recensione su iTunes!

Ascolta la playlist con le canzoni scelte dagli ospiti di Start Me Up.

23. Authentico e la lotta contro i fake alimentari



Contro le fake news stiamo lottando ancora ma sui fake alimentari possiamo contare su una nuova arma. In Campania c’è chi vuole difendere il made in Italy in campo alimentare con Authentico, una app che grazie al crowdsourcing vuole scovare tutti quei cibi che non sono prodotti in Italia. Oltre Authentico, è nato anche il cosiddetto Osservatorio dell’Italian Sounding, un ente che va a caccia di tutti quei prodotti che “suonano” italiano ma che in realtà hanno ben poco a che fare con il nostro paese.

Un approccio nuovo, ci dice Pino, alla lotta contro questi fake alimentari perché per la prima volta non si parte da consorzi o etichette, ma si chiede il diretto coinvolgimento dei consumatori, prime vittime di questi imbrogli. Dopo di loro ci sono anche le aziende italiane – quelle vere – che sono penalizzate enormemente da prodotti falsi in termini economici e poi di immagine. Conseguenze che si abbattono sull’intera categoria di prodotti che rischia di perdere quel prestigio per cui è riconosciuta in tutto il mondo.

La citazione di Pino di Authentico

Cosa possiamo imparare dalla storia di Authentico?

Authentico nasce dopo circa tre anni di studi sul mercato del cibo italiano e dei meccanismi dell’export e dell’import italiano e non. Come dice Pino nell’intervista, c’è voluto tanto lavoro di ricerca, tante interviste a esperti del settore e di economia per pensare a un prodotto che potesse rispondere a una problematica sentita e che ha dei risvolti economici importanti. È lo stesso Pino a dirci che negli ultimi anni il mercato dei fake alimentari ha fatturato circa 70 miliardi di euro, contro i 40 di quelli dei prodotti autentici. È un fenomeno da non sottovalutare.

Authentico e tutta la sua community sono pronti a fare la loro parte ed essere un’arma in più contro i numerosi fake alimentari che nascono ogni giorno e in ogni mercato del mondo. Il tutto a sostegno delle aziende italiane e, ovviamente, del buon cibo.


Ti è piaciuto questo podcast? Scrivi una recensione su iTunes!

Ascolta la playlist con le canzoni scelte dagli ospiti di Start Me Up.

64. Industria creativa: da Giffoni un modello per gestire un settore in trasformazione.



Come cambia l’industria creativa? Quali sono le sfide che attendono chi lavora in questo settore? Ne abbiamo parlato con Luca Tesauro di Giffoni Innovation Hub. La digital agency organizza tra il 14 e il 22 luglio la terza edizione di Next Generation, rassegna dedicata al mondo dell’innovazione che si svolge all’interno di Giffoni Experience.

Il focus è sul mondo dei ragazzi, ovviamente, e Luca ci accompagna all’interno del programma della rassegna per capire in che modo Giffoni Innovation Hub si appresta a affrontare le sfide dei prossimi anni. Intelligenza Artificiale, Realtà Virtuale e Big Data, sono solo alcuni degli ambiti di chi lavora all’interno dell’industria creativa e sono anche i temi a cui la rassegna è dedicata. Con Luca ci concentriamo anche sul ruolo dell’industria creativa oggi e di come lui con Giffoni Innovation Hub affronta il mercato italiano e internazionale. Nell’intervista parliamo anche del Dream Team, la community che conta 300 giovani creativi provenienti da 5 paesi del mondo, un settore che Giffoni Innovation Hub coltiva sin dai suoi inizi. Lavorare con i ragazzi ti plasma e ti insegna molto, e questo si può percepire anche dalle parole di Luca nell’intervista che, naturalmente, devi ascoltare adesso!

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per conoscere chi nel 2017 opera nell’industria creativa;

  • Per capire perché è importante – e soprattutto come – coinvolgere i ragazzi in questo processo creativo.

Piaciuto il podcast?

Se la risposta è si, non tenerti tutto dentro: vota e recensisci il podcast su iTunes.

Se poi non vuoi perderti neanche un podcast abbonati e ricevi i file direttamente sul tuo smartphone. Clicca qui se usi iTunes, o usa il feed RSS se sei un utente Android (qui trovi una serie di player che puoi scaricare gratuitamente per sentire i podcast dal tuo smartphone).

Link utili

La citazione di Luca

La citazione di Luca di Giffoni Innovation Hub

60.L’educazione che arriva dal digitale e dal metodo Montessori



È l’educazione il campo di azione di Tinkidoo e non l’insegnamento. Lo abbiamo imparato realizzando questo podcast, il sessantesimo, che vede come protagonista Sonia China, una delle fondatrici di Tinkidoo. Non è una precisazione da poco, perché il campo dell’educazione prende un territorio molto più vasto. È la stessa Sonia a spiegarlo. Tinkidoo mira a rivoluzionare il mondo dell’Educazione e per farlo ha sperimentato il metodo Montessori 2.0. Come funziona? Sonia lo illustra nell’intervista, citando naturalmente gli smart toys. Successivamente il discorso si sposta alla cultura di impresa, come andrebbe insegnata e quali sono le azioni da mettere in campo? Sonia è uno dei mentor del prossimo Startup Weekend Napoli e una sua idea ce l’ha. Infine ha trovato anche la formula matematica che serve a spiegare la cultura di impresa. Qual è? Vi basta ascoltare il podcast.

Perché ascoltare questo podcast?

  • Per conoscere la differenza tra educazione e insegnamento e di come il digitale possa sostenere il lavoro degli educatori
  • Per conoscere gli smart toys e capire il loro ruolo chiave nell’educazione

Piaciuto il podcast?

Se la risposta è si, non tenerti tutto dentro: vota e recensisci il podcast su iTunes.

Se poi non vuoi perderti neanche un podcast abbonati e ricevi i file direttamente sul tuo smartphone. Clicca qui se usi iTunes, o usa il feed RSS se sei un utente Android (qui trovi una serie di player che puoi scaricare gratuitamente per sentire i podcast dal tuo smartphone).

L’immagine di copertina è presa qui

Link utili

La citazione di Sonia

La citazione di Sonia di Tinkidoo

 

Leggi la trascrizione del podcast